domenica 17 novembre 2013

Grave lapsus teologico di Padre Federico Lombardi

Riprendo da Una Vox l'articolo di Arnaldo Xavier da Silveira nella traduzione approvata dall'Autore, il cui testo originale è pubblicato sul sito Bonum Certamen.
Intanto, da Vatican Insider del 15 novembre scorso, apprendiamo che La Santa Sede ha deciso di cancellare dal sito web vaticano il testo del colloquio tra papa Francesco ed  Eugenio Scalfari. 
Alle domande dei giornalisti sul perché di questa  decisione, il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha risposto: «L'intervista è attendibile in senso generale, ma non nelle  singole valutazioni: per questo si è ritenuto di non farne un testo consultabile sul sito della Santa Sede. In sostanza, togliendola si è fatta una messa a punto della natura di quel testo. C'era qualche equivoco e dibattito sul suo valore. Lo ha deciso la Segreteria di  Stato».
Evidentemente si sono accorti che il testo oltre a non essere magistero, presentava problematicità. Ma purtroppo i danni ormai provocati non possono cancellarsi con un colpo di spugna. Persino l'antidoto di una improbabile pubblica smentita di certe conclusioni relativiste sarebbe meno efficace rispetto all'assertività acritica prodotta da certe affermazioni.
C'è da notare che la rimozione non equivale né ad una smentita né a necessari chiarimenti. In ogni caso dovrebbe far riflettere tutti quelli che in queste settimane hanno accusato di arretratezza i tradizionalisti che avevano formulato osservazioni, tentando di confutarle o eluderle con interpretazioni forzose che difendono l'indifendibile. 

Grave lapsus teologico di Padre Federico Lombardi

1] Negli ultimi mesi la stampa internazionale ha riportato ampiamente due interviste di Papa Francesco, la prima concessa al Direttore de La Civiltà Cattolica (1), la seconda al fondatore del quotidiano romano La Repubblica (2) [il link al testo pubblicato sul sito Vaticano è ora disattivato]. Entrambe hanno provocato le veementi reazioni di numerosi settori cattolici antimodernisti in tutto il mondo (3), perché in esse il Papa ha assunto posizioni del tutto aberranti rispetto alla dottrina cattolica tradizionale, come le seguenti:

a. Ha insinuato che la fede ammetta le incertezze. – Ora, la Chiesa ha sempre insegnato che, per la virtù soprannaturale della fede, noi abbiamo una conoscenza assolutamente certa della verità rivelata, non soggetta a dubbi, basata sulla parola di Nostro Signore, che non può ingannarSi né ingannarci.

b. Ha detto: “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi”. – Questa affermazione, che suggerisce che venga attenuata la posizione della Chiesa nei confronti dei detti peccati, scoraggia, in modo forse indiretto ma pesante, le magnifiche reazioni che si sono avute a riguardo in tutto il mondo cattolico.

c. Ha dichiarato che “una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza.” – Questa deplorevole affermazione del Pastore supremo riecheggia l’opposizione viscerale e sistematica dei modernisti alla scolastica.
In essa il Pontefice:
 (i) qualifica come “ossessionata” la fermezza nel difendere la fede e la morale;
 (ii) aggettiva come “disarticolata” la forma tradizionale di trasmissione della verità rivelata da Nostro Signore;
 (iii) insinua, spregiativamente, che così presentata questa verità sarebbe solo “una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza”;  e
 (iv) suggerisce che lo zelo missionario sarebbe la mera fissazione di “imporre” agli altri, e con “insistenza”, principii che in verità sarebbero opinabili, dubbii e peraltro mal strutturati.

d. Ha affermato che sarebbe necessario rivedere e approfondire la teologia sulla donna. – Non è forse vero che tale affermazione suggerisce una modernizzazione del ruolo della donna nella Chiesa, che favorisce in teoria la posizione di coloro che chiedono l’ordinazione sacerdotale delle donne?

e. Ha detto che è stato “accusato di essere ultraconservatore … ma non sono mai stato di destra” – Questa espressione invita chiaramente i fedeli ad adottare una posizione piuttosto di sinistra.

f. Ha proclamato che “Dio è più grande del peccato”. -  Cosa che insinua che il peccato non sarebbe così grave se si crede in Dio e nella sua misericordia.

g. Ha asserito che “non esiste un Dio cattolico, esiste Dio”. – Espressione ambigua che può essere interpretata in maniera ortodossa, ma che porta all’idea che tutte le religioni adorino il vero Dio (4).

h. Ha sostenuto che “il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso”. – Tale enunciato sembra condannare ogni apostolato ed ogni sforzo per convertire alla Chiesa Cattolica coloro che se ne sono allontanati o che non ne hanno mai fatto parte.

i. Ha indicato de Lubac come uno dei suoi pensatori contemporanei preferiti. – Il Cardinale Henry de Lubac, S. J., fu un noto modernista, paladino della nouvelle théologie (5). Una tale indicazione, proveniente da un Papa, può essere intesa solo come un’enfatica raccomandazione a che il detto autore venga letto e seguito.

j. Ha osservato che “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male”, e ha aggiunto: “dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene”. – Non si può evitare di vedere in questo la tesi modernista, tante volte condannata dalla Chiesa, secondo la quale la nozione di bene sarebbe soggettiva, dipendendo dalla coscienza di ogni persona.

k. Ha sottolineato che “I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani”; che “La corte è la lebbra del papato”; che la Curia “è Vaticano-centrica”. – Tali critiche, dal sapore volterriano, evidenziano il lato umano del Papato, trascurando il principale, che è il carattere essenzialmente soprannaturale e sacro del Sommo Pontificato e della Curia Romana.

l. Secondo il Papa, molti dei difensori della teologia della liberazione avevano un “alto concetto di umanità”. – Ora, è risaputo che questo “alto concetto di umanità” è falso e ingannevole, antropocentrico, anticristiano, ispirato al vecchio socialismo della sinistra cattolica.

m. Ha annunciato che “la nostra specie finirà ma non finirà la luce di Dio che a quel punto invaderà tutte le anime e tutto sarà in tutti”. – Tale proposizione, formulata in tono poetico e senza alcuna spiegazione complementare, suggerisce l’idea modernista che alla fine tutti gli uomini saranno salvati.

2] Di queste sorprendenti dichiarazioni papali, quasi tutte si scontrano chiaramente con gli insegnamenti cattolici tradizionali. Molte di esse sono ambigue e scivolose e favoriscono la confusione dottrinale, segnate come sono da un’imprecisione sibillina e da strane insinuazioni che causano grave perplessità nei fedeli. Tutte patrocinano, con straordinario vigore, la rivoluzione modernista nella Chiesa. E anche nella società civile, poiché ciò che oggi la Rivoluzione, con tutto il suo impeto satanico, cerca di fare è dominare i nostri costumi e ufficializzare nelle istituzioni della società temporale (6) i gravissimi peccati che gridano al cielo e chiedono vendetta al cospetto di Dio, quali l’aborto e gi atti sessuali contro natura. Le dette dichiarazioni pontificie sono, come minimo, scandalose e offensive per le orecchie pie, e nel complesso almeno meritevoli della censura teologica di eretizzanti.

3] Qui non si pensa di analizzare in profondità le affermazioni e le strane insinuazioni di Papa Francesco. Si tratterebbe dell’oggetto di un altro lavoro. Queste righe mirano soprattutto a commentare la dichiarazione di Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, secondo cui le dette interviste rappresenterebbero “una forma ‘discorsiva’ o ‘colloquiale’ di comunicazione” del Pontefice con i suoi intervistatori, non costituendo “un documento magisteriale” (7).

