martedì 22 febbraio 2022

Venti di guerra. Si placheranno?

Ricevo e pubblico. Certamente la realtà è ancor più complessa; ma c'è  del vero in quel che possiamo leggere di seguito.  
Aggiungo che la vulgata dei media di regime insiste nel presentare Putin come l'erede della Russia sovietica di cui ambirebbe ripristinare l'egemonia. Ma nel suo discorso di ieri - oltre a quanto riportato a seguire - Putin ha chiarito che la Russia moderna è totalmente altro rispetto all'esperienza comunista. Anzi, ha criticato apertamente Lenin Stalin e il Partito Comunista Sovietico definendoli "nemici del Popolo". Dunque non è per niente erede di quella Unione Sovietica lì. La sua Russia, oltre ad essere un caleidoscopio di etnie, ha una radice Cristiana e ancorata alla tradizione, che è ben altra cosa dal comunismo sovietico. Quel che mi preoccupa, oltre al pericolo oggettivo, è che, nell'attuale quadro geopolitico che la vede coinvolta, l'Italia rischia di essere schierata con la parte sbagliata.
Venti di guerra

Vladimir Putin si rivolge al Popolo Russo e, riferendosi ai governanti di Kiev, dice che «è importante comprendere che non hanno mai avuto le tradizioni di una vera nazione, ma solo modelli esteri senza radici». Modelli esteri senza radici. Appunto. Queste affermazioni vanno comprese fino in fondo.

Mentre parla alla Russia, Putin ha alle sue spalle la bandiera dei Romanov, l’aquila bifronte con incastonata l’icona di San Giorgio che uccide il drago. Segnali chiari di una identità storico culturale che affonda le proprie radici nel Cristianesimo a cui la Russia non vuole rinunciare.
Chi sta seguendo la vicenda della crisi tra Ucraina e Russia può scegliere di ascoltare e credere alla vulgata del mainstream pilotato da Washington e diramato da Bruxelles a tutti i suoi protettorati locali, Roma in primis, che parla di un "dittatore sanguinario" che vuole scatenare con la sua arroganza la terza guerra mondiale. Non c'è dubbio che i metodi utilizzati da Putin e dal Cremlino per governare la popolazione russa non siano, diciamo così, all'acqua di rose.
Ma, come detto, bisogna andare a fondo provando a comprendere bene tutti i contorni di questa crisi. Si comprenderebbe così che in questa storia non ci sono soltanto la forza e la determinazione di un leader espresse nel difendere il suo Paese. Alla base di tutta questa vicenda politica e geopolitica non c'è soltanto la legittima presa di posizione della Russia che vuole impedire che l'Ucraina aderisca alla Nato per scongiurare il pericolo concreto che, a poche centinaia di chilometri dai propri confini, Usa Francia Inghilterra e la Nato piazzino basi militari operative dotate di armamenti pesanti in grado di compromettere la sicurezza nazionale russa.
In fondo a tutta questa contrapposizione che dura da anni ci sono l'orgoglio il coraggio e la determinazione della Russia che non vuole essere contaminata e penetrata da una cultura nichilista che si incentra sui capisaldi della distruzione della famiglia, dell'annientamento del genere che deve essere sempre più fluido, per contribuire così al rapido raggiungimento di una società fatta di ominidi sempre più proiettati ad assomigliare a donne e di donne sempre più androgine che smettono di fare figli compromettendo pesantemente il futuro della nazione. Il tutto mentre scompare nella società ogni aspetto religioso e ogni tradizione culturale.
La Russia, al contrario, vuole mantenere integra la propria storia la propria cultura e le proprie radici e sa bene che tutto questo può accadere soltanto impedendo che l'Occidente, decadente e portatore di disvalori, porti ai suoi confini il disfacimento culturale di cui è incarnazione geografica e politica. La crisi in Ucraina non è quello che vogliono farci credere le potenze globaliste e mercatiste per le quali, purtroppo, l'Italia è terra di conquista e laboratorio degli orrori ormai da decenni. (Luigi Mercogliano)

Aggiungo il commento di un lettore:
Ho letto la traduzione del discorso di Putin di ieri. Leggere per favore queste righe:

"Il paese è diviso e sta vivendo una grave crisi economica. Secondo le stime delle organizzazioni internazionali, quasi 6 milioni di ucraini, o quasi il 15% della popolazione capace, hanno perso il lavoro nel 2018. Queste industrie un tempo erano l’orgoglio dell’Unione Sovietica. La povertà e la perdita del potenziale industriale e tecnologico è che la scelta filo-occidentale che è stata messa nella testa del popolo da anni ormai è che, in realtà, tutto si riduce al fatto che il crollo dell’economia ucraina va di pari passo con la rapina del popolo ucraino. È perpetrato non solo dalle istruzioni dell’occidente ma anche localmente da una rete di consulenti stranieri, ONG e altre istituzioni dislocate in Ucraina. Essi hanno un’influenza diretta su tutte le decisioni importanti a tutti i livelli di governo, dal centro fino ai comuni. Influenzano le principali corporazioni statali. Le ferrovie ucraine e il complesso energetico post amministrazione dei porti marittimi dell’Ucraina non hanno più un sistema giudiziario indipendente, il diritto preferenziale di scegliere i membri della legislazione suprema, e l’ambasciata degli Stati Uniti controlla direttamente l’agenzia nazionale sulla prevenzione della corruzione. Ok, ma dove sono i risultati perché la corruzione persiste ed è peggiorata? Gli ucraini ci credono? Che cosa pensa di queste opzioni? Capiscono che il loro paese non è più nemmeno un protettorato, ma una colonia con dei burattini? La privatizzazione dello stato ha portato al fatto che le autorità che si dicono patriote non hanno il potere di assimilare i russofoni con la forza. Stanno adottando decreti sempre più discriminatori..."
Parla dell'Ucraina, ma mi è subito venuta in mente l'Italia.

