sabato 28 maggio 2022

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. La metafora di Ungaretti – il poeta sulle trincee del Carso che sperimentava la morte ogni momento – si attaglia alla nostra condizione di paura, indifferenza, confusione. Guerra, epidemia, cultura della cancellazione, una relazione con la fine e il male dalla quale è stata sradicata la speranza della trascendenza. Viviamo in un campo minato in cui prevale la freudiana todestrieb, la pulsione di morte e distruzione, espressa attraverso comportamenti come l’aggressività, la coazione a ripetere e l’autodistruzione. Per restare alle citazioni ungarettiane, sorprende che circoli una diffusa allegria di naufraghi che corrono verso l’abisso cantando.

Bisogna tentare di invertire la rotta, seguendo il poeta: “e subito riprende il viaggio/ come / dopo il naufragio/ un superstite/ lupo di mare.”
Non sappiamo se possediamo le virtù dei lupi di mare, ma ci sentiamo superstiti di un naufragio gigantesco. Abbiamo l’impressione che dall’orizzonte svanisca la vita. L’Occidente degli ultimi uomini di Zarathustra, che strizzano l’occhio e credono di avere inventato la felicità, corre verso la fine destituendo ogni principio su cui si è retta la sua civiltà per millenni. Sul trono dei nuovi diritti – assoluti, inderogabili, irrevocabili – l’aborto libero, l’eutanasia, i desideri, la fluidità dei sessi e delle preferenze, la negazione dell’ordine naturale. Natura nemica, derubricata ad ambiente o a biologia perché antecedente all’Homo Deus creatore di se stesso.

Si diffonde nelle donne – detentrici del misterioso, straordinario potere di dare la vita – il fastidio per la maternità. È la tendenza child-free (libera dai figli), una delle mille mode coloniali che importiamo dagli Stati Uniti, centro dell’impero e cratere in eruzione.
La battaglia finale sull’aborto come diritto umano si combatte nelle aule della Corte Suprema americana e da lì tracima nelle periferie imperiali. Avanza a grandi passi l’eutanasia – che l’Italia dell’ipocrisia di linguaggio (ultima eredità cattolica?) – chiama suicidio assistito. Bisogna scomparire per non disturbare i manovratori: vecchi, malati, depressi di ogni età, insoddisfatti e infelici secondo i parametri stabiliti da lorsignori.

Una puntura e via, con i medici trasformati in boia seriali, Mastro Titta a stipendio, forse pagati a obiettivi (tot morti, premio di produzione). Non si nasce più e l’aborto – che è talora una triste necessità ma resta la soppressione di una vita nascente – è banalizzato e difeso come un dogma religioso.
Pulsione di morte perché i figli ingombrano, sono “per sempre”, impediscono di godere i piaceri del consumo, costringono alla responsabilità. Non-madri che rinunciano gaiamente a dare la vita, non-padri soddisfatti di non assumere impegni. Se poi il nonno sta male o rompe le scatole, pratichiamo l’iniezione, dopo avergli fatto sottoscrivere il testamento a nostro favore.

La denatalità è il male più grande dell’Occidente progressista, civile, aperto, tollerante. L’economista e banchiere Ettore Gotti Tedeschi ha dimostrato che è alla base del calo del Prodotto Interno Lordo e impoverisce la società.  La ferrea logica dell’aritmetica dice che la fine delle nostri genti – la razza bianca (parola impronunciabile che suscita indignazione, interdetto, repulsione delle anime belle) la civiltà di cui siamo (eravamo) eredi, il modo di vivere e stare al mondo che ha alimentato popoli e generazioni – è prossima. Anni fa, persino Eugenio Scalfari, papa laico del progressismo, chiedeva di difendere la persistenza etnica del nostro popolo.

Possiamo restare indifferenti ad aspettare e anche lavorare per affrettare la fine. Si sappia tuttavia che la nostra gente, la sua specifica visione del mondo, scompariranno per sempre. Ma infine, che hanno fatto per noi i posteri che non avremo? Che ci importa di un futuro da cui saremo assenti? E poi, perché parlare di temi fastidiosi, che sembrano distanti dalla vita quotidiana? Meglio l’allegria di naufraghi, meglio fingere di non essere anime morte.