4] È chiaro che, nelle interviste in questione, Papa Francesco ha inteso rivolgersi a tutto il mondo cattolico. Si è trattato di due pronunciamenti corposi, che hanno affrontato questioni fondamentali della dottrina cattolica, di ordine sia teorico, sia pratico, in materia sia dogmatica, sia morale. Come ha giustamente osservato il Prof. Pietro de Marco: “A chi invoca lo stile ignaziano di accostamento del peccatore, o del lontano, replico che esso riguarda il rapporto in foro interno o la direzione di coscienza o il colloquio privato. Ma se il papa così si esprime in pubblico, le sue parole entrano nel flusso del magistero ordinario, diventano catechesi” (8).

5] Ora, sostenere che un testo, per il suo essere “colloquiale” o “discorsivo”, non costituisca magistero, significa esprimere un grave lapsus teologico, in quanto ci si oppone frontalmente alla dottrina ormai consolidata sulla natura del Magistero ordinario della Chiesa. Padre Lombardi, certo per rispondere alle serie domande che gli presentavano i giornalisti di tutto il mondo e per attenuare lo scandalo inaudito causato dalle due interviste pontificie, si è aggrappato ad una nozione superata di Magistero ordinario, da molti concepito in maniera formalista, come se ci fosse insegnamento papale solo nei documenti scritti o orali provvisti di una certa solennità protocollare, cioè negli atti magisteriali promulgati ufficialmente come tali.

L’ardua missione di Padre Lombardi, portavoce del Vaticano

6] Padre Federico Lombardi, S. J., è nato in Italia nel 1942. Ha studiato nelle istituzioni dei Gesuiti in Italia e in Germania, dove si è laureato in teologia. Ordinato sacerdote nel 1972, è stato membro del Collegio degli scrittori de La Civiltà Cattolica dal 1973 al 1977, quando è diventato vice direttore della rivista. Provinciale della Compagnia di Gesù in Italia dal 1984 al 1990, è stato poi Direttore dei Programmi di Radio Vaticana, del Centro Televisivo Vaticano, e Direttore Generale di Radio Vaticana. Nel 2006, Benedetto XVI lo ha nominato Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, incarico che detiene ancora oggi.

7] Dato il carattere eretizzante del Concilio Vaticano II (9), che ha rotto chiaramente con la dottrina tradizionale della Chiesa, e viste le numerose follie ufficiali del periodo post-conciliare, Padre Lombardi si vede obbligato, nel suo lavoro giornaliero, a giustificare l’ingiustificabile, in difesa dell’orientamento adottato dalla maggior parte degli organi vaticani. Va notato, tuttavia, che egli non è un mero esecutore di compiti, incaricato solo di presentare ai media ciò che stabiliscono i suoi superiori. Non è una figura aggiuntiva e periferica dei circoli vaticani ufficiali, ma è un ex provinciale della Compagnia di Gesù in Italia, teologo con una lunga storia nella direzione degli organi d’informazione della Santa Sede, incaricato di esaminare questioni importanti riguardanti la stampa e di fornire delle spiegazioni che implicano necessariamente la sua responsabilità personale di fronte a Dio e agli uomini. Ora, nelle circostanze qui considerate, il Reverendissimo ha commesso un grave errore teologico, che richiede una pubblica riparazione.

Il concetto di Magistero ordinario

8] Il concetto di “Magistero ordinario” fu ampiamente adottato da Pio IX e dal Vaticano I, e fu successivamente approfondito e sviluppato dalla teologia tradizionale. Nel passato più remoto, era frequente, anche tra grandi teologi, santi e dottori, la concettualizzazione bipartita del Magistero, in base alla quale il Papa parlava o con una definizione ex cathedra o come semplice dottore privato. Questa concezione bipartita trascurava, o non sottolineava debitamente, la terza possibilità: che il Papa parlasse con un atto ufficiale di insegnamento, ma senza rispettare le condizioni dell’infallibilità (10).

9] A partire dal Vaticano I, si è sempre più approfondita la dottrina secondo la quale gli insegnamenti del Papa non sono sempre e necessariamente garantiti dal carisma dell’infallibilità. Il Sommo Pontefice non può discostarsi dalla verità quando, rivolgendosi alla Chiesa universale, nell’uso della pienezza dei suoi poteri, definisce solennemente una verità di fede o di morale da essere creduta. Quando queste condizioni non sono tutte soddisfatte, gli atti di insegnamento del Papa costituiscono il suo magistero semplicemente “ordinario”, che comprende l’insegnamento pontificio comune, quotidiano, organico (11). Inclusi anche i pronunciamenti correnti dei vescovi, le loro carte pastorali, e infine tutto ciò che è insegnato dalla Chiesa. Lo studio delle condizioni per le quali il Magistero ordinario implica l’infallibilità non attiene alla materia qui trattata.

Il Papa può insegnare anche con atti e gesti

10] Il Magistero ordinario, concepito organicamente, com’è necessario che sia, e non in modo formalista, meccanico e libresco, comporta l’idea di insegnare nella sua accezione ampia. Come un padre di famiglia non insegna ai suoi figli solo in modo espresso, quando amministra loro una lezione formale o dà loro un ordine, ma li istruisce e li educa anche in modo implicito per mezzo degli atti più comuni della vita quotidiana, del suo modo di comportarsi, delle buone maniere che infonde nell’animo dei bambini; così il Papa e i vescovi possono ugualmente insegnare, e di fatto insegnano, tanto espressamente, con i pronunciamenti scritti o orali, quanto implicitamente con gli atti, i gesti, i comportamenti, le omissioni, i simboli. Questi insegnamenti impliciti comprendono anche le lezioni contenute nella liturgia, nelle leggi della Chiesa, nel culto dei santi, nella vita cattolica in generale. Tutto questo integra la Pastorale, in senso lato, che porta sempre e necessariamente con sé l’insegnamento vivo della dogmatica, della morale cattolica, del sentire cum Ecclesia, infine, in definitiva di tutto quello che i fedeli debbono conoscere ed amare.

11] Commentatori delle più diverse tendenze hanno osservato, giustamente, che numerosi atti di Papa Francesco sono densi di una dottrina che egli vuole trasmettere sulla povertà, sulla semplicità della vita, su ciò che lui presenta come spirito francescano. Così, il rinunciare ai paramenti papali tradizionali e ai formalismi protocollari è indubbiamente una forma di insegnamento.

12] Dal momento che è possibile esercitare il magistero anche con atti e gesti (12), a maggior ragione non si può negare che possa esserci insegnamento attraverso un colloquio, una conversazione. E se uno scambio di idee personali del Papa con un giornalista viene destinato ad essere ampiamente divulgato, è chiaro che una semplice conversazione può contenere insegnamenti destinati a molti fedeli e perfino a tutta la Chiesa, non potendosi quindi negare il suo carattere di vero e autentico magistero papale.

13] È questo che si è verificato nelle interviste di Papa Francesco a La Civiltà Cattolica e al quotidiano La Repubblica. L’intenzione del Pontefice, non solo soggettiva, ma reale e manifesta, era che le sue parole fossero ampiamente divulgate dalla stampa internazionale. Certe sue considerazioni di ordine strettamente personale, alcune delle quali senza molte pretese e anche caserecce, non tolgono all’insieme il carattere di fissazione dell’orientamento fondamentale del suo pontificato in materia pastorale. Ed è chiaro che questo orientamento non è di natura unicamente amministrativo-pastorale, ma implica posizioni dottrinali estremamente gravi.

