mercoledì 2 settembre 2015

Il superiore del distretto italiano della FSSPX: "Felici per il gesto paterno"

Il Tempo di oggi pubblica una intervista a don Pierpaolo Petrucci, Superiore del Distretto italiano della FSSPX.

«Quello che ha fatto Papa Francesco è incredibile, è bellissimo, siamo felicissimi, tutti quanti, i cinque sacerdoti, i due frati, i volontari, e anche le cinque suore francesi che stanno qui». Quello di ieri è stato un giorno di festa per la Comunità sacerdotale San Pio X in via Trilussa 45 ad Albano, alle porte di Roma. Ma è un volontario a risponderci al telefono per primo dal priorato lefebvriano, che è anche il quartier generale del Superiore del distretto d’Italia, don Pierpaolo Petrucci, e dove vive anche il priore, don Aldo Rossi. Gli chiediamo di passarci i numeri "uno" e lui ci risponde così: «Quelli stanno sempre in ginocchio a pregà, mica so’ come i preti moderni. Adesso (è pomeriggio inoltrato, ndr.) hanno appena finito il Rosario e leggono il breviario» dice invitandoci a richiamare più tardi. È sera quando parliamo con il Superiore dei lefebvriani italiani.

Don Pierpaolo Petrucci. Cosa dice di questa disposizione di Papa Francesco?
«Noi siamo felicissimi e pieni di gratitudine verso il Sommo Pontefice che ha disposto che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati. Però noi è da sempre che amministriamo validamente e lecitamente i sacramenti in virtù delle norme generali del codice di diritto canonico a causa di questa crisi che travaglia la chiesa».

È stato il vescovo di Albano che vi aveva comunicato il divieto di dire messa, l’anno dopo il funerale di Priebke che lei celebrò, a darvi la notizia?
«No, diciamo che l’abbiamo saputo dalla stampa».

È un bel passo indietro rispetto alla "sberla" che riceveste l’anno scorso..
«È importante che ci sia un riconoscimento giuridico da parte del Papa senza che ci sia richiesto una controparte. Da un certo punto di vista certamente, infatti, si riconosce la liceità del nostro ministero che era stata messa in discussione».

Questa disposizione del Santo Padre è un segnale che la strada è spianata alle difficili trattative in corso tra il Vaticano e i capi della Fraternità per il ripristino di futuri rapporti sul piano ecclesiale e in totale obbedienza al Papa?
«Sì, anche se la nostra totale obbedienza non è stata mai in discussione. Il punto è che quando questa autorità viene utilizzata contro la tradizione siamo obbligati a resistere perché bisognerebbe obbedire prima a Dio e poi agli uomini e non il contrario».
G. M. Col.

41 commenti:

Luís Luiz ha detto...

Poche settimane prima del Sinedrio dove vuole cambiare le parole di Cristo, Bergoglio divide ancora più la Tradizione con questo regalo greco alla FSSPX. Puerile, ma effetivo. Purtroppo, la Fraternità ha un puonto cieco, non riesce a vedere la differenza abissale tra i cattivi papi del post-concilio e l'antipapa apertamente eretico che è Bergoglio. Errore fatale, che avrà un prezzo terribile per loro e, purtroppo, anche per tutta la Chiesa. Christe eleison!

Silente ha detto...

Come è già stato detto in un precedente post, Timeo Danaos et dona ferentes. Che cosa significa questa "apertura" vaticana? Che i sacramenti amministrati dalla FSSPX oggi non sono validi, lo saranno durante il Giubileo, e poi smetteranno di esserlo?. Sarebbe una bizzarria canonica. Come ben chiarito da don Petrucci: "Però noi è da sempre che amministriamo validamente e lecitamente i sacramenti in virtù delle norme generali del codice di diritto canonico".

Spero che la FSSPX sappia mantenere una posizione di prudente discernimento verso queste avances, che suonano come una strumentale copertura mediatica "a destra" con il sottinteso messaggio: "vedete? noi siamo inclusivi con tutti, compresi, persino, i tradizionalisti".

Anonimo ha detto...

"Che i sacramenti amministrati dalla FSSPX oggi non sono validi, lo saranno durante il Giubileo, e poi smetteranno di esserlo?"

... e perché non potrebbero continuare a esserlo?

Catholicus ha detto...

Caro Luis Luiz, concordo pienamente con lei: ho già fatto un paio di post esprimendo le sue stesse preoccupazioni, ma la cara Mic me li ha cestinati (forse mi sono lasciato prendere un po' la mano dallo zelo per la causa tradizionalista, in tal caso mi scuso con la dottoressa). Mi conforta il fatto di sentire che anche altri fratelli in Cristo condividono le mie stesse preoccupazioni. Da tempo vado ripetendo che la FSSPX è in pericolo, che le nuove leve non sembrano avere la stessa forza d'animo, la stessa resistenza del Fondatore, il grande Mons. Léfèbvre. Che il Signore li illumini e non li lasci alla mercè di chi, secondo me, vuol solamente neutralizzarli (per usare un eufemismo). Grazie del commento, caro Luiz

ettore ha detto...

