Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 14 settembre 2018

29 settembre. San Michele Arcangelo - Messa in Rito Antico in San Pietro

Sabato 29 settembre 2018 - ore 7:15
Festa di S. Michele Arcangelo
SANTA MESSA SOLENNE DELLA FESTA
Cappella di S. Michele
Basilica di S. Pietro in Vaticano
Celebra Mons. Marco Agostini
Adesto itaque, Dux invictissime, populo Dei contra irrumpentes spiritales nequitias, et fac victoriam. Te custodem et patronum sancta veneratur Ecclesia; te gloriatur defensore adversus terrestrium et infernorum nefarias potestates; tibi tradidit Dominus animas redemptorum in superna felicitate locandas”.
San Pietro 29 settembre 2018

Sessantotto: una rivoluzione da ripensare per poterla superare. Sei domande al prof. Daniele Mattiussi

Silvio Brachetta intervista Daniele Mattiussi, cultore di Etica sociale e di Filosofia del diritto, sui temi del Sessantotto [qui].

Si parla di “cambio di paradigma” dovuto alla “Contestazione”. Quali sono le più evidenti mutazioni nel corpo sociale?

È vero che apparentemente c’è stato un cambiamento di paradigma con la “Contestazione” e dopo la “Contestazione” del ’68. Il cambiamento è propriamente, però, uno sviluppo del paradigma rivoluzionario precedente; meglio, è l’applicazione più radicale del paradigma precedente. Con la “Contestazione”, infatti, la Rivoluzione è stata portata a un punto di non-ritorno. La cosiddetta “Rivoluzione-negativa”, cioè la “Contestazione”, porta alle estreme conseguenze il soggettivismo liberale, distruggendo anche il soggetto che, a parole, dice di promuovere e, in alcuni casi, di difendere. La conseguenza è, politicamente parlando, l’anarchia nelle istituzioni e per mezzo delle istituzioni. Il “corpo sociale” è scomparso.

Venerdì 14 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Commento su Giovanni» di Origene
(Tomo 10, 20; PG 14, 370-371)

giovedì 13 settembre 2018

Ripristiniamo le Preci Leonine - a cura di Fabrizio Giudici

La Chiesa Cattolica sta vivendo un momento di crisi epocale: prelati come il card. Eijk, il card. Burke o Mons. Georg Gänswein hanno recentemente menzionato la “prova finale che dovrà attraversare la Chiesa” che “scuoterà la fede di molti credenti” prima della venuta di Cristo, descritta dal paragrafo 675 del Catechismo. I ricorrenti scandali sessuali che coinvolgono parti rilevanti del clero sono parte di questa prova.

Ogni fedele è chiamato a testimoniare e ad agire secondo le proprie capacità, ma al fondamento di tutto è necessaria la preghiera; una preghiera che sia consapevole che la battaglia “non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (cfr. San Paolo, Lettera agli Efesini).

Leone XIII ebbe una visione profetica dell’attacco che Satana avrebbe portato alla Chiesa e formulò delle preghiere da recitare al termine della Santa Messa: le “Preci Leonine” [qui], tra le quali è nota l’invocazione a San Michele Arcangelo.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo, sii nostro presidio. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi ! E Tu, Principe della milizia celeste con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
Amen
Sancte Michaël Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude.
Amen.
Negli anni ’60, purtroppo, questa tradizione fu interrotta. Giovanni Paolo II chiese di ripristinarla, almeno nelle preghiere personali. Ora alcuni vescovi americani, come mons. Caggiano di Bridgeport (Connecticut, USA), hanno dato disposizioni perché sia di nuovo recitata dopo la Messa; e alcuni laici si stanno adoperando affinché anche gli altri vescovi statunitensi facciano altrettanto.

Crediamo che questo debba avvenire in tutto il mondo, anche in Italia.

Per questo abbiamo preparato una petizione su Change.org
rivolta ai vescovi italiani, il cui testo è riproposto in calce.

