Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 15 luglio 2019

Sinodi manipolati per costruire la "nuova Chiesa" - Stefano Fontana

Tutti i precedenti citati da Fontana - e altri - li trovate qui, mentre qui potete consultare l'indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia.

La gestione dei due ultimi sinodi dei vescovi e, almeno fino a questo momento, del prossimo sull’Amazzonia sembra destinata a far morire il sinodo in quanto tale, svuotandolo di autorevolezza e riducendolo ad un insieme di mosse di politica ecclesiastica concordate in anticipo. Quando, con il sinodo sull’Amazzonia, i fedeli si accorgeranno per la terza volta consecutiva che “tutto era stato pianificato prima”, dei sinodi si disinteresseranno, nonostante la retorica degli organizzatori circa il vento dello Spirito Santo nei lavori sinodali. A quel punto i sinodi saranno diventati una astuta prassi ecclesiastica pienamente secolarizzata e saranno giunti alla loro fine: morti per asfissia.

Signore, dacci un Papa! - don Elia

L’attualità profana dimostra che occorre rivedere la nostra Costituzione per fornirle il fondamento metafisico di cui è priva, così da restituire alle istituzioni dello Stato la necessaria solidità, una corretta connotazione morale e l’intrinseco fine ultraterreno. Una repubblica non può fondarsi su un’attività umana come il lavoro: è un non-senso filosofico, di chiara impronta marxista, che è stato imposto da quella regia massonica che si lascia scorgere nel suo emblema: una stella a cinque punte (pentacolo o pentalfa, quello che pure “papa Francesco” aveva inizialmente inserito nel suo stemma : vedi immagine a lato. Sul blog ne avevamo parlato in diretta) inscritta in una ruota dentata, idea dettata dall’alto ed eseguita da un artista valdese… Lo Stato può fondarsi soltanto su Dio e sulla legge naturale; per un popolo cristiano, sulla signoria di Cristo. Nel 1948 gli Italiani erano ancora cattolici praticanti in stragrande maggioranza, ma i massoni travestiti da democristiani, a quanto pare, non ne tennero conto. Oltretutto la nostra finta repubblica era nata con uno sfacciato broglio elettorale, che quel demonio incarnato di Togliatti aveva imposto al re ricattandolo per certe sue inconfessabili debolezze.

domenica 14 luglio 2019

Tre generazioni di terroristi - don Elia

I loro nonni si macchiarono di crimini orrendi di inaudita ferocia rimasti in gran parte impuniti. Fra gli innocenti massacrati a migliaia, intorno alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso, anche un ragazzino di quattordici anni, il beato martire Rolando Rivi, barbaramente seviziato e ucciso per non aver voluto dismettere la sua talarina dopo la chiusura del seminario, requisito dall’occupante germanico. I loro padri hanno lanciato la rivoluzione culturale che ha liquidato il diritto, l’educazione, la morale, il matrimonio, la famiglia e la pubblica decenza, proclamando il libero amore e votandosi al brigatismo. I rappresentanti della terza generazione, oggi, non mangiano più i bambini (a meno che non siano iniziati al rito egizio), ma in compenso li rapiscono per poi venderli ai pervertiti. Essi sono giunti ad occupare la magistratura, la scuola, l’università, il mondo dell’informazione e dello spettacolo nonché i gangli vitali dello Stato e dell’economia, instaurando un vero e proprio sistema totalitario che, per quanto dissimulato dalla maschera della democrazia, non ha nulla da invidiare a quello cinese o a quello sovietico.

Per un po' non riunitevi più

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XII n° 7 - Luglio 2019

La crisi è lunga, lunghissima, sembra non aver fine.
Ogni giorno è un bollettino di guerra: chiese chiuse, diocesi accorpate, istituti religiosi commissariati o estinti, cardinali contro cardinali, monsignori che rilasciano interviste accusatorie al Papa e al Vaticano, denunce processi incarcerazioni di ecclesiastici, riduzioni allo stato laicale. E poi, cosa peggiore in questi bollettini di guerra, le novità bisbigliate, smentite e riconfermate: abolizione del celibato sacerdotale per l’Amazzonia, diaconato femminile, donne cardinali, laici per para-messe, comunione ai divorziati e ai concubini... e l’elenco potrebbe continuare, ma ci si stanca la mano, e il cuore soprattutto, a scriverne. È il bollettino di guerra, di una guerra precisa per l’eliminazione della Chiesa cattolica stessa.

sabato 13 luglio 2019

Siria, attentato dell’Isis contro una chiesa a Qamishli: 12 cristiani feriti

Continuano gli attentanti in Siria, mentre in Nigeria non si contano più le stragi di cristiani, nel costante silenzio del (già) sacro soglio e dei media di regime.

