lunedì 18 novembre 2013

Mario Palmaro e la telefonata del papa: fedeltà e vigilanza credente e responsabile

Interessante : le parole di Mario Palmaro e la sua bella testimonianza, riportate da Cristianesimo cattolico.

«Sì, è vero. Ho ricevuto la telefonata del Papa. È successo due settimane fa, il primo novembre, il giorno dei Santi. Ma naturalmente ho tenuto la cosa per me. Nessuno avrebbe dovuto saperlo, si è trattato di una conversazione di natura assolutamente privata. Ma visto che ne hanno parlato le agenzie…».

Siamo ormai abituati al fatto, fino a oggi inconsueto, di un Pontefice che alza la cornetta e chiama direttamente chi vuole. Uno stile e un tratto umano diventati proverbiali. Ma certo non se lo aspettava, di sentire quella voce, Mario Palmaro, giornalista e scrittore, che insieme a Alessandro Gnocchi da anni scrive articoli e saggi sui temi della fede e della vita della Chiesa. È lui che racconta a Libero - di cui è collaboratore insieme a Gnocchi - la storia di questo momento intenso e commovente da lui vissuto in prima persona e che appunto non avrebbe mai voluto rivelare.

Tutto era nato da alcuni articoli critici, firmati dai due autori, sul pontificato e pubblicati dal quotidiano Il Foglio. In particolare, quello pubblicato con il titolo, che non si prestava a interpretazioni, Questo Papa non ci piace. Critiche aperte che sono costate a entrambi la rubrica che avevano insieme su Radio Maria. Grande scalpore e conseguenti commenti, reazioni, dibattiti.

La telefonata è raccontata da alcuni siti online. In prima battuta in un post del sito tradizionalista Papale Papale, che non rivela però il nome dello scrittore. Poi Roberto Beretta, sul sito VinoNuovo, ha rilanciato la vicenda, con nome e cognome del protagonista. Il tutto è finito sulle agenzie.

«Mi dispiace che la notizia sia stata divulgata», spiega Palmaro, «e se fosse dipeso da me e da Alessandro, a cui l’ho subito fatto sapere, non sarebbe mai trapelato nulla. Anche perché evidentemente il Pontefice non aveva alcuna intenzione che il suo gesto fosse reso pubblico, così come i contenuti della nostra conversazione». E i contenuti, a questo punto, li svela lo stesso giornalista: «Papa Francesco mi ha detto di essermi molto vicino, essendo venuto a conoscenza delle mie condizioni di salute, della mia grave malattia, e io ho percepito con chiarezza questa sua empatia profonda, l’attenzione verso una persona in quanto tale, al di là di idee e opinioni, mentre vive un periodo di prova e di sofferenza». Insomma, una specie di carezza, di invito a non sentirsi soli, con il proprio fardello.

Palmaro racconta ancora: «Ero stupito, meravigliato, soprattutto commosso: per me, cattolico, quella che stavo vivendo era una delle esperienze più belle della vita. Ma ho sentito il dovere di ricordare al Papa che io, insieme a Gnocchi, avevo espresso delle critiche precise al suo operato, mentre rinnovavo la mia totale fedeltà in quanto figlio della Chiesa. Il Papa quasi non mi ha lasciato finire la frase, dicendo che aveva compreso che quelle critiche erano state fatte con amore e come fosse importante, per lui, riceverle». Parole che «mi hanno molto consolato».

Il punto è che per Palmaro e Gnocchi il primo dovere «è quello di essere lucidi e vigili rispetto ai contenuti della dottrina cattolica e, anche in quello che abbiamo scritto sul Foglio, mai è stata messa in discussione la fedeltà al Papa». Chi ha preso di mira i due autori, del resto, lo ha fatto riferendosi all’opportunità di queste critiche, non tanto sui loro contenuti. «E sommessamente vorrei ricordare», spiega ancora Palmaro, «che la rimozione dell’intervista di Scalfari a papa Francesco dal sito del Vaticano fa pensare che qualcosa di sbagliato nei contenuti di quel testo ci fosse, come noi, fra le altre cose, avevamo rimarcato».

L’esperienza di una attenzione così paterna, da parte del Papa, non avrà l’effetto di “ammorbidire” il giudizio e l’attenzione che i due giornalisti continueranno a esercitare su quanto accade Oltretevere?

No, risponde convinto Palmaro, perché «la nostra intenzione è quella di continuare lungo la strada che seguiamo da sempre, rispondendo alla nostra coscienza. Senza mai venir meno alla fedeltà al Papa e alla Chiesa, ma proprio per via di questa fedeltà e amore».
© LIBERO

49 commenti:

Angelo ha detto...

