giovedì 3 novembre 2016

Per i tempi di confusione e incertezza

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno IX n° 11 - Novembre 2016

Sono tempi di confusione, non di certezze.
Confusione nel mondo, che si è progressivamente staccato da Gesù Cristo; ma ciò che fa più male, confusione tra i cristiani, nella misura in cui si sono adeguati al mondo.
E la confusione fa male e stanca. Nella confusione non è possibile per l'uomo nessun lavoro, perché l'uomo confuso è incapace di un lavoro. Può fare episodicamente cose buone e cose cattive, ma non può fare un lavoro. I tempi di confusione sono i tempi dell'uomo “episodico”.
Intendiamoci bene, non tutto è male nel mondo e soprattutto non tutto è male nella Chiesa, questo non lo diremo mai! Ma la confusione è un male in sé: il buono nella confusione non esprime compiutamente un bene... e nella confusione tante cose buone potrebbero esprimersi in un male.

La confusione è come un clima che tutto avvolge; è uno stato d'animo, una condizione mentale e morale, che tutto rende passeggero. La confusione impedisce la stabilità.
L'uomo instabile ha bisogno di essere intrattenuto continuamente, per non cadere nell'angoscia del suo nulla.

Il problema è che, a furia di vivere nella confusione, incominci ad adattarti ad essa. Ciò che ti dava fastidio, diventa la condizione della tua vita, l'orizzonte costante del tuo vivere. Con il tempo addirittura la credi normale questa continua instabilità.

Chi ama sottolineare la “vita” la cerca. Molti credono che “vivere” voglia dire cambiare continuamente; essere “vitali” vuol dire, per molti, fare cose nuove. Sentirsi vivi viene fatto coincidere con non avere legami per essere sempre pronti ad una nuova esperienza.

È così forte l'instabile clima della confusione, che moltissimi ci restano dentro, anche tra quelli che vogliono dirsi cristiani e magari tradizionali.

Sì, anche tra i tradizionali: cerchi per istinto il cristianesimo di sempre, quello della Tradizione, e dopo vuoi viverlo senza troppi legami, per assaporarne al suo interno tutte le esperienze possibili; e così non costruisci nulla!

Insomma, chi fa consistere tutto nel “vitale” pensa che la confusione sia positiva; chi fa consistere tutto nel riferimento a Dio e alla Rivelazione, cerca invece la stabilità.
È l'inganno dei tempi di confusione: prendi la confusione dilagante come alibi per non impegnarti fino in fondo.

Cosa fare allora nei tempi di confusione? Cosa chiederci in questa bufera?

Intanto ricordare che Dio chiede la stabilità: la vita è vocazione. Dio chiama ad abbracciare lo stato di vita dentro il quale crescere nell'unione con Lui, dentro il quale diventare santi. Diventare preti, entrare in convento, sposarsi comporta una stabilità che, secondo il mondo senza Dio, toglie libertà; ma è in questi vincoli vocazionali che Dio dona l'unica vera libertà che è vivere di Lui.

E vuol dire ricordare che Dio per primo si è “legato” a una stabilità umana quando è diventato uomo per la nostra salvezza, nascendo a Betlemme. E dentro questo vincolarsi all'umano stabile, si è compiuta la nostra salvezza.

Ecco perché dobbiamo fuggire lo smodato desiderio di libertà come contrario, proprio contrario al metodo di Dio. Carissimi, è su questo che può sorgere o crollare una vita.
Così la vita cristiana si sviluppa nell'accettazione della stabilità e questa accettazione produce un modo di muoversi.
Per queste ragioni riteniamo che sia estremamente importante eleggere un luogo di riferimento, un luogo che abbia la vita dentro; e a quel luogo fare obbedienza.

La Chiesa è il mistico corpo di Cristo, ma è un corpo! È visibile, incontrabile. La grazia di Dio passa dentro i luoghi dove la vita cristiana si esprime con stabilità, come passa attraverso i segni esterni dei sacramenti.

Come non sarebbe cattolico pretendere la grazia sottraendosi ai segni fisici dei sacramenti, così sarebbe non cattolico vivere la Chiesa come puro riferimento virtuale, senza un legame a un luogo umano reale.

La Tradizione non è solo un contenuto di Dottrina, che rimane a livello di discorso, è anche un luogo fisico, dove la dottrina è vissuta nella grazia di Cristo. Chi si accosta ai sacramenti nelle nostre chiese e cappelle, che per miracolo sono concesse alla Tradizione della Chiesa, non dovrebbe mai dimenticarlo: questi sacramenti ci sono perché in quel dato luogo si vive la stabilità per Dio.

Non fidiamoci dei discorsi che abbracciano tutto e costruiscono niente. Non fidiamoci del mondo virtuale (internet) che ci ha diseducato provocandoci a stare alla finestra giudicando tutto e vivendo niente: preghiamo il Signore perché ci indichi un riferimento possibile; e il Signore, che è fedele, ci farà riconoscere il “nostro” luogo della grazia. Ma quando il Signore ce lo avrà fatto incontrare, allora dopo poniamo sinceramente la nostra obbedienza, perché la nostra vita lì sia edificata.

