Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 13 luglio 2026

Comunicato stampa della Casa Generalizia: La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026.

Comunicato stampa della Casa Generalizia: La Fraternità presenta ricorso contro il decreto del 2 luglio 2026.

Comunicato stampa del 13 luglio 2026

La Fraternità Sacerdotale di San Pio X comunica che, in risposta al decreto pubblicato il 2 luglio 2026 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato ricorso preliminare l'11 luglio allo stesso Dicastero, conformemente ai canoni 1734 e seguenti del Codice di Diritto Canonico.
Tale passaggio, che costituisce il presupposto necessario prima dell'eventuale introduzione di un ricorso gerarchico, ha l'effetto di sospendere l'esecuzione del decreto, conformemente al canone 1353 del Codice di Diritto Canonico.
Con questo appello, la Fraternità intende esercitare il diritto che la Chiesa riconosce a chiunque si ritenga leso da un atto amministrativo di richiederne la rettifica, in uno spirito di rispetto per l'autorità ecclesiastica e di fedele adesione alla giustizia, alla verità e al bene della Chiesa.
La Fraternità Sacerdotale di San Pio X affida questa richiesta alle autorità competenti e pone questo processo nelle preghiere di tutti i fedeli.
Menzingen, 13 luglio 2026

22 commenti:

Anonimo ha detto...

Bene, ottima mossa.

Cit. Andrea Sandri ha detto...

Un caso più unico che raro

Intanto la FSSPX presenta ricorso contro il Decreto di scomunica della DDF, qualificato come "atto amministrativo". Come se Gesù in Mt 16, 19 inaugurasse una fonte di atti amministrativi! - si potrebbe dire. Ma è pur vero che l'atto non reca la firma del Papa ed è pieno di contraddizioni logico-giuridiche che aprono due scenari: ricorso contro la scomunica per "consacrazione senza mandato" (con assorbimento dello scisma) o ricorso contro la scomunica per "atto scismatico" (con assorbimento del vizio di mandato). In ogni caso, si assisterebbe al ricorso dello "scismatico" (perché dichiarato tale nel Decreto), probabilmente un apax nella storia della Chiesa, con la conseguenza che l'ammissione del ricorso (con sospensione dello scisma!) basterebbe a segnare la disfatta della DDF. Ciò può accadere quando si fa dello scisma un mero combinato disposto di canoni senza alcun ancoramento ai fatti da giudicare.

Anonimo ha detto...

Commentando A. Sandri: al presente, se leggo bene il can. 1353, non sarebbe sospeso lo scisma (che rimane, essendo conseguente a un atto), ma sarebbe sospesa (temporaneamente, spero) la pena conseguente, cioè la scomunica latae sententiae. Questo ricorso, poi, non so se corrisponda a una precisa "contromossa strategica" della FSSPX oppure se sia una tacita ammissione che le scomuniche, in fondo, non sono così "invalide" come vorrebbero lasciar credere.

Anonimo ha detto...

Il ricorso mi sorprende.
La scomunica resta un "atto amministrativo",
che può esser rimesso. In questo caso solo
dal papa. Bisognerebbe leggere il ricorso.
Forse si appiglia al modo sgangherato nel
quale è stato fatto il decreto con relativa
nota, modo messo in rilievo da alcuni
esperti. Errori nell'uso del diritto.
Finora il papa si è coperto dietro Fernández,
col ricorso dovrebbe uscire allo scoperto.
Staremo a vedere.

Anonimo ha detto...

Mi sfugge qualcosa...anzi mi sfugge molto.
Ma é quello che succede quando disobbedisci a una autorità che riconosci.

mic ha detto...

Il problema è chi avrebbe l'autorità per non riconoscerla ed è connivente...

Anonimo ha detto...

Va detto ancora: vero è che il ricorso sospende un decreto cheninfligge una pena. Ma l'atto compiuto dalla FSSPX prevede la scomunica latae sententiae, che si applica ipso facto; il decreto la rende pubblica, ma essa sussiste anche senza la notifica. Ergo...non penso che detta scomunica sia "temporaneamente sospesa" dal ricorso della FSSPX, essendo non fulminata con un atto amministrativo, bensì irrogata dell'atto compiuto il 1 luglio.