La forma canonica o mediatica del pronunciamento è di minore importanza

14] I teologi hanno messo in evidenza, specialmente a partire dal pontificato di Pio XII fino ad oggi, che l’autorità dottrinale di una dichiarazione papale non è essenzialmente vincolata alla sua forma di divulgazione canonica o giornalistica. Come sottolinea Dom Paul Nau, OSB, nel suo importante studio sull’autorità dottrinale delle encicliche, una costituzione apostolica può contenere o meno una definizione dogmatica; un’enciclica, una bolla papale, un motu proprio o una lettera apostolica, hanno autorità maggior o minore a seconda del loro contenuto e delle circostanze che accompagnano la loro divulgazione. È chiaro che per una definizione infallibile, il Papa si servirà normalmente di un documento più solenne, ma la regola non è cogente. Pio XII si servì delle allocuzioni radiofoniche per trasmettere in tutto il mondo molti dei suoi insegnamenti. Come sottolinea ugualmente Dom Paul Nau, ciò che importa è l’intenzione oggettiva e manifesta del Papa nel dare questo o quel grado di autorità al suo atto magisteriale. La divulgazione maggiore o minore di un’enciclica, per esempio, come l’insistenza del Papa sulla stessa materia in pronunciamenti successivi, la ricezione di tale dottrina da parte di tutta la Chiesa, e infine le circostanze che accompagnano l’atto papale, sono di fondamentale importanza per stabilire l’autorità teologica di quell’insegnamento.

15] Queste le parole di Dom Paul Nau: “Strumento cosciente, il Vicario di Cristo può impegnare l’autorità di cui è depositario solo come egli stesso ritiene (…). La volontà di impegnarsi del Papa, al pari della portata che egli conferisce ai suoi insegnamenti, è suscettibile di gradi diversi (…). Di questa volontà del Santo Padre, la natura più o meno solenne dello strumento scelto è certamente un primo indizio. È nota l’ampia gamma di documenti pontifici, dalle Litterae encyclicae, le più solenni dopo le Bolle, alle semplici lettere indirizzate a vescovi, a gruppi o perfino a presidenti laici di vari organismi (…). Tuttavia, la natura del documento utilizzato sarà sempre solo un indizio. Il Papa, anche nel caso di un giudizio solenne, rimane libero di scegliere la modalità di espressione che ritiene più opportuna. Per una definizione, egli potrebbe scegliere tanto un’enciclica o un radiomessaggio, quanto una costituzione apostolica solennemente inserita in una bolla.”
Dopo aver fatto osservare che non si può “guardare unicamente alla natura del documento scelto”, Dom Paul Nau conclude: “Non siamo qui in ambito matematico e non si può voler semplificare al massimo secondo categorie molto rigide, questo significherebbe esporsi a errori pericolosi” (13).

16 ] Così, un’intervista papale, in teoria, può costituire o meno magistero. La questione non è teorica, ma pratica: le due interviste sono state in sé atti magisteriali, in considerazione sia del loro specifico contenuto pastorale e dottrinale, sia della straordinaria ripercussione che hanno avuto e del modo in cui sono state accettate o rifiutate dai fedeli di tutte le latitudini. Secondo quanto detto dal prof. De Marco (punto 4 precedente) esse “entrano nel flusso del magistero ordinario, diventano catechesi.” Non si dica, pertanto, che Padre Lombardi, portavoce del Vaticano, avrebbe dichiarato ufficialmente che trattasi di atti del Papa come dottore privato, perché essi hanno carattere magisteriale ex ipsa natura rei.

L'atto magisteriale può contenere errori e perfino eresie

17 ] Non si dica neanche che, siccome il Papa non può errare, le due richiamate dichiarazioni pontificie sarebbero a priori immuni da ogni e qualunque deviazione dottrinale. In effetti, dalla sana teologia è ritenuto pacifico che in linea di principio può aversi errore e perfino eresia, non solo nei documenti pontifici privati, ma anche nei documenti pubblici, tanto pontifici quanto conciliari. È quello che fa notare bene Don Daniel Pinheiro, dell’Istituto del Buon Pastore: “il Magistero di questo secondo tipo – non infallibile – può (…) contenere errori perché, al contrario del primo grado studiato, in verità non è garantito da Dio (…). La possibilità di errore in questo grado del Magistero è praticamente condivisa in modo unanime dai teologi. È incomprensibile che alcuni affermino l’impossibilità di errori negli atti del Magistero non infallibile. Negare la possibilità di errore di questo Magistero significa renderlo infallibile (14). A questo Magistero dev’essere assimilato quello di un Concilio Ecumenico al quale manca la voluntas definiendi/obligandi. Qui si tratta della suprema autorità che insegna senza l’intenzione di impegnare tutta la sua autorità e di rivestirla interamente dell’infallibile assistenza divina” (15).

18) Come già scrivemmo nel 1969, “il semplice fatto di suddividere i documenti del Magistero in infallibili e non infallibili, in teoria lascia aperta la possibilità di errore in alcuni di quelli non infallibili. Tale conclusione si impone sulla base del principio metafisico enunciato da San Tommaso d’Aquino: ‘quod possibile est non esse, quandoque non est’ – ‘ciò che può non essere, a volte non è’ (Summa Th., I, q. 2, a. 3, c., tertia via)” (16).

Conclusione: l’eminente Padre Federico Lombardi si sbaglia

19 ] La stampa ha riferito che la detta intervista a La Civiltà Cattolica è stata revisionata personalmente dal Papa prima della pubblicazione, cosa che non si sarebbe verificata con la stessa cura per le dichiarazioni a La Repubblica, anche se queste sono state immediatamente pubblicate ne L'Osservatore Romano. In ogni caso, se ci fosse stata qualche infedeltà nell’un testo o nell’altro, il Papa non poteva esimersi dal fare la debita rettifica. Non si dica, quindi, che le due interviste, manifestamente destinate ad un’ampia divulgazione in tutto il mondo, talvolta possono non esprimere il pensiero papale, o talaltra non possiedono un’intenzione magisteriale.

20 ] L’illustre Padre Federico Lombardi, nel dire che quelle interviste non sono degli atti magisteriali in ragione del loro carattere “colloquiale” o “discorsivo”, si è sbagliato. Egli renderà un significativo servizio alla Santa Chiesa, se vorrà rettificare questo grave errore teologico, che in pratica induce a pensare che le dette interviste non abbiano il carattere storico e apocalittico che in realtà hanno, in quanto atti, come sono, del magistero ordinario della Chiesa.
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NOTE
1 – Intervista pubblicata ne L’Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 216, sabato 21.9.2013.
2 - Intervista pubblicata ne L’Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIII, n. 225, mercoledì 02.10.2013.
3 - Si veda Luiz Sérgio Solimeo, “In times of extreme confusion, stand fast, and hold the traditions which you have learned".
4 - Si veda l’articolo di Padre João Batista Almeida Prado Ferraz Costa, “Non esiste un Dio cattolico?”
5 - Si veda in questo sito l’articolo “Cinque cardinali e la nouvelle théologie”.
6 - Si veda Plínio Corrêa de Oliveira, “Revolução e Contra-Revolução”, ed. IPCO, São Paulo/Brasil, 2009 [Rivoluzione e Contro-Rivoluzione].
7 - “Durante la sessione di domande e risposte è stata dedicata notevole attenzione alla lunga intervista pubblicata nell’edizione di martedì del quotidiano italiano La Repubblica. Padre Lombardi, S.J., ha spiegato che il testo, al pari di quello dell’intervista pubblicata di recente ne La Civiltà Cattolica e nella rivista America (tra le altre riviste dei Gesuiti nel mondo), rappresenta una forma “discorsiva” o “colloquiale” di comunicazione. “Non si tratta”, ha spiegato, “di un documento magisteriale”. (Radio Vaticana).
8 - Articolo “Un messaggio allo stato liquido”. - Pietro De Marco, storico e sociologo, insegna nella Facoltà di Lettere di Firenze e nella Facoltà di Teologia dell’Italia Centrale.
9 – Si veda in questo sito l’articolo “Della qualificazione teologica estrinseca del Vaticano II”.
10 - Si veda nel sito Bonum Certamen,  il libro “Considerações sobre o ‘Ordo Missae’ de Paulo VI”, parte I, cap. X.
11 - Si veda in questo sito l’articolo “Carattere organico del Magistero ordinario”.
12 - Si veda in questo sito l’articolo “Il Magistero ordinario può insegnare con atti e gesti”.
13 - “Le Magistère pontifical ordinaire, lieu théologique”, in: Revue Thomiste, anno LXIV, tomo LVI, n.º 3, luglio-settembre 1956, pp. 389-412.
14 - Saggio “Assentimento ao Magistério”, parte II, punto 3.2.2, nel sito Scutum Fidei.
15 - Idem, ibidem.
16 - Si veda nel sito Bonum Certamen,  il libro “Considerações sobre o ‘Ordo Missae’ de Paulo VI”, parte I, cap. IX, pp. 43-44.

