mercoledì 13 ottobre 2021

Comunicato del Movimento Distributista Italiano in occasione dell’estensione del Green Pass ai lavoratori il 15 ottobre 2021

Mi è stato segnalato il comunicato che segue del Movimento Distributista Italiano. Scopro così che questo movimento nasce a Bergamo il 13 novembre 2012 da un gruppo di cittadini sinceramente interessati a rimettere il senso comune, l'adesione al reale e l'uso della retta ragione al centro dell'agire politico, al di là di ogni ideologia e nell'interesse del bene comune. Affonda le sue radici nel pensiero di Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) e Hilaire Belloc (1870-1953), per applicare quei principi di dottrina sociale della Chiesa cattolica che affondano le proprie radici nell'esperienza benedettina (ora et labora) ed espressi modernamente nella dottrina di papa Leone XIII contenuta nell'enciclica Rerum Novarum e ulteriormente sviluppati da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno. Nel documentarmi, ho trovato un articolo che inserisco a seguire.

Comunicato
del Movimento Distributista Italiano
in occasione dell’estensione del Green Pass ai lavoratori il 15 ottobre 2021

Il Comitato Direttivo del Movimento Distributista Italiano esprime la sua decisa opposizione al provvedimento legislativo che ha previsto per il 15 ottobre 2021 l’estensione del Green Pass a tutti i lavoratori.
Tale provvedimento segna a nostro giudizio un grave passo verso la degenerazione della vita politica, un’offesa mortale, prima ancora che al dettato costituzionale, al diritto naturale di ogni uomo di accedere al lavoro e attraverso la propria fatica mantenere autonomamente se stesso e la propria famiglia.
Questa estrema privazione di libertà viene giustificata riferendosi a un presunto stato di necessità, quando tutti i dati che abbiamo a disposizione mostrano come al momento non esista una situazione di emergenza sanitaria tale da motivare questo provvedimento lesivo dell’ordine sociale naturale. Denunciamo anche l’estrema gravità del fatto che informazioni di tipo medico-scientifico vengono chiaramente strumentalizzate a fini politici, dando vita a un vero e proprio totalitarismo pseudo-sanitario.
Ci rivolgiamo pertanto a tutti gli uomini di buona volontà, in questo periodo particolarmente difficile della nostra nazione, perché testimonino pacificamente ma con determinazione la loro netta opposizione a questo e a ogni altro analogo provvedimento legislativo o amministrativo che metta a serio rischio le basi stesse della nostra civiltà e della convivenza civile.
Il Comitato Direttivo del Movimento Distributista Italiano

* * *
«L’ALTERNATIVA DISTRIBUTISTA» - Roberto Pecchioli
L’alternativa distributista di Gilbert K.Chesterton. Una grande lezione? La proprietà privata va protetta da cose molto più grandi dei ladri e dei borseggiatori ha bisogno di protezione contro le congiure di un’intera plutocrazia
Un importante prelato cattolico ha recentemente asserito che la Cina sarebbe un modello di applicazione della dottrina sociale della Chiesa. Dichiarazioni folli e insensate, giacché avvicinare il tecnocapitalismo autoritario in salsa comunista e confuciana dell’Impero di Mezzo e la dottrina sociale è impresa che richiede grandi doti acrobatiche oltreché una formidabile faccia tosta.

Ancora più importante è riferirci al grande scrittore cattolico inglese (1874-1936) dopo che Jorge Mario Bergoglio, in Fratelli tutti (qui - vedi), ha fornito una lettura distorta, assai vicina a quella collettivista, dell’istituto della proprietà privata. Chesterton, in linea con la dottrina di sempre e con il diritto naturale, pensava che Il problema del capitalismo non fossero i troppi capitalisti, ma i troppo pochi capitalisti. Voleva cioè combattere concentrazioni e monopoli per estendere al massimo la proprietà, distribuirla al maggior numero di persone e soggetti sociali. Una visione profetica che anticipa il presente, in cui pochi iper ricchi, i padroni universali, cumulano una ricchezza e un potere immensi, impensabili al tempo di Chesterton. L’idea chiave del distributismo, una sorta di uovo di Colombo economico, è che la proprietà – della casa, della terra, dei “mezzi di produzione” – è un potente elemento di crescita personale e comunitaria, nonché di responsabilità civica da diffondere (distribuire) il più possibile.