Nessun tempo di crisi può essere alibi perché non si faccia questa obbedienza. Nessuna confusione può essere alibi per noi, a meno che la confusione ci piaccia ormai per non seguire niente e nessuno. Ma chi non segue niente e nessuno, non può dire di seguire Cristo. Il riferimento a Cristo passa sempre nel riferimento a quel corpo visibile che è la Chiesa.

E se proprio dobbiamo seguire le notizie e commenti su internet, che ha pur il merito di informare sulla Tradizione della Chiesa e di suscitarne un dibattito, ascoltiamo coloro che non scrivono solo, ma coloro che hanno un reale riferimento di obbedienza a un luogo ecclesiale, coloro che vivono realmente la corporeità della Chiesa, con stabilità.

Non è a caso che i nemici della tradizione, dopo il motu proprio di Benedetto XVI che dichiarava la messa antica mai abolita, hanno fatto di tutto perché le messe tradizionali fossero episodiche e non stabili. E hanno fatto di tutto perché mai queste messe fossero sorrette da luoghi stabili di dottrina e vita cristiana: noi stiamo ancora attendendo dopo 8 anni la promessa parrocchia personale!

La cosa triste è che col passare del tempo tanti amanti la Tradizione questa stabilità non la chiedono più, né nella preghiera a Dio né nella dovuta fatica della militanza anche in rapporto all'autorità.

È invece la grazia più grande che dobbiamo chiedere in questi tempi difficili e insidiosi di confusione: la grazia di non amarla questa confusione per farla poi diventare l'arma della disobbedienza. Ad Oropa, fedeli a un voto, abbiamo domandato soprattutto questo.

46 commenti:

Anonimo ha detto...

"il Signore ci farà conoscere il nostro luogo della Grazia".. essere ridotti a scrivere e leggere queste cose e soprattutto a viverle in primis è orribile per un cattolico..... Perché questi luoghi della Grazia non si parlano tra loro? Non ha ancora detto eresie formali questo biancovestito? Andare a festeggiare Lutero e metterne la statua (sic) nella sede di Pietro non è eresia totale? Apostasia anzi? Ci è andato come dottore privato? Non ha usato dell'infallibilità? Non ha definito? Si ammetta che questa non è la Religione rivelata da Cristo.

marius ha detto...

Qui è chiara, netta e concreta la pars construens

Anonimo ha detto...

PRO-MEMORIA PER "L'ASSALTO AL CIELO" DEI PROSSIMI MESI:
"Perche', nella presente, gravissima crisi di fede che affligge ormai da tanti anni la Santa Chiesa, sempre piu' sofferente, si degni lo Spirito Santo di suscitare prelati e sacerdoti coraggiosi, che rinfaccino pubblicamente ai pastori deviati, CHIUNQUE SIANO tali Pastori & QUALSIASI POSTO OCCUPINO i loro errori, per la salvezza in primis delle loro stesse anime, delle nostre anime e la Gloria di Dio".

Catholicus ha detto...

Vorrei condividere con gli amici di questo blog e con lei, cara Mic, questa notizia sulla persecuzione in atto, da parte delle gerarchie moderniste, di quei pochi sacerdoti ancora affezionati alla Tradizione preconciliare. La ringrazio se me lo consente, dottoressa Maria. Ecco la notizia :

Maurizio Blondet 1 novembre 2016
http://www.maurizioblondet.it/lund-fusione-artificiale-freddo-sine-populo/


La persecuzione in corso nella Chiesa di Bergoglio contro i preti fedeli, è silenziosa ma ferocissima. Giorni fa ho parlato con uno di loro, un sacerdote che il suo vescovo ha abbandonato nel deserto, con un trucco (rifiutandosi di reincardinarlo, dopo averlo “prestato” a un’altra diocesi): in tal modo lasciandolo anche senza il piccolo stipendio, le briciole che i prelati “attaccati ai soldi” (l’8 per mille rende quasi mille miliardi l’hanno) si degnano di distribuire ai sacerdoti.
Ebbene: questo sacerdote è andato a chiedere spiegazioni al vescovo, e costui gli ha risposto: “Preti come te andavano bene cinquant’anni fa. Adesso, col nuovo Papa , la Chiesa è entrata in un’epoca completamente nuova. Non servi più”. La colpa del prete era di dire la messa in latino, rivolto al Tabernacolo e non al popolo; stava formando due seminaristi alla stessa religione; notare, quando il vescovo lo ha rimosso, la sua parrocchia si è ribellata, perché voleva lui: quindi non si ascolta “la base”, “il popolo cristiano” viene sputacchiato quando l’ideologia lo consiglia. Questi prelati del popolo se ne fregano, l’hanno sostituito con l’otto per mille.
Il sacerdote con cui ho parlato conosce personalmente una decina di preti ridotti nelle sue condizioni, ossia espulsi in silenzio e lasciati a se stessi, senza salario e senza Chiesa, puniti perché continuano a celebrare il sacro ed evocare il soprannaturale.

irina ha detto...

@Anonimo 08:16

"...Quindi l'ultimo fine dell'universo è necessariamente un bene di ordine intellettuale: ossia è la verità. Perciò è necessario che la verità sia l'ultimo fine di tutto l'universo; e che la Sapienza abbia come scopo principale la considerazione di essa. Ecco perchè la Sapienza divina incarnata attesta di essere venuta nel mondo per manifestare la verità, (Giov.,XVIII,37):'Per questo io sono nato, e per questo sono venuto al mondo, per rendere testimonianza alla verità'..."(San Tommaso d'Aquino, Somma contro i Gentili, capitolo I,p.60,Unione Tipografica Editrice Torinese,1992)

Luisa ha detto...



