sabato 2 ottobre 2021

Non credere non è dichiarare vuoto il cielo: è decostruirlo per riempirlo di idoli

Quel che è messo in evidenza per la Francia può esser replicato in termini analoghi per ogni nazione europea. Esserne consapevoli non deve essere motivo di rassegnazione ma stimolo a reagire per quanto possibile, anche se umanamente, al punto in cui siamo, emerge tutta la nostra impotenza. Ma ciononostante rimaniamo ben saldi al nostro posto per essere ciò che siamo, in Colui che ci dà forza.

Su Valeurs Actuelles, padre Danziec, torna sul sondaggio che mostra come la maggioranza dei francesi non crede più in Dio: I risultati dell’indagine svolta di recente dall’Ifop per Associazione dei giornalisti dell’informazione sulle religioni (Ajir) sono terribili. Sono anche sorprendenti?

Tra i francesi intervistati sarebbe solo il 49% a dichiararsi credente. Erano il 66% nel 1947. Inesorabilmente, il lento cambiamento spirituale continua. E, dal punto di vista umano, è difficile rilevare come sarebbe possibile un’inversione di tendenza quando la crisi esistenziale legata alla crisi sanitaria, di per sé, non è stata in grado di svegliare l’afflato religioso: il 91% degli intervistati riferisce che la pandemia globale non li ha avvicinati alla pratica religiosa. La constatazione è travolgente e si aggiunge alla lunga lista di fatti che richiedono un esame di coscienza collettivo. Possiamo vivere ragionevolmente senza sacralità, senza scopo, senza un “oltre”?

L’apostasia silenziosa: fiore all'occhiello della decostruzione

Con Paul Valéry, dice padre Danziec, abbiamo imparato che le civiltà sono mortali. Ora è il momento di scoprire come una religione si stia lentamente estinguendo. Papa Giovanni XXIII aveva annunciato l’arrivo di una primavera per la Chiesa all’apertura dell’ultimo Concilio, un certo spirito del Vaticano II però sembra aver fatto precipitare l’ecosistema cattolico in un grande inverno. Ci troviamo davanti alla famosa scristianizzazione di massa.... Questa scomparsa dei punti di riferimento elementari e della trascendenza oltre a farci interrogare sulle sue cause, dovrebbe anche metterci in guardia sulle sue conseguenze.

Il meglio che la cristianità ha costruito per due millenni, se non è messo da parte, è almeno messo in discussione. L’apostasia silenziosa decostruisce e punisce ciò che ha fondato per secoli gli spazi di pace e di socialità accuratamente stabiliti da un Occidente intriso di Vangelo.

Capolavori e genio del cristianesimo

Se per Socrate, «tutta la saggezza inizia nello stupore», si sarebbe tentati di dedurre che ogni follia cominci nella negazione. Come non vedere in questa negazione delle nostre radici, il degrado continuo della nostra stessa esistenza? I capolavori e il genio del cristianesimo li troviamo dappertutto. In letteratura, dalla leggenda di Artù all’amore sgargiante, perché oblativo, di Cirano per la sua Rossana. Nella pittura, Cristi grossolani, eppure così commoventi, che scopriamo a caso, pale d’altare di cappelle di montagna con pitture colorate di cui sono ubriache le nostre cattedrali. In musica, dal travolgente Cantico di Jean Racine, ai lamenti religiosi dei marinai bretoni. Nella convivialità, dalla gastronomia, all’abbigliamento. Nel modo di essere, di pensare, di organizzare la città: dagli ospedali, ai monaci copisti. Nel modo di vivere le nostre relazioni: dal posto delle donne, al ruolo della virilità, da quelle che furono le nostre prime regine e le nostre prime sante, all’amore cortese e cavalleresco che sarebbe poi diventato la galanteria. Infine, in relazione alla natura e al creato, dalla Certosa ai Benedettini, dall’olio dei monasteri ai frollini delle monache.

