venerdì 27 maggio 2022

1,2 milioni di bambini via da scuola negli Usa. «Genitori stanchi del woke»

Finalmente alcuni segnali si sane reazioni alla degenerazione imperante. Una contro-tendenza di buon auspicio che si spera possa diffondersi anche da noi. Indice articoli sulla realtà distopica e correlati.

1,2 milioni di bambini via da scuola negli Usa.
«Genitori stanchi del woke»

«La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato». Probabilmente queste parole non piacerebbero, oggi, a tanti esponenti del pensiero liberal e progressista; ed è un peccato, perché si tratta di osservazioni non già di qualche intollerante in odore di fascismo, bensì di Antonio Gramsci, uno dei padri nobili del comunismo in Italia. Un autore che, quasi certamente, negli Stati Uniti leggono poco, anche se la sua riflessione circa l’importanza d’una «scuola indipendente dal controllo dello Stato», nei fatti, viene presa particolarmente sul serio. Prova ne sia un fenomeno di cui poco si parla, ma di proporzioni notevoli: i bambini che non vanno più a scuola o, meglio, che i genitori non mandano più alla scuola statale, preferendo altre opzioni formative. Di quanti alunni e studenti stiamo parlando? Di parecchi: oltre 1,2 milioni. 1.268.000 è, per l’esattezza, la stima elaborata dai alcuni ricercatori sul sito web ReturntoLearnTracker.net e recentemente ripresa anche dal New York Times. Ufficialmente, si tratta dei giovani che hanno lasciato le scuole pubbliche dall’inizio della pandemia nel 2020, con le iscrizioni in calo del 2,5% nell’autunno di quell’anno e mai più risollevatosi.

Un vero e proprio terremoto, che pare avere tra le principali cause le preoccupazioni dei genitori per l’indottrinamento cui, sempre più spesso, i bambini vengono sottoposti tra i banchi. Così almeno la pensa Albert Mohler, teologo e presidente del Southern Baptist Theological Seminary a Louisville, Kentucky. «Uno dei motivi di questo fenomeno», ha spiegato, è che «sempre giù genitori, se scoprono cosa viene proposto oggi negli istituti pubblici, dicono: “Questo non verrà insegnato ai miei figli”». «Non sto certo negando che ci siano altri problemi, compresi i genitori stufi dell’apprendimento a distanza o altro», ha precisato Mohler, «ma il fatto è che si sta verificando un cambiamento sismico nell’intero panorama educativo quando si tratta di istruzione di bambini negli Stati Uniti».

In effetti, anche se in Italia il tema è ancora relativamente marginale, almeno a livello dei grandi media, negli Usa la libertà educativa è presa sul serio: parecchio, sul serio. Basti pensare che se, nel novembre dello scorso anno, si è consumata una storica vittoria dei repubblicani in Virginia – dove Biden, alle presidenziali, aveva vinto di 10 punti e i democratici governavano dal 2009 – è anche perché Glenn Youngkin si è candidato promettendo agli elettori una cosa molto semplice, in aggiunta alla solita riduzione delle tasse: di restituire il primato educativo alle famiglie e di toglierlo alla scuola, resa dai progressisti un laboratorio antirazzista e genderista, dominato dai woke e dall’agenda Lgbt, che era insegnata fin dalle scuole materne.

Insomma, davvero l’America ha nell’indipendenza scolastica dallo Stato di cui parlava già Gramsci un faro. E non intende in alcun modo negoziarla; anche a costo, come sta succedendo, di ritirare i figli da scuola per destinarli ad altri istituti, magari privati, dove le rette possono essere impegnative. Però, almeno, ai piccoli non tocca il lavaggio del cervello. Visto quello che succede, non solo negli Usa, non è affatto poco. - Fonte

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Esistono ancora Padri e Madri. Grazie Signore!

Oggi, in America ha detto...

Meditate su cosa hanno combinato gli USA: hanno fatto risorgere in Ucraina da un lato il neo nazismo come modello nazionalista feroce e dall’altro hanno fatto riemergere il comunismo in risposta alle sanzioni e alle armi inviate. Non c’è che dire: un capolavoro che ha abbattuto decenni di diplomazia e tentativi di dialogo e integrazione, oltre ad aver spaccato l’intero mondo.
Cit. Roberto Frecentese

Anonimo ha detto...