"Per queste ragioni riteniamo che sia estremamente importante eleggere un luogo di riferimento, un luogo che abbia la vita dentro; e a quel luogo fare obbedienza."

-E chi si sente confuso, disorientato E non dispone di un luogo esterno sicuro, un luogo di riferimento, dove poter gettare l`ancora che gli dà stabilità, che fa?
-Chi si sente estraneo alla Messa riformata e ai patetici show domenicali assemblea-centrati e non ha altro a disposizione, che fa?
-Chi è stato formato dal Magistero immutabile della Chiesa perchè insegnamento di Cristo e constata che perfino dalla più alta cattedra, quella che dovrebbe confermarlo nella fede, arrivano parole, segni, e azioni che vanno contro o raggirano quell`insegnamento, che fa?
-Chi, malgrado le sue preghiere al Signore, non ha incontrato quel "luogo di grazia" dove porre "sinceramente la sua obbedienza", che fa?
-Chi, se vuole avere una Messa e un insegnamento cattolici, non ha altra soluzione se non quella di unirsi alla FSSPX, che fa?

Trovo particolarmente duri i padri di Vocogno quando scrivono :
"Ma chi non segue niente e nessuno, non può dire di seguire Cristo. Il riferimento a Cristo passa sempre nel riferimento a quel corpo visibile che è la Chiesa."

Chi in questa confusione sceglie, o non può fare altrimenti, che tenersi a distanza da questa nuova chiesa, chi non può e non vuole seguire il nuovo corso predicato in questa chiesa, non è un paria che sarebbe, o si sarebbe, escluso dal gregge di Cristo, è un cattolico "en souffrance", un cattolico il cui sguardo è rivolto a Cristo, il cui radicamento è in Cristo, è un cattolico ai piedi della Croce di Cristo.
Trovo particolarmente ingiusto e riduttivo pretendere e sentenziare che non seguirebbe Cristo, quando in realtà, in una specie di legittima difesa, si è messo a distanza da tutto ciò e da chi potrebbe mettere a rischio la sua fede .

Anonimo ha detto...

Mi pare un ragionamento movimentista, quello proposto dall'editoriale.
Cristo non è in un luogo ma nella grazia dei sacramenti. La provvidenza non permette che restiamo senza di essi.

Da non pubblicare . Grazie ha detto...

Solo per Mic , per la sua meritoria opera di evangelizzazione .
https://www.youtube.com/watch?v=a8Y2QqO_vY0

«Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano».

«Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, io Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesu Cristo, presente in tutti i Tabernacoli dei mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso ê offeso. E per i meriti infiniti del Suo Cuore Santissimo e del Cuore Immacolato di Maria, Ti domando la conversione dei poveri peccatori».

Anonimo ha detto...

Condivido in toto il commento di Luisa, per me è diversa però la scelta del luogo... con interrogativo. Ciò non è cattolico, la visibilità dov'è? Lo si dica chiaro e tondo.

irina ha detto...

Luisa, la verità è anche quella che tu dici ed a ragione. Noi al momento siamo attaccati a questa scialuppa di dottrina, grati di averla trovata e con essa anche qualche amico.
Solo NSGC sa quando, come e se ci staccheremo. Ora facciamoci forza, ringraziamo i padri di Vocogno che ci ricordano la stabilitas loci , son certa che non ce ne vogliono se, malgrado noi,per forza di cose,al momento, la nostra è stabilitas situs.

Anonimo ha detto...

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1799832960298135&set=a.1697669030514529.1073741829.100008143443548&type=3&theater
uno dei luoghi a scelta è questo

Anonimo ha detto...

@Luisa

Comprendo il "cattolico in sofferenza" nel contesto di cui parli. Ma quella non sarebbe una "legittima difesa": sarebbe piuttosto un atto inconsapevole di autolesionismo. Satana sta cercando in tutti i modi di staccarci dalla Chiesa con questo terremoto continuo: che poi cadiamo da un lato (andando dietro alle eresie propalate dal Vaticano) o dall'altro (rimanendo fedeli al Magistero, ma tagliando il legame ombelicale con la Chiesa) conta poco. Si diventa protestanti in entrambi i casi.

La frase è chiara: "il riferimento a Cristo passa sempre nel riferimento a quel corpo visibile che è la Chiesa". Cristo ha promesso che una parte visibile della Chiesa rimane sempre, anche nei peggiori momenti. Quindi, bisogna cercarla e rimanere attaccati lì.

Dobbiamo avere fiducia che la cosa non può durare molto a lungo e resistere.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Completamente fuori tema:
Sul canale 5 di radio rai per Ognissanti è ststo trasmesso un programma di musica sacra, diviso in tre parti. Risulta molto meno riascoltato di altri, si può riascoltare in podcast. Il titolo è discutibile, ma se pochi lo vedono non ci sarà più il prossimo anno!!
http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-92d3d813-f6df-4bd8-9060-964903e31dc8.html
http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5fedc641-b584-4c30-82f6-3fa935bcb271.html
http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-b5d2987e-faf3-436c-8e44-f66bd5ac85fd.html

Anonimo ha detto...