48 commenti:

Angelo ha detto...

Padre Lombardi professa un'altra religione: quella --tanto inane quanto ipocrita-- della dogmatizzazione di fatti storici, forse neppure così evidenti. Non mi sorprende, quindi, che dica eresie. Sarebbe come stupirsi che un protestante professa errori. Dal punto di vista dell'immagine, invece, controbilancia, con i suoi toni seriosi, le molteplici e pervicaci buffonate di Bergoglio.

una sola fede ha detto...

Dall'articolo: "Ha osservato che “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male”, e ha aggiunto: “dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene”


“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene"
(Is 5, 20)

mic ha detto...

Dall'articolo:

Come ha giustamente osservato il Prof. Pietro de Marco: “A chi invoca lo stile ignaziano di accostamento del peccatore, o del lontano, replico che esso riguarda il rapporto in foro interno o la direzione di coscienza o il colloquio privato. Ma se il papa così si esprime in pubblico, le sue parole entrano nel flusso del magistero ordinario, diventano catechesi”

Anonimo ha detto...

Se non l'avete già letto vi segnalo il commento di Socci sulla rimozione dell'articolo:

http://www.antoniosocci.com/2013/11/il-vaticano-mette-fine-agli-equivoci-cancellata-l-intervista-di-scalfari/

Ambiguità per ambiguità non mi sembra si tratti di una smentita. Sono state rimosse dal sito ma non c'è stata una riga di chiara smentita o rettifica quindi per me quelle parole restano.
Miles

Angelo ha detto...

dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene

Incitarlo, addirittura. E' la controchiesa.

una sola fede ha detto...

Mi è venuto nel cuore questo, stamane:

Madre Santa, intercedi presso Gesù affinché ALMENO invii presso papa Bergoglio dei santi, zelanti, preparati collaboratori e consiglieri (e quindi legati da amore profondo alla Chiesa di sempre).

Che dite: vogliamo inserirla tutti insieme questa supplica tra le intenzioni portate nella recita quotidiana dei nostri Rosari (e più sono, meglio è)?

Sine Timore ha detto...

Ipocrita togliere l'intervista con Scalfari dal sito del Vaticano, quando purtroppo ormai gli errori/orrori che quell'intervista contiene sono penetrati - grazie alla grancassa dei media e non solo - nel tessuto dell'opinione pubblica e nelle midolla delle nostre diocesi e parrocchie... Magari i guai che quell'intervista ha ha causato e causerà - soprattutto in merito alla concezione relativista del Bene e del Male - si potessero cancellare con un colpo di spugna!
Sarebbe come pretendere di salvare il malcapitato che è stato morso ore prima da un serpente velenoso semplicemente staccandogli il serpente dal braccio, quando il veleno ormai è ormai entrato in circolo da tempo... Serve piuttosto l'antidoto!
Come poter riparare allo scandalo, se non con un pubblico e umile "Mea Culpa" pubblico da parte di Papa Francesco, che faccia chiarezza su tutti i punti controversi di quella spiacevole intervista?! .
Ma dubito che Bergoglio abbia l'umiltà e l'onestà per farlo.
Caro Padre Lombardi, su un sepolcro può metterci sopra la vernice per farlo apparire più bello, ma sempre sepolcro resta.. (cfr. Mt 23,27)

mic ha detto...

Dice bene anche Sine timore.
Ho appena letto l"articolo di Socci. Non riesco ad ammettere che una persona intelligente possa affermare che il papa certe cose non poteva pensarle neppure lontanamente. E interpreta la rimozione dell'intervista come una riprova di ciò.
Ma sta di fatto che il papa quelle cose le ha dette e toglierle dal sito non equivale né ad una smentita né a chiarimenti quanto mai invece necessari.

Concordo con la proposta di una sola fede.

una sola fede ha detto...

Faccio notare (I maiuscoli sono miei):

Dalla LETTERA di papa Bergoglio a Scalfari (che quindi non può essere smentita come dichiarazione)

“[…]la questione per chi non crede in Dio sta nell'obbedire alla propria coscienza. Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a CIO’ CHE VIENE PERCEPITO COME BENE O COME MALE. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire.


DICHIARAZIONE CONFERMATA nell’incontro-intervista successiva:

SCALFARI: “Lei, Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa.

PAPA BERGOGLIO: «E QUI LO RIPETO. CIASCUNO HA UNA SUA IDEA DEL BENE E DEL MALE e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo».


E, infine, di nuovo dalla LETTERA di papa Bergoglio a Scalfari (e anche in questo caso quindi non può essere smentita come dichiarazione):

“In secondo luogo, mi chiede se il pensiero secondo il quale non esiste alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, ma solo una serie di verità relative e soggettive, sia un errore o un peccato. Per cominciare, io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità "assoluta", nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione”.

Anonimo ha detto...

Ieri ascoltavo il commento stampa di fanzaga e sono rimasto 'divertito' dalle evoluzioni linguistiche ed acrobazie apologetiche che è riuscito a fare, quando per 1 settimana intera o forse più ha letto, riletto e commentato facendone pure l'esegesi, l'intervista (da ieri non più tale, perché, bontà sua, un papa colloquia,non rilascia interviste),insomma dopo aver detto mirabilia sulle risposte del vdr, adesso se ne esce con un 'Cosa volete, sono ricordi di una chiacchierata informale e piacevolissima, affidati alla memoria di un quasi 90enne, abbiate pazienza e con tutto il rispetto, senza voler offendere nessuno'....beh per la serie facce di tolla....l'articolo di Socci......sorvolo, forse sono prevenuto,perché Socci non mi piace, ma castronerie faceva la sala stampa vaticana sotto l'altro pontificato e si continua a farle, ma non avevano assoldato un famoso spin doctor americano? Che fine ha fatto?GR2

mic ha detto...

Caro GR2,
dello spin doctor americano non si è più sentito parlare.
Ma lui penso fosse deputato più all'aspetto relazioni pubbliche, che ai chiarimenti, teologici più che politici, che un padre Lombardi sarebbe deputato - oltre che tenuto e capace - a dare sia per formazione che per esperienza.

Franco ha detto...

