lunedì 14 febbraio 2022

Come resistere alle strutture di pensiero e di vita che oggi impediscono di comprendere Dio

Se ci guardiamo attorno, percepiamo un’umanità che si sta svuotando di Dio. Non dico solamente del Dio vivo e vero, di Cristo Signore, ma del sentimento religioso in quanto tale. Non solo diventa sempre più difficile accettare la sfida della fede cristiana, ma sembra diventare persino impensabile. Tante volte, in passato, intere popolazioni hanno udito il messaggio di Cristo e lo hanno rifiutato. Oggi si costruisce una società in cui non solo diventa sempre più diffuso questo rifiuto, ma si espandono strutture di pensiero e di vita che impediscono di comprendere Dio, il fatto religioso in quanto tale. Non è che Dio si rivela e io lo rifiuto, no: Dio semplicemente non può esistere, non può rivelarsi e dunque io non devo neppure rispondere.

Questo vuoto di Dio si diffonde anche tra i cristiani e persino tra i pastori. Ho sentito uno di loro affermare che certi insegnamenti dogmatici devono essere modificati perché non hanno basi scientifiche. Non posso e non voglio giudicare la coscienza – il che spetta a Dio solo, a me pregare per questo pastore – ma posso guardare al messaggio che ha lanciato. E mi pare si possa solo dire questo: che si rasenta l’apostasia. Non tanto per il contenuto in sé, per l’atteggiamento verso il singolo insegnamento, quanto per la base di pensiero che vi sottostà. E cosa vi si scorge? Si vede l’idea per cui la fonte dell’insegnamento cristiano non è Dio: non si crede più ad un Dio che si rivela, che si comunica a noi.
Al contrario, il fondamento diventa qui la scienza. Ora, la scienza non esiste in quanto essere personale: esistono gli scienziati. Dunque, il fondamento della fede diventa il consenso degli scienziati. Non dico qui dei teologi (intendendo la teologia come scienza) – anche se pure questo sarebbe erroneo – ma proprio della scienza slegata dalla fede. La rivelazione si dovrebbe dunque basare sull’uomo. Credere non a Dio, ma ad altri uomini: questo diventerebbe – di fatto – la fede. A tanto giungerebbe il culto dell’uomo che si vuole promuovere da tanto tempo, anche nella Chiesa. Al punto da distruggere l’idea stessa di Dio. Dio, a questo punto, diventa niente più di una mummia priva di vita, buona per inginocchiarsi qualche volta in un atto vuoto, buona per far star buona qualche vecchia attaccata alle sue devozioni. Dio diventa l’equivalente della mummia di Lenin nella Piazza Rossa. Se le cose stanno così, è evidente perché io parli di apostasia: perché Dio in tutto questo non serve, non esiste, se non come scusa per riunirsi. Noi uomini facciamo, noi uomini pensiamo, noi uomini siamo l’unica realtà esistente. Dio non esiste più, se non come una favola buona per qualche moralismo o per creare un po' di pathos.

Questa mentalità, radicalmente contraria alla fede, si diffonde tra i fedeli e persino tra i pastori. Si parla tanto di fede come relazione viva con Dio, ma è una menzogna: per noi Dio esiste nella misura in cui ci è utile ed è vivo nella misura in cui noi vogliamo che lo sia. Si parla tanto di ascoltare lo Spirito Santo, ma è una menzogna: siamo noi che parliamo, noi che proclamiamo e poi diciamo: “Lo vuole lo Spirito Santo!”. Stiamo diventando atei, stiamo rifiutando Dio e nemmeno ce ne accorgiamo, anzi, crediamo di essere al passo coi tempi.

In questo quadro fosco, in cui le tenebre sembrano invincibili, Dio continua però a permanere stabile. Al di là dei nostri errori e della nostra apostasia, Egli è. Semplicemente è. Le nostre aberrazioni, per quanto orribili, sono raglio d’asino che non arriva in cielo. Anche se volessimo distruggerlo, Dio è fuori della nostra disponibilità. Dio permane sempre lo stesso, Alfa e Omega, sempre lo stesso, ieri, oggi e sempre. Dio è immenso, eterno, onnipotente, onnisciente: continua ad esserlo. In un istante Dio ha creato miliardi di galassie: come posso pensare che la fragilità dell’uomo, in un sasso lanciato nel cosmo, possa scalfire la Sua gloria? Eppure, le tenebre esistono, ma non in Dio: esistono nel cuore degli uomini che lo rifiutano e si ostinano a preferire le tenebre alla luce. Questa luce, se lo voglio, se lo chiedo, è sempre con me: nessuno mi può strappare dalla mano di Dio. Sono suo. Solo il mio peccato mi può uccidere: ma dipende da me, perché neppure il demonio può uccidere la mia anima, se io non lo voglio. Può strapparmi il corpo, ma non il santuario intimo del cuore.