La migliore, limpidissima risposta alle perplessità sopra espresse è già contenuta nella frase che conclude l'intervista: "la nostra totale obbedienza non è stata mai in discussione. Il punto è che quando questa autorità viene utilizzata contro la tradizione siamo obbligati a resistere perché bisognerebbe obbedire prima a Dio e poi agli uomini e non il contrario"

Proprio come davanti al Sinedrio (At 5,29) risposero allora Pietro e gli apostoli: “Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini..", e Gesù raccomandò di essere "pecore in mezzo ai lupi, semplici come le colombe, prudenti come i serpenti"(Mt 10,16).

viandante ha detto...

Apprezzo il modo con cui la FSSPX ha accolto e comunicato quanto il papa scrive a proposito del giubileo e sulla fraternità stessa.
Dalle loro dichiarazioni mi pare di intendere una precisa volontà di discernere tra ciò che è spirituale e cattolico da ciò che non lo è.
Nell'articolo stesso la priorità data alla preghiera rispetto a qualsiasi altra cosa è emblematico.
Ecco anche noi fedeli spesso invece di curare la spiritualità preferiamo improvvisarci vaticanisti o esperti di cose ecclesiastiche, ma non è questa la strada migliore.
Certamente ha ragione Silente, c'è il pericolo che loro possano dire: vedete noi siamo inclusivi con tutti, anche con i lefebvriani. Ma per chi è un problema questo? Per i lefebvriani o per chi dice queste cose? Evidentemente per chi le dice. Non è colpa di nessun tradizionalista se dice di appartenere alla Chiesa cattolica e si rallegra che il Vicario di Cristo lo riconosca. O dovremmo dire il contrario per distanziarci da una gerarchia che abusando della sua posizione, tradizionalista non è?

Silente ha detto...

Caro Viandante,
" Ma per chi è un problema questo? Per i lefebvriani o per chi dice queste cose? Evidentemente per chi le dice. Non è colpa di nessun tradizionalista se dice di appartenere alla Chiesa cattolica e si rallegra che il Vicario di Cristo lo riconosca." Ha ragione. Ma il problema è l'ecclesiologia sottostante. I progressisti, o alcuni di essi, sono disponibili ad accoglierci in una "chiesa patchwork" ove convivano progressisti, conservatori, filo-protestanti, ecologisti, omosessualisti, "padre" Bianchi e don Ciotti. Una chiesa-ONU, de-dogmatizzata e ispirata solo dall'ideologia laica del "dialogo", dell' "accoglienza", di una presunta "misericordia". In questo falansterio, una stanzetta può persino essere riservata ai tradizionalisti, che fanno tanto colore, purché rispettino le nuove regole totalitarie del regolamento condominiale e non disturbino troppo il capo-fabbricato.
Ecco perché sono sospettoso nei confronti di questa inaspettata "apertura". Come dicevo, suona troppo di "copertura a destra", di dimostrazione di "tolleranza" e di "misericordia" nei confronti di tutti, persino degli aborriti tradizionalisti.
Il caso dei Francescani dell'Immacolata dovrebbe averci insegnato qualcosa su cosa accade quando l' "esperimento della Tradizione" ha successo.

mic ha detto...

Ecco perché sono sospettoso nei confronti di questa inaspettata "apertura". Come dicevo, suona troppo di "copertura a destra", di dimostrazione di "tolleranza" e di "misericordia" nei confronti di tutti, persino degli aborriti tradizionalisti.
Il caso dei Francescani dell'Immacolata dovrebbe averci insegnato qualcosa su cosa accade quando l' "esperimento della Tradizione" ha successo.


Per adesso prendiamo le cose come sono. Ricordo il motto: "realismo" e fiducia nel "Soprannaturale".
Inoltre la FSSPX non è un ordine religioso come i FI che, credo, al momento (e mi riferisco ai molti silenti e oranti fedeli al carìsma originario), hanno scelto il silenzio oblativo, che non si addice a chi ha responsabilità 'pastorali'. E comunque non penso che la loro vicenda sia del tutto conclusa...

mic ha detto...

Una chiesa-ONU, de-dogmatizzata e ispirata solo dall'ideologia laica del "dialogo", dell' "accoglienza", di una presunta "misericordia".

Ebbene, non si resta nelle retrovie e non ci si lascia de-dogmatizzare, e non ci si lancia nel dialogo ad ogni costo, soprattutto col mondo. Non è quel che facciamo anche noi?

Anonimo ha detto...