Premesso che in linea di massima mi sono riconosciuto nelle notazioni fatte sopra a proposito degli scivolamenti che conseguono quasi inevitabilmente a certe affermazioni.
- Non è detto che il card. Bergoglio sia stato eletto papa a seguito di una oscura manovra massonica; probabilmente i cardinali sentivano l'esigenza di una figura che avesse fervore e carisma evangelico, tale da risollevare gli spiriti nell'atmosfera plumbea che si era creata di fatto ( lo dico da fan di papa Ratzinger ).
-Trovo che papa Francesco sia un grandissimo predicatore nello stile colloquiale e talora giocoso, come furono parecchi santi, ad esempio san Filippo Neri; aggiungo che ogni parroco dovrebbe saper predicare in quel modo, con esempi tratti dalla vita concreta e similitudini, come usava una volta ( e come faceva Gesù ), mentre oggi il piattume omiletico è ahimè generalizzato.
-Tuttavia il Sommo Pontefice non è un semplice parroco, nè un vescovo tra i tanti; è il vescovo di "Roma eterna", eletto in conclave nella Sistina, con la procedura e l'apparato solenne che conosciamo, per cui deve sapere di essere ogni momento sotto i riflettori, i registratori e i flashes, che immortaleranno e diffonderanno ogni suo minimo detto e gesto, gaffes comprese, se tali sono. Da lui si attende non che si incartapecorisca, ma che abbia qualcosa che lo faccia definire "augusto". Benevolo, affabile, ma comunque grande dirigente e Dottore Supremo.
-Quanto al rigore teologico, personalmente non chiedo tanto di attenuarlo ( anche se effettivamente c'è da discutere sui casi particolari e i casi limite ), quanto di aiutare la gente a capire perché in determinate situazioni il fedele debba essere eroico andando contro quello che di fatto è il senso comune, in particolare rispetto all'etica medica e alla biopolitica ( no assoluto al divorzio, no all'aborto terapeutico, no alla sterilizazione anche in caso di rischi gravi con una nuova gravidanza ). Non si tratta di rifiutare l'eroismo, ma di avere ben chiare le ragioni che lo esigono; magari ragioni legate a un prospettiva "escatologica" ( ovvero: lo richiede la prefigurazione del Regno dei Cieli )In ogni caso le questioni di bioetica e di biopolitica non sono aaffatto marginali, perché in base ad esse si propone un modello di vita sociale ( individualismo-labilità affettiva, famiglia allargata e liquida ) che tende a stritolare nil modello familiare tradizionale, base del "popolo cristiano".

Anonimo ha detto...

Caro Franco,

scusate, ma il suo detto,

"Trovo che papa Francesco sia un grandissimo predicatore nello stile colloquiale e talora giocoso, come furono parecchi santi, ad esempio san Filippo Neri"

mi colpisce come una bestiemma...

ovviamente Lei non a letto i scritti dei Santi ....

Comunque, Bergoglio deve ancora chiedere perdono per il suo scandalo e fare una professione di fede contraria alle sue eresie esposte nelle interviste e lettere ricenti...

Romano

bernardino ha detto...

Mi chiedo in continuazione, perche' davanti a tutte le masse del mondo, questa nuova gerarchia non si toglie la maschera come ha fatto sia Lutero che Calvino ed altri dicendo:
Signori, ci siamo fondati una nuova chiesa, una nuova dottrina che si adatta ai tempi moderni. Noi non siamo piu' la Religione Cattolica, apostolica e Romana che ha instaurato NSGC duemila anni fa'? Noi siamo la chiesa costruita dal concilio vat.II, noi non vogliamo saperne piu' di cio' che Chiesa Cattolica di sempre ha professato e predicato.
Noi siamo quella chiesa che invece di predicare, fa' dei referendum sul popolo, se certe cose gli piacciono o no. Noi non siamo quelli che obblgiamo a rispettare quello che ha lasciato detto Gesu' e che e' immutabile dopo la morte dell'ultimo Apostolo, in quanto la Verita' li e' gia' stata tutta rivelata.
Lutero e' stato coerente con le sue idee e non ipocrita.
Chi ha voluto seguirlo lo ha seguito.
E visto che Bergoglio non vuole convertire nessuno, perche' contraddirlo? come viene fuori da questa conferenza di P. Fed. Lombardi.

bernardino ha detto...

Chi cerchera' proseliti per la vera Chiesa Cattolica ed Apostolica non manchera' e non ci sentiremo ne in difficolta' ne in colpa a cercare di fare i missionari e convertire a Cristo.Se voi non volete piu' (come e' da 50 anni) lasciate che facciamo noi senza ipocrisia.

una sola fede ha detto...

@Franco scrive “…ma che abbia qualcosa che lo faccia definire "augusto". Benevolo, affabile, ma comunque grande dirigente e Dottore Supremo”.


Sì, concordo in toto. E per essere davvero Dottore Supremo (e, in quanto tale, allora sì, veramente “augusto”), immagino, a mio modesto avviso, che dovrà mettersi veramente d'impegno ad insegnare la Dottrina di sempre.
Gesù si chinava sul sofferente, guariva, compativa, si commuoveva (talvolta fino alle lacrime) davanti alle piaghe, alle sofferenze e alla morte, come di fronte a quella dell’amico Lazzaro.
Ma contemporaneamente (e non nonostante quello!) insegnava esortando e intimando la conversione, la penitenza, l’osservanza dei Comandamenti, il perdono, la mortificazione, il rinnegamento di se stessi (quindi oltre alla necessità assoluta di compiere le opere di misericordia anche corporali)…
Tutto questo per farci rinascere a vita nuova già su questa terra, dove riceviamo il centuplo (anche quando magari non ce ne accorgiamo del tutto) e per attenderci poi laddove Egli ha preparato per noi un posto, sempre che collaboriamo.

Perciò, sinceramente, non vedo proprio perché si debba predicare un Gesù dimezzato (e scusate l'espressione, ma è per farmi capire ancor di più)...

lister ha detto...

Il "grandissimo predicatore" (eh, Franco) al pari di un umile parroco di campagna, ha fatto distribuire "le Misericordine"...

Anonimo ha detto...

I fedeli che vengono scandalizzati
dal...Papa.Che la fine del mondo sia vicina?Paul

Anonimo ha detto...

Questo si chiama parlar chiaro...sic stantibus rebus, chi non ci sta, fuori...a proposito dei rosari distribuiti oggi in piazza, sono gli stessi che davano alla gmg di Madrid, me ne hanno regalato uno i ragazzi che c'erano andati, riciclo equosolidale.Lupus et Agnus.

Franco ha detto...

Caro anonimo ( ricambio il "caro" e ringrazio ), ho letto parecchi scritti e biografie di santi. per cui penso di avere qualche termine di paragone. Tra i santi, il vescovo-gentiluomo san Francesco di Sales, quello che affermava "Attira più mosche un cucchiaino di miele che un barile di aceto" e a una dama, che gli poneva il problema della scollatura negli abiti di gala, inevitabili nella vita di società, consigliava di infilare una rosa nel punto strategico. Inoltre san Filippo Neri ( inventore degli "oratori" per l'infanzia ), il quale a un signore che si era accusato di aver mormorato e sparlato diede la penitenza di girare per Roma spennando un pollo; a seguire, gli chiese di raccogliere le penne ( ormai impossibile ): operazione pedagogica per fargli capire quanto sia difficile ricostruire la buona fama altrui che si è intaccata. Nella stessa linea, il raccontino che penso ricorderà de "il miracolo delle noci" fatto da Fra Galdino ne "I Promessi Sposi".
Ebbene, credo che Jorge Mario Bergoglio appartenga a questa categoria di predicatori coloriti-pittoreschi ( il che non esclude sicerità e intensità di sentimento ); d'altra parte temo anche che non sia un teologo ferrato ( non risulta una laurea in teologia dopgmatica ), per cui si è lasciato andare ad approssimazioni "pastorali" oggettivamente inquietanti. Questo anche per il suo carattere tendente all'effervescenza comunicativa ( credo di capirlo perché anch'io sono fatto così ).
L'auspicio migliore, come detto sopra da altri, è che il suo entourage riesca a tirarlo per la talare e a raccomandargli prudenza e aplomb, visto che "voce dal sen fuggita più richiamar non vale".
Come già detto, non sono un "normalista", ma un "attendista": vorrei capire dove si sta andando a parare, dopo il disorientamento di questi mesi.
Aggiungo che il "pubblico" da coltivare non è soltanto quello popolare, sempre di bocca buona; esiste quello degli acculturati di un certo livello ( per motivi professionali, il che non attribuisce loro alcun merito speciale rispetto alla massa ) a cui bisogna fare discorsi rigorosi e critici, oltre il "volemose bene". L'estensore dell'enciclica "Pascendi" fu il gesuita padre Enrico Rosa.
Mi sembra che papa Bergoglio come predicatore faccia quello che dovrebbe fare qualsiasi buon parroco, svolgendo una funzione di "supplenza"; tuttavia il suo ruolo, con relativo stile, dovrebbe ormai essere un altro.

