Il Vescovo Schneider su X: “La Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è scismatica!” Uno dei pochi ragionevoli. Sua chiara presa di posizione precedente qui. Di seguito la trascrizione del suo messaggio registrato:
“La FSSPX non è affatto scismatica. E dobbiamo correggere il significato stesso di “scismatico”.
Negli ultimi secoli abbiamo avuto una visione molto riduttiva di ciò che è scismatico, una visione completamente legalistica. E abbiamo avuto una visione riduttiva anche di ciò che è l’obbedienza. Abbiamo persino assolutizzato l’obbedienza al papa, che è una creatura, non è Dio. Il Papa non è Dio. E in realtà, di fatto, devo affermare che nella psicologia di tante persone, tradizionali o conservatrici, persino vescovi e cardinali dei nostri giorni, c’è un’implicita divinizzazione del Papa. Dico implicita. Non formale, non esplicita, implicita. Pertanto, qualsiasi disobbedienza viene immediatamente etichettata: sei scismatico, perché sei disobbediente.
Ciò era estraneo alla grande tradizione della Chiesa. Era del tutto estraneo ai Padri della Chiesa. Sono uno studioso di patristica e, pertanto, quando sant’Atanasio disobbedì al papa, questi lo scomunicò. E così fece papa Liberio. Ritengo che quella scomunica fosse di natura formale. Naturalmente, secondo la legge si trattava di una scomunica. Ma ritengo che questa scomunica fosse, agli occhi di Dio, invalida. Come ha potuto papa Liberio, che ha collaborato in qualche modo con gli ariani, con tanta ambiguità, come ha potuto scomunicare il più grande difensore dell’ortodossia? Agli occhi della storia, questa scomunica di papa Liberio nei confronti di sant’Atanasio fu ingiusta e, credo, agli occhi di Dio invalida.
Penso che ora la questione della consacrazione della Fraternità San Pio X sia in qualche modo provvidenziale. Dio la permette perché siamo una grande famiglia e la Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è al di fuori della Chiesa.”
Negli ultimi secoli abbiamo avuto una visione molto riduttiva di ciò che è scismatico, una visione completamente legalistica. E abbiamo avuto una visione riduttiva anche di ciò che è l’obbedienza. Abbiamo persino assolutizzato l’obbedienza al papa, che è una creatura, non è Dio. Il Papa non è Dio. E in realtà, di fatto, devo affermare che nella psicologia di tante persone, tradizionali o conservatrici, persino vescovi e cardinali dei nostri giorni, c’è un’implicita divinizzazione del Papa. Dico implicita. Non formale, non esplicita, implicita. Pertanto, qualsiasi disobbedienza viene immediatamente etichettata: sei scismatico, perché sei disobbediente.
Ciò era estraneo alla grande tradizione della Chiesa. Era del tutto estraneo ai Padri della Chiesa. Sono uno studioso di patristica e, pertanto, quando sant’Atanasio disobbedì al papa, questi lo scomunicò. E così fece papa Liberio. Ritengo che quella scomunica fosse di natura formale. Naturalmente, secondo la legge si trattava di una scomunica. Ma ritengo che questa scomunica fosse, agli occhi di Dio, invalida. Come ha potuto papa Liberio, che ha collaborato in qualche modo con gli ariani, con tanta ambiguità, come ha potuto scomunicare il più grande difensore dell’ortodossia? Agli occhi della storia, questa scomunica di papa Liberio nei confronti di sant’Atanasio fu ingiusta e, credo, agli occhi di Dio invalida.
Penso che ora la questione della consacrazione della Fraternità San Pio X sia in qualche modo provvidenziale. Dio la permette perché siamo una grande famiglia e la Fraternità San Pio X appartiene alla nostra famiglia. Non è al di fuori della Chiesa.”
+Athanasius Schneider (vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana)
____________
AIUTATE - anche con poco - il nostro impegno. Aiutate l'informazione libera, gli approfondimenti cattolici e le quotidiane traduzioni accurate di Chiesa e post-concilio:
IBAN - Maria Guarini
IT66Z0200805134000103529621
Codice BIC SWIFT : UNCRITM1731
AIUTATE - anche con poco - il nostro impegno. Aiutate l'informazione libera, gli approfondimenti cattolici e le quotidiane traduzioni accurate di Chiesa e post-concilio:
IBAN - Maria Guarini
IT66Z0200805134000103529621
Codice BIC SWIFT : UNCRITM1731

11 commenti:
Un vescovo santo e lungimirante che parla con coraggio.
Preghiamo per lui
HERI, ET HODIE
"Roma ci ha fatto chiedere se abbiamo l’intenzione di proclamare la nostra rottura con il Vaticano in occasione del congresso di Assisi.
A noi sembra piuttosto che la domanda dovrebbe essere la seguente:
Credete e avete l’intenzione di proclamare che il Congresso di Assisi consumi la rottura delle Autorità romane con la Chiesa Cattolica?
Perché è proprio questo che preoccupa coloro che sono ancora cattolici.
In effetti, è ben evidente che a partire dal Concilio Vaticano II il Papa e gli Episcopati si allontanano sempre più nettamente dai loro predecessori.
Tutto ciò che è stato messo in opera dalla Chiesa nei secoli passati per difendere la fede, e tutto ciò che è stato compiuto dai missionari per diffonderla, fino al martirio, è ormai considerato come un errore di cui la Chiesa dovrebbe scusarsi e per il quale dovrebbe farsi perdonare.
L’attitudine degli undici papi che dal 1789 al 1965 hanno condannato la rivoluzione liberale, con documenti ufficiali, è considerata come «una mancanza di comprensione del soffio cristiano che ha ispirato la Rivoluzione».
