sabato 16 aprile 2016

16 aprile - 89° compleanno. Auguri Santità!

È il papa a cui hanno maggiormente disobbedito
e continuano a farlo impunemente... 
L’unità della Chiesa è “apostolica”, cioè un’unità visibile fondata sugli Apostoli, che Cristo ha scelto e costituito come testimoni della sua risurrezione, ed è nata da ciò che la Scrittura chiama “l’obbedienza della fede” (Rm 1,5; At 6,7). “Autorità”… “obbedienza”. Ad essere franchi, queste non sono parole facili da pronunciare oggi. Parole come queste rappresentano una “pietra d’inciampo” per molti nostri contemporanei, specie in una società che giustamente dà grande valore alla libertà personale. Eppure, alla luce della nostra fede in Gesù Cristo – “la vita, la verità e la vita” – arriviamo a vedere il senso più pieno, il valore e addirittura la bellezza, di tali parole. Il Vangelo ci insegna che la vera libertà, la libertà dei figli di Dio, può essere trovata soltanto nella perdita di sé che è parte del mistero dell’amore. Solo perdendo noi stessi, il Signore ci dice, ritroviamo veramente noi stessi (cfr Lc 17,33). La vera libertà fiorisce quando ci allontaniamo dal giogo del peccato, che annebbia le nostre percezioni e indebolisce la nostra determinazione, e vede la fonte della nostra felicità definitiva in lui, che è amore infinito, libertà infinita, vita senza fine. “Nella sua volontà vi è la nostra pace”. La vera libertà perciò è un dono gratuito di Dio, il frutto della conversione alla sua verità, quella verità che ci rende liberi (cfr Gv 8,32). E tale libertà nella verità porta nella sua scia un nuovo e liberante modo di guardare la realtà. Quando ci poniamo nel “pensiero di Cristo” (cfr Fil 2,5), ci si aprono nuovi orizzonti! Alla luce della fede, dentro la comunione della Chiesa, troviamo anche l’ispirazione e la forza per diventare lievito del Vangelo in questo mondo. Diveniamo luce del mondo, sale della terra (cfr Mt 5,13-14), a cui è affidato l’”apostolato” di conformare le nostre vite ed il mondo in cui viviamo sempre più pienamente al piano salvifico di Dio. 
Benedetto XVI, Omelia, Yankee Stadium, Bronx, New York, 20 aprile 2008

42 commenti:

bernardino ha detto...

Auguri, e Deo volente, lunga vita Santità, abbiamo ancora molto bisogno della Santità Vostra.

F.to Bernardino.

Luisa ha detto...

Buon compleanno Santo Padre, lei è stato, e continua ad essere, per me un padre spirituale, una guida sicura e fidata, grazie e con lei sono ritornata nel gregge, troppi pochi gli anni ma il suo insegnamento, la sua presenza, resteranno per sempre impressi nella mia mente e nel mio cuore ed io, nel mio piccolo, le sono sempre vicina con la preghiera.
Auguri Santità!

Mazzarino ha detto...

Ad multos annos. SANTITA'

Anonimo ha detto...

Perché continuate a chiamarlo Santità? Di Papa la Chiesa ne ha o non ne ha UNO solo? Ratzinger NON è Papa!

Luís Luiz ha detto...

Ave Benedicte, spes unica.

mario rossi ha detto...

Che Dio lo conservi alla sua Chiesa!

mario rossi ha detto...

Un santo ed un genio.

Anonimo ha detto...

Ad maiorem Dei gloriam, Santità, grazie di esistere. Con tantissimo affetto e riconoscenza. Lupus et Agnus.

mic ha detto...

Anonimo 13:50
Non siamo noi a conferirglielo. Il fatto è che se ha conservato il titolo di "Papa emerito", insieme al "servizio contemplativo", chi può impedire che lo si chiami ancora Santità?

Silvano M. ha detto...

Beh, che dire, più che la nostalgia aumenta il rammarico del "perchè Santità?..."

mic ha detto...

Pur con tutto il rispetto e la devozione chiamarlo Santo e genio mi sembra eccessivo. Insieme alle tante luci abbiamo raccolto anche alcune delusioni. Ma questo fa parte della tempere attuale.
Ciò non toglie che la devozione e l'affetto restano.

Anonimo ha detto...