Anch'io fuori tema, noto nella lettura di vari blog, ivi compreso il presente,italiani e non, l'ingresso massiccio di commentatori tutti rigorosamente anonimi, ovvio, che fanno provocazioni, insultano, attaccano senza motivo e distribuiscono patenti e diplomi a destra e manca, tutti laureati in teologia, immagino, il problema è che certi siti minori, sono stati boicottati e silenziati anche i maggiori, la mia domanda è : troll idioti o avvisi di stampo mafioso? Mi spiace per certi gestori di siti, volgarmente messi alla gogna, se un tema non piace e non si condivide, passare oltre.....mi sa che sono io inadeguato. Anonymous

Luisa ha detto...

Non son d`accordo Fabrizio, il mio non è autolesionismo, il mio legane ombelicale è con la Chiesa in cui sono entrata con il Battesimo tanti anni fa, sono nata cattolica e morrò cattolica, anche se essere accompagnata in quell`ultimo futuro viaggio nella forma desiderata sarà tutto salvo semplice, se mi sento estranea a questa chiesa 2.0, se trovare il luogo menzionato dai padri di Vocogno dove stabilirsi e fare obbedienza è impossibile, se constato l`apostasia e lo scisma in atto nei fatti, se anche in un contesto detto tradizionale diventa impossibile condividere perchè le bocche, le menti e le coscienze sono incerottate, per paura di perdere le poche ma reali concessioni ottenute, non mi sto staccando dalla Chiesa in cui sono nata, dalla Chiesa di Cristo, mi sto staccando da quella chiesa che assomiglia sempre più a quella profetizzata dalla Beata Emmerich.
Non pretendo aver ragione ma questo è il mio stato d`animo oggi.

mic ha detto...

Apprezzo l'ironia dell'Anonimo 11:52 sul "luogo a scelta".

Anonimo ha detto...

Che c'entra la stabilitas loci, che è un voto monastico?
E l'obbedienza, che lo è altrettanto?

Catholicus ha detto...

Luisa "non mi sto staccando dalla Chiesa in cui sono nata, dalla Chiesa di Cristo, mi sto staccando da quella chiesa che assomiglia sempre più a quella profetizzata dalla Beata Emmerich" : è quello che dovremmo fare tutti noi amanti della Tradizione, della messa VO, della comunione in bocca previa genuflessione, anche se ci dividiamo su alcuni aspetti e su alcune tematiche legate al modernismo, ai papi conciliari, al postconcilio, allo spirito del CV II. E' bene essere unti per resistere allo tsunami modernista ultimo atto, schierandoci a testuggine come le falangi romane, per impedire che i nuovi barbari (i modernisti, appunto) possano penetrare nelle nostre retrovie.

Anonimo ha detto...

Anch'io, come Luisa, non sono d'accordo con Fabrizio. La visibilità della Chiesa non è la Chiesa in vetrina. Sotto le persecuzioni dell'impero romano la Chiesa era clandestina e semisconosciuta, eppure ugualmente visibile, in quanto la visibilità secondo quanto mi è stato insegnato, è la possibilità di essere riconosciuta senza errore come vera Chiesa di Cristo nelle sue caratteristiche di Unam, Sanctam, Catholicam et Apostolicam. Questa possibilità non la riscontro, a mio avviso, nell'attuale Chiesa vaticana, anche se, fisicamente parlando, è sotto i riflettori tutti i giorni. Dov'è finita la santità della dottrina e dei sacramenti? Dov'è finita la sua unicità con questo falso ecumenismo? Dov'è finita la sua identità in ogni luogo del mondo? Dov'è finita la sua missionarietà?
TEOFILATTO

Lorenzo Caperchione ha detto...

Il monasticismo è (o dovrebbe essere) un ideale di vita, quello dei consigli evangelici, cui tutti i fedeli, anche noi laici, tendono nei limiti dei loro doveri di stato. Certo, la stabilità e l'obbedienza richieste ai laici non possono essere le stesse dei monaci, soprattutto in questo tempo di gravissima crisi: però è necessario scegliere un luogo, fosse anche lontano da casa, piccolo, scomodo, difficile da frequentare per via di impegni e distanze, in cui la Messa cattolica e la Fede cattolica vengono preservate, e fare di quel luogo un punto stabile nella nostra vita cristiana. Per me vocogno è questo, anche se non posso andarci più di una volta ogni due mesi e il resto del tempo vado alla VO nella mia città. L'importante è non farsi trascinare dalle circostanze e andare un po' qui e un po' là, un po' al VO e un po' al NO, soprattutto quando si hanno delle Messe e dei sacerdoti tradizionali a disposizione.

Anonimo ha detto...

San Atanasio contestò la Chiesa visibile e quella era veramente Chiesa, Eusebio laico idem contestò apertamente la visibile Chiesa del vescovo Nestorio. Il primo fu scomunicato dal Papa vero e diventò santo,poi..il secondo diventò vescovo e il vescovo fu dichiarato eretico. Ora che abbiamo un eretico ben peggiore di Nestorio o Ario in quanto somma tutte le eresie dei secoli (peraltro tutte condannate) dovremmo starcene con costui e costoro? L'esempio dei secoli non dice di fare questo.

Anonimo ha detto...

