venerdì 29 aprile 2016

Don Elia. L'ora dei laici

L’apostasia universale, annunciata nella Sacra Scrittura e più volte predetta nelle rivelazioni private, ha raggiunto il culmine. Quanti prima si mimetizzavano sono venuti allo scoperto, cantando vittoria e denunciando così la propria ipocrisia. Fra coloro che vi si oppongono, un solo coraggioso vescovo ha finalmente alzato la voce; raddoppiamo quindi le nostre preghiere perché sia protetto dall’alto. Gli altri presuli mantengono il silenzio: lo fanno per poter continuare ad operare a servizio del loro gregge, perché hanno magari ricevuto minacce e vogliono perciò evitare di esser messi fuori gioco? Tuttavia è lecito chiedersi: al punto in cui siamo arrivati, si può ancora rimediare al disastro solo con discrete disposizioni operative, senza denunciare esplicitamente la causa della confusione e dello sbando? C’è di mezzo la salvezza delle anime, che in numero ormai incalcolabile si stanno gettando nel precipizio convinte di esservi autorizzate dal supremo Pastore, con la complicità dei loro parroci e di confessori che si rifiutano di ascoltare l’accusa dei peccati...

Non sono così ingenuo da credere che una presa di posizione pubblica, da parte di un vescovo, basti a rimettere ordine nella sua diocesi. La maggior parte dei preti non danno più retta a nessuno che non avalli e confermi le loro idee; molti, nella loro parrocchia, si considerano vescovi e papi, se non nuovi messia dall’inedito vangelo. La peggiore delle imposture attuali non è tanto che i temi caldi della sovversione siano presentati in modo tale da obbligare al consenso, quanto piuttosto che a loro riguardo ognuno si senta incaricato di legiferare senza limiti di sorta, che si tratti del sacerdote in cura d’anime o del fedele che ritiene di seguire la propria coscienza (per lo più erronea, lassa o ignorante). Il generale oscuramento delle menti impone pertanto ai cattolici fedeli di assumersi con determinazione tutte le responsabilità derivanti dal Battesimo, sulle quali – sebbene con intenti opposti – negli ultimi decenni si è tanto insistito. È proprio ora di farlo, ma nel verso giusto: non per contestare l’autorità e l’insegnamento dei legittimi Pastori, bensì per sottrarsi all’influsso nefasto di quelli cattivi, che portano il gregge fuori strada.

Molti si chiedono in questo momento cosa debbano fare. Il completo capovolgimento dell’ordine naturale si palesa pure nel fatto che siano i laici a dover redarguire i ministri di Dio nell’esercizio del loro ministero, oltre che – spesso, purtroppo – per la loro condotta morale. Un primo compito si impone con improrogabile urgenza: riprendete a viso aperto – prima in privato, poi, se necessario, anche in pubblico – i sacerdoti che predicano in modo contrario alla sana dottrina o ammettono ai Sacramenti persone che non possono riceverli: ciò comporta un danno spirituale gravissimo per tutte le membra del Corpo mistico e voi avete il sacrosanto diritto e dovere di difendervi. Non temete le loro reazioni: il Signore stesso è con voi e lo Spirito Santo vi ispirerà le parole da dire. Qualora non vi ascoltino, smettete di frequentare la parrocchia e portate altrove i vostri bambini, se avete a cuore la loro salvezza eterna. Piuttosto istruiteli voi stessi con il Catechismo di san Pio X e, per la ricezione dei santi Sacramenti, andate nel più vicino priorato della Fraternità sacerdotale che da lui prende nome. Visto che ci si sposta così facilmente per turismo o per cure, lo si può ben fare per la salute dell’anima.

L’unico argomento a cui gran parte dei chierici si mostra realmente sensibile è quello… economico. Non date più un centesimo là dove si favorisca la perdizione delle anime, ma d’ora in poi scegliete accuratamente, se già non lo fate, quelle opere che vale veramente la pena di sostenere in quanto promuovono la diffusione della verità e incrementano la vita di grazia. Per quanto possa essere gradito ai nemici della Chiesa, rinnovo l’invito a non firmare più per la Chiesa Cattolica nella dichiarazione dei redditi, almeno fino a quando non ci sia un evidente ravvedimento mediante una pubblica supplica alla suprema autorità di ribadire in modo inequivocabile l’immutabile dottrina morale in materia sessuale e matrimoniale. La storia insegna che la riforma del clero simoniaco e concubinario, nell’XI secolo, non fu perseguita soltanto a suon di provvedimenti canonici, ma pure incitando i fedeli a disertarne le chiese e a privarlo del sostentamento. Per quanto grave fosse la situazione di allora, quella odierna lo è molto di più: ora è in gioco la fede stessa e la salvezza delle anime, oltre all’identità della Chiesa e al mandato che ha ricevuto da Cristo.

