martedì 8 febbraio 2022

Lettera di Benedetto XVI, un testamento spirituale

Toccante questa comunicazione di Joseph Ratzinger dopo le recenti incresciose accuse dal fronte tedesco [qui], che suona come un testamento spirituale. Qui la raccolta di tutti i suoi interventi dal 'recinto di Pietro' successivi all'abdicazione.

Città del Vaticano 6 febbraio 2022
Cari fratelli e sorelle,
Benedetto XVI durante la concelebrazione
di sabato 5 febbraio 2022
dopo la presentazione del rapporto sugli abusi per l’Arcidiocesi di München e Freising, il 20 gennaio 2022, mi è urgente rivolgere a voi tutti una parola personale. Infatti, anche se mi è stato dato di essere arcivescovo di München e Freising solo per cinque anni, tuttavia l’appartenenza interiore all’arcidiocesi di Monaco, che è casa mia, rimane inalterata.

Quindi desidero dire dal cuore una parola di ringraziamento. In questi giorni di esame di coscienza e riflessione mi è stato dato di esperire così tanto incoraggiamento, così tanta amicizia e così tanti segni di fiducia che non mi sarei mai potuto immaginare. In particolare vorrei ringraziare il piccolo gruppo di amici che con abnegazione ha redatto per me le 82 pagine della mia dichiarazione per lo Studio legale, poiché da solo non sarei riuscito a scriverle. Oltre e dietro alle domande che lo Studio legale mi aveva posto c’erano circa 8mila pagine di documenti digitali da leggere e valutare. Questi collaboratori mi hanno pure aiutato a studiare e analizzare le quasi 2mila pagine del rapporto. I risultati vengono pubblicati in allegato alla mia lettera.

Nel soverchiante lavoro di quei giorni – la redazione della dichiarazione – è sopraggiunto un errore [Versehen] in merito alla domanda sulla mia partecipazione alla seduta ordinaria del 15 gennaio 1980. Questo errore [Fehler], che malauguratamente è capitato, non era intenzionale e spero che sia scusabile. Ho già fatto presente il punto nel comunicato stampa dell’Arcivescovo Gänswein del 24 gennaio 2022. Ciò non cambia nulla in merito alla cura e alla dedizione alla cosa che per gli amici si doveva e si deve. Che quell’errore [Versehen] sia stato usato per dubitare della mia veridicità, sì, per rappresentarmi come un mentitore, mi ha profondamente colpito. Tanto più toccanti sono per me le numerose voci di incoraggiamento, di attestati di stima e di calorose lettere di incoraggiamento, testimonianze che mi hanno raggiunto da moltissime persone. Sono in particolare grato per la fiducia, per il sostegno e per la preghiera che papa Francesco mi ha espresso personalmente. In ultimo, vorrei ringraziare in particolare la piccola famiglia del monastero “Mater Ecclesiæ”, la cui compagnia – nelle ore gioiose e in quelle difficili – mi dà quella coesione interiore che mi sostiene.

Alla parola di ringraziamento deve però seguire, adesso, anche una parola di pentimento [Bekenntniss]. Mi commuove sempre di più, che la Chiesa collochi ogni giorno, all’inizio della celebrazione dei Divini Misteri, in cui il Signore ci dà la sua Parola e sé stesso, la confessione della nostra colpa e la supplica per il perdono. Noi preghiamo pubblicamente il Dio vivente di perdonare i nostri peccati, sí, i nostri grandi e grandissimi peccati. Vedo bene che la parola “grandissimi” non si riferisce allo stesso modo a ogni giorno, a ogni singolo giorno; però mi chiede ogni giorno se io non debba parlare anche oggi di un grandissimo peccato. E mi è di grande consolazione, per quanto grande possa essere oggi il mio peccato, che il Signore mi perdona, se davvero mi lascio scrutare da lui e se veramente sono pronto al cambiamento del mio sé.

In tutti gli incontri, specialmente durante i numerosi viaggi apostolici, con le persone abusate da preti, ho potuto guardare negli occhi le conseguenze del grandissimo peccato, e ho imparato a comprendere che noi stessi veniamo coinvolti in questo grandissimo peccato quando scegliamo di ignorarlo oppure non lo affrontiamo con le necessarie fermezza e responsabilità, come troppo spesso è accaduto e accade. Come in occasione di quegli incontri, posso soltanto, ancora una volta, esprimere a tutte le vittime di abuso sessuale la mia profonda vergogna, il mio grande dolore e il mio sincero rammarico, nonché la preghiera di essere perdonato. Ho avuto grandi responsabilità, nella Chiesa cattolica. Tanto piú grande è il mio dolore per i delitti e per gli errori che sono accaduti nei tempi e nei luoghi del mio mandato. Ogni singolo caso di violenza sessuale è orribile e non può essere sistemato. Le vittime di abusi sessuali hanno la mia più solidale empatia, e mi rammarico per ogni singolo caso.

Comprendo sempre più l’angoscia e la paura che Cristo visse sul Monte degli Ulivi, quando vide tutto l’orrore che egli dovette superare dall’interno. Che in quel momento i discepoli potessero dormire è purtroppo la situazione che anche oggi di nuovo sussiste, e nella quale anche io mi sento chiamato in causa. Per questo posso soltanto pregare il Signore e tutti gli angeli e i santi, e voi, cari fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore nostro Dio.

Molto presto comparirò davanti al Giudice definitivo della mia vita. Anche se, guardando indietro alla mia lunga vita, ho molte ragioni di tremare e di avere paura, sono tuttavia sereno e tranquillo, perché confido nel fatto che il Signore è non soltanto il giudice giusto, ma anche l’amico e il fratello che ha già supplito le mie insufficienze, e che dunque oltre che giudice è anche il mio avvocato (Paraclito). Guardando all’ora del giudizio mi si fa perspicua anche la grazia dell’essere cristiani: me ne viene la conoscenza e, sì, l’amicizia con il giudice della mia vita, e questo mi fa attraversare fiduciosamente l’oscura porta della morte. Mi torna a tal proposito sempre in mente quel che Giovanni racconta all’inizio della sua Apocalisse: egli vede il Figlio dell’Uomo in tutta la sua altezza, e cade prostrato davanti a lui come morto. Egli però stende la mano su di lui e gli dice: «Non temere, sono io» (cf. Ap 1,12-17).

