martedì 29 settembre 2015

Accordo in vista per i Frati e le Suore Francescani/e dell'Immacolata

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’avvocato Tuccillo, legale di P. Stefano Manelli, Fondatore dei Francescani dell’Immacolata e della Madre Generale delle Suore Francescane dell’Immacolata, Madre Maria Michela Cozzolino.
Da tale lettera emerge netta la completa e totale ubbidienza sia di Padre Manelli che di Madre Cozzolino al Santo Padre e alla Santa Madre Chiesa, in seno alla quale e con la cui approvazione sono sorti gli Istituti di vita consacrata dei Frati e delle Suore Francescane dell’Immacolata. La ferma volontà di osservare la povertà rigorosa, quale rinuncia assoluta ai beni temporali, viene in toto confermata come fondamentale scelta di perfezione religiosa finalizzata al Summum Bonum, alla base della forma di vita francescana di coloro che hanno aderito a questo carisma, riconosciuto e garantito dalla suprema autorità della Chiesa.

DEO GRATIAS per i termini di un auspicabile accordo che, fondato sulle premesse anzidette di rispetto integrale del carisma ispirato dallo Spirito Santo a Padre Stefano Manelli, non può che trovare in tutti noi fedeli laici altro che appoggio e approvazione. 
Chi fosse interessato può ripercorrere qui l'excursus della singolare vicenda.

Si riporta di seguito il testo integrale della lettera dell’avv. Enrico Tuccillo:
“Gentile collega,
rispondo alla tua cortese lettera nella quale, a seguito dei nostri numerosi incontri, hai ipotizzato l'accordo che speriamo di realizzare a favore dei Frati e delle Suore FI, ma soprattutto nel superiore interesse della Chiesa guidata dal Santo Padre che evidentemente, non a caso ha scelto il nome del serafico Padre Francesco.
A tal proposito sento il dovere di testimoniare che sia Padre Manelli che la Madre generale mi hanno confermato la loro totale ubbidienza al Papa secondo l'esempio di Francesco e Chiara di Assisi alla cui divina ispirazione e vocazione, umilmente, hanno scelto e intendono continuare a compiere le scelte della loro vita consacrata. Aggiungo subito che entrambi hanno espresso la loro totale "indifferenza" alle patrimonialità di cui al n. 6 della tua proposta. Anzi su tale punto, che sta tanto a cuore dei Commissari, mi hanno confermato che proprio questo è stato il desiderio impreteribile dei Fondatori, di liberare cioè i Frati e le Suore dell'Immacolata da qualsivoglia proprietà, possesso, amministrazione di beni materiali come spiegò Francesco d'Assisi a Papa Innocenzo III, sia nella forma personale che in quella comunitaria! Questo sostanzia, nella regola serafica, nella traccia e nelle costituzioni, il voto di povertà che è tra i caratteri fondamentali della Congregazione insieme alla obbedienza, alla castità ed al primo dei voti, che è quello mariano il quale richiama con S. Luigi Grignon l'affidamento di Gesù nel seno della Madre, da Lui confermato al testimone Giovanni sotto la Croce.
Quanto sopra detto fu approvato quale institutum da Papa San Giovanni Paolo II.
Padre Stefano nonché la Madre Generale da me rappresentati, confermano la loro totale obbedienza alla regola, alla traccia e alle costituzioni.
Questa precedente premessa è parte integrante dell'accordo in itinere.
Circa i singoli punti della tua del 28 agosto 2015, sempre a seguito degli incontri con p. Stefano e la Madre generale, si osserva quanto segue.
Nulla questio per le rinunzie dell'Istituto indicate nei punti 1 e 2 , così come parimenti p. Stefano Manelli e suor Cozzolino rinunceranno a costituirsi parte civile negli eventuali procedimenti a carico dei rappresentanti pro tempore dell'Istituto.
In relazione ai punti da 4 a 9 P. Stefano Manelli e Madre Maria Michela Cozzolino pur esprimendo il loro positivo auspicio non possono che rimettere le relative decisioni alle parti in causa.
Circa infine la celebrazione di un Capitolo Generale Speciale di cui al punto 10, attendono fiduciosi la conferma della regola serafica, della traccia e delle costituzioni già approvate dal Papa.
In attesa di eventuali osservazioni anche a me è gradita l'occasione per ben distintamente salutarti.
Avv. Enrico Tuccillo”

15 commenti:

mic ha detto...

Dovrebbero riaprire il seminario e tutti i centri di eccellenza, a partire dall'Annunziata di Firenze. E ripristinare tutti i centri messa VO.

MB ha detto...

"Dovrebbero riaprire il seminario e tutti i centri di eccellenza, a partire dall'Annunziata di Firenze. E ripristinare tutti i centri messa VO."
È un auspicio o sa già che probabilmente tutto ciò avverrà a breve?

edoardo malgarida ha detto...