Formate piccoli gruppi che recitino con fervore il santo Rosario secondo le intenzioni espresse nell’Operazione “Muro di fuoco”. Qualsiasi cosa ottenga la nostra preghiera, unita alla penitenza e all’offerta, avremo il merito di aver attenuato o differito il castigo celeste che deve inevitabilmente abbattersi sul mondo acquiescente al peccato, nonché su quella parte della Chiesa terrena che più non lo combatte, anzi lo canonizza ed esalta proprio nel momento del più orrendo e disgustoso dispiegamento che l’umanità abbia mai conosciuto. Al fine di esserne preservati, effettuiamo o, nel caso, rinnoviamo con i nostri cari la consacrazione al Cuore immacolato di Maria. La nostra Madre del cielo non si stanca di raccomandarla con inverosimile insistenza da quel lontano 1917, quando fece suoi portavoce tre bambini che nemmeno sapevano dell’esistenza della Russia. Con quanti avranno la possibilità di partecipare, se Dio vuole contiamo di consacrarci a Lei nel cuore stesso della cristianità, il giorno della relativa festa liturgica, nel luogo che verrà indicato a suo tempo. E poi, continuate a sostenere i sacerdoti fedeli: sono più numerosi di quanto non sembri, ma isolati e dispersi in contesti ostili. La vostra preghiera e la vostra amicizia sono provvidenziali, nella grande e decisiva missione in cui, malgrado la nostra indegnità, la Regina ci ha coinvolti tutti.
«Cari figli miei, attraverso la vostra testimonianza di fede e di preghiera verrà la salvezza. Riempitevi di grazia. Il vostro tempo è arrivato. Il popolo di Dio convertirà il popolo di Dio. La prepotenza dell’uomo sarà sconfitta. Saranno beati gli umili. Verrà il suo Regno, ma verrà per mezzo di voi. Non nascondetevi, quindi, ma siate responsabili del vostro impegno. Io non vi abbandonerò se vivrete questo tempo di grazia. Vi benedico» (la Regina dell’Amore a Renato Baron, il 16 gennaio 1986 a Schio).

37 commenti:

Anonimo ha detto...



@ L'ora dei laici, del popolo che e' rimasto fedele

Bisogna aderire tutti in massa all'appello di Don Elia e metterlo in pratica il piu' possibile.
Questa e' l'ora delle tenebre e nello stesso tempo l'ora della lotta per la fede, quella vera, insegnata dalla Chiesa per venti secoli, sino al Vaticano II escluso. Perche' veniamo cresimati quali "soldati di Cristo" se poi non combattiamo per Cristo? Il Regno di Cristo non e' di questo mondo ma per entrarvi bisogna combattere duramente in questo mondo. E qui si tratta di riconquistare la Gerarchia alla fede non di lottare per possessi temporali; e' una lotta per la salvezza delle anime, compresa la nostra.
L'appello di Don Elia si rivolge giustamente alla sfera privata e a quella pubblica. Privata, nel senso dell'azione che come individui privati (noi e le nostre famiglie) possiamo svolgere nell'ambito della realta' ecclesiale immediata (la parrocchia). Ci invita a contestare i parroci fedifraghi, a non dargli piu' un quattrino, a disertare le loro chiese, trasformate gia' da essi in un deserto della fede. Bisogna andare dove ancora si insegna la vera dottrina cattolica e si amministrano gli autentici Sacramenti, a cominciare dalla S. Eucaristia. E bisogna sostenere i sacerdoti rimasti comunque fedeli (e incitarli anche loro alla lotta per la fede).
Nella sfera pubblica ci invita ad andare a Roma, in una data da destinarsi, per consacrarci alla S.ma Vergine. Chi potra' andarci, si consacrera' a Colei che schiaccia le eresie, che vengono tutte dal Serpente. E questa consacrazione, in modo implicito ma anche, credo, esplicito, suonera' a condanna dell'ultima esternazione della "riforma" bergogliana della dottrina e della pastorale della Chiesa, la AL di infausta presenza. Parvus

Luisa ha detto...