rosa ha detto...

scusate cosa sarebbero le Misericordine?
rosa

Anonimo ha detto...

Cosa stann combinando i Signori Cardinali.
Portano la porpora perché hanno l´obbligo di diffendere la fede "usque ad effusionem sanguinis".
Puó darsi che i Cardinali di una futura "Chiesa dei poveri" porteranno in saio marrone di San Francesco?

lister ha detto...

Ecco, appunto, Franco: un parroco di campagna.
Non il Successore di Pietro!
Il Rappresentante di Cristo in Terra!!!!

RIC ha detto...

X Rosa:
Ecco le "misericordine"

http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/17/foto/medicina_per_lo_spirito_la_misericordina_del_papa-71210989/1/?ref=HRESS-1#1

rosa ha detto...

bon, se fosse stata un' iniziativa di qualche oratori, da far realizzare ai bambini del catechismo, cosi imparano cos'e' il Rosario, e come lo si "usa", avrei anche apprezzato, ma in Vaticano...! i rosarii saran riciclati, ma le scatolette ed i foglietti esplicativi qualcuno li avra' prodotti, e a spese di chi ? e poi ' sto mescolare il corpo e l' anima, il sacro ed il profano...gia' la gente prende l' ostia onsacrata come un pezzo di pane qualsiasi, se cominciamo a metterci pure le medicine...
mah, sono perplessa
RAosa

Amicus ha detto...

"Papa Francesco ... ha detto: “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi”. – Questa affermazione, che suggerisce che venga attenuata la posizione della Chiesa nei confronti dei detti peccati, scoraggia, in modo forse indiretto ma pesante, le magnifiche reazioni che si sono avute a riguardo in tutto il mondo cattolico."

Ed infatti: dopo l'appoggio dei politici 'cattolici' dell'Illinois (la democratica Linda Chapa La Via e il presidente della Camera, Michael Madigan) che si sono richiamati al famoso "chi sono io per giudicare..." del 'Vescovo di Roma' per appoggiare la legge -ora approvata - sul 'matrimonio gay', adesso anche la direttrice di una clinica abortista USA ha appeso un cartello all'entrata del suo abortoio con le seguenti famose parole di Bergoglio nell'intervista a La Civiltà Cattolica:
"Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile ...non è necessario parlarne in continuazione."

La notizia è sul sito italiano della FSSPX, che nota come
"Julie Burkhart, direttrice della
Clinica abortista 'Il Vento del Sud' di Wichita, ha detto che ha messo il cartello in modo che “le persone che vengono qui a protestare contro di noi e a molestare i nostri pazienti potrebbe soffermarsi e pensare a cos’altro potrebbero fare con il loro tempo."
http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1138:intanto-in-una-clinica-abortista-inneggiano-a-bergoglio&catid=53&Itemid=50

Bello l' "effetto Bergoglio", vero?









Amicus ha detto...

E non è difficile far risalire all' "effetto Bergoglio" anche le dichiarazioni del vicario generale della diocesi di Bologna, un miserabile traditore che farebbe bene a legarsi una macina al collo e a gettarsi nel più profondo del mare:
"(ANSA) - BOLOGNA, 15 NOV -
I giudici hanno il dovere e la responsabilità di tutelare il bene dei minori e di stabilire nel caso concreto qual è il miglior bene possibile. Anche nel caso della bambina si presume abbiano fatto questa valutazione, per quello che è nelle loro possibilità e nelle loro conoscenze". Lo dice il vicario generale dell'Arcidiocesi di Bologna, monsignor Giovanni Silvagni, interpellato dall'ANSA sull'affido di una bimba di tre anni ad una coppia di uomini omosessuali."
15-11-2013 20:03
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/11/15/Curia-gay-presume-tutelata-bimba_9628082.html

Anonimo ha detto...

Mi sto immaginando cosa può passare per il cervello di Scalfari e della sua combriccola:

Francesco, di tutto quel che mi hai detto e scritto dunque non è vero niente? Ti dobbiamo ancora credere?
Oppure:
Francesco, tu sei davvero un grande, l'unico che capisce qualcosa; tutti gli altri sono feccia da eliminare, lebbra non solo per te ma pure per noi.

Mario

rosa ha detto...

si presume...nelle loro possibilita' e conoscenze...
ma da quando c'e'. 'sta fusione tra Chiesa e Stato? ma non c' era la laicita' ? i giudici bene, bravi bis, i corrotti loro si che devono legarsi la macina e buttarsi nella gehenna...
ma nanche durante il facismo c' era quest' accondiscendenza al potere statale. SE non e' regime tutto cio'...speriamo, nel caso specifico, che la procura vinca l' appello. E che l' Arcivescovo di Bologna abbia un sussulto di cattolicita'.
Intanto a Milano gli omo ridicolizzano BXVI e tutto tace in Arcidiocesi...
rosa

Josh ha detto...

@Franco

"Aggiungo che il "pubblico" da coltivare non è soltanto quello popolare, sempre di bocca buona; esiste quello degli acculturati di un certo livello ( per motivi professionali, il che non attribuisce loro alcun merito speciale rispetto alla massa ) a cui bisogna fare discorsi rigorosi e critici, oltre il "volemose bene".

abbia pazienza..
...pubblico popolare sempre di bocca buona?....chi lo dice?

e gli acculturati di un certo livello chi sarebbero?

Queste categorie nell'ambito fede non sono adatte, guardi gli Apostoli

e poi mi sento chiamato in causa, perchè per metà sono molto "popolare" e per metà (...)

le verità di fede le capisce anche il popolino, l'alto come il basso, il ricco come il povero, il colto e professionale curatore della Treccani come l'ignorante zotico patentato.

Gesù ha parlato in modo tale che il popolo ignorante (ripeto, non è una categoria mia, ma pare di leggerla tra le righe sue, io la esplicito solo per chiarezza) ha capito tutto.

"non con sapienza di parola affinchè la croce...."

Anche l'ipercolto può capire tutto in realtà delle parole vere di Gesù.

Chi poi voglia seguirLo o no ...è un fatto di coscienza propria (l'anacoluto ci voleva)
se è quello che voleva dire..ma la coscienza non attiene più o meno al popolo semplicione o all'ipercolto che ha bisogno d'altre perle.

Anche se dai fatti, storicamente, ho più testimonianze cristiane da "poveri" di sè che non da supponenti.

A fare la differenza non è QUANTA cultura o meno,
ma la fedeltà o meno alle Verità di sempre.

