martedì 8 settembre 2015

D. Curzio Nitoglia. Comenius, Saint-Ives e Kalergi i padri del “Nuovo Dis-Ordine Europeo”

I
Johann Valentin Andreae e Jan Amos Kominsky
detto Comenius (XVI-XVII secolo)

Kominsky
Comenius (Niwnitz in Moravia 28 marzo 1592 - Amsterdam 15 novembre 1670)[1] ha gettato le fondamenta del “Nuovo dis-Ordine Mondiale”, che deve passare per la distruzione della “Vecchia Europa” ancora troppo ricca di cultura metafisica greca[2], di filosofia morale romana[3] e di patristica/scolastica cristiana[4] per poter essere trasformata in una “landa deserta”, globalizzata, omologata, impoverita e appiattita sotto la guida degli Stati Uniti d’America.

Egli discendeva da una famiglia della setta protestante anti-trinitaria dei Fratelli Boemi, che nel 1575 prese il nome di Fratelli Moravi (risiedenti nell’attuale Cecoslovacchia) dispersi in seguito in Polonia, poi divenne membro dei Rosacroce (una setta segreta, panteistica di derivazione cabalistica,  protestantica e madre della massoneria[5]) si spostò in Germania, in Inghilterra, in Svezia, ritornò in Polonia e finì la sua vita in Olanda ove fu pubblicata la sua Opera Omnia nel 1657 ad Amsterdam, di cui è parte cospicua la Didactica magna composta tra il 1633-38.
Johann Valentin Andreae
Suo padre spirituale fu Johann Valentin Andreae (Herrenberg in Germania 1586 - 1654) uno dei fondatori dei Rosacroce[6], nato da una famiglia di alchimisti, occultisti, falsi mistici protestanti (Eckhart e Ruysbroeck) specialmente melantoniani, insegnanti all’università di Tubinga[7]. Nel 1632 Johann Valentin Andreae ammalato e stanco elesse Comenius come suo successore nell’opera di espansione della sinarchia mondialista anti-cattolica romana[8].

Infatti Comenio voleva unificare a livello mondiale l’istruzione scolastica; coordinare i governi nazionali in una istituzione super-nazionale; riunire pan-ecumenicamente le chiese cristiane e le religioni a-cristiane all’insegna di un “cristianesimo” (di nome) pluralista, relativista, tollerante e modernistico[9]. In breve voleva la realizzazione del piano giudaico/massonico del dominio universale mediante l’edificazione di una Repubblica e un Tempio Universali[10].

Comenius nel suo scritto Consultatio de rerum humanarum emendazione, pars VI, Panorthosia (Amsterdam, 1644)[11] - in cui si rifà all’opera del suo maestro J. V. Andreae, Descriptio de republica cosmopolita del 1619 - perfezionato dal suo ultimo libro Lux ex tenebris (Amsterdam, 1657), annunzia chiaramente il piano sinarchico della distruzione della Chiesa romana e del Papato ad opera dei popoli nordici, ossia luterani e di quelli islamici ottomani, passando prima attraverso la dissoluzione del S. Impero Romano Austriaco (v. 1a guerra mondiale) per giungere al Nuovo Ordine Mondiale: ordo a caos oppure lux ex tenebris, come dicono i massoni.

Purtroppo il piano delle setta comeniana è penetrato nel Santuario e nelle menti degli uomini della Chiesa romana con il Concilio Vaticano II e con il post-concilio. Infatti il 16 aprile 1993 il Pontificio Consiglio della Cultura, durante un simposio internazionale intitolato “L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario”, per bocca del suo Presidente il cardinal Paul Pouppard dichiarò: “Comenius è stato il pioniere di una nuova educazione dell’uomo per l’uomo” (Esprit et Vie, 13 maggio 1993).

Purtroppo con il Pontificato di Francesco I (2013) il male si è aggravato notevolmente e si fanno ogni dì proclami pastorali da parte del Papa (come dottore privato) e delle Conferenza Episcopale Italiana (v. le esternazioni di monsignor Galantino e del cardinal Bagnasco dell’agosto 2015) non solo per l’accoglienza dell’immigrazione di massa dei musulmani che vengono dall’Africa, ma anche della loro integrazione, ossia della nostra omologazione ai loro costumi, come vedremo oltre[12].

II
Saint-Yves d’Alveydre (XIX secolo)

Alexandre Saint-Yves d’Alveydre (Parigi 1842 - Versailles 1909)[13] è stato il grande iniziato e continuatore del piano sinarchico rosacrociano e comeniano.
Figlio di un medico, venne nominato marchese nel 1880 dopo aver sposato nel 1870 la contessa Keller di origine triestina e israelita e poté, così, conoscere la noblèsse di tutta Europa. Egli più che un filosofo è un depositario, continuatore e volgarizzatore delle dottrine comeniane.

Ebbe, tuttavia, l’intuizione di esprimere esplicitamente e con maggior insistenza il ruolo predominante che avrebbe dovuto svolgere Israele nella costruzione del futuro Nuovo Ordine Mondiale. Scrisse, infatti, un libro titolato Mission des Juifs nel 1882 (Paris, Calmann-Lévy, 1884; II ed. Paris, Editions Traditionelles, 1990, 2 voll.).

Inoltre progettò di allargare la sinarchia dall’Europa (con Londra, Parigi e Bruxelles come capitali) al Mondo intero, tramite la formazione di una Unione Europea con un Supergoverno transnazionale che unisse le varie chiese cristiane (tranne quella romana) in vista di una comunità economico/finanziaria[15] dominata dal denaro delle grandi banche. In breve occorreva formare al di sopra delle Nazioni e delle Patrie un governo tecnico, di scienziati e di professori, di banchieri e di economisti[16] e al di sopra della Chiesa romana un consiglio federale o democratico delle varie  chiese nazionali[17] dominate dalla Superchiesa, o meglio Controchiesa, la massoneria[18].

III
Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi (XX secolo)

Nel Novecento tutto era pronto per rendere oramai pubblico l’antico piano segreto di Andreae e Comenius, ripreso da Saint-Yves nell’Ottocento. E fu Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi (Tokio 1894 - Vienna 1972) a realizzarlo ai nostri giorni.
Kalergi, nato a Tokio ove suo padre era ambasciatore ed aveva sposato una principessa giapponese, fondò a Vienna (ove visse pur essendo cittadino francese) nel 1922 il “Movimento Paneuropeo”. Egli si era laureato in filosofia a Vienna nel 1917, si era sposato nel medesimo anno con una famosa attrice di teatro (Ida Roland)  di origini israelitiche ed aveva cominciato ad interessarsi al progetto del Mondialismo e della Globalizzazione a guida Statunitense sin dal 1919.
Occorreva innanzitutto partire dalla Vecchia Europa per farne una Nuova Europa Unita, la Paneuropa o la Magna Europa (come dicono oggi i teoconservatori italiani[19]). Nel 1923 uscì il suo libro principale in cui esponeva il cosiddetto “Piano Kalergi”, che in realtà era quello dei Rosacroce e della giudeo/massoneria, intitolato Paneuropa (Vienna, Edizioni Paneuropa, 1923). A questo volume ne seguirono altri, che sostanzialmente ripetono lo stesso tema apportandovi delle modifiche e novità accidentali dovute all’evolversi dei tempi (R. Ch. Kalergi, J’ai choisì l’Europe, Paris, Plon, 1952; Id., Storia di Paneuropa, Milano, Edizioni Milano Nuova, s. d.). Nel 1947 fondò l’Unione Parlamentare Europea.

L’inizio della realizzazione del piano Kalergi (1914-1946)

Molte furono le personalità della stampa, dell’alta finanza e della politica europea e mondiale che aderirono al Movimento Paneuropa con sede a Vienna: i maggiori quotidiani statunitensi: New York Times e New York Herald Tribune; Winston Churchill (1874-1965) più volte Ministro dal 1908 al 1922, Primo Ministro dell’Inghilterra dal 1940 al 1945 e dal 1951 al 1955; Hjalmar Schacht (1877-1970) Presidente della banca Tedesca; Konrad Adenauer (1876-1967) fondatore della Democrazia Cristiana Tedesca e Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca dal 1949 al 1963; Robert Schumann (1886-1963) Primo Ministro francese dal 1947 al 1948 e fondatore della Democrazia Cristiana francese; Alcide De Gasperi (1881-1954), Segretario del Partito Popolare Italiano dal 1923 al 1925, poi Segretario della Democrazia Cristiana d’Italia dal 1944 al 1946, Primo Ministro dal 1945 al 1953, firmò il Trattato o il Diktat di Pace con gli Alleati nel 1947, fortemente criticato persino da Benedetto Croce; John Foster Dulles (1888-1959) Segretario di Stato degli Usa dal 1953 al 1959 sotto la presidenza Eisenhower; Edvard Benes (1884-1948) Ministro degli esteri della Repubblica Cecoslovacca dal 1918 al 1935, poi Presidente della Repubblica dal 1935 al 1938 e dal 1946 al 1948; Edouard Herriot (1872-1957) Primo Ministro della Francia dal 1924 al 1925 e nel 1932; Sigmund Freud (1856-1939) il fondatore della Psicoanalisi; Francesco Nitti (1868-1953) Primo Ministro dal 1919 al 1920; Benedetto Croce filosofo liberale, immanentista e Ministro del governo Badoglio di Salerno dal 1943 al 1945, deputato del Partito Liberale Italiano dal 1946 al 1948 (1866-1952).

Ultimi “dettagli” del piano Kalergi

Il Piano Kalergi[20] consiste essenzialmente nella distruzione totale della Vecchia Europa, iniziata con la prima guerra mondiale, seguitata con la seconda e terminata con l’Europa Unita (2000) di Bruxelles e l’invasione di massa di milioni di musulmani provenienti dall’Africa (2015).
Kalergi aveva scritto che occorreva mischiare i popoli e le etnie europee con quelle asiatico/slave (ciò è avvenuto nel 1990 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II) e africane ( e nel 2013-15  sotto Francesco I).