E se le tenebre si diffondono, se talvolta siamo sconsolati, se persino il mio pastore talvolta pare cedere alle tenebre, allora devo io accendere la luce. Certo, le tenebre mi sconsolano, mi rattristano, talvolta mi turbano, ma è un attimo. Se Dio è con me, come posso essere sempre triste? La Sua gioia mi pervade ed è la gioia di sapere che Egli è con me, anche nel momento della croce, soprattutto mentre soffro. Lui mi guarda, io incontro il Suo sguardo e questo mi basta. Il soffio gentile dello Spirito di Dio nella mia anima è sufficiente a superare ogni sofferenza, anche la più atroce. Posso lamentarmi? Certo, ma soprattutto far splendere sul candelabro la fiaccola della fede. Il mio fratello non l’accende? Il mio pastore non l’accende? Non importa, l’accenderò io. Facendo catechismo? Anche. Ma soprattutto essendo trasparenza di Dio, permettendo a Dio di usarmi per far risplendere la Sua gloria nel mondo. Facendo sì che la mia povera vita, così insignificante per il mondo, diventi testimonianza che Dio continua ad esistere, che è il Vivente e che neppure la peggior persecuzione potrà spegnere questa luce.

Don Divo Barsotti nel 1977 ricevette una locuzione interiore dal Signore: “Ti ho affidato tutta la Chiesa”. Sembra un assurdo: non è qualcosa che compete al Papa, piuttosto? Eppure, diceva don Divo, questa parola vale per me e vale per tutti. Certo, io non ho i poteri del Papa e non devo sostituirlo, ma partecipo – nella mia condizione – alla cura di tutta quanta la Chiesa. E come? Unendomi a Cristo, facendo in modo che in me risplenda la Sua presenza salvifica, abbandonandomi a Dio. Così fece la Vergine santissima, così per ognuno. Posso vivere sconosciuto da tutti, anzi disprezzato, persino dai miei fratelli. Non ho potere, non ho influenza, non ho nulla, sono un nulla. Ma ho Dio, possiedo Dio e in Dio tutto posso ed Egli può tutto in me. Tutto si basa sul fuoco incandescente del nostro amore, mio e suo: quest'amore ci unisce in modo indissolubile. E la mia fede è testimonianza della mia passione per Lui e della Sua per me. 

* * *

La Chiesa Cattolica, sotto certi aspetti, sembra vivere ancora come se sussistesse un regime di cristianità. Ecco così una certa visione burocratizzata della fede (chi non fa figli fa fogli...), in cui predomina la fase amministrativa (a tutti i livelli, a partire da quello parrocchiale); ecco anche certi rapporti (diciamo meglio: compromessi) col potere politico; ecco l'idea di "battezzare la modernità" che si è tramutata (curiosa eterogenesi dei fini...) nello sbattezzo di ampie fette della Chiesa. Questa tentazione è ancora più forte nel mondo "tradizionalista": affezionarsi a certe forme esteriori non strettamente liturgiche (penso a tiare e sedie gestatorie) che finisce col rappresentare un rifiuto della realtà attuale. Intendiamoci: non si tratta di essere pauperisti, ma piuttosto di riconoscere che quella realtà (cristianità diffusa) da cui questi simboli originavano e giungevano a noi non esiste più. Siamo sentimentalmente ancora legati al Papa-re, all'alleanza trono-altare: e sono state fasi importanti della storia del cattolicesimo. Ma ora quei periodi, buoni o cattivi che fossero, non sono più. Occorre prenderne atto. Altrimenti l'amore alla Tradizione diventa niente di più che una mascherata di laudatores temporis acti, qualcosa che si avvicina più alle rievocazioni in costume tipico piuttosto che alla fede cattolica.

Questo vale anche per alcune questioni più delicate. Penso ad esempio al fatto che negli Stati Uniti nel mondo cattolico vi sia un certo dibattito perché alcuni fedeli (che si definiscono promotori dell' "integralismo cattolico", https://thejosias.com/) intendono promuovere la trasformazione della società americana in uno Stato confessionale cattolico, secondo la tradizione ottocentesca (mi pare rifacendosi soprattutto a Pio IX e Leone XIII). Ora, prima ancora che vero-falso, qui mi pare siamo vicini a qualcosa di irreale. In una società - quella americana - sempre più atea, anticlericale, anticattolica; in cui i cattolici sono minoranza (circa il 22% della popolazione); in cui, di questi, solo una sparuta minoranza aderisce alle tesi di questo "integralismo"; in una Chiesa il cui papa è Francesco; in cui i vescovi sono alieni a questo "integralismo"; ecco, in questo contesto, che senso ha spendersi a promuovere un ritorno a forme ottocentesche? Ripeto: prima ancora che vero-falso, ci si dovrebbe chiedere se è reale-irreale.