Auguri a Palmaro, se è lui il "tradizionalista malato". Finalmente un gesto non demagogico di Francesco.

una sola fede ha detto...

Sarò monotono, sarò particolarmente sensibile a certi temi (pensate ciò che volete) ma per questo coraggioso (in ogni senso) e valorosissimo strenuo difensore di Nostro Signore, della Chiesa di sempre e della relativa Dottrina, ancora chiedo a tutti di PREGARE OGNI GIORNO ALMENO UNA DECINA DEL SANTO ROSARIO.

E una preghiera ovviamente sempre per il papa, che ha comunque compiuto un gesto di particolare nobiltà.

Anonimo ha detto...

Vi inoltro questa Coroncina "personalizzata" che già ha fatto del bene
Coroncina per un infermo - nella fattispecie Mario Palmaro-
(Devozione privata, che *NON* Vuole *ASSOLUTAMENTE* sostituirsi al Santo
Rosario, ma affiancarsi ad esso)
+DEUS in Auditorium meum intende,
Domine, ad adjuvandum me festina.
Gloria Patri
Pater
Signore, benedici tutti i sofferenti, in specie colui che Tu sai che ti
stiamo raccomandando. Benedicili
attraverso MARIA +
Pater,
Ave,
Gloria
(Ripetere 9 Volte)
Un Ave ed un Gloria, per la famiglia e per quanti sono coinvolti in questa
storia.
3 Requiem in suffragio degli avi della famiglia e di quelli di tutti i
soggetti coinvolti
[NB.Ovviamente, dove vedete il segno +, si intende farsi un segno di CROCE]

Anonimo ha detto...

rinuncia a satana ? E a tutte le sue seduzioni ?
ermanno

Luisa ha detto...

Qui l`intervista che Mario Palmaro aveva dato a "settimana" il settimanale dei Dehoniani:

http://www.dehoniane.it/php/view_pdf_riviste.php?md5=45045fbe471ed538c4b27d83b8cd1168

Anonimo ha detto...

Se il papa telefona a Palmaro non è demagogico, se telefona a pinco pallo sì?

rosa ha detto...

il papa puo' telefonare, scrivere ed anche recarsi di persona da chi gli pare e piace, perche' e' un uomo libero ed un pastore che ha diritto e dovere a stare vicino alle sue pecorelle. Sono sicura che tutti i papi l'hanno fatto, a suo tempo ed a loro modo. Tovo pero' demagogico che lo si faccia sapere, urbi et orbi. Spero che la notizia della telefonata, in generale, non "esca" dal papa, ne' dal diretto interessato., ma da qualche zelante collaboratore. mi suguro che d' ora in poi telefonate, lettere, incontri privati siano appunto PRIVATI, che gia' bastano e avanzano le omelie a S.Marta. gli Angelus e i mercoledi- che ridurrei alquanto di numero.
Rosa

Angelo ha detto...

Se il papa telefona a Palmaro non è demagogico, se telefona a pinco pallo sì?

Sì.

Epiphanio ha detto...

Papa Bergoglio è sempre lo stesso cardinale di Buenos Aires. Come si dice in Argentina: sa stare bene "con Dios y con el diablo". Non cambia nulla, la telefonata poteva esserci o no. Bergoglio è una persona capace di spostare tutto senza cambiare nulla.

Anonimo ha detto...

Papa: Dio ci salvi dalla "uniformità egemonica" del "pensiero unico", "frutto dello spirito mondano che negozia tutto", anche la fede
http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-Dio-ci-salvi-dalla-uniformità-egemonica-del-pensiero-unico,-frutto-dello-spirito-mondano-che-negozia-tutto,-anche-la-fede-29569.html
m

Anonimo ha detto...

Non vorrei essere frainteso, quindi premetto di ammirare tantissimo Palmaro. Quando lo scoprii feci arrivare tutti i suoi libri ancora disponibili, e naturalmente ora sono molto dispiaciuto per la sua malattia.

Tuttavia non rimango impressionato per la telefonata del vdr, come d'altronde per tutte le altre precedenti.
Oggettivamente è sì un atto di grande carità, soprattutto perché compiuto verso chi non è in simpatia.
Però ormai siamo alle solite:
quando un atto caritatevole viene sbandierato perde tutta la luce dell'autenticità.
Non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra.

Io non so come la notizia abbia fatto ad uscire.
Ci metto la mano nel fuoco sul versante Palmaro.
Sul versante Bergoglio invece, vista la spiccata tendenza consolidata alla spettacolarità, ho molti dubbi.