PS Oltre ad apporre la propria firma, chiediamo ai singoli fedeli, se possono, di attivarsi personalmente presso il proprio parroco e/o il proprio vescovo.
Eminenze Reverendissime, Vescovi delle diocesi italiane,
siamo laici di varie parti d’Italia.
Ormai tutta la Chiesa Cattolica è a conoscenza delle rivelazioni sugli scandali sessuali accaduti negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Il Santo Padre ha raccomandato la preghiera e atti di penitenza: in riparazione dei peccati e degli abusi del clero e perché le vittime siano risanate.
Alcuni vescovi americani, come mons. Caggiano della Diocesi di Bridgeport, hanno ripristinato, dopo la fine della Messa, la recita della preghiera a San Michele Arcangelo, parte delle Preci Leonine formulate da Leone XIII.
Chiediamo umilmente alle Eminenze Reverendissime a capo delle nostre diocesi di imitare questa iniziativa benemerita: dunque vi preghiamo di ripristinare la recita delle Preci Leonine al termine della Messa.
In Cristo. 

Chiesa e uomini di Chiesa - Roberto De Mattei

La coraggiosa denuncia degli scandali ecclesiastici fatta dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha suscitato il consenso di molti, ma anche la disapprovazione di alcuni, convinti che bisognerebbe coprire con il silenzio tutto ciò che scredita i rappresentanti della Chiesa.
Questo desiderio di tutelare la Chiesa è comprensibile quando lo scandalo rappresenta un’eccezione. C’è il rischio in questo caso di generalizzare, addossando a tutti il comportamento di pochi. Diverso è il caso quando l’immoralità rappresenta la regola, o almeno un modo di vivere diffuso e accettato come normale.

Quello che oggi viviamo è solo il crinale di un cambiamento d’epoca - Georg Gänswein

L’11 settembre 2018, a Roma, presso Palazzo Montecitorio, si è svolta una presentazione del volume di Rod Dreher, L’opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano (trad. it., Edizioni San Paolo, Milano 2018). Nel corso della conferenza, S.E. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia, ha svolto una relazione, il cui testo in lingua italiana riproduciamo qui integralmente.

Ringrazio cordialmente per l’invito alla Camera, che ho accettato volentieri, a presentare il volume di Rod Dreher che viene dall’America e del quale avevo già sentito molto parlare. Benedetto da Norcia, il padre del monachesimo al quale il libro deve il suo titolo programmatico, mi ha molto stimolato a venire qui oggi. Ma mi ha anche molto toccato e commosso la data in cui ci incontriamo con il valoroso autore qui a Roma.
Perché oggi è l’11 settembre che in America, dall’autunno del 2001 in poi, viene chiamato solo e semplicemente “Nine/Eleven”, per ricordare quella sciagura apocalittica nella quale allora membri dell’organizzazione terroristica Al Qaida, attaccarono gli Stati Uniti d’America a New York e a Washington di fronte agli occhi del mondo intero, utilizzando come granate degli aerei di linea dirottati in volo pieni di passeggeri.

mercoledì 12 settembre 2018

Attenzione: parla Gaenswein. E si sente l’eco di Benedetto - Aldo Maria Valli

Secondo Gänswein, il lamento di Benedetto XVI nel 2008 ai vescovi statunitensi sulla «profonda vergogna» causata dagli abusi sessuali sui minori è stato pronunciato «evidentemente invano, come vediamo oggi». E che dire della dichiarazione riportata da La Stampa: 《Vorrei confidarvi che Benedetto XVI dal momento della sua rinuncia si concepisce come un vecchio monaco che, dopo il 28 febbraio 2013, sente come suo dovere dedicarsi soprattutto alla preghiera per la Madre Chiesa, per il Suo successore Francesco e per il Ministero petrino istituito da Cristo stesso》.

Meritano attenzione le parole pronunciate dall’arcivescovo Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia e segretario particolare di Benedetto XVI, durante la presentazione alla Camera dei deputati del libro di Rod Dreher L’opzione Benedetto [qui - qui].

Con la crisi degli abusi sessuali, ha detto Gaenswein, la Chiesa sta vivendo il suo 11 settembre. Non abbiamo avuto aerei contro la basilica di San Pietro e non ci sono state vittime, ma la Chiesa è profondamente scossa e ferita.

Nel libro di Dreher c’è la proposta, per uscire dalla crisi della Chiesa, di seguire l’esperienza delle comunità benedettine, secondo una formula tanto semplice quanto radicale: quaerere Deum, cercare Dio nella preghiera, proprio come fecero i monaci che in questo modo, alzando lo sguardo verso l’assoluto e ponendosi seriamente la questione della verità, riuscirono a gettare le basi della civiltà occidentale. La stessa proposta fatta da Benedetto XVI a Parigi, in un famoso discorso [qui]: una scelta che ovviamente implica l’abbandono del tentativo di piacere al mondo adottandone il pensiero intriso di soggettivismo, relativismo morale e indifferenza verso la questione della verità.