58 commenti:

Anonimo ha detto...

L'Italia non è schierata con "la parte sbagliata".
L'Italia in questo momento è l'ectoplasma di una nazione e di un popolo. Vecchia, senza figli, involgarita, invasa, incapace di volersi bene e con i suoi pochi giovani in preda all'instupidimento e alle dosi.
Sono i potentati che l'hanno svenduta e che ne hanno l'amministrazione controllata ad essere schierati con la parte che li ha messi dove sono.
Tutto il mondo sta rischiando una deflagrazione per (mi si passi il francesismo) salvare il culo di una cricca che ha strane idee sull'umanità e soprattutto deve distogliere l'attenzione dal fallimento del sistema della moneta debito e del globalismo.
Hanno talmente indottrinato le masse (che credono ancora di essere in una democrazia, con i vari "partiti democratici", movimenti, leghe e fratellastri vari) che oggi qualsiasi spauracchio agitino, trovano milioni di inebetiti che se li filano.
Hanno comperato tutto, anche il Soglio petrino (oggi è il 22 febbraio).
La "parte giusta" è quella che non fatta di santi, ma di uomini che non accettano che una cricca di poche migliaia di individui assatanati tenti di uniformare ognuno a loro misura. Che i cinesi siano cinesi, i russi russi, gli africani africani, coi loro pregi e difetti.
Basta che imploda il neoliberismo mercatista, globalista e creatore di denaro dal nulla, desideroso di ridurre la popolazione nei suoi deliri ambientalisti.
Esseri schifosi che hanno imputridito le coscienze. L'Italia, come espressione geografica, è marcia in quasi ogni istituzione a cominciare da scuola e sanità.
Questa è la realtà. Ci salveranno i russi o gli indiani?
Va bene tutto! Basta toglierci di torno la putredine.
Roma è un verminaio, di qua e di là del Tevere.

mic ha detto...

DONBASS: DALLA PARTE DELLA RUSSIA

Noi della “terza via”, che nel corso della storia del ‘900 siamo stati parecchie volte contro la Russia, vuoi per motivi di difesa dallo slavismo, vuoi per motivi di difesa dal comunismo da essa rappresentato a quel tempo, oggi non possiamo che ritrovarci ideologicamente al suo fianco.

I motivi sono molto semplici e sono di ordine morale, politico, economico e geografico.

A livello morale l’attuale società occidentale si trova a un livello di decadenza allucinante. La Russia attuale pur non rappresentando chissà quale modello etico (basti pensare al problema della corruzione), si trova a un livello incredibilmente superiore a ciò che ci ritroviamo in occidente. E’ sufficiente soffermarsi sul senso di Comunità Organica, di "Impero Sociale", e più in generale di Stato e di Religione che presenta la Russia odierna rispetto a Stati come l’Italia, la Francia o la Spagna: non c’è gara.

A livello politico l’Italia, e più in generale l’Europa, deve abbandonare una buona volta l’atlantismo, che, se aveva senso durante la Guerra Fredda, oggi è un mero mezzo di dominio militare, politico ed economico della globalizzazione liberalcapitalista. L'atlantismo, con le sue provocate "rivoluzioni" più o meno colorate, ha creato un'Ucraina americanizzata molto pericolosa per gli equilibri mondiali.

A livello economico, la Russia rappresenta per l’Italia e per l’Europa l’unica vera possibilità di superare le crisi energetiche presenti e future.

A tutto ciò si aggiunge una motivazione squisitamente geografica.
Che i confini europei siano in gran parte sbagliati è risaputo: del resto derivano da due trattati infami siglati alla fine delle due guerre mondiali, rispettivamente Versaglia e Parigi.
Circa l’Ucraina, a ciò si somma, come Putin ha ricordato nel suo eccellente discorso odierno in cui giustamente riconosce le Repubbliche di Lugansk e Donetsk, l’insipienza del sistema sovietico, che, colpevole Lenin (ma trent’anni dopo ci mise del suo anche Krusciov), costruirono una più o meno inventata Ucraina sulle ceneri della Piccola Russia degli Zar, la vecchia Rutenia.

La parte occidentale dell’attuale Ucraina appartiene invece storicamente ad altri popoli: basti pensare a Leopoli, da rendere alla Polonia; Ungvar (Uzhgorod), da rendere all’Ungheria; Cernauţi (Czernowitz), da rendere alla Romania.
Il resto è Russo, nessuno storico serio lo può negare.

Perciò non abbiamo alcun dubbio: siamo dalla parte della Russia.
Cito Vittorio Folk

Anonimo ha detto...