Inutile l’accanimento terapeutico: chi vuole suicidarsi, prima o poi ci riuscirà. Vano attaccare la cultura della cancellazione, l’odio di sé che ci ha aggredito come una metastasi. Dalla volontà di potenza di chi sta avanzando siamo passati al suo contrario, la volontà d’impotenza che archivia se stessa. Del resto, perché conservare traccia biologica di una cultura che fa schifo, colpevole di tutto il male del mondo, di ogni ingiustizia, ineguaglianza, violenza, cattiveria? Siamo il frutto finale – vergognoso di sé – di generazioni malvage, oscure, inferiori al Bene, al compimento della Storia e dell’Umanità raggiunto da noi, i migliori.

Strano suprematismo temporale che nega al futuro il diritto di pensare diversamente: domani sarà il perfezionamento di oggi, l’ultimo trionfo dell’uomo-Dio auto creatore che trascenderà se stesso. In tutta questa meraviglia, nello scintillare di luci accecanti, pare strano non volersi riprodurre e lasciare questo mondo alla prima seria difficoltà. Fragili come cristalli, superbi come pezzi unici. Strano anche proclamare “diritti riproduttivi” che sono il loro opposto. È poi così necessario l’aborto a una generazione coltissima, intelligentissima, razionalissima, con liberi anticoncezionali accessibili a basso costo? E perché la società il cui l’interesse primario è riprodurre se stessa – a partire dalla nascita di nuovi membri – è felice di pagare con le tasse l’interruzione della gravidanza, ossia del ciclo biologico naturale?

Le oligarchie hanno una strategia contraria alla natalità. Il successo è limitato a pochi popoli. Gli altri non ne vogliono sapere. C’è chi dice che l’uomo è il male della terra, chiamata animisticamente Gaia; alcuni soloni avrebbero stabilito in un miliardo il numero massimo di abitatori umani del pianeta. Il ministro italiano Cingolani ha affermato che la terra è stata “progettata” per tre miliardi di esemplari di homo sapiens. Beato lui che possiede informazioni tanto dettagliate, che parla di un “progetto” e dunque, se le parole hanno un significato, di un progettista (l’architetto dell’universo?). Beata la sua sincerità che mostra l’esistenza di un obiettivo mortuario delle oligarchie. In altri tempi, la Chiesa avrebbe alzato la voce per rivendicare l’esistenza di un creatore il cui comando all’umanità era crescere, moltiplicarsi e avere la supremazia sulla terra. Alcuni anni fa, il papa di rito argentino puntò il dito contro chi fa figli “come conigli”. A chi parlava? Non certo agli Occidentali.

Oggi sembra pensarla diversamente e mette in guardia contro le culle vuote, partecipando ai recenti Stati generali della natalità. L’Italia è destinata a scomparire: parola di Mario Draghi, non di suprematisti bianchi. Il corvo disse al merlo: come sei nero. 
Chi ha creato un problema non può risolverlo con la mentalità, le idee, i (dis)valori da egli stesso prodotti. Farina del sacco di Einstein. Il Drago ha detto che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli materiali ed economici che impongono restrizioni alla possibilità per i cittadini di avere figli, e tutelare la figura della madre, impedendo che le giovani donne siano costrette dalle dinamiche della società a scegliere tra il lavoro e la famiglia.

Intenzioni commendevoli che confliggono con il modello di economia, lavoro e società di cui Draghi è banditore. Precariato, nomadismo di fatto, bassi salari, disprezzo della famiglia, irrisione della stabilità affettiva, professionale, esistenziale.
Ai tempi della nostra giovinezza, uno stipendio consentiva il mantenimento della famiglia, oggi non ne bastano due. Il termine famiglia a chi e a cosa si riferisce, nella società liquida, fluida e trans, la cui propaganda è entrata nelle scuole per volontà del governo di cui l’ex banchiere è presidente? Lo stesso aborto – al di là delle diatribe ideologiche – libero e gratuito indipendentemente da necessità terapeutiche, è un potente ostacolo alla natalità.

Bergoglio per una volta ha ribadito l’insegnamento della Chiesa: “Dov’è il nostro tesoro, il tesoro della nostra società?”, si è chiesto. “Nei figli o nelle finanze? Che cosa ci attrae, la famiglia o il fatturato? Ci dev’essere il coraggio di scegliere che cosa viene prima, perché lì si legherà il cuore. Il coraggio di scegliere la vita è creativo, perché non accumula o moltiplica quello che già esiste, ma si apre alla novità: ogni vita umana è la vera novità. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire?” ha ripetuto, pensando “alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere”.
È la cultura dello scarto, il consumismo spinto, il soggettivismo edonistico, altrettanti aspetti della pulsione di morte descritta da Freud. Le conseguenze etiche valoriali e demografiche dell’individualismo non possono essere curate con ulteriori dosi di individualismo.