Con tutto il rispetto per i tanti amici del blog che ritengono che Benedetto XVI sia stato un papa fedele alla Tradizione io penso invece che questo papa sia stato e sia ancora fondamentalmente un modernista, artefice, mai pentito, delle novità del CVII,prima, e attuatore entusiasta di quelle novità (falso ecumentismo compreso).

La sua "Tradizione" non é quella trasmessa incorrotta dagli Apostoli, ma quella "vivente", nel senso che attualmente vive ed opera per mezzo della Chiesa visibile del momento, attenta ai "segni dei tempi" e la cui continuità col passato non é oggettiva ma soggettiva cioé é data dal medesimo "soggetto Chiesa" che la esprime.

La sua teorizzazione delle dimissioni per ragioni di età del pontefice é stata un dirissimo colpo per il papato. La sua attuale visibilità (nonostante le promesse distare nascosto) accanto all'altro papa, l'invenzione dell "emerito" papa (adesso abbiamo uno sdoppiamento del vicario di Cristo, uno attivo e l'altro contemplativo, attendiamo a breve la tripartizione, con l'avanzare dell'età di Bergolio, augurando lunga vita all'emerito), il suo fare capolino di tanto in tanto esternando determinano un'assurda bipartizione dell'unica Chiesa in due fazioni che si riconoscono in due diversi papi.

E la sua apparente fedeltà alla Tradizione lo rende più insidioso di Bergoglio. Perché impedisce a gran parte dei cattolici di comprendere che la radice del problema che é esploso con l'ultimo papa risale al CVII e quella radice, prima di dare i suoi frutti si é sviluppata con coerenza in tutti i pontificati precedenti, ognuno con la sua caratterizzazione. Non dimentichiamo che fu Benedetto XVII a tentare di ristabilire la "piena comuninone" con la FSSPX sotto condizione dell'accettazione del CVII.

Sarebbe utile andare a leggere quel che diceva al riguardo mons. Lefebvre.

Non pubblicare, Mic.

Anna

Luisa ha detto...

Con tutto il rispetto per lei Anna, è mia opinione che avrebbe potuto evitare di rilanciare la solita polemica su Benedetto XVI in un post che ricorda che oggi è il suo compleanno e desidera semplicemente fargli gli auguri.

mic ha detto...

Quella di Anna è una opinione motivata ed espressa in termini corretti.
Purtroppo facciamo i conti con un'ambiguità che ci fa soffrire da tempo.

Anonimo ha detto...

Ma infatti cara signora Luisa, conoscendo probabilmente come qualcuno di voi "afecionados" avrebbe reagito, Anna aveva chiesto mi pare di non esser pubblicata...o no?

Luisa ha detto...

Fate vobis, trovo solo che è una ben strana maniera di presentare gli auguri a Benedetto XVI.

Anonimo ha detto...

Buon compleanno, Santità, che Dio la benedica, le devo tantissimo. Anonymous.

Anonimo ha detto...

AUGURI SANTITà, UN GRANDE GRAZIE PER LA SUA VITA DEDICATA ALLA CHIESA . BETTI

Anonimo ha detto...

Papa Benedetto XVI è tuttora amato da tanti, tanti semplici fedeli e questo significa che , al di la' delle polemiche , è una persona che suscita affetto e rispetto , un vero "puro di cuore", cioè una persona rimasta pura nel cuore una persona la cui bontà e mansuetudine sono talmente lampanti, che si leggono nello sguardo, nel sorriso. un sorriso da bambino che non ti aspetti in un teologo raffinato e una delle intelligenze più lucide del secolo XX .
buon Compleanno Santità!. Nel suo caso la santità è più che una mera parola cerimoniale.
Discepolo

Petrus LXXVII ha detto...

Con Benedetto la Chiesa ha raccolto frutti eccellenti e, a parte le sue inefficienze esclusivamente di carattere politico, credo proprio si possa dire che non abbia arrecato alcun danno alla fede.. anzi! Questo è il criterio con cui va giudicato il suo pontificato, qui invece si preferisce farlo sulla base di convincimenti la cui assoluta validità e tutt'altro che inequivocabilmente dimostrata!
Tanti auguri Santità!!!

mic ha detto...

Questo è il criterio con cui va giudicato il suo pontificato, qui invece si preferisce farlo sulla base di convincimenti la cui assoluta validità e tutt'altro che inequivocabilmente dimostrata!

