lunedì 21 novembre 2016

Lettera Apostolica Misericordia et misera. Validità del Sacramento della Riconciliazione amministrato dai sacerdoti della FSSPX

Nella lettera apostolica Misericordia et Misera [qui] il papa scrive: "fino a nuove disposizioni" resta valido il Sacramento della Riconciliazione amministrato nelle chiese officiate da sacerdoti della Fraternità San Pio X.  Il resto lo esamineremo con attenzione.
12. In forza di questa esigenza, perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto. Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare [vedi e qui] viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario. Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione.
Nell’Anno del Giubileo avevo concesso ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati.[vedi] Per il bene pastorale di questi fedeli, e confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica, stabilisco per mia propria decisione di estendere questa facoltà oltre il periodo giubilare, fino a nuove disposizioni in proposito, perché a nessuno venga mai a mancare il segno sacramentale della riconciliazione attraverso il perdono della Chiesa.

44 commenti:

Giuseppe Petruzzelli ha detto...

beh.. alla fin fine i loro seminari sono stracolmi.. mentre quelli modernisti si chiudono... almeno sapremo da chi andare a confessarci

Anonimo ha detto...

Vedo ora che la lettera apostolica effettivamente sembra parlare d’assoluzione dal peccato, non dalla scomunica: ma non era così già prima, se si parla solo del peccato? E chi può assolvere dalla scomunica, ora?

Il testo latino, di cui gli altri non sono che traduzioni, non è pubblicato nel sito del Vaticano. L’italiano poi è molto dubbio: “... concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto”. La confusione regna sovrana, e i documenti ufficiali del papa sono scritti, a quanto pare, colla ponderazione e l’accuratezza di chi aspetta un mezzo pubblico alla fermata, mentre piove e gli fan male i denti.

Maso

Japhet ha detto...

Da una ricerca:

Secondo l’attuale Codice di Diritto Canonico che risale al 1983, i sacerdoti non hanno bisogno di un permesso speciale dal Papa per perdonare il peccato dell’aborto. Hanno invece bisogno del permesso del proprio vescovo per togliere la scomunica automatica, se il/la penitente è incorsa in tale scomunica. Una volta tolta la scomunica della persona che ha davanti, il sacerdote può celebrare il sacramento e assolvere il peccato. Con i sacerdoti che hanno questa facoltà (anche chiamata “delega”) tutto ciò normalmente avviene in una sola “seduta”.
Negli Stati Uniti, ad esempio, pochi anni dopo la promulgazione dell’attuale Codice, praticamente tutti i sacerdoti hanno avuto dai propri vescovi la facoltà di togliere la scomunica in cui il/la penitente è eventualmente incorsa praticando l’aborto. In Italia fino ad ora erano i penitenzieri in cattedrale, i frati mendicanti (ad es., francescani, domenicani, carmelitani), i gesuiti e tutto il clero della Diocesi di Roma che avevano il privilegio di togliere la scomunica per l’aborto. In molte diocesi anche i parroci avevano già questa delega dal proprio vescovo. Abbiamo saputo di alcune diocesi italiane in cui veniva seguito un protocollo anche praticato in vari Paesi dell’Asia, cioè ad ogni sacerdote veniva concesso un certo numero (la cosiddetta “quota”) di deleghe per togliere la scomunica, spesso tra 10 e 40, oltre il quale egli doveva chiedere l’approvazione del vescovo.