Per capire bene bisognerebbe conoscere le richieste della controparte...

mic ha detto...

È un auspicio o sa già che probabilmente tutto ciò avverrà a breve?

Purtroppo è solo un auspicio.
A quanto risulta l'Avvocato Tuccillo, legale di padre Stefano Manelli risponde all'avvocato Sarno, legale della controparte, ovvero dei Commissari e già legale di padre Fidenzio Volpi che il nuovo gruppo dei tre commissari ha confermato come legale.

Sarno ha richiesto una mediazione, e, a parte i dettagli tecnici, questa che pubblichiamo è la risposta di Tuccillo a tale richiesta.

Emerge dalla risposta ed è assolutamente da sottolineare l'irrinunciabilità, da parte di padre Stefano e della madre generale, della povertà, del voto mariano e della immodificabilità delle costituzioni (che i Kommissari vogliono modificare).

marius ha detto...

Tutto sembra vertere sul fatto che "qualcuno" vuole incamerare i beni dell'ordine FI.
I FI ribadiscono il loro voto di povertà individuale e comunitario, ma i beni che fanno tanto gola a quel "qualcuno" a chi appartengono? Certo non ai FI che per vocazione e statuto non possono possedere nulla.
L'inghippo non sta forse nel fatto che quel "qualcuno" progettava di impossessarsi di beni che credeva fossero di proprietà dell'Ordine e invece in realtà non lo sono?

Nicola L. ha detto...

Grazie infinite. Forse era da un pezzo che non seguivo la vicenda e quindi non sapevo dell'esistenza di un triumvirato commissariale. Nè sapevo che tali commissari avessero richiesto una mediazione. Perché tale richiesta? Perché forse qualcuno s'è reso conto che, al di là dei proclami ufficiali dei nuovi dirigenti, la maggioranza di frati e suore sta con i Fondatori?

Anonimo ha detto...

"L'inghippo non sta forse nel fatto che quel "qualcuno" progettava di impossessarsi di beni che credeva fossero di proprietà dell'Ordine e invece in realtà non lo sono?"

E' plausibile. Sta di fatto che risulta che i diretti responsabili insistono che non vengano cambiate le costituzioni.

mic ha detto...

Sul discorso dei 'beni' avevamo approfondito qui

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/le-panzane-dei-persecutori-dei.html

mic ha detto...

Interessante anche quest'altra riflessione
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/notazioni-sulla-vicenda-dei-francescani.html

e i successivi sviluppi giudiziari
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/02/la-lettera-del-commissario-volpi.html

Rr ha detto...

In USA (tanto di moda in questi gg nel mondo cattolico italiano) , quando una delle due parti chiede una mediazione, è perchè non ha carte sufficienti per portare la controparte in tribunale. Ed allora ci si accontenta di un risarcimento in denaro, inferiore a quello che si potrebbe ottenere in via giudiziaria, che però non è certa.
Sec. me il denaro è stato alla base di tutto fin dall'inizio. Gli FFI crescevano, avevano vocazioni, avevano radio, tv e stampa. Certo non erano la Mediaset, ma nel panorama ecclesiastico attuale, con tanti ordini in disfacimento, seminari semivuoti e chiese pure, nonostante l' "effetto Bergoglio", qualcuno ha pensato di far cassa con loro, magari per ripianare altre casse dissestate (Frati minori, anyone ?). Ha trovato frati traditori, più amanti di mammona, celebrità e forse pure qualche altra cosa, per aprire una breccia, per entrare col cavallo di Troia all'interno. E ci sono riusciti. Ma ora, due anni dopo, semidistrutto l'ordine degli FFi, ma non delle suore, si sono accorti che i "danèe" non sono nelle tasche di Padre Mannelli, e che portarli via a chi li ha (penso a laici legittimamente autorizzati a detenerli e farne uso lecito e adeguato alle finalità dell'ordine) cercano un compromesso per salvare capre e cavoli.
Il sunto di tutta questa vicenda è: cattiveria. malignità, "greed", zero giustizia, zero misericordia, zero spirito francescano, zero spirito cattolico. Un'altra brutta pagina della storia della Chiesa nel XXI sec. ed in particolare dal 13/3/13.
RR
RR

Luisa ha detto...

Vi segnalo la supplica di Mons.Fellay al papa:

http://www.dici.org/actualites/supplique-au-saint-pere/

Luisa ha detto...

Scusate, non avevo visto che il sito italiano della FSSPX pubblica la supplica:

http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1666:supplica-al-santo-padre&catid=53&Itemid=50

marius ha detto...

Rosa (15.20) l'ha espresso al top, in sintesi non può essere altro che così

Anonimo ha detto...

Una lettera che dice ancora troppo poco.

Vedremo.

Anonimo ha detto...

Le chiavi di San Pietro sono, ancora una volta, le chiavi della cassa...