venerdì 18 febbraio 2022

La Pontificia accademia per la vita non da meno del sistema: invece di confutare nel merito, scredita una scienziata cattolica

Un interessante articolo da Curch Militant. Precedenti, nel blog, sulle trasformazioni dell’Istituto Giovanni Paolo II, che hanno suscitato molto scalpore [qui - qui - qui] e sulla PAV qui - qui - quiqui - qui - qui - qui] ; sul card. Paglia [qui].  Qui l'indice degli articoli sulla dittatura sanitaria e correlati.

Aveva definito i contenuti di una pubblicazione pontificia “un’utopia terrena senza Dio”, e il Vaticano, per tutta risposta, l’ha attaccata sul piano personale.

Il caso riguarda la dottoressa Doyen Nguyen, medico, accademico e teologa morale, con specializzazione in ematologia diagnostica e bioetica.

Le sue critiche riguardano il documento della Pontificia accademia per la vita intitolato Humana Communitas in the Age of Pandemic: Untimely Meditations on Life’s Rebirth, (La comunità umana nell’era della pandemia: riflessioni inattuali sulla rinascita della vita) da lei definito un testo “senza Dio, senza Cristo, senza Chiesa, senza speranza e senza fede”.

In risposta alle critiche, l’Accademia si è scagliata contro la dottoressa in un tweet, evitando di rivolgersi alla scienziata-teologa come alla dottoressa Nguyen: “La signora Doyen Nguyen critica l’Accademia su COVID19 come ‘professore’ dell’Angelicum. Ma ha insegnato solo per un anno come invitata. Il suo titolo come professore di @_Angelicum non è corretto come tutta la sua argomentazione. Si prega di leggere @PontAcadLife guardando all’intero contenuto, non a porzioni: http://academyforlife.va“.

“Questo è un documento emesso da un prestigioso organismo della Chiesa cattolica, eppure in esso non si parla di cristianesimo o cristiani, né tanto meno di cattolici”, aveva scritto la dottoressa Nguyen in un saggio pubblicato da LifeSiteNews.

La dottoressa Nguyen ha reagito così al tweet dell’Accademia: “La verità parla da sola, indipendentemente da eventuali attacchi ad hominem. Quindi, non c’è bisogno che io risponda a tali attacchi”.

“La mia reazione – ha proseguito la dottoressa, che è anche domenicana laica – è conforme all’insegnamento di Cristo (si vedano i racconti evangelici su Gesù davanti ai sommi sacerdoti e a Pilato). Attualmente mi trovo negli Usa, avendo lasciato definitivamente Roma alla fine del novembre 2019. Non insegno più all’Angelicum. Lifesitenews non mi ha chiesto una biografia aggiornata quando mi ha proposto di scrivere un breve articolo sull’argomento. Hanno usato la mia vecchia biografia per errore”.

In effetti la dottoressa Nguyen ha insegnato presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, popolarmente conosciuta come Angelicum, dal 2018 al 2019, e precisa che il suo titolo corretto, durante il periodo di insegnamento all’Angelicum, era di docente di Teologia.

Nguyen possiede due dottorati: uno in Medicina (MD) e uno in Sacra teologia (STD), il più alto grado ecclesiastico cattolico negli studi teologici avanzati. I suoi testi sono ampiamente pubblicati su riviste sottoposte a revisione paritaria, in particolare sul tema della morte cerebrale.

“Quando un ufficio vaticano risponde alle critiche con argomentazioni ad hominem, sono queste le uniche argomentazioni che ha?” ha twittato il giornalista vaticanista Phil Lawler, il primo a pubblicare un commento critico al documento sulla pandemia che non menziona nemmeno una volta Dio, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, la Chiesa, i sacramenti, la preghiera, la carità o la parola “cristiano”.

Dice la dottoressa Nguyen: “Ho incominciato a leggere il documento dell’Accademia come fedele cattolica e scienziata che nutre molto rispetto per questo organismo pontifico, ma ho avuto uno choc intellettualmente, moralmente e spiritualmente”.

Nella pubblicazione, che conta quattromila parole, il termine “speranza” compare solo sei volte, perché “il documento sembra incapace di apportare ulteriori sviluppi su questo importantissimo tema”.

Piuttosto che chiederci di “fissare lo sguardo” su Cristo, che è “l’oggetto della nostra speranza, il documento sembra dirci di fissare lo sguardo sull’Amazzonia”, dice ancora la dottoressa Nguyen, citando la visione della Pontificia accademia secondo cui “il sogno di recente previsto per la regione amazzonica potrebbe diventare un sogno universale” per “integrare e promuovere tutti i suoi abitanti, consentendo loro di godere del ‘vivere bene'”.

“Ma è possibile – si chiede la teologa – riporre la nostra speranza in qualcosa che appartiene all’ordine creato, per quanto possa essere un idilliaco paradiso terrestre? Una tale utopia è il vero e più alto bene per l’umanità?”.

“Allo stesso modo, il documento afferma, proprio all’inizio, che ‘siamo chiamati al coraggio della resistenza’ e, a pagina 4, che siamo chiamati al ‘coraggio della conversione morale’”.