Qui subentrano due punti importanti.
Primo:
Non tutte le donne che hanno abortito sono, de facto, scomunicate. Nel Codice di Diritto Canonico il Canone 1324 elenca condizioni sotto le quali la libertà della singola persona può essere compromessa. Se sono presenti tali fattori la persona non è soggetta ad alcuna scomunica automatica. Uno di questi fattori in particolare spesso entra in gioco nel caso dell’aborto procurato. Esso viene chiamato dal canone stesso “timore grave, anche se soltanto relativamente tale”. Ulteriormente, se una persona sinceramente non era consapevole dell’esistenza della pena della scomunica per l’aborto al momento di aver abortito, essa non è scomunicata e il sacerdote può assolvere subito il suo peccato.
Secondo:
I recenti titoli nei mass media (del tipo “Perdono per l’aborto”) possono aver fatto sorgere il dubbio in alcune persone se la propria confessione dell’aborto, avvenuta in passato, è stata valida o meno. (Almeno un sacerdote che conosciamo è stato interrogato su questo punto.) Sarebbe quindi importante chiarire il fatto che ogni donna, ogni uomo che ha confessato il peccato di aborto ad un sacerdote, avendo ricevuto l’assoluzione, è stata/o perdonata/o. Nessuno che ha confessato l’aborto e che ha ricevuto l’assoluzione dovrebbe in qualsiasi modo temere di non essere stato “davvero” perdonato.

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Credo che non sia tempo di firmare petizioni, non è tempo per uomini e donne da scrivania,è tempo di orazione e azione..che il tempo stringe!!

Anonimo ha detto...

Così era fin qui. Ora, a quanto sembra, ogni sacerdote può assolvere anche dalla scomunica, senza bisogno di ricorrere al suo vescovo o d’esserne delegato.

Sennonché, a parte la nessuna chiarezza della formulazione di questa concessione, io dubito forte della sua opportunità. Che il confessore, a chi ha procurato l’aborto, fosse fin qui obbligato a dire: “Ne devo prima parlare al vescovo”, poteva avere un’utilità, anche se modesta: aiutava il penitente a capire la gravità del suo atto. Ora, il confessore potrà assolvere dal peccato e dalla scomunica insieme: il che vuol dire, praticamente, che il più delle volte non ci s’accorgerà di nulla. Ma la nostra prima preoccupazione non dovrebb’essere di salvar delle vite umane?

Maso

Anonimo ha detto...

800 pagine noiosissime e pienissime di note a piè pagina, il trafiletto riguardante l'estensione della validità delle confessioni della FSSPX è di poche righe, una domanda l'assoluzione piena vale anche per Bonino? Lei di procurati aborti ne sa qualcosa.

Anonimo ha detto...

Arrògi la superficialità dei mezzi di comunicazione di massa, i quali, appunto per esempio con titoli tipo “Perdono per l’aborto”, posson dar l’impressione che la Chiesa, come per la contraccezione, le convivenze “more uxorio”, l’omosessualità ecc., stia perlomeno facendo i primi passi verso il superamento della sua tradizionale intransigenza.

Maso

Anonimo ha detto...

Per Michele MacIK Durighello: io penso invece che firmare sia importante. Dobbiamo testimoniare la nostra fedeltà alla verità, e anche la nostra vicinanza a chi la difende limpidamente, sapendo bene di rischiare il linciaggio mediatico e le ire curiali.

Maso

Anonimo ha detto...

cogli la differenza:


a) concedo "d’ora innanzi"

a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto



b) "fino a nuove disposizioni in proposito" e confidando nella buona volontà dei loro sacerdoti perché si possa recuperare, con l’aiuto di Dio, la piena comunione nella Chiesa Cattolica

estendo la concessione elargita nell'Anno del Giubileo ai fedeli che per diversi motivi frequentano le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X di ricevere validamente e lecitamente l’assoluzione sacramentale dei loro peccati.

Chiaro, no?

Anna

Luigi Rmv ha detto...

Ha ragione in pieno Maso h. 15:
dobbiamo incoraggiare e far sentire la nostra vicinanza ai cardinali che hanno avuto il coraggio di reagire, lodevolmente canalizzato in una iniziativa ponderata, approfondita e secondo la procedura ecclesiastica, nel pieno rispetto del papa (o solo VdR che dir si voglia, insomma Bergoglio).

Noi fedeli, per quanto molti fremano e vogliano menare pugni o vederli menare da cardinali e vescovi (in senso figurato, ovviamente), non abbiamo tanti mezzi a disposizione come nelle questioni politico/sociali ed è essenziale avere sempre riferimenti in persone del clero.