Possibile che Bergoglio non riesca, volendo, a tenere riservata una sua iniziativa?
In questo modo ecco che lui disporrà di un nuovo interessante fatto per cui andare fiero di fronte alla platea mondiale:
vedete come è evangelicamente caritatevole, oltre che umile?
Egli ama veramente perfino i suoi "nemici".

Se invece fossi venuto a conoscere la notizia della telefonata in un modo diverso, non mediatico, e magari in tempi più lontani, in un momento al di sopra di ogni sospetto di facile pubblicità e tornaconto, allora certamente non avrei avuto alcuna riluttanza al riguardo.
Mario

viandante ha detto...

Il Papa quasi non mi ha lasciato finire la frase, dicendo che aveva compreso che quelle critiche erano state fatte con amore e come fosse importante, per lui, riceverle

Chissà come reagirà a queste parole il direttore di Radio Maria. Per lui era importante che il papa quelle parole non le ricevesse!

Anonimo ha detto...

mario
la notizia è stata divulgata per prima da un sito "conservatore" che non è legato a Bergoglio . Quello che tu dici sarebbe valido se la notizia fosse uscita su un giornale laico o sull'Avvenire, ma così..

Sergio ha detto...

Ma Padre Livio Fanzaga era a conoscenza della malattia di Mario Palmaro ?

rosa ha detto...

alla kermesse Bookcity di Milano, seconda edizione, ci sono ben due eventi su di lui. L' anno scorso, senon sbaglio, ZERO si BXVI, che pure di libri ne ha scritti.
Se poi siete curiosi di sapere cosa c'e' sul tema" spiritualita" - non c'e' religione,
fatemelo sapere
rosa

Anonimo ha detto...

L'unica nota positiva di questa vicenda è il fatto che il Bergy abbia letto gli articoli di Gnocchi e Palmaro. Speriamo che abbiano prodotto in lui un'autocritica.

Micus

Anonimo ha detto...

Devo dire che la telefonata a Palmaro, a cui manifesto vicinanza e l'omelia di oggi su progressismo e pensiero unico mi hanno confortato. Senza dimenticare la precedente preghiera per la Siria. Forse siamo stati troppo pessimisti.
Miles

una sola fede ha detto...

@Micus scrive:"abbia letto gli articoli di Gnocchi e Palmaro. Speriamo che abbiano prodotto in lui un'autocritica".


Sarebbe una enorme ragione in più per continuare ad encomiare i due grandi apologeti e ringraziare sempre il Signore che ce li ha mandati in questi tempi bui; e smetterla invece una volta per tutte di biasimarli: stanno rendendo infatti un servizio mirabile alla Chiesa, anche con la dimostrazione di una fede saldissima pur in mezzo a molte spine:

"così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio, per la vostra fermezza e per la vostra fede in tutte le persecuzioni e tribolazioni che sopportate".
(2 Ts 1, 4)

Michela ha detto...

Mi sento di far notare che padre Livio GIUSTAMENTE difende la linea editoriale di Radio Maria che è di sostenere i papi sia nel Magistero che nella Pastorale.
Il fatto della malattia non c'entra con la questione trattata.
Per quanto riguarda il non far sapere il bene che si fa, non è il papa ad aver diffuso la notizia!
Ultimo punto che voglio agiungere, S Pietro comunicava con le lettere, che erano il mezzo usato all'epoca, papa Bergoglio comunica con il telefono e con interviste.
I cristiani non sono DEL mondo, ma vivono NEL mondo!

Anonimo ha detto...

La telefonata è avvenuta alcune settimane fa, se non fosse uscita la notizia su PP probabilmente non l'avremmo mai saputo. Direi che quest voglia si può mettere la mano sul fuoco sulla buona fede.

Gianluca M.

Anonimo ha detto...

"La telefonata è avvenuta alcune settimane fa, se non fosse uscita la notizia su PP probabilmente non l'avremmo mai saputo. Direi che quest voglia si può mettere la mano sul fuoco sulla buona fede."

Colui che ha pubblicato la notizia della telefonata su PP voleva forse fare un favore a Palmaro?
o fargli una bella sorpresa?
Mi risulta che Palmaro non ci tenesse a divulgare la vicenda.

Questo anonimo, sotto sotto si può desumere chi sia?
Quali erano le sue intenzioni?
Chissà chi la sa...
Fin che ciò non è chiaro, la mano sul fuoco non ce la metto di certo.
Mario

luigic ha detto...

Avendo qualche conoscenza della storia posso dire che Palmaro non aveva nessuna intenzione di divulgare la telefonata. Che è uscita da altri ambienti. Non dal S. Padre.
Luigi

rosa ha detto...