Il punto è che quando questa autorità viene utilizzata contro la tradizione siamo obbligati a resistere perché bisognerebbe obbedire prima a Dio e poi agli uomini e non il contrario"

Bisognerebbe? BISOGNA! se oltre a qualificarci "cattolici" crediamo in quanto N.S.G.C. ci ha rivelato.
Quali figli adottivi di Dio abbiamo l'obbligo di non tacere e reagire quando lo si offende, da qualsiasi parte vengano le offese, e ancor di più se provengono da parte di esponenti - a qualsiasi livello - della gerarchia della Chiesa "visibile".
Con tutti i mezzi disponibili.
Un giorno verremo giudicati non soltanto per i nostri pensieri, le nostre parole, le nostre opere, ma anche per ciò che avremmo potuto (dovuto) fare e per un malinteso rispetto umano, o semplicemente per viltà, non abbiamo detto o fatto.

Cesare

Luís Luiz ha detto...

Grazie, Catholicus. Decisivo per capire questa offerta è il timing: un mese prima del Sinodo/Sinedrio contro la famiglia, Bergoglio neutralizza la Tradizione con un regalo a buon mercato. Dimenticate le eresie, le bestemmie, gli scandali. Dimenticato anche il Cristo.

mic ha detto...

...Bergoglio neutralizza la Tradizione con un regalo a buon mercato. Dimenticate le eresie, le bestemmie, gli scandali. Dimenticato anche il Cristo.

Vedremo se sarà così. E di certo sapremo come regolarci (vale per la FSSPX e vale anche per noi). Cristo Signore non è certo dimenticato da nessuno!

mic ha detto...

10,100,1000 censure. Basta con le geremiadi!

Anonimo ha detto...


@ Un aspetto paradossale - il punto importante della "illiceita'" che viene a scomparire

Il Papa ha dunque affermato che, durante il Giubileo, [anche] i sacedoti della FSSPX assolveranno "validamente e lecitamente" i fedeli che andranno a confessarsi da loro. Questa dichiarazione ha inferocito tutti coloro che ci vedono l'ennesimo tranello "romano" nei confronti della FSSPx. Semplice domanda: ma cosa doveva fare la FSSPX? Rifiutare "l'omaggio" del Papa? Dire: non accettiamo nulla da questo Papa. E quindi? Dire, allora, per far dispetto al Papa, che le assoluzioni da loro impartite dovevano ritenersi invalide? Chi critica i "lefebvriani" in questo momento dovrebbe arrivare a questa conclusione paradossale.

Cerchiamo di mantenere la lucidita', per favore. La dichiarazione del Papa non comporta ne' attivita' alcuna ne' impegni da parte della FSSPX. Come ha giustamente rilevato Don Petrucci, essa riconosce una realta' gia' esistente e proprio dal punto di vista canonistico: le assoluzioni della FSSPX sono sempre state considerate valide (non solo dalla FSSPX) anche se illegittime sul piano disciplinare. Valide, innanzitutto, in base allo stato di necessita' invocato, che, come dicono i canonisti, si da' da se stesso il suo diritto, la sua disciplina. Che nella Chiesa esista una stato di necessita' tale da richiedere il mantenimento delle forme tradizionali della Messa e del Sacerdozio, non lo dimostra forse la crisi spaventosa della Chiesa? Se non crea uno stato di necessita' una crisi come questa, quale lo puo' creare, allora?
Una riflessione particolare merita, a mio avviso, l'affermazione di Bergoglio secondo la quale le assoluzioni sono da ritenersi anche "lecite". Fino ad ora sono state considerate valide ma illecite o meglio illegittime per il sacerdote, per le note ragioni disciplinari. Mi chiedo se, con il suo stile informale, l'attuale Pontefice non voglia far capire che con questo suo rescritto la nota della "illegittimita'-illiceita'", finora attribuita ai sacramenti amministrati dalla FSSPX, deve considerarsi estinta. Forse converrebbe concentrarsi su quest'aspetto, di non secondaria importanza, piuttosto che mettersi a gridare ai quattro venti al tradimento e alla fine della FSSPX. PP

viandante ha detto...

Concordo Silente, il problema è l'ecclesiologia sottostante. Ma come dicevo questo non è un problema della fraternità ma di papa Bergoglio e compagnia.
Ma cosa deve fare concretamente la fraternità: uscire dalla Chiesa perché questa è usurpata da altri? O accettare un posto nell'angolo in quella che è comunque la sua casa? Io reputo che debba rimanere in casa, al limite saranno altri a volerla sbattere fuori, ma lei non può voler lasciare la casa, la Chiesa di Cristo, anche se oltraggiata.
Nella sua analisi c'è un punto che lei dà per scontato e che al momento invece non è dato; lei dice purché rispettino le nuove regole totalitarie. Questa al momento non è una condizione richiesta e non metterei i carri davanti ai buoi anche se non mi illudo che si possa arrivare a quel punto. Hanno già provato recentemente con la sottoscrizione di un preambolo, ma riguardo alla facoltà di confessare non sono state poste condizioni.
Ma d'altronde si è in guerra (per la fede) e insidie e tranelli dobbiamo comunque aspettarceli, qualunque cosa si faccia. Ma con Cristo, prima o poi, vinceremo.