Ho anche visto che de Mattei ha scritto una difesa dell'ultramontanismo. Ora, personalmente sono convinto che finché il tradizionalismo non riuscirà a staccarsi da questo tipo di mentalità (senza voler condannare l'ultramontanismo in ciò che di buono ha fatto), finirà coll'essere sempre e necessariamente un fenomeno piuttosto aleatorio, ridotto, più folkloristico che incisivo. Come si può testimoniare Cristo facendo finta di essere ancora nel 1950 o nel 1870? Così la Tradizione diventa una maschera, un copione da recitare, un mondo fiabesco e illusorio in cui rifugiarsi, magari in modo apocalittico, attendendo solo la Parusia.

Penso occorra vivere appieno la fede cattolica, in ogni suo iota, ma non cadere nell'errore di pensare che ogni iota di ciò che ci è giunto sia semplicemente intoccabile: non si può equiparare il dogma ad una mero costume ecclesiastico, oppure comparare la liturgia con il linguaggio (come se per essere tradizionalisti occorresse scrivere in italiano ottocentesco).

Questo è doloroso, perché pare di dover cedere a quei novatori che da decenni dominano nella Chiesa. Ma penso occorra accettare che, se occorre rifiutare il neoterismo, non si può pensare di opporgli un'immobilità assoluta, che finisce con svuotare la Tradizione della sua forza viva, del suo essere rivelazione del Dio vivente.

L'altro giorno ho scritto della necessità di rispettare e trasmettere la Tradizione nelle piccole cose, nei piccoli gesti, inverandoli. E' un'esigenza evangelica (Mt 5,19). Però - questo credo sia il punto - non tutto è Tradizione, perché se tutto è Tradizione, nulla è Tradizione. Occorre fare come il buon tomista: raro concedere, numquam negare, semper distinguere. (Cristiano Andreatta)

24 commenti:

Un altro sacerdote dalla parte degli oppressi ha detto...

Don Emanuele dalla parrocchia di Mapello, pagando con la sospensione dagli incarichi comminatagli dal suo vescovo, si è messo in cammino dalla sua provincia verso Roma a piedi per stare dalla parte di coloro che per via di un supergreenpass rafforzato che non hanno non possono neanche prendere un autobus, per stare dalla parte degli emarginati senza stipendio, per stare dalla parte di coloro a cui tolgono i figli. Io trovo nel suo messaggio e nel suo gesto molto del messaggio di Gesù. La Parietti, Nuzzi, Gasparri e Brindisi no. Ma loro non hanno raccontato su don Emanuele la verità. Anche perché non la sanno e non sono interessati a conoscerla. Vogliono usarlo per raccontare i cattolici come spostati di testa.

Viator ha detto...

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo

Anonimo ha detto...

Di D.Bernava

Da dove viene il pericolo militare in Ucraina?

Il continuo martellamento bellicista mediatico in Occidente serve a creare un clima di allarme, per giustificare l'invio di truppe della NATO ed armamenti a Kiev.

Gli ucraini in generale sono abbastanza tranquilli e disapprovano l'allarmismo occidentale, ma bisogna tenere presente che l'Ucraina è oramai piena di truppe straniere regolari e non, organizzazioni paramilitari e mercenari, ciò rende possibile che si crei un casus belli, magari attraverso una "false flag", il tutto esulando dal controllo delle autorità ucraine, che non vogliono lo scontro militare, perché sanno benissimo le conseguenze dello stesso.

Nei giornali italiani l'eventualità di una "false flag" la si collega ai russi, ma la storia ci dice che gli yankees sono stati sempre abili sfruttatori di simili strategie.

Il pericolo vero è questo e con tutte le truppe russe nelle vicinanze l'occasione per certi sciacalli si fa ghiotta.

Bisogna confidare sull'intelligenza strategica dei russi e sul pacifismo consapevole degli ucraini, che vengono usati come carne da macello per interessi stranieri.

Anonimo ha detto...

«Quando l’ordine del principe è contrario al diritto naturale e divino, obbedire sarebbe criminale.»

(Papa Leone XIII, Diuturnum illud)

Anonimo ha detto...

Conformisti, non vogliamo essere, cioè non vogliamo conformarci ai costumi di oggi, né ai costumi di ieri, non vogliamo essere dei ripetitori passivi dell'oggi o del passato remoto. Il conformismo si basa sul 'così fan tutti'senza un vaglio critico personale teso al vero ed al vivente; purtroppo sappiamo quanto costi uscire dal 'gruppone' presente o passato che ci solleva dalla fatica e dal dolore del giudizio sulla realtà e sul vero che vive da allora ad ora.