S. Pietro usava le lettere, che i riceventi non si affrettavano a leggere nel Foro.
Forse che gli altri Papi non avran telefonato ? ricordo che il telefono c'era già ai tempi di Pio X. Eppure non mi risulta di telefonate di GXXIII, Paolo VI, GP I e II e BXVI rese pubbliche, come invece è stato fatto dall'entourage di Bergoglio per farlo sembrare "popolano" ed "alla mano".
Forse questa è rimasta più nascosta di altre,ed infatti i media non cattolici non ne parlano, come invece delle altre. Ma ancora due-tre giorni, e ne parleranno eccome.
Rosa

likeafairytale ha detto...

ma bergoglio ha una qualche fissazione maniacale solo ed esclusivamente per i malati? pare sia la sola categoria degna della sua attenzione...

Luisa ha detto...

Chi ha fatto uscire quella notizia dalla confidenzialità che doveva conservare non lo ha fatto per "fare un favore"(!) a Palmaro, che favore si poteva fare ad un uomo svelando al "gran pubblico" la sua malattia(anche se lui stesso ne aveva parlato ai Dehoniani), mettendo lui e la sua famiglia sotto i riflettori, portando sulla piazza pubblica la loro sofferenza?
Di che favore può trattarsi quando chi ha fatto il suo nome su vino nuovo ha espressamente concesso che facendolo andava contro la volontà dei diretti interessati? Complimenti per la correttezza, la serietà e la sensibilità.
Al limite si è voluto mostrare quanto papa Bergoglio è buono, generoso, e non rancoroso, e quanto le critiche di Gnocchi e Palmaro erano ingiuste.
Avete letto la reazione di Palmaro pubblicata ieri che conferma non solo la data di quel telefono, quel che si son detti, la sua commozione ma anche la conferma del suo pensiero su alcuni atti di questo Papa che quel telefono non viene a modificare.
Per quel che mi riguarda considero solo stomachevole che non sia stata rispettata la confidenzialità di quella telefonata, le parole di Palmaro non fanno che confermare ciò che già avevo detto, e che chi li conosce e stima sapeva e sa, e cioè che quel che guida e ispira Gnocchi e Palmaro è sempre stato il loro amore per la Chiesa e per il Papa.



Luisa ha detto...



" Mi sento di far notare che padre Livio GIUSTAMENTE difende la linea editoriale di Radio Maria che è di sostenere i papi sia nel Magistero che nella Pastorale."

Giustamente? E perfino in maiuscolo?
Non ricevo Radio Maria ma da quel che leggo da tempo so che è una grande sostenitrice e promotrice di Medjugorje che non mi sembra sia stata già approvata dalla Chiesa, è una scelta e volontà personale di chi la dirige che non obbedisce alla linea prudenziale voluta dalla Chiesa, è una volontà che ha il potere di influenzare il folto pubblico di Radio Maria, dunque su questo punto preciso non mi sembra si possa parlare di fedeltà e sostegno al Papa.
So anche che Padre Livio dà grande spazio a movimenti il cui rispetto e obbedienza al Papa e al suo Magistero non è proprio il marchio di fabbrica, penso al cammino neocatecumenale che, se ho ben capito, è molto presente su quella Radio.
Anche qui ci sono le parole e ci sono i fatti.

Padre Fonzaga ha buttato fuori da Radio Maria chi ama la Chiesa e il Papa, chi è fedele e obbediente, chi difende la Dottrina, il Magistro e la Tradizione, anche se facendolo si trova "costretto", in coscienza, a dover criticare alcune scelte del Papa, e qui ricordo che il titolo di quel "famoso" articolo" era di Ferrara.
E mentre butta fuori Gnocchi e Palmaro, Padre Fonzaga tiene dentro bene al caldo chi da anni disobbedisce alla Chiesa e al Papa, chi ha calpestato e bypassato le norme di Benedetto XVI sulla Liturgia, chi mantiene segreti i suoi testi formativi, chi obbedisce sempre in primis all`iniziatore e ai catechisti di quel movimento, anche se facendolo disobbediscono alla Chiesa e al Papa.

Sì, ci sono le parole e ci sono i fatti, c`è chi nella Chiesa ha il potere e gode dell`appoggio di gruppi di pressione, e c`è chi come solo "potere" ha quello della sua Fede, della sua fedeltà alla Chiesa e del suo amore per la Chiesa, un "potere" che tutto deve alla coscienza rettamente formata nella e dalla Chiesa e nulla deve ai potenti del momento che decidono quel che è religiosamente corretto e chi può e chi non può esprimersi.

likeafairytale ha detto...

comunque il grande sconfitto in tutta questa disgustosa vicenda è padre livio. ha fatto una figura meschina, come tutti quelli che vogliono fare i più papisti del papa -mi ricordano tanto i lecchini del potere che idolatrano il Grande Capo e ne fanno quasi una caricatura sperando di ricevere le briciole. comunque se il papa avesse voluto
fare una capita autentica carità avrebbe chiamato padre livio, lo avrebbe ripreso -ammonire i peccatori- e ripristinato l'onore dei due (se non il posto). ovviamente tutto senza alcun clamore mediatico.

una sola fede ha detto...