Roma è un verminaio di qua e di là del Tevere.... neppure io riesco a dire che non venga la guerra, probabilmente è necessaria visto che nessuno cambia e Dio lo si ritiene un "minorato"!quando poi lo si ammette in una qualsiasi forma! E non già nella verità universale/cattolica se non in un misero resto. Che faccia Dio come vuole dato che Lui sa cosa è meglio, io no. Che abbia pietà e ci converta, ma sento che sarà dura, già lo è oggi quando non posso entrare nel mio comune se non ho un qrcode che il totem anonimo controlla, o alle poste o in banca, alla faccia della costituzione, del reg.UE 953/2021 che delega a soli usmaf i controlli dei cert.verdi , del PDGR 2016/679 sulla privacy sui dati sanitari personali, e dello stesso d.lgs 19/2020 conv. in L. 35/2020 che delega ai sindaci le ordinanze di emergenza , mai emesse, in base al n.1/2018, con cui potrebbero al limite i comuni stabilire frontiere per questione di giorni.... e quindi in base a una normativa nulla si mettono maschere, si mette ad arresti domiciliari, a coprifuochi, si richiedono certificati abusivamente: rischiando denunce penali per violazione privacy, interruzione di pubblico servizio e usurpazione di funzioni pubbliche con totem o persone particolari, e si dovrà denunciare , dato che la legittima difesa è doverosa nel caso, non sono una bestia da dover marchiare con un numero qrcode . Questa è guerra con crimini contro l'umanità.

Anonimo ha detto...

Trovo molto positivo che le persone si lascino coinvolgere da ciò che accade intorno a loro, si informino, leggano, ragionino, si confrontino e giungano ad una loro conclusione. E' il modo giusto per evolvere e non ritengo ci siano campi non accessibili.

Anonimo ha detto...

Era il 1° novembre del 1954 quando, il Venerabile Pio XII nell’incoronare la Salus Populi Romani, affermò ufficialmente che – in questi tempi martoriati – Dio ha decretato “IL REGNO DI MARIA”, Maria Regina è scesa in campo per combattere insieme ai figli redenti dal Figlio Divino: “in un’ora, in cui nessuno può permettersi un istante di riposo, quando in tante regioni la giusta libertà è oppressa, la verità offuscata dal lavorio di una propaganda mendace, e le forze del male sembrano quasi scatenate sulla terra!“
Così i Santi ci hanno insegnato a rivolgerci a Maria Santissima: “Dignare me laudare te, Virgo sacrata; da mihi virtutem contra hostes tuos“; Fammi degno di lodarti, o Vergine Santa, dammi forza contro i tuoi nemici.

Purtroppo. ha detto...

"l'Italia rischia di essere schierata con la parte sbagliata."
Oserei aggiungere, come al solito!

Anonimo ha detto...


Come nel caso dell'annessione della Crimea, l'argomento che dà ragione a Putin è sopreattutto quello geo-strategico. Come ha ribadito egli stesso oggi, l'Ucraina deve essere neutralizzata, non può entrare nella Nato (e ricevere pertanto basi aeree e missilistiche puntate contro Mosca, a soli 500 km di distanza). Irresponsabile la dirigenza ucraina nel voler insistere nell'entrare nella Nato.
Che la Nato, ossia l'America, abbiano sbagliato politica con l'ex URSS, lo sappiamo tutti. Bisognava costituire una rete di Stati neutrali (in passato si sarebbero detti Stati-cuscinetto), dal Baltico all'Ucraina, garantiti dalle due superpotenze.
Oggi è tardi ma si potrebbe perlomeno accordarsi sulla neutralizzazione dell'Ucraina. Ma Biden non ha nessuna politica che non sia la difesa dello statu quo mediante le sanzioni economiche.

Circa le motivazioni storiche dell'azione di Putin, un'osservazione va tuttavia fatta. La Russia di Kiev scomparve sotto i mongoli, sette secoli fa. Dopo i mongoli vennero le tribù turcofone (i tatari) e i turchi a disporsi attorno al Mar Nero, attaccate successivamente da Polacchi e Lituani, Russi. Kiev fu annessa alla Russia nel Seicento (tolta ai polacchi) e la Crimea al tempo di Caterina zarina. Ma in Ucraina una forte tendenza all'autonomia e all'indipendenza c'è sempre stata e ha portato a ribellioni e lotte cruente contro i polacchi e gli stessi russi. Le ultime furono alla fine della I gm, tra bolscevichi e indipendentisti (le bande di Petliura).
C'è una forte componente ucraina che non vuole essere né polacca né russa. Definirli "banditi al servizio dell'Occidente", con linguaggio sovietico, nasconde questa verità. Purtroppo, la democrazia ucraina attuale ha preso a quanto pare tutti i difetti della corrotta democrazia euro-americana. Dall'Ucraina abbiamo avuto tante eccellenti badanti in Italia ma sappiamo anche che la maternità surrogata è in quel paese molto praticata, tanto per fare un esempio.
La situazione è molto pericolosa, ricorda quella del '39. Putin sta procedendo ad una serie di annessioni per ristabilire una cintura di sicurezza nel Sud della Russia. Se la Nato desse all'Ucraina l'impegno di un aiuto militare per difenderla da un'occupazione russa, peraltro già in atto ad Est, verrebbe a trovarsi in guerra con la Russia, ove questa continuasse nella sua occupazione, anche senza dichiarazione di guerra, prassi oggi obsoleta. Uno scenario inquietante.
H

Pio ha detto...

L'Occidente suicida, necrofilo, malato isterico, ha bisogno di un nemico e la Russia fa comodo a tanti, in primis agli americani che fan di tutto per intralciare il Nord Stream.
Putin non dimentichi l'Italia, latrina dell'Unione Europea, si ricordi degli ingegneri, architetti che han costruito S.Pietroburgo.
C'è un'affinita' elettiva tra la Russia e l'Italia, caratteri, mentalità.
Oggi siamo qua a pagare gli errori e le "porcate" del "secolo breve", intriso di affumicanti ideologie e di perdita della fede, che è a dire della ragione.
Possiamo dire che il sonno della fede genera mostri, come la nostra amata Chiesa Cattolica sta sperimentando.

Anonimo ha detto...


# Vittorio Folk

In base a questo commento, l'Ucraina non esisterebbe come entità etnica, territoriale. Esiste tuttavia una lingua ucraina, affine al russo, ma non uguale. O mi sbaglio? E anche una letteratura ed un teatro ucraini.
Da quanti secoli è scomparsa la Russia di Kiev, sommersa dai mongoli?
Se dobbiamo riconoscere obbiettivamente gli argomenti validi di Putin, quando sono validi (perché qualche ombra grava anche su di lui, basta pensare all'appoggio che dà alle dittature marxiste sudamericane, alla Corea del Nord, alla Bielorussia che è strategicamente ancora più indispensabile dell'Ucraina, per Mosca), dobbiamo anche riconoscere gli argomenti degli altri, quando sono validi.
Esiste una nazionalità ucraina che vuole essere indipendente e che purtroppo si è fatta fagocitare dal sistema delle democrazie decadenti di oggi, americanizzandosi. E quest'Ucraina sta creando una situazione molto pericolosa col voler entrare nella Nato, invece di accettare di essere uno Stato neutrale garantito dalle Superpotenze.
Ma non diciamo che come entità territoriale ed etnica e culturale, l'Ucraina non esiste nemmeno.

Anonimo ha detto...


Notazione a latere e pure luciferina a modo suo...

Putin e con lui la dirigenza ex-sovietica superstite si sono rinsaviti dopo il crollo politico-economico dell'Unione sovietica.
Rinsaviti in che senso? Nel senso, p.e., di aver abbandonato la componente utopistica-libertina del marxismo, quella dell'abolizione del matrimonio, dei figli educati nelle comuni, della "liberazione" della donna. Così l'attuale Russia combatte l'aborto (che però è ancora un diritto riconosciuto) e l'omosessualità (tuttavia non più reato, come ai tempi di Stalin) ed inoltre la deriva pornografica, transgenderista etc. Difende la religione nazionale.

Bene. Domanda: come mai i postcomunisti di casa nostra non hanno seguito i postcomunisti russi in questo campo? A casa nostra, e nel resto dell'Occidente, questi c.d. "post" hanno invece integrato la componente "libertina" del marxismo con quella del libertarismo corrotto e corruttore alla Pannella, tanto per fare un esempio, e si danno attivamente da fare per distruggere completamente la famiglia tradizionale e l'etica in sens proprio. Domanda maligna:
Ci sono rapporti tra i postcomunisti di casa nostra e quelli di casa a Mosca? E se ci sono, come si spiega questa diciamo "discrasia" nell' impostazione?
Analogia da avvocato del diavolo: ai tempi dell'URSS in Russia si combatteva quella decadenza borghese che i partiti comunisti promuovevano nella cultura e nella politica per abbattere i valori della società borghese. Oggi, non accade lo stesso, con i partiti post-comunisti? Cioè: qui da noi spargono a piene mani la corruzione morale che nella postcomunista Rus' viene a ragione severamente combattuta.
Timeo russicos et dona ferentes?
Tutto questo non c'entra con le questioni geo-strategiche. Però il suo peso ce l'ha, più in generale.
Complottisti, fatevi sotto; dimostrate di che nerbo siete...
Azaz

Da Fb ha detto...

La crisi in Ucraina spiegata in due (beh, non proprio due) parole.

In Ucraina ho vissuto un anno meraviglioso, a cavallo fra il 2009 e il 2010, viaggiando in lungo e largo per il paese per motivi di lavoro, finendo poi col trascorrere un’estate splendida in Crimea. Nei miei spostamenti, mi rendevo sempre conto che quel paese aveva (ed ha) due anime, distinte, separate fondamentalmente dal corso di un fiume, il Dniepr. Un’anima russa, propriamente russa, di ucraini che parlano russo, che sono di religione ortodossa e che sono eredi di quella cultura del Don che non ha mai conosciuto un confine reale fra Russia e Ucraina. Faccio notare che in russo la parola stessa У-край на vuol dire : presso/lungo i confini.
L’altra anima del paese è invece propriamente slava e mitteleuropea, direi quasi asburgica, considerato che a Leopoli furono incoronati ben due imperatori della casata imperiale austriaca. La Galizia, i Carpazi, tutti i territori fra Polonia e Ucraina esprimono infatti una cultura diversa, fondamentalmente cattolici, si parla ucraino, si avverte da secoli, la Russia, come un vicino ingombrante.
In effetti anche se si guarda la mappa dell’Europa, si nota che l’Ucraina ha la forma di un ponte. Ora questo essere ponte fra due mondi, che ha sempre trovato in Kiev, la bellissima capitale, la sua sintesi ideale, invece di divenire un vantaggio strategico per il paese, è diventato nel tempo la sua grande tara.
Come si è arrivati a questa polarizzazione drammatica?
Facciamo un passo indietro: fine dell’URSS, nascono, nelle repubbliche dell’ex impero, le pseudo-monarchie dei Lukashenko (Bielorussia), degli Aleev (Azerbaijan), dei Nazarbayev (Kazakistan) etc etc.. A Kiev si instaura un governo di incapaci attaccato alla tetta russa, che però di latte, all’indomani del crollo sovietico, ne ha ben poco. Il paese si impoverisce, le infrastrutture non reggono, la gente scende finalmente in piazza chiedendo rinnovamento. Sono i giorni di speranza della rivoluzione arancione, la rivoluzione di Maidan, la grande piazza che si apre sul Kreshatik, la via principale della capitale. La rivoluzione riesce, il governo in carica di dimette, le elezioni vengono vinte da Victor Yushenko, professore, scacchista, persona onesta, ma pessimo politico, e soprattutto, amministratore incapace. Fra i tanti errori di Yushenko c’è quello di mettersi vicino una pasionaria fascistoide, Yulia Timoshenko, che contribuirà non poco ad avvelenare l’aria del paese. Il governo Yushenko non funziona, la grivna crolla, la gente continua ad impoverirsi, le grandi speranze rimangono disilluse. Si torna a votare e questa volta, l’esito del voto premia un altro Victor, Yanukovich, espressione della parte russofona e russofila del paese, fra cui il Donbass appunto, essendo lui stesso nato a Donetsk. Ex malavitoso, uomo controllato dal FSB, estremamente corrotto.
..

Da Fb ha detto...

...segue
È l’anno in cui arrivo a Kiev. Il mio autista è anche un musicista, per la precisione oboista della filarmonica di stato. La quale filarmonica, ogni giovedì, va in casa di Yanukovich, un enorme villa sopra l’Arsenalnaya, a suonare per il presidente e per le sue feste.
Si ferma l’occidentalizzazione del paese, ci si riavvicina alla Russia. Tuttavia alcuni impegni come i colloqui per una preadesione all’UE erano stati già presi dal governo precedente. Yanukovich stoppa tutto. Questo scatena la rabbia delle generazioni più giovani e della parte del paese ad occidente del Dniepr. Yanukovich viene rimosso con la forza, da frange organizzatissime dietro le quali fra gli altri c’è la stessa Timoshenko. Ma Yanukovich era stato eletto democraticamente e quella parte del paese che lo aveva eletto, non ci sta. E’ la contro-rivolta, vengono occupati i municipi di Lugansk, Donetsk, Sebastopoli.. E in questa fase, Il nuovo governo di Kiev non trova di meglio che inviare in quelle province i carri armati. Contro una parte del proprio popolo. Un’assurdita’. La Russia manda i rinforzi tecnici e paramilitari che l’esercito ucraino non ha la forza di sconfiggere. Putin vede un’occasione unica e si prende la Crimea, senza sparare un colpo.
La situazione si cristallizza e questo status quo viene sancito internazionalmente dagli accordi di Minsk nel 2014. Fino a ieri sera.
Considerazioni finali: nelle situazioni così complesse il male e il bene, la ragione e il torto non stanno mai da una parte sola.
La NATO non può pensare di bussare alla porta di territori e paesi che sono al confine dello spazio strategico vitale della Federazione Russa. Ne’ può giustificare la sua esistenza con il solo spauracchio della russofobia.
La Federazione Russa non può pensare di violare la sovranità di paesi che sono comunque paesi terzi e indipendenti, ne’ può continuare ad inquinare il processo di integrazione europeo (l’unico argomento che vede convergere gli interessi russi e americani).
Si può ammettere che l’Ucraina non entri mai nella NATO ma non si può costringere nessuno a firmare un accordo scritto sulla testa di uno stato terzo, come vorrebbero i russi.
Gli USA non possono forzare la mano senza capire che i rapporti geopolitici fra Russia e Europa sono molto più complessi e interconnessi di quello che gli americani stessi vorrebbero. A 6000 km di distanza se ne fottono. Per loro l’energia non è un problema, per noi si.
L’Europa dovrà parlare con una voce sola, e dovrà mediare. Ne va del suo, pardon, del nostro futuro. Il resto lo leggeremo sui giornali a partire da domani...

Anonimo ha detto...

Avete pensato alle mosse Cinesi, che nel frattempo sono le uniche a godere di questa situazione?
Vedi mercati, energia, materie prime...
Sarebbe l'unica potenza mondiale a giovare da uno scontro fra potenze mondiali, e onestamente la cosa mi spaventa un po'.

Unam Sanctam ha detto...