Sono sempre stati numerosi i tentativi di sfigurare, distorcere e denigrare il pensiero economico di Chesterton. Non stupiscono gli attacchi di chi lo ha posto nel mirino in quanto apologeta della fede; colpiscono di più le false rappresentazioni provenienti da un cattolicesimo guardingo, difensivo, che ha spesso manipolato Chesterton concentrando gli attacchi sul suo pensiero economico, attraverso la totale elusione e la falsa rappresentazione. Costoro, con irritante sufficienza, hanno spesso descritto il distributismo come una dottrina economica insoddisfacente. In verità Chesterton non ha mai preteso di essere un economista, né ha inteso formulare una precisa dottrina economica, come è assai chiaro a chi legga Il profilo della ragionevolezza(L.C.), considerato il manifesto distributista. Piuttosto, ha tracciato alcune linee guida per un’organizzazione economica basata sulla distribuzione della proprietà privata – in opposizione alla concentrazione monopolistica su cui si basa il capitalismo – sempre sostenuta dal pensiero tradizionale.

In tempi di iper capitalismo e per converso di nuovi statalismi, è urgente restituire voce a una delle più limpide figure di intellettuale del secolo XX, Gilbert K. Chesterton(1). Non si tratta soltanto di rileggere la sua vasta produzione letteraria o di rammentare la straordinaria vena di polemista ed ironista dell’inventore di Padre Brown(2). Ci interessa in particolare il suo intenso lavoro di animatore e divulgatore di una teoria economica, il distributismo, concreta traduzione in realtà della dottrina sociale cattolica, ispirata da Leone XIII (Rerum Novarum, 1891), Pio XI (Quadragesimo Anno, 1931) e più recentemente da Giovanni Paolo II, con le encicliche Sollicitudo Rei Socialis (1987) e Centesimus Annus (1991).

Chesterton non si addentra nelle formulazioni tecniche, né pretende di elaborare un sistema al modo di un Keynes o di Milton Friedman; si sforza piuttosto di restituire ai suoi lettori un criterio mentale e morale cristiano, sottolineando che il capitalismo “crea un’atmosfera e forma una mentalità”, ossia non si limita a organizzare l’economia, ma impone una devastante agenda antropologica. Qualcuno, per distorcere le intenzioni del pensiero economico di Chesterton, afferma che le proposte distributiste mirano a combattere allo stesso modo il capitalismo e il comunismo. Questo non è del tutto vero. Chesterton avvertiva che spesso quelli che più gridano contro il comunismo sono gli stessi che applaudono le calamità che il capitalismo ci ha portato. “Mentre quel vecchio signore urlava contro i ladri immaginari che chiama socialisti”, scrive nel Profilo della ragionevolezza, “è stato effettivamente catturato e portato via da veri ladri che non poteva nemmeno immaginare.”

Fu consapevole dell’errore storico che stavano commettendo molti cattolici nella difesa del capitalismo, impegnato – esattamente come il comunismo – a creare “una civiltà centralizzata, impersonale e mono-tona capace di distruggere ogni resistenza umana.” Non si stancò di proclamare che “il capitalismo ha fatto tutto ciò che il socialismo minacciava di fare”. Osò anche sottolineare che i “piaceri permissivi” offerti dal capitalismo corrompono assai più di quelli offerti dal socialismo. Il tempo gli ha dato ragione: senza dubbio, il comunismo ha ucciso più corpi del capitalismo, ma non ha distrutto così tante anime. 