@Luisa scrivi:
"Non ricevo Radio Maria ma da quel che leggo da tempo so che è una grande sostenitrice e promotrice di Medjugorje che non mi sembra sia stata già approvata dalla Chiesa...",


...infatti Luisa ti sembra bene.

viandante ha detto...

Concordo con likeafairytale: di tutta questa storia il grande perdente é Padre Livio!

una sola fede ha detto...

@Luisa, che scrivi (scusami se riporto ancora il tuo commento):
"Radio Maria ma da quel che leggo da tempo so che è una grande sostenitrice e promotrice di Medjugorje che non mi sembra sia stata già approvata dalla Chiesa..."

Vorrei dire anche un'altra cosa, se mi è permesso farlo: fatta sempre salva la buona fede di tutti, anche in questa vicenda quindi, si può pure dire che se per decenni interi ad ogni ora del giorno e della notte (o quasi) si martella sul fenomeno medjugorjano facendo passare implicitamente (o esplicitamente) l'idea che tutto ciò che avviene da quelle parti sia vero e già approvato dalla Chiesa (cosa che non lo è affatto) è chiaro che poi l'onda popolare, decennio dopo decennio, anno dopo anno, mese dopo mese si ingrossa perchè tende a fidarsi di chi parla dai microfoni. Si consideri poi che il network è ormai un gigante a livello mondiale, per cui se la linea circa tale fenomeno è la stessa che viene seguita in Italia, visto che la radio è nata qua, allora è ancor più chiaro perchè il clamore non si sia smorzato (come mi permetto di pensare che sarebbe accaduto se non ci fosse stato tale martellamento mediatico). Ripeto, il tutto purtroppo facendo passare per scontato un fatto che scontato invece non lo è per niente, ma ha una valutazione già data (i due vescovi locali succedutisi in questi 32 anni + Dichiarazione della Conferenza Episcopale Jugoslava a Zara) e un'altra ancora di cui siamo tuttora in attesa (commissione istituita dalla Santa Sede che ci sta lavorando).

Garabandal ha detto...


Povero Padre Livio, nei suoi confronti si ripete la flagellazione di Cristo, per una sua legittima decisione.
La Vittima e la Folla di Rene' Girard,il capro espiatorio.
Comunque vorrei ricordare un altro grande mariologo e teologo Padre Laurentin, in una sua intervista molto tempo fa disse;


Bastano le commissioni per definire i fatti soprannaturali?-

Il valore della "pietas popolare" E’ stato chiesto a Laurentin:

Egli ha risposto: Penso che non sia molto importante lo studio della commissione. Generalmente esse sono distruttive, composte da teologi molto razionali e prudenti, che spesso annientano anche ciò che è limpido e trasparente. Penso che per una commissione sia molto difficile riconoscere una apparizione, perché la conclusione non è mai certa, è sempre probabile. Allora la commissione conclude lo studio dichiarando che non c’è constatazione soprannaturale, la questione rimane aperta ma il giudizio è negativo. Non è importante il riconoscimento. Si veda il caso della Medaglia Miracolosa di Parigi, che non è mai stata riconosciuta ufficialmente, però il Papa vi si è recato, ha pregato con i vescovi e ha creduto. In questo modo il culto è continuato. Perciò il riconoscimento ufficiale non è fondamentale. Io consiglio ai vescovi di non cercare riconoscimenti, ma di guardare alla “pietas” del popolo. Se i frutti sono buoni e se la gente prega i vescovi non devono ostacolare, ma incoraggiare come ha fatto il vescovo di San Nicolas in Argentina che, pur rimanendo prudente, partecipava agli incontri di preghiera con il suo popolo e alludeva alle apparizioni, chiedendo alla gente di seguire i consigli celesti. Perciò ribadisco che non è importante il riconoscimento ufficiale.

D. Perché le persone hanno bisogno di segni, cioè di fenomeni che vadano oltre i misteri della fede?

R. Nelle chiese orientali ci sono molte iconi che portano in sé una funzione importante: aiutano ad entrare in contatto con la Vergine rappresentata. Dio è invisibile ma la gente cerca qualcosa di tangibile. La presenza dei miracoli aiuta pertanto a diventare più sensibili e a sviluppare la fede”.