Esiste un'entità etnica ucraina, che occupa una piccola parte di territorio dell'attuale Ucraina, soprattutto nella zona occidentale. Parlano un dialetto del russo (la c.d. lingua ucraina), che è stata proposta come lingua ufficiale dello stato ucraino, ma che più di un terzo della popolazione (soprattutto a est) a malapena comprende (in tal senso fu comica la scorsa estate l'intervista all'allenatore di calcio della nazionale ucraina, che non capiva le domande in ucraino e chiedeva di ripeterle in russo). Perciò, se anche ammettessimo l'esistenza di uno stato ucraino per questa porzione etnica (che spesso si identifica per essere religiosamente greco-cattolica o aderente alle pseudo-chiese di Epifanio e Filarete), avrebbe confini enormemente più ridotti dell'attuale Ucraina (che sì, è una creazione sovietica) e sicuramente non includerebbe nè la Crimea, nè il Donbass.

Lei cita una letteratura ucraina; probabilmente esisterà, seppur meno nota. Ricordo però una frase che mi disse una indimenticabile docente di letteratura russa: "Il più grande scrittore nato in Ucraina fu Gogol', che come è noto scriveva in russo. Quindi l'Ucraina è russa". Forse non è un sillogismo perfetto, ma rende l'idea.

Oggi su @laveritaweb ha detto...

Draghi attaccato duramente dal Wsj accusa il colpo. Viaggio a Mosca congelato: ma se andasse, che mandato politico avrebbe?

Pio ha detto...

Ottimo panorama storico degli ultimi 15 anni. Soluzione: dividere l'Ucraina in due stati, uno gravante sull'Occidente e l'altro sulla Russia, non sarebbe una buona idea?

Anonimo ha detto...

"Giù le mani dall'Ucraina".La sinistra italiana riscopre i confini degli altri.Vorrei ridere ma ho un blocco....

Enzo basile ha detto...

Sembra un giornalista della stampa

Anonimo ha detto...

Oggi, Mercoledì 23 Febbraio 2022. Anagramma del giorno. IL PARLAMENTO = PRONTI AL MALE.

Anonimo ha detto...


A proposito della lingua ucraina etc

"Le lingue slave si dividono in tre sezioni: slavo meridionale (bulgaro, macèdone, serbo-croato, sloveno), slavo orientale (russo, piccolo russo o ruteno o ucraino màcedone, russo bianco o bielorusso), slavo occidentale (polacco, kasubo, polàbico, sòrabo, cèco o boemo, e slovacco). Le lingue slave, pur occupando una zona vastissima, sono relativamente poco diferenziate fra loro e la loro separazione dal protoslavo deve essere avvenuta in un'epoca non troppo antica. La più vetusta lingua slava che conosciamo è l'Antico Slavo Ecclesiastico (della fine del secolo X) che è un dialetto bulgaro dei dintorni di Salonicco" (Carlo Tagliavini, Introduzione alla glottologia, vol. I, Pàtron, Bologna, 1963, p. 437).
L'ucraino non sarebbe quindi un semplice dialetto russo anche se il russo è prevalso come lingua letteraria in Ucraina. Nel Novecento, anche il grande Bulgakov, l'autore de "Il maestro e Margherita", in russo, era ucraino, nato a Kiev.
Mi ricordo un film Kolossal di tanti anni fa su Napoleone nel quale un vecchio attore russo di teatro impersonava il generale russo Kutuzof. Nel film l'attore parlava solo in russo, con i sottotitoli. Ma poi ho letto che il vecchio attore parlava in realtà solo in ucraino perché lui era ucraino e non conosceva altre lingue, un noto attore del teatro (dialettale) ucraino.

La lingua comunque, pur importante, non sempre è determinante.
Per l'Ucraina attuale non credo sia corretto prendere il discorso come se si trattasse ancora della piccola Rus' di Kiev. Nel definire una nazionalità ucraina che vuole essere indipendente, un ruolo essenziale credo l'abbia svolto il comunismo, a contrario, ossia opprimendo in modo feroce l'Ucraina, prima con le guerre civili subito dopo la presa del potere bolscevica, poi con gli stermini staliniani.
L'Ucraina si era resa indipendente, nel crollo generale, facendo una pace separata il 9 febbraio 1918 con gli austro-tedeschi, che occuparono la Piccola Russia e il Don, occupazione poi riconosciuta nel durissimo trattato di pace subìto dai bolscevichi al potere. A Odessa c'erano gli austriaci.
Quando i nazisti invasero l'Ucraina inizialmente in molti villaggi furono accolti come liberatori. Le truppe italiane nella campagna di Russia si schierarono sempre in Ucraina, prima nella zona di Kharkov poi nell'ansa del Don e i rapporti con la popolazione furono sempre buoni, anche cordiali. Nei villaggi erano contenti perché potevano finalmente far battezzare i bambini dai cappellani militari italiani, visto che sotto Stalin il culto era per così dire sospeso.
Putin ha le sue legittime ragioni strategiche per muoversi.
Ma non possiamo seguirlo quando vuol sostenere che l'Ucraina non esiste come realtà etnico-culturale autonoma, anche geograficamente ridotta rispetto allo Stato attuale. Questo è un discorso che prelude alla pura e semplice annessione di tutta l'Ucraina, che non si accontenta della sua "neutralizzazione".
Una ripetizione delle politiche zariste di annessione (bandiera dei Romanov alla conferenza stampa), anche se giustificata da ragioni geo-strategiche.