Il kalergiano ex Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) G. Brock Chisholm ha dichiarato: “tutti dovranno praticare la limitazione delle nascite e i matrimoni misti in vista di creare una sola razza in un mondo unificato e dipendente da un’autorità centrale” (USA Magazine, 12 agosto 1955).

Le invasioni della Vecchia Europa da parte dei popoli dell’Est, degli slavi, degli asiatici e dei musulmani africani non è un fenomeno spontaneo, ma era stata progettata da Kalergi ed è stata realizzata dai «Padri fondatori» dell’Europa Unita (1945-1989) e poi ultimata dai «figli “deficienti”»[21] dell’Europa oramai distrutta (1990-2015) con l’avallo degli uomini di Chiesa, che dal Vaticano II in poi hanno sposato la filosofia della modernità. Non si possono tacere gli appoggi e le aperture di Giovanni XXIII e Paolo VI al Rotary, alla Massoneria, al Bené Berith, all’Onu e l’attivazione pratica di Giovanni Paolo II e Francesco I a favore dell’invasione di massa dell’Italia e della Vecchia Europa occidentale a partire dell’Est e dal Continente nero. Contra factum non valet argumentum. È triste doverlo ammettere ma è così e per il principio evidente di non-contraddizione non lo si può negare. La Repubblica e il Tempio Universali hanno agito di pari passo come aveva progettato l’Alta Vendita: “la Rivoluzione in cappa e tiara, fatta dal clero sotto un Papa secondo i nostri bisogni”[22].      

Il termine della realizzazione del piano Kalergi

Nel 2010 il  Cancelliere Federale tedesco Angela Merkel è stato insignito del Premio Kalergi, nel 2012 il premio è toccato al Presidente del Consiglio Europeo Herman van Rompuy. Oramai il piano non è più segreto e i suoi esecutori sono premiati pubblicamente.

Assistiamo, perciò, umanamente impotenti all’invasione finale dell’Italia e dell’Europa ultimamente anche da parte della manovalanza dell’Isis, benedetta dai politici (tranne poche eccezioni: Lega nord, Fratelli d’Italia, Cinque stelle), dagli intellettuali politicamente corretti, dai giornalisti di regime e soprattutto dagli uomini di Chiesa teologicamente corretti (Galantino, Bagnasco, Bergoglio), anche qui con poche e rare eccezioni.

Conclusione

Come andrà a finire? Come in Siria, in Tunisia, in Libia. Solo il sangue dei martiri potrà cancellare questo delirio collettivo. Noi, tuttavia, dobbiamo far quel che umanamente possiamo per impedire che ciò avvenga, ma soprattutto dobbiamo confidare nell’aiuto del Signore data l’imparità delle forze in campo, tenendo conto del cedimento e dell’arrendevolezza degli europei e dei loro capi nel subire o, addirittura, nel desiderare questo stato di cose: l’entrata del “cavallo di Troia” nella nostra terra coll’aggravante che ora Ulisse e i suoi soldati non sono nascosti nel ventre del cavallo, ma sono ben visibili a bordo degli scafi che noi andiamo a trainare e far attraccare sulle nostre coste e che i pochi Laoconte attuali sono derisi mentre ieri non erano presi in considerazione. È pazzesco, ma è così. “C’è molta logica in questa follia” direbbe Shakespeare. D’altronde un mondo che inizia con la folle affermazione di grandi filosofi secondo cui il pensiero crea la realtà (Cartesio, Kant, Hegel) non può non terminare nel delirio suicidario nichilistico (Nietzsche, Freud, Adorno, Marcuse, Sartre e sessantottini). Stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato. Ora “chi semina vento raccoglie tempesta”. Quindi prepariamoci ad un terribile tsunami, un “Diluvio di fuoco” (S. Luigi Grignion de Montfort).

Più attuale che mai, in questi tristissimi frangenti, risuona alle nostre orecchie questa bella preghiera del cardinal Alfredo Ottaviani: “Maria ai nostri tempi: la Società moderna è travagliata da una febbre di rinnovamento che fa paura ed è infestata da uomini che si prevalgono di tanta nostra sofferenza per costruirvi l’impero dei loro arbìtri, la tirannide dei loro vizi, il nido delle lussurie e delle rapine. Mai il male ha assunto caratteristiche tanto vaste e apocalittiche, mai abbiamo conosciuto altrettanto pericolo. Da un’ora all’altra noi possiamo perdere non la vita soltanto, ma tutta la civiltà e ogni speranza. Sembra che anche a noi il Signore dica ‘non è ancor giunta la mia ora’, ma l’Immacolata, la Madre di Dio, la Vergine che è l’immagine e la tutela della Chiesa, Essa ci ha dato, già a Cana, la prova di saper e poter ottenere l’anticipo dell’ora di Dio. E noi abbiamo bisogno che quest’ora venga presto, venga anticipata, venga resa immediata, poiché quasi potremmo dire: ‘O Madre, noi non ne possiamo più! ’. Per i nostri peccati noi meritiamo gli ultimi eccidi, le più spietate esecuzioni. Noi abbiamo cacciato il suo Figlio dalle scuole e dalle officine, dai campi e dalle città, dalle vie e dalle case. L’abbiam cacciato dalle stesse chiese, abbiamo preferito Barabba. È veramente l’ora di Barabba [...]. Con tutto ciò, fiduciosi in Maria, sentiamo che è l’ora di Gesù, l’ora della redenzione [...]. Dica Maria, come a Cana: ‘Non hanno più vino ’; e lo dica con la stessa potenza d’intercessione e, se Egli esita, se si nega, vinca le sue esitazioni come vince, per materna pietà, le nostre indegnità. Sia Madre pietosa a noi, Madre imperiosa a Lui. Acceleri l’ora sua, che è l’ora nostra. Non ne possiamo più, o Maria. L’umana generazione perisce, se tu non ti muovi. Parla per noi, o silenziosa, parla per noi, o Maria! ”[23].
d. Curzio Nitoglia
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1. Cfr. Jean Piaget (a cura di), Giovanni Amos Comenio (1592-1670). Pagine scelte, Firenze, Bemporad-Marocco, 1960; O. Odlozìk, Jan Amos Komensky, Chicago, Ed. Czechoslovak National Council of America, 1942; D. Ligou (diretto da), Dictionnaire de la Franç-Maçonnerie française, Paris, PUF, II ed., 1994, voce Komensky, p. 1068 ss.; E. Saunier, Enciclopédie de la Franç-Maçonnerie, Paris, PUF, 2000; J. Servier (diretto da), Dictionnaire critique de l’ésotérisme, Paris, PUF, 1998, voce Théosophie, pp. 1251-1293; M. Denis, Un certain Comenius, Paris, PUF, 1992; Epiphanius, Massoneria e sette segrete, Albano Laziale, Editrice Ichthys, II ed. 2002, III ed., Napoli, Controcorrente, 2007.
2. I cui maggiori rappresentanti sono Platone e Aristotele. 
3. Rappresentata da Cicerone, Seneca e Marco Aurelio.
4. S. Agostino rappresenta l’apice della Tradizione patristica greca e latina. S. Tommaso d’Aquino segna il vertice della speculazione scolastica medievale, la quale sarà sempre viva sino ai giorni nostri grazie alla seconda/terza scolastica, alla neoscolastica e al neotomismo. 
5. Cfr. P. Mariel, Le società segrete che dominano il mondo, Firenze, Vallecchi, 1976.
6 Cfr. H. Ch. Puech (diretta da), Storia delle religioni, Bari, Laterza, 1977, vol. III, S. Hutin ( a cura di), Lo spiritismo e la società teosofica, p. 636 ss.
7. Cfr. H. Ch. Puech (diretta da), Storia delle religioni, Bari, Laterza, 1977, vol. III, A. Faivre (a cura di), L’esoterismo cristiano dal XVI al XX secolo, p. 580 ss.
8. Cfr. Alexandrian, Storia della filosofia occulta, Milano, Mondadori, 1984. 
9. J. Piaget (a cura di), Giovanni Amos Comenio (1592-1670). Pagine scelte, Firenze, Bemporad-Marocco, 1960, p. 31. 
10. Cfr. H. Delassus, Il problema dell’ora presente, 2 voll., (1907), III ed. italiana, Proceno (VT), Effedieffe, 2014-2015; cfr. A. Romeo, voce Apocalittica, in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1948, I vol., col. 1615 ss.; F. Spadafora, Dizionario Biblico, III ed., 1963, Roma, Studium, voce Apocalittica, p. 42 ss.; Id., Dizionario Biblico, III ed., 1963, Roma, Studium, voce Messia, p. 410 ss.; G. Ricciotti, in Enciclopedia Italiana, Roma, II ed., 1950, III vol., voce Apocalittica, coll. 657 ss.; Id.,  Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1952, vol. VIII, voce Messia, coll. 843-849; A. Vaccari, in Enciclopedia Italiana, Roma, II ed., 1951, vol. XXII, voce Messianismo, p. 953 ss.
11.  II ed. Praga, Editrice Orbis, 1950. Si noti il titolo “Pan-orthosia” ossia pan/tutto-universale e orthos/ordine-legge, che esprime già nel 1644 il concetto di Globalizzazione, di Unificazione e di Mondialismo totalitario, ossia il “Nuovo Ordine Mondiale” realizzato a partire dalla prima guerra nel Golfo persico contro l’Iraq (come dichiarò G. Bush senjor nel 1990) e portato ancora più in là da Bush jr nel 2003 e poi da Obama con le Primavere arabe dal 2011 sino ad oggi.
12. Il cardinal Giacomo Biffi († luglio 2015) nel 2000 aveva scritto in due Lettere Pastorali alla Diocesi di Bologna (Islam e Cristianesimo, 6 agosto 2000; La città di San Petronio nel terzo millennio, 12 settembre 2000), della quale era arcivescovo, che se l’Italia e l’Europa non fossero tornate seriamente alle loro radici cristiane sarebbero state islamizzate ed aveva previsto che l’attacco finale dell’islam non sarebbe tardato ad arrivare sino a noi. 
13. J. Servier (diretto da), Dictionnaire critique de l’ésotérisme, Paris, PUF, 1998, voce Néotemplarisme, pp. 919-920.
14. Cfr. L. Daménie, La Tecnocrazia, Milano, Il Falco, 1985.
15. Saint-Yves usa il termine “empirio/crazia”, che vuol dire governo dei tecnici o empiristi i quali si rifanno alla filosofia sensista dell’illuminismo empirista inglese del XVIII secolo e alla sua dottrina economica, che è il neoliberismo. 
16. In Italia si vedano i governi Prodi, Monti, Letta, Renzi, con Mario Draghi a capo della BCE.
17. Recentemente Francesco I ha parlato di “Onu delle religioni” in maniera positiva. Sunt lacrimae rerum…
18. Il quotidiano Libero (2 novembre 2013, p. 17) titola a caratteri cubitali: “Direttiva di Bruxelles per educare alla sessualità: la masturbazione insegnata a i bambini di 4 anni, a 6 anni si spiega l’amore gay, a 9 i contraccettivi, a 12 l’aborto”. Siamo arrivati al capo linea del piano Kalergi. Il mondo moderno ha raggiunto il suo apice di perversione intellettuale e morale ed è entrato in un coma irreversibile: falsità e malizia vengono legalizzati, canonizzati e chi li critica è incarcerato per “omo-follia”. Questa situazione è paragonabile alla condizione dell’umanità ai tempi di Noè (Genesi, VII, 11 ss.). Vediamo quel che ci dice la S. Scrittura a proposito di questo avvenimento (Gen., VI, 5 – IX, 17): «Vedendo Dio come era grande la malvagità degli uomini sopra la terra e come tutti i pensieri del loro spirito erano intesi a malfare continuamente» la sua Giustizia decretò il Diluvio Universale (Gen., VI, 5-7). L’umanità ai tempi di Noè lasciò a Dio un solo modo per raddrizzarla, il castigo della sua Giustizia, ma nel tempo stesso la Misericordia del Signore concesse agli uomini un periodo notevole per far penitenza (circa 120 anni dall’annuncio del Diluvio, sette giorni dall’inizio del Diluvio alla chiusura dell’arca, quaranta giorni e notti di pioggia ininterrotta e 150 giorni per il processo di riassorbimento del Diluvio). Allo stesso modo oggi un castigo mondiale è sicuramente l’unico modo che l’umanità ha lasciato a Dio perché un gran numero di anime si possa ancora salvare dall’orrore di dannarsi per l’eternità. Il castigo della Giustizia divina lascia sempre uno spazio alla Misericordia, se l’uomo si pente ed accetta la Grazia di Dio si salva, se persevera nel male e rifiuta Dio si danna. È quel che succederà tra non molto, se pensiamo conformemente a quanto insegna la “Maestra più inascoltata dall’uomo: la Storia Sacra” e la mettiamo in rapporto a quanto annunziato dalle direttive educative di Bruxelles. 
19. Marco Respinti del movimento piacentino di  Alleanza Cattolica, fondato da Giovanni Cantoni e diretto attualmente da Massimo Introvigne, scrive sul Domenicale: “Oggi [esiste] un’altra Europa che… abita tra America, Gran Bretagna e Israele (…), l’Europa-civiltà non è solo l’Europa-continente, esiste la Magna Europa” (Domenicale, 27 agosto 2005, p. 1).  Secondo questo autore la ‘Magna Europa’ coincide con l’Europa-civiltà, rappresentata da USA, GB e Israele. Respinti scrive anche che questa tesi è portata avanti, politicamente, dal Foglio di Giuliano Ferrara e, teologicamente, dai “libri di Joseph Ratzinger”. Sempre secondo questo autore, l’Europa-civiltà è rappresentata da Israele  “avamposto dell’occidente popolato di fratelli maggiori come insegna il magistero della Chiesa”. Israele, scrive Respinti, citando positivamente Leo Strauss,  resta il mistero teologico su cui si fonda l’Europa-civiltà. Cfr. Thomas E. Woods jr., Guida politicamente scorretta alla storia degli Stati Uniti d’America, Crotone, 2009, Introduzione di Marco Respinti, Collana diretta da Giovanni Cantoni.
20. Cfr. G. Honsik, Adiòs, EuropaEl Plan Kalergi (Barcellona, Editorial Bright-Rainbow, 2005).
21. Se si considerano le capacità intellettuali dei primi fondatori dell’Europa Unita da De Gasperi a Craxi (e non la loro nobiltà d’animo, essendo anche loro kalergiani) rispetto agli attuali governanti, non si può non constatare un enorme abbassamento di qualità, ossia una “deficienza” dal latino defìcere/mancare, essere scarso.  
22. Cfr. H. Delassus, Il problema dell’ora presente, 1907, III ed. italiana, Proceno (VT), Effedieffe, I vol., cap. XXXIII, pp. 316-332.  
 23. A. Ottaviani, Il baluardo, Ares, Roma, 1961, pagg. 279-283; II ed. Proceno (VT), Effedieffe, 2014. 

