mercoledì 9 novembre 2016

Sugli attacchi di prelati al p. Cavalcoli

L'attacco di mons Becciu al teologo Cavalcoli non si spiega completamente se non è inquadrato nelle linee di fondo della teologia di papa Bergoglio.
Mi servo per  questo dell'analisi che fa dell'enciclica Laudato si' il filosofo Flavio Cuniberto, nel libro edito nel marzo 2016: Madonna povertà. Papa Francesco e la rifondazione del cristianesimo, ed. Neri Pozza, pp. 96, 12€. Di questo libro si è parlato molto, mi sembra, per la I parte (Teologia della Povertà), mentre ho trovato interessantissima la II: Teologia della Natura. Per brevità mi limito a citare:
"...la Natura assume, nell'Enciclica, tratti spiccatamente «romantici»: diventa la sfera dell'innocenza originaria, il luogo quasi-perfetto, intrinsecamente buono, che l'intervento umano altera e corrompe, o addirittura violenta, nella sua volontà di potenza" (p. 64).
"L'abolizione del Male (metafisico) per decreto pontificio genera, nell'Enciclica, un clima di ottimismo «cosmico»" (p. 71); "...l'Enciclica spazza via l'antica dottrina del peccato originale e della sua trasmissione ereditaria..." (p. 72), ciò che viene spiegato con l'accettazione de "L'opzione teilhardiana" (titolo del cap. 3 di questa II parte), fino a "configurare una vera e propria svolta post-cristiana" (p. 82).
Sorvolo sulle argomentazioni successive riguardanti la "riduzione della religione a strumento ausiliario della rivoluzione ecologista" (p. 85), processo in cui "è lo stesso programma ecologista ad assumere un significato intrinsecamente religioso" (p. 86).
Si comprende quindi l'accusa di Galantino a p. Cavalcoli di essere regredito a posizioni pagane: se, ponendosi nella prospettiva di Teilhard de Chardin, "l'Enciclica propone un cristianesimo svuotato della sua dimensione sacrificale" (p. 91), non ha senso cercare il senso della sofferenza, perché, come già detto, non esiste il Male. Terremoti e disastri sono allora "petit faits" di cronaca, di cui è assurdo cercare un significato in una prospettiva metafisica.  
Antonio Volpato (Roma)

Estraggo i commenti di due lettori:
Giusto rilievo dell'autore. La "natura", come percepita nel discorso del Papa, ricorda quella, per certi aspetti "preromantica", idealizzata e poetica di un J.J. Rousseau, per esempio all'inizio dello 'Emile', suo famoso e ampio scritto sull'educazione. "Tout est bien sortant des mains de l'auteur des choses: tout degenere entre les mains de l'homme. Il force une terre a nourrir les productions d'une autre; un arbre a porter les fruits d'un autre. Il mele et confond les climats, les elemens, les saisons. Il mutile son chien, son cheval, son esclave. Il bouleverse tout, il defigure tout: il aime la difformite', les monstres. In ne veut rien tel que la fait la nature, pas meme l'homme...". Sembra che le prime due righe siano riprese da Metastasio, poeta "cesareo". (Le ultime righe rivelano una sorprendente attualità - la modernità ha spinto oltre ogni limite il potere di manipolare la natura - ma appare sbagliata l'impostazione del discorso, che presenta l'uomo come se, con il suo lavoro, dovesse considerarsi un elemento estraneo rispetto alla natura. L'elemento "omicida" presente nella natura, Rousseau non lo vede - non ha mai visto un passero inseguire, sminuzzare e mangiarsi una farfalla...). PP

* * *
  • importante la sottolineatura della religio ridotta ormai ad ancilla ecologiae;
  • basilare l'affermazione: "l'Enciclica propone un cristianesimo svuotato della sua dimensione sacrificale"
Teilhard ha sia svuotato, prima, l'idea del peccato originale (si è proprio ribellato alla sua stessa postulazione, sia biblica sia patristica, l'ha negato) sia, di conseguenza, negato l'aspetto sacrificale di Cristo (che, se non esiste il peccato originale, non deve espiare né redimere più nulla e nessuno).
Nega così la Sua Morte Vicaria, ed il Suo potere di riscossione delle anime dalle potenze delle tenebre, semplicemente negando le potenze delle tenebre.

Ecco perché il Punto omega è l'invenzione di un locus amoenus altro, ma non è più il Regno; ed ecco perché questa forma di cattolicesimo (?) è diventata, grazie a queste teorie, in pratica un'altra religio.

E questo stigma in quell'Enciclica c'è, diffusamente, ma incontestabilmente, per es. nel paragrafo 236, in cui si parla di Eucarestia come evento "cosmico celebrato sull'altare del mondo" (quale mondo, quello caduto? quello dei non credenti? quello della natura che ancora aspetta la sua piena redenzione? quello di una natura che si autoregolamenta da sé, autonoma, svuotando il potere divino sul mondo naturale, preternaturale e soprannaturale, in cui il mistero di Cristo è solo "nascosto" ma non operante? ma allora la resurrezione? e lo Spirito Santo? e la Grazia che vince la natura? Ed ecco l'Eucarestia come "fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente" e via dicendo..... (Josh)

40 commenti:

irina ha detto...

Se il vento, come sembra, è cambiato le maniche a vento se ne riempiranno. Essendo flosce in se stesse,prenderanno forma e direzione che il soffio nuovo imprimerà loro al momento.

Anonimo ha detto...

dedicato a Socci che nega che Benedetto XVI abbia parlato del castigo divino, per favore Maria Guarini, pubblicalo, è necessario ribadire la verità:

Oggi dobbiamo imparare nuovamente che l'amore per il peccatore e l'amore per la vittima stanno nel giusto equilibrio per il fatto che io punisco il peccatore nella forma possibile ed appropriata. In questo senso nel passato c'è stata un'alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto e della necessità della pena. Ed in fin dei conti anche un restringimento anche del concetto di amore, che non è soltanto gentilezza e cortesia, ma che è amore nella verità. E della verità fa parte anche il fatto che devo punire chi ha peccato contro il vero amore.

Benedetto XVI, Luce del Mondo, p. 47

Interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l’annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo.

