giovedì 17 dicembre 2020

Sabato 19 dicembre - Santa Messa del Rorate a Roma

Sabato 19 Dicembre - ore 6:30 del mattino
sarà celebrata la Santa Messa del Rorate
Basilica dei santi Celso e Giuliano
via del Banco di Santo Spirito 5 Roma.

La Messa del Rorate in onore della Beata Vergine Maria, che si celebra prima dell'alba, prende il nome dalle parole iniziali dell'Introito (Is 45: 8): “Rorate, caeli, desuper ...”. La Messa “Rorate” in onore della Beata Vergine Maria viene celebrata tradizionalmente prima dell'alba.
L’Avvento cade ogni anno nel buio mese di dicembre, un mese in cui vediamo il tema generale della stagione liturgica che riecheggia nella natura. L’oscurità si è insinuata nel mondo e aumenta ogni giorno, e tuttavia c’è la speranza che presto le giornate inizieranno ad allungarsi e il sole conquisterà la notte. La terra rivela che c’è una luce in questo posto oscuro, e quella Luce regna vittoriosa. Il versetto iniziale si canta sin dal VII secolo, dal tempo di papa Gregorio Magno, come antifona d'ingresso. 
Roráte, cœli, désuper,
et nubes plúant iustum: aperiátur terra,
et gérminet Salvatórem
Stillate, o cieli, dall’alto la vostra rugiada e le nuvole facciano scendere il giusto: si apra la terra e germogli il Salvatore.
Nel 1870 Dom Prosper Guéranger inserisce l'introito nella sua opera L'anno liturgico. Avvento nel capitoletto dedicato al giovedì della prima settimana d'Avvento; sotto il titolo "Preghiera delle Chiese di Francia durante l'Avvento" il versetto è presentato come antifona a una serie di preghiere; Ne irascaris Domine, "Non ti adirare Signore", tratta da Is 64,8-10, che esprime supplica; Peccavimus, "Abbiamo peccato", tratta da Is 64,4-6, che esprime penitenza; Vide Domine, "Guarda Signore", ispirato a Is 16, che esprime attesa; Consolamini popule meus, "consolati, popolo mio", ispirato da Is 40-41, che esprime consolazione.
Rorate Cœli désuper,
Et nubes plúant justum.

Ne irascáris Dómine, ne ultra memíneris iniquitátis:
Ecce cívitas Sancti facta est desérta:
Sion desérta facta est: Jerúsalem desoláta est:
Domus sanctificatiónis tuae et gloriae tuae,
Ubi laudavérunt Te patres nostri.

Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum.

Peccávimus et facti sumus quam immúndus nos,
Et cecídimus quasi fólium univérsi:
Et iniquitátes nostrae quasi ventus abstulérunt nos:
Abscondísti fáciem tuam a nobis,

Et allisísti nos in mánu iniquitátis nostrae.

Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum.

Víde, Dómine, afflictiónem pópuli tui,
Et mitte quem missúrus es:
Emítte Agnum dominatórem terrae,
De pétra desérti ad montem fíliae Sion:
Ut áuferat ipse jugum captivitátis nostrae.
Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum.

Consolámini, consolámini, pópule meus:
Cito véniet salus tua:
Quare moeróre consúmeris, quia innovávit te dolor?
Salvábo te, noli timére,
Ego énim sum Dóminus Deus túus Sánctus Israël, Redémptor túus.

Rorate Cœli desúper,
Et nubes plúant justum
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova il giusto.

Non adirarti, o Signore, non ricordarti più dell'iniquità:
Ecco che la città del Santo è divenuta deserta:
Sion è divenuta deserta: Gerusalemme è desolata:
La casa della tua santificazione e della tua gloria,
Dove i nostri padri Ti lodarono.

Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova chi rende giustizia.

Peccammo, e siamo divenuti come gli immondi,
E siamo caduti tutti come foglie:
E le nostre iniquità ci hanno dispersi come il vento:
Ci hai nascosto il tuo volto.
E ci hai schiacciati per mano delle nostre iniquità.

Stillate rugiada, o cieli, dall'alto, E dalle nubi piova chi rende giustizia.

Guarda, o Signore, l'afflizione del tuo popolo,
E manda Colui che deve essere mandato:
Manda l'Agnello dominatore della terra,
Dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion:
Affinché Egli tolga il giogo della nostra schiavitù.
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova chi rende giustizia.

