lunedì 25 ottobre 2021

Diocesi di stato. Pass & minacce, che carità! Si stringe il cappio sui preti

Qui i precedenti sulla Chiesa in tempo di pandemia.
Il lasciapassare verde sta entrando nelle diocesi italiane. Dopo le raccomandazioni della Cei e le condizioni di Milano, altre diocesi in scia: a Firenze il pass è d'obbligo per "obbedienza", ad Arezzo senza carte in regola la fede non si può trasmettere: il vescovo minaccia i dieci preti "ribelli" di sospensione a divinis. A Foligno il vicario generale intima ai preti no vax di astenersi dal ministero. Lo stesso accade ad Assisi e Spoleto. La vita della Chiesa è ormai interamente subordinata ad una delle più assurde e impositive leggi dello Stato.
A macchia d’olio. Il lasciapassare verde si sta rapidamente estendendo nelle diocesi italiane, sempre più preoccupate di uniformarsi alle leggi civili. Dopo la calorosa raccomandazione della Conferenza Episcopale Italiana a sottoporsi alla vaccinazione e dopo l’immediata imposizione dell’Arcidiocesi di Milano agli operatori pastorali delle tre condizioni che abilitano ad avere il green-pass (vaccinazione, guarigione dalla Covid, tampone molecolare negativo), altre diocesi italiane si allineano.
L’Arcidiocesi di Firenze, con una lettera dell’11 settembre, firmata dal cardinal Betori, si mette nella scia della diocesi ambrosiana: autodichiarazione obbligatoria, nella quale si esplicita di rientrare in una delle tre categorie “benedette” dallo Stato, senza la quale accoliti, ministri straordinari della comunione, catechisti, educatori, animatori, volontari, persino segretari ed archivisti parrocchiali non potranno più svolgere il loro servizio. Anche la diocesi di Firenze, come quella di Milano precisa, che «quanto previsto nell’autodichiarazione per gli “operatori stabili” è richiesto anche per i ministri ordinati (vescovo, presbiteri e diaconi); in virtù del particolare vincolo di obbedienza assunto al momento dell’ordinazione, per loro quindi non è necessario compilare il modulo». Un’obbedienza che ormai nella Chiesa è intesa in modo alquanto singolare: liberi di proclamare eresie, ma non di scegliere le cure adeguate alla propria salute.

La diocesi di Arezzo, in nome della comunione con le diocesi della Toscana, ha subito diffuso nei propri territori le disposizioni della Chiesa fiorentina, con tanto di tabella riassuntiva delle varie attività correlate alla richiesta di lasciapassare. Interessante notare che quanti partecipano alla catechesi, se sono maggiorenni, devono esibire il green-pass. Altrimenti niente trasmissione della fede: evidentemente le leggi civili, o presunte tali, vengono prima dell’evangelizzazione.

Il vescovo, Mons. Riccardo Fontana, ci mette però del suo, in un’intervista dal tono un po’ “intimidatorio” al quotidiano La Nazione (21 ottobre, pagina 2). Il titolo è tutto un programma: «Una decina di parroci ancora senza vaccino. “Prima dell’obbligo la strada del dialogo”». Sintesi dell’articolo: cari preti no-vax, intanto vi scredito davanti a tutti; poi vi do la possibilità di scegliere “liberamente” quello che io voglio; infine, se non vi piegate, vi obbligo, magari minacciandovi la sospensione a divinis. Gli articolisti la chiamano “moral suasion”, un modo colto per nascondere la volontà di estorsione.

Qualche citazione passim dall’articolo: «La stragrande maggioranza dei miei parroci ha già fatto il vaccino, su 309 in servizio della Diocesi, chi non ce l’ha si conta sulle dita di due mani e chi non presenta il Green pass non fa riunioni con il popolo [...]. Ma ora, prima di imporre l’obbligo stiamo percorrendo le vie del dialogo che mi sono molto più consone». Un’idea singolare di dialogo: o fai quel che ti dico “dialogando” oppure ti impedisco di svolgere il ministero sacerdotale.

Nel caso non fosse abbastanza chiaro, Fontana continua: «Convinceremo i resistenti, ma la stragrande maggioranza è d’accordo. Sentirò, uno ad uno tutti i miei preti e ho già iniziato [...] ma certo che non può fare il parroco uno che non ha il Green pass».