Benedetto XVI, CAPPELLA PAPALE PER L’APERTURA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE
ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI, 2008

E’ quanto emerge già dalla prima lettura, tratta dal Libro delle Cronache dell’Antico Testamento (cfr 2 Cr 36,14–16.19–23): l’autore sacro propone una sintetica e significativa interpretazione della storia del popolo eletto, che sperimenta la punizione di Dio come conseguenza del suo comportamento ribelle: il tempio è distrutto e il popolo in esilio non ha più terra; realmente sembra che sia stato dimenticato da Dio. Ma poi vede che attraverso i castighi Dio persegue un disegno di misericordia. Sarà la distruzione della città santa e del tempio – come detto -, sarà l’esilio a toccare il cuore del popolo e a farlo tornare al suo Dio per conoscerlo più profondamente. E allora il Signore, dimostrando l’assoluto primato della sua iniziativa su ogni sforzo puramente umano, si servirà di un pagano, Ciro re di Persia, per liberare Israele. Nel testo ascoltato l’ira e la misericordia del Signore si confrontano in una sequenza dai contorni drammatici, ma alla fine trionfa l’amore, perché Dio è amore. Come non raccogliere dal ricordo di quei lontani eventi il messaggio valido per ogni tempo, compreso il nostro? Pensando ai secoli passati possiamo vedere come Dio continui ad amarci anche attraverso i castighi. I disegni di Dio, anche quando passano attraverso la prova, mirano sempre ad un esito di misericordia e di perdono.

Benedetto XVI, omelia di quaresima del 26 marzo 2006


Unum

Luisa ha detto...

Nella "chiesa di Francesco" succede anche questo, un musulmano serve la Messa del papa in San Pietro ma non vedremo nessun prelato gridare alla blasfemia di quel gesto:

http://blog.messainlatino.it/2016/11/se-i-pontefici-vengono-pregare-nelle.html

Anonimo ha detto...


@ La rappresentazione della natura nell'Enciclica ecologica del Papa

Giusto rilievo dell'autore. La "natura", come percepita nel discorso del Papa, ricorda quella, per certi aspetti "preromantica", idealizzata e poetica di un J.J. Rousseau, per esempio all'inizio dello 'Emile', suo famoso e ampio scritto sull'educazione. "Tout est bien sortant des mains de l'auteur des choses: tout degenere entre les mains de l'homme. Il force une terre a nourrir les productions d'une autre; un arbre a porter les fruits d'un autre. Il mele et confond les climats, les elemens, les saisons. Il mutile son chien, son cheval, son esclave. Il bouleverse tout, il defigure tout: il aime la difformite', les monstres. In ne veut rien tel que la fait la nature, pas meme l'homme....". SEmbra che le prime due righe siano riprese da Metastasio, poeta "cesareo". (Le ultime righe rivelano una sorprendente attualita' - la modernita' ha spinto oltre ogni limite il potere di manipolare la natura - ma appare sbagliata l'impostazione del discorso, che presenta l'uomo come se, con il suo lavoro, dovesse considerarsi un elemento estraneo rispetto alla natura. L'elemento "omicida" presente nella natura, Rousseau non lo vede - non ha mai visto un passero inseguire, sminuzzare e mangiarsi una farfalla...). PP

perplesso ha detto...

Jorge Bergoglio sa che cosa è la Messa?
E può un non battezzato partecipare alla Liturgia?

Dalla Bussola ha detto...


"Il caso Radio Maria? Un'operazione della lobby gay"
di Riccardo Cascioli

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-caso-radio-maria-unoperazione-della-lobby-gay-17977.htm

Hermann Sta su Fb ha detto...

Una mia opinione. Sono stato all'inizio critico verso Padre Cavalcoli quando ho letto la trascrizione della sua conversazione radiofonica, per quel che si comprendeva di fatto. ingenuità di un anziano sacerdote che non ha padronanza del mezzo radiofonico di fronte all'incalzare di domande contraddittorie. Poi ho approfondito la dottrina della Chiesa a riguardo, ascoltato la sequenza delle sue parole, e mi son reso conto che in fondo Padre Cavalcoli ha affermato coerentemente la dottrina ed il magistero. certo in modo semplificato, discorsivo. Non concordo assolutamente con le sue posizioni sull'Amoris Laetitia, ma egualmente lo abbraccio filialmente per il carico di ingiurie e offese e anatemi che ha subito, finanche da un mediocre monsignore vaticano che ha affermato una bestialità senza precedenti, cioé l'Antico Testamento, il "precristiano", non è teologia della Chiesa cattolica. (Ma qui si pone allora un problema di libertà del cristiano nell'affermare la vera Fede o nel fare apologetica o solo semplice testimonianza. In una chiesa cattolica dove un triste figuro come il Priore di Bose, semplice laico con studi ragionieristici, può spargere le sue eresie evidenti e provate e viene inviato da vescovi e preti a tenere conferenze pubbliche e catechesi, che posto ha un Padre Cavalcoli che fino a confutazione contraria, sempre possibile, resta fedele alla dottrina e al Magistero? Quale Chiesa cattolica professa padre Cavalcoli e quale Monsignor Becciu?). Questo è uno dei misteri di questo tempo, nel quale il Prefetto della Dottrina della Fede può affermare, con una certa sicurezza, che ci sono due Papi. Fatto indicibile e apocalittico. Tempi non facilmente comprensibili quindi. Tempi nei quali anche il direttore di Radio Maria, don Livio fanzaga si trova in una posizione difficile, al punto che la risoluzione dei problemi comporta decisioni anch'esse "apocalittiche" nelle quali spesso ha sbagliato colpevolmente, (non so quanto consapevolmente) tutto quel che poteva sbagliare, sia nella conduzione tecnico professionale di Radio Maria, che non è sua creatura e non è di sua proprietà, sia in quella editoriale e "pastorale". Ma qui il discorso si farebbe lungo. In fondo difendere il buon nome di Padre Cavalcoli è porre una pesante ipoteca sull'operato di padre Livio Fanzaga. Non è attaccare o prendere posizione contro la radio, ma porre il problema se quella conduzione ideologica può garantire ancora a Radio Maria quel ruolo e quel valore nella "buona stampa" cattolica internazionale. La questione è complessa, c'entra la Cei, la questione delle apparizioni di Medjugorie ancora aperta, Papa Bergoglio, le tendenze "ideologiche" e di potere all'interno della Chiesa, l'idea stessa di catechesi e pastorale per i tempi nostri. Certo non credo che Padre Livio possa cavarsela epurando collaboratori ogni due per tre o allineandosi pedissequamente a Mons Galantino o alle scomuniche vaticane post "misfatto". Radio Maria sarebbe così gradita all' establishment clericale e vaticano ma invisa ai radioascoltatori cattolici, che oramai vivono il disagio dei travagli della Chiesa sotto il pontificato di Francesco con sempre crescente intensità. E questo sarebbe esiziale per il mantenimento economico della radio, che follemente basa una struttura costosissima su un "azionariato" diffuso e parcellizzato, frutto di donazioni volontaristiche ed emozionali.