Che fare, allora? Non si cambia la china mortale dell’inverno demografico senza fuoriuscire dal modello economico, antropologico e morale dominante, i cui padroni – l’iperclasse dei miliardari – paiono aver deciso una diminuzione drastica della specie umana. Pensiamo a Bill Gates e ai suoi allarmi sulle epidemie, agli interessi di fondi previdenziali ed assicurativi rispetto all’eutanasia, alla riduzione zootecnica della riproduzione umana, alle immense donazioni a organizzazioni antinataliste e abortiste delle fondazioni dei ricchi misantropi.
Un forum dedicato allo stesso tema ha individuato due linee di condotta: la prima prevede aiuti economici e fiscali per favorire le nascite. Politiche di quel tipo hanno dati risultati incoraggianti in Francia e in Italia sono sostenute dalle uniche due province che non presentano saldi demografici negativi, Trento e Bolzano. La seconda invita alla battaglia culturale, proclamando alle giovani generazioni la felicità di formare una famiglia. In una società individualistica, mercantile, anche la nozione di felicità è declinata in termini di successo personale, economico e di consumo. Tuttavia, è la strada maestra. Gli incentivi fiscali e i premi economici vanno attuati con la massima larghezza, ma non modificheranno la tendenza se non tornerà a valere il principio comunitario della trasmissione della vita e se non riavrà dignità l’idea della convivenza di più generazioni unite in una catena di trasmissione della vita e dei costumi, a partire dalla famiglia naturale e a patto che i ruoli di padre e di madre recuperino il loro prestigio.

Quella perdita ha trascinato in basso il numero dei membri della società e della nazione. Non sappiamo se il numero sia potenza, ma siamo certi che siano impotenza e povertà il declino demografico, l’invecchiamento, la sclerotizzazione e l’egoismo delle società individualistiche.
I figli disturbano, i vecchi sono inutili e a loro volta non capiscono e non accettano l’ovvia diversità dei giovani: la società si spappola e finisce per consunzione, esaurimento, deperimento biologico, assenza di obiettivi comuni.

Esiste nella terra del tramonto qualcuno in grado di mobilitare energie morali e di parlare di felicità in termini comunitari, recuperando una dimensione naturale, richiamando istinti ancestrali che una civilizzazione esausta ha dimenticato, restituendo all’egoismo e al soggettivismo il senso negativo di ieri? Ne dubitiamo, poiché opposta è la volontà della classe dominante. I massimi finanziatori dell’aborto, i sostenitori di vere e proprie multinazionali della denatalità e dell’attacco alla famiglia come la potentissima Planned Parenthood sono Bill Gates, Jeff Bezos, Warren Buffett, Michael Bloomberg, George Soros e le grandi fondazioni americane. Gates ha asserito che cambiare le legislazioni abortiste “farebbe retrocedere gli Usa di cinquant’anni”. Di qui il progresso, la luce, la liberazione, di là l’oscurità e il regresso. La compagna di Jeff Bezos ha donato 275 milioni di dollari a Planned Parenthood, Bloomberg 50 milioni per i “diritti riproduttivi”. Warren Buffet ha elargito tra i 500 e i 700 milioni alla medesima causa. Ci domandiamo quale sarebbe il sentire comune se le enormi somme fossero state destinate all’accoglienza della vita, alla cura del prossimo, alla promozione della famiglia.

Gli altri benefattori antinatalisti sono la Fondazione Ford e le fondazioni dei super miliardari. Buffett è un sostenitore accanito del controllo della popolazione, un tema posto in agenda da Henry Kissinger nel 1974 che segna da allora la biopolitica del mondo occidentale.
Possiamo aspettarci cambiamenti se non attacchiamo alla radice i fondamenti dell’ideologia dei miliardari, la tabula rasa, il Grande Reset della cupola di Davos? Fino ad allora, saremo come d’autunno sugli alberi le foglie. (Roberto Pecchioli - Fonte)

26 commenti:

Anonimo ha detto...