Anonimo ha detto...

Perdono per l'aborto e perdono per chi frequenta la FSSPX.
Bell'accostamento!

mic ha detto...

Osservazione del cavolo!

Il perdono per l'aborto fa parte di quanto già annunciato e, ovviamente, necessita di pentimento e conversione.
Il perdono non riguarda "chi frequenta la FSSPX". Non è certo un fatto che necessita di perdono! Il perdono, in questo caso, non è altro che l'assoluzione a peccatori che si accostano al sacramento della penitenza amministrato LECITAMENTE oltre che VALIDAMENTE dai sacerdoti della fraternità.
Non sapete proprio a cosa attaccarvi! Ma il Signore provvederà...

marius ha detto...

DIVIDE ET IMPERA

Silente ha detto...

Cara Mic
posso cortesemente chiederti di spiegare meglio il tuo seguente, criptico messaggio: "10,100,1000 censure. Basta con le geremiadi!"?. Non l'ho capito. A una prima, superficiale vista mi sembra vagamente minaccioso. Ma certamente mi sbaglio. E' per questo che qualche tuo rigo di maggiori spiegazioni sarebbe, certamente non obbligatorio (il blog è ovviamente casa tua), ma forse opportuno sì. E magari anche utile all'economia del blog e come "regola" per i partecipanti. Purché conosciuta prima, come il dressing code negli inviti a cena.
Grazie per la tua attenzione.
Silente

Mazzarino ha detto...

Ho accolto con grande soddisfazione la notizia. Mi sono detto: “è di fatto il riconoscimento canonico della fraternità” Che presso i sacerdoti della FSSPX qualunque fedele cattolico possa ricevere tutti i sacramenti è scontato ma se quei sacerdoti possono assolvere dai peccati su mandato della Chiesa, questi non possono che essere, a pieno titolo sacerdoti di Santa Romana Chiesa. E su questo abbrivio, è possibile sfondare, e così tante anime, e soprattutto Romana Chiesa, potranno salvarsi. Ma col tempo ho imparato che quando accade qualcosa di grave che richiede una scelta importante, è saggio dormirci sopra. L'ho fatto. E oggi preferisco attenermi ai fatti più che alle speranze. Per un anno, la FSSPX può confessare lecitamente oltre che validamente perché così quelle strane anime che, per vari motivi, le girano attorno potranno salvarsi. Ma questo perché lo ha stabilito “il misericordioso” non perché fosse già VERO da prima. Tutto ciò è ontologicamente oltre che canonicamente ridicolo. E piange il cuore vedere qaunto sangue ha dovuto versare per niente Mons Schneider. Ha capito che la montagna avrebbe partorito il solito topolino e pagherà in proprio per aver fatto sapere a tutti ch per lui nulla ostava alla chiusura della pratica col riconoscimento completo. So, purtroppo, di rompere le uova nel paniere ma non solo ciò non c’è stato ma addirittura si ricomincia con l’idiozia del preambolo Kasperiano. Certo l’ottimismo alla Tonino Guerra potrebbe vedere la cosa come mediaticamente e pastoralmente molto vantaggiosa per la fraternità dato che il gregge è allo sbando. Solo che il gregge è allo sbando, ormai è conclamato a livello planetario, perché C'E' UN VESCOVO COMUNISTA FUMATO AL POSTO DEL PAPA. Insomma per noi laici non cambia nulla. Sacramenti validi prima, sacramenti validi oggi. Cambia qualcosa per i sacerdoti? Qui invece credo di si. Quelli della FSSPX eserciteranno sicuramente il loro ministero in maniera più serena. Gli altri, già in prima linea contro Bergoglio,che vedevano in Lefebvre un porto sicuro potrebbero sentir puzza di bruciato. Quando gli amici della FSSPX partirono giustamente lancia in resta contro le eresie bergogliane, consigliai (ascoltato) la seconda linea. E di lasciar fare a noi. Oggi ringraziamento? Opportuno e dovuto. Per il gesto paterno ??? Commozione ?!? Questo proprio no! Pensando ai pp Livieres e Manelli mi viene da ridere... Consigliai la seconda linea, non di cambiare fronte. Ricordatevi che Bergoglio è finito. La sua chiesa politica non vedrà il panettone. Calma, gesso e soprattutto, ora, ancor più che allora, mutande di ghisa. Altrimenti, Dio non voglia, con l’abbrivio di prima, c’è il rischio che, in obbedienza a Bergoglio, i vostri sacerdoti debbano “lecitamente” dare la comunione, oltre che ai divorziati, anche a Lussuria.

mic ha detto...

Silente,
non mi pare che la 'minaccia' sia tra i miei comportamenti usuali. E per 'geremiadi' non intendo chi esprime idee difformi dalle mie oppure motivate perplessità, che sono io la prima ad avere. Ho detto e ripetuto che nella temperie odierna navighiamo a vista ma che sappiamo anche (e vale tanto per noi quanto per la Fraternità) dove non vogliamo andare o lasciarci trascinare...
Il mio era un sussulto di estenuazione nel dover respingere decine di proclami apocalittici che danno tutto già per scontato e usano espressioni poco corrette. Per non parlare delle provocazioni dei soliti denigratori della Fraternità e della Tradizione tutta. Interventi che avrebbero richiesto estenuanti e, so per esperienza, inutili repliche, rendendo illegibile e dispersivo il contenuto della discussione.
Quanto ai tuoi messaggi, noterai che ho replicato sui punti che mi hanno dato da riflettere e mi hanno fatto reagire. Se li avessi ritenuti 'geremiadi' non li avrei pubblicati.
Così come non posso considerare una banale 'geremiade' il commento qua su di Mazzarino...
Son pensieri che ho fatto anch'io, anche se li ho messi da parte, trovandomi su posizioni molto in sintonia con quelle di PP e Viandante. Ma credo che le risposte ai rischi che Mazzarino paventa siano ovvie e, nel frattempo, un fronte per la verità dovrà pur consolidarsi! Diversamente, il Signore provvederà.
Mi astengo dal fare commenti sulle falsità e sul viscidume che circola sulla Rete... E' il momento di stringere i denti e andare avanti. Sono molti i fronti di sofferto ma anche appassionato impegno.

Silente ha detto...

Cara Mic
grazie per la tua risposta e i tuoi chiarimenti. Sono d'accordo: andiamo avanti.
Silente

Silente ha detto...

Caro Viandante
solo una dovuta precisazione: mi sembrava fosse evidente che la mia espressione "purché rispettino le nuove regole totalitarie", non si riferiva alla questione della Confessione: lo vedo anch'io che questa "concessione" ("concessione"? quando già sappiamo che i Sacramenti amministrati dalla FSSPX sono validi, validissimi?) non ha condizioni, ma alla susseguente accennata, adombrata possibilità di un pieno riconoscimento canonico della Fraternità. A quali condizioni? E con quali rischi?. Mi consenta pertanto di mantenere le mie, pur prudenti e rispettose, perplessità.

Interessante l'acuta osservazione di PP sulle parole del Papa, che ha parlato non solo di "validità", ma anche di "liceità". Positiva novità. Ma ciò cosa significa? Che oggi le Confessioni amministrate dalla FSSPX (e gli altri Sacramenti?) sono invalide e illecite? O valide ma illecite? Che saranno valide e lecite solo durante il Giubileo?. E che dopo torneranno a esser invalide e illecite, o solo valide ma illecite?. Sarebbe ridicolo.
Solito pressapochismo bergogliano. Logico prima ancora che canonico.

Anonimo ha detto...

Oggettivamente questo riconoscimento implicito della FSSPX è una splendida notizia considerando che viene da Francesco e che è a costo zero.Quindi bisogna continuare a pregare e a dialogare (ovviamente) senza farsi prendere dalla fregola di concludere un accordo ad ogni costo.Hic manebimus optime .Bobo

Luisa ha detto...

"Ma ciò cosa significa? Che oggi le Confessioni amministrate dalla FSSPX (e gli altri Sacramenti?) sono invalide e illecite? O valide ma illecite? Che saranno valide e lecite solo durante il Giubileo?. E che dopo torneranno a esser invalide e illecite, o solo valide ma illecite?. Sarebbe ridicolo.
Solito pressapochismo bergogliano. Logico prima ancora che canonico.


Se le confessioni date dalla FSSPX sono già valide ma "illecite" Silente fa comunque una logica sintesi delle domande che non possono che sorgere dopo la decisione di Bergoglio.
Ma è anche vero, come, sottolinena P.P., che è lecito domandarsi se
" con il suo stile informale, l'attuale Pontefice non voglia far capire che con questo suo rescritto la nota della "illegittimita'-illiceita'", finora attribuita ai sacramenti amministrati dalla FSSPX, deve considerarsi estinta. Forse converrebbe concentrarsi su quest'aspetto, di non secondaria importanza, piuttosto che mettersi a gridare ai quattro venti al tradimento e alla fine della FSSPX."