Anonimo ha detto...

Ricordatevi complottisti al 100%: Dio è più forte di ogni complotto demoniaco (che certamente esiste e domina il mondo e prepara l'arrivo dell'Anticristo). Oggi non si festeggia Trump, si festeggia un giorno di libertà degli uomini.
Anche se la guerra è solo iniziata.

Anonimo ha detto...

Dicentes se esse sapientes, stulti facti sunt... San Paolo parlava dei giornalisti?

Josh ha detto...

sul post, di Volpato, con cui concordo in pieno:

_importante la sottolineatura della religio ridotta ormai ad ancilla ecologiae;

_basilare l'affermazione:
"l'Enciclica propone un cristianesimo svuotato della sua dimensione sacrificale"

Teilhard ha sia svuotato, prima, l'idea del peccato originale (si è proprio ribellato alla sua stessa postulazione, sia biblica sia patristica, l'ha negato),
sia di conseguenza ha negato l'aspetto sacrificale di Cristo (che, se non esiste il peccato originale, non deve espiare nè redimere più nulla e nessuno).
Nega così la Sua Morte Vicaria, ed il Suo potere di riscossione delle anime dalle potenze delle tenebre, semplicemente negando le potenze delle tenebre.

Ecco perchè il Punto omega è l'invenzione di un locus amoenus altro, ma non è più il Regno; ed ecco perchè questa forma di cattolicesimo (?) è diventata, grazie a queste teorie, in pratica un'altra religio.

E questo stigma in quell'Enciclica c'è, diffusamente,
ma incontestabilmente, per es.
nel paragrafo 236, in cui si parla di Eucarestia come evento "cosmico celebrato sull'altare del mondo" (quale mondo, quello caduto? quello dei non credenti? quello della natura che ancora aspetta la sua piena redenzione? quello di una natura che si autoregolamenta da sè, autonoma, svuotando il potere divino sul mondo naturale, preternaturale e soprannaturale, in cui il mistero di Cristo è solo "nascosto" ma non operante? ma allora la resurrezione? e lo SS.? e la Grazia che vince la natura?),
o l'Eucarestia come "fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente" e via dicendo...........

Japhet ha detto...

https://costanzamiriano.com/2016/06/09/hillary-e-le-donne/

Anonimo ha detto...

"....non è solo questa radio, c’è un mondo più ampio – dice sempre Melloni – di «siti e antenne, blog e social» che «somministrano paure su misura: le paure su quel che si insegna a scuola per i movimenti pro-vita, quelle dei preti tradizionalisti che danno alla xenofobia leghista profumo d' incenso, quelle del radicalismo familista che manifestano verso l'amore omosessuale il risentimento degli irrisolti».

Appare chiaro che per Melloni – e i suoi sodali in Vaticano - la soluzione sia spazzare via questa galassia senza pietà, perché rischia di ritardare la pacificazione con il mondo che la Santa Sede sta perseguendo. Vale a dire: la partita non è ancora finita, la triangolazione Repubblica-Governo-Vaticano (almeno alcuni settori) andrà avanti e il messaggio inviato attraverso Melloni è chiaro: non si fanno prigionieri."

Alla campagna mediatica, fondata anche sulla predicazione papale, contro il "fondamentalismo cattolico" presto seguiranno nuove norme liberticide, da parte del Ministerodell'amore. Temo che prima ancora interverrà la magistratura, troppo spesso anticipatrice del nuovo che avanza, con le sue interpretazioni adeguatrici/cratrici del diritto. Temo che un meccanismo perverso innescato da querele ad hoc possa comportare blocchi improvvisi di siti "fondamentalisti". Credo che occorra prepararsi per tempo alle catacombe. Il che significa affrettare il momento della conoscenza personale e dello scambio di indirizzi di posta eletttronica e numeri di telefono. Pena rimanere tagliati improvvisamente fuori.

Anna

Anonimo ha detto...

Cuniberto è uno dei più profondi intellettuali che ci siano oggi in Italia, è umoristico che stia diventando noto anche grazie ai tre mercenari papolatri de La Stampa che hanno cercato di presentarlo in maniera riduttiva !

Josh ha detto...

grazie della 'messa in evidenza', Maria, troppo buona.

Quando capto l'aura teilhardiana, mi salgono i 5 minuti.....

Luisa ha detto...

Nessuna reazione alla presenza di un chierichetto musulmano in San Pietro alla Messa del papa?
Siamo, siete, a questo punto "blasés" dalle iniziative del VdR che ne inventa una ogni giorno?
E mons. Guido Marini come ha potuto accettare quella presenza?
Ma non c`è proprio nessuno che ha il coraggio di dire a quell`uomo: adesso basta, lei sta andando troppo lontano nel sopportabile?
Tutti zitti e muti come carpe?

mic ha detto...

Luisa,
ne ho accennato all'interno di una discussione. Se dovessimo star dietro a fatti e misfatti, bisognerebbe redigere un'enciclopedia. E ci fermiamo sull'essenziale, cercando di allargare anche lo sguardo.

Hai fatto bene a ricordarlo. E' una delle profanazioni che gridano vendetta. E, sì, lo sconcerto più grande è che nessuno di quelli che dovrebbero parla forte e chiaro

irina ha detto...

No, con calma, amore vero, costanza, bisogna smontare un secolo di fuffa. Ripescare tutti i nostri classici prima che vengano annotati, tradotti ed interpretati da altri.

Luisa ha detto...