E di quelle, fin d'ora, non se n'è sentite punto!

E qui è la questione, non il registro o il formalismo dei discorsi.

Franco "Mi sembra che papa Bergoglio come predicatore faccia quello che dovrebbe fare qualsiasi buon parroco"

a me sembra si distanzi parecchio dal parroco. Se fedele, su certi temi il parroco qualsiasi non qualunqueggia nè relativizza.

Josh ha detto...

Rosa, attendo da Bologna qualche cosa in più sul caso bimba concessa al paio gaio. Caffarra direttamente non ha parlato, che è lui che dovrebbe dire qualcosa. Aveva finito poche settimane fa conferenze di fuoco contro i distruttori della famiglia e anche contro le unioni gaie.

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2013/09/12/949096-caffarra-genitori-1-2.shtml

Silvagni ha preso un'altra via a quanto pare.

una sola fede ha detto...

@Amicus che riporta la notizia:
"I giudici hanno il dovere e la responsabilità di tutelare il bene dei minori e di stabilire nel caso concreto qual è il miglior bene possibile. Anche nel caso della bambina si presume abbiano fatto questa valutazione, per quello che è nelle loro possibilità e nelle loro conoscenze". Lo dice il vicario generale dell'Arcidiocesi di Bologna, monsignor Giovanni Silvagni, interpellato dall'ANSA sull'affido di una bimba di tre anni ad una coppia di uomini omosessuali."



Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? Vi nutrite di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più grasse, ma non pascolate il gregge. Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. Per colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte le bestie selvatiche: sono sbandate. Vanno errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno va in cerca di loro e se ne cura. Perciò, pastori, ascoltate la parola del Signore: Com'è vero ch'io vivo, - parla il Signore Dio - poiché il mio gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto d'ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge - hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge - udite quindi, pastori, la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. 11Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura". (Ez 34, 1-11)


"Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare".(Mt 21, 43)

una sola fede ha detto...

"I giudici hanno il dovere e la responsabilità di tutelare il bene dei minori e di stabilire nel caso concreto qual è il miglior bene possibile. Anche nel caso della bambina si presume abbiano fatto questa valutazione, per quello che è nelle loro possibilità e nelle loro conoscenze".
Lo dice il vicario generale dell'Arcidiocesi di Bologna, monsignor Giovanni Silvagni, interpellato dall'ANSA sull'affido di una bimba di tre anni ad una coppia di uomini omosessuali



Pilato [...], presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!»
(Mt 27, 24)

Turiferario ha detto...

Non so, la pur imbarazzata e mezza smentita sulla pessima intervista a Scalfari (non hanno smentito niente ma di fatto hanno ammesso che qualcosa non andava...) a me sembra un fatto positivo. Potevano andare avanti a fare finta di niente, chi li obbligava in fin dei conti? Fra l'altro così agendo hanno fatto uno "sgarbetto" a Scalfari e ai suoi. Dato che suppongo sempre la buona fede nella gente se non ho evidenze certe in contrario, devo pensare che un certo disagio nei confronti di quelle affermazioni alla fine sia emerso. Meglio che niente. Grazie a questo forse Francesco avrà imparato a stare più attento a quel che dice e a non lisciare il pelo a vecchi e potenti giornalisti atei.

Sine Timore ha detto...

x una sola fede:

Il comportamento dei giudici nel caso della bambina affidata ad una coppia gay e l'opione del vicario bolognese, secondo cui i giudici avrebbero scelto "il miglior bene possibile" in base alle "loro possibilità e conoscenze", cadono tra le proposizioni condannate dal Sillabo di Pio IX (1864):

La proposizioni condannata è la seguente:

III. La ragione umana è l'unico arbitro del vero e del falso, del bene e del male, indipendentemente affatto da Dio; essa è legge a se stessa, e colle sue forze naturali basta a procurare il bene degli uomini e dei popoli.
(Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862)

Sine Timore ha detto...

Altra proposizione condannata, sempre dal suddetto Sillabo:

LVI. Le leggi e i costumi non abbisognano della sanzione divina, nè è necessario che le leggi umane siano conformi al diritto di natura, o ricevano da Dio la forza di obbligare.
(Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862)

una sola fede ha detto...

@Sine Timore:
grazie davvero mille, sempre preziosissime le tue citazioni!

Io intanto mi chiedevo questo: se al vicario magari fossero venuti in mente i versetti che riporto qui sotto, magari ci avrebbe pensato meglio prima di fare quella dichiarazione?

"E, richiamatili, ordinarono loro di non parlare assolutamente né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi" (At 4,18-19)


Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. (At 5,29)


...se non addirittura tutto l'articolo del Catechismo della Chiesa Cattolica (ma forse qui davvero pretendo troppo...):

2242 Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti sono contrari alle esigenze dell'ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo. Il rifiuto d'obbedienza alle autorità civili, quando le loro richieste contrastano con quelle della retta coscienza, trova la sua giustificazione nella distinzione tra il servizio di Dio e il servizio della comunità politica. « Rendete [...] a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio » (Mt 22,21). « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29).


E a questo punto il Catechismo della Chiesa Cattolica cita la Cost. past. Gaudium et spes, 74: AAS 58 (1966) 1096:

« Dove i cittadini sono oppressi da un'autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica ».

[Piccola nota mia: "sia lecito cioè ai cittadini...", quindi si immagini quanto dovrebbe essere lecito a coloro che hanno la grave responsabilità di guidare il gregge loro affidato da Cristo.

Di più: COME PASTORI DOVREBBERO FARLO SUBITO E SENZA ALCUNA ESITAZIONE...]

bernardino ha detto...

"ad una sola fede ha detto...."
""PERCIO' IO VI DICO: vi sara' tolto il Regno di Dio, e sara' dato ad un popolo che lo fara' fruttificare."" (Mt. 21.43).

- Ma non vi sembra, osservando a 360 gradi, che cio' sia veramente gia' successo?
- dopo tutte queste eresie, questi sacrilegi contro Dio, non e' forse possibile che Dio stesso abbia gia' scelto un popolo santo che fara' fruttificare cio' che il Signore ci aveva donato dandoci la Sua Santa Chiesa per mezzo della Passione e della Croce?
Enoi Sua Chiesa, Sue membra cosa abbiamo fatto della Sua Chiesa? come l'abbiamo ridotta?
Ci aveva consegnato la Sua Sposa Santa ed Immacolata, e noi come l'abbiamo ridotta, specialmente in questi ultimi 50 anni?
Pertanto il Signore quale punizione ci infliggera per punizione? almeno per farci capire che abbiamo sbagliato strada e dobbiamo rimetterci sulla giusta carreggiata.?

una sola fede ha detto...

Da quest’articolo: http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/11/18/news/i_gay_e_l_amore_diverso_don_matino_scuote_la_chiesa-71238661/

I GAY E L’AMORE “DIVERSO”,
Don Matino scuote la Chiesa
Di Stella Cervasio
Dopo l'articolo del parroco-scrittore su "Repubblica" intervengono altri sacerdoti.

AMORE uguale e "diverso", quello oggetto di una riflessione di don Gennaro Matino ieri sulle pagine di "Repubblica". Un commento accolto bene anche sul web, che fa intravedere la possibilità quanto meno di un dialogo con la Chiesa su un tema discusso e delicato come l'omosessualità. "Rispetto alla sua posizione - osserva padre Roberto Del Riccio - ce ne sono tante opposte".
"E NON MI SENTIREI DI DIRE - prosegue Del Riccio, gesuita rettore del Pontificio seminario campano interregionale - CHE QUELLE SONO PIU’ FEDELI ALL’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA.