Esempio a me caro, Ora et Labora, questa splendida sintesi teologica ed antropologica dice tutto quel che c'è da sapere per uscire dalla fossa nella quale siamo caduti, una suddivisione armonica della giornata tra preghiera e lavoro dove non si corre come disperati tra questo, quello e altro ancora, dove si zappa l'orto, il manoscritto e la Scrittura con la stessa cura con cui si ricama, così fu salvata buona parte della cultura classica, furono bonificate paludi, furono evangelizzati i popoli, furono curate le anime ed i corpi. Senza tante chiacchiere.

Anonimo ha detto...

MASCHERINE E ZOMBIE
Mentre da noi c'è ancora metà delle persone circolanti che continuano a indossare la mascherina e ti guardano con aria frustrata per non poter più sibilare "la mascherinaaaaah" quando ti vedono senza (oltre a una fetta di persone non quantificabile che ancora rimane chiusa in casa), all'estero si lotta per la democrazia contro la svolta autoritaria mascherata da emergenza sanitaria.
Se ci sarà salvezza, verrà dall'estero come nel secolo passato, poiché da noi la maggioranza è composta da zombie, ovvero morti viventi desiderosi solo di uccidere i vivi, mangiare e consumare.

Guido Misainen ha detto...

Sono riusciti a far perdere il senso del sacro alla massa dei fedeli.
Ci pensavo ieri: arrivato in chiesa un minuto prima che iniziasse la Messa, mi sono piazzato vicino alla porta e alla fine ho aspettato che il grosso sciamasse, ebbene molti uscendo non si sono segnati e NESSUNO si è genuflesso, neppure persone a cui per motivi di età è stato insegnato da bambini.
Ma cosa si può pretendere se il prete attraversa la chiesa con le mani in tasca e davanti al Santissimo non fa una piega.

Anonimo ha detto...

Strano parlare di "amore" nel giorno di San Valentino, alla vigilia di un giorno infame, come tutti gli altri che hanno sancito l'inizio di sempre più insensate discriminazioni.
Da domani, infatti, gli over 50 non potranno più lavorare senza il green pass.
Oggi il fioraio mi ha chiesto il lasciapassare per vendermi dei fiori: non importa che io possa o meno averlo, sono uscito a mani vuote, sapendo di avere fatto la cosa giusta.
Se tutti si rifiutassero di usare la tessera verde, questa oscena farsa finirebbe ora e subito.
Un fiore in meno oggi, per un prato intero fiorito e rigoglioso domani, il prato della civiltà.
Buon San Valentino con il mio "Tema dell'Amore".
Cit. Stefano Burbi

Anonimo ha detto...


La Festa di S. Valentino come festa di un santo dei fidanzati o dell'amore è comunque una bufala,
un san Valentino in questo senso non è mai esistito.
In ogni caso, oggi è solo una festa commerciale, un evento di
autocelebrazione dello spirito di fornicazione prevalente e
dominante, gelosamente mantenuto e coccolato dai nostri
sciagurati governanti.

#Spirito_di_Verità ha detto...

La tiepidezza è la peggiore delle condizioni dell'animo umano. I tiepidi sono i superficiali, i disinteressati del prossimo, quelli che qualunque cosa succede alzano le spalle e accettano tutto con estrema facilità, che non hanno un minimo moto di coscienza, di indignazione e di presa di posizione. Assomigliano a sassi che che rimangono dove vengono posizionati, sia sull'asfalto, sott'acqua, su un prato, in montagna, nel fuoco, nel ghiaccio. Sono inerti e non prendono iniziative, lasciano che siano gli eventi a decidere per loro.
I tiepidi sono i peggiori e quelli che Dio non sopporta, lo dice a San Giovanni nell'Apocalisse:
«Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.»

In questo passo ci viene detto con chiarezza che non c'è salvezza per chi si gira dall'altra parte, non c'è vita eterna per chi pensa solo al suo orticello disinteressandosi della verità e del prossimo, non c'è via d'uscita per chi furbescamente cerca di seguire la corrente per semplice vantaggio personale o per quieto vivere.

Siamo in una guerra spirituale senza precedenti, destiamoci e apriamo l'animo a Dio, egli ci darà lo Spirito Santo per guidarci in questo momento di tenebre fitte, in caso contrario verremo vomitati dalla sua bocca.

Evviva Maria e Chi la creo'! ha detto...