Mi ricordo un slpendido commento in merito al servizio petrino,di una eccellente lettrice,la quale disse ai piedi della Croce, Pietro nn c'era , soltanto Maria e l'amato apostolo Giovanni

E se mi permettete

come JPII. diceva, nella chiesa é, alla fine non l'ufficio gerarchico il piú -fertile. C'erano e ci saranno sempre i martiri e santi, di solito "piccole" persone senza consacrazione speciale, proprio come il suo padrone, che era già in conflitto con i "sepolcri imbiancati" del Magistero ebraico. Sì, ci sono uomini e donne coraggiosi che sono guidati da una cosa sola, e cioè l'amore di Gesù. Così è stato con Maria: "L'umiltà della sua serva, ha rovesciato i potenti dai troni" .Pero´ il magistero infalliebile della Chiesa é dato soprattutto dall 'ufficio gerarchirco della Chiesa ed é un completamneto indipensabile.
Ma al pari di Nostro Signore stesso, la Chiesa cattolica non è una mera faccenda umana. Nel 1846, la Madonna de La Salette diceva dei nostri tempi: “I giusti soffriranno molto. Le loro preghiere, le loro penitenze e le loro lacrime saliranno fino al Cielo e tutto il popolo di Dio chiederà perdono e misericordia e implorerà il mio aiuto e la mia intercessione. E allora Gesù Cristo per la sua giustizia e la sua grande misericordia comanderà ai suoi Angeli di mettere a morte tutti i suoi nemici. E d’un colpo i persecutori della Chiesa di Gesù Cristo e tutti coloro dediti al peccato periranno e la terra sarà come un deserto. E allora sarà ristabilita la pace e l’uomo sarà riconciliato con Dio e Gesù Cristo sarà servito, adorato e glorificato. La carità fiorirà ovunque... Il Vangelo sarà predicato dappertutto... e l’uomo vivrà nel timore di Dio.”

Garabandal ha detto...

E qui il documento attuale del caso della Regina Pace, questi sono i documenti obiettivie e attuali


1- 1984 - Apertura al soprannaturale e attesa prudente del Card. Ratzinger nella risposta su Medjugorje a Messori in "Rapporto sulla fede": "In questo campo, più che mai, la pazienza è un elemento fondamentale della politica della nostra Congregazione. ... Ma non possiamo certo impedire a Dio di parlare a questo nostro tempo, attraverso persone semplici e anche per mezzo di segni straordinari che denuncino l'insufficienza delle culture che ci dominano, marchiate di razionalismo e di positivismo. Le apparizioni ... Mostrano tra l'altro che la Rivelazione - pur essendo unica, conchiusa e dunque non superabile - non è cosa morta, è viva e vitale. Del resto - al di là di Medjugorje, sul quale non posso esprimere alcun giudizio, il caso essendo ancora sotto esame da parte della Congregazione - uno dei segni del nostro tempo è che le segnalazioni di " apparizioni " mariane si stanno moltiplicando nel mondo...".

2 - 1998 - CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI Prot. N. 154/81-06419 26 maggio 1998
“A Sua Eccellenza monsignor Gilbert Aubry, vescovo di Saint-Denis de la Réunion
Eccellenza, con la lettera del 1° gennaio 1998 voi sottoponete a questo dicastero diverse questioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar, in riferimento alle cosiddette «apparizioni» di Medjugorje, ai pellegrinaggi privati o alla cura pastorale dei fedeli che si recano in quel luogo. .. Questo dicastero, per ciò che concerne la credibilità delle «apparizioni» in questione, si attiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nella Dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991: «Sulla base delle indagini finora condotto, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali». .. Quello che monsignor Peric ha affermato in una lettera al segretario generale di Famille Chrétienne, cioè che «la mia convinzione e posizione non è solo "non consta della soprannaturalità", ma ugualmente quella di "consta della non soprannaturalità delle apparizioni o rivelazioni di Medjugorje"», deve essere considerata espressione di una convinzione personale del vescovo di Mostar il quale, in quanto ordinario del luogo, ha tutti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale . Infine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi, a condizione che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.
Monsignor Tarcisio Bertone (segretario della Congregazione per la dottrina della fede)

3 - 2010 - Papa Benedetto XVI istituisce una Commissione Internazionale d'inchiesta su Medjugorje.

Anonimo ha detto...