Laurentius ha detto...

La SMANIA di riconoscimenti da parte della chiesa conciliare dell'attuale FSSPX rende le cose complicate e ambigue. Riporto soltanto due piccoli passaggi delle riflessioni di Mons. M. Lefebvre, datate 29 luglio 1976, al fine di evidenziare l'enorme differenza con la totale mancanza di carattere di chi cerca, nell'anno di grazia 2026 di appigliarsi a ridicoli cavilli da azzeccagarbugli per ottenere un perdono, una remissione, un riconoscimento dalla chiesa conciliare scismatica ed eretica:

"Questa Chiesa conciliare è scismatica perché ha fondato la sua modernizzazione su principi opposti a quelli della Chiesa cattolica: come la nuova concezione della Messa — espressa nel n. 5 della Prefazione al "Missale Romanum" e nel n. 7 del primo capitolo — che attribuisce all'assemblea un ruolo sacerdotale che essa non può possedere; e parimenti il ​​diritto naturale — cioè divino — di ogni persona e di ogni gruppo di persone alla libertà religiosa."

" La Chiesa che afferma tali errori è al contempo scismatica ed eretica. Questa Chiesa conciliare non è dunque cattolica. Nella misura in cui il Papa, i vescovi, i sacerdoti e i fedeli aderiscono a questa nuova Chiesa, essi si separano dalla Chiesa cattolica. La Chiesa di oggi è la vera Chiesa solo in quanto continua e rimane unita alla Chiesa di ieri e di sempre. La norma della fede cattolica è la Tradizione. La richiesta avanzata da S.E. Mons. Benelli è dunque rivelatrice: sottomissione alla Chiesa conciliare, alla Chiesa del Vaticano II, alla Chiesa scismatica."

Chiarezza d'altri tempi!

MARIA, REGINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE, INTERCEDI E PREGA PER NOI.

Anonimo ha detto...

Enzo Gallo
Sin dal 1970 la Fsspx è stata un'opera di Chiesa. Si continia sulla scia di Mons. Lefebvre senza alcuna tentazione di petite église.

Anonimo ha detto...

Guido Villa
Su X ho fatto presente che la FSSPX non ha magistero parallelo, semmai il cosiddetto Magistero parallelo ce l'ha la Chiesa di oggi, che ha totalmente cambiato la nostra fede.
Risposta:
«Puri come angeli. Arroganti come Lucifero. Ostinati come demoni.»
Questa è la FSSPX.
È evidente che lei sta dalla loro parte; si penta, dunque, e cerchi la comunione con la Chiesa di Cristo".
Mia risposta:
"Non sono mai stato a una Messa della FSSPX, anche se nella mia città c’è una loro cappella. La domenica frequento sempre la Messa tridentina autorizzata dal mio arcivescovo, mentre durante la settimana partecipo a Messe celebrate secondo il Novus Ordo.
In questi giorni ho notato che insultare il prossimo e avere il cuore pieno di odio, senza neppure prendere in considerazione i problemi della Chiesa di oggi, è il modo tipico di comportarsi di coloro che si vantano di essere «in comunione con la Chiesa».
Sono scandalizzato e offeso da tanto odio; se la mia fede non fosse riposta nel Cuore della Vergine Maria, Regina della Pace, ormai l’avrei perduta. Il vostro peccato di giudizio vi costerà caro davanti a Dio, se non vi pentirete e non vi convertirete.
E non dimenticatelo, voi farisei che vi ritenete giusti: quando vi troverete al cospetto di Dio, vi attendono alcune spiacevoli sorprese".

Anonimo ha detto...

Analisi canonica del ricorso qui:

https://silerenonpossum.com/it/la-fsspx-implora-lautorita-che-ha-sfidato-vogliamo-fare-quello-che-vogliamo-ma-in-comunione/

Anonimo ha detto...

Analisi di parte: avversa

Per Laurentius, in generale ha detto...

Le sue continue critiche danno l'idea di un sedevacantismo che segue la linea della 'Resistenza' di Williamson. Sono critiche fasulle e odiose. Anche nei confronti di mons. Schneider si è dimostrato scorretto, cercando di presentarlo come un manutengolo del Vaticano che cerca di organizzare compromessi con la Fsspx !