Cari amici, con questi sentimenti vi benedico tutti.
Benedetto XVI - Fonte

44 commenti:

Anonimo ha detto...

Personalmente penso che chi deve chiedere perdono e pagare è colui che ha compiuto gli abusi. Poi il suo diretto superiore se non ha vigilato sul comportamento dei suoi sottoposti o se venuto a conoscenza dell'abuso non è intervenuto per porre fine o peggio ancora ha coperto il responsabile .Tutti gli altri non hanno alcuna responsabilità .Inoltre se per abuso si intende un ceffone vigoroso allora anch'io sono stato abusato una volta che durante l'ora di catechismo scambiavo figurine di calciatori con un altro bambino.Allora gli schiaffi ed a volte le bacchettate sulle mani o i calci a scuola (spesso) o a dottrina (più di rado)erano frequenti e nessuno se ne scandalizzava.

tralcio ha detto...

Sant'uomo...

Pensa alle sue enormi responsabilità in una Chiesa i cui membri hanno commesso turpitudini inenarrabili... Pensa a questo (non perchè ne sia lui l'autore) sentendo su di sé il peso dello scandalo che ricade sui cristiani, i figli della Sposa di Cristo.

Pensa a questo e riflette sul pentimento, sul perdono che si supplica.
E gli è di grande consolazione, per quanto grande possa essere oggi il mio peccato, che il Signore lo perdona, "SE davvero mi lascio scrutare da lui e se veramente sono pronto al cambiamento del mio sé".

Amen, Santo Padre! Dio gliene renda merito.

Perdoni anche lei la solitudine che ha provato, attorniato da dormiglioni proprio quando l'angoscia si fa maggiore, chiamati al calice più amaro da bere, pur accettando la Volontà del Padre.

Grazie per aver ricordato che anche un sant'uomo come lei ha motivi per temere l'incontro con il Giudice giusto. Maria Santissima ha detto che la misericordia di Dio è per quelli che lo temono. Lei ne avrà e preghiamo, anzi supplichiamo, altrettanto per quanti più altri possibile, SE "davvero ci lasciamo scrutare da lui e se veramente siamo pronti al cambiamento del nostro sé".

Cristiani per adozione e per conversione, né anonimi, né per ipocrita diritto... Figli di Dio, fratelli in Lui. Non per la madre terra.
Figli che incontrano il Padre per sentirsi dire, da figli: «Non temere, sono io».

Grazie Santo Padre! Le devo molto.

PS: il senso dolore innocente viene dall'esperienza vivificante della croce di Cristo. Se Dio punisse solo i malvagi, tutti eviterebbero il peccato per paura, non per amore. Dio invece, che castiga quelli che ama, purifica il mondo dal peccato scegliendo i suoi con questo strano criterio. Come Santa Bernadette, alla quale la Madonna disse che l'avrebbe fatta felice non in questa, ma nell'altra vita. La vita di Benedetto XVI inizia con Santa Bernadetta, un 16 aprile e segna la storia un 11 febbraio.

Anonimo ha detto...

Nemmeno i più ostili critici potrebbero negare la nobiltà d'animo di papa Benedetto.

Enzo basile ha detto...

In perfetta sintonia e comunione con l esecrabile Bergoglio

Unknown ha detto...

Santità il mio affetto e la mia stima per Lei sono davvero grandi e le assicuro la mia preghiera soprattutto nei momenti di dolore in particolare quel dolore spirituale che è chiesto ai figli diletti e che Santa Teresa D'Avila riconosceva come molto doloroso. Le sono profondamente grata per tutta la Sua vita donata a Gesù nella Chiesa e rendo grazie a Dio per avermi dato la gioia di i incontrarLa nei suoi scritti, fonte di chiarezza e di indicibile pace. Dio le ha donato un cuore puro, contemplativo, che solo i grandi martiri hanno. La ringrazio per ogni suo gesto e parola, chiedo per lei e da lei Benedizione per il mio padre spirituale fr Oswaldo, i miei amici e familiari e per i tanti giovani che incontro quotidianamente cercando di portare loro quell'indicibile Dio che ci ama infinitamente.
Con tutta la stima e l'affetto.
Sua figlia
Ester Marino

Anonimo ha detto...

Ricordo quando il solo nome di Ratzinger-Benedetto XVI radunava e anzi accendeva decine di commenti da parte di molti nostalgici affezionati e riconoscenti, anche se forse non esattamente il non plus ultra della imparzialità e dell'equilibrio a mio parere circa il giudizio complessivo sulla sua figura e le sue scelte, compresa quella di diventare emerito papa dopo aver abbandonato (improvvidamente o meno) il ruolo pur mantenendone l'abito .. E non si parla di chissà quanto tempo fa. Adesso i commenti si contano a fatica sulle dita di una mano. Rassegnazione? O magari disincanto/disillusione per una maggiore, progressiva e più obiettiva apertura degli occhi?

Anonimo ha detto...

«CON ANIMO LIETO GUARDO LA PORTA OSCURA DELLA MORTE».

«Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito).

In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte. In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io...”».

Benedetto XVI - Città del Vaticano, 6 febbraio 2022

Solo un Gigante può descrivere come si prepara alla propria morte, infondendo - a te che leggi - tanta Speranza.

Anonimo ha detto...

I "cattolici" che si ostinano a contrapporre la (presunta) grandezza di Ratzinger alla reale miseria di Bergoglio, ricordano molto quei comunisti che contrapponevano la presunta e immaginaria bontà di Lenin alla malvagità di Stalin.
Come i secondi volevano salvare la reputazione del comunismo e della Rivoluzione d'Ottobre dando tutta la colpa a Stalin, così i primi vogliono salvare il modernismo e i Concilio Vaticano II (la Rivoluzione d'ottobre nella Chiesa, secondo il padre Congar; il suo 1789, secondo il cardinal Suenens) dando tutta la colpa all'idolatra argentino.
Il quale di colpe ne ha a non finire, ma non quella di avere avviato la Rivoluzione (nel senso di Sovversione) nella Chiesa. Semmai quella di condurla alla dissoluzione terminale, o quasi.
La crisi nella Chiesa non inzia nel 2013, ma nel 1962, quando scoppia la Rivoluzione conciliare, e l'uomo che si fa dio inzia lentamente a soppiantare, anche a Roma, il Dio che si è fatto uomo.

