Per capir meglio cosa bolle in pentola, cui purtroppo non è estraneo il Vaticano. "Tutti hanno fretta. Conte ha fretta d’imporre il suo governo di non eletti. Macron ha fretta di aggiornare la propria agenda di governo. Questa nuova e strana Chiesa ha fretta d’indire sinodi e di sostituire le persone al comando". Silvio Brachetta - traduzione dal francese a cura di Massimo Zamarion.
Vedi precedente qui.
Vedi precedente qui.
Prima di Giuseppe Conte, e del plauso da parte dei vescovi italiani (qui), il presidente francese Emmanuel Macron ha invocato la necessità dell’«umanesimo», durante il discorso agli ambasciatori del 17 agosto scorso (qui). Anzi, di più. Qua non si tratta di un qualche commento sporadico da parte del mainstream laicista. È in atto – o si vorrebbe porre in atto – un cambiamento epocale, imposto dall’alto, che intronizzi l’uomo autosufficiente al centro della realtà e spodesti Dio per sempre dalla signoria sul mondo e dai cuori dei fedeli.
Tre le parole chiave – la Triade al posto della Trinità – che Macron ha posto a fondamento del programma, suo e dei poteri forti che lo sostengono: «Umanesimo», «Rinascimento», «Illuminismo». Una specie di Cerbero a tre teste di cui, in verità, si sa tutto. Si sa che la modernità è umanista illuminista, e rinascimentale. Si sa che, per questo motivo, la modernità disintegra l’unità tra fede e ragione. Si sa, inoltre, che la modernità è fondata sulla “svolta antropologica”, tipica dell’uomo che si fa Dio.