Da qui il voltafaccia completo di Roma a partire dal Vaticano II, che ci ha fatto ripetere le parole rivolte da Nostro Signore a coloro che stavano per arrestarlo: Haec est hora vestra et potestas tenebrarum (Questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre) (Lc XXII 52-53).
Adottando la religione liberale del protestantesimo e della Rivoluzione, i princípi naturalisti di J. J Rousseau, le libertà atee della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, il principio della dignità umana senza più alcun rapporto con la verità e la dignità morale, le Autorità romane voltano le spalle ai loro predecessori e rompono con la Chiesa Cattolica, esse si mettono al servizio dei distruttori della Cristianità e del Regno Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.
Gli atti attuali di Giovanni Paolo II e degli Episcopati nazionali illustrano di anno in anno questo cambiamento radicale della concezione della fede, della Chiesa, del sacerdozio, del mondo, della salvezza che si ottiene con la grazia.
Il colmo di questa rottura con il magistero anteriore della Chiesa si è raggiunto ad Assisi, dopo la visita alla sinagoga.
Il peccato pubblico contro l’unicità di Dio, contro il Verbo Incarnato e la Sua Chiesa, fa fremere d’orrore: Giovanni Paolo II che incoraggia le false religioni a pregare i loro falsi dei: scandalo incommensurabile e senza precedenti.
Noi potremmo riprendere qui la nostra dichiarazione del 21 novembre 1974, che rimane più attuale che mai.
Noi, che restiamo in modo indefettibile attaccati alla Chiesa Cattolica Romana di sempre, siamo obbligati a constatare che questa religione modernista e liberale della Roma moderna e conciliare si allontana sempre più da noi che professiamo la fede cattolica degli undici papi che hanno condannato questa falsa religione.
La rottura non viene dunque da noi, ma da Paolo VI e da Giovanni Paolo II, che rompono con i loro predecessori.
Questo rinnegamento di tutto il passato della Chiesa attuato da questi due papi e dai vescovi che li imitano è un’empietà inconcepibile ed una umiliazione insostenibile per coloro che restano cattolici nella fedeltà a venti secoli di professione della stessa fede.
Noi consideriamo, dunque, come nullo tutto ciò che è stato ispirato da questo spirito di rinnegamento: tutte le riforme postconciliari e tutti gli atti di Roma che sono compiuti con questa empietà.
Noi contiamo nella grazia di Dio e nel suffragio della Vergine fedele, di tutti i martiri, di tutti i papi fino al Concilio, di tutti i Santi e le Sante fondatori e fondatrici degli ordini contemplativi e missionari, perché ci vengano in aiuto nella rinascita della Chiesa con la fedeltà integrale alla Tradizione."
Dichiarazione congiunta di Monsignor Lefebvre e Monsignor de Castro Mayer
Questo sì che è un ottimo intervento.
DA IMPARARE A MEMORIA.
Viva Maria!
Tradotto in sintesi dalla dichiarazione di Lefebvre e Castro Mayer: Liberte', egalite', fraternite', principi della Rivoluzione Francese introiettati dalla Nouvelle Theologie e dai nuovi centri di comando nella Chiesa, che ha colmato il "ritardo" di due secoli in una forsennata immersione nel mare limaccioso del liberalsocialismo massonico.
Poi, certo, a parole la Massoneria continua ad essere derubricata a entita' inconciliabile, ma si tratta di tesi e antitesi oramai sublimate nella sintesi hegeliana.
Una Chiesa in cui il menu', se mi passate il paragone, lo stila il cliente.
https://youtu.be/VMyv7O-P0yo?is=yRSzRH_ZkDtcybrF
"Sarebbe troppo comodo lasciarsi trasportare da una sorta di trionfalismo e pensare che questo problema non lo sia più dal momento in cui il movimento di Lefebvre si è nettamente separato dalla Chiesa.
Un cristiano non può e non deve mai rallegrarsi di una disunione. Anche se sicuramente la colpa non può essere attribuita alla Santa Sede, è nostro dovere chiederci quali errori abbiamo commesso, quali errori stiamo commettendo”
Allocuzione ai vescovi del Cile 13 luglio 1988
https://www.internetica.it/ratzinger-SantiagoCile1988.htm
Se è necessario affermare che "il Papa non è Dio", è perché di recente i modernisti si stanno facendo forti della papolatria.
: «La Santa Sede dovrebbe essere riconoscente alla Fraternità San Pio X, poiché essa è attualmente quasi l’unica grande entità ecclesiastica a segnalare apertamente e pubblicamente l’esistenza di elementi ambigui e scorretti presenti in alcune dichiarazioni del Concilio e nel Novus Ordo Missae. In questa sua opera, la Fraternità San Pio X è guidata da un sincero amore per la Chiesa: se non amasse la Chiesa, il Papa e le anime, non intraprenderebbe questo lavoro, né dialogherebbe con le autorità romane, e la sua vita sarebbe senza dubbio più facile».
Monsignor Schneider
Bravo! Grazie.
La valutazione più seria, la più radicata nell'epoca patristica, la più libera dal legalismo burocratico imperante nella Chiesa, quella di più ampio respiro, la più onesta, la più aderente alla realtà delle cose e la più coraggiosa, sullo "scisma" lefebvriano, è questa, di Mons. Athanasius Schneider. A questo collegamento trovate pure la precedente riflessione del medesimo vescovo. Sempre sul medesimo tema. In altre epoche, quando a Roma si puntava solo alla verità, questa sarebbe stata la posizione della Santa Sede. Ma non siamo in tempi normali. E il "superdogma" (cit.) dell'ultimo concilio acceca la vista e le menti dei più.
Posta un commento