Che se ne abbia la consapevolezza o meno, indicare in Ratzinger (o ancora peggio, in Wojtyla), con la sua più che incerta dottrina, la figura simbolo della vera Chiesa contro l'idolatria di Bergoglio, è un modo subdolo di difendere il modernismo e il Vaticano II.
Lenin buono, Stalin cattivo. E così si salva la Rivoluzione d'Ottobre.
Danton buono, Robepierre cattivo. E così si salva il 1789 e anche la ghigliottina per il sovrano (1792).
Ratzinger il liberale buono, Bergoglio il giacobino cattivo. E così si salvano il Vaticano II e anche mezzo secolo di disastri.
E' il solito gioco.
In questo caso serve a impedire alle persone la comprensione della crisi della Chiesa, che è tanto di fede quanto di dottrina. E quindi a impedire di trovare la medicina necessaria per guarirla. Cioè il ritorno alla dottrina di sempre.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

Antonio Caragliu
Parlare di signorilità sarebbe riduttivo e fors'anche fuorviante.
La lettera di Benedetto XVI esprime un'autentica regalità cristiana.
Le scuse dello studio legale e del Presidente della Conferenza episcopale tedesca sarebbero a questo punto doverose.
Ma ciò richiederebbe da parte di costoro la capacità di elevarsi da quella bassa politica ecclesiale nella quale sono compromessi.

Anonimo ha detto...

Concordo in pieno con il Prof. Martino Mora.
Ratzinger non ha mai ritrattato le sue eterodosdie e neppure l'eresia (da lui sostenuta più volte) delle salvezze parallele.
Secondo lui gli ebrei possono salvarsi anche senza convertirsi a Cristo.
Se così fosse potrebbero salvarsi anche i protestanti, gli anglicani, gli "ortodossi", i modernisti, ecc.
Diventerebbero inutili anche le polemiche contro le eresie bergogliane.
Ratzinger si è pure permesso di irridere e di criticare i cattolici fedeli al dogma dell'unità della Chiesa Cattolica come fonte di salvezza, utilizzando a sproposito contro di loro la parabola degli operai della vigna: una parabola di Cristo usata per negare l'unicità della salvezza in Cristo...e nonostante questo Ratzinger viene creduto un grande teologo anche da molti "tradizionalisti", alcuni dei quali lo ritengono addirittura l'attuale Pontefice Regnante.
Purtroppo per lui, non sembra minimamente intenzionato a rimediare ai suoi numerosi scandali in materia di fede.

tralcio ha detto...

Avrei mille motivi per essere incaxxato vero, ma avrei stimato poco l'affidamento al Padre.
Motivo in più per supplicare perdono da Dio e non di ringhiare contro chi è più vittima di me.
Il Signore oltraggiato riattacava l'orecchio reciso dalla spada. Perché potesse ascoltarlo.
I miti erediteranno la terra, la vita eterna è in Cielo.
Sia fatta la volontà del Padre come in cielo così in terra.

Cioiosa ciornata a tutti!

Anonimo ha detto...

La lettera del Papa emerito Benedetto XVI non è un mea culpa di responsabilità ma un duro j'accuse nei confronti di chi, strumentalizzando una svista dei suoi collaboratori, ha finito per dubitare della sua veridicità, e addirittura per presentarlo come bugiardo. Ratzinger ha osservato che avendo «avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica più grande è il mio dolore per gli abusi e gli errori che si sono verificati durante il tempo del mio mandato nei rispettivi luoghi».

Anonimo ha detto...

Comunque,ogni volta che ricorda con gratitudine "papa Francesco" ....mi fa un certo effetto. Io non lo capisco proprio BXVI!

Anonimo ha detto...

Io difendo Ratizingher, in questi termini. Penso che abbia avuto il coraggio di assumere posizioni contrarie al mondo, pagandone le conseguenze, come dimostrato dall'accanimento dei media per ogni affermazione non allineata, cristiana, oltre alla guerra sotterranea dei modernisti che hanno sostenuto Bergoglio. Un vero martirio, che lo ha indotto tanto da indurlo ad una "rinuncia" molto strana, incompatibile con il suo carattere e probabilmente invalida. E ha avuto il grande merito di tutelare il Rito Antico con il motu proprio Summorum Pontificum, recentemente distrutto da Bergoglio, consentendoci di gustare per qualche anno la grandezza di quella Messa, la vera Messa cattolica "mai abrogata", fatto che da solo conferma un rispetto sincero della Tradizione cattolica. Rispetto che Begoglio - papa senza munus petrino che ha rifiutato la definizione di Vicario di Cristo - non ha avuto affatto, manifestando anzi la sua intolleranza e cattiveria verso tutto ciò che è rimasto di cattolico, devastato in modo barbarico. Sono convinto che le incertezze, o anche le ambiguità dottrinali, di Papa Ratzingher - che invece conserva il munus petrino - derivino dal tentativo di trovare, in perfetta buona fede (e su questo lo difendo), un punto di incontro tra il CVII e la Tradizione e Dottrina cattoliche. Tentativo non riuscito, è vero, perchè quel Concilio conteneva cellule tumorali di protestantesimo che sono incompatibili con quello che la Chiesa ha sempre insegnato e che l'aveva portata ad asportare quel cancro. Stessa cosa può dirsi, secondo me, per Woityla, con Assisi e il bacio del Corano. Tentativo dunque fallito, ma fatto in buona fede da entrambi, per il bene della Chiesa, con la buona intenzione, da Papi, di mantenerne l'unità. Dobbiamo capire che non è cosa facile, per un Papa, alzarsi la mattina e smantellare il Concilio Vaticano II. O anche denunciarne le derive indicandolo come causa. Non dimentichiamoci che fino a circa tre anni fa era une vero e proprio TABU' essendo impensabile anche solo accennare ad una velata critica pubblica del CVII.
Aloisius

Anonimo ha detto...