"Questa possibilità non la riscontro, a mio avviso, nell'attuale Chiesa vaticana, anche se, fisicamente parlando, è sotto i riflettori tutti i giorni"

Infatti mica questa è la visibilità. La visibilità della Chiesa è che esista almeno un gruppo di laici e di ordinati che sostengano il Magistero. E ci sono.

--
Fabrizio Giudici

marius ha detto...

"-Chi, se vuole avere una Messa e un insegnamento cattolici, non ha altra soluzione se non quella di unirsi alla FSSPX, che fa?"

Cara Luisa,
niente di più semplice.
La soluzione l'ha già menzionata Lei.
Perché non aggregarsi appunto alla FSSPX?.

Luisa ha detto...

"La visibilità della Chiesa è che esista almeno un gruppo di laici e di ordinati che sostengano il Magistero. E ci sono."

In Belgio questi laici ci sono, Pro Familia, un’associazione di laici cattolici belgi, ha annunciato la sua decisione di presentare formale denuncia a Roma, presso la Congregazione del Clero, di cui è Prefetto il cardinale Beniamino Stella, contro il libro “Posso? Grazie. Spiacente. Dialoghi aperti su relazioni, matrimonio e famiglia”, scritto dall’arcivescovo di Anversa, Joahn Bonny

http://www.marcotosatti.com/2016/11/01/denuncia-a-roma-per-bonny-di-anversa-propone-riti-diversi-per-coppie-omo-risposati-e-coabitanti/

Luisa ha detto...


"Cara Luisa,
niente di più semplice.
La soluzione l'ha già menzionata Lei.
Perché non aggregarsi appunto alla FSSPX?."

È una decisione, Marius, quella di "entrare" a far parte della FSSPX, che non mi sono ancora sentita di prendere, eppure niente logisticamente parlando sarebbe più semplice per me... alcune mie conoscenze sono nella Fraternità e più di una volta mi sono unita a loro per la Santa Messa potendo toccare per così dire per mano la forza, la profondità, l`evidenza e la gioia della loro fede.
On verra...
Per il momento, lo ammetto senza problemi, provo un certo "disgusto", mi scuso se la parola è troppo forte, per tutto quel che vedo, sento e leggo, ma sarei proprio stupida e donna di poca fede se dessi loro il potere di allontanarmi dalla mia casa, dalle mie radici.

luigi71 ha detto...

Io per ragioni di lavoro posso andare alla VO vespertina nella mia città solo un sabato si e uno no. La settimana che non posso vado alla NO di domenica mattina (abbastanza controvoglia). Voi cosa mi consigliate? Continuare così o andare solo alla VO (ma il precetto?)

marius ha detto...

@ Luisa

quella di "entrare" a far parte della FSSPX

Penso che si possa semplicemente frequentare, magari stabilmente.
Non chiedono alcun tesseramento...

mic ha detto...

So che in questo non concordo con i sacerdoti di Vocogno ed altri amanti della tradizione. Personalmente, pur consapevole della seria diminutio che la Messa NO ha in sé e con la sofferenza che ciò comporta, non me la sentirei di invitare nessuno a non partecipare ad una Messa NO rettamente celebrata.
Una retta intenzione e ricevere il Signore Sacramentato credo valga il prezzo da pagare.

marius ha detto...

Voi cosa mi consigliate? Continuare così o andare solo alla VO (ma il precetto?)

Io consiglierei di tener fede il più possibile al precetto festivo scegliendo, a parità di condizioni, assolutamente il VO.
Se non vi è una VO vicina, sceglierne una lontana.

Se non ce n'è una lontana andare ad una NO ma "correggendola" dentro di sé, cioè pensando ad ogni corrispettivo momento della VO e agendo di conseguenza.
P.es.
inginocchiandosi all'atto penitenziale;
inginocchiandosi all'Offertorio senza rispondere alla formula della berakhah ebraica ma offrendo intimamente il proprio sacrificio a quello della Vittima Immacolata;
rimanendo concentrati sulla Consacrazione senza rispondere al "Mistero della Fede";
mettendosi logisticamente in una posizione atta a non dover scambiare il segno di pace;
preparandosi alla Comunione ripetendo silenziosamente tre volte in latino il "Domine non sum dignus";
andando a ricevere la Comunione in ginocchio e sulla lingua malgrado lo scombussolamento che ciò può suscitare (io vado normalmente nella fila, poi arrivato davanti al prete metto un ginocchio a terra, ricevo in bocca il Corpo di Cristo, mi rialzo e vado. Può essere più facilitante essere l'ultimo della fila);
il ringraziamento ovviamente in ginocchio;
la benedizione pure in ginocchio.

Anonimo ha detto...