@14 febbraio 2022 11:40
Si consoli,noi siamo andati dai frati Trappisti alle Tre Fontane per acquistare i loro prodotti (olio,birra,cioccolata)ma....somma e' stata la nostra sorpresa nel prendere visione fuori del negozio (che sicuramente e' in gestione)che alla cassa bisognava presentare il marchioverde! Poiche' non mi arrendo ho chiesto conferma al gestore il quale ha confermato il tutto. Beh, peggio per loro perche' ogni volta che andavamo per una scorta di prodotti non spendevamo meno di duecento euro. Abbiamo fatto un bel dietrofront e per evitare di mettere in subbuglio il nostro cuore, lo abbiamo salutato guardandolo con "compassione". In compenso: 1)abbiamo trovato aperta la piccola chiesa di Santa Maria Scala Coeli dove abbiamo potuto lasciare una piccola preghiera alla SS.Vergine Maria ; 2)durante il percorso di ritorno, in prossimita' della Via Flaminia, ci ha allietati un magnifico arcobaleno !

Anonimo ha detto...

La Santa Messa a volte esige santa pazienza.
A me è accaduto ieri di arrabbiarmi. Avevo superato gli orrori liturgici, dalla "rugiada" al nuovo Pater, quand'ecco che fra Comunione e Benedizione finale prende il microfono un sacerdote per reclamizzare, e3la parola, il prossimo viaggio in Terrasanta, cui lui medesimo partecipa tutti gli anni gratis come accompagnatore. Essendo saltato il viaggio causa covid il degno sacerdote era molto sollecito.

Anonimo ha detto...

Quando un esponente della sinistra anticristica al caviale scrive sulla mia pagina che sarei "filo-sovietico, comunista e ateo", capisco che ormai siamo al di là della comicità involontaria. Abbiamo superato, e non di poco, i limiti del grottesco.
Se la difesa dell'ordine naturale della società e del creato dal materialismo e dalla Sovversione anticristica passa per "comunismo ateo", allora la follia regna sovrana.
Ci sarebbe molto da ridere, se non ci fosse da piangere.
Martino Mora

Anonimo ha detto...


# Il pericolo militare in Ucraina

L'Ucraina aveva fatto formale domanda di ammissione alla Nato.
Questo ha provocato la presente mobilitazione russa.
Adesso gli ucraini stanno dicendo che forse ritireranno la
domanda. Il che appare saggio.
L'Ucraina nella Nato per i russi è un fatto inaccettabile, sono pronti
anche ad invaderla pur di evitarlo. Questo sembra il messaggio che sta finalmente entrando nelle teste degli americani, almeno si spera. L'Ucraina nella Nato significherebbe per i russi avere basi aeree americane a poche centinaia di km da Mosca.
Ma ritirare la domanda non basterà, a questo punto. I russi vogliono anche un accordo scritto, un trattato, con il quale la Nato si impegni a non più espandersi ad Est. Questo però non sarà facile da ottenere, per i russi.
Forse la diplomazia cercherà di lavorare all'ipotesi di una "neutralizzazione" completa dell'Ucraina, garantita dalle superpotenze e dai loro satelliti ed alleati.
La storia mondiale è piena di trattati, giurati anche sugli dèi, che poi sono stati tranquillamente violati o disattesi.
Politicus

mic ha detto...

Un PONTE in realtà bisogna ricostruirlo. Il PONTE tra Cesare e Dio, tra la Chiesa e Cesare, tra lo Stato e la Chiesa. Tutta la Rivoluzione moderna sta in questo punto e tutta la Restaurazione classica sta in questo punto. - rdv

Anonimo ha detto...

Andrea Sandri:
Ormai è evidente che la pandemia è ovunque un alibi. Trump è stato un inciampo sulla tabella di marcia e ora hanno una terribile premura.

Se ti unisci alla protesta, devi capire che stai infrangendo le leggi. Perderai la patente e la fedina penale avrà un impatto sul tuo lavoro e il tuo sostentamento.

- Justin Trudeau

Anonimo ha detto...


Il contrasto tra fede e scienza è una delle cose più gravi, che più hanno contribuito alla crisi della religione.