La nostra voce può e deve farsi sentire in spazi come questo- e rinnovo sempre il mio grazie a Maria Guarini - possibilmente conoscendoci di persona, oppure con pubblicazioni, articoli, ecc., ma non con i mezzi del mondo.

E poi ci siamo lamentati per mesi della mancanza di reazioni da uomini di Chiesa e ora che ben 4 cardinali formalizzano in modo chiaro le loro obiezioni dobbiamo far sentire A LORO il nostro appoggio, con tutto il cuore e le preghiere e i mezzi di comunicazione possibili.
Guai a lasciali soli, stavo pensando anche di scrivere loro una lettera.
Intanto mando questo messaggio.

Eminenze,
se leggete questo blog, sappiate che il sottoscritto, nullità emerita, ha appena firmato e vi da tutto il suo appoggio spirituale e morale (non potendo fare altro) e vi ricorda sempre nelle sue preghiere.
Che Dio Vi benedica e assista e che sia lo Spirito Santo a preparare direttamente le Vostre difese della Dottrina e Tradizione cattolica!
Un abbraccio fraterno.

irina ha detto...

Mi chiedo: "E' necessario che tutto il popolo di Dio sia coinvolto in queste contrattazioni sindacali con l'Onnipotente? Vale al fine della salvezza delle anime? Quando il popolo Dio sa che non deve ammazzare i bambini quando sono nella pancia della mamma, nè quando sono usciti, nè quando vanno a scuola, nè quando lavorano, nè quando si sposano, nè quando sono vecchi sotto una tenda a ossigeno, non è sufficiente sapere questo per il popolo di Dio? E anche per i sacerdoti?" Ritengo che se un sacerdote è uomo di Dio, e non uno qualsiasi, non ha problemi nel giudicare, nè nel dare la penitenza adeguata a salvaguardia dell'anima del penitente sincero.

Anonimo ha detto...

"Per Michele MacIK Durighello: io penso invece che firmare sia importante."

Concordo. Oltretutto non capisco l'obiezione: mica firmare è in alternativa a pregare, no? Ci vogliono dieci secondi netti.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Se la misericordia non vale solo per i cattolici tradizionalisti
Un Papa aperto a tutto tranne che al dissenso

Cosa resterà di questo giubileo della misericordia? I bilanci su un periodo che si chiude sono giocoforza malinconici: se è stato buono, perché non tornerà; se è stato cattivo, per l'occasione sprecata.
Io, lo dico subito, sono supermalinconico.
Di misericordia, nella Chiesa, personalmente non ne ho notata più del solito. Non mi aspettavo grandi cose (credo nei miracoli ma anche nella loro rarità) e non ne ho viste nemmeno di piccole. Probabilmente è colpa mia: forse dovrei cambiare gli occhiali o forse il mio è uno dei «cuori induriti» di cui Papa Francesco parla spesso: «Il cuore si indurisce quando non ama!». Io in verità amavo i frati francescani dell'Immacolata, mi sembravano devotissimi e spiritualissimi e ogni volta che la domenica capitavo a Firenze assistevo nella chiesa di Ognissanti alle loro messe celestiali: purtroppo nel 2013 sono stati commissariati con una durezza da Sant'Uffizio dei bei tempi. L'unica colpa emersa con chiarezza è la loro preferenza per la messa in latino: sarà per tale misfatto che perfino nell'anno misericordioso non sono stati giudicati degni della clemenza che il Papa ha chiesto per i carcerati? In uno degli ultimi Angelus il Santo Padre ha ribadito l'importanza di «una giustizia non esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società». Proprio nei giorni in cui i fraticelli dal consolante saio grigio-azzurro venivano cacciati da Ognissanti e seppelliti vivi in un eremo del Mugello, il più lontano possibile dal consorzio umano. Chissà quando e se li rivedrò.
Nessuna misericordia nemmeno per la Bibbia, durante questo giubileo di misericordia. Né per l'Antico né per il Nuovo Testamento. Il 24 luglio, a Cracovia, monsignore Galantino ha riscritto il libro della Genesi pronunciando un'omelia secondo la quale Dio avrebbe salvato Sodoma. Ma come? E la pioggia di zolfo e di fuoco che ridusse in cenere la città del peccato contronatura? Niente da fare, il segretario generale della Cei pur di compiacere gli omosessualisti ha incenerito la Sacra Scrittura. E dopo non ha chiesto scusa, magari incolpando il vin santo, e nessuno gli ha imposto di fare retromarcia, tant'è vero che l'empia omelia è ancora reperibile sul suo sito. Per lui nessuna azione disciplinare, nessun eremo sperduto.
Davvero poca pietà per il Vangelo, in questi mesi, e chi non ci crede vada a leggersi la «Amoris laetitia». Gesù in Matteo 19 chiede l'indissolubilità del matrimonio e in Matteo 5 che il sì sia sì e il no sia no, eppure nell'esortazione apostolica, laddove si parla di comunione ai divorziati risposati o conviventi, io ho capito «ni». Sarà sempre colpa degli occhiali da cambiare, ovvio, o del solito cuore indurito e devono avercelo di pietra pure i quattro cardinali che, notizia di settimana scorsa, hanno scritto al Papa chiedendo sul punto un minimo di chiarezza. Ottenendo non risposte ma derisione: l'apposita intervista pontificia, rilasciata ad Avvenire, dipinge Burke e Caffarra e gli altri porporati perplessi come dei poveri ottusi, dei vecchi frustrati.
Cosa resterà di questo giubileo della misericordia? Spero non tanto.
(Camillo Langone)

