Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 18 luglio 2026

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

Il card. Burke chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes

È evidente da tempo la posizione conservatrice del Card. Raymond Leo Burke e finalmente abbiamo aggiornate dichiarazioni precise su aspetti problematici nella chiesa odierna. Purtroppo, finché queste ed altre dichiarazioni restano confinate alle interviste, ci confermano, ma nella realtà ecclesiale lasciano il tempo che trovano. Emerge un dato, credo, nuovo; e cioè che sono in diversi a pensarla come lui. Ma finché si limitano a pensare...

Leggo da diverse fonti (Infovaticana et alia) dichiarazioni del card. Burke che hanno fatto scalpore perché chiede di fermare la sinodalità, rivedere Traditionis Custodes e creare un dicastero per la Messa tradizionale.

È avvenuto in un’intervista concessa a The College of Cardinals Report, nel corso della quale Burke ha ampliato le riflessioni già espresse dopo il concistoro di fine giugno e affrontato questioni come il rapporto del Gruppo di Studio 9 del Sinodo nonché il futuro di Traditionis Custodes.

In breve, ha chiesto che si fermi l’attuale processo della sinodalità — che non appartiene alla storia della Chiesa — perché sia sottoposto ad uno studio teologico e storico approfondito e ha anche proposto la creazione di un dicastero della Santa Sede dedicato ai fedeli legati alla liturgia tradizionale.

Per Burke, come già detto, la sinodalità, nel modo in cui si sta svolgendo attualmente, manca di una definizione chiara e di un fondamento consolidato nella tradizione della Chiesa. Queste le sue parole: «Dobbiamo insistere affinché tutta questa questione della sinodalità si fermi e si conduca uno studio molto serio, perché stiamo parlando della vita stessa della Chiesa e della salvezza delle anime».

Interrogato su un cardinale che si era espresso contro la sinodalità, il card. Burke ha affermato che ce n'era "più di uno", spiegando che il fulcro della critica era che "in tutti i documenti pubblicati non si trova una definizione di sinodalità". In risposta a queste critiche, il cardinale Burke ha riferito che un cardinale presente al concistoro aveva commentato: "Lo si capisce facendolo" [esperienza senza codificazione: ed è così che la 'pastorale' cambia la dottrina! -ndr]; affermazione che ha definito "irrazionale" e "contraria alla fede cattolica".

Critiche al rapporto del Gruppo di Studio 9
Dunque non poteva mancare la sua valutazione del rapporto elaborato dal Gruppo di Studio 9 del Sinodo sulla Sinodalità [vedi - qui indice]; decisa la sua critica al fatto che il documento sia inviato alle diocesi durante la fase di attuazione del processo sinodale affermando testualmente: «Questo è iniquo; non dovrebbe accadere».

Il cardinale ritiene che quel rapporto contenga posizioni incompatibili con la dottrina cattolica sulla morale sessuale. Il gruppo aveva il compito di ascoltare questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse, ma è stato criticato per aver espresso opinioni divergenti dall'insegnamento della Chiesa, in particolare attraverso testimonianze critiche nei confronti di Courage International, un apostolato per i cattolici che provano attrazione per persone dello stesso sesso e desiderano vivere una vita casta. [In realtà le critiche più significative riguardano le testimonianze [qui] e l'importanza loro attribuita -ndr]

Il cardinale Burke ha affermato che il gruppo aveva "calunniato Courage, un grande apostolato fondato dal cardinale Cooke", precisando: "Conosco Courage dagli anni '80" e aggiungendo che il rapporto "accusa Courage di qualcosa che so essere falso". Ne ha inoltre difeso l'apostolato, dicendo: "Courage è un... meraviglioso apostolato che aiuta le persone che soffrono di queste attrazioni a vivere una vita casta".

Secondo il cardinale, le affermazioni contenute nel documento su questo apostolato non sono state debitamente verificate prima della pubblicazione; per cui si chiede: «Come è possibile che la Chiesa pubblichi un rapporto per tutta la Chiesa senza verificare se ciò che vi si afferma sia vero?».

Ha quindi definito "iniqua" la decisione di inviare il rapporto del Gruppo di Studio 9 alle diocesi. Ricordando il suo intervento al concistoro, ha affermato di aver detto ai cardinali che "il processo deve essere interrotto" e "completamente riorientato".

A suo giudizio, queste posizioni favoriscono l’impressione che la Chiesa stia modificando la sua dottrina sull’omosessualità. Burke ha definito inoltre «completamente irresponsabile» che si attribuisca a papa Leone XIV una presunta intenzione di cambiare l’insegnamento morale della Chiesa semplicemente perché non ha affrontato pubblicamente determinate questioni.

