martedì 12 ottobre 2021

Card. Ladaria: “Il dialogo con i lefebvriani è in stallo, ma non sono separati dalla Chiesa”

Il 1 ottobre il cardinale Luis F. Ladaria, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha pronunciato la lectio inauguralis per l’anno accademico 2021/22 presso l’ Università Ecclesiastica San Dámaso di Madrid.
A margine il prefetto Ladaria ha concesso una breve intervista alla rivista spagnola Ecclesia, di seguito riportiamo alcuni stralci delle parole del cardinale.
«Lo studio della Teologia è sempre stato importante», ha risposto Ladaria a una prima domanda sullo stato della teologia. «A volte sembrava che solo i candidati al sacerdozio dovessero studiarla. Ciò potrebbe significare che era destinato a coloro che devono esercitare un ministero sacerdotale, perché devono predicare o perché devono insegnare… Ma in questo momento, siamo giunti alla conclusione che la Teologia illustra la nostra fede, ci fa “vivere meglio la nostra fede”, ci fa conoscere meglio Nostro Signore e, quindi, ci rende capaci di seguirlo e amarlo di più. Pertanto, deve essere a disposizione di tutti e si deve garantire che la maggior parte dei battezzati possa accedere a questi studi. Le nostre facoltà di teologia, grazie a Dio, sono oggi piene di laici e laiche, e questo è un progresso molto grande di cui dobbiamo ringraziare il Signore».
Dalla pubblicazione della Lettera apostolica di Papa Francesco sotto forma di motu proprio sulla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, i compiti di questa commissione istituita da Giovanni Paolo II sono passati alla sua Congregazione. Com’è il dialogo con i lefebvriani?
«Abbiamo solo la disputa dottrinale, non abbiamo più la disputa liturgica e non abbiamo più la disputa della vita religiosa o delle associazioni. Dobbiamo chiedere al Signore che ci illumini tutti perché il dialogo è un po’ stagnante, non c’è stato progresso per molto tempo. Per questo dobbiamo chiedere al Signore di aiutarci, perché l’unità è un dono che viene da Dio, non dipende da noi e che con questo aiuto si possono superare queste difficoltà. È qualcosa che dipende da Nostro Signore e dobbiamo chiedere che ci apra la strada per raggiungere l’unità più piena, perché non è che siano separati dalla Chiesa cattolica, ma l’unione non è perfetta in questo momento. Per questo cercheremo con la preghiera e il nostro spirito di accoglienza che questo possa essere fatto quanto prima». - Fonte

16 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Unione non è perfetta? Diciamo che è al 95%, visto che Mgr Fellay riconosce la bontà della rivoluzione conciliare al 95%! Ormai ci siamo quasi... ancora un piccolo sforzo e un altro tradimento è consumato, a maggior gloria del nuovo ordine mondiale massonico felicemente vincente, regnante e imperante.

Viator ha detto...

"Quelli che partecipano intensamente alla vita parrocchiale sono contro la ripresa di una sana Tradizione perché ormai vivono un gusto della fede che è totalmente differente, che è ingannevole. Questo è stato prodotto dalle autorità della Chiesa, non da qualche teologo sconsiderato o da qualche prete debosciato. I preti che hanno seguito le formazioni permanenti della Diocesi sono rovinati irrimediabilmente. Si sono salvati quelli che non hanno fatto i corsi di rieducazione nella fede.

Questo è uno schema dittatoriale. Il non definire delle regole precise in nome del Concilio, fa parte di questa paura generale: se io non seguo... sono fuori dalla Chiesa. Mentre uno è nella Chiesa quando è nella Tradizione, quando è obbediente alle due fonti: Tradizione e Sacra Scrittura. Questa è la pace di un fedele." (Don Alberto Secci)

Anonimo ha detto...

"..non che siano separati dalla Chiesa ma la loro unione non è perfetta" , ovvero alla stregua di ortodossi e anglicani e protestanti. O magari anche alla stregua di buddisti ed animisti vari in base alle luci varie di ogni credo di innovazione ultima. Peccato che oggi come oggi anche i nuovi ariani neomodernisti siano pur loro relativamente collegati alla vera Chiesa che sussiste ancora in Benedetto XVI ma che non sussiste in Bergoglio per quanto si è pubblicamente ed universalmente potuto verificare da certi suoi atti in qualità di pontefice che di pontificale hanno solo legami inferi, quali pachamame e priapi nonchè dottrine di un dio non cattolico.

Anonimo ha detto...

Sante parole!
Fossero tutti come don Alberto Secci non saremmo in questa penosa situazione, che il Signore lo benedica e lo sostenga, come lui sostiene noi e la nostra fede con le sue parole, il suo esempio e la sua rettitudine.
"Mentre uno è nella Chiesa quando è nella Tradizione, quando è obbediente alle due fonti: Tradizione e Sacra Scrittura".
Nella sostanza è quanto affermava il grande San Atanasio.
Ringrazio Viator per questa citazione.
Antonio

Ghislieri ha detto...

Direi che le cose sono cambiate con il nuovo superiore generale. Forse lei ano-nimo non lo sa o le fa comodo far finta di non saperlo.

Murmex ha detto...