Con il gesuita Bergoglio non si può essere di sicuri di niente, il principio "dividere per meglio regnare" sembra andargli a pennello, nel clima confuso, e a tratti deliranti, in cui siamo immersi capisco che non sia facile soffocare le inquietudini normali riguardo ad eventuale "ritorno" in piena comunione della FSSPX.
Intanto quel che osserviamo è che questo papa, a suo modo pragmatico, e che sembra accordare ben poca importanza alle questioni dottrinali e alle relative querelles (dico questo non perchè la FSSPX non sia fedele alla Dottrina ma perchè è quel che le viene rimproverato), sta moltiplicando i gesti "positivi" verso la Fraternità.

Onestamente io, che tanto ho sperato l`esito positivo delle discussioni ai tempi di Benedetto XVI, nel clima attuale sono più prudente e esitante, anche se continuo a pensare che il "rientro" della FSSPX è un`urgenza per tante anime assettate e in attesa di buoni sacerdoti, e sopratutto so che il Signore sa scrivere anche su righe molto storte.

Gederson Falcometa ha detto...

Adesso anche la misericordia ha periodo di validità: anche qui abbiamo un po di storicismo.

Tutto sempre presentato con grande bellezza, como i famosi regali greci. Questo è il "modus operandi" proprio della Nouvelle teologia che ha dato primazia al belo e ha lasciato di lato l'essere. Forse, questo sia anche nella tese di Kasper che se basa solo in una falsa bellezza che piacque al mondo. Anche la pastorale ha qjesto problema tra belo e essere, è il belo che muove la pastorale....

Felice ha detto...

Il gesto di Bergoglio dice chiaramente che ciò che impedisce alla Fraternità il pieno recupero della comunione con Roma è un motivo di natura ecclesiastica, disciplinare, non di diritto divino. Se si contestasse alla Fraternità il rifiuto del Magistero della Chiesa, il Papa non potrebbe concedere ai sacerdoti della FSSPX di confessare valide et licite, come non potrebbe farlo, tanto per fare un esempio, con i veterocattolici che rifiutano il Magistero del Concilio Vaticano I. Da un certo punto di vista per Roma è un gesto senza ritorno, e molto più significativo di quello che a prima vista può apparire.

Anonimo ha detto...


@ Silente.

Mi sembra importante il rilievo di Felice. Potrebbe rispondere ai dubbi da lei sollevati. Forse "valide et licite" e'una formula tradizionale. In ogni caso, verrebbe a cadere l'illiceita' o illegittimita' (giustamente, di diritto ecclesiastico non divino) finora attribuita da molti alle pur valide amministrazioni dei Sacramenti da parte dei sacerdoti della FSSPX.
Circa l'Anno Santo, bisogna io credo vedere la cosa anche dal punto di vista dei fedeli. Lasciamo per un momento stare il concetto allargato di "misericordia" professato dall'attuale Pontefice, che sembra indubbiamente soffrire di un eccesso di latitudinarismo, rischiando di cadere nelle panie di una falsa misericordia (quella del "medico pietoso", come dice il proverbio, che "fa la piaga sporca"), a prescindere dalle intenzioni del Papa.
Per tanti fedeli l'Anno Santo e' una vera occasione di rinnovamente interiore, di grazie chieste e ricevute, di miglioramento di vita, di purificazione dalle cattive abitudini, di lotta vittoriosa contro il peccato. Ebbene, che anche la FSSPX sia stata messa dal Papa in ocndizione di uscire dall'angolo nel quale l'aveva per esempio voluta rinchiudere il vescovo di Albano, mi sembra un fatto estremamente positivo. Per il futuro della FSSPX? Forse. Ma intanto lo e' per le anime, per i fedeli! Sappiamo tutti che ci possono essere dei pericoli di omologazione nel caso di un accordo finale e risolutivo per il c.d. "rientro" della FSSPX nella Chiesa (dalla quale non e' mai uscita, ma questo e' un altro discorso). Ma questo "rientro" sembra ancora lontano. Pensiamo al presente, con la dovuta calma.
Si spera, inoltre, che il gesto del Papa faccia riflettere coloro che hanno rovesciato le accuse piu' incredibili (a cominciare da quella semplicemente assurda di eresia) non solo nei confronti della FSSPX ma anche nei confronti di chi ha difeso il buon diritto della stessa con argomenti documentati e ponderati. PP

Luisa ha detto...

Comunque, se la gerarchia tace, i soliti noti che (chi da anni, chi da non molto tempo) sui loro blog infangano la FSSPX accusandola di essere eretica (ma senza mai poter fornirne la prova), i suoi membri di essere in peccato mortale, etc, etc, mostrano di non digerire affatto la decisione di Bergoglio, vederli reagire (eccitarsi) in quel modo, abbastanza comico se non grottesco in un certo caso..., in fondo porterebbe piuttosto dell`acqua al molino di chi pensa che la decisione di Bergoglio non è solo provvisoria ma indicativa di una sua volontà di normalizzare la posizione della Fraternità di San Pio X.

Annarè ha detto...