Non è bello entrare a gamba tesa mostrando di non conoscere (o di non condividere; ma in questo caso s'imporrebbe l'onere della dimostrazione) le nostre dimostrazioni e quelle di molti seri studiosi (uno per tutti: mons. Gherardini).
Ciò posto, ben vengano anche i suoi auguri.

Anonimo ha detto...

Mic gli auguri si possono fare a chiunque e non è questo il punto. A me resta sempre più difficile invece capire (lo dico senza vis polemica mi creda) come nel caso specifico dell'ex pontefice non si intenda ancora oggi da parte di molte lucidissime voci critiche nei confronti sia di Bergoglio che persino del CVII, riconoscere le ragioni OGGETTIVAMENTE dimostrate più volte rso l'operato ratzingeriano. E ogni volta, non solo in questo occasione particolare, capita per questo di essere tacciati come polemici e anti-ratzingeriani per partito preso...Davvero non capisco se non ricorrendo a una eventuale tendenza a fare di un uomo un idolo vero e proprio.

Luisa ha detto...

@ Petrus LXXVII

Desidero dirle che ho letto e molto apprezzato i suoi commenti sul blog di Tornielli che avevo riaperto per vedere se e come reagiva dopo l`AL, non sono stata delusa, tale e quale me lo aspettavo.

Rr ha detto...

Il vero e unico Papa attuale!
Buon compleanno, Santita'! che bello vederLa festeggiare in famiglia ed in mezzo ai suoi Bavaresi con un buon boccale di birra !
A kenta annos!
RR

mic ha detto...

Davvero non capisco se non ricorrendo a una eventuale tendenza a fare di un uomo un idolo vero e proprio.

Ma quale idolo! Ci sono persone che grazie ai suoi insegnamenti e al suo stile accogliente hanno acquistato o riscoperto la fede. Io stessa mi sono nutrita a molte sue meditazioni.
Se nell'approfondire è emerso anche ciò di cui abbiamo parlato innumerevoli volte se ne può prendere le distanze senza per questo disprezzare la persona, che non ritengo in mala fede.
Le ambiguità, anche quelle legate all'abdicazione, possono avere una duplice lettura che con le conoscenze che si hanno al nostro livello resta al momento senza soluzione.

Anonimo ha detto...


@ Ratzinger, colui che ha disertato il campo di battaglia, perche' rimpiangerlo?

Brava Anna, ha ben sintetizzato il lato oscuro di Ratzinger, in alcuni suoi elementi essenziali. Le sue condizioni di salute attuali non sembrano cosi' fragili, se ne deduce
che avrebbe potuto continuare a restare al suo posto, salvandoci da Bergoglio. Dicono le cronache che l'Emerito abbia serenamente festeggiato il suo compleanno con i suoi bavaresi.
E sull'Esortazione di Bergoglio, non ha niente da dire? In una recente intervista ha parlato della crisi della Chiesa, ma sempre in termini generali, da lontano, con distacco accademico, come se si trattasse di esporre, che so io, "la crisi del neokantismo nel secondo dopoguerra in rapporto all'esistenzialismo".
Pfui! direi, se fossi tedesco. Nostalgici di Ratzinger, un minimo di spirito critico, Bitte! Parvus

Anonimo ha detto...