Accettando un chierichetto musulmano Jorge Bergoglio ha permesso un atto blasfemo, ha colpito l`Eucaristia, fonte e culmine della nostra fede, siamo nell`essenziale, nell`essenza della nostra fede, se nemmeno il rispetto dello spazio sacro, della sacra liturgia, del cuore della nostra fede, lo ferma, gli fa ritrovare almeno il senso delle sue responsabilità, se può compiere quel gesto, ripreso e amplificato dai media e dal web, senza che nessuno si svegli e dica STOP ad alta e d intelligibile voce, non c`è più nessuna speranza di vedere chi di dovere reagire e difendere la nostra fede dagli attacchi che sta subendo.

Sacerdos quidam ha detto...

"Accettando un chierichetto musulmano Jorge Bergoglio ha permesso un atto blasfemo":

indubbiamente, ma è una delle conseguenze sia di Nostra aetate (dove è detto che "la Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce."), sia dei vari incontri di preghiera ad Assisi, al di là dei giochi di parole sul tipo de "saremo lì insieme per pregare, non per pregare insieme", ed altre amene trovate dei Papi 'conciliari'.
Poi, si sa, la Rivoluzione avanza per sua intrinseca necessità, ed il passo successivo è stato quello delle recenti presenze islamiche a Messa, in Italia ed in Francia, anche con lettura di sure coraniche, mentre ora è appunto il turno del 'chierichetto' islamico. In attesa del prossimo passo, ovviamente.
Io condanno,ma non mi meraviglio.

Luisa ha detto...

Io Sacerdos quidam sono disgustata, che si possa arrivare ad offendere la nostra Liturgia, a considerarla un giocattolo, un gioco stile Lego, da bricoler à piacimento, togliendo, aggiungendo, trasformando, non è una novità, c`è anche un pittore spagnolo che si è inventato una "liturgia" tutta sua per le sue comunità, ma che quella profanazione arrivasse in San Pietro per mano del papa questo speravo non vederlo, e invece sembra che nulla ci sia e ci verrà risparmiato.

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Anche se può dire che Padre Cavalcoli con le sue affermazione ha colpito un dogma fondamentale della Nouvelle Théologie (assorbito per la Gaudium Et Spes): la nuova relazione tra l'ordine naturale e il soppranaturale (natura e grazia). In Henrici De Lubac il soppranaturale sta implicado nel naturale e la grazia è dovuta alla natura. Qui crede in questa relazione non può mai accettare un terremoto come punizione divina. Dio in questa dottrina è quello che sta sempre pronto ad aiutare l'uomo o sia Dio è solo misericordia.

Anonimo ha detto...

Scusate ... io volevo dire che radio Maria rimane importante... certo forse non è come ci si aspettava ... ma è meglio di tanto altro ... di tanti altri mass media sedicenti cristiani; non mi pare che meriti quelle critiche come quelle di Melloni e altre; Padre Livio, peraltro - nelle sue catechesi mi pare corretto. Ma radio Maria non è solo lui... si pensi, per esempio, a quel don Tino, che da tanti anni in modo umile al giovedì sera interviene e fa intervenire tanti sacerdoti e ci ha presentato negli anni, anche le vite di Don Bosco e del Curato d'Ars; e fa commenti, mi pare, semplici ma appropriati e fedeli alle letture bibliche e alla liturgia.

Poi è importante perché promuove molto la preghiera in varie parrocchie e comunità, anche col Santo Rosario che tanti invece trascurano. anche fra i cattolici. Almeno, questo pare a me ... poi vedremo... propongo una preghiera importante,


Signore Gesù vivere con Te spesso richiede anche la Croce che c’è
ma è quella del Risorto …
e tu ci ami anche nei momenti più bui e in cui
non riusciamo e non ti vediamo; che ci rialziamo sempre e.poi gioia e..

Signore Gesù, aiutaci a vivere in umiltà e semplicità e in gioia;
senza superficialità e distrazione facendo della nostra vita e del
nostro lavoro uno strumento di amore e dedizione a Te e ai
fratelli nella quotidianità e affidandoci a te... affidando la vita a te..
Senza affanno.... e Ave Maria e avanti !
Maria, Madre di misericordia, veglia su tutti noi, perché non venga resa vana la Croce di Cristo, perché l’uomo non smarrisca la via del bene, non perda la coscienza del peccato, cresca nella speranza di Dio, ricco di misericordia, e sia così, per tutta la vita, a lode della sua gloria.
Amen
San Giovanni Paolo II
Salve Regina, madre di misericordia ...

O Gesù mio
Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

NON AFFANNATEVI DUNQUE PER IL DOMANI
PERCHE’ IL DOMANI AVRÀ 'GIÀ'' LE SUE INQUIETUDINI.
A CIASCUN GIORNO BASTA IL SUO AFFANNO. (MT. 6,34)
La pazienza, per tante situazioni della vita, è faticosa ma anche necessaria e utile
Qualche piccola gioia c'è sempre, si deve accontentare e


Grazie al Papa Francesco ma e poi è importante ma...cerchiamo di
pregare di piu per Papa Francesco .... lui ogni volta, ogni volta lo
chiede... forse noi siamo tanto attenti e contenti di quel che dice e
per lui e lo applaudiamo ma forse non preghiamo tanto per lui...
eppure sarebbe la cosa pi importante .... perchè Gesù e Maria e i
santi lo aiutino .... e poi è lui stesso a chiederlo perchè sente di
averne estrema necessità ..

Gesù noi non lo ricordiamo come un personaggio del passato.
Gesù è vivo oggi, oggi.
Per noi cristiani Gesù è Dio. Gesù non è un profeta o un grande uomo
ma è Dio stesso che si fa bambino, si fa uomo per stare con noi e per
salvarci.
Ne battesimo, nella Chiesa, nei sacramenti e nella preghiera Lui viene .

Rr ha detto...

Ma Teilhard de Chardin non e' stato definito ex cathedra eretico?
E quindi, già prima dell' abbraccio con Lutero e la firma della Dichiarazione congiunta, non c'e' gia' stato un testo a dir poco eterodosso?
Ed il "chierichetto" mussulmano,no...( ovviamente scelto a priori per poi darla da bere a posteriori. E non so quanto monsignor Marini sapesse, ammesso che abbia amcora il potere di dir qualcosa...)
Chissà che ora che ha vinto il Donald, qualche Cardinale non capisca che a non essere politically, cioe' vaticanally, correct, ci si guadagna, e non esca finalmente in pubblico a chiamare le cose col loro nome, cioè "eresia ed eresiarca"?