I bambini vanno al parco senza mascherina, giocano a pallone senza mascherina, vanno al ristorante senza mascherina, eppure per cinque ore al giorno sono costretti a indossarla a scuola.
Perche'?
Peeche' devono essere educati all'obbedienza, e la scuola indottrina da anni.
Infatti i loro genitori, lobotomizzati da decenni di indottrinamento scolastico e televisivo, obbediscono all'incoerenza, mentre i loro nonni, over 50, educati da famiglie e giochi in strada, disibbidiscono in massa.
Meditate e ribellatevi.
Fatelo per voi e per i vostri figli

Anonimo ha detto...

E' un articolo bellissimo, direi che lupi di mare forse mai, naufraghi sempre, mi ricorda 'Rari nantes in gurgite vasto'.......

Anonimo ha detto...

Alessandro Orsini
dal primo giorno dell’invasione russa, dissi che Putin avrebbe sventrato l’Ucraina a piacimento e che il Donbass sarebbe stato ridotto a un cumulo di macerie quindi subito dialoghi di pace e no alla linea bellicista Biden-Johnson. A Piazza Pulita mi dissero: “Allora tu sei un putiniano!”. Risposi: “No, sto soltanto anticipando i tempi”. Ma questo non poteva essere detto perché la propaganda della Nato aveva stabilito che gli unici ospiti graditi in televisione erano quelli che affermavano che la Russia avrebbe perso. Oggi il Corriere della Sera ripete per filo e per segno ciò che avevo detto all’inizio del conflitto e scrive: "Città rase al suolo: così l'artiglieria russa sta devastando il Donbass". Non mi interessa parlare del mio caso personale. Mi interessa utilizzare il mio caso personale per porre sei domande: 1) Quant’è libera l’informazione in Italia? 2) quanto sono liberi il Corriere della Sera, Repubblica e la Stampa? 3) quali sono gli spazi per il dissenso dalle politiche del governo Draghi in Italia? 4) Quali sono i mezzi e i mezzucci che vengono utilizzati contro gli intellettuali che si oppongono alle politiche inumane del governo Draghi in Ucraina? 5) Non sarà mica che gli studiosi che si oppongono alle politiche del governo Draghi in Ucraina vengono aggrediti mediaticamente, vilipesi, stracciati i loro contratti con la Rai (soltanto i loro) e sottoposti a indagini da parte del Copasir per intimorirli? Ecco la sesta e ultima domanda: se questi sono i mezzi con cui il potere politico-mediatico regola i conti con gli studiosi che criticano il governo Draghi, quant’è libera la società libera in Italia?

Anonimo ha detto...

IL CEO di Pfizer spiega oggi che ci sono "MILIARDI DI DOSI di vaccino , pagate dai governi che non vengono usate perchè non ci sono "abbastanza persone istruite che credano ai vaccini"
https://www.maurizioblondet.it/ammissioni-di-un-insuccesso/

Amen ! Amen! Amen! ha detto...

Ho ricevuto questo video, che sembra autentico.

A parlare è Albert Bourla, ceo di Pfizer, a Davos: “Quando ci riunimmo in California, nel gennaio del 2019, per stabilire il piano d’azione di pfizer per i successivi 5 anni, uno dei nostri sogni era la riduzione della popolazione mondiale del 50% entro il 2023. io credo che oggi, questo sogno, sia divenuto realtà.”
https://www.maurizioblondet.it/68583-2/

Questo qui sopra e' il loro sogno.
Questo qui sotto e' il mio auspicio:
Salmi 58 . 83 . 109 perche' vadano in rovina le loro macchinazioni.
Affidamento delle loro persone a Dio e alla Vergine Immacolata per la salvezza delle loro anime.

Pio ha detto...

A proposito di A.Orsini: in Italia la democrazia è una finzione, la cui maschera sta cadendo. Interessante ciò che scriveva Dostojevskij sulla Italia unita da Cavour, unione forzosa e, aggiungo, contro la Chiesa Cattolica e i valori cristiani. Anche la finzione unitaria italiana prima o poi cadrà.
A proposito di Pecchioli: il tramonto dell'Occidente si accompagna al declino della Civiltà Cristiana, che ne è alla base.

Anonimo ha detto...

Henry Kissinger e company forse pensano di non morire mai..

Guido Misainen ha detto...