Luisa,
mi dispiace moltissimo avere colpito ancora una volta la tua sensibilità, dicendo quello che penso riguardo a questo papa che tu ami tanto e a cui devi molto. So che per te è come un padre perché ti ha ricondotta alla fede. Tantissime volte infatti ho fermato le mie mani sulla tastiera. Tantissime volte ho lasciato che l’osanna a questo papa fosse e restasse indisturbato. Stavolta non ci sono riuscita. E non so se sia bene o male. Perché da un lato lui è, a livello umano, un’ancora, forse una speranza, per te e per molti (ti do del tu perché sei più presente nella mia vita di mia sorella, e mi sei cara perché mi è cara la tua fede sincera e appassionata, come di tanti altri del blog, che è diventato la mia seconda famiglia, ma se vorrai passerò al lei). Dall’altro lato io, per quello che ho capito, e posso sbagliarmi, lo vedo come fumo negli occhi, che annebbia la vista e non consente di vedere bene cosa sta succedendo, perché. Non consente di intravedere la via di uscita (che non è sicuramente umana, ma richiede la collaborazione umana, fosse anche di un solo giusto). Non spetta a me, né a nessuno, giudicare la sua buona o mala fede, ma a Dio. Spetta a me e a chiunque però valutare i fatti oggettivamente. Di questo io parlo. Come di Bergoglio. Parlo dei comportamenti che adottano, di quello che dicono. Quello che mi muove è la ricerca della Verità, in questo momento terribile di tenebre. Il mio desiderio di verità mi ha portato alla fede. Ed alla Verità voglio restare fedele. Nello specifico in questo percorso di ricerca fondamentale è stato un sacerdote che curava un mensile “forte”, così discutibile che persino mic censura. Devo a lui tutto, perché la fede è tutto. Ma sono disposta ad accettare, qualora lo scoprissi, di lui qualunque cosa. Anche che sia stato un matto visionario. La mia fede non crollerebbe. Dio scrive dritto sulle righe storte. E si servì anche di Caifa per profetare. Non sto a difenderlo a spada tratta.

Vorrei arrivare a capire, quello che mi è consentito capire. Chiedo a te e agli altri, allora, perché non mi aiutate a capire che sbaglio ? Perché non si entra mai nel merito di quello che mic chiama le ombre di questo pontificato ? E non mi aiuta né la circostanza dei tanti frutti di conversione portati (dovrei allora credere anche alla Gospha, che predica l’equivalenza tra le religioni, e a tutte le false mistiche, che profetizzavano e facevano prodigi, poi sgamate dai santi: si dice che il diavolo quando agisce rischia sempre di perdere per strada qualcuno, dato che deve spacciarsi per Dio), né che ha espresso anche , e in modo mirabile, concetti cattolici integri. Perché anche tutti gli eretici, e non solo loro, hanno espresso in modo corretto e di grande impatto verità e persino il diavolo lo fa. Perché l’errore per sua natura contiene sempre una parte di verità. Quello che caratterizza la menzogna è che la verità che esprime non è tutta intera. Nemmeno mi convince la mitezza, solo solo perla storia raccontata da Qualcuno del lupo travestito da agnello.

Credimi, mi dispiace enormemente. Ma credo che la Verità sia più importante. Più importante di qualunque cosa, Più importante di qualunque persona. Aiutiamoci ad arrivarci.

Anna

mic ha detto...

Anna, non censuro don Villa (che ho sempre stimato); prendo le distanze dall'evoluzione recente del contesto che da anni non è più nelle sue mani, soprattutto ora che non c'è più.
Vi trovo cose (recenti) che mi sembrano forzature. E non credo che la mia fede sia meno salda se non ne 'sposo' l'attendibilità.

mic ha detto...

Anna,
Di alcune ombre ne abbiamo parlato a lungo. Ti pescherò i testi.
Tuttavia quando leggo stroncature del calibro di certi sedevacantisti su radio spada, ad esempio, non riesco a distinguere ciò che è giusto e ciò che è accanimento.
Continueremo a parlarne appena possibile.

Anonimo ha detto...

Eh cara Anna, ma lei davvero pensa che la maggior parte delle persone siano disposte a far diminuire il loro modo di interpretare le cose in un determinato senso (per non dire "senso unico") a vantaggio di una visione critica ampiamente supportata da prove oggettive multidecennali ripetute e anche recenti o recentissime? Molto difficile che accada: inevitabilmente come in un riflesso condizionato ecco ad ogni magagna scoperta o affiorante ex-novo far uscire fuori le solite scusanti di sempre o qualcuna elaborata lì per lì...Se uno ne ha bisogno d'altra parte non c'è prova documentata né ragionamento stringente che tenga. Perciò forse meglio desistere e ognuno andare avanti con i propri convincimenti.

Luís Luiz ha detto...

Che tradizionalisti parlino onestamente di "spirito critico" per giudicare un papa dimostra l'abisso dove siamo caduti. Il papa, che quando è legittimo, è Cristo sulla terra. É la natura stessa del papato che si scioglie. Se non si restaura, il futuro sembra nero. Il grande pericolo è assuefarsi a questa situazione assurda.

Anonimo ha detto...