Rr ha detto...

Ma Teilhard de Chardin non e' stato definito ex cathedra eretico?
E quindi, già prima dell' abbraccio con Lutero e la firma della Dichiarazione congiunta, non c'e' gia' stato un testo a dir poco eterodosso?
Ed il "chierichetto" mussulmano,no...( ovviamente scelto a priori per poi darla da bere a posteriori. E non so quanto monsignor Marini sapesse, ammesso che abbia amcora il potere di dir qualcosa...)
Chissà che ora che ha vinto il Donald, qualche Cardinale non capisca che a non essere politically, cioe' vaticanally, correct, ci si guadagna, e non esca finalmente in pubblico a chiamare le cose col loro nome, cioè "eresia ed eresiarca"?

Josh ha detto...

@Rosa "Ma Teilhard de Chardin non e' stato definito ex cathedra eretico?"

le cose come sempre in una certa era, sono sfumate, nebulose e contraddittorie, non solum sed etiam, qui lo dico e qui lo nego. Ma la condanna netta non avvenne mai in senso proprio.

Accusato a ragione di panteismo, arriva tardi un "monitum" del Sant'Uffizio. Non si misero all'Indice le opere subito, fu solo un monitum. Questo nel 58.
Nel 62 De Lubac lo rilancia e giustifica, in seguito gli trova apparentamenti legittimi ma insostenibili con S. Paolo. Maritain nel 66 ricritica Teilhard.
Nell'81 gli si riconoscono virtù speculative non contraddittorie, anche se non una vera riabilitazione. Ratzinger ammette che la Gaudium et Spes è in ampie parti telhardiana. (era palese).
I gesuiti postmoderni lo esaltano come alfiere dell'antispiritualità tridentina, vista come legalistica e retriva.
Fatto sta che una parola netta e definitiva non vi fu mai. E quella che vi fu, non fu sufficiente alla diffusione dell'opera nefanda e al proliferare di lodatori, copiatori, multisviluppatori idolatranti finora.
La noosfera evidentemente tira.
Non è l'unico autore eterodosso che circola impunito da decenni, raggiungendo spesso una tiratura notevole per via del cancan mediatico, che lo rende pruriginoso e così più gradito alle anime perse, in certi casi con tanto di inspiegabile imprimatur.

Sacerdos quidam ha detto...

Ecco, giusto per confermare quanto scritto da Josh, un breve estratto della locandina di promozione del (tenetevi forte)
"Convegno organizzato dall'Associazione Italiana Teilhard de Chardin, dal Centre Européen Teilhard e dall'Association des Amis de Pierre Teilhard de Chardin, con il patrocinio della Pontificia Università Gregoriana e la presidenza onoraria del cardinal Paul Poupard" nei giorni 9 – 10 novembre 2012 a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana,
ossia praticamente sotto gli occhi dell'allora regnante Papa Benedetto XVI, dal titolo:
«Sfide antropologiche di oggi. Una lettura di Pierre Teilhard De Chardin per una evangelizzazione rinnovata. A 50 anni dal Concilio Vaticano II»

Venerdì 9 novembre
ore 08,45
– Discorso inaugurale di p. François-Xavier Dumortier s.j., Rettore della Pontificia Università Gregoriana

– Messaggio augurale del card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura

– Apertura dei lavori: card. Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Cultura.

ore 11,30 – 12,30
– «Evangelizzazione: la costituzione conciliare "Gaudium et spes" e Teilhard de Chardin»: p. Rosino Gibellini, teologo e direttore letterario dell'Editrice Queriniana

ore 17,30 – 18,30
– «Il ruolo della cibernetica in una visione teilhardiana»: p. Antonio Spadaro s.j., scrittore e direttore della rivista «Civiltà Cattolica»

Sabato 10 novembre

ore 09,30 – 10,30
– «Pierre Teilhard de Chardin e Henri de Lubac di fronte alle sfide del Concilio Vaticano II»: mons. Eric de Moulins-Beaufort, vescovo ausiliare di Parigi

ore 17,15 – 18,15
– «La visione evolutiva del mondo e il Cristo Cosmico»: mons. Thierry Magnin, rettore dell'Università Cattolica di Lione

ore 18,15
– Conclusioni: card. Paul Poupard

Insomma tutti 'pezzi da novanta' dell'attuale Gerarchia conciliare.

Ed infine una chicca neomodernista teilhardiana:

ore 19,00
– S. Messa con letture dalla «Messa sul Mondo» di Teilhard de Chardin (nella cappella dell'università)...

(http://dimensionesperanza.it/ecclesiale/item/7642-convegno-europeo-su-pierre-teilhard-de-chardin.html)


N.B. : "La Messa sul mondo" del Teilhard era stata già in antecedenza citata - si intende, con approvazione - da Benedetto XVI nel discorso al clero di Aosta il 24 luglio 2009:
"... dove Paolo descrive l'apostolato come sacerdozio, la funzione del sacerdozio è consacrare il mondo perché diventi ostia vivente, perché il mondo diventi liturgia: che la liturgia non sia una cosa accanto alla realtà del mondo, ma che il mondo stesso diventi ostia vivente, diventi liturgia. E' la grande visione che poi ha avuto anche Teilhard de Chardin: alla fine avremo una vera liturgia cosmica, dove il cosmo diventi ostia vivente."
(https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2009/documents/hf_ben-xvi_hom_20090724_vespri-aosta.html).

Tutti gli esponenti della 'nouvelle théologie', quelli che hanno guidato il Vaticano II, e che occupano oggi posti-chiave nella Chiesa, sono profondamente impregnati di teilhardismo.








Sacerdos quidam ha detto...

P.S.: dopo di che, l'Imprimatur alle opere dello gnostico Teilhard de Chardin diventa meno inspiegabile...

