venerdì 8 aprile 2016

Quer pasticciaccio brutto dei FFI

Marco Tosatti su La Stampa di oggi.

Nei giorni scorsi i Commissari dei Frati francescani dell’Immacolata si sono incontrati con i superiori dell’ordine e con i delegati per discutere della situazione, e per verificare se esistono le condizioni per un “Capitolo generale”, cioè un’assemblea dei frati, che potrebbe avere luogo nell’autunno di quest’anno.  

La Congregazione per la vita religiosa comincia a vedere con un certa inquietudine la situazione dell’ordine; ci si rende conto che il commissariamento che si è protratto per quasi tre anni, e su motivazioni mai sufficientemente chiarite non può protrarsi in maniera indefinita. E la sentenza finale della Corte di Cassazione che ha stabilito che i beni di cui l’Ordine usufruiva dovevano essere dissequestrati e resi ai laici benefattori ha aggiunto un elemento nuovo e pesante a favore del fondatore, padre Stefano Manelli, e dei religiosi che gli sono fedeli. Se l’obiettivo della manovra nata all’interno, era anche quello di mettere le mani sulla ”roba”, come alcuni pensano, è fallito.

I commissari hanno distribuito il frutto del lavoro delle commissioni preparatorie, gestite a quanto pare in grande maggioranza dai frati avversi al fondatore. Le singole comunità dovranno lavorare e discutere in vista di un possibile Capitolo generale nel 2016. Secondo quanto filtra dalla Congregazione per i religiosi, nelle intenzioni dei tre commissari ci sarebbe una riformulazione delle regole relative al voto mariano, alla povertà comunitaria, alla vita comunitaria e così via. L’intenzione sarebbe quella di mettere in atto un cambiamento radicale, forse in vista dell’assorbimento dei Francescani dell’Immacolata in un altro ordine francescano.  

Sembra probabile che i Commissari vogliano affidare l’ordine ai frati che hanno organizzato, guidato e guidano l’opposizione al padre fondatore. Ma su questo progetto di normalizzazione e mutamento genetico incombe una denuncia alla Procura della Repubblica di Avellino. Infatti negli ultimi mesi si è assistito sui mass media a una catena di “rivelazioni” esposte da ex membri dell’ordine femminile, anonime e no, che accusavano il fondatore e la sua gestione di crimini e vessazioni. Una vera e propria ondata mediatica, ripresa spesso senza le dovute verifiche anche da colleghi in buona fede.  

Si affermava - fra molte altre cose - che una suora era stata violentata e uccisa; in realtà era morta di tubercolosi in ospedale. Qualcuno affermava di aver sentito – da una finestra - che i frati picchiavano e urlavano contro le suore. Contro questa affermazione c’è una reazione legale dei responsabili. Si è parlato di morti misteriose di benefattrici; ma una delle “vittime” è viva, ha 93 anni, ed è assistita in casa sua dalle suore. Non manca l’accusa di un complotto che avrebbe – tramite avvelenamento progressivo – portato alla morte il primo commissario, padre Fidenzio Volpi, deceduto per una commozione cerebrale…  

I firmatari della denuncia, suore e frati dell’ordine, chiamano in causa quindici confratelli, e due giornalisti, chiedendo al Procuratore della Repubblica di Avellino di verificare se sussistano i reati di associazione per delinquere, calunnia, e diffamazione.  

Un problema per i Commissari, e per la Congregazione; infatti fra i denunciati ci sono i “vertici” del gruppo di innovatori. Se la magistratura ritenesse, come è ben possibile, visto il materiale presentato, aprire un dossier di indagini, e nel frattempo l’ordine fosse passato in mano ai “novatori”, la Santa Sede si troverebbe a dover fronteggiare un ennesimo pasticciaccio. E già non gliene mancano…  

Oltre alla singolarità, per chiamarla così, di un ordine commissariato e con durezza; sembra, dicono, per una “deriva lefebvriana”. Ma il Papa non ha simpatia per i lefebvriani? Ha appena ricevuto in “clima cordiale” Fellay. Boh! 

39 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi tocca i grembiulini, muore!

hr ha detto...

Meno esplosiva del temuto

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351270

Integrazione sì, comunione chissà. Il sibillino responso del papa
Brani scelti dell'esortazione postsinodale "Amoris lætitia". In 264 pagine e 325 paragrafi non una sola parola chiara a favore della comunione ai divorziati risposati

Selezione a cura di Sandro Magister

hr ha detto...