Dopo lo scandalo abusi deflagrato nella Chiesa tedesca, dopo che la macchina del fango si è scatenata contro il Papa Emerito, Benedetto XVI scrive una lettera «con l’animo lieto»

Viator ha detto...

Georg Gänswein su Ratzinger: «La lettera? Mirano a distruggerlo, lui ha risposto con Dio negli occhi»

«C’è una corrente che vuole proprio distruggerne la persona e l’operato. Non ha mai amato la sua persona, la sua teologia, il suo Pontificato. E adesso c’è un’occasione ideale di fare i conti, come la ricerca di una damnatio memoriae. Molti purtroppo si lasciano ingannare da questo attacco vile, c’è tanto fango. Una cosa triste»

Anonimo ha detto...

..."Ratzinger... si oppose, dicendo che l’abuso era una cosa così terribile, che non si poteva semplicemente lasciare che tali perpetratori continuassero a lavorare come preti."... Ecco come il cardinale Ratzinger portò il tema degli abusi all'attenzione della Chiesa.

https://www.ilfoglio.it/chiesa/2022/02/09/news/ecco-come-il-cardinale-ratzinger-porto-il-tema-degli-abusi-all-attenzione-della-chiesa-3665300/

Anonimo ha detto...

"Comunque,ogni volta che ricorda con gratitudine "papa Francesco" ....mi fa un certo effetto. Io non lo capisco proprio BXVI !"

Tanto ci saranno sempre coloro - i devoti ratzingeriani senza spirito critico - che a questo punto le obietterebbero:

"Ma cosa avrebbe dovuto fare allora secondo lei? Attaccarlo??"

Attaccarlo magari no (ma attaccare il suo personale e spregiudicatamente ipermodernista, ideologizzato modo di interpretare il ruolo petrino magari...), però potrebbe almeno risparmiarci i suoi morì d'affetto verso il successore al quale ha lasciato 9 anni fa campo libero e che egli sa BENISSIMO essere inviso ad una foltissima schiera di seguaci/difensori della Dottrina bimillenaria della Chiesa (laici e consacrati) che stanno soffrendo spiritualmente pene inenarrabili venendo messi alla prova quotidianamente da parole atti documenti spesso sconcertanti inezzo a plausi mediatici ripetuti. Per non parlare delle prese di posizione oltranziste sulla necessità di accogliere praticamente TUTTO gli immigrati dai Paesi poveri fino (teoricamente) a svuotamento degli stessi e nel frattempo assistere allinnesco di inevitabili violenti conflitti sociali spappolamento dei diritti conquistati in anni di faticose lotte..

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo : a chi ha giovato aver diviso il fronte della resistenza nella tradizione? Quanto male hanno fatto costoro? Perchè non hanno difeso la Tradizione dall'interno come sta facendo mons. Viganó? Se Benedetto XVI e Giovanni Paolo II hanno commesso errori cercando di evitare uno scisma che ormai è visibile e purtroppo trascina con sè i due terzi delle stelle, se non di più, è servito l'aver prodotto lacerazioni e scismi anzi tempo? Quanto male si è fatto nel non aver difeso il vero in ogni cosa? Chi di noi non è colpevole? Grazie Papa Benedetto XVI, prima di lasciare questo tempo, La prego,per la somma carità che trapela dal suo scritto, di voler avere somma carità per la verità e di traumatizzarci con la verità.

mic ha detto...

Lo ha citato maldestramente Bergoglio durante l'Udienza generale di oggi, mercoledì 9 febbraio: “Papa Benedetto diceva, alcuni giorni fa, parlando di sé stesso che 'è davanti alla porta oscura della morte'. È bello ringraziare il Papa Benedetto che a 95 anni ha la lucidità di dirci questo: 'Io sono davanti all’oscurità della morte, alla porta oscura della morte'. Un bel consiglio che ci ha dato!”

Ma solo nel contesto acquista senso:

«Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente che il Signore non è solo il giudice giusto, ma al contempo l’amico e il fratello che ha già patito egli stesso le mie insufficienze e perciò, in quanto giudice, è al contempo mio avvocato (Paraclito). In vista dell’ora del giudizio mi diviene così chiara la grazia dell’essere cristiano. L’essere cristiano mi dona la conoscenza, di più, l’amicizia con il giudice della mia vita e mi consente di attraversare con fiducia la porta oscura della morte.
In proposito mi ritorna di continuo in mente quello che Giovanni racconta all’inizio dell’Apocalisse: egli vede il Figlio dell’uomo in tutta la sua grandezza e cade ai suoi piedi come morto. Ma Egli, posando su di lui la destra, gli dice: “Non temere! Sono io...”».
(Benedetto XVI)

mic ha detto...

Nella sua lettera, Joseph Ratzinger lancia due segnali che probabilmente chiudono la questione del Papato Romano e chi lo detenga.

Nella lettera infatti viene citato anche Francesco; ora per prima cosa Ratzinger, oramai alla fine dei suoi giorni (preghiamo per lui), non da segnali sul fatto che Francesco sia antipapa.
Sappiamo come nei tempi antichi gli antipapi vennero chiamati tali dai legittimi Vicari di Cristo, senza paura delle conseguenze; Navaziano, sant'Ippolito, Ursicino e Clemente III vennero dichiarati antipapi davanti all'intera Chiesa apertamente, senza messaggi dubbi o doppi linguaggi.

A ciò, va a sommarsi il fatto che Ratzinger si rivolga a Francesco indicandolo come Papa di Roma; questo non deve stupire poiché diverse volte in questi anni, a partire dal 2013, il fu Benedetto ora Ratzinger si rivolgeva a Francesco chiamandolo "Santo Padre" "Santità" in occasioni ufficiali.