La questione è: siamo sedevacantisti o non lo siamo? Nel senso che se non si è sedevacantisti e si considera questo cattivo Papa, Papa, (almeno finchè un altro Papa non ci dica il contrario) non vedo perchè non si debba considerare con una certa gioia, questa piccola apertura. Le vie del Signore sono infinite e sappiamo che spesso usa mezzi insoliti per sistemare delle sittuazioni gravose. Io non giubilo più di tanto, perchè non riesco a fidarmi di Papa Bergoglio, ma i fatti concreti non riguardano i nostri sentimenti personali e magari portano qualche buon frutto da noi inaspettato. Stiamo a vedere e continuiamo a pregare il buon Dio che non ci abbandoni e non ci tolga quel salvagente lanciato attraverso mons. Lefebvre. Se persino il Papa si è perso, figuariamoci noi che manchiamo di quelle grazie speciali, la prudenza è importante, ma soprattutto la grazia di Dio senza la quale siamo perduti.

Anonimo ha detto...


Questo l'editoriale odierno di Socci relativo al Giubileo:

http://www.antoniosocci.com/ma-dove-lindulgenza-in-questo-giubileo/#more-3921

Silente ha detto...

Grazie, caro PP e Felice, per i vostri interessanti interventi, che in buona parte condivido. Non discuto la positività della dichiarazione di Bergoglio: che sia positiva è in re ipsa (anche se, come già ripetuto più volte, è d'obbligo una certa prudenza: timeo Danaos et dona ferentes). Rimango peraltro perplesso sulla sua vaghezza canonica, che non risolve non tanto il tema della validità (scontata, scontatissima) dei Sacramenti amministrati dalla Fraternità, quanto quello della loro liceità contestata, a mio parere immotivatamente, da alcuni. E, terminato il Giubileo, quale sarà, secondo Bergoglio, lo status canonico dei Sacramenti amministrati dalla Fraternità? E quello attuale?

Ieri, riferendomi a Bergoglio, ho parlato di "pressapochismo". Mi fa piacere constatare che lo stesso termine lo ha usato Socci su un suo articolo su Libero di oggi.

mic ha detto...

Ieri, riferendomi a Bergoglio, ho parlato di "pressapochismo". Mi fa piacere constatare che lo stesso termine lo ha usato Socci su un suo articolo su Libero di oggi.

E' un pressappochismo di cui siamo stati consapevoli ben presto e ne abbiamo parlato in tutte le salse. per il resto abbiamo detto diecimila volte che siamo in fiduciosa (nel Signore) attesa. In fondo si è trattato di un moto proprio: la 'forma' è quella. In questo momento non mi sembra opportuno star lì a cavillare oltre.

Anonimo ha detto...

Socci scrive: "... diversamente dai precedenti Giubilei ... non si indica come concretamente si lucra."

A me non pare:

..."Per vivere e ottenere l’indulgenza i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione. Ugualmente dispongo che nei Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero."

Solamente perché non è stato effettuato il solito copia-incolla ...

Anonimo ha detto...

O.T

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/VATICANO/preti_sposati_papa_bergoglio_lefebvriani/notizie/1545184.shtml

Anonimo ha detto...

Datemi una mano. Per lavoro giro parecchio, ma son nato, cresciuto, e torno quasi ogni settimana in una parrocchia di provincia dove che sia la FSSpx non si sa; dove i preti all'omelia domenicale fino a due anni fa non li ho mai sentiti citare un papa - ho 27 anni - e invece, da quando c'è Francesco, sbadiglio al predicozzo ancora di più perché è un copia incolla di quello che il S.P. Bergoglio ha detto o scritto in settimana, e per lavoro mi è toccato di ascoltare, leggere, far commentare durante la settimana ecc... (sì, sono uno sporco giornalista, perdonatemi). A proposito: perché tanti zelanti presbiteri non imitano le omelie brevi del PApA ma solo quello che dice o non dice ai vari Scalfari, Bonino, e riceventi chiamate sue? No, questi tirano dritto, e per quarti d'ora bissati infiniti, leggono pure dal pulpito i capitoli dell'encilica Laudato sì. E io, dormo. (in buona compagnia dei fedeli vicini).
Dicevo: aiutatemi. PErché quelli della FSSPX mi stanno simpatici assai, ma poi chi li frequenta mi paiono tristanzuoli assai. Ma come si fa a non vedere che sta roba di P.F. è bella? Ad appuntarsi sull'indulto dei confessori sull'aborto (falso); o sulla mancata chiarezza sull'indulgenza (pure Socci ha toppato, invece di fare l'analisi delle articolesse dei suoi illustri colleghi dei giornaloni che interpetano alla ca... si leggesse il testo integrale della lettera di P.F, che qualcuno in parte qui sopra ha cominciato a riportare: di indulgenza si tratta, fin dal titolo, comprese le forme per ottenerle). Insomma; tutti a discettare di che? Sto collazionando le lettere sulle indulgenze dei giubilei passati, se chi ci ospita - che è un mito, e ringrazio per l'opera immane che fa - volesse pubblicarle le passo il materiale (a parte che si trovano ovunque); dicevo: il sospetto che anche i tradizionalisti (e io, se ho capito la posta in gioco, lo nacqui), siamo spesso più noiosi per i cavilli e i dubbi. Avanti, cavolo. Non siamo partigiani. Critichiamo ironicamente anche il papa, ma gli stiamo attaccati. Però non critichiamolo sulle intenzioni o su quel che non ha detto o fatto. Stiamo ai fatti, perché ci hanno educati a stare alla realtà. Ma a volte, pure noi, sbrindelliamo. .somma: la lettera dell'altro giorno per me è bellissima. Resta il dubbio tecnico - che ho avanzato qualche post fa, e a cui nessuno mi ha risposto (o se lo ha fatto dormivo): perché sì lecite le confessioni, non le messe dei FSSPX? -, ma la lettera è bella. C'è pure la dottrina delle indulgenze, niente affatto vaga. Poi, che sto giubileo mi torni strambo, che s.santità mi paia ancora e sempre un gesuita che sa bene armamentarsi tra simulazione e dissimulazione, ancora il pensiero mi resta. Ma, come quella botta del marzo 2013, quella serataccia bagnata molto tra piazza s. pietro e sala stampa eccitata come se avessero fatto papa san pietro redivivo, ripeto: non mi piaci, ma sei il papa.