Ogni tanto in chiesa vedo una signora che non arriverà ai 40 anni con un bambino sui 7-8, ebbene costei più volte durante la Messa versa dell'Amuchina sulle mani del figlio e invita il marito a fare altrettanto, ma questi a volte acconsente, a volte ha un gesto di stizza.
Poverini.
Poveri

Anonimo ha detto...

Nei licei-istituti Marie Curie e Piero Sraffa di Milano (quartiere San Siro- Quarto Cagnino), sessanta docenti hanno firmato una lettera per impedire l'incontro tra il reporter Giorgio Bianchi, che ha lavorato per anni in Donbass, e la scolaresca. La colpa di Bianchi sarebbe quella di essere "filorusso".
Da quello che ho capito ci sarebbero riusciti solo a metà, perchè almeno due classi hanno potuto ascoltare la testimonianza del giornalista. Cioè di una voce alternativa alla propaganda ufficiale.

Nelle scuole di Milano e provincia ho visto entrare a parlare, negli ultimi 15-16 anni, praticamente chiunque piacesse al pensiero unico della sinistra fucsia: non solo propagandisti dei media di regime, ma anche teppisti dei centri sociali, militanti anarco- insurrezionalisti, femministe fanatiche, elogiatori del libero aborto, apologeti della sodomia, cantori del travestitismo, sostenitori della libera droga, amanti del meticciato.
Però il giornalista filo-russo (o presunto tale), non aveva diritto di parlare, secondo i sessanta docenti della polizia del pensiero.

Che dire? Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Non esiste una categoria asservita al pensiero unico (con pochissime significative eccezioni) quanto quella degli insegnanti. Sono appiattitti su un conformismo ideologico totale, acritico, pecoronesco, tanto dissolutivo quanto poliziesco. Che nasce da una profondissima ignoranza spirituale.
Come i politici e i giornalisti, si dirà. Come molti docenti universitari. Ma almeno quelli si fanno servi del pensiero unico e dei poteri forti perchè gli conviene, pensano di guadagnarci in termini di carriera e successo, o emolumenti. Sono vili, ma furbi.
Solo gli insegnanti di scuola sono in maggioranza talmente ignoranti, subalterni e conformisti da farsi servi volontari senza guadagnarci nulla, assolutamente nulla.
Servi gratuiti.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

50 insegnanti firmano un documento per opporsi all'incontro di Giorgio Bianchi con gli studenti, organizzato da un docente di diritto dell'Istituto tecnico Marie Curie di Milano.

L'evento si tiene ugualmente ma nell'imminenza del suo inizio salta la corrente elettrica, e con essa la possibilità di parlare al microfono e mostrare il materiale prodotto in Ucraina e Donbass. 《Mai accaduto in 25 anni che lavoro qui》, confessa un professore.

Alcuni docenti bisbigliano con gli studenti in fondo alla sala criticando quanto detto ma senza intervenire pubblicamente, genitori rappresentanti di istituto giunti per l'occasione supervisionano in lontananza. Tanta energia spesa ad avversare un fotoreporter disposto a testimoniare quanto visto ma totale passività e sudditanza rispetto a dicktat imposti senza criterio scientifico né motivazioni.

Anonimo ha detto...


# Pio, l'ennesimo anti-italiano

Si cita di continuo la fesseria detta da Dostoievski sull'Italia unita.
Criticava il grande scrittore un'unione secondo lui solo "forzosa", che aveva fatto dell'Italia una nazione unita ma di second'ordine mentre l'Italia sarebbe stata portatrice di un'idea universale quando era disunita.
Idiozie. D. non conosceva la storia d'Italia. Ci raccontasse inoltre Dostoievski in che modo la Moscovia aveva unificato la Russia o meglio creato lo Stato imperiale russo, esteso dalle pianure polacche alla Siberia. Se c'è stata una costruzione statale basata sulla forza, questa è stata proprio la "Santa Russia". Si sa che D. era un nazionalista russo fanatico. Come critico dell'Occidente ha detto anche cose giuste ma quella sull'Italia unita resta una fesseria.