Proprio per questa identità, è naturale che l’amore per la verità, la bellezza e il bene abbracci l’anima francese. Con il progressismo imperante, si chiede a tutti di mettere nell’armadio questo trittico obsoleto. Niente più permanenza eterna, ora è tempo di sviluppo sostenibile! In questa atmosfera senz’anima, la perpetuazione della civiltà conta poco. Il nuovo mantra ha un nome: tutela dell’ambiente. Fatto ciò cerchiamo di capire molto bene, del resto, che ambiente è. L’ambiente di incuria che sta devastando la nostra capitale, la Città della Luce? L’ambiente del traffico che infesta i quartieri? L’ambiente della pornografia che degrada i giovani?

Sarebbe sbagliato non vedere nel declino religioso francese un dramma carico di conseguenze. Non credere non è dichiarare vuoto il cielo: è decostruirlo per riempirlo di idoli. L’empietà finisce sempre per produrre rivoluzionari. Chesterton l’ha già detto, a forza di non credere in nulla, finisci per credere in qualsiasi cosa. E a chiunque. (Fonte)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

"Papa Giovanni XXIII aveva annunciato l’arrivo di una primavera per la Chiesa all’apertura dell’ultimo Concilio, un certo spirito del Vaticano II però sembra aver fatto precipitare l’ecosistema cattolico in un grande inverno".
Ancora, ci risiamo!
Di coccio, proprio

Anonimo ha detto...

Giulio Meotti:
"Non sono riuscito a salvare gli studenti dal lavaggio del cervello e mi sono dimesso". Intervista per la newsletter al filosofo americano Peter Boghossian, la cui lettera di dimissioni dall'università ha appena fatto il giro del mondo. "Tutte le nostre grandi istituzioni culturali sono ormai infettate da una ideologia illiberale che smercia il nuovo oppio dei popoli di razza e gender. Ma nessuno vuole davvero vivere sotto la loro tirannia e falliranno..."

Anonimo ha detto...

Un uomo che si lamentava a ragione circa il fatto che quasi nessuno tra i suoi conoscenti pareva credere che stesse male e potesse avere quindi magari bisogno di vicinanza, di comunione, so che si sentì rispondere piuttosto cinicamente - ma in fondo nonostante irrealisticamente -da uno di quelli: "Ma se non ti credono neppure i tuoi familiari! Che pretendi, dunque, che ti crediamo noi??"

Ecco, sebbene circa un ben altro tipo di "credere", sarebbe da obiettare a chi a sua volta obietta che la cosiddetta "gente" almeno in Occidente in larghissima parte non crede più in Dio: "Ma se non ci credono più nemmeno i suoi consacrati! E, tra coloro, persino quelli che - volendo continuare a dare un importante peso all'ordine gerarchico -- dovrebbero essere i suoi più stretti "familiari" e collaboratori su questa terra!"

Eh già... "Volete andarvene anche voi?" Chiese Gesù agli Apostoli mentre quasi tutti gli altri lo stavano abbandonando perché trovavano dure incomprensibili - perché fortemente esigenti e inequivocabili - le sue parole. Solo che se lo chiedesse oggi non so se si alzerebbe davvero un Pietro a rispondere di getto senza neanche starci a pensare: "Da chi andremo, Signore? (Solo) tu hai parole di vita eterna!" Poi sappiamo come è andata con Pietro ma almeno si è poi pentito, rifacendosi successivamente.

E quindi di cosa meravigliarsi? Che cosa fare, percio, se non ognuno di noi fare - e pensare amare credere - ciò che può, come può...col Suo aiuto?

tralcio ha detto...

L'occidente ex-cristiano sta vivendo una lunga agonia spirituale.