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Caro Josh,

Il Monitum del Sant'Uffizio contro Teilhar de Chardin può essere letto nella internet nell'indirizzo: http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=print&sid=15

Un branno:

"Quanto afferma nel seguente passo, il Teilhard ripete press'a poco anche in diversi altri:
“... la nécessité théologique du baptéme s'expliquant par la solidarité génétique de tous les hommes au sein d'une humanité (imprégnée de péché par nécessité statistique) où les liens collectifs se découvrent comme encore plus réels et plus profonds entre individus qu toute liaison strictement et linéairement héréditaire” (Comment je vois).
Su questo punto il pensiero del Teilhard è molto sconcertante e non si accorda con la dottrina del Concilio di Trento sul peccato di Adamo (Denz. 790), dottrina ripresa dall'Enciclica Humani Generis, che insegna che il peccato originale “procedit ex peccato vere commisso ab uno Adamo, quodque generatione in omnes transfusum, inest unicuique proprium” (Denz. 2328).
Lo nota anche lo stesso P. de Lubac: “Qu'il (Teilhard) ne fút pas théologien de métier, c'est méme ici peut-étre (a proposito del peccato originale) que l'on s'en aperçoit le mieux” (op. cit. p. 168).
Per terminare questo esame critico, che per ragioni evidenti non può essere completo, ci sembra di dover notare ancora una volta quel naturalizzare, quasi, il soprannaturale, che è proprio del sistema teilhardiano.
Noi vogliamo ammettere che il Teilhard, persona privata, ha avuto una vita spirituale intensa. Non intendiamo, evidentemente, muovere appunti alla persona, ma al metodo, al pensiero.
E, perciò, non possiamo seguirlo né approvarlo, quando nella sua originale ascesi, dopo Dio pone il Mondo in un posto e in un valore troppo alti. Come per molte pagine, anche per la seguente di Teilhard de Chardin, bisogna ridimensionarne il significato, perché la sua penna, presa dall'entusiasmo, lo porta molto più in là del giusto"


Cerca il ruolo di Henrici De Lubac nel caso del Monitum, lui è stato scelto per diffenderlo, come se può leggere:

«Bruscamente, all’inzio del 1961, tutto cambiò. Ancora il 23 aprile padre Arminjon mi ricordava il divieto formale di scrivere su Teilhard. Adesso mi convocava e mi faceva in sostanza questo discorso: «Si scrive dappertutto, in tutti i sensi, pro e contro Teilhard; si dicono su di lui sciocchezze di ogni genere. La compagnia non può disinteressarsi di uno dei suoi figli; i quattro provinciali di Francia, con l’approvazione del padre generale, desiderano che uno di quelli che l’hanno conosciuto bene e hanno seguito il suo pensiero porti la sua testimonianza su di lui; non ne esistono quasi più in questo mondo; noi abbiamo designato lei. Si metta dunque subito al lavoro;si liberi il più possibile da ogni altra occupazione e faccia in fretta».» Le memorie di Henri De Lubac SJ sul Monitum del 1962 a Teilhard de Chardinhttps://ottaviopongoli.wordpress.com/2014/09/06/le-memorie-di-henri-de-lubac-sj-sul-monitum-del-1962-a-teilhard-de-chardin/

Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Il grande confutadore del Padre Teilhar de Chardin è stato il Padre Philippe de la Trinitè ma purtroppo non ho trovato nessuno scritto di lui nell'internet. Ho trovato interessante il titolo di un libro di Padre Philipe de la Trinitè dal titolo "Dialogue avec le Marxisme? "Ecclesiam Suam" et Vatican II" questo perchè il Padre Chardin è stato un pionere del dialogo. Lo scrittore cattolico brasiliano Gustavo Corção nel suo libro "O século do nada" (Il secolo del nulla) scrive a questo rispetto:

Inoltre, l'attenzione data al Teilhardismo portava facilmente al comunismo. Altrove, dopo aver enumerato le varie componenti del "progressismo" cattolico, che non è progressista, e non è più cattolico, ho detto quanto segue :. "Questi diversi fattori formano un sistema. Così è che nel famoso "dialogo" i teilhardisti e marxisti sono sempre andate intrecciati, come bene ha dimostrato P. Philippe de la Trinité (1). Nel 10º anniversario della morte di Teilhard de Chardin, nel 1965, il giornale Le Monde, come previsto, ha promosso una edizione speciale per onorare il famoso gesuita che ha vissuto alieno alla Compagnia e la Chiesa, come ha evidenziato evidenziato Padre Berto [Teologo personale di Mons. Lefebvre]. Tra i collaboratori de Le Monde stava Roger Garaudy, il presidente del PC francese con un articolo intitolato Pionnier du dialogue, dove, tra gli altri amabilità, ha detto che Teilhard ha avuto la gloria indiscutibile di aver reso possibile il dialogo tra comunisti e cattolici ".
In seguito, però, Roger Garaudy confessa che, come un marxista, e nonostante tutta la simpatia che aveva per il defunto, non poteva accettare la formula che Teilhard de Chardin così generosamente ha offerto ai comunisti: "La sintesi del Dio cristiano per l'alto e del Dio marxista per l'avanti, questo è solo il Dio che ora noi adoriamo in spirito e verità ".


Chiudendo questo paragrafo, aggiunge lo scrittore brasiliano:

"Dove se vede che ha spettato al comunista la testimonianza di un attaccamento dottrinario. Garaudy davanti alle offerte di Teilhard de Chardin ha sentito il dovere di pronunciare il non possumus".

Qualcuna somiglianza con Jorge Maria Bergoglio non è solo coincidenza. Teilhard, in certo senso, è l'ispiratore del Concilio, è l'uomo del Concilio.

In ciò che dice rispetto al libro di Padre Philippe de la Trinitè, se non me sbaglio, credo, che lui deve affrontare la questione del dialogo tra teilhardisti e marxisti, e l'enciclica di Paolo VI. Se è così il libro deve essere molto interessante. Ancora considerando questo se può dire che la Chiesa già trovava, giustamente in Teilhard de Chardin, i mezzi per giudicare il valore del dialogo con il mondo. E da quanto ho letto in Gustavo Corção non me sembra che questo dialogo ha avuto delle buoni frutti. Quindi, perchè approvare e elevare il dialogo quase a l'unico mezzo di relazione tra la Chiesa e il mondo, come ha fatto Paolo VI, nell'Ecclesiam Suam?

Per finire, un'altro confutatore del Padre Teilhard de Chardin è stato il vostro Mons. Pier Carlo Landucci. Nell'internet se trova disponibile per scaricare la sua confutazione del pensiero di Teilhard de Chardin dal titolo "Miti e realtà" e può essere scaricata nell'indirizzo: http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3786 .