@ Differenza tra Pio XII e Papa Ratzinger

Mi sbagliero', ma a me sembra che "la liberta' del cristiano", che e' liberta' interiore, della retta coscienza, per Pio XII (vedi passo citato prima da Mic) si ottenga mediante l'accettazione della Croce, ad imitazione di Cristo; per Ratzinger, invece, soprattutto immergendosi "nel mistero dell'Amore di Cristo". La differenza mi sembra sostanziale, significativa l'assenza del riferimento alla Croce (o alla sua centralita'). Parvus

bernardino ha detto...

Cara Mic., le luci e le ombre di Papa Ratzingher, sono molte; comunque gli voglio bene e gli auguro, come ho fatto sopra Deo volente, una lunga vita; Di solito Dio si serve anche di queste persone (ti dirò di più, la sera che venne alla loggia, baciai la terra; e quando disse di non abbandonarlo ai lupi, mi vennero i brividi; ero terrorizzato dei papabili sudamericani, ed oggi ne vediamo tutte le faste conseguenze) per aiutarci a rimanere saldi nella fede della Chiesa cattolica, anche intravedendo le mille eresie dei suoi uomini attuali fin dagli anni 60.
Di Ratzingher si possono dire mille e più cose, ma una cosa grande l'ha fatta ""il S.P. et U.E."" ha fatto vedere ai sacerdoti e vescovi come si celebra degnamente.
Non avrebbe dovuto dimettersi, questo è un grande rebus che per ora non riusciremo a saperne la vera verità; ma per tante altre cose ha davvero reso un grande servizio alla Chiesa ed a tutti i veri Cattolici.

mic ha detto...

.Se uno ne ha bisogno d'altra parte non c'è prova documentata né ragionamento stringente che tenga. Perciò forse meglio desistere e ognuno andare avanti con i propri convincimenti.

Anonimo,
e perché lei non desiste una volta per tutte e non ci lascia fare il nostro percorso?
C'è un "Rubicone" che io non intendo attraversare a meno che non ne avrò piena consapevolezza. E non sono abituata a raccontarmi favole né a raccontarle agli altri. Devo arrivarci io, senza disdegnare l'aiuto e il supporto di altri. Ma non bastano affermazioni arroganti come le sue a convincermi.

mic ha detto...

Mi sbagliero', ma a me sembra che "la liberta' del cristiano", che e' liberta' interiore, della retta coscienza, per Pio XII (vedi passo citato prima da Mic) si ottenga mediante l'accettazione della Croce, ad imitazione di Cristo; per Ratzinger, invece, soprattutto immergendosi "nel mistero dell'Amore di Cristo". La differenza mi sembra sostanziale, significativa l'assenza del riferimento alla Croce (o alla sua centralita'). Parvus

Questa è una delle osservazioni già fatte su documenti specifici, tuttavia smentiti da alcune omelie, ad esempio. Caratteristica del modernismo, pare...

mic ha detto...

Sempre per PP.

ecco quanto ricordavo dalla traduzione:

Sempre paura, sempre amore - Matthew Schmitz - First Things

"Qualcosa di strano sta succedendo qui. L' Aquinate fa dire che, 'ogni essere umano è destinato a vivere piacevolmente con le persone intorno a lui' Ma Francesco ha lasciato fuori la seconda metà della frase: 'a meno che non sia necessario per lui per qualche motivo causare loro ad un certo momento tristezza proficua....' Nella premura di Francesco non sembra essere spazio per la tristezza proficua nota a Tommaso d'Aquino, che edifica per mezzo di rimproveri necessari e dure verità.
La mezza citazione dell'Aquinate caratterizza lo stile di Francesco nell'Amoris Laetitia. Metà della tradizione cristiana viene semplicemente lasciata fuori, e così si perdono la modalità basilare e le tensioni essenziali. L'amore di Dio è presente, ma il timore di Dio, la terribile consapevolezza che siamo responsabili per le nostre anime, non lo è. Questa omissione è voluta".

Mauro Zappi ha detto...

Disgraziatamente su questo soggetto continua tutto e non per senza niente, molto polemico e doloroso, non riesco mai ad arrabbiarmi con ex papa Ratzinger, mi sono perfino meravigliato quando fu eletto, non per molto, ma per la speranza ed intuizione, ciononostante quasi tutto andò poi in rovina e mi sembra chiaro che di veramente tradizionale ne ha effettivamente ben poco...