A Fanzaga interessa solo aumentare il numero delle emittenti simili alla sua crezione, che per sua stessa ammissione, fu creata dopo un lungo periodo di soggiorno nell'allora Yugoslavia, dopo aver recuperato la fede in seguito al fenomeno delle apparizioni e questo fa,indefessamente e con martellante pedanteria da 32 anni, attraverso la sua radio, nata solo per questo scopo, poi mi permetto una rilevazione su un commento qui postato tempo fa, cioè che il sopracitato ami tutti i papi allo stesso modo, ciò non è vero, basta confrontare lo spazio, le letture parola per parola di ogni fiato bergogliano, agli altri dedicava solo riassunti, siamo onesti, ma non gonzi, il vdr è 'super' trattato, e "vae victis". Passante per caso2

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Radio Maria nacque per opera di alcuni giovani di Comunione e Liberazione.

Padre Livio arrivò dopo e in qualche modo (forse anche facendosi forte del suo status di sacerdote) riuscì a prenderne il comando, e da allora è diventata "Radio Livio".

Siccome la Gospa Gospina ignora del tutto la liturgia Tridentina (e con questo si capisce da chi è ispirato esattamente il fenomeno Merdjugorje), in tutta la storia di Radio Maria ne è stata trasmessa una sola celebrazione (il 29 novembre 2009).

Miserere ha detto...

Vorrei fare una precisazione: Radio Maria ha trasmesso pure la Santa Messa Tradizionale dalla mia chiesa di San Simeon Piccolo a Venezia il 31 ottobre 2010. Io ero presente.

una sola fede ha detto...

Dopo avere scritto il mio commento(un po' lungo, ma la verità va sempre difesa con argomentazioni il più possibile circostanziate), pur non vedendolo ancora tra quelli pubblicati, mi preme infine tuttavia comunque ricordare che NON E’ OBBLIGO DI FEDE credere ad apparizioni, rivelazioni cosiddette “private”, neanche a quelle già ufficialmente approvate dalla Chiesa, quindi figuriamoci a tutte le altre…

Perciò guardiamoci da coloro che ci dicono magari con tutta la loro ingenuità e buona fede (oltre però che con una scarsa conoscenza della questione): “Attento, non ti far fregare, guarda che in quel posto appare veramente la Madonna, e se non ci credi è il nemico di sempre che ti insinua quel dubbio e tu rischi perfino di perdere la fede!”.

Ho riportato questo esempio perché, condensandolo, è stato un monito che ho ricevuto pure io, tempo fa…


Dal CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA:
[…]
67 Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate « private », alcune delle quali sono state riconosciute dall'autorità della Chiesa.
Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. […]

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a1_it.htm

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Questa pagina, come dice il titolo, riguarda "Mario Palmaro e la telefonata al Papa": ed ecco che accorrono frotte di credenti in Merdjugorje per trasformarla nella tribuna pubblicitaria delle loro apparizioni.

In assenza di riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, è grave imprudenza anche solo il parlare apertamente della presunta bontà del fenomeno Merdjugorje, bontà presunta solo dai suoi credenti, che mescolano pericolosamente le verità di fede con le proprie convinzioni personali.

Che poi è la stessa cosa che fa il Fanzaga e, se ci pensate bene, lo stesso metodo dei protestanti.

Anonimo ha detto...

Papa Benedetto ha elogiato padre Livio e l'opera svolta attraverso la sua Radio Maria.

una sola fede ha detto...

@Esistenzialmente Periferico,

che scrivi "In assenza di riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa, è grave imprudenza anche solo il parlare apertamente della presunta bontà del fenomeno Merdjugorje",


...direi che non solo non c'è il riconoscimento ufficiale della Chiesa, ma ci sono INTANTO già le prime autorità competenti preposte (vescovi + conferenza episcopale jugoslava) che si sono da decine di anni espresse in termini certamente NON di accoglienza delle apparizioni come fenomeno soprannaturale. E quelli non sono pareri personali, come possono essere i nostri, bensì autorevoli interventi e documenti di coloro che sono le PRIME autorità competenti a "vigilare e a intervenire" in questi casi.

A tal proposito si può fare riferimento al sito ufficiale della Santa Sede le norme per discernere presunte apparizioni e rivelazioni, norme stabilite dalla Congregazione Dottrina per la Fede:

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19780225_norme-apparizioni_it.html

Luisa ha detto...

Mi scuso perchè sono io ad aver riparlato di Medjugorje in reazione a chi elogiava Radio Maria per il suo sostegno ai Papi e al loro Magistero, ha perfettamente ragione Esistenzialmente Periferico che ci ricorda il tema di questo thread. Su que che succede in Bosnia ed Erzegovina abbiamo già ampiamente discusso in altri thread, le posizioni sono chiare e spesso inconciliabili, inutile dunque ricominciare a postare lunghi copia-incolla, si può solo aspettare e rispettare la linea di prudenza alla quale ci invita la Chiesa.

una sola fede ha detto...