Consolati, consolati, o popolo mio:
Presto verrà la tua salvezza:
Perché ti consumi nella mestizia,
perché il tuo dolore si è rinnovato?
Ti salverò, non temere,
Perché io sono il Signore Dio tuo,
il Santo d'Israele, il tuo Redentore

Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E dalle nubi piova chi rende giustizia.
Ave gratia plena, Dominus tecum

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Come si muore oggi? Con il covid si muore in ospedale, ma anche senza covid si muore in ospedale per lo più. Diventano sempre di meno quelli che muoiono a casa. A casa propria si muore di meno. Si va in ospedale a morire, anche in situazioni di semi/coma si va e/o si è portati a morire in ospedale. Perché? Per l'ultima flebo? Per l'ultima punturina, detta terapia del dolore? Questo portare il morente altrove, in ospedale, perché? Sono così importanti quegli ultimi istanti di vita che passarli, sballottati di qua e di là tra mani di mestiere, è l'ultimo, estremo supplizio che si impone al morente. Strano, sembra che questa cultura della morte poi nei fatti non voglia guardare la morte corporea in faccia e la ospedalizzi. Nascita e morte sono così importanti che viverle da ospedalizzati addormentati è un vero peccato; sono frangenti in cui davvero Cielo e Terra e Terra e Cielo si incontrano e si passano il testimone. Inermi entriamo ed inermi usciamo, con un corpo piccolo piccolo ed con un corpo usurato dal tempo, da una malattia, da un eccesso, da un incidente che con violenza ci tira fuori da un corpo ancora giovane. Nascita e morte sono momenti di profonda commozione, anche per i cuori più duri che avvertono in modo oscuro la Presenza Divina del Signore nostro Gesù Cristo. Anche la nascita e la morte dovrebbero essere vissute in modo Cattolico che oggi nessuno sa più che modo sia.

Anonimo ha detto...

La grave preoccupazione per la mancata liquefazione del sangue di san Gennaro (dicono tra l'altro gli esperti che la liquefazione di dicembre non rappresenta un monito generale, ma in ambito locale ed ecclesiastico - tra l'altro è appena stato nominato il nuovo arcivescovo) è segno di grave infantilismo e, possiamo dirlo, anche di superstizione, che può servire agli allocchi che hanno gli occhi chiusi.
Non ci siamo accorti che con Amoris Laetitia e la successiva lettera di papa Francesco ai vescovi argentini inserita negli Acta Apostolicae Sedis i divorziati risposati che non vivono in castità possono ufficialmente, con un atto di (pseudo)magistero fare la Comunione senza abbandonare il loro stato di peccato grave? E' tutto normale e crediamo che non abbia conseguenze?
Non ci siamo accorti che l'anno scorso a ottobre in Vaticano ci sono stati atti di adorazione di una divinità pagana (quindi di un demone)? E' tutto normale e crediamo che non abbia conseguenze?
Ci siamo accorti che il Papa è favorevole a norme di legge che proteggano le unioni civili di persone dello stesso sesso, quindi di fatto le ha sdoganate? E' tutto normale e crediamo che non abbia conseguenze?
Sono queste le cose di cui preoccuparsi, non il sangue di san Gennaro che si liquefa.
Ecco, invece di pregare che il sangue possa liquefarsi, preghiamo di convertirci finché siamo ancora in tempo.
Preghiamo per la Chiesa finché siamo ancora in tempo.
Evidentemente la pandemia non è servita a nulla e chiediamo a gran voce qualche bastonata ancora più forte.

Del Card.Sarah . ha detto...

IL DECRETO DI SARAH
Natale, ogni sacerdote potrà celebrare fino a quattro Messe
Per favorire la partecipazione dei fedeli in tempo di Covid, il prefetto della Congregazione del Culto divino, Robert Sarah, ha firmato un decreto che dà ai vescovi la possibilità di consentire ai sacerdoti di celebrare quattro Messe per le solennità di Natale, Maria SS. Madre di Dio ed Epifania. Permesse altre concessioni nei giorni feriali (due Messe), nonché nelle domeniche e feste di precetto (tre Messe).
https://lanuovabq.it/it/natale-ogni-sacerdote-potra-celebrare-fino-a-quattro-messe

Anonimo ha detto...

Per favore sapete se gli orari delle Funzioni di questa Chiesa pubblicati in internet sono aggiornati ? Al n° telefonico indicato 0541 718846 risponde l'ICRSS di Rimini.
Sapete qual'e' l'esatto numero civico ? A volte e' scritto 5 a volte 52 .
https://www.google.com/search?q=Basilica+dei+santi+Celso+e+Giuliano+via+del+Banco+di+Santo+Spirito+5+Roma.&rlz=1C5CHFA_enIT904IT904&oq=Basilica+dei+santi+Celso+e+Giuliano+via+del+Banco+di+Santo+Spirito+5+Roma.&aqs=chrome..69i57&sourceid=chrome&ie=UTF-8

Grazie a Dio ma anche purtroppo , le Messe VO sono tutte al centro di Roma .
Ci fosse stato un Vescovo , dico uno, che avesse dato corso al suggerimento del S.P. nelle periferie...

Così sia . ha detto...

Domanda al mio Parroco eta' a.51 :
D)"Sig.Parroco della mia Parrocchia a tutt'oggi non c'e' alcun avviso in merito alle prossime funzioni religiose del S.Natale , come mai "?

R)Risposta :
"Perche' stiamo aspettando cosa ci ordinera' il nostro presidente Conte "

D)"Signore perdona loro , perche' non sanno quello che fanno."

Nell'attesa :
Dio sia benedetto
Benedetto il Suo Santo Nome
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
Benedetto il nome di Gesù
Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi