venerdì 11 settembre 2015

Miracoli postconciliari: dalla carità al Business

Permettete un po' d'ironia? Il papa ordina, le suore obbediscono (!), le studentesse smammano, le nigeriane occupano.

Lo striscione affisso per protesta davanti all'ingresso dell'istituto delle suore Gianelline è dovuto alla decisione di queste ultime di sfrattare in fretta e furia le studentesse per dare ospitalità a delle profughe, remunerata dallo Stato a 35 euro al giorno. Cioè 1050 euro al mese a persona (una studentessa non paga certo mille euro al mese per un posto letto). Business is Business!

È evidente che il problema nasce da più lontano. Non è che le suore hanno scoperto "oggi" il Business. Era Business già "ieri" con l'ospitalità di studentesse, richiesta dal mercato (poiché in Italia "studente universitario fuori sede" è sempre stato una roba per benestanti).

Le suore, in quanto tali, non sono chiamate a gestire alberghetti per clientela poco fastidiosa (turisti e lavoratori sono sicuramente più invadenti e fracassoni di studentesse universitarie).

Erano diventate suore per consacrarsi a Cristo (tutte), e di conseguenza tutto ciò che facevano era funzionale alla vita di fede, speranza e carità.

Venuta meno la fede (e di conseguenza la speranza), la carità si trasforma prima in buonismo autoconsolatorio e poi in "Business".

Perciò, se sfrattano le studentesse per accogliere (con maggiori introiti) le immigrate a spese dello Stato, non c'è niente di cui meravigliarsi: Business is Business.

Tempo vent'anni e interi eserciti di suore, già abbondantemente decimati dalla "primavera" postconciliare, si estingueranno per cause naturali. E le loro sostitute d'importazione (le extracomunitarie che si sono consacrate al piatto caldo e al tetto garantito), a meno di spiccate capacità imprenditoriali o di improbabili risvegli di solida fede, si estingueranno a loro volta.

(foto tratta da: Blitz di Forza Nuova Genova davanti all’ingresso delle suore Gianelline di San Fruttuoso).

6 commenti:

Rr ha detto...

Business is business, pecunia non olet e Mammona è tutti noi!
rr

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Grazie all'internet, quelle suore verranno ricordate a lungo per tale piccineria.

Mi riesce difficile pensare che abbiano ubbidito a un qualche ordine superiore (della Curia o chi altro) "sfrattate subito le studentesse che qui c'è un'emergenza profughe", senza tentare di salvare capra e cavoli (per esempio: "abbiamo solo due posti liberi, ci dispiace per le profughe ma più di due non possiamo accettarne").

Poi magari la tentazione aumenta per altre circostanze ("abbiamo ventimila euro di tasse, bollette e fatture da pagare entro fine mese e l'ultimo nostro benefattore è morto anni fa: sfrattiamo subito le studentesse e cogliamo quest'opportunità al volo che non ne avremo certo altre a breve termine"), che però non santificano affatto il gesto.

Come si noterà, nel discorso non abbiamo voluto speculare sull'effettiva situazione di "necessità" delle "profughe" e sull'accordo dei "35 euro", per non mettere troppa carne al fuoco. Quel che ci preme far notare, come già detto e ripetuto, è che delle vergini consacrate a Cristo abbiano volontariamente accettato di passare per quelle che scambiano il Dio Uno e Trino col Dio Quattrino.

Anonimo ha detto...

Concordo sulla decisione di non voler speculare sull'effettiva situazione di "necessità" delle "profughe" e sull'accordo dei "35 euro". Ci penserà chi di dovere a trarre le dovute conclusioni.
E' interessante invece questo passaggio: «Tempo vent'anni e interi eserciti di suore, già abbondantemente decimati dalla "primavera" postconciliare si estingueranno per cause naturali. E le loro sostitute d'importazione (le extracomunitarie che si sono consacrate al piatto caldo e al tetto garantito), a meno di spiccate capacità imprenditoriali o di improbabili risvegli di solida fede, si estingueranno a loro volta».
Mi viene in mente una riflessione di Vittorio Messori a proposito del boom delle vocazioni in Africa, apparso su "Vatican Insider" il 27/05/2012:
«Il boom delle vocazioni? Non mi faccio illusioni. In Africa si va in seminario per le stesse ragioni per cui si entrava qui quando si moriva di fame. Un modo per avere di che vivere. E poi nella cultura africana il celibato è incomprensibile, per cui la Chiesa, diciamo così, chiude un occhio. Ci sono molti preti con mogli e figli. Cosa fai, li mandi a Roma? A fare i vescovi?».

Anonimo ha detto...

mic
ma la Chiesa africana non sarebbe stata quella che salvava la famiglia al sinodo? dal commento precedente da te passato ora leggo:
In Africa si va in seminario per le stesse ragioni per cui si entrava qui quando si moriva di fame. Un modo per avere di che vivere. E poi nella cultura africana il celibato è incomprensibile, per cui la Chiesa, diciamo così, chiude un occhio. Ci sono molti preti con mogli e figli. Cosa fai, li mandi a Roma? A fare i vescovi?».

decidiamoci.
Laura

Anonimo ha detto...

" Piuttosto, eletto Papa ha fatto sapere che avrebbe gradito che le intere ville venissero adibite ad altri scopi. Quali? Anzitutto la condivisione. Renderle accessibili a tutti, fedeli e turisti insieme. E con le ville, parte dello stesso palazzo apostolico. Già qualche mese fa alcuni locali della fattoria vaticana presente all'interno delle stesse ville, si sono aperti per ospitare i lavori di un artista argentino amico del Papa, Alejandro Marmo. Crea opere con gli scarti del mondo: pezzi di vecchi cancelli, catene arrugginite, ferraglia sparsa. Ai castelli Marmo ha creato un Cristo operaio, un'opera benedetta da Francesco e poi trasportata direttamente nel cuore dei giardini vaticani, a ricordare che la Chiesa dei poveri che fu nei sogni di Giovanni XXIII è la Chiesa che vuole Francesco. Una Chiesa povera e per i poveri, una Chiesa che, come insegna il Vangelo, sappia condividere tutto ciò che ha. Stazione ferroviaria compresa, lo scalo esclusivo dei Pontefici ora accessibile a tutti."
http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/09/11/foto/giubileo_parte_il_treno_delle_ville_pontificie_dal_vaticano_a_castel_gandolfo_e_albano-122649388/1/?ref=nrct-2#1

Questo mi da' una grande tristezza e per giunta le opere di questo artista non mi piacciono.

Josh ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/islam-non-religione-violenta-padre-bianchi-accusa-i-politici-1170214.html

Enzo Bianchi: l'islam non è violento.....