Matteo ha detto...

Siamo sempre alle solite. Niente di diverso. Il tutto fa parte del medesimo tentativo di rendere liquida la nostra certezza, nebulosa la nostra chiarezza.
Con la scusa della Misericordia di Dio, oramai non c'è più certezza in nulla. Così ma anche così. Un po' di questo ma anche di quello. Una volta questo, domani quello. Io intendo così, lui in un altro modo.
Che una cosa sia peccato a nessun interessa, purché vi sia il rimedio, per i medici non obiettori... o meglio per quelli che adesso si sentiranno invogliati a trovare il modo per non essere più obiettori.
La coscenza non educata dalla fermezza del magistero, diventa incoscenza.
È dal Concilio che questo modo di agire ha il sopravvento. Chiusa una porta, aperto il portone per il gregge, per uscire dall'ovile. Va beh, rimarremo in pochi, un piccolo resto. Magari Nostro Signore si decide a ritornare prima.

Querculanus ha detto...

La “rivoluzione della tenerezza” di padre Giovanni Scalese

""Chi porta attacchi come questo non è un “ scontento” o un “oppositore” ma qualcuno che punta a “dividere” la chiesa. Il che nel diritto canonico è un crimine, punibile.
All’inizio del giubileo Francesco aveva chiesto alle autorità gesti di clemenza verso i detenuti: clemenza che lui per primo non ha mai applicato ai suoi imputati del processo detto Vatileaks. A fine giubileo si capisce il perché: lui non vedeva in quel processo una procedura penale, ma un gesto pedagogico verso gli avversari.
Quelli che stanno cercando di ridurlo a un santo testimone, che si immedesima nella vita del povero e nel destino dei vinti. E che hanno fatto un altro passo allo scoperto. Rischiando molto.
(Alberto Melloni, La Repubblica, 20 novembre 2016)""

I frutti del giubileo della misericordia e della rivoluzione della tenerezza…

Anonimo ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2016/11/21/peccato-di-aborto-le-parole-del-papa-e-quelle-dei-giornali/

Anonimo ha detto...


@ "una durezza da Sant'Uffizio dei bei tempi"

Il Sant'Uffizio "dei bei tempi" operava in genere seguendo regole precise, da tutti conosciute. Quando doveva istruire processi, applicava il diritto. Non e' mai stato un tribunale arbitrario, ha sempre applicato la legge della Chiesa. Una "procedura" come quella seguita nel caso dei FI non credo sarebbe stata possibile con il Sant'Uffizio. A. P.