Io - per ora - riesco a partecipare ad una VO poche volte all'anno, per cui faccio come dice mic alle 23:06. Vedo che faccio/non faccio anche tutte le cose che dice marius (più "per istinto" che per conoscenza formale, visto che la VO l'ho seguita per ora troppo poche volte per averla in mente), tranne che un paio di cui vorrei capire di più:

* "senza rispondere alla formula della berakhah ebraica"
* "senza rispondere al "Mistero della Fede"

In realtà il segno della pace non lo scambio mai, indipendentemente dalla logistica, tranne che con i miei. Il motivo è che ho sempre pensato che non ha senso con persone che non conosco, ma dal post di marius mi par di capire c'è qualcosa in più.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Io credo che il senso del post sia quello di cercare un legame con la Chiesa, di non rimanere monadi isolate, che si rapportano autonomamente ed individualmente con Dio. Come i protestanti. Come Gesù ci ha detto occorrono almeno due persone in preghiera, ordinariamente, perché Lui sia presente . Nel Pater e nell’Ave si prega col noi, non con l’io. La dimensione comunitaria, comprensiva della Chiesa trionfante e di quella purgante, ma anche di quella militante, è essenziale. Ed essenziale è anche la guida di un sacerdote. Perché la chiesa è gerarchica. Perché nessun cattolico è medico di se stesso. E il Medico si avvale dei suoi ministri in via ordinaria e sempre in via sacramentale.
E’ difficile, lo so, in questi tempi bui, vivere queste due dimensioni. Occorre pregare molto. Sperare e sapere leggere la volontà di Dio per noi. Spesso si passa attraverso molte sofferenze, attraverso molti buchi nell’acqua. Ma mai adattarsi allo status di monadi isolate, aggregate solo virtualmente da un sito internet. Ha una grande importanza questo strumento di aggregazione, ma non basta. Abbiamo bisogno di vivere la fede, sacramentalmente e nelle opere. Abbiamo bisogno di santificarci. E internet non basta. Continuiamo a cercare quel luogo, quel legame sicuro con la Vite, all’interno della sua Sposa.

Anche io, come Luisa, ho avuto moltissime remore ad avvicinarmi alla FSSPX. Poi è accaduto, per grazia di Dio, ed è diventato il mio porto sicuro.
Per la messa anche io ho avuto molti dubbi. E’ valida, mi dicevo, anche se celebrata col NO. Quindi c’è il Signore Gesù che si offre per noi, tra gli sberleffi, le spalle del suo ministro e, i chiacchiericci,, le eresie proclamate nell’omelia e il culto dell’uomo professato nelle preghiere dei fedeli. Nell’indifferenza generale e nell’autocompiacimento degli uomini, c’è il Signore in croce. Volevo stargli vicino. Cercando di riparare, di partecipare con devozione. Ma sempre più mi chiedevo: ma fino a che punto, fino a dove ? Fino a che punto questo è un culto reso a Dio ? Quando comincia la profanazione e il sacrilegio ? Anche nelle messe sataniche c’è il Signore nell’ostia profanata. E io non potrei mai parteciparvi dissociandomi nel mio intimo. E’ un culto pubblico. E in un culto pubblico la partecipazione comporta adesione pubblica. Adesione pubblica ad un rito che “si allontana in modo impressionante dalla dottrina della Chiesa sulla messa”. Fino a che punto ? Posso mai io distinguere il prete che si veste da pagliaccio, quello che fa l’apologia delle nozze omo, quello che sembra un DJ ecc. ? Adesso sì, adesso no. Questo celebra degnamente, questo no. No. L’uomo messo al centro al posto di Dio no. La platea concentrata su di sé. No. Le blasfeme e orizzontali preghiere dei fedeli. No . Le pretesse che distribuiscono il corpo di nostro Signore no. La consacrazione distorta come un semplice ricordo del passato no. Il sacerdote come il presidente di un assemblea no.

No. Basta. Non nel mio nome. Quando non c’è la messa di sempre (per grazia di Dio è raro) resto a casa. Come i cattolici nell’URSS durante la dittatura comunista. Seguo la messa on line della FSSPX, con mia figlia (mio marito continua ad andare alla messa NO all’alba, per evitare il peggio). E mi comunico spiritualmente. In ginocchio. E’ una sofferenza la distanza dal mio luogo. Ma spero che si possa creare un luogo stabile anche nella parrocchia del coraggioso prete diocesano che ha ricominciato a celebrare il VO. E’ difficile questo momento. Comprendo il dramma di tutti, che è anche il mio. Ma consiglio vivamente a chi è ancora un’isola a cercare il proprio aggancio. C’é. E quando Dio vorrà lo indicherà. Non smettete di pregare per questo. E non chiudete il cuore e la mente, quando si presenterà a voi.

Anna

irina ha detto...

Alla benedizione sono sempre in ginocchio. Quando c'è la benedizione solenne il sacerdote invita tutti a mettersi in ginocchio.Ho notato che nessuno raccoglie l'invito, neanche le suore. Non trovo spiegazione. Forse c'è della ruggine tra loro. Non so. All'apparenza sembrano tutte brave persone. L'essere umano è incomprensibile. Alcuni il rosario lo recitano in ginocchio. Gli stessi alla benedizione anche solenne, dritti in piedi come le guardie svizzere. Strano. Qui c'è qualcosa che va oltre, causa questi misteri umani, sempre incombenti, preferisco, di regola, la posizione defilata. Forse sbaglia il sacerdote e forse sbaglio anch'io ma, alla benedizione solenne si sta in piedi o in ginocchio nel NO?

Luisa ha detto...

Non chiedono alcun tesseramento...scrive marius, effettivamente le resistenze sono mie, mi appartengono, non sono il fatto di un eventuale interrogatorio da parte della FSSPX per sapere se sono o no degna con alla fine un placet con tanto di tesserina di membro:):), per averlo vissuto la loro gioia e generosità è agli antipodi di uno spirito settario di eletti, sono io che sono in una specie di stand by molto "inconfortable", nemmeno più in fondo alla chiesa ma sul sagrato ad osservare quella facciata oggi luccicante per il mondo, oggi così simpatica al mondo.
Marius, se ho ben capito anche lei è svizzero, sa che Mons. Schneider sarà presente a Friborgo l`8 dicembre per celebrare alle 10h la Santa Messa nella Basilica di Notre Dame affidata alla FSSP?