Risulta dunque difficile ora credere che per vie ufficiali dica A e in privato sostenga B o meglio sarebbe una mossa poco furba dato che lui stesso, forse a ragione, si considera ad un passo dal Tribunale.
Cito Charlie Bunga Banyangumuka

Anonimo ha detto...

Intervista di padre Lombardi a Vatican News: “Papa Ratzinger non ha mai cercato di nascondere il male nella Chiesa” https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2022-02/intervista-padre-federico-lombardi-lettera-benedetto-xvi-abusi.html

Anonimo ha detto...

Comunque sia la lettera è stata visionata ed ha ottenuto l'imprimatur dalla Segreteria di stato che notoriamente nulla fa senza il beneplacito bergogliano.

Nessuno sara' mai perfetto e nessuno assomigliera' al nostro Redentore ma la virtu' che Egli ama di piu' e' L'umilta'. ha detto...

L'umiltà del Santo Padre Benedetto XVI si confronta con l'arroganza di chi lo aggredisce.
https://intuajustitia.blogspot.com/2022/02/lumilta-del-santo-padre-benedetto-xvi.html

Da rileggere e meditare.
Questa lettera dal tono garbato e'un esempio stupendo, oltre ad essere lo specchio della sua persona. Mi riporta a S.Francesco di Sales in Filotea che se riprendeva qualche sottoposto non lo faceva mai con toni aspri. Lo stesso dicasi della fantastica chiusura della lettera preceduta dalla giornaliera richiesta di perdono del male compiuto prima all'EternoTre, poi a tutto il prossimo ed infine a se' stesso (lezione di vera umilta'), ponendo mente, occhi, cuore (tutta la sua speranza) nelle mani Misericordiose del Redentore.
Laura

Così sìa! ha detto...

"c’è tanto fango. Una cosa triste"
Eppure, in questa ulteriore sofferenza , si legge che gli stanno asfaltando un'autostrada di purificazione .

Anonimo ha detto...


Sul recento "caso Ratzinger".

-- La sua buonafede sembra evidente, a chi non è prevenuto. Doveva presentare una lunga memoria difensiva (82 pagine) risultante dallo spulcio di circa 2000 pagine di documenti on line. Si è fatto ovviamente aiutare da una squadra di collaboratori. L'episodio incriminato riguarda una riunione del 1980 a Monaco, 42 anni fa. In un primo momento, R. si ricordava una cosa, poi ha dovuto ammettere che non si era ricordato bene. Ha comunque mantenuto che non era a conoscenza dei trascorsi pedereastici del sacerdote in questione. Che un uomo di 94 anni non si ricordi bene un fatto cui ha preso parte 42 anni prima, ci può anche stare, no? In base ad un articolo di LSNews sulla vicenda, ciò che gioca contro R. in questa storia è il fatto che lui spesso dice di ricordarsi bene di tutto, il che ovviamente non è vero, anche se ha ancora conservato una bella lucidità (il che dimostra che avrebbe potuto continuare a restare in Cattedra).
-- L'attacco a R. viene soprattutto dalla lobby gay all'interno della Chiesa, la stessa che sta cercando di far incriminare in Germania il sacerdote polacco prof. Oko, che ha dimostrato con ampi studi la corruzione omosessuale che sta devastando l'ordine dei Gesuiti e non da oggi. Sta in verità devastando l'intera Chiesa e l'attuale papa non sta facendo niente contro di essa.
-- La tesi di R. che avrebbe conservato il munus è talmente assurda che non vale nemmeno la pena di discuterla.
-- Una cosa bisognerebbe far notare. L'errore, provocato dalle aperture del Concilio ai metodi moderni, di voler per anni "curare" preti predatori (quasi sempre) omosessuali con terapie suggerite dalla medicina moderna, invece di applicare i tradizionali metodi ecclesiastici: isolamento conventuale, digiuni, penitenze, esercizi spirituali, il tutto seguito da processo canonico e cacciata dalla Chiesa se il reprobo si mostrava recidivo. Invece, per anni, costoro, dopo la "terapia", che poteva dar l'illusione della loro "guarigione", venivano rimessi a contatto con i giovani e giovanetti. Si trattava evidentemente di persone che non si erano fatte preti per vocazione ma per obbedire a certi loro istinti.
-- In questo momento sembra ingeneroso tirar fuori le ambiguità e gli errori oggettivamente professati da Ratzinger. In effetti, qui si tratta di difendere la sua buona fede nel caso specifico e di ribadire come egli abbia da Papa combattuto l'omosessualità e la corruzione dei costumi nel clero.
Ma le sue manchevolezze dottrinali restano, così come resta l'esigenza di aprire una buona volta il discorso sul Vaticano II. Non lo si vuol capire, ma senza questo pubblico mea culpa nei confronti del Signore per il Concilio e sul Concilo, la crisi della Chiesa non farà che peggiorare, essa sarà sempre più abbandonata ai suoi nemici, ormai sordidamente allo scoperto anche al suo interno.
T.

Anonimo ha detto...

Orazione alla B.V. di Lourdes

O Vergine Immacolata, Madre nostra, che vi siete degnata di manifestarvi ad una sconosciuta fanciulla, fate che noi viviamo nell'umiltà e nella semplicità dei figli di Dio, per aver parte alle vostre celesti comunicazioni. Accordateci di saper fare penitenza per i nostri sbagli passati, fateci vivere con un grande orrore del peccato, e sempre più uniti alle virtù cristiane, affinchè il vostro Cuore resti aperto sopra di noi e non cessi di versare le grazie, che fanno vivere quaggiù dell'amore divino e rendono sempre più degni dell'eterna corona. Così sia.

Epiphanio ha detto...

E in tutto questo Bergoglio non c'entra niente? E i reports che provano che lui è stato implicato in casi di copertura quando era a Buenos Aires?
E adesso il fango va sopra Ratzinger, prima si voleva infangare Giovanni Paolo II attraverso Dziwisz. Poi il card. Pell...
E Bergoglio non c'entra niente?
Chi conosce il "dolce Cristo in terra" argentino sa che il suo modus operandi è fare le cose attraverso gli altri. Poi, quando va male, si tira fuori.

Anonimo ha detto...