Bernardo Guerrini ha detto...

poche volte ho letto un articolo cosi interessante e chiaro e con tutti i commenti ancora più chiari poichè si tratta molto di storia dell'Europa.. bisognerebbe riscoprire davvero le radici dei popoli, le loro lingue, tradizioni, culture.. autonomie.. -- mi ha colpito il commento di Mic.. Donbass: dalla parte della Russia.. -- certo Maria.. l'occidente ormai è deflagrato sotto i colpi del liberismo più sfrenato.. ha annientato intere generazioni per morale, religione, cultura.. e tutto l'altro.. la Russia odierna vuole ritornare alla grande Russia, siii, ma vuole che la sua società sia una società fondata sui valori veri Cristiani.. vuole combattere il globalismo ed il mondialismo sfrenato a cui si è accodata la Sede di Pietro dal concilio in poi rinnegando Dio Uno e Trino.. bloccare tutta questa deriva che proviene molto dalla rivoluzione francese in poi.. una libertà sfrenata senza limiti che vuole distruggere tutto e tutti... .. mi basta tanto.. avete già detto tutto e sono pienamente in accordo.... non possiamo seguire le derive del globalismo e delle ONG che vogliono distruggere l'umanità.. ma Dio sa e permette che ci sia sempre un Costantino o un Atanasio.. usa o permette di usare qualunque mezzo.. la massa degli uomini belve spariranno dalla terra e non la sconvolgeranno... quando c'è bisogno è utile anche un diluvio universale (cioè qualunque cosa pur di distruggere il marciume della terra...

Anonimo ha detto...

Non ho competenze storico-geografiche per esprimere un commento su quanto scritto sopra. Posso solo portare un'esperienza personale. Sono stato più volte in Moldavia, invitato da immigrati da quel paese che ho conosciuto nel corso degli anni. Chiedo: perché Mosca è ancora presente in quel misero paese, senza alcuna risorsa naturale, occupandone un'enclave, quasi sconosciuta da noi, che si autodefinisce 'nazione indipendente' ed è riconosciuta solo dalla Russia? Si chiama Transnistria e vanta come 'capitale' Tiraspol. Chiunque desideri passare da una parte all'altra del territorio moldavo passando per detto fantomatico stato deve fermarsi alla dogana ed esibire il passaporto. E che dire della 'mafia' russa che domina a Chisinau? Almeno fino a qualche anno fa, se un immigrato desiderava tornare in patria e aprire un bar o altro esercizio commerciale, immancabilmente si trovava la sua fatica distrutta dal tritolo.
Inoltre, vogliamo ricordare che il 20% della Georgia è ancora sotto lo stretto controllo di Mosca o l'aiuto determinante dato a chi ha conteso il Nagorno Karaback all'Armenia?
E' vero che Putin ama farsi vedere con il Patriarca Kirill, mentre bacia icone o accende candele prima di entrare nella cattedrale di Mosca, ma non dimentichiamo che è cresciuto e si è formato nel KGB e che da 24 anni, attraverso abili modifiche della Costituzione (che la Duma sempre approva senza problemi), sta governando la Russia con metodi da dittatore.
Nessun problema ad ammettere che la NATO sia ora non solo inutile ma, anche, dannosa. Ma, a mio modesto avviso, non è possibile scegliere tra due realtà diversamente malate. Il male è sempre male, sia ad occidente che ad oriente.

mic ha detto...

Qui non di tratta di scegliere Putin. Dovremmo però non essere trattati da colonia e essere liberi di negoziare senza pastoie imposte da altri e senza essere trascinati in un possibile conflitto che non ci appartiene.

Anonimo ha detto...

I nostri militari sono ai confini della Russia che combatte i miliziani islamici e compra i nostri prodotti, anzichè a difendere i nostri confini dalla invasione voluta dalla UE e dalla NATO. Dov'è la nostra libertà?

Devono pur giustificare le loro medaglie.. ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/i-corazzati-italiani-gia-partono-per-lest/
Oltre 400 militari italiani in campo (e 1000 pronti a schierarsi):dagli alpini agli specialisti della cyberguerra.

Se non fosse una tragica tragedia si potrebbe ridere:(rileggi i caduti in Crimea che Cavour immolo' per farsi bello).
Ragazzi, anche se laureati,tornate all'agricoltura, alla pastorizia, almeno avrete salva la vita! Speranza permettendo.

Anonimo ha detto...

Antonio Catalano
PD. PARTITO GUERRAFONDAIO E NEMICO DEL POPOLO

Non c’era bisogno della famosa zingara per indovinare: il PD rappresenta il partito che, senza far passare un minuto, dichiara con il suo magnifico Letta che non c’è da perdere tempo, che non rimane altro da fare che subitaneamente allinearsi ai voleri americani, spingere quindi su sanzioni e guerra. Offrendo, di conseguenza, uno scenario al nostro Paese di disastro energetico e catastrofe economica, che naturalmente dovrà scaricarsi sui ceti produttivi e popolari.

Non che gli altri partiti abbiano applaudito Putin, tutti condannano il riconoscimento degli stati del Donbass, dimenticando (?) che per il Kosovo questa attenzione non è stata usata. A proposito del Kosovo, forse non tutti sanno che ben 95 (su 193) membri dell’Onu non lo riconoscono come stato indipendente, e tra questi vi sono 5 (su 27) dell’UE (Spagna, Cipro, Romania, Grecia e Slovacchia). Queste altre forze politiche, comunque, chi in un modo chi in un altro, esprimono una certa titubanza a spingere sull’acceleratore, dichiarando (naturalmente sempre in regime di sudditanza atlantica) di voler privilegiare l’interlocuzione e una via d’uscita diplomatica.