Anonimo ha detto...

Segnalo:

http://www.marcotosatti.com/2016/11/21/padre-manelli-archiviate-le-accuse-contro-il-fondatoe-dei-francescani-dellimmacolata/

Anonimo ha detto...


# Melloni usa toni arroganti contro i quattro cardinali autori dei Dubia

Scrive compiaciuto che ora essi "rischiano molto". In effetti, voci dall'interno di Santa Marta riferiscono che Papa Francesco sia in preda ad un autentico furore per l'uscita dei quattro cardinali, ad un'ira funesta che non lascia presagire nulla di buono. Staremo a vedere. Ma chi rischia veramente e' Papa Francesco: l'accusa di eresia implicata chiaramente (l'hanno capito tutti) dai cinque Dubia dei cardinali, quest'accusa terrificante se la trova lui tra capo e collo, lui solo, non se la trovano i cardinali, difensori della Fede. A. R.

Rr ha detto...

Colpirne quattro per educarne 100. Siamo sempre li, Melloni non si è ancora accorto che il Muro e' caduto, e a Mosca c'e' Putin, non Stalin.
Ma tutti 'sti qua non si aono accorti del bel ripulisti che l'anno bisesto sta facendo di tanti campioni di ateismo, laicità, riforma e rivoluzione, diritti cosiddetti civili...Avessi la loro età mi preoccuperei di più di altre cose, comincerei a prepararmi all'exitus...

Anonimo ha detto...

Melloni capisce sempre le cose alla rovescia. È vero che qui c'entrano quelli che "escono allo scoperto" e al momento giusto dovranno presentare il conto; ma non sono i cattolici ortodossi.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

La decisione di papa Francesco di concedere a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere il peccato di aborto senza ricorrere a vescovi o ai suoi delegati è un atto di grande misericordia e merita un plauso, indipendentemente dalle ignobili strumentalizzazioni dei politici soprattutto di sinistra.

Il problema è che l'omicidio è condannato dal Diritto canonico con la scomunica latae sententiae e prevede che sia il Vescovo a toglierla nelle condizioni di vero ravvedimento. Invece l'estensore dell'atto ha sorvolato sulle normative e ha omesso di dare nuove disposizioni sui cambiamenti apportati. Un laico che avesse steso un documento normativo così carente e approssimativo sarebbe stato destituito, e non si è mai visto nella Chiesa un documento magisteriale così sciatto e fanfarone.
Esiste un Codice di Diritto canonico che è stato approvato con un'enciclica pronunciata nella forma solenne dell'infallibilità da Giovanni Paolo II e che è parte integrante del Magistero della Chiesa cattolica. Gli atti pontifici sono emanati per il bene delle anime e per la sopravvivenza della Chiesa stessa, se devono essere modificati bisogna motivarli in modo conforme ai tre cardini della nostra fede: Sacre Scritture, Tradizione Apostolica e Magistero, non con documenti approssimativi, confusionari e cialtroni.

Anonimo ha detto...

La leggenda del Grande Inquisitore: «Diremo che permettiamo loro di peccare perché li amiamo»

Luca R. ha detto...

Da sempre ogni prete assolve il peccato di aborto, ma prima il penitente veniva mandato da un sacerdote autorizzato a togliere la scomunica connessa alla gravità del peccato. E si faceva non perché la Chiesa non fosse misericordiosa o per porre ostacoli alla misericordia, ma per sensibilizzare il penitente sulla gravità. L'aborto non è la stessa cosa di un furto. Questo spero si sia capito, ma sta passando un altro messaggio.

Anonimo ha detto...

Il teologo: "Francesco sta preparando grandi sorprese"
Il cardinal Kasper: "Nella sua agenda anche il tema delicato del celibato dei preti"

Gianni B. ha detto...