Il Signore è mia luce e mia salvezza: / di chi avrò timore? / Il Signore è difesa della mia vita: / di chi avrò paura?
Quando mi assalgono i malvagi / per divorarmi la carne, / sono essi, avversari e nemici, / a inciampare e cadere.
Se contro di me si accampa un esercito, / il mio cuore non teme; / se contro di me si scatena una guerra, / anche allora ho fiducia.
Una cosa ho chiesto al Signore, / questa sola io cerco: / abitare nella casa del Signore / tutti i giorni della mia vita, / per contemplare la bellezza del Signore / e ammirare il suo santuario.
Nella sua dimora mi offre riparo / nel giorno della sventura. / Mi nasconde nel segreto della sua tenda, / sopra una roccia mi innalza. (Sal 26,1-5)

Anonimo ha detto...

Bene, anche la citazione di “Bunga Bunga”, dopo l'”intellettuale dei miei stivali” (cito Craxi). Un thread da leggere – uno solo interessante –, ma piena di veleno. Di conseguenza, procedete pure su questa strada. Ognuno si sceglie il dispensatore di cioccolatini che più gli aggrada. Quando fra qualche mese sarete con le gomme a terra, spero che Ambrogio Viganò abbia dimestichezza col crick. Buen camino!

Anonimo ha detto...


Nella sua lettera-testamento spirituale Ratzinger sembra ribadire il concetto, percepibile anche nella sua Enciclica Spe salvi, che il Cristo che ci giudica appena siamo morti sia anche nostro "avvocato", sia cioè sempre il Cristo misericordioso che, sulla Croce, ha perdonato all'ultimo minuto della sua vita il ladrone che, vicino a Lui, si era pentito dei suoi peccati (il Buon Ladrone della tradizione).
E questa prospettiva sembra rinfrancare molti.

Per onestà nei confronti della verità di fede dobbiamo però dire che il Cristo di fronte al quale si troverà la nostra anima appena ognuno di noi sarà morto, sarà il Cristo Giudice, non il Cristo misericordioso (e sofferente) incarnatosi nell'ebreo Jesus di Nazareth. Nel cap. 25, 31 ss. del Vangelo di Matteo, il Signore ci ha rivelato che Egli stesso verrà nella gloria a giudicare tutti gli uomini e quindi come Cristo giudice di tutta l'umanità. Ma il Cristo del Giudizio individuale di ciascuna anima è sempre il medesimo Cristo glorioso e giudice, che non può far sconti a nessuno, per così dire.
INsomma, è sempre stata opinione costante nella Chiesa perché chiaramente fondata sui Testi e sulla Tradizione, che con la morte di ognuno il tempo della misericordia è finito, nei suoi confronti. Dopo, c'è solo il giudizio infallibile e non impugnabile, assolutamente oggettivo, fondato sulle nostre azioni e sui nostri pensieri, come le ha conosciute e valutate la S.ma Trinità: un giudizio nel quale la misericordia non ha più a che vedere, conta solo l'esatta misura, stabilita da Dio, delle nostre azioni e delle nostre intenzioni. I criteri di questa "misura" sono comunque anticipati proprio nell'insegnamento dell'etica cristiana, come risulta dalla Parola di Nostro Signore e dall'insegnamento degli Apostoli.

Per amor del vero cattolico, questo va precisato, anche se dispiace dover dissentire da Ratzinger in questo momento particolarmente difficile per lui, ingiustamente perseguitato dal fronte dei nemici di Cristo penetrati nella Chiesa.

Anonimo ha detto...

Ratzinger si è dimesso e ha convocato un conclave: è pura DEMENZA TEOLOGICA ritenerlo papa.
Non lo sarebbe neppure se lui stesso si ritenesse tale e se avesse volontariamente "invalidato" la sua abdicazione, in quanto un papa non può cambiare la struttura del papato e non può esistere il "papa occulto".
Ha promesso obbedienza al successore, ha convocato un conclave e non ha mai esplicitamente rivendicato di essere ancora papa: la questione è chiusa.
Se poi avesse voluto veramente fare i giochetti (IN OGNI CASO NULLI E INVALIDI) che gli attribuiscono Cionci e Minutella, allora avrebbe preso in giro in modo gravissimo miliardi di CATTOLICI: se così fosse non vorrei essere al suo posto quando si presenterà al cospetto di Dio.
La scelta Ratzinger-Bergoglio è una falsa scelta: Bergoglio è oggettivamente eretico e molti gli disobbediscono, altri ritengono la sede vacante.
Ma volere vedere a tutti i costi un papa in un sostenitore dell'eresia delle salvezze parallele e che si è pure dimesso è, teologicamente parlando, assolutamente demenziale.

Anonimo ha detto...

Ratzinger si dice «profondamente colpito» che una «svista» dei collaboratori nella memoria difensiva «sia stata utilizzata per dubitare della mia veridicità, e addirittura per presentarmi come bugiardo».

Anonimo ha detto...

Non solo l'errore della "salvezza parallela" degli Ebrei,
anche quello della "salvezza comunitaria" di de Lubac e
altri (e difatti ha sempre elogiato de Lubac e Teilhard
de Chardin, quest'ultimo un autentico ciarlatano).
Che cosa poi voglia dire salvezza comunitaria è un
mistero. L'unico possibile significato è l'eresia
della salvezza garantita a priori a tutto il genere
umano, convertito o meno a Cristo.
C'è l'incapacità di accettare la verità di fede della
dannazione eterna per il peccatore impenitente, di
accettare l'esistenza effettiva dell'Inferno, che
sembra non esser accettato anche come luogo sovranna
turale di espiazione eterna. Sarebbe uno stato
interiore, per tutti costoro.
Queste prospettive spiegherebbero allora l'immagine
del Cristo Giudice rappresentato ancora come
misericordioso, contro i Testi e la stessa logica.
Quando sei morto, quel che hai fatto hai fatto.
Il giusto giudice ti giudicherà anche per i tuoi
pensieri, le tue intenzioni, tutto te stesso,
in modo implacabile.

Anonimo ha detto...