Nel giorno liturgicamente dedicato all'angelo custode, può esserci utile sapere che è proprio durante l'agonia del cristiano che l'angelo custode può intervenire efficacemente.
Vale per l'agonia in punto di morte del singolo credente, ma credo che possa valere anche per questa fase agonica della comunità ecclesiale.
L'angelo cerca di disincrostare il cuore più indurito dalla distanza da Dio per dargli un'ultima occasione di ritornare all'infanzia spirituale e all'apertura alla grazia. L'angelo, che contempla sempre Dio, nella Pietà Celeste del Signore, ci offre l'occasione di un po' del fuoco ardente della Carità divina contro il gelo della seduzione del demonio, che volteggia sopra la preda che pregusta di rapire nella sua infelicità e disperazione. Chi sta agonizzando spesso è stanco e non ha più la forza di lottare: l'angelo custode lotta anche per noi, se solo mostriamo un barlume di vita spirituale, un minimo di resipiscenza. Non scordiamo che la Regina degli angeli è Maria SS.ma.
perché gli angeli servono Dio e Lo lodano incessantemente, mentre Maria è la serva del Signore.

Senza alcuna vita spirituale non c'è beneficio della custodia angelica. Chi ha un po' di confidenza con gli angeli ne conosce l'assistenza. E viceversa con gli angeli ribelli.

Oggi davanti alla statua della Madonna con in braccio il Bambino Gesù, circondati di angeli, mi ho fatto questa strana rilettura del Padre Nostro: padre mio e del mio angelo custode!

Padre Nostro che sei nei cieli (dove stanno gli angeli al cospetto di Dio) sia santificato il tuo nome (nella lode degli angeli e nell'esperienza della santità di Dio, pura bellezza e perfezione, quindi la capacità di stare alla Sua Presenza), venga il tuo regno (nel mio conoscere e volere umano, come nella volontà e intelletto del mio angelo), facendo la Tua volontà (come gli angeli), cioè qui in terra come avviene già in cielo. Dacci oggi il pane degli angeli, nutrimento soprasostanziale, pane che nutre lo spirito; sollevaci dall'accusa e dal giogo del peccato, della depressione, della distanza da Dio e rendici capaci di fare lo stesso con ci è debitore. Dacci il tuo fuoco ardente di carità per resistere alla prova (che riguarda l'uomo nel mondo e richiede la custodia angelica) e liberaci dal gelo del Maligno e dal suo rifiuto (ribellione angelica) di Te. Amen.

Anonimo ha detto...

Temo che purtroppo sia l'andazzo di tutti i paesi europei, in quelli nordici va anche peggio, perfino la roccaforte polacca sta per cedere, e a grande velocità; in Russia costruiscono chiese a tutto spiano? Prima di pareggiare i conti con quelle distrutte in 80 anni di komunismo, ce ne vuole, forse anche per il resto d'Europa bisognerebbe passare un lungo periodo sotto dittatura, e mi pare che siamo a buon punto........fino a quando tornerà il Padrone, non quello tanto caro al vdR, ma Quello Vero. Buona domenica a tutti.

mic ha detto...

Beh. In Polonia gli uomini si inginocchiano e pregano.
E' un'immagine che rincuora!
https://twitter.com/PiotrW1966/status/1444214497657372677

Anonimo ha detto...

In Russia forse i pastori ortodossi sono visti almeno nella larga maggioranza ancora come uomini spirituali. Difficile molto difficile poter dire la stessa cosa riguardo alla maggioranza dei nostri (cattolici, almeno ufficialmente, peraltro). Questo credo sia un fatto di cui tenere conto, non solo pensando che la costruzione di chiese sia sempre poca cosa rispetto a quante ne sono state distrutte sotto il regime stalinista.

Anonimo ha detto...

In Occidente il benessere diffuso, gli immensi progressi nella medicina (ed una aspettativa di vita molto più alta) hanno certamente contribuito ad una de-spiritualizzazione della società. A questo aggiungiamo il fatto che la morte è sempre più - incredibilmente, lo so, ma è così - vista come un accidente che pare possa toccare solo agli altri (il che impedisce di pensarci in modo adeguato e prepararvicisi in modo serio) o al limite sempre posposta nella mente come possibilità... e il gioco è fatto. In più inutile aggiungere le considerazioni già note riguardo coloro che dovrebbero essere le guide spirituali, ormai sempre più innestate e confuse nel contesto generale.