Anonimo ha detto...

Auguri Santo Padre Ad multos annos!!
Neri

Loredana ha detto...

Mi manchi tantissimo, resti ancora il mio Papa, leggo ancora i tuoi scritti perchè ho ancora da imparare da te, grazie Santità, ti voglio bene, auguri e che Dio ti benedica e ci faccia sentire la tua presenza, anche se invisibile e silenziosa.

Petrus LXXVII ha detto...

Mic, io ho semplicemente costatato che con Benedetto XVI molti hanno scoperto o riscoperto la fede, molti hanno accolto la vocazione sacramentale e la Chiesa non ha mai tradito la sua missione d'avanti ad un mondo che le navigava contro. Un semplice confronto con quanto accade oggi mi consente di dire che se l'albero si riconosce dai suoi frutti, il pontificato di Benedetto non può che essere approvato come luminoso per la Chiesa.
Chi ne giudica il pensiero e l'operato teorizzandone delle ombre, davvero può ritenere di interpretare correttamente il suo vero sentire e la sua vera volontà, tenendo conto che le sue scelte pastorali e le sue riflessioni hanno solo fatto bene alla Chiesa, conducendola in tutt'altra direzione da quella che ci si aspetterebbe se fossero state delle "ombre"?! Gli si può imputare una gestione politica maldestra, forse anche la rinuncia (ma qui il discorso è più complesso), non certo di non aver agito nell'interesse della Chiesa.. e, mi spiace, ma accusarlo di modernismo è dire questo!

Salve Luisa..
La ringrazio per l'approvazione. Si intuisce che Tornielli mostra di cogliere la fondatezza delle critiche mossegli, ma per qualche oscura ragione non vi da credito e le respinge, spesso con argomenti deboli. E' accaduto anche in qualche altra occasione.

Anonimo ha detto...


@ Alcune delle "ombre" evocate da Petrus LXXVII

- Ha approvato con il suo silenzio la ripulsa da parte dei teologi della dottrina del Limbo
- Non e' chiaro come intenda i Novissimi: se "luoghi" (sovrannaturali) o "stati interiori".
- Ha fatto concessioni teologiche inaccettabili agli Ebrei, concessioni che oggettivamente oscurano la "teologia della sostituzione", negando la quale il Cristianesimo perde di senso.
- Dopo l'iniziale critica all'Islam, si e' adeguato al nefasto dialogo ecumenico anche nei confronti di quest'ultimo.
- Non ha interrotto l'abominio della desolazione degli incontri di Assisi
- Ha bloccato qualsiasi tentativo di seria discussione teologica sul Concilio con la tesi della presunta "riforma nella continuita'", da ritenersi obbligatoria per ogni interprete.
- L'abdicazione, disastrosa, e doppiamente per via della creazione dell'inedita figura del Papa Emerito, che crea confusione e divide.

Alcuni tra i meriti: una conduzione piu' sobria dopo la teatralita' del suo predecessore; la critica al "relativismo" del mondo contemporaneo (che l'attuale svolge invece in termini di teologia della liberazione, pesantemente populistici, politici); i tentativi di riforma degli abusi nella liturgia e le grandi concessioni alla liturgia tradizionale della Chiesa (che pero' non ha mai celebrato) e alla FSSPX; la pulizia interna al clero, la cacciata di numerosi chierici corrotti; il fascino di uno stile pastorale aristocrativo che sapeva pero' essere anche paterno...
Il giudizio deve essere razionale e non sentimentale. Non puo' fare a meno di sottolineare le contraddizioni del Pontificato di Ratzinger e di rilevarne appunto alcune "ombre", che pesano. Parvus



ilfocohadaardere ha detto...

Auguri A Sua Santità Papa Benedetto XVI. "Il ministero non è revocato. E' sempre e per sempre". Da quando Ella ha rinunciato all'ESERCIZIO ATTIVO del ministero petrino, la diga è stata aperta, ma Dio nella Sua imperscrutabile provvidenza non ci lascia mai soli. E la Sua presenza nel "recinto di Pietro", Santità, in modo misterioso e fin qui non spiegato ci turba e ci consola. Utilizzando parole Sue, che questo anno "che ci separa dal centenario delle apparizioni di Fatima, possa affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria, a gloria della Santissima Trinità.