E in quanto a legami inferi e dottrine di un dio non cattolico anche gli immediati predecessori hanno fatto la loro parte

Murmex ha detto...

Giusto. Ma chi trasmette e interpreta S Scritura e Tradizione? Lo facciamo noi da soli come protestanti o abbiamo bisogno della guida dell'Autorità? Se l'unica risposta cattolica è che sì, ne abbiamo bisogno, allora appare l'illogicità (e non solo) della posizione di FSSPX , don Secci ecc

Anonimo ha detto...

4° comandamento :Onora il Padre e la Madre .Ma se i genitori si abbandonano a tutti i vizi possibili ed immaginabili si devono ancora onorare le loro persone o solo la funzione che essi (non) svolgono? Si deve ubbidienza al Padre ,ma se mi manda a comprare della droga lo devo fare?Abbiamo bisogno della guida dell'Autorità ,sia,ma dobbiamo anche inginocchiarci agli idoli se l'autorità si compiace di farlo?E' un bel dilemma e i rimbrotti dei confessori,a volte molto blandi e comprensivi altre volte minacciosi, non bastano a risolverlo.E questo riguarda noi semplici fedeli ,immaginiamo quanto sia lacerante per il clero.

Murmex ha detto...

Ma la loro posizione rimane quella: riconoscimento di Bergoglio come Pontefice, e rifiuto della sua giurisdizione. Tutti possono vedere quanto ciò sia anticattolico.

Anonimo ha detto...

https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/29040326/luciana-lamorgese-non-risponde-giorgia-meloni-perche-avete-lasciati-fare-silenzio-sospetto.html

Anonimo ha detto...


Ma chi trasmette e interpreta Scrittura e Tradizione?

La risposta sembra abbastanza facile: il Magistero stesso, che, sino a prova contraria, ha interpretato correttamente Scrittura e Tradizione sino a Pio XII incluso. Basta rifarsi a questa fonte e andiamo sicuri.
Per esempio certe Encicliche di Pio XII, alcune di Pio XI, le grandi encicliche di san Pio X, le importanti encicliche e Lettere con le quali Leone XIII definiva i rapporti tra Stato e Chiesa, condannava l'americanismo, etc. Ci sono poi i testi dei dogmatici Concilio di Trento e VAticano Primo.
Ispirandosi a questa corretta metodologia, non si cade certo nel protestantesimo.
È vero che non è facile trovare i testi in lingua italiana. Si possono ugualmente trovare. Ci sono poi gli schemi conciliari ortodossi fatti naufragare dai novatori in Concilio, con l'appoggio di Giovanni XXIII. Ne ha pubblicati alcuni la casa editrice del prof. De Mattei (ed. Fiducia). Essi manifestano la dottrina di sempre della Chiesa, contro gli errori e le eresie in agguato, poi esplose nel Concilio deviato che ha preso il posto di quello originario, autentico.
Cerchiamo di non creare falsi problemi.
T.

Anonimo ha detto...

Annamo bene...

https://www.ilgiornale.it/news/politica/scontri-volutamente-permessi-e-lamorgese-non-risponde-meloni-1981812.html

Anonimo ha detto...


OT
Secondo un articolo di La Nuova Bussola Quotidiana i trecentomila e passa casi di abusi che si sarebbero verificati nella chiesa francese negli ultimi 70 anni, non sarebbero casi verificati ma risulterebbero da stime e proiezioni. Allo stesso modo del numero dei preti coinvolti.
Intanto il ministro dell'interno francese vuole imporre alla Chiesa l'abolizione del segreto confessionale (lo chiama "professionale") quando il prete venisse a conoscenza di casi di pedofilia appunto in confessione. La conferenza episcopale francese ha replicato in modo come al solito meschino, come quello di chi dice - ma guarda, piove, quando gli stanno sputando in faccia.
Le indagini fatte dalle c.d. "commissioni indipendenti", come si è visto già anni fa in Irlanda, composte in genere da laici, persino protestanti, servono in genere a screditare la Chiesa. Non hanno come scopo la verità ma l'ulteriore abbassamento della reputazione della Chiesa. Uno dei loro scopi non dichiarati (ovviamente) è evitare che si eviti di portare il discorso sull'omosessualità quale evidente causa di tanti comportamenti deviati ad opera della parte deviata del clero. Si deve parlare rigorosamente solo di "pedofilia", senza mai nominare sodomia e pederastia, ben presenti come sanno tutti negli abusi costituiti da cosiddetta "pedofilia".

Anonimo ha detto...


Refuso nell'intervento precedente.

Versone errata : "evitare che si eviti di portare il discorso etc"
versione corretta : "evitare che si porti il discorso etc"
Grazie.

martina ha detto...

C'è un errore di traduzione per la parola competència che in italiano non significa affatto competenza. Infatti questa affermazione del cardinale, così com'è tradotta è incomprensibile:Abbiamo solo la competenza dottrinale, non abbiamo più la competenza liturgica e non abbiamo più la competenza della vita religiosa o delle associazioni. Il termine esatto da sostituire a competenza è disputa, discussione, confronto.

Anonimo ha detto...

Ma, era malato malato oppure malato diplomatico della serie stai a casetta perche'abbiamo da fare?