" I Santi non hanno mai cessato di esaltare la misericordia di Dio, inesauribile nel dare; e, insieme, di temere la sua giustizia, rigorosa nell’esigere. Sarebbe contraddittorio un Dio capace soltanto di amare e premiare il bene e incapace di odiare e punire il male."

Anonimo ha detto...

Col “perdono all’aborto”, El Papa autorizza la persecuzione dei medici obiettori.
Da oggi, il totalitarismo avrà un’arma decisiva contro questi medici: Ma come osate? In nome di quale “morale” volete sottrarvi al dovere verso lo Stato? Il Papa ha sdoganato l’aborto, lo ha “spostato nello scaffale più basso”, e voi invece vi intestardite? Lui ha miserikordia e voi no! Non sarete mica tradizionalisti, conservatori! Trumpiani, magari! Lasciatevi frugare nella coscienza. Obbedite alla legge dello Stato, altrimenti – licenziati dal servizio sanitario nazionale. Niente più stipendio.
Naturalmente, è umano, molti cederanno. Non ci sarà che un piccolo gruppo che non potrà più “né vendere né comprare” perché non ha il marchio della Bestia. Non facciano conto sulla miserikordia di El Papa: non l’ha usata per gli ottocento Francescani dell’Immacolata, non l’ha usata per padre Manelli – a proposito: persino la giustizia civile lo ha assolto dalle calunnie che gli hanno sparato addosso gli ecclesiastici avversari, come mai non viene reintegrato nei suoi diritti divini e sacerdotali? – non ha alcuna misericordia coi preti che i suoi vescovi progressisti disincardinano e lasciano privi di ogni sussistenza. Questa è la misericordia di El Papa.
(M. Blondet)

Anonimo ha detto...


http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/21/chiesa-cattolica-e-in-atto-una-guerra-civile/3206870/

Francesco Patruno su Fb ha detto...

Volevo fare una riflessione anch'io riguardo al tema della facoltà riconosciuta da Bergoglio ai sacerdoti di assolvere dal peccato (ops. .... dovrei dire delitto) di aborto. Da giurista, che capisce un pochetto il diritto canonico.
Cosa è mutato con la "graziosa" concessione di Bergoglio di concedere ai sacerdoti, "in ragione del loro ministero", la facoltà di assolvere dal "grave peccato" di aborto? Praticamente è un sistema giuridico (non entro nelle questioni morali, che non mi interessano) che è stato ribaltato.
In effetti, in primis, Bergoglio non spiega se il confessore, in foro interno, possa assolvere non solo dal delitto (l'aborto, oltre che un peccato, è pure un delitto, sanzionato penalmente dall'ordinamento canonico! can. 1398), ma anche possa rimettere la sanzione (della scomunica latae sententiae). Non lo dice, come sempre nel suo "magistero" ambiguo.
E' verosimile pensare che l'assoluzione comprenda anche la facoltà di rimettere la sanzione.
Ma questo pone dei problemi di ordine sistematico. In effetti, Bergoglio afferma che ciò sarebbe accordato "in forza del loro ministero". Cioè, ogni sacerdote "naturaliter" pare avesse la facoltà di assolvere dal delitto di aborto, solo che non poteva esercitare detta prerogativa a causa di un ostacolo di ordine giuridico frapposto dall'ordinamento canonico; ostacolo che, adesso, Bergoglio, "misericordiosamente", avrebbe rimosso. In realtà, non è così, perché qui non si tratta di un semplice "peccato" ancorché "grave", ma di un delitto, che comporta l'applicazione automatica di una sanzione. Il soggetto che può rimettere tale sanzione, oltre che dal delitto, in foro interno, non è "naturaliter" ogni sacerdote, ma solo gli Ordinari, a norma del can. 1355 (ed ovviamente i sacerdoti a cui quelli delegavano tale facoltà).
Per cui, delle due l'una: o Bergoglio ha ridotto l'aborto a semplice peccato, ancorché mortale, assolvibile da qualsiasi sacerdote "in forza del suo ministero", come qualunque altro comune peccato commesso dal fedele, escludendo peraltro la questione della scomunica (Bergoglio è .... naturaliter .... contrario a questa misura di misericordia ..... tranne per i suoi avversari). Oppure ha sovvertito le categorie del diritto penale canonico, e questa graziosa concessione non sia altro - in quanto espressione del suo antigiuridicismo - che il primo passo per abolire definitivamente il sistema penale canonistico, che, in effetti, con questa lettera apostolica, perde della sua coerenza. Volevate il botto per la fine del giubileo? Eccovelo servito allora.