Con la nascita della nuova fisica, ai tempi di Galileo e Newton, si è creata una frattura che non si è più ricomposta.
La situazione è peggiorata enormemente con l'avvento del darwinismo, una teoria che non può considerarsi provata. In modo prudente, Popper fece capire che per lui il darwinismo non era vera scienza, dal momento che non era "falsificabile", nel suo modo di esprimersi.
Una teoria veramente scientifica la puoi discutere e criticare. P.e. alla gravitazione newtoniana, forza emanante dal sole considerata sempre attrattiva e agente "a distanza" ossia simultaneamente, si può opporre la teoria di Einstein, che ipotizza uno spazio attorno al sole di materia "deformata" dalla gravità emanante dal sole (gravitational field) onde la gravità sarebbe la curvatura di questo stesso spazio "deformato" (warped space). Oggi, si crede più a questa teoria.
Per quello che vale la mia opinione, non mi convince per niente.
Ma si può discutere. Invece, quando si leggono le ricostruzioni fatte anche da scienziati di valore, come un Monod etc, su come si sarebbe svolta la vita sulla terra, ad opera di un'evoluzione cieca, guidata (?) dal caso, ti accorgi che costoro possono dire qualsiasi cosa nelle loro ricostruzioni, tanto è impossibile confutarle. Sembra di trovarsi di fronte a fantascienza.
L'evoluzionismo darwiniano nega di per sè l'idea di creazione, oltre a quella dell'esistenza di Dio. Facendolo passare per autentica scienza, si minano i fondamenti della religione.
Se credo nel c.d. "albero della vita " di Darwin ed epigoni, dall'ameba all'uomo per inconsapevole crescita immanente, non posso poi credere nella Bibbia e nemmeno in una qualsiasi etica, a ben vedere. E alla fine si sta tornando al culto della natura, una sorta di panpsichismo riciclato in chiave atea!
La colpa della cultura cattolica è non aver affrontato come si deve la critica della scienza moderna.
Visto che si accenna alla visione ristretta dei tradizionalisti che elgiano gli Ultramontani del tempo che fu : ho letto a volte su pubblicazioni odierne di quella parte o assimilabile, delle critiche a Galileo che si limitavano ad attaccarlo sul piano personale, senza mai riuscire ad introdurre un argomento scientifico che fosse uno. E magari arrivando a sostenere che fosse un mediocre, innalzato alla fama da non meglio precisati interessi.
PP

Anonimo ha detto...

Traiano aumentò le distribuzioni di frumento al popolo; inoltre perfezionò il sistema degli alimenta, creato da Nerva: si trattava di prestiti perpetui al 5% concessi dal fisco imperiale ai proprietari italici; i proventi, riscossi dalle amministrazioni cittadine, erano usati per i bambini poveri. In tal modo si cercava sia di favorire la piccola proprietà italica sia di aumentare la quantità di italici “recrutabili”. Traiano inoltre obbligò i senatori a possedere un terzo delle loro proprietà sul suolo italico, che mantiene ancora un primato politico invidiabile (lo ius italicum era l’apice per un cittadino romano).⁣

L’imperatore ispanico fu anche un costruttore: edificò le sue terme, create da Apollodoro di Damasco (nel 109), sopra la domus aurea, interrata, e diede finalmente a Roma un nuovo enorme porto esagonale, a Porto, a nord di Ostia, superando la soluzione di Claudio, il cui porto si era rapidamente insabbiato. Inoltre Traiano fece costruire un nuovo acquedotto, l’Aqua Traiana e, grazie anche al bottino della guerra dacica, realizzò un nuovo foro, con la Basilica Ulpia, i Mercati Traianei e la famosa Colonna, oltre a due biblioteche, una greca e una latina.⁣
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Anonimo ha detto...


Errata corrige. Reiterazione del punto.

Nel commento precedente ho scritto a proposito della teoria newtoniana della gravitazione "agente 'a distanza' ossia simultaneamente", va invece letto : "agente 'a distanza' ossia istantaneamente". Si scrive sempre in fretta.
Era proprio quest'azione istantanea che Einstein non accettava, gli sembrava una concezione irrazionale. L'ha sostituita con la concezione di uno spazio sempre "curvo" perché pieno di materia ed energia in ogni suo punto onde la gravitazione sarebbe la curvatura dello spazio che si materializza nell'orbita della terra, p.e. Nozione difficile, che sembra eliminare la forza dalla gravitazione e che negli ultimi tempi viene contraddetta dalle più recenti misurazioni, che negano la possibilità di una curvatura dello spazio, che sarebbe invece, a livello cosmico, "flat" ossia piano, euclideo. Quindi?
Un altro aspetto: nella visione di Einstein la nozione di 'traiettoria di un oggetto n e l l o spazio' che fine fa?
Interessante notare che Einstein si è dichiarato più volte spinoziano (Deus seu Natura), anche se tanti preti progressisti non se ne sono accorti, a quanto pare. Forse sono anche loro spinoziani.
Einstein cercava comunque di accordare la nuova visione dello spazio dopo la scoperta dell'elettromagnetismo (onde di energia dappertutto come geodetiche cosmiche) con la concezione tradizionale. Muoveva sempre dai problemi della fisica contemporanea.
La critica alla scienza contemporanea va comunque affrontata con argomenti scientifici o comunque filosofico-scientifici.

Critiche interessanti andrebbero riscoperte in autori cattolici come il P. R. Garrigou-Lagrange, Dieu. Son Existence et sa nature, Beauchesne, 1950, 11a edizione, che in appendice cita acute critiche al metodo scientifico moderno di autori come Pierre Duhem, Meyerson. Sono autorevoli filosofi dell'inizio del Novecento. G-L discute a lungo certe tesi della scienza moderna in relazione al principio di causalità come difeso da S. Tommaso. Certo, chi li legge oggi?
Ma il discorso andrebbe ripreso da qualcuno e rimesso a nuovo per un dibattito attuale.
La cultura cattolica predominante sembra essersi arresa alla scienza, in tutte le sue forme, anche quelle peggiori. Se accetta l'evoluzionismo, le cui prove sono assai tenui, come fa a restare cattolica, questa cultura?
Il materialismo dominante non si spiega anche con l'errata convinzione di discendere dalle scimmie? Credendo a questo, poniamo l'animalità a nostra forma sostanziale, per così dire, e finiamo col vivere concedendoci a tutti gli istinti, peggiori compresi.
PP

Anonimo ha detto...


Terzo Intervento - scusate il disturbo

Dovendomi sempre documentare, per quanto possibile, sono andato a leggermi su CR l'articolo del prof. De Mattei nel quale si dichiara "ultramontano", citato dall'articolo che stiamo qui commentando.

Non si tratta dell'ultramontanismo politico ma di quello teologico, se così posso dire. Cioè, ultramontani venivano chiamati nell'Ottocento i cattolici che, sul piano teologico e culturale, difendevano il primato di Pietro contro le tendenze liberali, riesumanti gli antichi conciliarismi, gallicanesimi e giansenismi. Sono questi "ultramontani" a richiedere e difendere la proclamazione dell'infallibilità pontificia al Vaticano I (infallibilità, nelle materie riguardanti la fede e i costumi, che di fatto già esisteva, da sempre si può dire). Pertanto, "ultramontano" vuol esprimere qui la posizione di chi difende senza compromessi il Primato di Pietro contro tendenze di tipo "democratico", erronee ed anche ereticali-eretiche.
In questo senso, sono "ultramontano" anch'io e credo lo sia anche Mic e lo siano praticamente tutti o quasi quelli che intervengono su questo blog.

Diverso il discorso per quello che credo si possa definire l'ultramontanesimo politico, vale a dire quella concezione limitata alla politica, che considera come se fosse dogma di fede (e non lo è, l'ha detto anche Pio IX) l'esistenza dello Stato Pontificio nei medesimi termini nei quali era nell'Ottocento, da Terracina a Faenza, a tagliare in due l'Italia, sì da impedirne in perpetuo l'eventuale unficazione perché considerata a priori lesiva della libertà d'azione del Papa. Secondo me, si tratta di una concezione retrogada, che non tiene conto dell'esperienza storica avutasi dal 1870 in poi, la quale ha fatto vedere che il Papa, nonostante la perdita di q u e l l o Stato temporale, la libertà d'azione non l'ha mai effettivamente persa e tanto meno l'ha persa da quando nel 1929 la Questione Romana è stata finalmente risolta, con reciproca soddisfazione delle parti.
Questo "ultramontanesimo", assai diffuso mi pare fra i c.d. "tradizionalisti" delle varie fazioni, sembra a me non solo miope e antistorico (si pretende che il papa sia ancora "prigioniero" in Vaticano) ma anche deleterio per le possibilità di rinascita dell'Italia. Se il prof. De Mattei è "ultramontano" anche in questo senso, allora questo suo "ultramontanesimo" sarebbe, sempre a mio modesto avviso, da condannare.
Grazie dell'attenzione.
PP

Anonimo ha detto...

Se la Chiesa non avesse lasciato morire l'Ora et Labora a favore di una intellettualizzazione del clero, forse, quasi certamente, avrebbe portato avanti quelle osservazioni, quelle cognizioni che avevano fatto dei monaci maestri di astronomia, di medicina, di zoologia, di botanica, di tutte quelle scienze che il contadino e l'allevatore conoscono ed approfondiscono di anno in anno lavorando, osservando, quindi conoscendo sempre meglio il Creato, le creature, le loro leggi e la Vita che le compenetra.

Anonimo ha detto...

Il necessario, che la chiesa abbandona e ha abbandonato perché non al passo dei tempi, quando poi i tempi cambiano, viene raccolto da altri, che ne espungono Dio, Uno e Trino, ne distorcono fini e mezzi, per poi ripresentarlo in pompa magna alle plebi immemori del patrimonio che fu conservato ed avrebbe dovuto essere sempre conservato proprio per loro, a loro vantaggio spirituale, culturale e materiale.

Diego ha detto...