Se è vero quel che Blondet riferisce nel suo articolo e cioè che:

Una voce profonda della Curia romana, legata a una delle più importanti riviste cattoliche contemporanee, non ha nascosto l’ira del card. Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede: gli  sarebbe stato sottoposto un testo ben più innocuo della «Amoris Laetitia»,  ben diverso da quello pubblicato.",

se fosse vero il silenzio del card. Müller, Prefetto della CdF, sarebbe allora un tradimento.
Come lo è il silenzio di tutti quei vescovi che realizzano, forse solo ora, quanto e come sono stati manipolati durante il Sinodo.

http://www.maurizioblondet.it/nella-chiesa-tedesca-kasper-impone-terrore-altro-misericordia/

Anonimo ha detto...

Chiedo un'informazione: E' vero che il vescovo Negri di Ferrara avrebbe ringraziato il papa per il dono di Amoris Laetitia? Quale la fonte per favore?
TEOFILATTO

exodus-berni ha detto...

stò seguendo la questione dell'8x1000, in quanto Don Elia dice di non firmare ,:
seguendo alcune specificazioni, sembra che se non si firma per nessuno dei beneficiari sulla denuncia dei redditi, l'8x1000 non devoluto, va ugualmente ripartito fra i soggetti esposti sulla denuncia stessa. Probabilmente, e questo non è sicuro, chi destina questa offerta allo Stato potrebbe andare allo stato, ma c'è chi dice che anche quella parte và ripartita tra quei soggetti.
E' vero che toccare le tasche mette subbuglio, ma è anche vero che il Parlamento o il governo stanno sotto il tacco del vaticano e conferenze episcopali; i soldi per loro sono cosa di primaria importanza.
Comunque basta leggere la ripartizione dell'8x1000, le donazioni, e mille altre cose, e vedete pure che moltissimi parlamentari sono a disposizione di...... e non muovono un dito per evitare che con quei soldi vengono preparate le nostre generazioni giovanili nel modo in cui sappiamo. Leggete anche un miliardo di euro spesi dallo stato per gli stipendi degli insegnanti di religione stabiliti dai vescovi per le scuole - ma che insegnanti di quale religione? - poi i prof. non vincono le cattedre con concorsi pubblici; perchè mai quelli vengono designati dai vescovi, se è vero?
Don Elia se dobbiamo dirla tutta, diciamola tiutta - alla vera chiesa dobbiamo dare anche gli occhi, non solo l'8x1000, ma a questa chiesa 2,00 perchè? per distruggere la fede dei nostri giovani con le nuove leve postconciliari e bergogliane?
Cara Maria, se ora vuoi pubblicare mi rimetto alla tua sensibilità, comunque valuta bene tutto.

Luisa ha detto...

Ci sono diverse informazioni in questo articolo di Tosatti:

http://www.lastampa.it/2016/04/29/blogs/san-pietro-e-dintorni/mller-lo-schiaffo-di-madrid-2ngxm9W60jBqK9YFohqnzK/pagina.html

C`è non solo l`opposizione sgarbata del vescovo di Madrid al cardinal Müller e il suo curriculum leggermente fantasioso, l`articolo ci conferma anche che Bergoglio sceglie sovente, se non sempre, i vescovi senza tenere conto della terna proposta dal card. Ouellet o dai nunzi, le sue sono scelte personali in funzione delle sue simpatie e idee.

tralcio ha detto...

Queste sono settimane di prime confessioni e comunioni e di cresime.

Il "sacramentificio" lavora a tutta birra, completando il "programma" in tempo utile per i ricevimenti da tempo prenotati in ristoranti, parchi e persino (nuova moda) piscine... In giorno di festa si fa lavorare, il terzo comandamento è andato. L'economia "gira".

Ai bambini viene insegnato a ricevere il Santissimo Sacramento sulle mani. Non viene nemmeno spiegato che si potrebbe farlo mettendosi in ginocchio e ricevendo l'ostia sulla lingua. In certe famiglie dove al bambino si era spiegato l'importanza della comunione sulla lingua ci sono dei dispiaceri: in effetti la chiesa "misericordiosa e sinodale" ignora chiunque non stia allineato e coperto nei tempi e nei modi... Ogni ritardo è gravissimo: ci sono i parenti, che non hanno nemmeno messo piede in chiesa, che hanno fame. Niente salmi, solo salmone! E molti genitori consultano febbrili l'orologio... chi è quell'invasato che fa perdere il ritmo inginocchiandosi? Veloci, veloci...

Ieri ho sentito di un parroco che ha intimato alle catechiste di non parlare più del peccato. Le catechiste hanno disobbedito: che cosa andrebbero a dire in confessionale?
Un'altra catechista ha insegnato a chiedere la penitenza al sacerdote che se ne dimenticasse al termine dell'accusa dei peccati...
Il ragazzino l'ha fatto e si è sentito rispondere "ma chi te l'ha detto?".
C'è chi ancora si ostina a spiegare che colpa e pena sono cose differenti e che l'assoluzione leva la colpa, mentre la pena a volte è una grazia sul cammino della conversione... Che la penitenza che si sconta in terra non la faremo in purgatorio...
Visti come marziani!

Per la Cresima la novità è che i doni dello Spirito sono solo sei: niente "timor di Dio".
Per la fortezza ci sono bistecche, palestra e la squadretta di calcio dell'oratorio...
La scienza dev'essere qualcosa tra il libro di matematica e quello di biologia.
Sapienza e intelletto dipendono dalla pagella. La pietà è malintesa
Il consiglio giusto forse sarebbe quello di cambiare aria...

Anonimo ha detto...

Per Teofilatto: nella cattedrale di Ferrara il giorno 9 aprile alla fine di un'omelia, Mons:Negri ringrazia il papa per l'esortazione AL. Vedere sul Sito di Mons. Negri. Teresa

Antonio ha detto...

Confermo quanto dice exodus. Se non si firma per l'8x1000 il gettito viene ripartito in proporzione rispetto alle scelte fatte dagli altri contribuenti.
Quindi non destinare l'8x1000 alla Chiesa Cattolica lascia il tempo che trova se l'obiettivo è evitare di finanziare i modernisti.

Valentina ha detto...

Exodus/berni,
sì, è vero, se anche si lascia in bianco la casella dell'otto x mille sulla dichiarazione dei redditi, soldi dei cittadini italiani, cioè dalle tasse, alla Chiesa arrivano comunque. Però alla Chiesa in generale, non alla CEI, a cui invece va l'otto x mille (v. campagna pubblicitaria appena iniziata).
Se invece non si firma per il cinque x mille, non si dà niente a nessuno, se si firma, si dà a chi si vuole, anche se i soldi arrivano con mesi, se non anni, di ritardo.
Comunque sia io non firmo più l'otto x mille, da quando la CEI fece campagna contro il referendum costituzionale sulla riforme costituzionali varate dall' allora governo Berlusconi (2006), perché non ritenevo giusto che la CEI si immischiasse, visto oltretutto che le riforme non toccavano minimamente il Concordato, né altro che potesse interferire con la Dottrina e la Morale del Cattolicesimo. Sono ora curiosa di vedere se e come appoggeranno il referendum per la nuova riforma voluta da Renzi, che è un aborto.
Non c'è solo l'otto x mille, ci sono riviste "cattoliche", come Avvenire, a cui non abbonarsi più, ci sono Radio e TV da non seguire, ci sono libri da non comprare ed altri invece da acquistare e regalare...

Anonimo ha detto...

http://www.luiginegri.it/default.asp?id=401&ricerca=amoris+laetitia&id_n=1739

Andrea Carradori ha detto...

Carisssima Mic ho ripreso, doverosamente, l'appello di don Elia.
Grazie
http://traditiocatholica.blogspot.it/2016/04/cappuccetto-rosso-e-il-lupo-in-vaticano.html

Luisa ha detto...

l`AL è stata pubblicata l`8 aprile, l`omelia di Mons. Negri è del 9 aprile, diamogli l`attenuante che non l`avesse ancora letta con la dovuta attenzione...ma ora che senza dubbio l`ha letta e meditata sarei curiosa di sapere come intende nei fatti farne " tesoro e occasione di approfondimento per la nostra pastorale familiare".




Anonimo ha detto...

valentina
Alla CEI vanno sia i soldi dell'8 per mille, sia quelli per cui non è stato firmato e sono quindi assegnati in proporzione.Il destinatario è sempre la Cei.

Antonino

Anonimo ha detto...

faccio un esempio, semplificato per spiegare, : se le firme 8 per mille sono state 60% alla Chiesa cattolica, 15% ai Valdesi e 25% allo Stato, questi soldi vanno ai destinatari delle firme. L'intero ammontare dei soldi per cui nessuno ha espresso una scelta vengono poi divisi nella stessa proporzione: 60% alla Chiesa, 15 ai Valdesi e 25 allo Stato. Quindi se uno non firma vede una piccola parte dei suoi soldi finire persino ai valdesi....anche se la Chiesa ( cei) fa sempre la parte del leone.

Antonino

Anonimo ha detto...

L'arrivo in un modo o nell'altro alla Nuova Chiesa di tutto o parte dell' 8x1000 purtroppo è inevitabile tranne la destinazione diretta a uno degli altri soggetti.
Resta il 5x1000 da scegliere accuratamente e l'evitare altrettanto accuratamente di sostenere iniziative e pubblicazioni della suddetta Nuova Chiesa aiutando invece chi si oppone.
Miles

Anonimo ha detto...

A tralcio: omelia del viceparroco anni scorsi: il PECCATO CONTRO LO SPIRITO SANTO CHE NON SARA' PERDONATO è NON ACCETTARE i cambiamenti

gabri ha detto...

se si firma nella casella "Stato", l'8xmille non va a nessun altro soggetto che allo Stato, il quale d'altronde già è destinatario del restante 992xmille.

mic ha detto...

Abbiamo raccolto abbastanza informazioni sull'8 per mille. E mi pare che l'ora dei laici non riguardi solo questo...

mic ha detto...

E questo c'è l'eravamo scordato?

http://www.corriere.it/cronache/16_aprile_09/paglia-nodo-sacramenti-non-agire-tribunale-intervista-8c2042aa-fdbd-11e5-820b-500d9d51558a.shtml

Anonimo ha detto...

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2016/04/29/0305/00693.html
Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza:

- Em.mo Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede;

berni-exodus ha detto...

Cara Mic., l'ora dei laici in questo momento è valutare bene ogni azione della gerarchia e soprattutti dei capi e muoversi come dice Don Elia al capoverso tre:
quando ne è il caso, usare molta umiltà, molta educazione, ma molta decisione nei confronti dei sacerdoti e vescovi che predicano in contraddizione alle Leggi sacre di Dio, del Vangelo, della Tradizione Apostolica e con tutto ciò che hanno detto i 260 Papi e vescovi nonchè Padri e Dottori della Chiesa prima del 1960, e di quelli dopo che siano in linea verticale con tutta la Chiesa (eliminato ogni errore).
Non dimentichiamo mai che S.Paolo, con molta decisione affrontò san Pietro, quando era caduto nell'errore e lo fece pubblicamente pur sapendo che era il Vicario di Cristo. Certo è che chiunque commette errori (e qui non esiste gerarchia) dice Don Elia, anche i fedeli debbono assumersi le responsabilità di farglielo notare, anche con decisione.
Si potrebbe andare molto avanti, ma non sarebbe più un commento.

Anonimo ha detto...

Ma sa quante volte uno glieli ha fatti notare gli errori, gli abusi anche nella liturgia o atteggiamenti e disposizioni censurabili anche all'interno di Santuari pure molto noti?

E sa quante alzate di spalle, se non peggio, ci sono state in risposta sia da sacerdoti frati vescovi?

mic ha detto...

E' per questo che oltre a parlare bisogna agire. Con sana prudenza e seguendo i pastori fedeli sulla traccia di Mons. Schneider.

Anonimo ha detto...

Se l'esempio di azione è il nulla proposto da Schneider stiamo freschi.

Quali azioni avrebbe posto in essere l'ausialiare di Astana di grazia????

mic ha detto...

Le azioni si devono fondare su principi. Ed è ovvio che qualunque nostra azione, nell'ottica della 'decisione' ormai ineludibile, richiamata da don Elia, deve avere un supporto anche gerarchico perché nella Chiesa - che, prima di essere una "comunione di fratelli in Cristo" è una società sui generis in cui il capo è anteriore alle membra ed è basata su un Ordo gerarchico - l’autorità viene prima della comunità.

E le ricordo che dalla sua cattedra (non mediatica) mons. Schneider ha tracciato una analisi sapiente e un invito autorevole, al quale aderiamo e ci richiamiamo, qui
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/04/mons-athanasius-schneider-il-paradosso.html

In ogni caso mons. Schneider ha già parlato e promosso l'impegno dei laici qui:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/02/un-invito-concreto-che-dobbiamo.html

Anonimo ha detto...

Direi di non nutrire troppe aspettative nei riguardi della "casta".
Se non si è mossa infatti in occasione delle scorpacciate sincretiste di questi ultimi decenni, anzi, spesso le ha applaudite e comunque non ostacolate; né ancor prima quando la liturgia e' stata completamente stravolta ex abrupto; né nel caso dell'annuncio ormai diversi anni fa della celebrazione nel 2017 del cinquecentesimo anniversario della "riforma" luterana (preparato infatti con molti incontri con protestanti)... beh, vedrete che poco avverrà pure ora.

mic ha detto...

E quando mai qui si è parlato di aspettative nella "casta"?
Sta di fatto che persino dalla "casta" alcune voci si sono levate (ad esempio Muller). È stato o sarà ricevuto oggi. Chissà cosa ne viene fuori?
Per il resto è chiaro quali sono i nostri punti di riferimento.

Anonimo ha detto...

Muller è stato ricevuto ieri. Scommettiamo che non ne verrà fuori nulla ed solo un'udienza di routine con il prefetto?
Luigi

Luigi Rmv ha detto...

Credo che vada fatta una distinzione tra iniziative individuali e iniziative collettive.
Ne abbiamo parlato, lo so, ma l'articolo ripropone il tema, non mi rimandate i link.

L'impegno individuale si riassume bene nelle linee guida del bell'articolo di Don Elia (come sempre) e comunque sembra abbastanza chiaro, ferme restando le difficoltà e i limiti di ciascuno.

Le iniziative collettive, invece, sono sicuramente più difficili per noi laici.
Il disagio si coglie spesso, ma non vedo proposte concrete.

Provo a fare il punto, senza pretese.
Un punto fermo, da quello che ho letto e che condivido, e' che serve un Pastore di riferimento, una guida del clero.

Solo con essa, poi, fare il passo successivo.
Lo vedo in un opera di collegamento con altri cattolici 'identitari' (è questo ormai il "marchio" sprezzante affibbiatoci, che considero un complimenro)', Sacerdoti e laici, secondo il principio elementare che l'unione fa la forza.

Infine, trovare insieme il modo più consono di formare un coro che canta in armonia e trovare lo strumento per amplificarlo.

Questo blog è una ottima iniziativa collettiva, vi partecipano anche Sacerdoti.
Per me, e credo tutti i partecipanti, è gia un punto di riferimento e credo che sia già un valido punto di partenza collettivo.

Sicuramente è letto da molti occhi 'misericordiosi' che mal sopportano quanto vi si scrive, sul web le distanze sono annullate.

Il livello degli interventi è obiettivamente molto elevato da molti punti di vista, ben impostato e ben moderato.

Forse uno dei passi successivi potrebbe essere quello di organizzare incontri, di qualche convegno o riunione di preghiera per parlare dal vivo di questi temi, cosa che personalmente non sono assolutamente in grado di fare e che protondo di fare.

Ma non so, Mic, se Lei lo ha già fatto, ma la prego di prendere queste mio intervento come riflessione e domanda, nulla più.

mic ha detto...

Forse uno dei passi successivi potrebbe essere quello di organizzare incontri, di qualche convegno o riunione di preghiera per parlare dal vivo di questi temi, cosa che personalmente non sono assolutamente in grado di fare e che protondo di fare.


E' quello che speriamo poter fare al più presto. Una "conferenza", con l'impostazione suggerita dall'intervento pastorale di S. E. mons. Schneider, destinata a cattolici laici e sacerdoti da tutto il mondo nella quale siano consentiti interventi.

E' il momento di dare la parola al popolo. Cercheremo però di garantire alla conferenza una direzione valida e capace, costituita da sacerdoti.

Anonimo ha detto...

https://twitter.com/ASchwibach/status/726289405535784960
E con i paramenti sacri !?!

Luisa ha detto...

Interessante, l`OR pubblica un estratto dal libro "«Amoris laetitia. Una lettura dell’esortazione apostolica postsinodale sull’amore nella famiglia" credo scritto da Maurizio Gronchi che è consultore della CdF, leggendo quell`estratto chi si fa delle illusioni su un eventuale intervento charificatore di Bergoglio può scordarsele, Bergoglio parlerà a nuora perchè suocera intenda, lancerà picche ben mirate durante le sue "meditazioni" mattinali, si servirà di persone a lui vicine ecc.
Ecco l`introduzione dell`estratto che dice già tutto:

" L’introduzione alla esortazione indica la natura e la prospettiva del documento pontificio, ovvero la sua intenzione di non esaurire dal punto di vista magisteriale il tema trattato — l’amore nella famiglia — affidando a ogni contesto culturale la responsabilità di trovare soluzioni adeguate che tengano conto delle rispettive tradizioni e sfide locali:

Insomma la Dottrina fai da te, la Dottrina secondo me, si parte dal basso, dalle realtà locali e si piega la Dottrina alle loro esigenze.
Fate vobis, via libera.
Potrei fermarmi qui ma la conclusione è pure lei assai indicativa:

"Il rischio da evitare accuratamente sarà quello di aspettarsi traduzioni normative di un documento che è affidato al sapiente discernimento pastorale."


http://ilsismografo.blogspot.ch/2016/04/italia-una-lettura-dellamoris-laetitia.html

RR ha detto...

...traduzioni normative...

Beh, pensando ai due "motu proprio" forse è meglio non ci siano queste traduzioni (ma scrivere "norme, leggi, regolamenti, dogmi", pare brutto ?), almeno ci si risparmia: A) l'ignoranza del diritto canonico (oltre che della lingua e sintassi), B) almeno si è liberi di andare avanti come prima, se qualche prete o vescovo ha ancora il coraggio di farlo.

Il problema di noi laici è che ci sono momenti della vita nei quali si ha proprio bisogno di un prete che ci parli di Dio, non di un assistente sociale, uno psicologo o un amico. MA DI UN PRETE !

Anonimo ha detto...

@ RR

"Il rischio da evitare accuratamente sarà quello di aspettarsi traduzioni normative di un documento che è affidato al sapiente discernimento pastorale."

dobbiamo aggiornarci, RR. La norma é male. la casuistica (farisaica,ma non evidenziamolo) il caos é bene. I dieci comandamenti sono normtavi (altrimenti che comandano a a fare ?), Qundi male. Adesso siamo progrediti, uomini liberi, ama e fa ciò che vuoi é bene, non come s. Agostino insegnava, ma come il demone scimmia sua, capolgeva, un certo AC, e discendenza.

Anna

Anonimo ha detto...

@ RR
Dio ha scolpito nella pietra dieci comandamenti, è normativo, mica casuistico, come i farisei…
Ma ti immagini se invece che a mezzo schifosissime norme (Verbo, Ragione e cc.), Dio avesse creato a mezzo di “sedicentemisoricordiosissimo” “Caos” cosa sarebbe ?????
Immagini una cellula, tu che sei medico, procedere per vie casusuistiche , senza regole, discernere lei o essere “discesa” da altri chhissachi ogni attimo della sua vita …. ? dimmi tu .

Anna

Anonimo ha detto...

Ma sa, Anna, il punto è che adesso la maggior parte delle persone specie in Occidente - avendo perso o non avendo mai avuto la fede - crede al caso (anagramma infatti di "caos"). Proprio in un'epoca altamente tecnologica dalle nostre parti in cui sappiamo che dietro ad ogni "avanzamento" scientifico ci sono necessariamente ricercatori, progettisti, costruttori. Ma non si ammette più - e non si vuole ammettere - che vi sia un grande "cervello" (che per noi cristiani dovrebbe però essere necessariamente anche Padre) dietro ad ogni nascita, dietro ad ogni alba e tramonto, ecc. E questo non a "caso", stavolta, ma perché in questo modo è più facile allontanare l'idea che ci possa essere un "Qualcuno" cui rendere conto delle nostre azioni alla fine di questa vita. Meglio pensare perciò che tutto sia "caos" e vaghi nel caos (anche se è palese il contrario) pur contro ogni tipo di ragionevolezza, pur di continuare a far come ci pare e piace su molti fronti...

Rr ha detto...

Anna,
Una cellula cosi è una cellula tumorale. Detto tutto.