62 commenti:

Luisa ha detto...

Sono in arrivo oggi i due testi voluti da Bergoglio per snellire il processo per la nullità del matrimonio.
Siccome le indiscrezioni sono state, con ogni probabilità, raccolte da Tornielli presso fonti autorevolissime (...), i suoi "è possibile" e "è probabile" ci danno un`idea di come si eserciterà il mite giudizio del mite e misericordioso Gesù.
Mi sembra che restano ben pochi dubbi su come Bergoglio farà passare la sua volontà durante e dopo il Sinodo, il mite e misericordioso Gesù che mai giudica, che perdona tutti e tutto senza nulla chiedere, sarà chiamato a dare il suo placet.

E sarebbe corretto evitare di strumentalizzare Benedetto XVI che aveva sì parlato di riflettere sul processo di nullità ma non si può certo sapere in che senso lui l`avrebbe riformato.
Benedetto XVI, pochi giorni prima dell`annuncio della sua rinuncia, aveva detto ai componenti della Rota Romana che non si
"deve quindi prescindere dalla considerazione che possano darsi dei casi nei quali, proprio per l’assenza di fede, il bene dei coniugi risulti compromesso e cioè escluso dal consenso stesso"

ma non senza ggiungere e terminare dicendo che:

"con le presenti considerazioni, non intendo certamente suggerire alcun facile automatismo tra carenza di fede e invalidità dell’unione matrimoniale, ma piuttosto evidenziare come tale carenza possa, benché non necessariamente, ferire anche i beni del matrimonio, dal momento che il riferimento all’ordine naturale voluto da Dio è inerente al patto coniugale (cfr Gen 2,24)."

Vedremo oggi se ha ragione o torto chi già parla di un "divorzio cattolico".

Luisa ha detto...

Ho dimenticato il link:

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2013/january/documents/hf_ben-xvi_spe_20130126_rota-romana.html

Josh ha detto...

Grazie dell'illuminante excursus, don Curzio.

Anonimo ha detto...


@ Illuminante, mica tanto, scusate se dissento. Un articolo a mio avviso troppo
sbrigativo, che ripete cose dette e ridette, trite. ( n.b. La "Cecoslovacchia" non e' piu' "attuale" da parecchi anni). Dei sinistri autori citati si da' in pratica il riassunto della loro vita, ma quanto a testi, praticamente nulla. Mi sarebbe piaciuta una critica che citasse qualche passo di Comenius, p.e., che lo demolisse in modo argomentato. Del "piano Kalergi" si dovrebbe sapere qualcosa di piu', per avere argomenti con i quali contrattaccare, oppure no?
Il testo peggiore di Kalergi non e' comunque "Paneuropa" ma quello successivo "Idealismo pratico", dove teorizza (contro il nazismo) il "superamento" delle razze in una sorta di "meticciato" mondiale. Un'idea demenziale, non c'e' dubbio. Ma bisogna trovare argomenti per rispondere, non si puo' spiegare sempre tutto il male applicando l'etichetta del complotto giudaico-massonico. "Paneuropa" ebbe molto successo, si era nel 1923, negli ambienti colti e politici del tempo di tendenza liberale e democratica perche' si viveva sotto l'impressione della strage della I gm appena conclusasi. Si comincio' a pensare, utopisticamente, che una Europa in qualche modo unita avrebbe eliminato la possibilita' di simili guerre in futuro. L'utopia assurda della Paneuropa, Kalergi la coniugo' poi, nel suo altro libro, all'idea ancora peggiore di un'Europa "meticcia", nella quale trovasse posto l'edonismo diffuso, in nome della liberta'. Come vediamo oggi, appunto. Ma questi abomini, oltre che denunciati,non andrebbero demoliti anche sui testi? L'individualismo edonistico e' oggi diffuso solo tra i "kalergiani"?
Noto poi il permanere del mito secondo il quale la monarchia asburgica sarebbe caduta per colpa della rosacroce-massoneria, con la I gm. Si attribuisce in questo modo alla massoneria una sorta di onnipotenza. Certo ci furono le mene della massoneria internazionale contro la duplice monarchia ma fu solo una componente del quadro e non la piu'importante. Le cause storiche piu' profonde furono: la convivenza sempre piu' difficile tra slavi, ungheresi, elemento tedesco, si odiavano tutti tra di loro, li teneva insieme solo il vincolo dinastico, ancora abbastanza forte; la mancata riforma costituzionale dell'impero, in un senso federale, anche se di tipo conservatore; gli errori della politica estera austriaca, che si creo' un nemico mortale nella Russia per le questioni balcaniche (contro i russi, i soldati slavi della Duplice non si battevano). Insomma, l'elenco sarebbe lungo.
Da meditare, certo, la lunga citazione del cardinale Ottaviani. Ma al Concilio, ben conscio di quello che stava succedendo, non avrebbe dovuto gettare alle ortiche la pur legittima devozione alla figura del Papa, sbattere i pugni sul tavolo e spaccare tutto? Era il numero due della Gerarchia. Insomma, creare uno scandalo internazionale, cercare di far saltare il Concilio, comunque "spaccarlo"? Non sarebbe stato facile, certo. Ma allora, perche' uno e' cardinale della Chiesa di Cristo? Perche' si veste di rosso, il rosso del sangue dei martiri? Per andare alle processioni? E vedremo questi di oggi, che vogliono difendere la vera dottrina, che cosa sapranno fare all'incombente e infausto Sinodo. PP

Anonimo ha detto...

E' un divorzio cattolico,anche se nei primi tempi ci saranno timidezze nell'ammetterlo, ma tra due anni sarà sarà tutto una normalità.

Luisa ha detto...

Scusate se ritorno sui due Motu Proprio di oggi ma mi sembra che abbiano una certa importanza concreta.

Scorrendo i titoli dei giornali ritorna il verbo "rivoluziona", Bergoglio rivoluziona e passa un messaggio di speranza ai divorziati risposati, dunque un messaggio al Sinoso.
Quel che mi vien da dire è che con questa riforma-rivoluzione i cattolici non saranno uguali davanti alla legge.

In effetti in ogni diocesi il vescovo diventa giudice di prima istanza per le cause di nullità e può esercitare questa potestà personalmente, oppure delegarla, sappiamo che non regna unanimità e ancor meno unità fra i vescovi nel mondo, che sono divisi su temi essenziali di fede e che stanno in questo momento stesso combattendo in vista del Sinodo.
E così chi avrà un vescovo progressista otterrà al più tardi nel termine di un anno soddisfazione alla sua domanda, chi invece avrà un vescovo più rispettoso della Dottrina, più fedele alla Parola del Signore, in poche parole più cattolico, "rischia" di non vedere soddisfatta la sua richiesta.

Quel grande potere dato al vescovo è, a mio avviso, indicativo della strada che vuol far prendere Bergoglio per la comunione ai divorziati risposati, non per niente è stato pubblicato alle porte del Sinodo.
Temo di non sbagliarmi.
E mi viene in mente quel che di Bergoglio ha detto un suo ammiratore cardinale:" gli basteranno quattro anni per cambiare la Chiesa."
Una chiesa a sua immagine.



mic ha detto...

A occhio e croce da quel che emerge: collegialità, che scardina il primato petrino, che Bergoglio in questo caso ha esercitato solo per cederlo ai vescovi!
Dopo che avrò letto i testi ne riparleremo.

Josh ha detto...

@mic "Collegialità, che scardina il primato petrino, che Bergoglio in questo caso ha esercitato solo per cederlo ai vescovi...."

e che rientra nei suoi progetti, dichiarati più volte, di dare più spazio alla latitudinarietà, alle idee e iniziative locali, a ciò che viene "dal basso",
come se non ci fosse più da ribadire una Via, Verità, Vita già data una volta per tutte, uguale per tutti, e che non attende aggiornamenti nè dal divenire transeunte della storia nè da innovazioni localistiche.

Tornando al "divorzio breve cattolico", la stessa situazione di discrepanza nell'osservanza generale da parte dei vescovi, oltre ai casi paventati, non farà altro che moltiplicare all'infinito il relativismo dell'interpretazione secondo le diverse sensibilità, fino ad avere uno, nessuno, centomila vangeli.

immaginatevi un discorso (mica poi tanto) ipotetico:
_moglie: "ma allora, siamo davvero sposati o no?"
_marito: "boh, chissà, forse.
dipende da te, da noi...."
_moglie: "finchè stiamo insieme, ah sì, e finchè ne siamo convinti"

Si riporta il tutto al cuore dei singoli, alla loro situazione, ma è distrutto in questo modo il valore ontologico del Sacramento. Le "commissioni locali" con tutti i loro variegati punti di vista, faranno il resto.

Josh ha detto...

Grazie degli approfondimenti PP.

penso che don Curzio volesse dare solo una traccia, per forza incompleta...

Luisa ha detto...

Bergoglio ha detto ai giovani:

"Fate casino!

Mi sembra che sia quel che lui stesso stia facendo dando un bella randellata a tutto quel che egli considera dépassé", oggi che il potere di fare e disfare è tutto nelle sue mani concretizza a livello universale quel che avrebbe voluto fare nella sua precedente diocesi.
Ma in che stato ha lasciato la diocesi di Buenos Aires?

Gederson Falcometa ha detto...

"Collegialità, che scardina il primato petrino, che Bergoglio in questo caso ha esercitato solo per cederlo ai vescovi...."

Cara Mic,

Bergoglio ha cominciato a mettere in pratica l'insegnamento della Evangelium Gaudium:

16. Non credo neppure che si debba attendere dal magistero papale una parola definitiva o completa su tutte le questioni che riguardano la Chiesa e il mondo. Non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso, avverto la necessità di procedere in una salutare “decentralizzazione”.

32. Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri, devo anche pensare a una conversione del papato. A me spetta, come Vescovo di Roma, rimanere aperto ai suggerimenti orientati ad un esercizio del mio ministero che lo renda più fedele al significato che Gesù Cristo intese dargli e alle necessità attuali dell’evangelizzazione.

Luisa ha detto...

Vedo che non sono la sola ad aver subito osservato quanto e come la varietà di "sensibilità" dei vescovi chiamati ad essere soli giudici dividerà i cattolici in "fortunati" e meno "fortunati".
Scusate se uso il termine "fortunato", è solo per semplificare.
Se penso ai vescovi di casa mia, chi si rivolgerà ai vescovi iperprogressisti, che sono la maggioranza, fileranno diritti alla nullità, chi invece è nella diocesi di Mons. Huonder avrà meno "fortuna" e rischia di dover aspettare.
E non mi si venga a dire che questa semplice osservazione non è stata presa in conto da Bergoglio e dai "quattro grandi esperti" di cui strananemte non ci viene dato il nome.

hr ha detto...

per Luisa

Conferenza Stampa di presentazione delle due Lettere “motu proprio datae” di Papa Francesco “Mitis Iudex Dominus Iesus” e “Mitis et misericors Iesus”, sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio, rispettivamente nel Codice di Diritto Canonico e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, 08.09.2015

Intervengono alla conferenza stampa: S.E. Mons. Pio Vito Pinto, Decano della Rota Romana e Presidente della Commissione speciale per la Riforma del processo matrimoniale canonico; l’Em.mo Card. Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e Membro della Commissione speciale; S.E. Mons. Dimitrios Salachas, Esarca Apostolico di Atene per i cattolici greci di rito bizantino e Membro della Commissione speciale; S.E. Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I., Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e Membro della Commissione speciale; Mons. Alejandro W. Bunge, Prelato Uditore della Rota Romana e Segretario della Commissione speciale; il Rev. P. Nikolaus Schöch, O.F.M., Promotore di Giustizia Sostituto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e Segretario della Commissione speciale.

Seguono gli interventi del Card. Francesco Coccopalmerio di Mons. Dimitrios Salachas, Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, S.I. Mons. Alejandro W. Bunge, del Rev. P. Nikolaus Schöch, O.F.M.
http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/09/08/0654/01425.html#cocc

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ora si comprende meglio il motivo della rimozione del card. Burke dalla Segnatura. Con lui l'abolizione (obbrobrio giuridico) della doppia sentenza conforme non sarebbe mai passata. Comunque vedo che rimane la possibilità di appello. Bergoglio, che viene da uno dei Paesi più corrotti del mondo, ha fatto finta, more suo solito, di non accorgersi che il corruttore richiedente la nullità a cause delle nuove norme bergogliane dovrà corrompere solo due giudici e non più quattro come invece con la doppia sentenza conforme. Il tutto ovviamente alla faccia della tanto declamata lotta alla corruzione di bergogliana memoria. Pensate solo a cosa a capiterà in Germania, in Svizzera ed in Belgio. Fra qualche anno saremo inondati da migliaia di sentenze di nullità. Comunque mi consola che codeste norme sono solo di diritto bergogliano e non già divino. Il prossimo Papa potrà tranquillamente modificarle. Anche oggi io mi sono ritrovato a pregare per il nuovo Papa, che Dio ha già scelto. Che egli abbia il coraggio di rimediare agli errori e alle stupidaggini bergogliane. Segnalo infine che venerdì prossimo, per i tipi di Cantagalli, sarà nelle librerie italiane il libro del card. Robert Sarah, con prefazione del Papa emerito! " Dio o niente". In questo libro, con parresia, il porporato guineano non le manda a dire a Bergoglio e ai suoi sodali che gli hanno dato i voti: Marx, Danneels, Lehman e Kasper.

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Luisa delle 13,42. Coraggio, Luisa. Due anni e mezzo sono già passati.

mic ha detto...

Alessandro,
scusa ma stavolta il tuo ragionamento, se basato sulla "corruzione" mi pare faccia acqua.
Non è necessario tanto porre deterrenti alla corruzione (niente affatto scontata) quanto al modo in cui sembra rendersi più facile la dichiarazione di nullità, facendo prevalere la soluzione 'pastorale' sull'esercizio della giustizia.

mic ha detto...

Del "piano Kalergi" si dovrebbe sapere qualcosa di piu', per avere argomenti con i quali contrattaccare, oppure no?

Mi riferisco anche agli altri suoi appunti. (Anonimo 11:04)
Ogni articolo, che non è un trattato, può presentare qualche lacuna nel privilegiare alcuni percorsi e/o sottolineature rispetto ad altre.

Perché non ci manda un suo contributo di approfondimento, opportunamente sottoscritto?

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Mic. Concordo. Però tieni presente che la corruzione si insinua anche nelle nostre strutture. Un cardinale italiano ancora oggi elettore aveva fama, quando era avvocato rotale, di essere un aggiustatore di processi canonici. Aggiustatore .... e non andiamo oltre. Comunque le norme bergogliane sono norme di uomo, non di Dio. Il prossimo Papa potrà porvi rimedio senza troppi problemi come quando Giovanni Paolo II pose rimedio alle dispense dal sacerdozio che con Paolo VI venivano concesse in via amministrativa.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Leggo su Vatican insider, a firma di Scaramuzzi, che oggi il decano della rota romana avrebbe affermato, durante la conferenza stampa, che i poveri sono di divorziati risposati tenuti lontano e ai margini. Fermo restando che non possiamo generalizzare perché ogni coppia scoppiata fa storia a se, mi chiedo: cosa diciamo a S. Thomas More e a S. John Fisher? Che Enrico VIII era un povero? Che con loro due, che ci hanno rimesso la testa, ci siamo sbagliati? Che avremmo dovuto beatificare il carnefice anziché la vittima?

Luisa ha detto...

Dopo aver letto le parole di mons. Pinto decano della Sacra Rota, e come lo temevo, non possono sussistere dubbi su quel che vuole Bergoglio, Pinto non potrebbe essere più esplicito, il solo fatto che Bergoglio abbia fatto pubblicare i suoi Motu Proprio a ridosso del Sinodo indica palesamente in che senso vuole che vadano i padri sinodali.
Quanto poi a considerare "poveri" i divorziati risposati che grazie alla generosità di Bergoglio potranno avere la nullità e descriverli come uno " numero smisurato di infelici" la dice lunga sull`aria che ha soffiato durante i dibattiti e in che direzione voleva andasse la barca.
Leggo:

«la Chiesa non è padrona, né il Papa è padrone, ma la Chiesa e il Papa sono servi, e il Papa ha invitato i vescovi ad essere servi con lui».

Sono servi di chi?
Chi è il loro padrone?

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-nullita-annullment-nulidad-43227/

E mi ripeto, perchè restano segreti i nomi dei quattro "grandi esperti" che hanno dato il loro placet?

Anonimo ha detto...


@ Il giudice "mite", che non applica la giustizia, ma "viene incontro" e "media".

Da notare l'intestazione dei due motu proprio: "Mitis iudex" e "mitis Iesus". Abbiamo dunque un diritto canonico che deve diventare "mite" per quanto riguarda la procedura di dichiarazione di nullita' dei matrimoni. Colpisce l'aggettivo mite. Da diversi anni nel pensiero giuridico italiano si cerca di teorizzare "il diritto mite". Non da parte di filosofi del diritto, da parte di professori di diritto costituzionale e giudici costituzionali. Cosa sarebbe il diritto "mite"? Un diritto che non impone le sue norme con la forza delle sentenze e l'uso della coercizione (della pena, quale che sia), costringendo i comportamenti dei consociati a rispettarlo, quando non lo fanno spontaneamente. Un diritto, invece, che m e d i a tra opposti interessi ed esigenze, che smussa gli angoli, che non punisce, che soprattutto si impegna a riflettere gli sviluppi sociali cosi' come sono, senza coartarli, mediando appunto tra di essi. Un diritto del genere e' la caricatura del diritto e puo' esser pensato solo in un'atmosfera culturalmente decadente come l'attuale. Ora l'idea del "diritto mite" trova cittadinanza anche nella Chiesa al fine di attuare la "misericordia" latitudinaria di Papa Bergoglio. PP

RAOUL DE GERRX ha detto...

Aux trois figures évoquées par Don Curzio Nitoglia, on pourrait ajouter celle d’Anacharsis Cloots (1755-1794), “orateur du genre humain”, auteur de "La République universelle ou adresse aux tyrannicides", publiée à Paris en 1793, “L’an quatre de la Rédemption”.

Aristocrate rhénan et ressortissant prussien (de son vrai nom Johann Baptist Hermann Maria Baron de Cloots) ayant renié sa classe et sa patrie par enthousiasme pour la philosophie des Lumières, Anacharsis Cloots est l'un des personnages les plus singuliers de la Révolution française. D'abord voltairien modéré, quoique d'un tempérament fort exalté, il ne cessa de se sans-culottiser et finit guillotiné, en 1794, sous la dictature de Robespierre qui ne goûtait ni son athéisme intransigeant, ni son extravagante radicalité.
Entre tant, il avait été élu à la Convention, s'y signalant par ses harangues contre les Girondins et autres fédéralistes. Farouchement athée et matérialiste, internationaliste avant l'heure, il rêvait de fraternité universelle et d'un monde sans frontières — dont le chef-lieu eût été Paris, “capitale de l'Idée”…

Anonimo ha detto...

Riflessione molto opportuna e assai condivisibile da parte di Tosatti nel suo blog "San Pietro e dintorni", che come sempre centra l'obiettivo da par suo.
L'articolo:
Sinodo: Bagnate le polveri ...
"Le modifiche rese note oggi alla disciplina e alla pratica del riconoscimento di nullità matrimoniali nella Chiesa cattolica con ogni probabilità riporteranno il Sinodo di ottobre sulla Famiglia a una visione più ampia ed equilibrata dei problemi della famiglia stessa. Nella sua versione straordinaria dell’ottobre 2014, e nel dibattito mediatico e pubblicistico che l’aveva preceduto, accompagnato e seguito gran parte dell’interesse si era accentrato sul problema dei divorziati-risposati, e del loro accesso ai sacramenti.
E’ assai probabile che alla luce dei cambiamenti operati dalla nuova legislazione in materia quel problema perda molto del suo vigore: se è possibile ottenere un riconoscimento di nullità in tempi super brevi, e gratuiti o quasi, che senso ha continuare a fare a sciabolate su un problema che provocherebbe spaccature profonde nella Chiesa, con molti vescovi e cardinali contrari, e che sembra comunque, alla luce dei testi evangelici, spinoso da gestire?
La Commissione creata da papa Francesco, presentando opportunamente i risultati del suo lavoro a poche settimane dall’inizio del Sinodo, e aprendo la chiusa delle difficoltà procedurali per le nullità (e forse anche qualche cosa di più) ha evitato al Papa di dover gestire non senza difficoltà una situazione che rischiava di diventare esplosiva, come aveva solo qualche giorno fa sottolineato il Prefetto per la Congregazione della Fede , con addirittura il rischio di uno scisma".

mic ha detto...

Il commento di Tosatti mi induce a chiedermi se compito del Papa è garantire la verità e orientare le scelte etiche secondo gli insegnamenti di Cristo o fare mosse strategiche, della serie: prima dà fuoco alle polveri, poi getta acqua sul fuoco ma senza rendere le ragioni teologiche di tanta sbandierata 'mitezza'...
E' vero che stiamo parlando di situazioni ormai diffusamente degradate e per questo difficili da gestire; ma questo non può distoglierci da ciò che è volontà di Dio. E' arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e capire che la "nuova evangelizzazione" deve rifondarsi sui principi, formando i fedeli alle ragioni profonde, spirituali e ontologiche, non solo sociologiche, che devono non solo orientare le scelte, ma renderle possibili per mezzo della grazia sacramentale. Ci vogliono anni, certo, non si improvvisa; ma non si può far finta di niente e andare avanti a furia di adeguamenti che non risolvono ma aggravano il laissez faire ormai prevalente...
Se la Chiesa da decenni non insegna più certe cose, è forse perché non ci crede chi dovrebbe proclamarlo ai quattro venti? E allora la 'mitezza' rischia di essere irresponsabile semplificazione che diventa condiscendenza (rispetto al male).

Luisa ha detto...

A quando un Motu Proprio per rendere più difficile l`accesso al matrimonio?

Se i futuri sposi dovranno, ad esempio per iscritto, fare la loro professione di fede, impegnarsi all fedeltà, all`apertura alla vita così come lo insegna la Chiesa (e che i sacerdoti si impegneranno da parte loro ad esigerlo e a non essere lassisti) non potranno in seguito invocare la nullità del loro matrimonio.
Il motu proprio di Bergoglio indebolisce e relativizza il sacramento del matrimonio, non capisco come si possa entusiasmarsi davanti alla perspettiva della facilitazione di annullare un matrimonio e la conseguente esplosione delle sentenze di nullità.

È quello che è successo negli USA dove il sistema escogitato dai "saggi" romani era in vigore dal 1970 al 1983, le sentenze di nullità sono passate da 600 all`anno a 39.000 all`anno!
Giovanni Paolo II mise un termine a quel sistema.

Anonimo ha detto...

Non credo sia necessario rendere difficile l’accesso al matrimonio sacramentale con un Motu Proprio.
È sufficiente che l’iniziazione al cattolicesimo inizi e proceda con la necessaria consapevolezza, cancellando gli automatismi che non funzionano e forse mai ci sono riusciti.
Non si spiegherebbe altrimenti la presenza dilagante dell’esercito dei “battezzati pagani”, i quali non mostrano nessun interesse e nessuna traccia della “iniziazione” subita con la catechesi nell’infanzia.
Battesimo e prima comunione restino pure così, ma la Cresima dovrebbe essere gestita in modo completamente diverso se vuol rappresentare la “conferma”, quel rafforzamento della fede termine ultimo per un cattolico. L'eventuale matrimonio dovrebbe sempre essere preceduto da un adeguato corso.
Non è obbligatorio essere cattolici e dunque si tratta di fare una scelta coraggiosa: valutare cioè se è preferibile illudersi di essere tanti, continuando a sommare i battesimi o affidarsi a un’adeguata cernita. Il pensiero profetico di Ratzinger credo alludesse proprio a questo scenario.

Silvio Brachetta ha detto...

Can. 1675, del Codice di Diritto Canonico, riveduto dalla “Mitis iudex Dominus Iesus” di Papa Francesco:
“Il giudice, prima di accettare la causa, deve avere la certezza che il matrimonio sia irreparabilmente fallito, in modo che sia impossibile ristabilire la convivenza coniugale”.

È un assurdo. Prima del giudizio non c’è nulla di “irreparabilmente fallito”, così come non c’è nulla di sicuramente salvato. Solo con la morte e il giudizio, il fallimento umano è “irreparabile”. Nessun giudice, nel secolo presente, può decretare cosa sia riparabile e cosa no, a meno che egli non sia in grado di prevedere il futuro.

mic ha detto...

“Il giudice, prima di accettare la causa, deve avere la certezza che il matrimonio sia irreparabilmente fallito, in modo che sia impossibile ristabilire la convivenza coniugale”.

Il giudice rotale non deve decretare il "fallimento" del matrimonio ma la sua "nullità" in base agli elementi acquisiti.
Non ho ancora letto i testi, ma se questo sopra è il nuovo testo del Can. 1675, dobbiamo parlare di pressappochismo o cosa?

mic ha detto...

Ovvio che l'articolo si riferisce all'ammissione della causa. Ma l'elemento da valutare non è tanto il fallimento del matrimonio, ma l'esistenza di elementi tali da poterne dichiarare la "nullità", previo successivo esame e approfondimenti.

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Mic. Il tuo intervento delle 17,55 e' magistrale, chapeau e grazie.

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Luisa delle17,58. Concordo con te sulla opportunità di richiedere, aggiungerei giurando sul proprio onore, una professione di fede generale ed una particolare. Quella generale potrebbe essere il Credo Niceno costantinopolitano oppure il Credo di Paolo VI del 1968. Quella particolare un Credo sull'essenza (= ontologia) del matrimonio cristiano e cioè indissolubilità, fecondità e fedeltà di modo che poi non possano i richiedenti la nullità eccepire affermando che non lo sapevano, che non avevano ben compreso etc. Oltre che una ammissione al sacramento del matrimonio che non sia puramente notarile come ora avviene. Almeno in Italia.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ricordo quando era ministro della giustizia Claudio Martelli, subito dopo l'assassinio di Falcone. Propose di modificare l'art. 27 della nostra Costituzione stabilendo una presunzione di colpevolezza dopo una doppia sentenza conforme di condanna. Bergoglio invece muove dal principio opposto. Nullità certa dopo un solo grado di giudizio se la sentenza non viene appellata. Passiamo da una ragionevole probabilità di nullità del matrimonio quando c'era la doppia sentenza conforme, quando c'erano sei diversi giudici a vagliare, ad una mediocre probabilità di nullità, salvo casi davvero macroscopici. La certezza del diritto nel settore canonico in questo caso va a ramengo.

Rr ha detto...

Alcune considerazioni:
- in molte famiglie sicuramente cattoliche si e' sempre pensato che chi aveva i soldi, poteva ottenere l' annullamento anche di matrimoni validissimi " coram populo". Se si pensava cosi con due gradi di giudizio e quattro giudici, più avvocati "dell' accusa" ( non so come si chiamano), figuriamoci ora che e' tutto affidato al Vescovo, più vicino e più facilmente "influenzabile",
- un altro impegno per i Vescovi, che finiranno per trascurare ancor di più la vera pastorale a fianco dei parroci,
- semplificare il procedimento finisce per "semplificare" l' oggetto del procedimento, cioè il matrimonio. Gia' ci hanno pensato i legislatori laici a minimizzarlo, ora ci si mette pure la Chiesa.
- e' come dire: siccome e' difficile e non ci riusciamo più a formare i fedeli alla comprensione ed accettazione del vero Matrimonio, rendiamolo più " semplice". Invece di chiedere l' aiuto del Signore e della Sua Grazia, riconosciamo che siamo uomini finiti ed imperfetti, e via cosi.
- al tempo del dibattito sul divorzio, si diceva che lo si voleva per sanare casi difficli, storie dolorose, per dare una famiglia a poveri bambini innocenti, ecc. I cattolico non dovevano impedire a chi non lo era, di ricorrervi, tanto " voi non lo farete, no?". Beh, sappiamo tutti com'e' andata. Ora, con l' annullamento " misericordioso" del giudice " mite" Bergoglio ( chi sono io per ? E quale competenza canonica può avere uno cosi, che si incespica pure su una semplice banale frase in Italiano corrente ?) a breve non si sposerà in chiesa più
nessuno. Beh, meno soldi ai parroci per le cerimonie, ma tanto gli arriveranno dalla Caritas in base la numero di musulmani africani che
ospitano.
- e se un giorno mio marito si sveglia e dice che si e' sposato in chiesa, pur essendo ateo, solo per farmi contenta, e chiede quindi l'annullamento ? E mia figlia? Annullano pure lei?
- e quante coppie, in passato, ma anche ora, di fronte alla complessità del procedimento canonico vecchio di tre secoli, ci ripensavano/ ripensano, e scoprivano/scoprono che, von l' aiuto di Dio, il matrimonio era/e' salvabile, e quindi lo rendono tale, altro che annullarlo?
- oggi mia figlia, alla notizia che una coppia di fatto con figlia di 11 anni si sposano civilmente solo per motivi di lavoro( lui andrà a lavorare in Qatar, dove non esistono coppie di fatto), ha detto : -ma che esempio danno alla figlia? Ci si sposa cosi, solo per adempiere una formalita' , come dire, " doganale"?-. Che esempio da' la gerarchia ai fedeli cattolici, semplificando cosi, oltre a tutto il dibattito sui divorziati risposati? Che chi si sposa e resta sposato pur con tutte le difficolta', e' uno sfigato?
Rr

Rr ha detto...

Stse i preti, i vescovi, i cardinali ed i papi ritornassero ad insegnare la sana dottrina, cominciando a rifiutare i battesimi spettacolo, le comunioni show e le cresime farsa, i problemi della convinzione dei nubendi nel significato del Matrimonio non si porrebbero.
Ma se ci si preoccupa di altrre cose ( v. La quotidianeta'), i fedeli perdono al Fede, non credono più nei Sacramenti, li praticano solo per convenienze sociali, e poi tutto va a scatafascio.
Rr

Luisa ha detto...

Mi sembrava evidente che la mia su un Motu Proprio che renderebbe più difficile l`accesso al matrimonio era una sorta di boutade, anche se mantengo che, ancor più con la facilitazione e semplificazione del processo di nullità, dovrebbe diventare un obbligo accertarsi prima del matrimonio delle reali convinzioni dei futuri sposi e di farlo in modo abbastanza formale ( ad esempio come detto da Mirabelli 23:35) per evitare al massimo future menzogne e strategie.

Se tutto continua come prima, finchè durerà il lassismo dei preti ( è lassismo o perdita della fede?) continueranno ad esserci matrimoni privi delle necessarie basi, delle responsabilità che derivano dalla consapevolezza di quel che è il matrimonio per un cattolico, anzi, con la decisione di Bergoglio, la situazione può solo peggiorare, sposarsi alla leggera diventerà sempre più facile, i giovani sposi faranno quel passo pur avendo già nella mente che tanto alla fine, se non dovesse funzionare, potranno sempre domandare la nullità.
Chi parla di "divorzio cattolico" non ha tutti i torti.
La doppia sentenza era una garanzia ora tutto è nelle mani di un vescovo, dunque la porta è aperta anche ad eventuali arbitri, con, mi ripeto, tutte le differenze legate alle convinzioni personali del vescovo, se il vescovo è un progressista, via accelerata garantita.

Quanto è sintomatico vedere la Chiesa che si adatta al mondo anche per il sacramento del matrimonio, e poco importa che si rivesta la decisione di facilitare la nullità con parole come mitezza, misericordia, che si inventi un linguaggio ad hoc facendo di persone responsabili delle "vittime" che sarebbero tenute lontane da una chiesa matrigna e non madre...e obbligando i vescovi ad una conversione ....a
" un cambiamento di mentalità che li convinca e sorregga a seguire l’invito di Cristo, presente nel loro fratello, il vescovo di Roma, di passare dal ristretto numero di poche migliaia di nullità a quello smisurato di infelici che potrebbero avere la dichiarazione di nullità "

!?!

E i figli? Non mi sembra di averli visti nominare.
Eppure loro sì, sono le sole e uniche vittime.

Luisa ha detto...

E così dunque la "semplificazione" del processo di nullità è una " MOSSA " di Bergoglio
per "rasserenare l`orizzonte del Sinodo",
per "spegnere molte micce già accese in vista del prossimo Sinodo sulla famiglia,
per disinnescare le schermaglie dottrinali" e
per "rendere meno compatti i due fronti contrapposti, in particolare quello più conservatore".

Insomma vi taglio l`erba sotto i piedi, bagno le polveri( dixit Tosatti), vi facilito il lavoro togliendovi un`occasione per battagliare, "sterilizzo"il campo di battaglia.
Perchè contrapporvi dal momento che i divorziati, compresi quelli risposati potranno rapidamente e facilmente ottenere la sentenza di nullità del loro matrimonio, e dunque rapidamente accedere alla Comunione?
Il matrimonio al ribasso, la Comunione al ribasso, il Sacramento del matrimonio oggetto di un marchandage, di una "mossa" strategica per evitare che a seguito della ribellione di una parte della gerarchia della Chiesa alla Dottrina, all`insegnamento di Cristo, provochino uno scisma formale, pratico è da tempo che esiste.
Insomma Kapser e compagni di lotta l`hanno avuto vinta senza aer bisogno di incrociare i ferri.
Complimenti al generale e stratega Bergoglio.

Luisa ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-nullita-matrimoniale-sinodo-43241/

marius ha detto...

@ Luisa
Ma chissà chi c'è dietro a questa furberia?
Lo strenuo oppositore di Kasper (col suo divorzio all'ortodossa decretante la morte del matrimonio). Noi siamo cattolici, dice. Dobbiamo arrivare allo stesso risultato tramite una via compatibile col sentire cattolico. Chi è dunque il paladino di questa visione? Ovviamente il prefetto dell'ex sant'Uffizio della CC. Lo sosteneva già oltre un anno fa:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.ch/2014/07/la-chiesa-non-e-un-sanatorio-oltre-la.html?m=1

Luís Luiz ha detto...

Sempre coraggioso e erudito Dom Curzio Nitoglia, anche se forse un po' troppo rigido. Per esempio, non posso capire cosa vuol dire quando chiama Eckhart e Ruysbroeck "falsi mistici protestanti". Se vuol dire che i due mistici cattolici sono stati falsamente adottati dai protestanti, l'espressione può esprimere una verità, anche se di modo un po' sommario e oscuro. Ma se vuol dire che i due, e sopratutto il tomista Eckhart, erano protestanti avant la lettre...

Josh ha detto...

@marius

"Ma chissà chi c'è dietro a questa furberia?"

mi viene in mente un'immagine di Baronio:

http://opportuneimportune.blogspot.co.uk/2014/12/shining-synod.html

Alessandro Mirabelli ha detto...

Rileggendo il motu proprio con più attenzione salta all'occhio l'istituzione del giudice monocratico (vescovo) per alcuni casi. Va bene il giudice monocratico per quei casi ma allora per tali fattispecie doveva essere richiesta la doppia sentenza conforme. Al di la' del pastrocchio pastorale bergogliano fatto per accontentare tedeschi, svizzeri e belgi e gli italiani Tettamanzi e Coccomalperio, questo motu proprio mi sembra anche un bel pasticcio giuridico. Fortunatamente, come scrivevo ieri, si tratta solo di un diritto bergogliano, non di diritto divino. Il prossimo Papa, per il quale invito a pregare, dovrà porvi rimedio.

hr ha detto...

Riporto dsl "Foglio" un commento a firma Luca Sorrentino:
Se il matrimonio é un sacramento esso é un voto permanente,rinnovabile come il battesimo, ma non ripetibile. Esso é un patto con Dio nella persona del coniuge, non un contratto con il coniuge alla presenza di Dio, nella figura del suo ministro. Perció i ministri del sacramento sono gli sposi e non il prete. Se non é il prete il ministro non si spiega cosa sia il tribunale della sacra rota,se non una corte disposta a decidere sulla validitá o nullitá del contratto, appunto del contratto non del patto, che essendo fatto in "scrinio pectoris"dagli sposi non possono scioglierlo se non con pena di profanazione del sacramento stesso. Che un papa gesuita senta il bisogno di rendere piú lasco il giudizio sulla nullitá del sacramento é in linea con la casistica dei gesuiti e siccome i casi che la modernitá presenta sono molto piú complicati di quelli di un tempo ne deriva che il codice deve essere aggiornato a casi esistenti. Molti matrimoni celebrati,invece, sono nulli di per sé, perché tra i tanti che si celebrano (e a sud si vive con una economia dei matrimoni) , trovare tra i tanti impedimenti citati nel diritto canonico il piú opportuno quello "per vim" é il piú diffuso, e quale violenza é piú insostenibile di quella di natura e sociale, che impone ancora una "porneia" sacramentata e pone le condizioni di un futuro fallimento matrimoniale? Le nozze cristiane sono la vera scala santa da percorrere con sacrificio in letizia. I matrimoni falliti sono quelli che non sono mai avvenuti, perció non sarebbe nemmeno necessario istituire un tribunale.

ettore ha detto...

I due Motu proprio e la Madonna, una coincidenza voluta? Profetica o Apocalittica?
Datati 15 agosto, solennità Assunzione della B.V. Maria.
pubblicati l'8 settembre, Natività della B.V.
entrata in vigore: l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione.

Santa Madre, intercedi per noi.

hr ha detto...

Secondo Avvenire:
La novità fondamentale di questa riforma, che prevede in sostanza l’abolizione della doppia sentenza conforme e un processo brevior per rendere la prassi giudiziaria più precisa e veloce, risiede proprio «nell’investimento di fiducia sul vescovo, servo delle anime, chiamato a svolgere il ministero della diaconia, cioè del servizio per la salvezza dei fedeli, rendendosi disponibile all’ascolto, in tempi e modi che sottolineano il valore della misericordia e della giustizia.
Vengono così «posti al centro i poveri, cioè i divorziati risposati tenuti o considerati lontani» mentre ai vescovi si chiede «una vera e propria metanoia, cioè una conversione, un cambiamento di mentalità che li convinca e sorregga a seguire l’invito di Cristo» passando «dal ristretto numero di poche migliaia di nullità a quello di tanti infelici che potrebbero avere la dichiarazione di nullità - per l’evidente assenza di fede come ponte verso la conoscenza e quindi la libera volontà di dare il consenso sacramentale – ma sono lasciati fuori dal vigente sistema».
La riforma di Papa Francesco spiega pertanto monsignor Pinto, voluta dai vescovi «è mossa dal medesimo spirito che sostenne Benedetto XIV e Pio X, si distingue però non soltanto per una vera e propria rifondazione del processo matrimoniale canonico, ma innanzi tutto per i principi teologici (sic!) ed ecclesiologici (sic!)che la sostengono».
Un processo breve nelle cause di nullità sotto l’autorità giudiziale del vescovo è un segno che la Chiesa Cattolica intende venire incontro alla moltitudine di casi di persone in situazioni matrimoniali irregolari, applicando giustizia e misericordia, ma dopo aver esaminato attentamente i dati in iure e in facto, specie quando appare manifesta la nullità del matrimonio. «Non si devono imporre ai fedeli procedure pesanti, ma solo quelle necessarie per la salus animarum»
«La nuova normativa – ha concluso Pinto – entrerà in vigore l’otto dicembre. È un investimento che mira alla gratuità: occorrerà predisporsi di anima e cuore perché possa attuarsi».

Alessandro Mirabelli ha detto...

In un discorso del 2003 alla rota romana il Papa aveva affernpmato l'opposto rispetto al vdr in tema di assenza di fede al momento dello scambio del consenso. E' la prova provata che ci troviamo di fronte ad un diritto bergogliano che non si è confrontato con quanto affermato da sempre dai Papi. Ecco perché codesto mp causerà una valanga di annullamenti e dovrà essere abrogato quasi in toto.

hr ha detto...


Nei motu propri viene detto che il Pontefice ha ascoltato quattro grandi esperti. Ad abundantiam aut ad necessarium adiumentum?
Chissà perché questi nomi sono segreti: tanto valeva non parlarne affatto. Non ha consigliato Gesù il linguaggio della verità? "Sia invece il vostro parlare: sì, sì, no, no"

Luís Luiz ha detto...

É vicino il momento in che la destruizione della fede sarà cosÍ grande che sarà impossibile credere onestamente alla validità di questo ponteficato. Sarà la fede - e anche la buona fede - o Bergoglio. O è già arrivato da molto?

ettore ha detto...

Il problema vero non sono la "moltitudine dei casi" da risolvere con dichiarazioni di nullità o sentenze di annullamento (almeno nel diritto positivo sono casistiche giuridiche diverse), quanto piuttosto la "salus animarum" di questi fratelli e sorelle che vivono in questo peccato (ancora vincolati de jure, ma anche "irregolari" de facto per chi convive con altri o s'è risposato civilmente in seconde nozze). Gesù all'adultera pentita disse: " ...nemmeno io ti condanno, vai e non peccare più!" La Chiesa deve predisporre un cammino di pentimento, di penitenza, di conversione che questi confratelli irregolari devono percorrere per essere riammessi alla piena comunione.
Perchè Dio ci chiede di ritornare a Lui nella Sua Grazia e ognuno di noi è un "figliol prodigo" sempre atteso a braccia aperte.

Josh ha detto...

prelevo dalle vostre note precedenti:

_"Vengono così «posti al centro i poveri, cioè i divorziati risposati tenuti o considerati lontani»"

da quando in qua i divorziati risposati sono "i poveri"?

Son tutti "poveri" ormai, tranne che i cristiani che s'impegnano alla vera osservanza, pare.
Poveri i divorziati risposati/adulteri, poveri gli omosex, poveri quelli dei centri sociali che okkupano, poveri i narcotrafficanti dell'America latina, poveri i musulmani.
Invece i cristiani hanno "le facce inespressive ai rosari", sono "putrefatti nel cuore", devono essere "in uscita", "impongono pesi che loro neppure muovono con un dito". In pratica un'ode ai peccati, e una condanna a chi si santifica.

_"mentre ai vescovi si chiede «una vera e propria metanoia, cioè una conversione, un cambiamento di mentalità che li convinca e sorregga a seguire l’invito di Cristo» passando «dal ristretto numero di poche migliaia di nullità a quello di tanti infelici che potrebbero avere la dichiarazione di nullità - per l’evidente assenza di fede come ponte verso la conoscenza e quindi la libera volontà di dare il consenso sacramentale – ma sono lasciati fuori dal vigente sistema»."

al di là che la metanoia era tutt'altro, conversione netta a Cristo e non a questo principio straniante....
"l'invito di Cristo" era forse quello di annullare tanti matrimoni già celebrati e consumati? Mi sembra fantascienza

ma tutte queste miriadi di "poveri" infelici divorziati-adulteri-annullabili, chi li ha sposati prima, in stato di "evidente assenza di fede"?
Perchè dei sacerdoti li hanno sposati?
Ci saranno norme più strette per ottenere il matrimonio in Chiesa, d'ora in poi, onde evitare di tornarci sopra qualche anno dopo col pretesto "ma all'epoca io non avevo la fede"
...perchè dai 20 ai 40 anni, per es. sfido chiunque a dire con onestà che aveva a 20 anni la stessa fede più "matura" che a 40....
E basta questo a rendere nullo un Sacramento, che ha un significato davanti all'eternità di Dio, che significando causat e vale ex opere operato?

E' sufficiente dunque per annullare, obiettare al sentimento di fede d'allora (psicologismo, esistenzialismo), discettare dell'umore che si aveva all'epoca della celebrazione precedente?

hr ha detto...

“Nelle epoche classiche, le istituzioni morali, politiche o religiose superavano e sorreggevano gli uomini che le rappresentavano. La monarchia era più del re, il sacerdozio più del prete, il matrimonio più degli sposi. Tale fatto rendeva possibile a volte disprezzare un re o un papa senza che il principio della monarchia o della potestà pontificia venisse infirmato. Si pensi alle invettive d'una santa quale Caterina da Siena contro il clero del tempo, a un grande cattolico come Dante che apostrofa all'inferno il papa regnante! Oggi, come in tutti i periodi di decadenza, assistiamo al fenomeno inverso: le istituzioni non sono tollerate e amate che nell'individuo”.
Gustave Thibon

Alessandro Mirabelli ha detto...