Chesterton sapeva bene che il capitalismo non è solo una meccanica economica nefasta, che “costringe le persone a comprare ciò che non vogliono comprare e produrre così goffamente affinché il prodotto si rompa, supponendo che lo vogliano acquistare ancora una volta, mantenendo in rapida circolazione robaccia, paccottiglia”, il che lo colloca tra i primi critici del consumismo. Il male oscuro capitalista è la sua antropologia distruttiva che, per raggiungere i suoi obiettivi, ha bisogno di dissolvere le comunità umane, materialmente – costringendole alla povertà e all’emigrazione – e spiritualmente interrompendo la loro vita morale e smantellando le strutture che la sostengono, a cominciare dalla famiglia. Il capitalismo e l’anti natalismo sono due facce della stessa medaglia, poiché il capitalismo ha bisogno di stimolare tutte le forme di “religione erotica” che prevengono o ostacolano la fertilità.

Quest’inesausta opera di distruzione antropologica si dispiega astutamente, attraverso alibi emotivi e maschere umanitarie, presentandosi come campione dei movimenti sociali e delle ideologie che interessano il suo scopo primario, l’accrescimento, il monopolio, la dominazione. Interessante e profetico è anche il disvelamento “consumistico” del soggettivismo contrario alle nascite. Citiamo dal Profilo della ragionevolezza: “le nascite sono impedite perché la gente vuole essere libera di andare al cinema o di comprare un giradischi o una radio. Quello che mi fa venir voglia di calpestare queste persone come zerbini è che usano la parola libero, quando con ciascuno di questi atti sono incatenati al sistema più servile e meccanico che sia stato tollerato dagli uomini.” Parole dure come pietre, da gettare in faccia per primi ai “cattolici liberali”, poiché questo sistema “servile e meccanico” non si limita all’organizzazione dell’economia, ma è innanzitutto un immenso sistema operativo di ingegneria sociale che distrugge le comunità umane.

Troppo spesso idee come quelle distributiste sono liquidate dagli osservatori pigri come “terza via”, intermedia tra il collettivismo e il socialismo. Non è così: il distributismo è un’altra cosa. Capitalismo e comunismo, è ormai evidente da decenni, sono fratelli; fratelli–coltelli, ma figli della medesima cultura materialista e giacobina. Le nostre generazioni sono state educate in dicotomie superate, rozze e manichee, lievito di passioni settarie che si rivelano il modo migliore per tenere prigionieri i popoli nella caverna platonica. - Fonte
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1. Gilbert Keith Chesterton, a volte citato come G.K. Chesterton, è stato uno scrittore e giornalista britannico. Scrittore estremamente prolifico e versatile, scrisse un centinaio di libri, contributi per altri duecento, centinaia di poesie, un poema epico, cinque drammi, cinque romanzi e circa duecento racconti, tra cui la popolare serie con protagonista la figura di padre Brown. Fu autore inoltre di più di quattromila saggi per giornali. Amò molto il paradosso e la polemica, contribuendo inoltre alla teoria economica del distributismo.
2.

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiunque conosca un po’ di storia nazionale sa perfettamente che Trieste è una città speciale. Non per la sua bellezza, che la allinea a quella di tutta l’Italia, ma per il pathos che riesce a trasmettere ad ogni italiano. Per Trento e Trieste gli italiani hanno combattuto e vinto la quarta guerra d’indipendenza, che gli altri hanno chiamato prima guerra mondiale. L’entrata delle truppe italiane il 3 novembre del 1918 ha coronato il sogno risorgimentale, poi interrotto drammaticamente dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale e dalla occupazione titina. Per otto anni nelle scuole e nelle università italiane si scioperava per il ritorno di Trieste alla madrepatria. Era un autunno come quello che stiamo vivendo quello del 1953, dove i giovani triestini diedero inizio ai “moti di Trieste” che, per alcuni storici, furono l’ultima pagina del Risorgimento. Sei giovani italiani persero la vita negli scontri (Addobbati, Paglia, Montano, Zavadil, Manzi e Bassa) e quel sangue fu il prezzo della nuova redenzione della città, che venne insignita della Medaglia d’Oro al Valore Civile.