L’attacco è stato rivendicato dallo Stato islamico, che voleva colpire i «cristiani belligeranti». Nonostante il Califfato sia stato sconfitto a marzo, alcune sacche di jihadisti operano ancora nella parte orientale del paese
12 luglio 2019 - Un’autobomba è esplosa ieri davanti a una chiesa di Qamishli (Hasaka), nel nordest della Siria, città sotto il controllo del governo di Bashar al-Assad. Dodici cristiani del quartiere di Al Wasta sono rimasti feriti e l’attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico. Lo stesso giorno si è verificato un altro attentato ad Hasaka, anche questo senza vittime.
La società americana Site, che monitora le attività jihadiste, ha scritto di aver intercettato le comunicazioni dei terroristi, durante le quali rivendicavano l’attacco contro «i cristiani belligeranti», riporta l’Afp. La sconfitta del Califfato è stata dichiarata a marzo dalle Forze democratiche siriane, composte soprattutto da milizie curde, che con l’appoggio degli Stati Uniti hanno strappato gli ultimi territori nella parte orientale della Siria all’Isis. Alcune sacche di terroristi però rimangono ancora attiva nel vaso deserto di Badia e in altre aree controllate dai curdi.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tre delle persone ferite sono «in condizioni critiche». La chiesa colpita dall’attentato è rimasta perlopiù intatta, anche se il cancello di ingresso è rimasto sventrato dall’esplosione. [Fonte]

Card. Müller: «Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»


Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, boccia senza appello l’Instrumentum Laboris del Sinodo per l’Amazzonia: «Nasce da una visione ideologica che nulla ha a che fare con il cattolicesimo». «Trattano il nostro Credo come se fosse una nostra opinione europea, ma il Credo è la Rivelazione di Dio in Gesù Cristo, che vive nella Chiesa. Non ci sono altri credo». «Dobbiamo rifiutare in modo assoluto espressioni come conversione ecologica”. «C’è solo la conversione al Signore, e come conseguenza c’è anche il bene della natura». «I sacramenti non sono riti che ci piacciono e il sacerdozio non è una categoria sociologica». «La Rivelazione di Dio in Cristo si fa presente nei sacramenti, e la Chiesa non ha alcuna autorità per cambiare la sostanza dei sacramenti». In calce una nota importante.
Potete consultare l'indice dei precedenti.

«Sinodo Amazzonia, un pretesto per cambiare la Chiesa»

«Il Sinodo dell’Amazzonia è un pretesto per cambiare la Chiesa, e il fatto che si faccia a Roma vuole sottolineare l’inizio di una nuova Chiesa». Il cardinale Gerhard Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, non usa mezze parole nel giudicare quanto sta avvenendo in preparazione del Sinodo dell’Amazzonia che si svolgerà il prossimo ottobre in Vaticano. Dalla sua abitazione, a due passi da piazza San Pietro, scruta preoccupato quanto sta avvenendo e accetta di esaminare con noi l’Instrumentum Laboris, ovvero il documento che servirà da base alla discussione durante il Sinodo, fonte di molte polemiche e per il quale anche il nostro quotidiano ha chiesto che venga rigettato dai padri sinodali (clicca qui): «È soltanto un documento di lavoro che non ha alcun valore magisteriale – premette il cardinale Müller – quindi solo degli ignoranti possono dire che chi lo critica è un nemico del Papa. Purtroppo questo è il loro trucco per evitare qualsiasi dialogo critico, se provi a porre un’obiezione sei subito etichettato come nemico del Papa». Precisazione più che opportuna perché il testo dell’Instrumentum Laboris è sconcertante nel descrivere l’Amazzonia e i popoli che la abitano come un modello per tutta l’umanità, un esempio di armonia con la natura, una perfetta sintesi di cosa si intende per ecologia integrale. È un documento che presenta un quadro idilliaco dell’Amazzonia, comprese le religioni indigene, tanto da rendere inutile il cristianesimo, se non per l’appoggio “politico” che può dare per mantenere incontaminati questi popoli e difenderli dai predatori che vogliono portare sviluppo e “rubare” risorse.

venerdì 12 luglio 2019

Purtroppo non è uno scherzo!

clicca per ingrandire
Per chi crede (commento all'articolo precedente) che non meriti soffermarsi sulla trasformazione orwelliana del nostro mondo, mostriamo a che livelli di distorsione persino della Scrittura arriva La Civiltà Cattolica (vedi immagine a lato), che esalta la Bibbia come libro di «storie di migranti», i cui i pionieri sarebbero stati Adamo ed Eva....
Ridicoli, per eccesso di servilismo, quando non blasfemi di fronte a Dio e di fronte a chiunque abbia un minimo non tanto di fede, quanto di buon senso... Siamo veramente all'assurdo!