Anonimo ha detto...

Non sono Laurentius e credo che non abbia bisogno di difensori, in quanto sa difendere la sua posizione egregiamente da solo. Però ciononostante voglio dire la mia...

"Critiche fasulle e odiose": due aggettivi appartenenti a due livelli diversi, il primo a quello della presunta oggettività (vero / non vero) di argomenti su cui è lecita una pluralità di opinioni; il secondo appartenente al livello della soggettività e dei sentimenti (critiche "odiose" per qualcuno, "simpatiche" a qualcun altro).

"Scorretto..." Scorretto, perché? La sua presentazione di Schneider è lecita, basata su fatti che i tifosi lefebvriani non sono evidentemente capaci di vedere. Siamo comunque nel campo di un giudizio soggettivo che interpreta i fatti in un certo modo, lecitamente.

Aggiungo che Laurentius ci mette la faccia (firma), cosa che non tutti fanno.

Anonimo ha detto...

Abbiamo bisogno di un Pontefice in grado di far silenzio e di saper dire 'sì sì, no no' a ragion veduta, cioè alla luce del genuino insegnamento, non taroccato, di nostro Signore Gesù Cristo.

Cit. Andrea Sandri ha detto...

Mia breve nota sul Decreto del DDF del 2 luglio 2026.
Da leggersi come appendice al mio precedente articolo https://www.iltimone.org/news/news/201940/la-fraternita-san-pio-x-non-e-ancora-uno-scisma-ma-una-sfida-teologica-aperta.html

https://www.corrispondenzaromana.it/le-consacrazioni-del-1-luglio-tra-forma-e-sostanza/

Anonimo ha detto...

15,54 anonimo...mi deve spiegare come una scomunica latae sententia inflitta a Lefevbre e 4 Vescovi sia stata rimessa da papa Benedetto.. e ora di nuovo comminata.. i suoi conti non mi tornano.

Anonimo ha detto...

Laurentius come molti altri firma con uno pseudonimo quindi non ci mette la faccia.
Lo pseudonimo è una maschera.

Anonimo ha detto...

Motto di Cartesio : "Larvatus prodeo" - "Je m'avance masqué".

Anonimo ha detto...

A seconda di come si evolverà il ricorso, per chiunque si percepisca in stato di necessità potrebbe diventare legittimo ordinarsi "vescovi senza giurisdizione". Che so, uno Staglianò, un Castellucci, un movimento neocatecumenale...

E.P. ha detto...

L'articolo di "p.L.B. e S.V." sul sopracitato Silere, al netto di qualche illazione non del tutto infondata, mi sembra un buon spunto di riflessione.

Cioè da un lato la Sampiodecimo considera nulle le scomuniche (nonostante il Diritto Canonico vigente le abbia comminate latae sententiae), dall'altro le impugna (come se l'autorità che le ha emesse, e lo stesso Diritto Canonico, fossero totalmente validi; vorrà mica annullare solo la strampalata estensione delle scomuniche ai preti e ai laici?).

Come dovremmo classificarla? Ipocrisia? Confusione? Strategia di marketing? Qualsiasi ipotesi scegliate, nulla cambia riguardo alla statura di el Tucho e alla bizzarra tattica prevostiana delle porte chiuse.

E dopotutto, se vi è uno stato di necessità, è proprio perché "Roma" non si è ancora convertita.

In tal senso mons.Williamson è stato più coerente: vede uno stato di necessità, ordina dei vescovi, fine. E anche mons.Viganò, quando non si presentò alla farsa della convocazione da un tribunale che non riconosceva più. (Ne attendo il commento sul sullodato ricorso, dopo averne letto il peana a favore di quelle ordinazioni).

Intanto, tutti quelli che nei giorni scorsi hanno furiosamente argomentato sulla nullità delle scomuniche, si pongano la stessa domanda: se sono nulle, perché presentare ricorso?

Anonimo ha detto...

NOn sono nulle finché un'autorità competente non le dichiara tali. Anche la scomunica ipso facto o latae sententiae: non esiste finché l'autorità competente non la dichiari quale conseguenza automatica di un certo comportamento contra legem.