Oggi, quel patrimonio di Storia, di grandezza civile, di patriottismo, come per incanto ritorna a splendere nella città giuliana e con essa in tutto il Friuli Venezia Giulia, che si ritrova incredibilmente l’avanguardia di un grande movimento nazionale per le libertà.

Venerdì scatterà l’ora x dell’entrata in vigore del Green Pass esteso a tutti i lavoratori. La maggioranza della popolazione ha accettato passivamente l’imposizione, eppure il cuore degli italiani è ancora incerto sulla posizione da prendere.

I partiti, i governatori, l’informazione mainstream, recitano uno spartito già scritto per loro.

Tutto sembra andare nella direzione auspicata da banchieri e confindustriali. Per i riluttanti è pronta qualche carota (tamponi gratuiti) o il bastone della repressione.

Ma quando tutto sembrava finito, un gruppo di audaci, di coraggiosi, di politicamente scorretti, ha lanciato il suo guanto di sfida: “o il governo revoca il lasciapassare verde per tutti i lavoratori o noi blocchiamo il porto”. Sono i portuali di Trieste e l’Italia che ha ancora sangue nelle vene è tutta con loro.

A Trieste ancora una volta si scrive la Storia d’Italia.

Dott. Stefano Salmè

Anonimo ha detto...

Il link

https://www.ilgiornalediudine.com/cronaca/i-portuali-risoluti-a-bloccare-il-porto-a-trieste-ancora-una-volta-si-scrive-la-storia-ditalia-2/

Toh ! guarda... ha detto...

L’enigma del 15 ottobre globale
Maurizio Blondet 13 Ottobre 2021
In tutto il mondo. Dall’Australia all’Italia, dal Canada agli Usa all’Angola il 15 ottobre è la data che hanno fissato per la scadenza della libertà. Non ho spiegazioni…
https://www.maurizioblondet.it/lenigma-del-15-ottobre-globale/

Anonimo ha detto...

Carlo Freccero: “I portuali di Trieste scrivono un pezzo di storia in difesa della democrazia”
https://visionetv.it/carlo-freccero-i-portuali-di-trieste-scrivono-un-pezzo-di-storia-in-difesa-della-democrazia/

Carlo Freccero analizza i rischi insiti in un periodo storico nel quale viene negata l’evidenza e la menzogna diventa metodo di governo. “Il mainstream nega la realtà del grande reset nonostante tutti, perfino il Time, ne abbiano pubblicamente delineato i contorni”

Anonimo ha detto...

Il nome di battesimo della mia maestra delle elementari era "Trieste", piccola, minuta su tacchi vertiginosi, un fuoco italiano in un corpo poco più grande di quello delle bambine più alte, l'amor patrio lei l'ha trasmesso a noi con un slancio, un ardore che scese nei nostri cuori e nel cuore è rimasto fino alla mia vecchiaia. Ci narrò di guerre, di eroi, di martiri, ci narrò anche di un suo ex allievo che l'aveva riconosciuta alla fermata dal tram, era sceso, era cresciuto, era soldato, s'era fatto 'omo' ci disse, lui l'abbracciò e per abbracciarla la tirò su da terra come fosse una bambina.

https://www.youtube.com/watch?v=FsS8NkF65k0

https://www.youtube.com/watch?v=ByvxYzHNL2s

Dedicate a Trieste Italiana.

Anonimo ha detto...

Si deve avere rispetto delle opinioni e delle sensibilità di tutti e pare persino banale dirlo.
Sono però giunto alla conclusione che non si possa rispettare l'approvazione ed il sostegno all'infame misura del lasciapassare verde, così come è stato concepito, perché non si tratta di opinioni , ma di esplicita complicità ad un sistema criminale che non ha nulla di sanitario o civile, ma rende la vita difficile, se non impossibile, a chi, legittimamente, ha fatto una scelta diversa senza infrangere alcuna legge. Sic et simpliciter.
Non solo. Coloro che accusano i cittadini privi di questo documento ritenendoli nemici della società, dimostrano un'insensibilità ed una miopia che ho rilevato anche in persone insospettabili.
Non credo che serva aggiungere altro.
Stefano Burbi

Anonimo ha detto...