Sempre La Nazione, il giorno dopo, torna a sostenere la “moral suasion” della diocesi, parlando di un povero prete anziano del gruppo dei “resistenti”, che però è corso a farsi il vaccino, perché in fondo non aveva altre ragioni se non quelle del “si sente dire in giro che”. Poi le affermazioni di altri sacerdoti, per i quali con il Green pass siamo tutti più sicuri e più liberi di riprendere le nostre attività pastorali. La meraviglia del mondo green...

Dalla Toscana alla vicina Umbria, dove i sacerdoti della diocesi di Foligno si sono visti recapitare una lettera recante «cordiali e fraterni saluti» da parte del Vicario generale, Mons. Giovanni Nizzi, che tanto cordiale e fraterno, nel concreto, non sembra esserlo. «Il criterio generale deve essere il seguente: chiunque abbia un ruolo ecclesiale che comporti un contatto fisico con gli altri [...] deve attenersi ai previsti criteri di precauzione (vaccinazione, guarigione da non oltre 180 giorni, test negativo – 72 ore – da tampone molecolare) sottoscrivendo il modulo di autodichiarazione. Nel caso che, per qualsiasi motivo, non potesse attenersi a questo criterio, si astenga rigorosamente dall’esercizio del ministero o dell’attività ecclesiale in tutti quegli aspetti che comportano contatto fisico con gli altri (ad esempio, distribuzione della Santa Comunione, catechesi per gruppi in luoghi chiusi, partecipazione a cori, ...)». Ci è stato segnalato che anche le diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Spoleto-Norcia avrebbero adottato la stessa linea. E a Terni il vescovo ha detto di seguire passo passo le direttive della diocesi milanese.

Meglio non sprecare battute sul ruolo ecclesiale che comporta un “contatto fisico”, dato il momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica; ci limitiamo a sollevare qualche perplessità sul presunto contatto fisico che si verificherebbe durante la distribuzione dell’Eucaristia: evidentemente qualcosa ci sfugge dell’attuale prassi sacramentaria.

Dunque, il cappio si stringe sempre di più attorno a quei laici e sacerdoti che non intendono cadere nella trappola del lasciapassare verde, che altro non è se non una modalità concreta per entrare nel regime di una chiesa di Stato a tutti gli effetti. Il ministero sacerdotale, la vita sacramentale, la trasmissione della fede, le attività caritative, insomma, la vita della Chiesa interamente subordinata ad una delle più assurde e impositive leggi dello Stato.
Luisella Scrosati, 23-10-2021 - Fonte

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Piano piano, in silenzio, bisogna cominciare a pensare all'autentica Fede Cattolica che necessita di vescovi, sacerdoti, diaconi, personale vario e chiese e case da riattare ed utilizzare a pieno ritmo.

Per ogni attività religiosa, culturale, politica ed economica bisogna pensare seriamente a costruire l'alternativa in maniera discreta, ma determinata, decisi a non darla vinta ai traditori di Dio, Uno e Trino, e dell'essere umano Sua Creatura.

E' bene tenere un bollettino con la sequenza dei tradimenti passati, presenti ed in corso, ma è necessario, doveroso, improcrastinabile vivere la Fede Cattolica secondo la Parola di Gesù Cristo nostro Signore per l'onor Suo, per la salvezza dell'anima nostra e come esempio per le anime cadute nella grande trappola manipolatoria, corruttrice del corpo, della mente, dell'anima.

D'altra parte la ue stessa non fa che procedere con leggi dissolute tutte volte implicitamente a raggiungere una diffusa idiozia tra i popoli. Un popolo inebetito infatti è più facile preda del raggiro e diventa disponibile a farsi schiavo per un tozzo di pane.

Quindi prendiamo le distanze dai corruttori, viviamo da Cattolici, da uomini con la schiena dritta e costruiamo le nostre città di Dio entro le città che il Diavolo ha conquistato. Solo la nostra autentica santità può fugare il Nemico. Impariamo a guardarlo in faccia e a chiamarlo con il suo nome. Guardiamo il Nemico di Dio e del genere umano con lo sguardo che crede e pratica la Verità, la Giustizia, il Perdono (che non è mai un lasciar correre).

Anonimo ha detto...