Quale sarebbe poi stata l'idea universale italiana del passato? Nel campo della cultura, l'Umanesimo e il Rinascimento vengono in genere riportati al genio italiano, imitato anche da altri. Ma non è certo questa l'universalità cui pensa D. In realtà, in Italia un'idea universale è stata rappresentata da Roma, prima con l'impero romano e poi con il Papato, che a tanti è apparso l'erede del primo ma sul piano esclusivamente spirituale.
L'unificazione nostra non è avvenuta contro "i valori cristiani" ma contro il potere temporale dei Papi, che ostacolava a priori la nascita di uno Stato unitario. Non è la stessa cosa. Il Risorgimento è stato un movimento composito: accanto agli anticlericali delle varie sfumature c'erano cattolici come Manzoni, Tommaseo, Pellico etc..
La frattura che si creò con la Chiesa per la Questione Romana favorì un periodo di acceso anticlericalismo ma fu poi ricomposta nel 1929, durante il fascismo, che riportò nell'Ordinamento dello Stato il matrimonio religioso. La Chiesa si è resa conto che, contrariamente a quanto ritenuto per secoli, poteva benissimo convivere con uno Stato italiano unitario, senza esser limitata nella sua libertà d'azione.

Auspicare che "la finzione unitaria italiana cada" è un proposito folle e suicida, da persona che odia il proprio paese e aspetta solo l'arrivo di un dominatore straniero. Ricorda l'atteggiamento degli antifascisti che auspicavano la disfatta militare dell'Italia pur di veder cadere il fascismo, incuranti della catastrofe che quella disfatta avrebbe comportato per il nostro Paese.
Che fosse una "finzione" l'unità, non è vero, non è vero nemmeno oggi, nonostante le apparenze e la crisi dell'ideale unitario. Nelle due guerre mondiali il soldato italiano il suo dovere l'ha sempre fatto, proprio per patriottismo, nonostante fosse messo spesso in condizioni di notevole inferiorità.
Dal 1943 siamo sottoposti all'azione costante di forze politiche e culturali (di sinistra e cattoliche) che negano e dileggiano l'idea stessa della Patria, per loro una "finzione" da abbattere. Sono quelli che ci vogliono oggi far scomparire non solo come nazione ma anche come etnia, grazie alla Rivoluzione Sessuale.
H.


Anonimo ha detto...

In questa tragedia manipolatoria della scuola italiana bisogna ricordare anche la famiglia, padre madre, nonni nonne, zii zie, quasi tutti oggi sono passati sotto il lavaggio del cervello e dell'anima della sinistra propaganda di stato, volta a sformare, a soffocare ogni intelligenza ed ogni fu cattolica morale.

Anonimo ha detto...

Figuriamoci che studenti possono uscire dalle loro classi.
Alcuni dei quali futuri insegnanti.
Infatti il vero disastro sociale è la scuola, perché ha la responsabilità di formare le menti dei giovani e, quindi, del futuro di una nazione.
Di conseguenza è essenziale formare buoni insegnanti per avere una buona società.
Ma chi forma gli insegnanti?
Quella stessa scuola e quella stessa Università che produce i docenti appiattiti al pensiero unico di cui parla il nostro prof. Mora.
Forse sono "analfabeti funzionali", cioè studiano, si laureano, vincono concorsi, ma non hanno capito un tubo di quello che hanno studiato, nel senso che le nozioni apprese non hanno formato la loro coscienza.
Quindi non hanno una vera cultura da trasmettere, né la libertà di una mente critica, perché sono impermeabili alla cultura e alla critica, pur essendo ovviamente istruiti.
Hanno una coscienza acritica, servile, conforme.
E uno stipendio.
Quindi trasmettono ai loro studenti il loro analfabetismo funzionale, il loro conformismo e il loro servilismo.
Tra gli studenti, solo pochissimi sanno liberare ugualmente le loro menti, ma se hanno una famiglia alle spalle che li formi in tal senso.
Probabilità ridotte dal fatto che si fanno anche pochi figli.
Siamo in un circolo vizioso.
Solo la coscienza collettiva di aver toccato il fondo ci salverà.
Ammesso che ci sia in fondo da toccare.
Aloisius

Forse.. ha detto...

@28 maggio 2022 23:30
Carissimo Prof. Mora, sessanta sono tanti tenendo conto che sono implicati solo due licei. Saranno quelli che hanno conquistato il pezzo di carta con il sei politico?

Anonimo ha detto...

Per parlare di Ukraina il Presidente Putin si e' rivolto a chi conta, cioe' ai premier francese e tedesco - e non ai cani al guinzaglio di biden

Anonimo ha detto...