Giulio Meotti
"La scuola deve istruire, non indottrinare". Lezioni a distanza, ossessione su razza e gender. E in America è in corso un esodo di massa dalla scuola pubblica, trasformata in un centro di propaganda degna di una pièce di Ionesco. Una insegnante rassegna le dimissioni e annuncia: "Per la maggior parte dei genitori, concentrarsi sulle abilità scolastiche invece di confondere i bambini con affermazioni senza senso secondo cui ci sono 300 generi tra cui puoi scegliere è buon senso. Ma per i liberal, questo è un ostacolo da superare nel tentativo di cambiare la cultura”. Una rivolta e una libertà educativa che in Italia ci sogniamo...

Anonimo ha detto...

Si moltiplicano sui giornali le notizie su presidi e docenti che tentano, con mezzi più o meno efficaci e/o leciti, di far capire ai propri studenti che a scuola si va vestiti in un certo modo. Un modo decoroso, consono, rispettoso di un luogo di apprendimento. Si va dalla professoressa che ha coperto con lo scotch gli strappi sui jeans di una studentessa, al docente che - ovviamente sbagliando - ha definito "zoccoletta" una studentessa per essere andata a scuola vestita in modo non conforme al regolamento d'istituto.

Anonimo ha detto...


"..qualche intollerante in odore di fascismo.."

Il fascismo accentrò e statalizzò, anche nella scuola. C'era il programma ministeriale, che doveva esser osservato. Tuttavia : 1. Nel modo di svolgerlo era lasciata una certa libertà all'insegnante (e difatti alcuni famosi Licei erano notoriamente centri di antifascismo). Norberto Bobbio in persona disse che persino durante la R.S.I, quando teneva il corso di filosofia del diritto all'Università di Padova, ed era tenuto d'occhio perché notoriamente antifascista e schedato come tale, era del tutto libero nell'organizzare il suo corso, nel quale riproponeva i valori del liberalismo, della democrazia.
2. Era ammessa la Scuola Privata, in gran parte cattolica. L'università cattolica di Milano fu riconosciuta nel 1924 dal regime. Le scuole cattoliche erano tollerate anche se non si distinguevano per particolare fedeltà al regime.
Queste precisazioni non vogliono elogiare il defunto regime ma semplicemente mettere i fatti nella loro giusta prospettiva.
L'attuale incolta, ignobile dittatura "woke", come la chiamano, è molto peggiore di qualsiasi autoritarismo fascista del passato. Nonostante la sua retorica ufficiale, volta a creare una nazione di soldati, marinai etc, il fascismo ha sempre avuto rispetto per la cultura. Benedetto Croce potè far uscire sempre "La Critica", rivista di opposizione culturale, anche se ovviamente costretta a mantenersi moderata nei toni e nei temi. Lo stesso Mussolini, in un'intervista ad un giornalista tedesco degli anni Trenta, disse che Croce gli sembrava il migliore filosofo italiano.
Nel fascismo c'erano dunque dei chiaroscuri, dovuti forse anche al fatto che il fascismo voleva mantenersi nella tradizione di civiltà creata in Italia dal Cattolicesimo. Con la presente dittatura "woke" siamo invece alla pura barbarie, al trionfo dell'ignoranza e della follia tout court. Forse persino peggiore tale dittatura degli orrori culturali perpetrati da nazismo e comunismo sovietico.
P.

Anonimo ha detto...

La scuola è un problema cosmico. Le pecche le abbiamo macinate ormai. Avete idea che cosa può significare far uscire dalla scuola tutti quelli che l'hanno azzoppata, ministri inclusi? E far entrare i degni? E i libri di testo scolastici? Cioè parliamo della editoria scolastica che a volte sostiene l'editoria altra dell'editore con lo stesso cognome e/o sigla. Almeno occorreranno settanta anni lavorando a testa bassa, con persone che abbiano la testa sulle spalle e non altrove. Settanta anni di distruzione manifesta, altrettanti forse di più e non di meno per un abbozzo costruttivo su tutto il territorio nazionale. Lavori titanici, se teniamo conto inoltre che la situazione è precipitata da quando la scuola prima, è stata considerata un ammortizzatore sociale eppoi, una sorta di azienda dove il preside è diventato manager...educazione, istruzione, formazione, non pervenuti. Pervenuti scioperi e cortei. Che scioperi e/o cortei furono, erano, sono organizzati da adulti e non da studenti, l'abbiamo visto con l'uscita totale da scuola dietro alla Greta, mentre per tutto il pacchetto virus, dad, vaccino, green pass, silenzio. Perfetto. E mi taccio sul sostegno.

Non chiamano le cose col loro nome ha detto...

Salvador Ramos, colui che ha ucciso i bambini in una scuola U.S.A.
Un giovane con seri problemi, con armi.
Un giovane con problemi di identità gravi. Quest’aspetto nei media, tv e giornali, non è sottolineato.
Così giusto per far notare le coincidenze e le omissioni…