Anonimo ha detto...

Scusate, ma mi sembra che non si affronti la questione dal punto di vista corretto.
Anzitutto si deve capire se si ha coscienza del valore della Messa. E del valore della messa VO, in modo particolare.
Se uno ha capito concretamente il valore intrinseco della Messa VO, rinuncia quasi automaticamente a frequentare l'altra: in coscienza non riesce più a frequentare l'altra. E questo vale soprattutto per un sacerdote!
Se una persona invece e per vari motivi (lontananza, mai visto una Messa VO, nessuna preparazione dottrinale seria, ecc.) non ha ancora avuto la grazia di capire fino in fondo la differenza tra le due Messe, ebbene, prima di consigliarle a questa persona cosa fare, sarebbe opportuno invitare questa persona ad un serio discernimento spirituale con l'aiuto di un bravo sacerdote legato alla Tradizione (se rintracciabile...).
In questa prospettiva la questione dell'obbligo va affrontata con molta serietà e sensibilità. Parole mal dette possono fare molto più danno spirituale di quel che si pensa.
Ma questa questione affrontata in questi ultimi commenti riguarda "semplicemente" la scelta tra VO e NO o se vogliamo riguarda la "stabilitas ordinis", che non corrisponde automaticamente alla "stabilitas loci" di cui si parla nell'articolo.

Luisa ha detto...

Quando sono tornata alla pratica della fede abitata da una gioia intensa, non ho particolarmente cercato la "mia" Messa sono andata in quella della mia parrocchia e sono scappata, ho invano fatto turismo parrocchiale alla ricerca di una Messa che non fosse una reinvenzione fantasiosa dell`""équipe liturgica"" mai a corto d`idee, pensavo aver trovato la parrocchia tenuta dai Fratelli di Saint Jean, purtroppo anche lì, a parte i loro gravi problemi interni, l`iperattività dei laici ha logorato la mia pazienza, ma almeno lì, non senza aver fatto attenzione di prendere la fila del sacerdote e non quella dell`assistente laico-a..., potevo ricevere l`Ostia in ginocchio e in bocca, senza incontrare lo sguardo di rimprovero, incomprensione, se non beffardo, del prete e dei miei "fratelli e sorelli e di fede".
Quante volte non mi sono comunicata perchè non mi stimavo degna di ricevere il Signore nello stato di contrarietà nel quale mi trovavo, e poi ho finito per dirmi che assistere alla Santa Messa
.chiudendo gli occhi,
-con i tappi Quies nelle orecchie,
-isolata per evitare il segno della pace per me insopportabile,
-aspettando eroicamente:) il momento della Comunione
- e anche lì senza prestare attenzione alla leggerezza se non distrazione con cui i presenti andavano a comunicarsi dopo aver svuotato tutti i banchi, e con le quali si siedevano dopo averLa ricevuta,
non era giusto, non mi faceva bene.
Da allora salvo per necessità, matrimoni o funerali, non ho più "partecipato" ad una Messa riformata.

Catholicus ha detto...

@ Luisa : mi ritrovo in queste sue confidenze, cara Luisa : anch'io, come lei, mi metto sempre defilato in chiesa (essendo la cattedrale, il posto non manca), anch'io evito di ascoltare l'omelia e la preghiera dei fedeli (mi ritiro in me stesso e prego, spesso in latino), anch'io evito di scambiare il segno della pace; detto ciò, però non posso rinunciare ad andare a messa, perché considero il tempio di Dio la mia casa (anche se occupata da usurpatori indegni), perché desidero adorare la SS.ma Trinità, visitare la Madre Celeste, ricevere l'Ostia Consacrate (anche se da mani indegne). Purtroppo mi è impossibile, o quasi, recarmi alla più vicina sede della FSSPX per partecipare alla messa VO.

marius ha detto...

@ Fabrizio Giudici

* "senza rispondere alla formula della berakhah ebraica"
* "senza rispondere al "Mistero della Fede"


Siccome il NO non è una traduzione del VO, diverse parti sono assai differenti, e in maniera sostanziale.

Una di queste è l'Offertorio.
L'Offertorio vero, quello VO, inizia con l'offerta al Padre, da parte del sacerdote, della Vittima Immacolata.
Nel NO invece si parla semplicisticamente di pane e vino frutti del lavoro umano tramite la preghiera della benedizione della tavola ebraica a cui si risponde "Benedetto nei secoli il Signore".

Nella Consacrazione, se osserva il messalina VO che, se non lo conosce ancora a memoria, Le conviene portare con sé anche alla Messa NO, il Mysterium Fidei è contenuto nelle parole sussurrate dal sacerdote.
Nel NO invece sono state estratte, spostate e modificate in una prospettiva escatologica e dialogate tra presidente e assemblea.

Anonimo ha detto...

Capito. Grazie.

"se non lo conosce ancora a memoria, Le conviene portare con sé anche alla Messa NO"

A questo proposito... Non ce l'ho. O meglio, ce l'ho in formato elettronico, ma mi pare che non abbia molto senso: una cosa di questo tipo la voglio tradizionale, di carta, che si tocca, anche perché non voglio andare con il telefonino o il tablet a Messa. Stamparlo in casa diventa un problema perché non so come rilegarlo decentemente. Ho provato a cercare quello di mia nonna, ma purtroppo non si sa dove è andato a finire. Dove se ne può comprare uno?

--
Fabrizio Giudici

mic ha detto...

Fabrizio Giudici,
Se mi invia il suo indirizzo via mail le spedisco un ordinario della Messa Antiquior e il mio piccolo saggio sulla questione liturgica.

Luisa ha detto...

Scrivono i padri di Vocogno:

"Non fidiamoci del mondo virtuale (internet) che ci ha diseducato provocandoci a stare alla finestra giudicando tutto e vivendo niente: "

ebbene questo blog, e in particolare questa discussione, mostrano come il mondo virtuale può anche diventare uno spazio ricco e di grande aiuto, nella condivisione, nel sostegno, per le informazioni che incitano e aiutano ad approfondire.
Non amo quelle generalizzazioni che farebbero di chi ad esempio partecipa ai blog cattolici dei "diseducati" fuori dalla realtà della vita, passivi e capaci solo di giudicare tutto, i padri dovrebbero sapere che è grazie alla rete che i cattolici tradizionali hanno trovato uno spazio dove poter informare, e informarsi, testimoniare e esprimersi, praticamente il solo spazio mediatico di libertà per loro.

E poi quando scrivono:

"E se proprio dobbiamo seguire le notizie e commenti su internet, che ha pur il merito di informare sulla Tradizione della Chiesa e di suscitarne un dibattito, ascoltiamo coloro che non scrivono solo, ma coloro che hanno un reale riferimento di obbedienza a un luogo ecclesiale, coloro che vivono realmente la corporeità della Chiesa, con stabilità."

Ma i padri ci considerano così superficiali e sprovveduti?
Basta fare un rapido giro sui blog tradizionali, in Italia e all`estero, per costatare subito la loro serietà e il loro radicamento nella Chiesa.
Mah.

Sacerdos quidam ha detto...


A Fabrizio Giudici:

Oltre ai libri che la signora Mic rende gentilmente disponibili, se vuole potrà acquistare il Messale Romano quotidiano per i fedeli, ovviamente in versione bilingue (del 1963, e che contiene sia l'Ordinario che il Proprio di tutti i giorni dell'anno liturgico) ristampato dalla editrice Marietti - - ed in vendita anche online al seguente link:
http://www.mariettieditore.it/it-it/catalogo/9788821160271-messale-romano-quotidiano.aspx?idC=61680&idO=24698&LN=it-IT

marius ha detto...

@ Fabrizio Giudici

io ho iniziato dapprima con l'Ordinario soltanto. Dopo essermi familiarizzato con questo ho adottato il messalino completo contenente anche il Proprium.

Sono riuscito a procurarmi un paio di vecchi messalini presso antiquari per prezzi irrisori.
È molto bello vedere come già negli anni '40, '50 e seguenti erano in uso messalini bilingui sia per adulti che per bambini.
Utilizzarli ora mi dà un consolante senso di continuità con i tempi antecedenti allo strappo conciliare in cui li utilizzavano i miei anziani parenti (quando si parla di FEDE DEI NOSTRI PADRI !!!)

Anonimo ha detto...

Ho dato a mia figlia il messalino bilingue delle Paoline che mia mamma aveva acquistato oltre 50 anni fa ma mai usato. Piccolo, pratico, con riassunti della dottrina cattolica di una chiarezza cristallina... Lei ha scoperto una Messa "BELLA" come la chiama lei, e in effetti le messe in italiano non fanno lo stesso effetto.
Ringrazio il cielo che questo aiuto ci sia giunto in momenti tanto calamitosi... E sono convinta che tocchi a noi cercare di trarne in tutti i modo un aiuto indispensabile. Almeno chi ha la Messa di sempre ha il dovere morale, quando assiste alla Santa Messa, di implorarla anche per coloro che non l'hanno.

mic ha detto...

Per Fabrizio Giudici ed altri ugualmente interessati.

Qui si può trovare on line l'Ordinario della Messa e anche tutti i "propri del giorno" per tutto l'Anno Liturgico...
http://www.unavox.it/PDF/Opuscoli/OrdinarioSMessa.pdf
e
http://www.unavox.it/Strumenti/Sussidii/Proprio_pdf.htm



Anonimo ha detto...

"Se mi invia il suo indirizzo via mail le spedisco un ordinario della Messa Antiquior e il mio piccolo saggio sulla questione liturgica."

Anche per evitare le solite malevole dicerie sui genovesi :-) ho provveduto ad effettuare una donazione, spero sia sufficiente per coprire le spese e rimanga un buon margine per le altre attività del sito. PayPal dovrebbe averle spedito i dettagli con il mio indirizzo. In caso contrario, mi faccia sapere.

--
Fabrizio Giudici

mic ha detto...

Carissimo,
felice di ricevere i suoi dati, le spedirò il tutto tra qualche giorno, appena riuscirò ad andare all'ufficio postale.
Non c'era bisogno di preoccuparsi per la spedizione; ma le sono molto grata per la donazione, che utilizzerò volentieri per le prossime traduzioni in programma.
In Corde Matris