irina ha detto...

possibile che non abbia esperti in diritto canonico da consultare?

Rr ha detto...

Irina,
aveva l'esperto, Burke, e se ne è disfatto appena ha potuto.

Cfr commento su FB del sto. Patruno:
sta smantellando tutto ciò che nella Chiesa e' razionale, ordinato, "scientifico", Etica, Dottrina, Diritto canonico. 2000 anni di sapienza gettati alle ortiche.
L'ignorante che non sa leggere e che distrugge i libri perché lo infastidiscono, e gli ricordano ogni giorno a che livello poco sopra la bestia si trovi.
Non potendo trasformare le Villas miserias in quartieri in grazia di Dio, trasforma la Chiesa tutta e la società ancora un poco cristiana in Villa miseria.
Signore, quo usque ?

PS: come già scritto, sempre in ritardo. In USA i Cattolici votano per un candidato alla Presidenza antiabortista, e lui sdogana l'aborto come già fatto per l'omosessualità.

Anonimo ha detto...

Il problema è che vuol fare tutto lui di testa sua senza consultare nessuno, mera questione di humilitas.....

Japhet ha detto...

Ancora Blondet:

Per la Scaraffia, con questo degradazione dell’aborto da gravissimo peccato ad infrazione, “la chiesa smette di essere una agenzia dispensatrice di norme e diventa una madre che accoglie i peccatori reduci da tante sofferenze”.

Come se la Chiesa dei duemila anni precedenti non avesse mai accolto i peccatori. La Chiesa dispensatrice di norme ha convertito miliardi di esseri umani al Cristo, ha generato decine di milioni di anime sante. La Chiesa “tutta misericordia” di Bergoglio toglie diritti, si allea al totalitarismo per perseguitare i medici che hanno una coscienza. Confermando la sua riduzione a strumento dello stato totalitario globale in fieri.

Anonimo ha detto...

Bella domanda, Irina. Ci sono senz’altro, gli esperti di diritto canonico, ma non escono allo scoperto, forse per non sembrare degli aridi tecnici senza cuore. E il resultato è che non si capisce più nulla.

Così, durante l’anno santo che s’è appena concluso, si parlava d’indulgenza giubilare ma nessuno, salvo errore, ha mai spiegato quali ne fossero le condizioni. Colla conseguenza, sempre se non isbaglio, che non c’è stata nessun’indulgenza. Non poteva la Penitenzieria far presente la cosa al Santo Padre? Ma forse, come ha supposto Antonio Socci, non s’è voluto insistere sulle indulgenze (e sul purgatorio) per un delicato riguardo nei confronti dei protestanti. E si può capire, ovvìa: proprio nel secondo centenario delle 95 tèsi, parlar d’indulgenze a Roma sarebbe stata un’inciviltà bell’e buona!

Intanto i giornali (leggevo oggi il “Mattino”) ci vanno a nozze, col papa che, sembra di capire, dichiara assolvibili sempre e comunque coloro che han procurato l’aborto: è il primo passo, si sottintende, poi vedrete che altri ne seguiranno... E così per la contraccezione, ecc. Intanto, certi vecchi clericali (Introvigne, Buttiglione...) si sbracciano a difendere il Santo Padre su tutta la linea. Non voglio giudicar nessuno, ognuno seguirà la sua coscienza, ma a volte mi sembra di sognare.

Maso

Anonimo ha detto...

La grave deficienza della Chiesa tutta e solo misericordiosa, che porta le anime sulla via larga della perdizione.
La Chiesa pre-conciliare, nella sua Sapienza bimillenariafondata sulla Dottrina di Cristo immutabile, ci insegnava nel Catechismo i 6 peccati contro lo Spirito Santo, di cui i primi 2 sono:
1) DISPERAZIONE della salvezza
2) PRESUNZIONE di salvarsi senza merito.
E' evidente che la Chiesa vatican2ista, e in questa tremenda accelerazione bergogliana in modo (parrebbe) irreversibile, ha spinto per 5 decenni e mezzo milioni di anime al 2) peccato, con tutte le conseguenze possibili ad esso connesse......non escluse quelle del ->
5) ostinazione nei peccati (adagiamoci/-tevi pure in essi, tanto il Signore è buono e perdona tutto! quindi svalutazione della sua Giusta severità verso il male, e Giusta esigenza di santificazione, v. "Siate santi, perchè IO sono Santo")
e del
6) IMPENITENZA FINALE.
Ecco la china disastrosa in fondo a cui il convoglio conciliar-ecumenista, rotto ormai ogni freno dal 2103, sta portando clero e fedeli giù a precipizio !
Finchè Dio permetterà.

Anonimo ha detto...

La Repubblica ci informa che il vdr dorme 6 ore per notte: dalle 22.30 alle 4.45
Il giorno del terremoto, però dormiva talmente profondamente da non aver sentito la scossa, avvenuta alle 7,41
Qualcosa non quadra. I conti non tornano.

Anonimo ha detto...

“La Chiesa dispensatrice di norme”, la “madre che accoglie i peccatori”... Ma ai bambini uccisi, non ci pensa nessuno?

Il Patruno ha perfettamente ragione: si sta disordinando, per non dire smantellando, un pezzo per volta, il diritto della Chiesa; come si smantellano la dottrina, la liturgia, la catechèsi. È proprio così: è l’odio del semicolto per tutto quel ch’è razionale, coerente, strutturato, per quel che incarna una tradizione, che non s’improvvisa, perché è la cristallizzazione della sapienza dei secoli, e un riflesso della Sapienza increata. Mentre chi ama sinceramente il popolo cerca d’educarlo e d’elevarlo, il populista è innamorato, davvero o fintamente, dell’ignoranza, e l’esalta e la promuove in tutti i modi, credendo così d’esser cristiano, popolare, democratico. Bah!

Maso

Maso

Anonimo ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/il-giubileo-della-misericordia-in-cauda-venenum-di-elisabetta-frezza/

Anonimo ha detto...

(Scusate, volevo dire “nel quinto”, non “nel secondo” centenario delle 95 tèsi di Lutero, ovviamente.)

Maso

Anonimo ha detto...

Le bugie....hanno le gambe corte. È un attore!

Anonimo ha detto...

Dio non vuole che si schiacci il peccatore

Anonimo ha detto...

Bergoglio non è un legalista.....Ma non lo era nemmeno Gesù, per amore di verità. Tutti i santi hanno snobbato i codici, opera dell"uomo, ed hanno cammminato sotto la guida dello Spirito Santo senza guardare in faccia a nessuno. Gesù moriva guardando il Padre e non quelli che lo insultavano dal basso e che "nemmeno sanno quello che fanno".

don Camillo ha detto...

Vedo che altri siti ignorano la portata di questa novità.... meglio così.. state bene così

mic ha detto...

Anonimo 1:02

Gesù (e anche i Santi) non hanno snobbato i codici, li hanno semplicemente incarnati. Parliamo delle Leggi divine che la Chiesa custodisce e dispensa anche con codici umani: un ordo che appare asettico e legalista solo a chi ama svicolare con la scusa dello Spirito Santo, la cui Grazia rende possibile ai Santi incarnare la Legge coniugata all'Amore che la rende accettabile e praticabile. I 'canoni' che stabiliscono i principi, non sono gabbie o imposizioni, ma orientano, insegnano, formano, tracciano la via da scegliere liberamente.