Leggo da più parti che si fa notare la straordinaria lucidità mentale di Ratzinger anche a quasi 95 anni, e molti asseriscono che questo avrebbe potuto prolungare il suo mandato petrino tranquillamente, mi permetto di dissentire, se avesse continuato a fare il Papa, sarebbe già morto da un pezzo e avremmo Bergoglio ugualmente in Vaticano, l'unica cosa sarebbe non avere un Emerito di difficile collocazione e definizione, ma se Dio ha voluto tutto questo, evidentemente vede cose che noi umani mai potremmo, con questo inviterei tutti a pregare per Benedetto XVI e per la chiesa, ché ce n'è un grande bisogno.

Anonimo ha detto...

Inoltre come possono asserire con certezza quanto viene affermato, sono presenti ai suoi giorni, lo lavano, lo vestono, lo accudiscono, lo curano?

Di sicuro ha causato scandalo.. ha detto...

"Il cardinale Marx ha causato un grande danno all’ex Papa e alla Chiesa"
https://www.marcotosatti.com/2022/02/10/le-prove-contro-ratzinger-sono-semplicemente-indegne-di-un-avvocato/

Anonimo ha detto...


La "cultura del dialogo" imposta ai cattolici dal Vaticano II e dai pontefici, a partire da Giovanni XXIII, complementare alla "cultura dello scusarsi" per tutto il passato della Chiesa, a cominciare dalle Crociate e dall'uso della forza, in certe circostanze sempre approvato dai papi, ha falsato i dati teologici e storici, dimostrandosi per i cattolici sue vittime, una vera e propria "pedagogia della pusillanimità", la cui regola aurea è : non prender posizione sulla apostasia della Chiesa ossia sul Concilio, mai, per nessun motivo; restarsene al calduccio in fiduciosa attesa del giorno in cui il Signore rimetterà direttamente le cose a posto.

Sta scritto : "Ma perché sei tiepido, e né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca." (Apoc 3, 16).

Questa è ciò che incombe su noi tutti, oggi, ma si continua a perder tempo con le amenità sul vero papa e su quanto faccia tenerezza l'Emerito, poveretto, così gentile nel tratto...
0.

Anonimo ha detto...

'LA SCUOLA CATTOLICA' DI BOLOGNA: MIELE E FIELE SU BENEDETTO

L'amico che mi ha segnalato, 'costringendomi' a recuperarlo e leggerlo, l'articolo di Alberto Melloni su Repubblica di ieri -vedi link al primo commento- sapeva bene che un simile pezzo mi avrebbe 'acceso'.

Mentre la formanda Chiesa Cattolica Nazionale Tedesca (che tanto piacerebbe a questo 'Chief Scientific Advisor' della Commissione Europea), oggi spara cannonate con franchezza tutta teutonica su Papa Ratzinger, il nostro ha lavorato di fino con ago e filo, intessendo una bella e 'comprensiva' veste di apparenti rispetto e pietà, cucendola però -da par suo- sulla carne viva di Benedetto.

Tipico di Melloni e di quella Scuola di Bologna che, in omaggio all'obliquità dei richiami, degli incisi e dei distinguo, chiamerò d'ora in poi 'La scuola cattolica' di Bologna, laddove ciò che sta fra virgolette, io lo dico chiaro, allude espressamente all'uso deteriore del termine che è fatto nel titolo del recente film sul massacro del Circeo.

Mentre però, 'la scuola cattolica' di quel film accusa i presunti perbenismo, bacchettonismo e l'ipocrisia di famiglie e credenti capaci di mettere al mondo figli pervertiti, maniaci e stupratori, quella di Bologna non è da meno in doppiezza, in senso delle apparenze di luce, con le quali coprire avidità, carrierismo (anche nella UE vedo!), e capacità di assecondare il mondo.

Ne è uno spaccato proprio il pezzo di Melloni, il quale ruota su due -as usual, oblique- accuse a Benedetto XVI.

La prima, buttata lì come la principale responsabilità politica di un ingenuo ed incapace di atti di governo, di aver attuato però -con decisione e consapevolezza nè ingenue nè incapaci, ma efficacissime- 'un'ecclesiologia' nella quale il Vescovo sta come sovrano assoluto a capo della sua diocesi, e non si deve piegare alla 'correzione' e al predominio della sua 'Chiesa Cattolica Nazionale' di appartenenza.

E qui il lettore più avveduto viene sprofondato di nuovo nella noia, constatando che la 'Scuola cattolica' di Bologna, come sempre, ripete che il vulnus stia nel non avere la Chiesa assecondato le derive del Protestantesimo, il suo consegnarsi al Principe e alla sua 'giustizia', a partire dal suo organizzarsi per statualità e non secondo linee che privilegiano l'autorità paterna e gerarchica.

Cosa c'entri questo con le vittime di Boston non si capisce: come se il marcio risieda solo nella centralità e giammai in una collegialità; come se -negli USA di quegli anni- fossero mancati Vescovi santi e intransigenti (anche e sopratutto perchè virili e padri), nelle loro diocesi, contro la pedofilia.

E infatti Melloni deve spiegarsi meglio: la seconda 'maxima culpa' di Benedetto, sarebbe l'aver intrapreso lo 'scivoloso' percorso della vergogna e della richiesta di perdono, invece di attenzionare e colpire (aridaglie) il 'patriarcato sacerdotale ed episcopale', humus culturale della prevaricazione (evidentemente, anche sessuale?!) dei chierici sui piccoli.

Anonimo ha detto...

... segue
Insomma. il prete scopatore di imberbi come portato della sola sete di dominio e di potere sul prossimo; del vituperato 'controllo sui corpi'; giammai di pulsioni omofile o, quanto meno, di una sessualità malata, forse perchè anche immersa in una temperie sociale e culturale sessuomane. Quelle denunciate, peraltro, da Joseph Ratzinger.

Il "Titolare della Cattedra UNESCO sul pluralismo religioso e la pace dell'Università di Bologna" non lo dice, ma lo lascia intendere: la lettera di Ratzinger va bene come congedo (sia pure obbligato da una qualche 'grazia', che lo porta 'dove non vorrebbe') della sua ecclesiologia dal mondo e dalla Chiesa.