Il cardinale Burke ha anche affrontato la questione dell'uso che il cardinale Mario Grech ha fatto della sessione conclusiva del concistoro per dire ai cardinali che l'attuazione della sinodalità rappresenta "una nuova tappa nell'accoglienza del Concilio Vaticano II". Ha affermato che, mentre "alcuni hanno accolto con entusiasmo le sue parole", altri hanno sollevato "questioni molto serie".

Rivedere Traditionis Custodes
Burke non ha mancato di riferirsi anche ad un altro tema attualmente prioritario: la situazione dei fedeli legati alla liturgia tradizionale, ribadendo le sue critiche alle restrizioni introdotte da Traditionis Custodes, definita una «persecuzione» verso coloro che trovano nutrimento spirituale nella forma antiquior del rito romano.

Ha quindi ricordato che Benedetto XVI aveva definito il Rito antico come un bene permanente per la Chiesa, ed ha espresso la speranza che Leone XIV possa rivedere la legislazione vigente, dal momento che i documenti pontifici possono essere modificati dai successori al sacro soglio.

Queste le sue parole: «È una forma del rito romano che è stata celebrata per più di quindici secoli. È semplicemente così bella, e i fedeli si sono nutriti spiritualmente di questa forma del rito latino. Dovrebbe essere permessa liberamente».

Ed è a questo punto che ha proposto la creazione di un dicastero specifico all’interno della Curia Romana che si occupi dei fedeli legati alla liturgia tradizionale e garantisca l’accesso ai sacramenti secondo i libri liturgici anteriori alla riforma postconciliare.

«La Chiesa non ha cambiamenti di paradigma»
Inoltre Burke ha chiaramente affermato che la Chiesa non può adeguarsi ai cosiddetti «cambiamenti di paradigma» [qui - qui - qui] che non le appartengono, ma vengono spesso tirati in ballo nei dibattiti sinodali.

E qui si è riferito all’insegnamento di Paolo sulla trasmissione della fede ricevuta, sostenendo che la continuità dottrinale costituisce un elemento essenziale della vita della Chiesa mentre, per contro, avverte il rischio che la missione ecclesiale venga adattata alle categorie culturali contemporanee.

Alla fine tuttavia il cardinale, nelle sue conclusioni, manifesta la sua fiducia nell’assistenza di Cristo alla sua Chiesa: «Il nostro Signore è sempre il capo della Chiesa. Dobbiamo rimanere con Lui e avere il coraggio di affrontare queste questioni per arrivare alla verità».

Un coraggio che andrebbe manifestato con la dovuta concretezza e azione comune. Purtroppo sono anni che siamo qui a ripetercelo inutilmente.
(Maria Guarini)
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24 commenti:

Anonimo ha detto...

Si chiama “Pro Fide Ecclesiae”. Laici, sacerdoti e fedeli che non si sentono rappresentati dal Comitato dei cattolici tedeschi. Mons. Eleganti: «Difendiamo la fede dalle interpretazioni eretiche»

Anonimo ha detto...

C’hanno la fissa co’ sto Vaticano II e BXVI ! Invece Nicea I, Costantinopoli I. Efeso, Calcedonia, Costantinopoli II Costantinopoli III, Nicea II…. e sant’Atanasio, san Basilio Magno, san Gregorio Nazanzieno, san Giovanni Grisostomo, san Girolamo, sant’Ambrogio, sant’Agostino….. noohh eh ? Non pervenuti, mai sentiti nominare nelle ultime 1500 omelie che ho dovuto sorbirmi !
Claudio Gazzoli

Anonimo ha detto...

Troppo poco, troppo tardi. Fuori tempo massimo!!! Assurdo sentire parole vane da chi il CVII ha costantemente difeso e applicato ...salvo poi lamentarsi delle conseguenze!

Anonimo ha detto...

Finché non si ammetterà che i germi del male stanno nel Concilio Vaticano II e lo si metterà da parte in quanto concilio pastorale che ha fallito pienamente i suoi scopi, si continuerà a fare il gioco dei modernisti! Riflettano su ciò il cardinale Burke e tanti tradizionalisti che criticano i lefebvriani!!

Anonimo ha detto...

Patetico l"intervento del Cardinale, dai DUDBIA al nulla e la solita solfa conservatrice non incanta più nessuno: il paradigma è cambiato dal 1962. Sembra del tutto privo di conoscenze filosofiche, non conosce l'idealismo e le dinamiche dialettiche. Suscita tenerezza il suo intervento e profonda compassione. Alessandro da Roma.

Anonimo ha detto...

Proporre l'istituzione di un dicastero vaticano dedicato alla Messa tradizionale mostra
ancora una volta, il tentativo di mettere il cattolicesimo tradizionale in una gabbia dorata e addomesticarlo all'interno del sistema conciliare.