[…]L'attenzione pastorale ci porta a contatto con tante situazioni della realtà e con tante persone che hanno un desiderio di Dio che non vuole essere vissuto in forma individuale, soggettiva in senso negativo, ma in una dimensione comunitaria, e questa è una sfida nuova per la Chiesa, una NOVITA’ SPIRITUALE".

Per padre Antonio Loffredo "la vita pratica porta i preti altrove", cita perciò il capitolo sulla tolleranza del suo libro "Noi del rione Sanità" (Mondadori): "Nel 2010, nei giorni delle polemiche sul Gay Pride fui chiamato a dare l'estrema unzione a Yvette, un transessuale che aveva lasciato la famiglia e viveva in un basso in quel momento pieno di donne che piangevano. I soliti superficiali parlavano a sproposito, la Sanità si mostrava come sempre molto più avanti dispensando il suo amore autentico e discreto, lontano dalle mezze misure, dai falsi pudori, dalle insolenze difensive. Nessuno nel quartiere si domandò la posizione della Chiesa rispetto a quella persona, e quell'estrema unzione fu una delle più sentite della mia vita, come il funerale, il trigesimo: importanti per quelle persone come un vero riconoscimento"

Padre Fabrizio Valletti, direttore del Centro Hurtado di Scampia: “L'esperienza mi dice che il dolore è tanto grande che ci si ritira in solitudine. Ho avuto anch'io contatti con giovani per i quali il problema non era scegliere se essere o no omosessuali, ma sentirsi sicuri della propria identità. E COME IL PAPA STA SUGGERENDO, è importante seguire quest'esperienza perché il passaggio da quella solitudine al riconoscimento di uno stato sociale può evitare ogni esclusione".

Articolo integrale qua:
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/11/18/news/i_gay_e_l_amore_diverso_don_matino_scuote_la_chiesa-71238661/

mic ha detto...

Un conto è la carità di fronte alla persona, tanto più morente.
Un altro conto è accettare con rassegnazione un principio malsano. Ma 'malsano', o 'anomalo', o 'anormale' non sono più nel vocabolario corrente.

una sola fede ha detto...

Sottoscrivo, mic

Sine Timore ha detto...

cito dal suddetto articolo:

< Nino Daniele, assessore comunale alla Cultura, così commenta Matino sul suo profilo Facebook: "Con il pontificato di Papa Francesco un NUOVO UMANESIMO potrà dare fondamento morale alla necessità storica di un GOVERNO MONDIALE. I FONDAMENTALISMI (la dottrina cattolica perenne sarebbe un "fondamentalismo"?) e le cupe ideologie neoliberiste, che hanno spinto il mondo ad un millimetro dall'abisso, e il grande nulla da essi generato vengono risospinti indietro da nuovi pensieri. >

mic ha detto...

così commenta Matino sul suo profilo Facebook:

Caro Sine Timore,
è "andato", anche lui. Un altro sacerdote che ha perso la bussola, se mai l'ha avuta.
E noi, dai a metter 'pezze'; ma chi taglia e cuce e confeziona e smercia, sono loro...

rosa ha detto...

non vorrei sembrare cattiva e volgare, ma ho idea che di invertiti onfiltrati nella chiesa e di vittime del fascino trans ce ne siano parecchie.
mi sono sempre chiesta perche' tanti trans siano brasiliani o meridionali. sara' un fatto genetico- biologico o ambientale(in senso geografico)- culturale ? nature or nurture?
Rosa

Sine Timore ha detto...

Cara Mic,
di fronte a certe "uscite di senno" di uomini di Chiesa, ormai sempre più prive del minimo senso del pudore per l'evidente tradimento consumato ai danni di Nostro Signore GESU' CRISTO e dei suoi insegnamenti perenni, non posso non ricordare le parole di una famosa mistica tedesca stigmatizzata, Teresa Neumann, morta nel 1962, che preannunciò l'avvento del "tempo di Caino" (1999-2017):

"L’ignoranza, il disprezzo per la cultura, la violenza, il lassismo, il materialismo, saranno i piedi dello scranno sul quale siederà il Serpente dei serpenti.
VEDRETE ALLORA L'ASINO DETTARE LEGGE AL LEONE. Vedrete gli allievi insultare i loro insegnanti; vedrete la cultura bruciare sulla pubblica piazza, in nome della cultura.
Troppi leoni avranno il cuore dell’asino, e si lasceranno trarre in inganno. Ho visto il mondo affidato a bestie orrende, con la testa d’asino e il corpo da serpente. Ho visto l’orrenda strage degli uomini di pietà e degli uomini d’intelletto.
Quando poi l’epidemia avrà contaminato ogni casolare, si renderà necessaria una purificazione generale..."

http://www.corsiadeiservi.it/confraternita/default1.asp?page_id=1462

Federico Pellettieri ha detto...

Mi riferisco alla smentita di Padre Lombardi, secondo cui l'articolo pubblicato su Repubblica del 1° ottobre "conteneva espressioni difficilmente attribuibili a Papa Francesco": mi pongo allora le seguenti domande:
1.come mai il testo dell'intervista è stato pubblicato integralmente (e mantenuto per un mese e mezzo) su di un sito ufficiale del Vaticano, confermando, implicitamente, l'autenticità del suo contenuto, senza che nessuno si sia accorto delle affermazioni, attribuite a papa Francesco, che apparivano chiaramente in contrasto con quanto, da secoli, sostenuto dal Magistero della Chiesa Cattolica ? Quanti, come chi Vi scrive (v. il mio articolo pubblicato al n. 56 del 22 ottobre 2013 sul mio blog http://meditazionisufedeemorale.blogspot.it ), sono stati derisi ed ingiustamente accusati, per aver avuto il coraggio di contestare simili affermazioni: il sottoscritto ha dovuto sopportare, nella propria Parrocchia, pesanti ed offensive critiche, senza parlare di altri, ai quali è stato riservato un peggiore "trattamento"..........
2.come mai, dopo il suddetto "chiarimento", nessuno si fa carico di chiedere a quel giornale un' ufficiale smentita di quanto, a suo tempo, pubblicato, con toni trionfalistici e con titoli a tutta pagina sulle pretese "aperture" di Papa Francesco?
3.come mai, si finge che nulla sia successo, quando, invece, quell'"infortunio" (al quale si è cercato, con troppo ritardo, di porvi rimedio) ha prodotto (e continua a produrre) notevoli danni sulla credibilità della Chiesa Cattolica ?

mic ha detto...

3.come mai, si finge che nulla sia successo, quando, invece, quell'"infortunio" (al quale si è cercato, con troppo ritardo, di porvi rimedio) ha prodotto (e continua a produrre) notevoli danni sulla credibilità della Chiesa Cattolica ?

Mancanza di senso di responsabilità, se non connivenza.
In ogni caso le loro "assertività" che, senza argomenti di ragione, delegittimano ogni pur rispettoso e motivato dissenso, hanno i loro effetti deleteri su un'opinione pubblica sempre più massificata e superficiale.

E' duro, ma non deve cessare né lasciarsi indurre a scoraggiamento l'impegno di chi 'vede', custodisce la Tradizione a la trasmette e aiuta altri a 'vedere' trasmettere e custodire.

Coraggio, avanti!

bernardino ha detto...

Si Mic., coraggio, e avanti, anche se la gerarchia attuale professa una dottrina non conforme a quella di Cristo e spesso si contraddice anche.
Ricordiamoci sempre che Gesu' ha avuto si i dodici Apostoli, ma anche una grande massa di discepoli che hanno professato il Credo in un Solo Dio Padre Onnipotente.
Forse noi non saremo gli Apostoli, ma di sicuro suoi discepoli fedeli.