Valeria Fusetti ha detto...

Grazie Tralcio, in uno dei momenti più tristi della mia vita le tue riflessioni mi sono di grande conforto, e mi spingono a ritrovare la speranza. E' la Comunione dei Santi, bene prezioso donato alla Chiesa, che è all'opera, ed in questo momento la tua fede è di aiuto al mio Angelo custode, che mi parla attraverso di te. Grazie ancora e che il Signore e la Sua Madre santissima ti siano vicini sempre.

tralcio ha detto...

Grazie a te Valeria, ricambierò con la preghiera.
In certi momenti ci si entra e ci si sta, finché passano.
Non vanno temuti, anche se ne faremmo volentieri a meno: sono preziosi.
Ognuno di noi, ripercorrendo gli anni con la memoria, vede nella propria esperienza o in quella di chi amiamo, che presso la croce c'è stata la Provvidenza. La tristezza la si scaccia con il sorriso dei santi: nella mia parrocchia il santo patrono ne ha uno strano, quasi ironico. Che il Signore ti faccia la grazia di incontrare un sorriso beato!

Anonimo ha detto...

Papa Francesco ai giovani economisti riuniti ad Assisi: “Siete l’ultima generazione che ci può salvare, siete il presente e il futuro della Terra”
Il pontefice ai ragazzi: «Voi potete sistemare gli errori del passato e dirigerci verso una nuova economia più solidale, sostenibile ed inclusiva». Per il bene del pianeta «serve nuovo paradigma, capace di formare le nuove generazioni di economisti e di imprenditori»



https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2021/10/02/news/papa-francesco-ai-giovani-economisti-riuniti-ad-assisi-siete-l-ultima-generazione-che-ci-puo-salvare-siete-il-presente-e-il-futuro-della-terra-1.40766723



Ricordo male, o l'Unico Salvatore (che il mondo l'ha già riscattato sulla croce) è il suo Titolare?

Anonimo ha detto...

Il futuro della terra e' tornare a lavorare la terra.

Anonimo ha detto...

La televisione , negli ultimi decenni ha avuto un effetto devastante sulla vita spirituale dei popoli occidentali ed è arrivata anche ad infiltrare la Chiesa.La quale Chiesa ha deciso di operare una rivoluzione al suo interno proprio in questo periodo.Il risultato è stato catastrofico per la Chiesa e per la società in generale.Come ne usciremo è difficile ipotizzarlo ,sicuramente ci aspettano tempi difficilissimi anche perchè le nuove generazioni non sono buone o cattive ma semplicemente inconsistenti.Vedere migliaia di studenti inneggiare a Greta ,all'aborto più o meno libero o al ddl Zan riempie di sgomento.Capisco che crescendo tante cose anche nelle loro testoline si metteranno a posto,ma quanti di loro saranno rovinati per sempre?

Anonimo ha detto...

Si tanti giovani inneggiano (più, forse, per moda, per sentito gridare a tamburo battente dal consueto megafono mediatico, che per reale convinzione) a ciò che ha detto l'anonimo 13.51.

Altrettanti anzi sicuramente molti di più non scendono in quelle piazze, ma glorificano la squadra di calcio preferita, l'idolo di qualche onnipresente reality, cantanti o presunti tali di scarsissima sostanza e ancor meno talento ge veicolano i soliti messaggi triti e ritriti ecc. ecc.

Una minoranza, tuttavia, presumo meno sparuta di quanto venga fatto apparire ad arte dai pro-omologazione al nulla, prima pianificato e poi attuato - alla faccia dell'invocato recupero dell'importanza della cultura - continua testardamente ad andare controcorrente seguendo scie, tracce di verità faticosamente scoperte ed altrettanto faticosamente tenute illluminate da fari, per quanto deboli possano essere o sembrare, di una costante lucida buona volontà.

Cordialmente,
Romanus