Dedicate a Trieste Italiana.
meglio:

Dedicate, ieri ed oggi, a Trieste Maestra d'Italia.

Fabio Riparbelli ha detto...

Alla vostra cortese attenzione,

E' ora di finirla con questa ignobile calunnia e menzogna orchestrata ad arte che falsamente accusa i no-pass e no-vax di essere dei fascisti, perchè invece è vero proprio il contrario, e cioè che i no-pass e no-vax sono tali proprio perchè profondamente antifascisti, sia che il fascismo sia nero, rosso, giallo, verde o di qualsiasi altro colore.
I no-pass e no-vax sono antifascisti perchè vedono nelle misure restrittive della libertà, integrità e dignità della persona, adottate da questo governo rosso, giallo, verde1 e verde2, con la scusa della salute pubblica, un modo subdolo per introdurre per gradi, ingannando la gente con i loro paroloni, e la benedizione divina del vaticano (i parolini) una dittatura in cui senza vaccino transgenico a RNA e green-pass, non puoi lavorare, guadagnare e mangiare e in seguto neanche avere denaro, per il previsto aggancio al green-pass con tecnologia blockchain, dell'euro digitale, e questo è fascismo, in questo caso rosso, giallo, verde.
Che poi ci siano anche dei fascisti neri contrari ai vaccini trangenici a RNA e al green-pass, questo è un altro discorso, perchè sono anch'essi minoranza nei fascisti neri stessi che sono perlopiù favorevoli ai vaccini e al green-pass.
Se poi questa minoranza fascista nera, all'interno della maggioranza antifascista no-pass e no-vax, ha fatto ciò che ha fatto alla sede CGIL, è perchè il fascismo nero esalta l'uso della forza, e loro si sono espressi in questo modo, ma invece i molti no-vax e no-pass sono anche di sinistra e di tutti i partiti, e in questo non c'entrano niente.
Bisogna poi vedere poi se tutto ciò non sia stato orchestrato ad arte, per accusare di fascismo i no-vax e no-pass, per avere il pubblico alibi per reprimerli con la forza, innanzitutto perchè il potere ha i suoi uomini in ogni partito, e tutti hanno visto che la polizia li ha lasciati fare, per intervenire solo dopo.
Nella migliore delle ipotesi poi, l'assalto alla sede CGIL è stato fatto da dei fascisti neri, che sono gli unici ad opporsi all'instaurarsi di un fascismo rosso, come già avvenuto prima della 2^ guerra mondiale, nell'indifferenza generale della maggior parte della gente, con i veri antifascisti trasversali in mezzo a vere i vasi di coccio.
Il termine antifascista oggi significa solo comunista, cioè fascista rosso e non dimentichiamoci che tutti i fascismi hanno una sola radice comune, cioè il socialismo, come lo era Mussolini, che si rivendicava il vero socialismo, o come HItler con il nazionalsocialismo, e tutte le lotte fra le varie sfumature di questo cancro mondiale, sono solo liti interne di una famiglia che ha origine nel fascismo rosso(scarlatto,Evangelicamente), per il quale a Fatima la Madonna ha chiesto una, inascoltata dalla chiesa, consacrazione della russia al Suo Cuore Immacolato (e a quello più importante di Gesù, aggiungo io).
Tutti i fascismi successivi sono nati solo, sia in opposizione, o in peggioramento del socialismo rosso, come il comunismo.
Qui siamo, secondo me, di fronte ad un disegno fascista trasversale, che vuole accusare i conservatori in genere di fascismo, e in tutto questo la maggioranza antifascista trasversale no-vax e no-pass, non c'entra nulla, e le accuse di fascismo servono solo per giustificare agli occhi di tutti la loro persecuzione da parte dei fascisti rosso, giallo, verdi.

Distinti Saluti,
Fabio Riparbelli.