Nonostante l'enfasi nei titoli di certi turiferari bergogliani (Tg1, Repubblica, Stampa, )
anche Melloni è stato prudente nel suo primo commento.
Il testo va comunque studiato, ponderato e metabolizzato in tutte le sue numerose sfumature.

Qui Matzuzzi
http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/04/08/sinodo-papa-francesco-decisioni-nessuna-rivoluzione___1-v-140431-rubriche_c384.htm

e Introvigne
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-lesortazione-apostolica-amoris-laetitia-lenciclopedia-di-papa-francesco-sulla-famiglia-15798.htm

Anonimo ha detto...

@hr ... meno esplosiva del temuto

Ma la svolta antidottrinale è chiarissima: TUTTO E' FINALIZZATO A DARE LA COMUNIONE AI DIVORZIATI

Anonimo ha detto...

Bah, a dire il vero, in vari siti vengono stigmatizzate le espressioni poco ortodosse, parlo di blog anglofoni, dal par.301 al 307 per esattezza, 60.000 parole per dire quasi nulla, tutto viene concentrato in nuovi dogmi, tipo 'discernimento pastorale', tutto viene scaricato sui vescovi che devono decidere caso per caso, misericordia, accoglienza, comprensione ed accompagnamento sempre pastorale per i gay, tutti ni, ni ,so, so, gesuiticamente gesuitando non si arriva a capo di nulla e poi è di una noia mortale......stupiscono i riferimenti all'Aquinate, chissà che farina, non mi pare tomista il vdr, in definitiva confusione erratica. Opinione di analfabeta teologico, ma non è che sia scritta in maniera difficile, è solo incomprensibilmente contorta. Anonymous.

hr ha detto...

Kasper aveva parlato di "rivoluzionario" passo in avanti di 1700 anni. Non pare che questo sia avvenuto, perlomeno stando al "dire" (il contenuto dottrinale, in tanti aspetti, fermamente ed inaspettatamente confermato - con delusione e critiche corali di mondanisti e modernisti), vedremo poi quanto ampia sarà l'apertura del "fare" (la temuta prassi pastorale, le applicazioni concrete tra coscienza, discernimento e integrazione, con timori e critiche corali di conservatori e tradizionalisti).
Aspettiamo qualche giorno per conoscere le opinioni meditate di cardinali e vescovi.

Di primo acchito la stampa aperturista - del politically correcteness, italiana ed estera non è proprio entusiasta. Poi come sempre, ognuno leggerà a proprio vantaggio.

Un altro commento pacato:
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-discernimento-si-privilegi-sacramentali-no-15799.htm

Anonimo ha detto...



http://cordialiter.blogspot.it/2016/04/il-papa-non-cambia-il-no-della-chiesa.html

Anonimo ha detto...

"meno esplosiva del temuto"

la Chiesa del Signore non é attaccata con armi da fuoco, nè con esplosivi. Fanno rumore, si notano troppo e quindi consentono la difesa, la reazione. La Chiesa del Signore é avvelenata dall'interno lentamente con scarsissime dosi giornaliere di ambiguità, magistero liquido, prassi adottrinale, uso distorto delle parole e dei concetti, sostituzione dell'emozionale "esperienza religiosa" all'atto di adesione dell'intelletto alle verità rivelate, numero incalcolabile di parole, usate in modo contorto e fumoso,che sfiancano chi volesse trovarci un contenuto, casuismo sedicente misericordioso che rende la legge di Dio parola vuota e morta

E' più pericoloso il serpente che striscia tra l'erba del leone che scatta potente. Non per niente l'opera geniale del diavolo é stata quella di convincere che non esiste.

Anna

Luisa ha detto...

Non ho letto l`Esortazione dunque evito di commentare ma quel che leggo e vedo sui vari media, compresi quelli di casa mia e francesi, è un ritornello:

il papa apre ai divorziati risposati.

Vedrò se leggendola troverò la conferma di quel che si diceva qui e altrove e cioè che formalmente non si muta la Dottrina ma che praticamente, sul terreno, di caso in caso, con un percorso di discernimento, ricorrendo al foro interno, si finirà per raggirare la Dottrina e permettere la Comunione ai divorziati risposati.

Rr ha detto...

Concordo con Anna, avendo sentito in radio Paglia, uno dei veri autori dell'esortazione post sinodale, che nessuno leggera', v. Evangelii gaudium, ma ognuno applichera' sec.come pare a lui. E' dal CVIi che fanno cosi, avendo i pontefici deciso che il verbo "condannare" andava esplulso dal vocabolario( forse perché sapevano intimamente di essere loro degni di condanna?).
Rr

Anonimo ha detto...

Non comprendo i normalisti che dicono tutto è uguale a prima.

A queste persone che sono più perniciose dei modernisti dedico il seguente capoverso che, non appartiene, ad un incubo ma alla Esortazione postsinodale.

Il PAPA dice CONTRO TUTTA LA VERITA' DELLA DOTTRINA E DEL MAGISGTERO sul matrimonio: "
Le conseguenze o gli effetti di una norma non necessariamente devono essere sempre gli stessi" e questo "nemmeno per quanto riguarda la disciplina sacramentale". Si sottolinea addirittura che "non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta irregolare vivano in stato di peccato mortale", perché "la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti. Nessun impedimento, quindi, alla riammissione ai sacramenti purché esistano le condizioni già suggerite dal sinodo: umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento".

CAPITE? SI RIVEDONO TUTTE LE CATEGORIE PER DISTRUGGERLE: INDISSOLUBILITA', CONFESSIONE, PECCATI CONTRO IL SESTO, PECCATO GRAVE...

Cari normalisti conservatori siete ancora convinti che l'edificio del dogma è ancora intatto?

Rr ha detto...

Su Rorate coeli sparano alzo zero ( evviva il Primo Emendamento della Costituzione americana!).
Rr

Anonimo ha detto...


@ La nuova dottrina di Papa Bergoglio sulla riammissione ai Sacramenti

Le condizioni elencate dal Papa per essere riammessi ai Sacramenti sono condizioni del tutto soggettive (umilta', riservatezza, amore per la Chiesa). Invece, poiche' le persone in questione vivono per loro scelta oggettivamente in peccato mortale, avendo violato gli insegnamenti della Chiesa e quindi quelli di Cristo sul matrimonio, non c'e' barba di status soggettivo, di buona intenzione che possa permetter loro di accostarsi ai Sacramenti, rimanendo appunto oggettivamente essi sempre in una situazione di peccato mortale (di adulterio e concubinaggio).
Possono sempre salvarsi individualmente se percorrono la via della penitenza, del sacrificio di se' (astinenza, castita'), insomma se, secondo l'insegnamento di Cristo, prendono su di se' la propria croce.
Si puo' quindi ritenere, io credo, che attribuire a condizioni puramente interiori/soggettive o addirittura meramente esteriori (la "riservatezza") la capacita' di permettere una "riammissione" ai Sacramenti, da parte di chi vive apertamente e coscientemente in peccato mortale, sia per la Chiesa dottrina del tutto nuova e profondamente erronea.
Parvus

Anonimo ha detto...


@ Errata corrige

La penultima riga del mio intervento va letta: "la capacita' di permettere una "riammissione" ai Sacramenti a chi vive apertamente etc.". Grazie.
Parvus

Anche il Catechismo del '92 già superato? ha detto...

Scrive parvus: "permettere una "riammissione" ai Sacramenti, da parte di chi vive apertamente e coscientemente in peccato mortale, sia per la Chiesa DOTTRINA DEL TUTTO NUOVA E PROFONDAMENTE ERRONEA."


Dal Catechismo della Chiesa Cattolica (1992)

“IL SESTO COMANDAMENTO”
[…]
2353 LA FORNICAZIONE è l'unione carnale tra un uomo e una donna liberi, AL DI FUORI DEL MATRIMONIO. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana naturalmente ordinata sia al bene degli sposi, sia alla generazione e all'educazione dei figli. Inoltre è un grave scandalo quando vi sia corruzione dei giovani.


IV. Le offese alla dignità del matrimonio
[…]
“L'espressione [“libera unione”] abbraccia situazioni diverse: concubinato [nota mia: cioè convivenza in stato coniugale al di fuori del Matrimonio], rifiuto del matrimonio come tale, incapacità di legarsi con impegni a lungo termine.

Tutte queste situazioni costituiscono un'offesa alla dignità del matrimonio; distruggono l'idea stessa della famiglia; indeboliscono il senso della fedeltà.

Sono contrarie alla legge morale: l'ATTO SESSUALE DEVE AVERE POSTO ESCLUSIVAMENTE NEL MATRIMONIO; AL DI FUORI DI ESSO COSTITUISCE SEMPRE UN PECCATO GRAVE ED ESCLUDE DALLA COMUNIONE SACRAMENTALE”.

Anonimo ha detto...

Se è vero che nulla è cambiato, allora doveroso sarebbe che il vaticano chieda ai mass media di rettificare, chè iniziando da Melloni in poi, stanno facendo l'esaltazione dell'eros, e dell'amore, e di parecchio altro, che si dice nei commenti non essere ...

Nicola L. ha detto...

Perchè tutto cambi bisogna che tutto sembri restare com'è.

Anonimo ha detto...

http://www.huffingtonpost.it/2016/04/08/papa-francesco-comunione-risposati_n_9641212.html

Luisa ha detto...

Dunque e riassumendo i commenti dei vari vaticanisti e esperti francofoni, confermo che secondo costoro:

il papa apre ai divorziati risposati e alle unioni libere.

Non era forse la tesi di Kasper il cammino di discernimento , il caso per caso, la pastorale misericordiosa?

Questo è quel che hanno capito i "cattolici interrogati" e tutti applaudono!

Anonimo ha detto...

Quer pasticciaccio brutto dei FFI.......che fine ha fatto ?

irina ha detto...

In apertura di giornata:Beppino Englaro deve essere risarcito dalla Lombardia per aver dovuto portare a morire la figlia ad Udine(142000 euri).
In chiusura di giornata: Amoris laetitia.

Latinista ha detto...

Premesso che dai primi resoconti giornalistici anch'io ho l'impressione che si voglia aprire la porta senza darlo a vedere, così sono tutti contenti, mi sembra doveroso segnalare che il virgolettato dell'anonimo delle 18:45 con le presunte quattro condizioni per la "riammissione ai sacramenti" (umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento) in realtà nel documento non c'è.

Al n. 301 si dice che "la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti"; e al n. 300 si parla delle "necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento", che però non sono poste espressamente per la riammissione ai sacramenti, come virgoletta l'anonimo, ma per una "più piena partecipazione alla vita della Chiesa". Non dubito che non mancherà chi darà questa interpretazione e la applicherà pure, ma presentarla come il testo stesso dell'esortazione non è corretto.

Luís Luiz ha detto...

Sarebbe una contraddizione distruggere la dottrina onestamente, con parole chiare e coraggiose. No. Bisogna distruggerla ipocritamente, farisaicamente, anticristianamente, con doppie parole. L'armonia della forma e del fondo.
L'ebraismo decadente dei Caifa e amici si è corrotto in farisaismo, lo stesso si può dire del post-conciliarismo farisaico di Bergoglio & friends. È forse una costante storica.

mic ha detto...

Mane nobiscum quoniam advesperascit et inclinata est iam dies...

mic ha detto...

Conclude Rorate Caeli:
[...]Così, da un lato, abbiamo la dottrina della Chiesa espressa nei documenti come la Familiaris consortio e il Catechismo della Chiesa Cattolica. D'altro lato, abbiamo l'insegnamento di Papa Francesco in Amoris laetitia.
L'esortazione è effettivamente un attacco alla Fede persistente e di grosso calibro. Tra le lacrime, devo dire che la Santa Madre Chiesa ha riprovato ed anche condannato alcuni dei suoi papi per questo genere di cose.
Dio abbia pietà della Sua Santa Chiesa.

http://rorate-caeli.blogspot.com/2016/04/amoris-laetitia-in-conflict-with.html

Anonimo ha detto...

Commento di Luigi Accattoli sul Corriere:
http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/04/08/nel-peccato-ma-grazia-dio-passo-decisivo-papa-3db6c12c-fda7-11e5-820b-500d9d51558a.shtml

Luisa ha detto...

Da quel che leggo ho come l`impressione che coloro che dovranno fare DISCERNIMENTO non son tanto (o solo) i cattolici verso i quali vanno tutta l`attenzione e simpatia papali ma sono sopratutto i cattolici fedeli, quelli che da un papa aspettano la chiarezza, la conferma della e nella fede, purtroppo potranno farlo solo coloro che hanno gli strumenti necessari, cioè una retta formazione, e non sono certamente la maggioranza.
È particolarmente sconcertante che sia un documento papale ad obbligare i cattolici a quell`esercizio.

Basterebbe questo pasaggio all`inizio che prepara il terreno a quel che segue:

3." Ricordando che il tempo è superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero. Naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi, ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano."

Insomma normalmente deve essere così MA può anche essere altrimenti e così sarà.

Rr ha detto...

Il tempo è superiore allo spazio...ma che caz...ta è?
Rr

Anonimo ha detto...

"Si sottolinea addirittura che "non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta irregolare vivano in stato di peccato mortale"...

Certo, se non c'è la piena avvertenza, non c'è peccato mortale.

"LA FORNICAZIONE è l'unione carnale tra un uomo e una donna liberi, AL DI FUORI DEL MATRIMONIO. Essa è gravemente contraria alla dignità delle persone e della sessualità umana" ...

Ma vogliamo dare il tempo a queste persone di rendersene conto ?

bernardino ha detto...

Che Dio abbia Vera Misericordia per tutta quella gerarchia della Sua Chiesa da Roncalli a Bergoglio e tutti coloro che li seguono e li hanno seguiti, per tutta la dottrina errata che hanno predicato in questi 50 anni rovinando probabilmente centinania di milioni di anime. il demonio ringrazia.
Ma Dio non ci aveva avvertito in mille e mille modi come aveva avvertito Adamo ed Eva? dunque ora non piangiamo, perchè questa gerarchia non siamo stati capaci di fermarla in tempo; siamo alla distruzione dei Sacramenti - ""diceva Roncalli: la Chiesa non deve più condannare, ma avere misericordia; completa i 50 anni Bergoglio, con (la distruzione dei sacramenti)."" Questo è stato il concilio Vat.II e Martini che diceva che la Chiesa era 200 anni dietro al mondo; ora saranno contenti tutti, la chiesa 2.0 precede di secoli il mondo.
Ora c'è bisogno di tanta, tanta preghiera e intercessione della SS.ma Vergine che chieda dei miracoli al nostro Dio Trinitario.

Anonimo ha detto...


@ Latinista. La nuova dottrina c'e' tuttavia lo stesso

Giusta e doverosa precisazione. Ma indicare quelle condizioni come tali da "ammettere ad una piu' piena partecipazione alla vita della Chiesa", non e' proprio questa la frase che Kasper e consoci si aspettavano? Se si verificano certe condizioni soggettive e per cosi' dire ambientali, dopo gli opportuni "discernimenti" del prete o del vescovo in carica, colui o colei che continua a vivere in stato di peccato grave e senza che gli venga imposto di mutare tale stato (interrompere la relazione concubinaria o praticare la castita' in quella del divorziato risposato) o comunque di compiere il "percorso" di rinunzia e penitenza sempre richiesto e imposto dalla Chiesa per espiare gia' qui in terra il proprio peccato, "puo' essere ammesso ad una piu' piena partecipazione etc.".
Ora, non c'e' qui comunque una nuova dottrina?
Non nascondiamoci dietro un dito: sappiamo tutti che la "piu' piena partecipazione" include anche la partecipazione ai Sacramenti. Come, la include? La include come possibilita' proprio grazie alla genericita' di questo "piu' pieno partecipare", che puo' esser riempito in tanti modi, grazie all'opportuno "discernimento" del "pastore" di turno. La porta aperta qui dal Papa consente di legittimare la prassi abnorme della Comunione gia' data (dicono) da tanti preti ai divorziati risposati. Non contribuisce certo a frenare quest'abuso.
Ma anche ammettere chi vive in coppia di fatto o la madre singola o il divorziato risposato ad insegnare, poniamo, il catechismo, e' forse questa una prassi conforme alla dottrina della Chiesa? Non la contraddice apertamente, la "vera" dottrina della Chiesa,
voglio dire? Quale morale cristiana possono insegnare ai bambini e giovani persone che vivono coscientemente in peccato mortale, rappresentando esse stesse la negazione di quei valori cristiani che dovrebbero insegnare grazie al catechismo? Parvus

Dopo il Catechismo '92, ecco il Catechismo Maggiore ha detto...

Dal Catechismo Maggiore di SAN PIO X


854. SE GLI SPOSI CONVIVESSERO TRA LORO COL SOLO MATRIMONIO CIVILE, IN CHE CONDIZIONE SI TROVEREBBERO?

Se gli sposi convivessero tra loro col solo matrimonio civile sarebbero IN STATO DI CONTINUO PECCATO MORTALE, e la loro unione resterebbe sempre illegittima innanzi a Dio e alla Chiesa.

Luisa ha detto...

E invece:

"A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa.[351]

E cosa dice la nota 351?
Quale forma di aiuto? Fino a dove?


[351]" In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore» (Esort. ap. Evangelii gaudium [24 novembre 2013], 44: AAS 105 [2013], 1038). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (ibid., 47: 1039)."

Bingo!
Ecco lo spiraglio, chiamatelo come lo volete, e si trova in una nota.

E che cosa è diventata la castità fra sposi se si trovano in una situazione irregolare?

" La Chiesa riconosce situazioni in cui «l’uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l’educazione dei figli - non possono soddisfare l’obbligo della separazione».[329]"

Sorpassata la Familiaris consortio, a sostegno si ricorre alla Gaudium et spes, la castità sarebbe solo un ostacolo, ancora in una nota:

[329] "Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 84: AAS 74 (1982), 186. <b<In queste situazioni, molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, «non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli» </b (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 51).

Bergoglio dice di non voler far una casuistica insopportabile, ma non è forse quel che lui, da buon gesuita, ha fatto?

Luisa ha detto...

E ancora:


305. "Pertanto, un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone. È il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa «per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite».[349]


311. ... "Poniamo tante condizioni alla misericordia che la svuotiamo di senso concreto e di significato reale, e questo è il modo peggiore di annacquare il Vangelo. È vero, per esempio, che la misericordia non esclude la giustizia e la verità, ma anzitutto dobbiamo dire che la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio. Pertanto, conviene sempre considerare «inadeguata qualsiasi concezione teologica che in ultima analisi metta in dubbio l’onnipotenza stessa di Dio, e in particolare la sua misericordia».[365]

Pwr fortuna che Bergoglio ha scritto:

"Comprendo coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. "

Bastava confermare la sana Dottrina ha detto...

Scrive Luisa: "Per fortuna che Bergoglio ha scritto:

"Comprendo coloro che PREFERISCONO una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. "


Semplicemente Luisa ci sarebbe stato infatti SOLO da "preferire" (leggasi "confermare") anche su tale questione la sana dottrina che abbiamo riletto nel Catechismo (Maggiore e pure addirittura nell'ultimo), per non indurre altri a credere in scappatoie (leggasi "favole").


Infatti:

"TI SCONGIURO davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e DOTTRINA. Verrà giorno, infatti, in cui NON SI SOPPORTERA' PIU' LA SANA DOTTRINA, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per VOLGERSI ALLE FAVOLE".

(dalla Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo, cap. 4, vv. 1-4)

Anonimo ha detto...

Si Luisa, ma la "condizione" nelle tue conclusioni dov'è finita ?:

"che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno"

Anonimo ha detto...

Commento argie: 'Es téologia barata con un poco de Bucay, otro de Pilar Sordo y adiciones de libros de autoayuda que le soplò el Tucho. Nada màs que eso. Es Bergoglio en estado puro.

Bucay psicopatologo terapeuta per adulti

Pilar Sordo psicologa specializzata in corsi di autostima ed autrice di numerosi libri-romanzi indagine di casi e vicende a sfondo psicologico sessuale, entrambi famosissimi e seguiti in Argentina ed amatissini dal vdr e soprattutto dal Tucho.no comment.

Antonio Manzionna ha detto...

Quando la piena avvertenza, necessaria per commettere un peccato, non ci sara' piu', poiche' tutto si sta diluendo, non scomparira' anche il peccato? Non erano cosi' le antiche "civilta" ,quelle che praticavano sacrifici umani, cannibalismo,riti sanguinari, orgiastici e abitudini immorali e blasfemi? Non avendo la piena avvertenza del peccato si sentivano del tutto innocenti! Cosi'sara'per noi, di questa nostra civilta' cristiana se non opporremo resistenza sotto il vessillo di Cristo!

Ave Maria ! ha detto...

http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/gesu%20eucaristico%20amore.htm