Quanto più uno appartiene all'Immacolata, con tanta maggior franchezza e libertà può avvicinarsi alle piaghe del Salvatore, all'Eucaristia, al sacratissimo Cuore di Gesù, a Dio Padre. Inoltre, gli dirò che non è affatto necessario che in quel dato momento l'Immacolata ci venga in mente, perché l'essenza dell'unione con Lei non consiste nel pensiero, nella memoria, nel sentimento, ma nella volontà.
SK603 San Massimiliano Maria Kolbe

Antonio ha detto...

Continuano spediti i preparativi per il marchio della Bestia, vedo. A livello tecnologico è già pronto (e in Svezia circa 8.000 persone già ce l’hanno), a livello giuridico ed ecclesiastico (se di Chiesa si può ancora parlare) stanno mettendo delle basi solide…

Anonimo ha detto...

Il comunismo è un futile tentativo di compensare psicologicamente la perdita della Fede. Solo l'uomo può sacrificare la sua libertà. La sacrificherà all'opinione pubblica, a un dittatore o a Dio.

(Fulton J. Sheen, da "Comunismo e Coscienza dell'Occidente")

Anonimo ha detto...

Infatti.
I demòni incarnati profetizzati da S.Luigi M.Grignion de Montfort sono all'opera,ad essi si contrapponogono i seguaci figli servi di Maria.

Anonimo ha detto...

Il 27 marzo 2020 è stato il giorno della preghiera solitaria del Papa in piazza san Pietro. Come noto, talvolta sono rimasto piuttosto perplesso nei confronti di alcuni atti del Santo Padre. Tuttavia, quel giorno fu per me un giorno di "riconciliazione". Quella preghiera sobria, antica, sofferta, mi colpì molto. La mia speranza era che quel giorno (e, più in generale, lo shock dell'epidemia) facessero svoltare la Chiesa: verso una Chiesa più attenta alla dimensione spirituale, della preghiera, della penitenza, della santità cercata e vissuta.
A un anno e mezzo di distanza, quelle aspettative sono ormai crollate. Non solo la svolta non c'è stata, ma addirittura dopo quei primi mesi di grande difficoltà e di spaesamento, sembra che tutto sia ripreso come prima. Forse peggio di prima. Le epidemie sono state spesso occasione di conversione, nella storia della Chiesa. Non per noi, probabilmente.
Quanto è tragico vedere come in tante chiese (a mia conoscenza, la grande maggioranza) oramai non si preghi nemmeno più per quest'epidemia, per i morti, per i malati, per i sofferenti, per gli esclusi. E' orribile a dirsi, ma quando eravamo con l'acqua alla gola (agli inizi) e non sapevamo cosa fare, allora ci siamo rivolti a Dio e lo abbiamo pregato. E poi? Poi ci siamo detti: "Grazie tante, Dio, ma ci arrangiamo da soli". Abbiamo la scienza, abbiamo il denaro, abbiamo la tecnica, abbiamo le nostre strutture, Dio non ci serve più. Neppure in chiesa: più di una volta chi proponeva di pregare Dio perché la prova finisse, è stato ferocemente criticato: "la scienza ci salverà". Questo slogan risuona tuttora in bocca a diversi cristiani. Possiamo concedere che Dio ci sia, magari gli facciamo anche una preghierina giusto perché ci dia un aiutino, ma possiamo anche farne a meno: la nostra orazione si riduce ad una formalità. Dio causa prima? Non scherziamo: l'uomo è causa prima, oramai, anche per molti cristiani. Dio è un sovrappiù, che teniamo lì come un soprammobile, una cianfrusaglia cui siamo un po' affezionati (altrimenti magari lo butteremmo via).
La superbia dell'uomo di oggi, persino del cristiano di oggi, è terribile. La trilogia di Harari sul genere umano delinea un percorso chiaro, che tanti oggi condividono: l'uomo sapiens, da animale, è diventato un dio. Grazie alla scienza, gran parte dei poteri tradizionalmente attribuiti a Dio sono oggi gestibili dagli uomini. La pandemia (tranne una fase iniziale di sconcerto) lo ha confermato: l'uomo oggi ritiene di poter imbrigliare persino uno dei suoi nemici storici, le epidemie. In passato, l'uomo pregava per la fine delle epidemie. Oggi noi abbiamo questo potere divino. Dunque, Dio è superfluo. Perfino nelle chiese.
Eppure, penso ci sarà sempre una piccolo gruppo di uomini che vorrà continuare a porre la propria speranza nel Signore. Senza cedere a sensazionalismi, a miracolismi, a superstizioni, ma semplicemente confidando in Lui, donandoGli tutta la propria vita, mettendo Lui veramente al primo posto. Cercando di farlo, perlomeno. Essi hanno una grande missione, la più grande: rendere presente Dio in un mondo che si è allontanato dalla fede.