La Festa di oggi: il Santissimo Nome di Maria

Fidenti nel Nome Santo ed invincibile di Maria, avanziamo coraggiosi. (Re polacco Sobieski)
Il santo nome della vergine Maria, che significa stella del mare, si adatta perfettamente alla vergine Madre. Essa infatti, molto giustamente, è paragonata ad una stella perché come la stella emette la sua luce senza alterarsi minimamente, così la Vergine ha dato alla luce un figlio senza pregiudizio della sua verginità. E come la luce emessa non toglie nulla allo splendore della stella, così il Figlio non toglie nulla all'integrità della Vergine. Lei è dunque quella nobile stella sorta da Giacobbe, posta necessariamente al di sopra di questo mare, grande e profondo, splendente per i suoi meriti, luminosa per i suoi esempi. O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti sballottato tra burrasche e tempeste, anziché appoggiato sulla terra, non allontanare lo sguardo dalla luce di questa stella. Pensa a Maria, invoca Maria, in modo da sperimentare in te stesso quanto giustamente fu detto : « E il nome della vergine era Maria ». Questo dolcissimo nome da molto tempo era onorato con speciale devozione in alcune parti del mondo cristiano. Il sommo pontefice Innocenzo XI, dopo la grande vittoria riportata a Vienna, in Austria, sul crudelissimo sultano dei Turchi, che minacciava di soggiogare i popoli cristiani, a perenne ricordo di un così grande beneficio, stabilì che si celebrasse ogni anno, in tutta la Chiesa, la festa del santissimo nome di Maria.

Lettera aperta ai Vescovi Italiani - Salvatore Porro, Consigliere comunale di Trieste - Fratelli d'Italia

Spettabile Redazione, allego con preghiera di pubblicazione la mia lettera aperta indirizzata ai Vescovi italiani e inviata alla Segreteria Generale della CEI. Come cattolico militante, Presidente del Movimento Cattolico per la Famiglia e la Vita di Trieste,  e come politico – gruppo Fratelli d’Italia - fedele alla Dottrina sociale della Chiesa e ai “principi non negoziabili”, ho ritenuto mio dovere non tacere per il bene della Chiesa e i diritti violati di tanti innocenti bambini, adolescenti e giovani abusati. Grazie, Salvatore Porro.

Lettera aperta ai Vescovi Italiani

Eccellenze Reverendissime,
in umile e rispettoso adempimento di quanto dispone il Codice di Diritto Canonico: 
Can. 212 - §2. I fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.
Can. 212 - §3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità della persona.
Mi trovo obbligato in coscienza a comunicare alle SS-VV. illustrissime quello che ho constatato di persona circa lo stato in cui si trova attualmente la Santa Madre Chiesa, Una, Santa, Cattolica,  Apostolica e Romana.

martedì 11 settembre 2018

Un rapper musulmano al Bataclan. È la soumission bellezza...

Al Bataclan la barbarie islamista è costata la vita a 90 persone nel novembre 2015. Ed ora, per il 19 ottobre, è stato annunciato un concerto del noto rapper franco-algerino Médine, dai testi volutamente provocatori e spesso criticati; il che ovviamente ha suscitato un'alzata di scudi ma solo da parte dei partiti di destra, che all'unisono hanno chiesto un intervento del presidente Emmanuel Macron per ottenere la cancellazione dell'evento. "Nessun francese può accettare che questo tizio vada a vomitare le sue provocazioni sul luogo della carneficina del Bataclan. Basta col compiacimento o peggio, l'incitamento al fondamentalismo islamico" ha reagito Marine Le Pen, presidente del Raggruppamento nazionale (RN, ex Fronte nazionale).
Come osserva Giulio Meotti "da Atene in poi, i morti della città sono sacri. Ma la Francia non ha rispetto neppure dei propri morti.... Consentendo questa profanazione in quel cimitero che è stato il Bataclan, la Francia trasmette l'immagine di un paese di inetti e sconfitti".