Putin ha fatto sapere a Draghi di essere pronto a sbloccare la crisi del grano, se noi revochiamo le sanzioni alla Russia.
Deduco che Putin non abbia capito la strategia di Draghi e questo soprattutto per quel che riguarda l'Italia.
Ma al di là dell'errata valutazione dello Zar, dovrebbe essere chiaro a tutti che a danneggiarci non è tanto l'ostilità dei Russi, quanto la condotta del nostro governo.
Le reali intenzioni di Mosca del resto trovano conferma anche per quel che riguarda il gas.
Infatti Putin ha ribadito varie volte che la Russia non interromperà le forniture all'Italia.
Grano, gas e tanto altro, confermano che Mosca non vuole esportare il socialismo reale come l'Urss, ma fare affari importanti con noi.
Dunque trovo patetiche le contrapposizioni ideologiche da Guerra Fredda, fatte da gente che abbocca alla propaganda dei nostri governanti appecorinati a Washington.
Chi non tiene conto delle reali intenzioni di Mosca e avalla l'operato degli Usa, della UE e del governo Draghi, non tiene conto dell'Interesse Nazionale.
E dunque la nostra attuale classe dirigente che agisce nell'interesse dell'amministrazione Biden e tutti quelli che la sostengono, sono pericolosi tanto quanto lo furono quelli che in Italia, ai tempi della Cortina di Ferro, agivano al soldo del PCUS e del KGB.
(Francesco Pennoni)

Da Weltanschauung Italia ha detto...

Ascrivere il problema demografico dell'Italia al solo difficile contesto economico e lavorativo è assolutamente errato, perché il problema vero è culturale.

Elon Musk ha semplicemente fatto notare l'ovvio.

Nei Paesi Scandinavi, ma anche in Germania, non esistono difficoltà economiche e lavorative, lo Stato tutela ampiamente la genitorialità, eppure escludendo il "doping" dovuto agli immigrati, che però alla lunga tendono ad adeguarsi, la situazione demografica è allarmante.

Qual è il vero problema? Semplice, la guerra alla famiglia comporta tutto ciò.

È una società che non mette più al centro la famiglia, la dileggia, favorisce la promiscuità, inibisce la monogamia e propone modelli umani che basano la loro vita sull'edonismo e l'individualismo, in certi casi su cose completamente devianti.

In Italia a ciò va aggiunta la pessima situazione del mercato del lavoro, con salari bassi, scarso sostegno alla maternità ed alla paternità, turni di lavoro proibitivi, ma si sappia che molti se avessero più soldi e più tempo a disposizione li impiegherebbero per accaparrarsi auto e moto più costose, per andare dal chirurgo plastico e passare il tempo tra viaggi ed aperitivi, non di certo per procreare.

In una società che è fatta di "influencer", "tendenze", l'unica speranza sarebbe di rendere i bambini di "moda", ma avendo perduto i valori veri non accade, anche perché chi controlla i governi in un'ottica perversa di decrescita desidera lo spopolamento.

In sintesi, è una società fallita, già morta, avviata all'epilogo come il Titanic, a suon di musica d'orchestra che "allieta" la fine inevitabile.
DB

Anonimo ha detto...

29 maggio 2022 14:54

Sintesi giusta, rispondente all'evidenza dei fatti.

Perplesso ha detto...

Stavolta l'invasione la fa Erdogan, nel solito posto, ai danni dei soliti curdi. Vediamo come reagiscono Nato e Occidente, baluardi della democrazia e della libertà ovunque vengano ferite.

https://www.tempi.it/erdogan-sta-per-invadere-la-siria-e-biden-non-sa-che-fare/

val ha detto...

Consigliato l'ultima fatica di Pecchioli sullo spaventoso "filantropo" Soros, al secolo Gyorgy Schwartz.

Anonimo ha detto...

Temo che siamo solo noi italioti a non capire VP, il quale è molto, ma molto più scaltro di quanto pensino i nostri capiscioni politici, infatti mentre mette dragonball in lista di attesa, si impadronisce delle navi ucraine cariche di grano ed altro e le spedisce in Siria all'amico fedele Assad.........gli idioti siamo sempre noi, a partire dal bibitaro che sproloquia per finire al solerte cassiere che alla fine stringerà un pugno di mosche, il Colle è blindato, alla NATO andrà un tedesco più che un francese, finita la festa gabbato lu santu.