Viator ha detto...

La neolingua per giustificare il Green Pass: un ricatto diventa libertà, i ricattati diventano ricattatori
https://t.co/ZFYoRc52iU

Anonimo ha detto...

Ah, siamo a questo?
Vescovi più governativi del governo?
Ho sentito che i protestanti fanno talvolta "culti virtuali" (anche loro esagerano con la prudenza) ma al GP non mi pare siano arrivati.
Qui in FVG nessuna chiesa, di nessun culto, lo chiede. Ancora.

Anonimo ha detto...

Per realizzare il piano massonico del controllo sociale attraverso l’introduzione del microchip e dell’identità digitale, serviva uno strumento per terrorizzare le masse: il covid e quindi il vaccino e infine il green pass. Adesso non si nascondono più. Hanno occupato tutti i posti strategici e vi anticipano l’obiettivo finale: distruggere la mente dell’uomo, controllandola.

Fabio Riparbelli ha detto...

Alla vostra cortese attenzione,

La senatrice Granato del gruppo misto dei transfughi grillini che si rifiutano di sostenere Draghi e il green-pass, è stata sospesa per 10 gg dalla commissione del senato che deve decidere sul green-pass, e dall'ingresso stesso nel palazzo, perchè all'ingresso si è rifiutata di esibire il green-pass. Che cosa votiamo a fare senatori e deputati che se sono contrari ad una legge, il governo può espellere dal senato e dal parlamento?
E' democrazia questa? L'opposizione non esiste e questo è solo ipocrita fascismo rosso, giallo, verde 1 e 2.

Distinti Saluti,
Fabio Riparbelli.

Meglio della lobotomia! ha detto...

Esattamente.
Bastera' un clic da remoto se sei troppo nervoso e diverrai immediatamente sereno come una pasqua; oppure t'ingriferanno come un bufalo se dovrai alzare le mani su qualcuno che sta loro antipatico. Se poi si saranno stufati di te un altro clic e ti spegneranno.

Pio ha detto...

Green Pass: uno strumento perverso di una repubblica indegna. Salvini passerà alla storia, come la Lega, che fa rimpiangere chi l'ha ideata (prof. Miglio), per la sua irrilevanza. Questa perversa repubblica alla mercé di sciamani e grembiulini la dovremo ancora sopportare sino a quando? La Chiesa sta superando in perversione, grazie ai suoi gerarchi, lo stesso governo.

Nuovi sindacalisti crescono.. ha detto...

Alla Settimana sociale di Taranto, conclusasi il 24 ottobre, mons. Filippo Santoro ha invitato le parrocchie a costituire “comunità energetiche” per produrre “5.2 gigawatt” da fonti rinnovabili. Anche su altri temi (“voto col portafoglio”, “consumo responsabile”, ecc.) ci si adegua alla cultura dominante, senza vere ragioni. E mai c’è un’oggettiva proposta di evangelizzare il sociale.
https://lanuovabq.it/it/se-i-gigawatt-sostituiscono-il-vangelo

Uhm! Chi vivra' vedra'. ha detto...

Il network di Trump, sfida al monopolio progressista
https://lanuovabq.it/it/il-network-di-trump-sfida-al-monopolio-progressista

Sviluppo statale e Chiesa cattolica ha detto...

Il diritto internazionale nasce dalla spiritualizzazione protestante del concetto medioevale di Chiesa universale, si secolarizza nel "regno morale" della ragione soggettiva tra il XVII e il XVIII secolo fino alla "pace perpetua" Kant, si ritrae nel "diritto pubblico esterno" nei "Lineamenti di filosofia del diritto" di Hegel: qui il cielo della Chiesa diventa finalmente Stato, l'orizzonte lo stesso attore. Quando alle gerarchie della Chiesa cattolica apparirà del tutto evidente che stanno utilizzando con vano ottimismo categorie che sono state costruite contro la stessa Chiesa di Roma, inizieranno ad affrontare uno dei problemi fondamentali della crisi presente.
Andrea Sandri