Un congedo non troppo efficace, sembrerebbe di capire, visto che però -stando a Melloni stesso- anche i suoi accusatori della Chiesa Cattolica Nazionale Tedesca alimenterebbero -con altre- la confusione fra 'platealità e giustizia'.

Il povero Benedetto ne esce così vestito di beltade ma, sotto il vestito, ancora griderebbe il passato suo e della Chiesa che i corifei della 'Scuola cattolica' di Bologna hanno sempre descritto, una Chiesa da abbattere.

Ma, per un paradosso neanche troppo tale, di questo pezzo di Melloni è l'apertura a salvarsi: forse perchè, usata confusamente per descrivere un Papa Emerito finalmente in balia della grazia e non più di sè stesso (o del personaggio che Alberigo e C. hanno costruito), alla fine non sono parole di Melloni Alberto ma parola della Scrittura.

Il risuonare di quel 'ti poterà dove tu non vuoi' riferito a Pietro non implica solo la, scontata, sequela del Cristo.

Pietro e il Papato che egli raffigura sono davvero condotti dove non vogliono non solo dalla grazia, ma anche dai loro nemici, lungo il sentiero del patibolo, fino in cima alla croce.

Dove, come successe al suo Signore, il Papato è chiamato a ricevere l'unico conforto da una spugna imbevuta di fiele.

Quella a cui assomiglia tanto la 'pietà' e il 'conforto' di un 'Chief Scientific Advisor' come Alberto Melloni.
Sebastiano Mallia

https://www.c3dem.it/wp-content/uploads/2022/02/al-cospetto-di-dio-a.-melloni.pdf

Vogliono un altro re, non quel Re. ha detto...

L'attacco a papa Benedetto XVI arriva sull'asse Roma-Germania nel momento di massima pressione per promuovere l'agenda Lgbt nella Chiesa, anche in vista del Sinodo. E sullo sfondo c'è la posizione contrapposta sullo scandalo degli abusi sessuali: a Benedetto non si perdona l'aver denunciato la crisi di fede che è alla base della corruzione morale. Il paradosso è che a cercare di incastrarlo sugli abusi sono proprio coloro che li favoriscono e li promuovono.
https://lanuovabq.it/it/dietro-gli-attacchi-a-benedetto-la-lobby-lgbt

Anonimo ha detto...

ANGELO SCOLA, IL GIUDIZIO SULLA LETTERA DI J. RATZINGER

«È una lettera profonda, in tutto ratzingeriana, che mostra la volontà di vivere il senso di comunione ecclesiale prendendosi sulle spalle la responsabilità di quanto fa ogni membro della Chiesa e dell’intero popolo di Dio, nel bene come nel male. Per me è una testimonianza clamorosa, in un tempo di individualismi dove tutti sono tesi solo a giustificare la propria persona e a dire “io son fuori da questa responsabilità, non c’entro, gli altri faranno quello che vorranno”».

Cardinale Angelo Scola, Intervista di Paolo Rodari di La Repubblica, 10 febbraio 2022

qui il testo integrale
https://bit.ly/35VJAEs

Anonimo ha detto...

..."A tutto questo si aggiunga che proprio oggi a Colonia si apre il processo a un sacerdote polacco, don Dariusz Oko, che è anche docente all’Università Cattolica di Cracovia, accusato di «incitamento all’odio» per un suo articolo apparso sulla rivista Thelogisches intitolato “Sulla necessità di resistere alle lobby omosessuali nella Chiesa”. Don Oko è da molti anni impegnato a denunciare l’omoeresia nella Chiesa e la lobby che la sostiene, e ha recentemente pubblicato il libro “The Lavender Mafia”, (la mafia lavanda è appunto quella Lgbt).
La denuncia nei suoi confronti è stata presentata da un sacerdote della diocesi di Colonia che appare come un manifesto vivente del clero omosessuale, don Wolfgang Rothe, noto militante Lgbt, che lo scorso 4 novembre è stato protagonista di una benedizione di coppie omosessuali in una sauna per gay a Monaco di Baviera. Di don Rothe, che non risulta sospeso dal ministero, sono pubbliche anche foto in cui bacia un seminarista sotto a un ramo di vischio.
Se questo è il contesto attuale (ovviamente è solo un piccolo saggio della corruzione morale nella Chiesa), c’è poi una questione di fondo che riguarda lo scandalo degli abusi sessuali. Si ricorderà che nel febbraio 2019 papa Francesco convocò a Roma un vertice dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo sul tema degli abusi sui minori, e fu l’occasione in cui emersero due letture completamente diverse della crisi. Papa Francesco volle che il vertice si focalizzasse sul tema del clericalismo, considerato la causa dello scandalo pedofilia, ma nell’aprile successivo vennero resi noti degli “Appunti” che papa Benedetto aveva messo in precedenza a disposizione come contributo per il vertice. Benedetto leggeva invece lo scandalo come una terribile crisi di fede, l’allontanamento da Dio, che a sua volta aveva provocato il crollo della teologia morale, ormai pesantemente influenzata dalla cultura del mondo, stravolta dalla rivoluzione sessuale. Sulla linea di papa Benedetto si erano messi anche i cardinali Raymond Burke e Walter Brandmüller, che alla vigilia del vertice firmarono una lettera aperta in cui denunciavano «l’agenda omosessuale» diffusa nella Chiesa e «promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà». Stesso concetto espresso per l’occasione anche dal cardinale Müller; non sorprendentemente visto che tutti i rapporti finora pubblicati sugli abusi, dagli Stati Uniti alla Francia, ci dicono che oltre l’80% degli abusi di cui è protagonista il clero sono frutto di comportamenti omosessuali"...(Cascioli)

I fgli di Lucifero sono scatenati.. ha detto...

Puoi scegliere l'eutanasia, ma non le cure per tuo figlio: a che libertà giochiamo?
https://lanuovabq.it/it/puoi-scegliere-leutanasia-ma-non-le-cure-per-tuo-figlio-a-che-liberta-giochiamo