Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 22 luglio 2026

22 Luglio. Il Sangue degno di ogni adorazione

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
22 Luglio. Il Sangue degno di ogni adorazione

Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria e onore
La litania di questa mattina è molto solenne. È un inno al Sangue di Cristo che suscita il grido del fedele a riferirsi a lui come degnissimo di ogni gloria ed onore.

Dopo aver contemplato il Sangue del Signore nella sua opera di redenzione, nella vita sacramentale della Chiesa, nella fortezza dei martiri, nella consolazione degli afflitti e nella speranza dei morenti, arriviamo quasi spontaneamente all’adorazione. Il Sangue di Cristo non è soltanto utile per noi. Non va contemplato soltanto a partire dai benefici che riceviamo. È degno di gloria e onore perché è il Sangue del Figlio di Dio fatto uomo, il Sangue dell’Agnello immolato e risorto, il Sangue che appartiene alla Persona divina del Verbo.

Questa precisazione è importante. A volte anche nella preghiera rischiamo di essere sottilmente interessati. Cerchiamo consolazione, perdono, forza, protezione, pace. Tutte cose buone, necessarie, cristiane. Eppure l’adorazione ci porta oltre. Davanti al Sangue di Cristo impariamo a dire: “Tu sei degno”. Non soltanto “aiutami”, non soltanto “perdonami”, non soltanto “salvami”. Tu sei degno di essere amato, lodato, adorato, glorificato.

Nel libro dell’Apocalisse, l’Agnello immolato riceve lode da tutta la creazione. È il Crocifisso risorto, colui che porta i segni della Passione e regna nella gloria. La liturgia della terra partecipa, in modo ancora velato, a questa lode celeste. Ogni Messa è già ingresso nel culto dell’Agnello. L’altare non è un semplice tavolo della comunità, e nemmeno una scenografia religiosa più o meno riuscita, come talvolta qualche artista liturgico sembra credere con preoccupante sicurezza. È il luogo sacramentale in cui il sacrificio di Cristo è reso presente e offerto al Padre.

Il Sangue degnissimo di ogni gloria e onore ci educa a recuperare il senso della riverenza. La fede cristiana non è paura servile, ma non è neppure confidenza banale. Davanti all’Eucaristia, davanti al tabernacolo, davanti al Crocifisso, il cuore dovrebbe imparare il silenzio adorante. La riverenza non allontana Dio. Riconosce la sua santità. La familiarità con Cristo non autorizza la sciatteria. Al contrario, chi ama davvero tratta il mistero con più cura, non con meno.

Questa invocazione riguarda anche la nostra vita quotidiana. Dare gloria e onore al Sangue di Cristo significa vivere in modo che il dono ricevuto non sia smentito dalle nostre scelte. Ogni peccato deliberato disonora il prezzo della redenzione. Ogni atto di carità lo glorifica. Ogni parola vera, ogni servizio nascosto, ogni perdono offerto, ogni fedeltà custodita diventa una piccola liturgia dell’esistenza. Non tutto ciò che glorifica Dio fa rumore. Spesso le cose più preziose avvengono nel segreto, dove l’ego umano si sente poco valorizzato e quindi si lamenta come al solito.

La pratica spirituale può essere un atto di adorazione. Entrare in chiesa, sostare davanti al tabernacolo, inginocchiarsi se il corpo lo permette, fare lentamente il segno della croce, dire senza fretta: “Sangue di Cristo, tu sei degno di ogni gloria e onore”. Anche pochi minuti possono cambiare il tono interiore della giornata. L’adorazione rimette Dio al centro e ridimensiona il nostro piccolo tribunale interiore, sempre aperto e sempre rumoroso.

Onorare il Sangue di Cristo significa anche riparare. Riparare l’indifferenza, le Comunioni tiepide, le liturgie celebrate senza raccoglimento, le bestemmie, la perdita del senso del sacro, la superficialità con cui trattiamo il mistero. La riparazione non nasce da amarezza, ma da amore. Chi ama soffre quando l’amato viene disprezzato. Chi ama desidera offrire un gesto contrario, una lode più pura, un atto di fede più consapevole.

Il Sangue di Cristo è degnissimo di ogni gloria e onore perché in esso risplende l’amore trinitario manifestato nella carne del Figlio. Tutta la storia della salvezza converge in questo dono. Tutta la Chiesa vive di questo Sangue. Tutta la nostra speranza poggia su questo prezzo infinito. Davanti a tale mistero, la parola più giusta è l’adorazione.

Alla scuola di san Gaspare
San Gaspare desiderava che il culto al Divin Sangue fosse a gloria di Dio. La devozione non si ferma al bisogno dell’uomo; conduce all’adorazione, alla lode, alla riparazione, perché il Sangue del Figlio è degno di ogni onore. (cfr. S. Gaspare del Bufalo, Lettere 2751 e 2764, Epistolario VII, pp. 103 e 116.)

Preghiera
Signore Gesù, il tuo Sangue è degnissimo di ogni gloria e onore. Liberami da una preghiera interessata, capace solo di chiedere e poco capace di adorare. Rimetti Dio al centro del mio cuore, ridesta in me riverenza davanti all’Eucaristia e rendi la mia vita una piccola lode quotidiana offerta al Padre.

Giaculatoria
Sanguis Christi, omni glória et honóre digníssimus, salva nos.
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria e onore, salvaci.
don Mario Proietti 

1 commento:

mic ha detto...

Non metto l'immagine originale perché aborro quelle generate dall'AI