Anonimo ha detto...

Ci sarebbero alcune domande da porsi, la prima perché se il caporione FN era un daspo non è stato arrestato prima che succedessero i fattacci, pare che un giudice lo abbia impedito, la seconda, non mi danno da bere che la sede CGIL è aperta il sabato, perché non ci credo proprio, come mai i pestaggi dei cittadini normali sono stati cancellati da tutti gli organi di stampa? Una ultima riflessione, ieri in radio uno dei tanti vairologi sotuttoio, che pare abbondino, ammetteva, dietro specifica domanda di radio ascoltatore, che il farmaco non è sicuro al 100%, forse neanche al 60%, che attenua sì la virulenza della malattia, ma non immunizza, che nei prossimi anni dovremo far sempre fronte a nuove varianti del vairus e che quindi bisognerà vaccinarsi ogni anno per sempre, a quanto pare, se l'andazzo è questo. Il tono dei commenti degli ascoltatori vaccinati al telefono era pari a quello degli accusatori delle 'streghe' di Salem, quindi io mi farei 2 conti, i non vax sono in estremo pericolo, si arriverà allo scontro fisico, almeno chi non deve andare a lavorare, taccia e si defili, finché può sfuggire alla caccia spietata che faranno, tanto prima o poi ci saranno picchi alti o innalzati di infetti/ contagiati/osi e si farà propaganda a tamburo battente per vaccinarsi, che le TI non reggono più e blablala. Coraggio, resistere finché sarà permesso e non esporsi troppo sui social media.

Ci sarebbero alcune domande da porsi,: ha detto...

Domanda:
Potremmo ipotizzare che in cambio di alcuni "servigi"il predetto caporione riceva in cambio eventuali bonus?

Anonimo ha detto...

Ma non ci arriveranno, perché Qualcuno, da Lassù, li fermerà per tempo. La Beata Emmerich ci avverte dicendo " ma il Signore aveva altri progetti". La Madonna disse a Suor Lucia " quando tutto sembrerà perduto, allora IO sarò con voi...alla fili il MIO Cuore Immacolato trionferà". Con buona pace degli " Illuminati" dal Principe delle tenebre...

Anonimo ha detto...

La questione del green pass può essere letta in due modi diversi , che però non si escludono affatto reciprocamente.

1) E' il colpo da maestro per indurre il numero maggiore possibile di persone a vaccinarsi, rendendo così felice la "comunità medico-scientifica", a sua volta condizionata, persino guidata - almeno ad alti livelli - dall'immenso potere di Big Pharma, che a sua volta è controllato interamente dalla finanza d'oltreoceano coi sui onnipresenti fondi di'investimento (Vanguard, Black Rock e affini). Vince quindi il dio quattrino, e i protagonisti della dittatura pluto-sanitaria sono tutti contenti, tranne i cttadini che subiscono il sopruso del nazi-pass sanitario.

2) Grazie alla questione vaccini, è possibile imporre il pass sanitario. Esso è elettronico, inaugura un controllo e una schedatura elettronica capillare (col codice QR) dei cittadini e della società. Questo non solo apre a nuovi interessi economici notevoli (il dio profitto c'è sempre ) ma soprattutto offre nuove possibilità di controllo senza precedenti. Insomma: tutti schedati e controllati. La dittatura di fatto proseguirà, più strisciante e invasiva di prima, anche dopo l'eventuale debellazione del morbo.

Naturalmnente le due motivazioni: quella degli interessi economici delle multinazionali del farmaco e della finanza che le controlla; e quella del desiderio di intaurare un controllo sociale capillare attraverso la tecnologia, non si escludono reciprocamente. E nella mente del signor Draghi, e di chi sta sopra di lui, sono entrambe presenti.
Martino Mora

Murmex ha detto...

Combattere in nome della Costituzione, che è la legge fondamentale e va osservata, ma non idolatrata? In nome della democrazia, un sistema di governo fra i tanti, e nemmeno il migliore? No , combattiamo in nome del Diritto naturale , che proviene da Dio .questa è veramente la battaglia giusta.
.