Un caro saluto dal Brasile

Luigi Rmv ha detto...

È stupefacente la realizzazione esatta della profezia della beata Emmerich:
non ci sono dubbi sul fatto che sia questa la 'Chiesa strana' in cui eretici e sette di ogni tipo erano ammessi a farne parte.

Da Lutero in Vaticano al mussulmano chierichetto, passando per altri eretici e atei come maestri di fede.

E che dire dell'AMNISTIA promossa dal papa (meno male che 'non si immischia'), con i radicali in piazza che lo esaltano sui loro stendardi?
Vi ricordate le manifestazioni dei radicali negli anni '70?

Anche i toni di Melloni, sicuramente più miti di quelli che avranno in Vaticano, e il putiferio mediatico contro Padre Cavalli, reo di aver accennato alle Scritture, dimostrano l'inizio della moderna persecuzione, meno brutale, più sottile e altrettanto malvagia profetizzata dalla Emmerich.
Morte a 'quei gruppetti'.

Attendiamo dunque gli 'altri progetti' di Dio, in cui confidiamo con granitica certezza.
Nel frattempo, però, c'è da soffrire, pregare e lottare, osservando il più possibile la Sua Parola.
Mente fredda e nervi saldi, testa in Cielo e piedi in terra.



Gederson Falcometa Zagnoli Pinheiro de Faria ha detto...

Alcuni testi (alcuni ortodossi e condivisibili, altri no...) interessanti sulla nouvelle théologie:

A SHORT CATECHISM ON THE NEW THEOLOGY by BY JOHN VENNARI
http://www.catholicapologetics.info/modernproblems/modernism/newtheo.htm

THE LAST BATTLE OF GARRIGOU-LAGRANGE
Fr. Albert, O.P.
http://www.angelusonline.org/index.php?section=articles&subsection=show_article&article_id=3257

Il dibattito sulla verità tra Blondel e Garrigou-Lagrange
http://garrigou-lagrange.weebly.com/il-dibattito-sulla-veritagrave.html

Garrigou-Lagrange on the relationship between Modernism and the Forgetfulness of the 24 Theses
https://exlaodicea.wordpress.com/2007/08/17/garrigou-lagrange-on-the-relationship-between-modernism-and-the-forgetfulness-of-the-24-theses/

Modernism vs. Neo-Modernism: What is the Difference?
http://iteadthomam.blogspot.com.br/2010/09/modernism-vs-neo-modernism-what-is.html

Quaeritur: What are the Techniques of Neo-Modernism and the Nouvelle Theologie?
http://iteadthomam.blogspot.com.br/2010/09/quaeritur-what-are-techniques-of-neo.html

Garrigou-Lagrange on Evolution (aka 'Transformism')
http://iteadthomam.blogspot.com.br/2010/09/garrigou-lagrange-on-evolution-aka.html

Gederson ha detto...

Il progressismo di Teilhard de Chardin
Teilhard de Chardin costituisce oggi la figura massima del progressismo cristiano, ma la sua traiettoria segui un itinerario diverso da quello di Lamennais, Maritain e Mounier.
Sebbene la ragione fondamentale del suo progressismo consista dalla forte passione che lo muove ad unire in un solo insieme due fedi, la fede del cielo e quella della terra, Teilhard de Chardin è un innamorato del mondo e soprattutto del mondo moderno.
Nel suo caso, in modo particolare, questo amore per il mondo diventa quanto mai forte verso la scienza moderna in generale e la scienza biologica in particolare. Da qui, seguendo la corrente imperante di questo tipo di scienze, confesse decisamente di essere partigiano dell'evoluzionismo e dell'evoluzionismo universale. Credo nell'evoluzione è la sua prima professione di fede scientifica. Credo che l'evoluzione vada verso lo spirito, credo che l'evoluzione vada verso il personale, credo che il personale supremo culmini in Cristo".
Il progressismo cristiano
errori e deviazioni, Padre Julio Meinvielle, http://www.paginecattoliche.it/Progressismo03.htm

Gederson ha detto...

G. Frénaud - L. Jugnet - R. Th. Calmel: Gli errori di Teilhard de Chardin. Piano dell’opera, indice e Monitum. Traduzione di Giovanni Cantoni


Titoli originali dei saggi:
Dom Georges Frénaud, Pensée philosophique et réligieuse du Père Teilhard de Chardin. - Collection «Octobre», 15 bis, rue Kléber. - Le Chesnay (S.-et-O.).
R. Th. Calmel. o. p., «Réponse au teilhardisme», Itinéraires, n. 71; 4, rue Garancière, Paris - VI.
Idem, «La distinction des trois ordres», Itinéraires, n. 61.
Louis Jugnet, «Réfléxions sur le teilhardisme», L'ordre français, nouvelle série. n. 5; 12, rue de Chabanais, Paris - II. Questo saggio è stato pubblicato per la prima volta dalla Revue des cercle d'études d'Angers, 4, passage des Arènes, Angers.
Nouvelles de Chrétienté, n. 364 del 27 settembre 1962, numero speciale dedicato al Monitum del Sant'Uffizio di cui è stata tradotta la parte conclusiva.

La Casa Editrice dell'Albero non intende - con il presente volume - presentare un giudizio definitivo sul Padre Teilhard de Chardin, ma solo concorrere ad un sereno esame critico, inserendosi nella vasta eco di consensi e di dissensi suscitata dal pensiero del Gesuita francese.


INDICE
Suprema Sacra Congregatio S. Officii Monitum

DOM GEORGES FRÉNAUD, O. S. B.
9 Il pensiero filosofico e religioso del padre Teilhard de Chardin
13 I Esposizione del pensiero del padre Teilhard
25 II. Esame critico sul piano della filosofia
33 III. Esame critico sul piano della teologia e della fede
49 IV. La spiritualità del padre Teilhard

LOUIS JUGNET
61 Riflessioni sul Teilhardismo
63 I. Situazione e prestigio del Teilhardismo
71 II. Scientismo
75 III. Pensiero, materia, movimento
81 IV. Adorazione del futuro e parentela marxista
85 V. Conclusione

R. TH. CALMEL, O. P.
89 «Risposta al Teilhardismo»
125 Realismo Ed Evoluzionismo
129 Falso prestigio dell'evoluzionismo
137 Il senso della storia
143 Teilhard e Sant'Ireneo
151 Un'ipotesi senza prove
159 Conclusione

Cont - Eretici mod.: Contro Theilard (1 di 16)
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1640

Gli altri testi:
http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=categories&op=newindex&catid=32

Catholicus ha detto...