Poca scienza allontana da Dio, molta scienza avvicina. Io mi ritengo uno scienziato, per ragioni di metodo, più che per reale impiego lavorativo. Ritengo che gli pseudoscienziati di oggi manchino di umiltà in quanto solo l'umile accetta che vi possano essere errori nella sua teoria e ricomincia daccapo. Solo il superbo arriva a concepire Dio limitato nello spazio-tempo di cui è l'uomo non è solo prigioniero ma addirittura non riesce a trascenderne i confini con le sole proprie forze.La Fede è per lo scienziato un ponte su un abisso di incertezza, per me è un criterio di scelta dove altrimenti sarei pari all'asino di Buridano. Con il Santissimo "discuto" di fisica, parlo di ciò che amo con il mio Amato. E il Signore, che conosce tutti i segreti del Creato, non mi bacchetta per le inevitabili castronerie ma mi educa a poco a poco. Il cervello dell'uomo è limitato e deve essere formato a poco a poco e vi assicuro che Cristo sa come farci approcciare all'inconoscibile senza finire in cenere come Semele. Ma oggi c'è fretta su ogni cosa e gli uomini corrono e corrono come criceti nella ruota. E come la ruota della macina frantuma il chicco di grano così veniamo frantumati da questa società.

Anonimo ha detto...

Cerco di non essere complottista. Entro da un ex cliente di Lodi che non vedevo da qualche mese.
"Ciao, tutto bene qui?"
"No, ho mia mamma all'ospedale"
"Cos'è successo?"
"81 anni, mai avuto niente, stavamo scherzando prima di andare a dormire, sto male sto male, chiamo l'ambulanza, infarto. È grave"
"Ma com'è possibile?"
"Aveva appena fatto la terza dose ma non è quello, le è capitato perché doveva capitare" (fatalismo agricolo).
"No, non doveva capitare, speriamo che guarisca, vedrai che ce la farà".
Saluto il mio amico, procedo per una decina di chilometri, mi fermo da un altro cliente, c'è l'anziana madre che ha meno di 80 anni ma ne dimostra 95.
"Buon giorno signora, buon anno in ritardo, come va?"
"Mia tant be', l'è morta me fiöla"
"Ma come..."
"Un mese fa, 55 anni, aveva fatto la terza dose, dopo due giorni ha iniziato a perdere sangue, l'hanno ricoverata e in pochi giorni è morta".
Ora, come dicevo giorni fa, ho cercato di limitare i miei pensieri negativi sulla taumaturgica iniezione che non "immunizza" ma "aumenta le difese immunitarie", tuttavia la chiamano vaccino.
Ho cercato di fare una dozzina di mea culpa, di ammettere di avere esagerato, soprattutto per litigare un po' con quei cretini che se uno si fa delle domande lo apostrofano come no vax e manco sanno cosa dicono ma cretini restano, specialmente un ultra cretino che continua a diffamarmi.
Ho cercato di ascoltare le fonti autorevoli, peccato che alcune abbiano contaminato le loro acque linde sgorganti dalla scienza, e che nel frattempo abbiano iniziato ad ammettere domande che prima erano vietate.
Ho pure convenuto con chi mi ha dato dei suggerimenti per modificare la mia analisi, che aveva ragione.
Resta il fatto che in pochi mesi ho raccolto una serie di testimonianze riguardanti persone morte o con reazioni avverse da iniezione, superiori alle testimonianze riguardanti decessi per il Covid.
I miei incontri non fanno testo, tuttavia tre persone, una defunta e due gravi, avevano una cinquantina di anni e un rischio Covid pari allo zero virgola.
Facciamo che tutto vada bene? OK, allora non ne parliamo più MA vietiamo nel modo più assoluto che si vaccinino i BAMBINI che hanno un rischio Covid pari a ZERO. Anzi, se lo beccano si immunizzano e meglio così.
Il mio amico di Lodi mi ha detto che alla sua mamma è successo quel che è successo perché "doveva andare così". C'è un po' di sano fatalismo di chiara matrice agricola, ma c'è anche il fattore paura di chi, essendosi fatto tutte le dosi, tende a rimuovere dalla propria mente che esistano gli effetti collaterali. Ovviamente per non vivere nell'angoscia. E fa bene, tuttavia questi e altri casi di cui dicevo, NON entreranno MAI nelle statistiche. Se scrivo queste cose sono un no vax? Se lo pensi sei un cretino (è giusto usare epiteti poco gentili con gente che sragiona). Cerco solo di capire, e ciò che ora è evidente, vedi Canada, è che si sta esagerando per cavalcare il problema virus e con questa scusa introdurci in un mondo nuovo, in una nuova avventura umana che a me sembra leggermente distopica.
I comunisti di una volta coltivavano un'utopia perversa.
I transcomunisti odierni coltivano una distopia, sempre perversa e probabilmente peggiore.
Attilio Negrini