Anonimo ha detto...

Ma forse non sono chiari alcuni concetti.a voi e al Cardinale Burcke che se stesse un poco zitto eviterebbe di seminare zizzania e divisione.Traditionis Custodes non è più né meno ciò che aveva stabilito Paolo VI dopo.il Vaticano II.Forse non è chiaro che il Vaticano II ha voluto riformare il rito di Pio V non ha promosso un biritualismo o una convivenza tra messa di Pio V e Paolo VI.La messa di PionV non e' abrogata ma non e più il rito romano principale della Chiesa Cattolica e' una forma superata che si convede come indulto a discrezione del vescovo punto..E' così difficile capirlo?

Anonimo ha detto...

Sì, è difficile. E la difficoltà sta:
1) perché non è chiaro il perché sia stata sostituita la Messa Cattolica.E per favore non tiriamo fuori il latino che il popolo cominciava ad imparare con il battesimo e che oggi viene detto 'metodo naturale'.
2) Aver girato le spalle del sacerdote è stato, nei fatti, dare una spallata a Cristo Signore in persona e questa in ogni cosidetta messa.
3)Eppoi tutto quell'ambaradam di popolo all'ambone e quel mettersi in fila per lo spuntino, in piedi, mattutino e/o serale senza riverenza alcuna.
Ciò senza toccare la liturgia, così a colpo d'occhio. Siccome il popolo non è fesso preferisce ormai andare in vacanza ed immergersi nel Creato da Dio, Uno e Trino.

Laurentius ha detto...

"E' così difficile capirlo?"

La gerarchia conciliare con il famoso "aggiornamento", del quale la messa moderna e i sacramenti riformati sono l'espressione, ha voluto COMPIACERE la modernità. L'albero si riconosce dai frutti.

Un piccolo dono per la sua meditazione:

"Romanus Pontifex potest ac debet cum progressu, cum liberalismo et cum recenti civiltate sese reconciliare et componere".

"Il Romano Pontefice può e deve riconciliarsi e venire a patti con il progresso, con il liberalismo e con la civiltà moderna".

La 80ª proposizione del Sillabo sopra riportata è una delle affermazioni più celebri dell'elenco degli "errori del nostro tempo" pubblicato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1864, in allegato all'enciclica Quanta cura. Essa condanna l'idea che il Papato debba conciliarsi con il mondo moderno, con il liberalismo e con il progresso.

"E' così difficile capirlo?"

🌹 🌿 🌹 🌿 🌹

O CLEMENS O PIA O DULCIS VIRGO MARIA, ORA PRO NOBIS.

Anonimo ha detto...

Perché questi cardinali dicono queste sciocchezze ?Il Vaticano II non ha riformato la liturgia per dare una scelta tra due riti.Non ha promosso la coesistenza tra il Messale di Pio V e la nuova messa,ha chiesto.la riforma del Messale di Pio V..Si riforma ciò che non si ritiene più idoneo adeguato ai tempi, non si riforma per avere una doppia scelta, una opzione..Il Messale di Paolo VI e' la forma del rito romano in vigore e quella deve essere promossa il.messale di Pio V e' un indulto ,una eccezione da concedere una tantum non e' la norma.Possibile che non volete capire e volete imporre questo rito che non e' più idoneo alla nostra epoca.Un rito che pochi vogliono.e pochi chiedono.

Anonimo ha detto...

Infatti é semplicissimo.
Per questo il CVII (e cio' che lo segue) va rigettato in toto. E uso un termine educato...

Anonimo ha detto...

A dire il vero lo si chiede e il Vescovo lo nega... testimonianza in.prima persona. A noo piace il rito antico, non ci piace molto.il rito.nuovo soprattutto condito di scemenze varie tra cui applausi, buongiorno bionaseta buonnpranzo...

Laurentius ha detto...

Senta un po': si tenga la sua messa moderna.

Le auguro il Paradiso.

Anonimo ha detto...

Capiamo, capiamo. Capiamo che la Messa Cattolica era l'apripista di un modo di vivere, di comportarsi, di approfondire, di migliorarsi, senza tante chiacchiere, con i fatti. Ognuno aveva ed ha la sua strada e la Dottrina di sempre era in grado di aiutare, senza chiacchiere, tutte le età, tutte le condizioni, tutte le razze.Questa smania di tirar fuori i tempi, come pezza d'appoggio, è solo un'illusione sparsa dalla propaganda per far credere ai polli che sono speciali e superiori. Nei fatti l'Europa da secoli ormai ha gettato i Dieci Comandamenti a mare, diventando peggio di tutti gli aborigeni del mondo che fu. Oggi si vive di peccato in peccato illudendosi di essere al passo dei tempi, mentre si è al passo della deboscia che sempre ha accompagnato la fine di ogni civiltà.

mic ha detto...