@ Luigi Rmv "Mente fredda e nervi saldi, testa in Cielo e piedi in terra." : ottimo programma, caro Luigi, da condividere al 100%, spendo che il serpente infernale non mollerà di certo la presa, sia in campo politici che religioso; difficile convertirli, questi falsi pastori, questi finti buonisti lacchè dei poteri forti oscuri (=massoneria, adoratori di satana), possiamo solo sperare che siano definitivamente sconfitti grazie all'intervento dell'Immacolata, e comunque noi dobbiamo fare la nostra parte, da servi inutili ma felici di poter servire la Causa giusta.

Luisa ha detto...

Ringrazio Luigi Rmv per il suo commento, e anche per avere ripreso la profanazione dello spazio sacro in San Pietro ad opera del VdR.
Continuo ad essere stupita, e mi scuso di insistere, che quell`atto blasfemo abbia trovato così poco eco sui siti cattolici tradizionali, eppure è stato ripreso con enfasi dalla stampa laicista ma amica della nuova chiesa, questa volta è la sacra Liturgia ad essere la vittima delle voglie e idee di Bergoglio, l`ha manipolata a suo piacimento, non riesco a banalizzare un gesto così grave.
E sì, diventa sempre più diffcile non pensare che siamo nei tempi visti e descritti dalla Beata Emmerich, tanto le sue profezie descrivono la realtà che è sotto i nostri occhi.

Pietro C. ha detto...

Riguardo al "chierichetto mussulmano" è vero, come qualcuno ha scritto, che la radice di tali comportamenti la si trova in Nostra Aetate. Ma è pur vero che i padri conciliari che hanno votato favorevolmente quel documento, come la stragrande maggioranza dei vescovi presenti in quell'occasione, non avrebbero MAI pensato ad applicazioni "stile Bergoglio".
Si è generata, almeno parzialmente, una eterogenesi dei fini.
Il fatto, poi, si pone come qualcosa di sperimentale, come se chi lo facesse pensasse pressapoco: "Iniziamo così, se non ci sono reazioni proseguiremo". Il fine evidente è quello di fare una religione più o meno universale con il papa a capo di essa.
Ovviamente pure questo non poteva essere nella testa della stragrande maggioranza dei vescovi conciiari. Il mondo cattolico, oggi, è diretto da gente tutt'altro che cristiana, con apparenza cattolica!

Josh ha detto...

quanti contributi.

Aggiungo solo: a un certo punto i "teologi" modernisti hanno reclamato libertà d'indagine.
Col pretesto della libertà speculativa, del tipo pensiero proprio senza freni, hanno in realtà preteso una libertà che rifiutava ogni paletto, sia quello della Tradizione, sia quelli stessi proposti dalla fede e dalla S. Scrittura, fino a idolatrare il proprio "sistema" creato e sostituirlo alle verità divine.

Ma invece di fare i filosofi laici uscendosene, magari con onestà rispetto alle proprie prese di posizione ormai postcristiane, nè nessuno li ha messi fuori
(del resto quelli criticati e marginalizzati da Pio XII divennero l'avanguardia e i protagonisti della Chiesa successiva)
hanno preteso di continuare questi scempi in chiesa, mantenere l'etichetta di cristiani anche quando negavano molte verità scritturali e le basi stesse della fede.
E' poi così che lo sfacelo si è compiuto.

Luisa ha detto...

"Iniziamo così, se non ci sono reazioni proseguiremo".

E da qui il mio disappunto sulla mancanza di reazione per quell`atto blasfematorio, voluto o anche solo accettato con probabile entusiasmo da Bergoglio, visto che è quel musulmano praticante che si è portato con sè il suo tappetino di preghiera, ad avergli lavato le mani in sacristia prima della Messa (!!)

Se un papa può permettersi quella profanazione senza che NESSUNO reagisca, senza che nessuno alla Congregazione per il Culto divino e disciplina dei Sacramenti ( ma che senso oramai ha quella definizione?)trovi qualcosa da ridire, senza che uno dei sedicenti Custodi della Fede e della Liturgia faccia sentire la sua voce, ciò significa che siamo veramente nel regime del terrore e che nemmeno la sacra Liturgia, che ci han detto essere la fonte e il culmine della nostra fede, merita un pò di coraggio.

Rr ha detto...

Iniziamo cosi..

E' dall'elezione di GXXIII che si comportano cosi, tipicamente da marxisti, modernisti, massoni.

Chi ha voglia si riveda la trasmissione Storie ha detto...

Rai 3 , puntata al termine di Augias che presenta il ibro di un certo Barbero di professione storico . Sto per cambiare canale quando afferro le seguenti parole di Augias : " Lo sventurato Sacerdote che ha parlato a RadioMaria dando una risposta sul terremoto di un tale cinismo ... utilizzando il Catechismo della Chiesa Cattolica... che ne pensa professore? ". Risposta del professore Barbero : "I fanatici nella Bibbia e anche nel Corano utilizzano quello che gli fa comodo . Pero'bisogna gia' essere fanatici prima ". Conclude Augias con questo monito : " le religioni vanno prese cum grano salis , guardandole in modo laico ".
Preghiamo per Padre Cavalcoli e per tutti i coinvolti :
Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Ti amo.
Chiedo perdono per quelli che non credono,
non adorano, non sperano e non Ti
amano.
Ave Maria...
O Dolce Signora mia, dacci la Tua benedizione,
per non cadere in tentazione, poiché
tutta la felicità sta, Maria, nelle Tue
mani. Fa’, o Signora, che otteniamo una
buona morte come Tuoi figli, la † benedizione
del Padre, l’amore del Figlio e la
grazia dello Spirito Santo, sia con noi
adesso e per sempre. Amen.
D/. Lodato sia il Cuore di Gesù,
T/. Per sempre nel Cuore di Maria
D/. Con il Tuo Figlio, Madre pia,
T/. Ci † benedica la Vergine Maria.