@Luisa,
mi pare giusto il tuo invito, e comunque a parer mio tu non ti devi scusare, perchè l'argomento mefjugorje lo avevi appena sfiorato; sono semmai io a chiedere scusa per aver contribuito in modo sostanziale, pur in buona fede, a far andare fuori dal seminato una parte della discussione.

Per provare a farmi perdonare sia dal buon Dio che dal dott. Palmaro, cui era dedicato tutto il thread, da oggi in poi reciterò non una decina (come avevo proposto e come stavo facendo), ma almeno un Rosario tutto intero per lui e la sua famiglia.

rosa ha detto...

OT in parte: potete recitare anche una decina per Olbia, la mia citta' natale, e per il resto della Sardegna, in attesa che magari i suoi Vescovi organizzino Messe e processioni, come avrebbero fatto anni fa ?'
rosa

Anonimo ha detto...

Ho letto l'intervista del dott.PALMARO e sinceramente mi sono commosso quasi fino alle lacrime.Spero con tutto il cuore che guarisca a che possa veder crescere i suoi figli ed invecchiare accanto a sua moglie.Certo che ,un giorno noi resteremo sorpresi dalla fede di tante persone che ci vivono vicino. Riguardo a Papa Francesco credo che stia cominciando a rendersi conto che gli conviene essere prudente come serpente....Paul.

Anonimo ha detto...

@Luisa
"Chi ha fatto uscire quella notizia dalla confidenzialità che doveva conservare non lo ha fatto per "fare un favore"(!) a Palmaro,..."

"un favore" lo intendevo in senso ironico, scusa forse sono stato un po' criptico.
Personalmente sono stato molto contrariato dal fatto che sia uscita la notizia, cosa che trovo estremamente irrispettosa verso Palmaro.
Mi urta che oltretutto sia uscita proprio dall'area tradizionalista.
Mario

una sola fede ha detto...

@Rosa,

personalmente appoggio volentieri e con sollecitudine il tuo invito, ci mancherebbe altro!


Inoltre, dal sito della caritas italiana, ecco come sostenere gli interventi in corso in Sardegna nelle zone più colpite: si possono inviare offerte a Caritas Italiana, via Aurelia 796 –
00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “ALLUVIONI SARDEGNA”

Donazioni on line su www.caritas.it
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
 UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
 Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
 Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
 Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

una sola fede ha detto...

@Rosa scrivi:
"potete recitare anche una decina per Olbia, la mia citta' natale",

mamma mia, Rosa, vedo solo ora le immagini della terribile "shelf cloud" arrivata su Olbia. Impressionante. Mi dispiace tanto. Preghiamo.


"Le INCREDIBILI IMMAGINI dell'arrivo del Ciclone su Olbia"

http://www.meteogiornale.it/notizia/30119-1-le-incredibili-immagini-dell-arrivo-del-ciclone-su-olbia

una sola fede ha detto...

@mic,

chiedo scusa per l'ulteriore OT: inserisco qui il numero di SMS, quindi facile e comodo, istituito dalla Croce Rossa per aiutare la Sardegna alluvionata, ma non so quanta visibilità possa avere in questo post che oramai sta scorrendo in basso..:

Per SOSTENERE LA POPOLAZIONE SARDA ALLUVIONATA si possono donare 2 EURO alla CRI, inviando un SMS al 45500 da cellulari personali TIM, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca o chiamare da telefono fisso Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu, Tiscali e TWT sempre del valore di 2 euro.

Il numero è aperto fino al 4 dicembre.

http://www.cri.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1


E nel caso che questo mio commento fosse spostato in "luogo" più visibile, ri-posto ancora le coordinate Caritas italiana, così da mostrare un quadro unitario per aiutare la regione colpita dal disastro:

Caritas Italiana, via Aurelia 796 –
00165 Roma, tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: “ALLUVIONI SARDEGNA”

Donazioni on line su www.caritas.it
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
 UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
 Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
 Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
 Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

rosa ha detto...

grazie a tutti
rosa
ps: ca mia, essendo stat costruita su roccia un secolo e oltre fa, e' apparentemente a posto, le case nuove, costruite sulla sabbia- letterale- a seguito di insipienti urbanizzazioni sono purtroppo disasatrate. la parabola evangelica e' quanto mai attuale, fisicamente e metaforicamente.

una sola fede ha detto...

Continuiamo a stare uniti nella preghiera con le intenzioni che sappiamo, e ognuno di noi per tutti coloro che scrivono e leggono qua e... per la curatrice del blog che ha evidentemente una gran missione e un bel da fare per tenere tutti a bada!

buonanotte