La dottoressa, ematopatologa, studiosa delle malattie dei globuli, dice ancora: “Perché questo documento della Pontificia accademia non è in grado di produrre un messaggio di speranza? La speranza presuppone la fede. In sette pagine, la parola ‘fede’ compare solo una volta quando il documento allude a quelle ‘dimensioni strutturali della nostra comunità globale che sono oppressive e ingiuste, quelle che la comprensione della fede chiama strutture di peccato’. Sembra piuttosto chiaro che, se manca la fede, allora mancherà anche la speranza”.

“Il documento parla di conversione morale per realizzare la rinascita della comunità umana”, ma “senza una parola sulla grazia, il testo di fatto suggerisce che gli esseri umani possono sollevarsi con le proprie forze per ottenere la conversione, eresia che la Chiesa ha condannato come pelagianesimo”.

“Da nessuna parte nel documento si dice che Dio è il nostro fine ultimo, che Cristo è la nostra speranza e che abbiamo bisogno della grazia dello Spirito Santo sia per la nostra conversione sia per una buona vita morale. Da nessuna parte è menzionata la Chiesa come dispensatrice dei sacramenti che sono fonte di grazia”.

“Passando tutti questi aspetti sotto silenzio, in che modo l’appello dell’Accademia alla solidarietà, all’uguaglianza e all’accesso all’assistenza sanitaria per tutti, senza eccezioni, differisce da quello delle ideologie laiche?”.

La dottoressa Nguyen smentisce la recente confutazione della Pontificia accademia per la vita secondo cui Dio è stato deliberatamente omesso dal documento per renderlo accessibile a un pubblico più ampio: “Che un documento sia destinato a tutti gli uomini e le donne non è certo motivo per mettere tra parentesi la sua identità cattolica o omettere qualsiasi riferimento a Dio, Cristo, lo Spirito Santo e la Chiesa”.

Lamentando che il Vaticano propone una “visione riduzionista di un’utopia meramente terrena”, la dottoressa Nguyen suggerisce che il “documento avrebbe dovuto invitare uomini e donne alla sequela di Cristo; avrebbe dovuto offrire un forte messaggio di speranza con una ricca visione escatologica, affermando che le nostre attuali sofferenze non valgono il confronto con la gloria che si rivelerà in noi (Rm 8,18)”.

Circa la questione della biografia della dottoressa, dopo che Church Militant ha contattato Nguyen, Lifesitenews ha pubblicato una correzione: “In una nota biografica abbiamo affermato che la dottoressa Nguyen è docente presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum) di Roma, ma in seguito ci è stato fatto notare che la dottoressa Nguyen non lavora più all’Angelicum dal novembre 2019. LifeSiteNews si rammarica per questo errore”.

Già nello scorso luglio Church Militant aveva sottolineato per la prima volta che il documento vaticano sul virus cinese non menzionava nemmeno una volta Dio, Gesù Cristo, la Chiesa, il Vangelo, la Bibbia o i sacramenti.

Ad agosto abbiamo dato notizia della difesa del portavoce del Pontificia accademia per la vita, Fabrizio Mastrofini, secondo cui la pubblicazione aveva tralasciato Dio per raggiungere “il più ampio pubblico possibile”. Jules Gomes -  Fonte

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Petali
Petali

siamo Petali … in quel vento,
siamo fuoco in questo inverno ...
povero mendicante di coriandoli
canto il tuo volto, le tue mani
sbattuti tra paci spente,
frasi ossute combattiamo dal mattino
non arriveremo mai oltre la nebbia
su, nelle valli umide, dei laghi splendenti,
ci perderemo continuamente
tra baci non dati, tra grida di dolcezza,
so che sei sempre un vortice,
una danza tra i fuochi, un bagliore vivente
seguo il tuo profumo esistito, silenzioso,
t’ho circondata in questo modo,
al giogo della mia assenza, lì è un fiore,
tutto gira, si mischia, ulula,
nulla più sta vicino al camino,
ti raggiungerò su gondole stanche,
su ali di giovinezza, su occhi d’oceano,
per il mondo incerto sei luce,
si smuove il cuore, si fissa la mente,
ecco i pilastri del tempo, dove aspetto
solo un incanto amico, un cenno indicibile,
oramai ci siamo quasi persi
dove possiamo reggerci nella tempesta?
Le Parole, dette a voce alta al cuore
Cambiano la storia, cesellano i corpi,
fanno la vita degna, grande, un ponte blu,
non resta che rinchiudersi nel colore,
sospirare bellezze nascoste,
raccogliere i resti della speranza,
vederli volare e correre e soffiare lontano,
questo sarà un palcoscenico segreto,
crederanno di giocare con manichini,
mentre noi saremo dietro i drappi del dolore,
saremo Petali, in una luce che non si può dire.

Ros dv 20 1 2014

Anonimo ha detto...

Non stupisce. E' chiaro che, ambendo a diventare religione globale, parli la lingua buonista globale, dimenticando la lingua cattolica e mettendo Gesù Cristo in cantina. La morale se non discende da Dio, Uno e Trino, discende dall'uomo con tutto il carico di errori in cui l'essere umano più intellò può cadere e cade.

Tutti i riferimenti lessicali cattolici non vengono fatti perché loro stessi non ne conoscono quindi non ne riconoscono più il vero significato, mentre si sono abituati alle parole mondane, al loro significato, al loro senso, ai loro sinonimi e contrari.

Questa esperienza è facilissima da riconoscere per coloro che hanno parlato per lungo tempo un'altra lingua e tornando in Italia, pur parlando la loro lingua madre, scoprono che parlando italiano si possono parlare lingue diverse 'italiane', senza intendere i dialetti che possono essere assimilati ad altre lingue, ma proprio lingue italianissime che esprimono modi di pensare diversissimi.

Se poi ricordiamo che " In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio...", allora cominciamo a comprendere che discostandosi la parola umana da Dio, Uno e Trino, diventa sempre più mondana incamminandosi su sentieri che portano, contemporaneamente, ovunque e da nessuna parte.

Anonimo ha detto...

La pontificia accademia per la vita parla più o meno come l'onu ,la dottoressa come credente perciò le posizioni sono inconciliabili.Guai a voi accademici.....

Anonimo ha detto...

Oggi, da alcuni pulpiti delle Chiese, non si sentono mai parole di giudizio sul male, ma piuttosto banalità moralistiche sulle città che cadono in rovina e le strade che diventano un palcoscenico per le rapine. Come scrisse Malcolm Muggeridge: "Il macellaio che promuove il vegetarianismo è raro, ma gli ecclesiastici con forti tendenze atee sono un fenomeno comune come i cavalli neri". I venditori che non sono convinti della loro merce e vendono solo sociologia creano un mondo pieno di rivoluzionari che vogliono cambiare il mondo ma non vogliono cambiare se stessi. In questo modo, troppe Chiese, preoccupate solo delle questioni sociali al punto di trascurare la santità personale, hanno solo l'odore di una bottiglia di profumo vuota. Nel loro desiderio febbrile di "stare con il mondo" i sacerdoti hanno perso il senso della loro stessa vocazione di "stare con Cristo".
(Servo di Dio Mons Fulton Sheen)

Anonimo ha detto...

sempre e solo conferme delle schifose riforme attuate da 9 anni.
Alberto Lacchini

Anonimo ha detto...

“È però una cattolicità che sta soffocando il nostro Paese in una capillare diffusione di finta verità, una verità morta, ad opera di quei preti ridotti a meri funzionari proni alla gerarchia e alle sue velleità mondane, che ogni domenica dai loro pulpiti predicano parole scardinate dalla realtà della vita.”

Anonimo ha detto...


La Pontificia Accademia per la Vita, quand'è che la sopprimono?
Serve a nulla, solo a corrompere ancora di più la fede.

Anonimo ha detto...

Da Giordano Bruno a Bergoglio
Da un vecchio numero di Civiltà Cattolica traiamo questo interessantissimo passo: «Ai liberi pensatori d'oggigiorno, mischiati al cattivo coro degli spretati e degli sfratati, non potea poi non tornar gradita la memoria di un apostata, banditore di panteismo sfrontato, sino a chiamare il mondo "animal sanctum, sacrum et venerabile"; predicatore di materialismo bestiale, apostolo d'indifferentismo, odiatore del Papa, nemico di Dio. Per tutti questi meriti gli stava bene un monumento a Roma dove l'anticristianesimo ha per ora stabilita la sua sede, e dove la rivoluzione italiana si affatica a fabbricare la città di Satana sulle rovine della città di Dio» (Civiltà Cattolica, q. 842, 1885, p. 205).
Molto utile per meditare sul panteismo modernista o modernismo panteista insediato nella rocca del Vaticano.

Certe cose vengono da lontano ha detto...

«Ma sapete, signori, da dove giunge questo diluvio di dottrine insolenti che rozzamente giudicano Dio e gli chiedono conto dei suoi desideri? Arriva dalla numerosa schiera dei cosiddetti scienziati che in questo secolo non abbiamo saputo tenere al loro posto, che è il secondo. In altri tempi gli scienziati erano pochissimi, e fra costoro pochissimi erano empi; oggi non vi sono che scienziati: sono una corporazione, una folla, un popolo, e fra loro l’eccezione, già triste un tempo, è diventata regola. Hanno usurpato un’influenza senza limiti in qualsiasi campo; eppure, se oggi vi è una cosa certa in questo mondo, è che non spetta alla scienza guidare gli uomini. Nulla di ciò che è necessario le è affidato; bisognerebbe aver perduto la retta ragione per credere che Dio abbia incaricato gli accademici di insegnarci ciò che Egli è e che cosa gli dobbiamo. Spetta ai prelati, ai nobili, ai grandi ufficiali dello Stato essere i depositari e i guardiani delle verità conservatrici, insegnare alla nazione qual è il male e qual è il bene, ciò che è vero e ciò che è falso nell’ordine morale e spirituale; gli altri non hanno il diritto di ragionare su simili materie. Hanno le scienze naturali per divertirsi, di che cosa dovrebbero lamentarsi?»
Joseph de Maistre