Spesso i motu propri bergogliani sono catastrofi giuridiche. E mi fermo solo all'aspetto dello stretto diritto. Non andiamo oltre perché il Bergoglio - pensiero e la Scrittura e la Tradizione ancora più spesso sono divergenti.

marius ha detto...

“Il giudice, prima di accettare la causa, deve avere la certezza che il matrimonio sia irreparabilmente fallito, in modo che sia impossibile ristabilire la convivenza coniugale”.
Blogger mic ha detto...
...l'elemento da valutare non è tanto il fallimento del matrimonio, ma l'esistenza di elementi tali da poterne dichiarare la "nullità", previo successivo esame e approfondimenti.

Questo nuovo curioso articolo del cdc mi richiama alla mente la formulazione degli eretici orientali, quando nella loro oikonomia vanno ad appurare se il matrimonio "è morto".
È l'ombra lunga di Kasper.
Scusate, ma il sinodo serve ancora a qualcosa? tanto decide già tutto in anticipo il vdr, alla faccia della sbandierata sinodalità!

Luisa ha detto...

Le osservazioni che stiamo facendo altri le fanno ma con una differenza, siccome è d`obbligo incensare Bergoglio quelunque cosa egli dica o faccia, con una piroetta assai vertiginosa vanno dicendo che i cattolici che mentiranno e i vescovi che accorderanno con troppa grande facilità la nullità dovranno vedersela con la loro coscienza davanti a Dio e che noi dobbiamo solo freg***ene, ancora un`occasione per arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di giustificare le decisioni di Bergoglio.

Quel che difficilmente potranno negare è che lo stratega Bergoglio è intervenuto prima del Sinodo servendosi del matrimonio come di una specie di moneta di scambio, sicuro di scombinare le carte sul tavolo, di cogliere per sorpresa i cattolici fedeli all`insegnamento di Cristo, quelli che giustamente vengono chiamati conservatori, perchè desiderano conservare la Sua Parola ed esserGli fedele.
Mi domando a che cosa servirà il Sinodo visto che il papa-generale ha già deciso, restano la contraccezione, la questione degli omosessuali, la comunione ai divorziati risposati è risolta, visto che rapidamente ( se già non lo facevano) potranno comunicarsi, che ci siano figli o meno, che cosa diventano i figli se il matrimonio dei loro genitori è dichiarato nullo e non avvenuto?

Come si fa a non vedere l`inversione della realtà, vengono definite "vittime" le persone adulte e responsabili che hanno volutamente scelto di allontanarsi dalla Chiesa e dalla sua dottrina, che hanno consapevolmente scelto di fare a modo loro, mettendo al centro i loro desideri, mentre la Chiesa "mater et magistra" diventa una cattiva matrigna che ha tenuto lontane quelle persone ,"costrette(!!) a vivere nelle periferie, lontani dalle porte delle nostre chiese" ( dixit Pinto) !
E così è la Chiesa ancora una volta a piegarsi ai desideri del mondo, ad adeguarsi, strumentalizzando un Gesù solo mite e misericordioso, e poco importa se per farlo vengono calpestate le Sue parole, interpretandole alla luce della cultura e dei costumi contemporanei.

da Facebook ha detto...

Andrea Sandri:
Non si riesce a capire a che cosa serva il "corso matrimoniale" con l'avvicendarsi di psicologi, teologi d'accatto, tracotanti coppie guida, sedicenti canonisti, maleauguranti avvocati,quando basterebbe un parroco ben istruito a spiegare quello che i fidanzati dovrebbero sapere già dal catechismo della I Comunione: ciò che fa la Chiesa. Bisogna liberare le parrocchie dall'invasione dei "laici impegnati", cacciare ragazzine catechiste che non hanno la più pallida idea di che cosa sia l'"unione ipostatica" o la "transustanziazione", mandare a casa i "consigli pastorali", restaurare le Parrocchie tridentine e pretendere Sacerdoti cattolici in talare e berretta e saturno e non ideologi lunatici dei processi sociali!

mic ha detto...

'mitis' Jesus

Riflettevo sulle parole di Gesù e pensavo che la sua 'mitezza' non è nei confronti del peccato (o del peccatore per il quale è misericordioso ma anche giudice) ma nei confronti del Padre e mi fa molto pensare il contesto in cui dice "imparate da me che sono 'mite' e umile di cuore". Subito dopo parla del Suo giogo che è leggero (non serve per imporre, ma per tenere dritti nel solco già tracciato per noi dal progetto del Padre, non dalle insidie del 'mondo'. E il Signore per il 'mondo' non ha pregato: ha pregato per i "Suoi" e non si è "Suoi" se non si osservano i suoi comandamenti. Ed è solo Lui che ce ne rende capaci!
""Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero""

Capito?

Rr ha detto...

Concordo 100% con Andrea Sandri. I risultati di tutti questi laici e laiche in chiesa si vedono ogni giorno di più.
Eppure l' espereinza protestante sarebbe dovuta servire: sele chiese sono semivuite, i templi anglicani, presbiteriani, luterani, calvinisti, ecc. Ecc, sono deserti. Infatti le vendono ai musulmani. Che non hanno fatto alcuna Riforma o " aggiornamento".
Rr

marius ha detto...

Segnalo De Mattei
http://www.corrispondenzaromana.it/una-ferita-al-matrimonio-cristiano/

hr ha detto...


http://www.corrispondenzaromana.it/quellesame%CB%AE-che-fa-perdere-la-coscienza-del-peccato/

Luisa ha detto...



"Alla vigilia del Sinodo sulla famiglia di ottobre, la riforma di Papa Francesco non spegne nessun incendio, ma lo alimenta e spiana la strada ad altre disastrose innovazioni. Il silenzio non è più possibile. (Roberto de Mattei)

Che la riforma di Bergoglio non sia l`ultima mossa per rivoluzionare la Chiesa, che ci aspettino altre innovazioni altrettanto disastrose, e il tutto sedicente per la salvezza delle anime(!), per quelle povere e innocenti vittime della crudeltà di una Chiesa senza mitezza e misericordia, e sola ad avere colpe e responsabilità, è purtroppo una perspettiva più che realista.

La mossa di Bergoglio, e il momento in cui è fatta, ha un chiaro intento: non avete più bisogno di lacerarvi tanto io sono passato sopra le vostre teste e ho reso inutili le vostre battaglie, io ho deciso, io ho voluto vanificare l`operato di chi sta difendendo la retta dottrina, Kasper e accoliti possono sorridere, hanno già vinto la lor battaglia.
Se in questo senso Bergoglio ha voluto gelare il fuoco che covava, in un altro senso ha acceso un incendio le cui dimensioni saranno rapidamente visibili.

L`incendio acceso da Bergoglio è una ferita al matrimonio, prevedibile è l`esplosione delle sentenze di nullità, se nulla viene a rendere più difficile e serio l`accesso al matrimonio, d`ora in poi i futuri sposi, anche se sul momento non sarà quello il pensiero predominante, sanno che "au cas où" potranno fare in modo di far dichiarare nullo e non avvenuto il loro matrimonio, potremmo senza difficoltà immaginare il loro dialogo per mettersi d`accordo.

Anche se Bergoglio, con i suoi motu proprio ha reso nei fatti impossibile un eventuale disaccordo, anche se ha scompigliato le carte, vedremo ora come e se parleranno, agiranno e resisteranno coloro che si sono impegnati in difesa del matrimonio, della famiglia, della dottrina morale della Chiesa.

Luisa ha detto...

Quel che ha fatto e farà Bergoglio è tutto scritto nella Evangelii Gaudium, lì si trova il suo programma di governo.
Con finezza estrema, sull`OR, mons. Pinto ha affermato che Bergoglio, al contrario di chi lo ha preceduto, agisce, possiamo dunque essere certi che fino a quando sarà al potere Bergoglio continuerà a costruire una chiesa a sua immagine, a comportarsi come se la Chiesa fosse di sua proprietà.

Per lui la Chiesa è arroccata sulle sue certezze, rinchiusa in se stessa, un museo con le porte chiuse, una matrigna sterile, fredda e senza cuore, che ha costretto(!) a vivere alle periferie quelle che lui considera povere vittime innocenti.
Normale e logico che stia facendo il massimo per dinamitare quella chiesa.

È solo la sua visione, un` idea-ideologia che cozza contro la realtà, la Chiesa durante i secoli non ha certo aspettato Bergoglio per andare al soccorso dei poveri, degli ultimi, per aprire le sue porte a chi bussava e domandava aiuto e ascolto, a prendere cura della salvezza delle anime.
Non è martellando ogni giorno quella sua visione che Bergoglio potrà cancellare la verità, non è caricaturando i cattolici che non gli aggradono che potrà far tremare le basi della loro vita e della loro fede, ma intanto, nei fatti il potere è nelle sue mani e non esiterà mai a farne uso per imporre la sua volontà.

Anonimo ha detto...


"Le novità circa la nullità dei matrimoni… ormai ci troviamo davanti alla miserevole “Chiesa della misericordia” che si inventa i Sacramenti a geometria variabile con lo scopo di renderli inoperanti, come del resto fa con il dogma, con la morale, con la liturgia. Ci troviamo davanti a una Chiesa che non percepisce il ridicolo di affermare, per bocca del suo vertice e dei suoi ridicoli megafoni, che nei suoi tribunali va amministrata la misericordia invece della giustizia."

http://www.riscossacristiana.it/fuori-moda-la-posta-di-alessandro-gnocchi-rubrica-settimanale/

Anonimo ha detto...


@ Misericordia al posto della giustizia, solo ora?

Veramente e' dalla Allocuzione di apertura del Vaticano II (Giovanni XXIII, 11.10,1962)) che la Gerarchia cattolica ha deciso di sostituire "la misericordia" al "rigore", con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Come mai la maggioranza dei "tradizionalisti" se ne accorge solo adesso? A. R.