Anonimo ha detto...

Lo sapete vero che mentre noi facevamo colazione stamattina la Ocean Viking ci ha scaricati altri 294 clandestini a Pozzallo?
Lo sapete vero che la Lamorgese sta rispettando gli accordi di Malta in pieno facendo rotazione dei porti tra Catania, Siracusa, Lampedusa, Trapani, Pozzallo mentre la Francia, la Germania, la Spagna se la ridono beatamente?
Lo sapete vero che solo nel mese di maggio sono arrivati 7555 clandestini, tanti quanti sono gli abitanti di San Gennarello paese in cui abito?
Lo sapete vero che questi non li controlla nessuno e che, dopo un periodo variabile di permanenza nei centri di accoglienza, vengono sguinzagliati in tutt'italia e vivono di espedienti ( leggasi furti, spaccio...)?
Lo sapete vero che la nostra ministra ha praticamente gettato la spugna dichiarando candidamente: "che ci posso fare, mica li faccio arrivare io"?
Lo sapete vero che questo cosiddetto governo dei migliori vuole la nostra fine?

Anonimo ha detto...


"Lo sapete vero..?"

Lo sapete che se quattro anni fa fossero andati a votare tutte le centinaia di migliaia di cattolici o comunque non politicamente corretti che invece si sono astenuti, perché arricciavano il naso di fronte ai candidati del Centro-Destra (che certo perfetti non sono), il C-D avrebbe vinto le elezioni e ci saremmo risparmiata l'invasione afromussulmana attuale, nonché la legge Cirinnà e altre delizie?

E lo sapete che all'attuale referendum abrogativo di normative ampiamente liberticide (bisogna votare cinque SI', all'abrogazione), che indubbiamente, vincendo i sì, ridurrebbe il potere di nuocere di certi magistrati, ci sarà ugualmente un astensionismo tale da far fallire il referendum stesso?
Se poi non ci sarà, tanto meglio, ma l'aria che tira è quella - quella del tanto peggio tanto meglio, porca Italia che vada in malora e torniamo ad essere "volgo disperso che nome non ha" perché così vogliamo essere...

Senti senti ..... ha detto...

L'AVVOCATO TESTIMONIA: PAZIENTE RICOVERATO PER UN PICCOLO DISTURBO AL PIEDE LEGATO AL LETTO, SEDATO E IMMOBILIZZATO, AI PARENTI IMPEDITO L'ACCESSO NONOSTANTE IL POSSESSO INGIUSTO DEL TESSERINOVERDE MALEDETTO (SECONDO LORO PER I PROTOCOLLI DELL'OSPEDALE) POI DIETRO MINACCIA DELL'AVVOCATO E L'INTERVENTO DELLE FORZE DELL'ORDINE (stavolta solerti e giuste) HANNO IMMEDIATAMENTE DIMESSO IL POVERO PADRE. QUANDO VERRA' FERMATO QUESTO ORRORE??? EVIDENTEMENTE LO VOLEVANO SOPPRIMERE CON LA SOLITA SCUSA.
https://gloria.tv/post/3oov6hronXRS3ToYsfk1vxGps#120

Anonimo ha detto...

Moltissimi Italiani hanno capito che come votano, votano, i partiti poi fanno la distribuzione dei posti e prebende e nel braccio di ferro, per posti e prebende tra partiti, quelli che lo stato l'hanno occupato da mo' lo continuano ad occupare e se anche in qualche istituzione la sedia più alta è lasciata, per finta, a un CD, costui se non ha gli attributi di acciar ceruleo, finisce sotto scacco del personale tutto organico a sinistra.

L' insegnante :"Mi sa che ho sbagliato io"..non ne e' tanto sicura di aver sbagliato. Forse.. ha detto...

ASSURDO ! UNA MAESTRA ATTACCA CON LO SCOTCH LA MASCHERINA AL VISO DI UN BIMBO CHE NON RIESCE A RESPIRARE.
ASCOLTATE LA MADRE CHE INCONTRA L'INSEGNANTE CON TELECAMERA NASCOSTA
LA DONNA, CONCLUDE CON UN SECCO 'VI SISTEMO TUTTI QUANTI DAL PRIMO ALL'ULTIMO'
https://gloria.tv/post/tKp2V8qDgi3G4ofwTqTLZFzXm#150