Anonimo ha detto...


La campagna d'odio contro chi non si vaccina non c'è solo in Italia.
C'è anche in altri paesi. Siamo forse solo all'inizio.
Seguiranno misure coercitive (speriamo di no).

I vaccini antiepidemia dovrebbero esser fatti ogni tre-quattro mesi, a quanto pare. Un fallimento clamoroso. Un vaccino normale si fa una volta all'anno (contro l'influenza) oppure ogni tanti anni, per altre malattie. Ma tre volte l'anno?? Un vaccino simile sembra acqua fresca. Ed è pure pericoloso.
Per giustificare il fatto che la malattia si attenua ma non scompare, stanno cercando, a quanto sembra, di dare la colpa a chi non si è vaccinato.
Il green pass è diffuso in diverse nazioni. Anche negli USA e in Canada (e in Francia?) chi non si vaccina perde il posto (da noi dicono ipocritamente che attuano "sospensione dello stipendio", in quegli altri paesi ti cacciano e basta).
Una misura non solo ingiusta ma anche crudele. Che il papa a quanto pare approva, alla faccia della "misericordia".

Da Fb ha detto...

Non c'è il greenpass quasi ovunque, c'è piuttosto l'obbligo di tampone per entrare in determinati luoghi: e i tamponi sono gratuiti e l'obbligo vale sia per i vaccinati che per i non vaccinati.

Solo in Italia si è attuata una roba del genere, col fine specifico e dichiarato di costringere le persone a vaccinarsi. E con quello non dichiarato di tracciamento e controllo totale alla cinese.

Anonimo ha detto...


Negli Stati Uniti e in Canada se non sei vaccinato perdi il lavoro,
tranne in quegli Stati che si oppongono su questo punto al governo federale. Almeno questo si desume dagli articoli di LifeSiteNews.
Poiché una percentuale consistente del personale sanitario non vuole
vaccinarsi e preferisce esser licenziata o licenziarsi, allora in certe zone si è creata una seria carenza di personale.

Anonimo ha detto...

Di D.B.

Il Lasciapassare Verde non verrebbe revocato immediatamente, anche se le proteste avessero successo e mettessero in crisi il governo.

Passerebbero giorni o settimane, perché nonostante la faccia tosta dei membri di questo esecutivo che non conosce vergogna esso per una questione di "prestigio" ed "orgoglio" non cederebbe subito, aspetterebbe il momento giusto, magari tirando in ballo il raggiungimento della percentuale di vaccinati voluta per toglierlo, senza darla ufficialmente vinta ai refrattari.

Alla fine i disagi peseranno sempre e solo sulla popolazione, che soffrirà l'eventuale penuria di merci e servizi.

Sarà fondamentale evitare lo scontro "orizzontale", non fare la guerra tra categorie produttive e consumatori, ma convogliare la lotta in "verticale", resistendo il tempo necessario.

Quelli che ci stanno conducendo in una tirannia hanno nomi e cognomi, ben definiti.
Ricordiamolo sempre, prima di imprecare contro autotrasportatori e maestranze varie che bloccano le filiere, stavolta a difesa di tutti.

Anonimo ha detto...

Cosa sta accadendo oggi?
Scioperi, manifestazioni. Sì, qualcuna anche numerosa, come a Trieste.
Ma per dovere di cronaca segnaliamo anche che la gran parte del paese è ligia, obbediente e chi si oppone è in coda a fare tamponi.

C'è una procedura di eliminazione in corso in ogni posto di lavoro. Dipendenti e datori di lavoro sono alleati nel controllo e nella cancellazione, di tutti coloro che finora non si erano piegati.
Ci riferiscono addirittura di aziende che controllano le webcam a chi è in smart working per cercare di sospendere stipendi.
La situazione è tragica.

Ma tranquilli il sistema combatte forza nuova per liberarci dal neofascismo e chi si sta opponendo per questioni futili come il lasciapassare è un poveretto.