La somiglianza tra quanto descritto da Orwell e quanto accade oggi è impressionante.

Nell’estate del 1949 il mondo della cultura britannica viene sorpreso dall’uscita di un romanzo il cui titolo è semplicemente una data: 1984. Il romanzo uscito esattamente settant’anni fa ci mostra uno scenario di mondo futuro dominato da un totalitarismo cupo e terribile, che muta il linguaggio e che porta al pensiero unico. La somiglianza tra quanto descritto da Orwell e quanto accade oggi è impressionante. Nella società descritta da Orwell il dominio viene esercitato attraverso la scrittura e soprattutto la riscrittura, la codifica e ri-codifica del linguaggio, fino ad arrivare alla elaborazione di una “neo-lingua”: alcuni termini non devono essere più usati, alcuni significati vengono completamente sconvolti. Come in tutte le utopie, anche in quest’opera letteraria c’è un po’ di preveggenza. Orwell sembra aver profetizzato l’odierna ossessione per il “politicamente corretto” nel linguaggio, che porta spesso a esiti grotteschi. La somiglianza tra quanto descritto da Orwell e quanto accade oggi è impressionante. L’obiettivo del Potere è, in ultima analisi, il completo controllo del pensiero e della coscienza. L’obiettivo è giungere ad un pensiero unico. Uno scenario che aveva lucidamente intravisto anche Guareschi, soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Orwell aveva raccontato inoltre ciò che capita a chi non si adegua alla cultura dominante, dove scattano le sanzioni per quello che viene definito psicoreato, ovvero. La colpa di pensare con la propria testa, di usare la propria coscienza anziché quella immateriale, collettiva. Ciò che Guareschi, con il suo umorismo, aveva definito “portare il cervello all’ammasso”. “Chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato”, recita uno degli slogan del Partito. Un antidoto a questo potere è dunque la memoria. La memoria contro la dimenticanza, che è invece uno degli strumenti del Grande Fratello. Una grande lezione, che dopo settant’anni è più vera e importante che mai. (P.Gulisano)

Venerdì 12 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Preziosissimo Sangue (cui questo mese è dedicato), che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

giovedì 11 luglio 2019

I cattolici italiani e il suicidio assistito Comunicato dell’Osservatorio Card. Van Thuân.

L’11 luglio 2019 si terrà a Roma il Seminario di lavoro dal titolo “Diritto o condanna a morire per vite inutili?” organizzato da un ampio numero di Associazioni cattoliche. Si prevede anche  la partecipazione di parlamentari di vari gruppi e in particolare dell’onorevole Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
L’importante iniziativa è motivata dal nuovo quadro aperto dall’Ordinanza 217/80 della Corte Costituzionale, la quale, pronunciandosi su una eccezione di incostituzionalità a proposito dell’art. 580 cp, ha chiesto alle Camere di legiferare entro il 24 settembre 2019, data in cui la stessa Corte tornerà sul tema, al fine di garantire alcuni diritti soggettivi costituzionali in casi limitati di aiuto al suicidio.
Data l’importanza dell’argomento e la gravità della situazione, il 19 giugno 2019, un gruppo di laici cattolici ha inviato una Nota al Presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, e al Segretario Mons. Stefano Russo, nella quale, tra le molte altre osservazioni, si proponeva: a) di accogliere la richiesta della Consulta limitatamente ad una revisione delle pene previste dall’art. 580 cp, tenuto conto delle mutate situazioni determinate dagli sviluppi medici e tecnologici, e con particolare riguardo ai “conviventi” che si troverebbero in condizioni particolari, differenziando in modo più articolato le situazioni; b) sviluppare il settore delle cure palliative e della terapia del dolore, dal momento che la stessa legge 38/2010, che di ciò si occupa, risulta ancora scarsamente finanziata. I firmatari chiedevano anche un pronunciamento dei Vescovi in materia.