Anonimo ha detto...

Aggiungo: la parata del papa dall'ottico di giovedì pomeriggio... Come tanti, e Socci lo rileva spesso e a ragionissima, c'è un limite al protagonismo. Anche e soprattutto per il papa. Non dico cosa mi ricorda sta scena (pop star in tour a roma è banale? sì).

Mazzarino ha detto...

"non mi piaci, ma sei il papa" I suoi atti dimostrano invece che è un vescovo che ha dichiarato di odiare il papato e che, sulla strada aperta dal Papa, ha accettato la giurisdizione per demolire col Papato anche Santa Romana Chiesa. Ormai il 50% dei cattolici sa che costui ha dichiarato pubblicamente di non credere in un Dio cattolico ma di credere e pregare lo stesso dio dei mussulmani e degli ebrei. Direi che ormai anche l'essere vescovo è dubbio. "non mi piaci, ma sei il papa". Se la FSSPX, invece di glissare e di parlare d'altro,lascia abboccare i suoi fedeli a quest'amo è finita. Caro Bergoglio, non mi piaci ma per fortuna (per intercessione della BV in verità) non vuoi essere papa ma solo il "Francesco" con cui hai onestamente firmato la laudato si. Sei la reincarnazione dei comunisti fumati e dei cervelli bruciati del sessantotto. Però come molti di loro sei "onesto". Non hai mai detto, anzi hai indicato a tutti chiaramente il contrario,che sei il Vicario di Cristo. Se poi in giro ci sia gente che continua a credere che tu lo sia, anatroccoli che seguono la motofalciatrice come madre, in fondo è vero, non è un tuo problema. Tu continui "onestamente" e spietatamente, come tutti i veri socialisti, a falciare tutto e tutti. Poveri anatroccoli!

RR ha detto...

...ma la lettera è bella...

sarò molto maligna, e finirò all'Inferno, ma non riesco a levarmi dalla testa che è bella, perché NON è sua, NON è farina del suo sacco.
E di chi allora? ho un sospetto, ma questo lo tengo per me.
RR

Anonimo ha detto...

Se non erro c'è stata solo la sospensione a divinis,da Paolo VI in poi, mai la scomunica. Il gesto di Bergoglio pertanto altro non può significare che il ritiro della sospensione e pertanto il pieno riconoscimento della FSSPX e pertanto l'invalidità degli atti dei suoi predecessori. Per i tradizionalisti è un vero e proprio trionfo. A questo punto di forza si dovrebbe avere il coraggio di non concedere l'assoluzione ai fedeli conciliari se prima non abbiano rigettato il Concilio e, per dare l'esempio, scomunicare i successori di Pio XII e riprendere davvero in mano la guida della chiesa cattolica. La verità è che i lefevbriani si sono comportati peggio di Bergoglio fino ad ora, riconoscendo la legittimità di tutti i papi postpacelliani. Se lo scisma non lo fate adesso non lo farete mai più.
Filos

Anonimo ha detto...

Mi sovviene (chiedo venia se sbaglio di nuovo) che la scomunica ci fu solo con Giovanni Paolo II e venne ritirata da Benedetto XVI. Il mio ragionamento, con questa dovuta rettifica, comunque rimane valido nella conclusione. Mi scuso per l'intrusione.
Filos