Uno che la pena così si merita il Novus Ordo (e comunque il Signore non manca di farsi presente se il sacerdote ha la retta intenzione...).
Ma mi dispiace per lui, perché non sa cosa perde

Wisteria ha detto...

"È così difficile capirlo?" A parte tutte le osservazioni già fatte, quanta superbia! E malriposta!
Se penso poi che molti fanno i corsi di sanscrito per poter praticare lo yoga (a loro rischio e pericolo) ma "la messa in latino non.si capisce".

Anonimo ha detto...

Mai scendere a patti coi cattocomunisti, la vera peste del 20esimo secolo.
Ragionare con un militante del novus ordo e' come tentare di dialogare, da parte di un cattolico, con un radicale libero.

Anonimo ha detto...

I cattocomunisti sono come i radicali liberi (non quelli alla Cappato), che stressano l'organismo umano, accelerandone il decadimento.
Allo stesso modo, i cattocomunisti e ricordiamoci che essi sono Modernisti, stressano la societa' e la Chiesa cattolica, provocandone la crisi e la decadenza. Il problema principale del nostro tempo sta nel come riuscire a bonificare una religione ideologizzata da una ristretta cerchia di intellettuali, teologi ed ecclesiastici, che hanno derubricato il cattolicesimo a sentimento e ideologia sociopolitica con rigurgiti di protestantesimo stantio, in un abbraccio soffocante con il mondo.

Anche il card. Sarah ha detto...

"Card. Sarah: “Penso che dovremmo incoraggiare tutti i vescovi a essere più paterni, più aperti…” "

E chi dovrebbe, più che incoraggiarli, governarli e confermarli nella fede, se non il papa?

Anonimo ha detto...

Studiano il Sanscrito per praticare lo yoga? Ma dài! Il Sanscrito è una lingua terrificante, solo per imparare tutti i gruppi consonantici ci vuole la mano di Dio... Cosa vuoi che imparino questi?

Wisteria ha detto...

Sì ciò mi risulta. Ovviamente non tutti. Ma recitazione senza comprensione non è l'accusa che si fa ai fedeli del rito latino?

Anonimo ha detto...

Cardinale Burke totalmente privo di credibilità. Enorme delusione. Continua a dire che non è vero che Leone voglia proseguire sulla linea del predecessore nel cambiare gli insegnamenti morali della Chiesa, ma chi vuole prendere in giro? Sa benissimo che Leone sta nominando, a cominciare dalla Germania, Vescovi sulla linea del cammino sinodale tedesco.
Ha fatto fuoco e fiamme sui Dubia per Amoris Laetitia e poi, quando Leone XIV ha detto che Amoris Laetitia è un "luminoso messaggio di speranza sull'amore coniugale" e che ha aperto "un cammino su cui bisogna proseguire", il buon Burke non ha proferito parola. Evidentemente, non era serio...
Fabio Scaffardi

Anonimo ha detto...

Lo hanno votato, cosa può dire?
Parla come se si fosse in una situazione normale, quanto è sacrosanto "rispettare" la Suprema Autorità che agisce secondo il mandato Divino.

Anonimo ha detto...

Ci sono membri del clero che o non si rendono conto di ciò che dicono, oppure sono ingenui o in malafede. Tra questi c’è il cardinale Burke, che chiede di fermare la sinodalità e rivedere Traditionis Custodes. Mi chiedo, retoricamente, se ricordi che il Concilio Vaticano II aveva richiesto la riforma liturgica, cioè modificare il rito di Pio V, senza prevedere la coesistenza di due forme del rito romano, ma anzi affinché il rito di Pio V fosse riformato e abbandonato, o mantenuto solo come indulto in casi molto limitati. Alla luce di ciò, come può il cardinale Burke chiedere la revisione di Traditionis Custodes? Questo documento della Chiesa ha semplicemente riportato a quanto il Vaticano II e Papa Paolo VI avevano stabilito dopo la riforma liturgica post-conciliare. L’uso del messale di Pio V preconciliare è un indulto, cioè un’eccezione concessa dal vescovo della diocesi, e non può essere la norma. Spetta al Vescovo, moderatore della liturgia nella diocesi, decidere se concedere il rito di Pio V, che non è un diritto inalienabile. È chiaro che non possono esistere due messali con calendari liturgici e visioni della Chiesa differenti senza creare enormi problemi pastorali che tutti vediamo e che solo voi negate. Ma da questo orecchio non volete proprio sentire.