Il PD invece non ha dubbi, mostra di essere il più coerente e agguerrito rappresentante degli interessi americani in Italia. Nell’intervento finale alla Direzione del PD il suo segretario Letta dichiara con schiuma alla bocca: «Il Parlamento si riunisca il più rapidamente possibile e l’Italia rigetti questa scelta e chieda all’Unione europea di prendere le decisioni conseguenti, le più dure possibili. Perché se la legge del più forte, se la legge della jungla diventa la legge con la quale si stabiliscono i confini in Europa, per noi questo è inaccettabile. Il PD chiede al Governo di portare in sede europea tutta l’indignazione e la condanna dell’Italia. Chiede all’Europa di reagire: non all’acqua di rose come ogni tanto è capitato in questi anni ma di reagire con durezza rispetto alla scelta che rappresenta un cambio completo di paradigma della storia europea».

Questi guerrafondai parlano di legge del più forte, di legge della jungla… come se non avessero sempre appoggiato le più vili aggressioni a stati sovrani; come è successo in Afghanistan, in Iraq, in Siria, in Libia, solo per citarne alcuni, ma senza dimenticare l’infamia della partecipazione della nostra aviazione ai bombardamenti della Serbia nel 1999, con D’Alema presidente del consiglio. Reclamano decisioni le più dure possibili.

Capito di chi stiamo parlando? Di un partito che si fa tutt’uno con le ragioni del suo stato di riferimento (Usa), che, con la maschera del democratico Biden, ringhia rabbioso, ben consapevole che la fase della supremazia americana appartiene alla storia. Naturalmente, questo farsi tutt’uno diventa “naturale” quando sono i dem lì a governare, con ciò confermando che l’avversione a Trump scaturiva non dal fatto che questi fosse troglodita sessista e omofobo (vale per i fessi), ma dal fatto che, in quanto repubblicano, Trump esprimeva una minore propensione ad avventurarsi fuori del tradizionale cortile di casa.

Sappiamo chi è il pericolo principale in casa nostra!

Anonimo ha detto...

L’allargamento della Nato a Est (quello che il diplomatico americano George F. Kennan, il padre della politica del “containment”, definì profeticamente nel 1997 in un articolo sul New York Times “l’errore più fatale”:

L'allargamento della Nato a Est è il problema che tiene tutto a mezz'aria, questo processo per la Russia deve essere interrotto e addirittura le postazioni militari vanno riportate al 1997, proprio i giorni in cui Kennan scriveva. Questo eccezionale architetto della pace fu capace di vedere, di proiettare nel futuro i fatti che allora si stavano dispiegando: "Si può prevedere che una simile decisione (l'allargamento Nato a Est, ndr) potrebbe infiammare le tendenze nazionaliste, anti-occidentali e militariste nell'opinione pubblica russa, avere un effetto avverso sullo sviluppo della democrazia russa, ripristinare l'atmosfera della Guerra Fredda nelle relazioni Est-Ovest e spingere la politica estera russa in direzioni a noi decisamente gradite".

Anonimo ha detto...

2 cose 2, quando mai l'Italia nella sua storia di 'pase' unito ha deciso senza aver preso ordini dai powers that be, si chiamassero GB, F, Aus, D, USA? Mai, salvo rarissime eccezioni, non faccio nome perché avrete capito di chi parlo, ultima annotazione, non difendo Putin che pure ha i suoi buoni motivi, ma ricordo che quando l'URSS schierò i suoi missili nella Baia dei porci a Cuba, gli Usa, nella fattispecie Kennedy, furono ad un passo dallo schiacciare il famoso bottone rosso e i missili di allora sono fucilini col tappo rispetto alle armi di oggi e Biden ne ha scaricate a tonnellate nei paesi attorno alla Russia, perciò vedo molta ipocrisia, nullità di pensiero e, diciamocelo, se a noi euroinomani ci tagliano il gas e moriamo di freddo, agli yankees nun gliene può fregà de meno, loro sono più che auto sufficienti e stanno dall'altra parte dell'oceano.

Catholicus ha detto...

Bravissimo caro Guerrini, parole sante le sue!!!

Pio ha detto...

Rif.to Antonio Catalano.
Il PD somiglia a quel suo "autorevole" esponente, che ha come prerogativa quella di essere sempre dalla parte sbagliata. Lo era nel 1956, quando difendeva le ragioni della repressione comunista sovietica in Ungheria, lo era nel 2011 (golpe di velluto in Italia), lo è negli ultimi anni in Italia, sempre dalla parte dell'oligarchia tecno-finanziaria.
Il PD, partito della Golden Rule, come LEU, partiti i cui voti non si contano ma si pesano.
Il problema è che gli altri partiti lo stigmatizzano a parole, ma lo seguono nei fatti.

Anonimo ha detto...

La scimmia ar potere
Quanno la scimmia conquistò er potere
Avenno lei promesso mari e monti
Dovette dì: nun quadrano li conti
Dovete aspettà er tempo de le pere.

Se sentirono presi pel sedere
Li leoni co li rinoceronti
S’incazzarono li camaleonti
Finì la pace in tutto lo scacchiere.

La morale adè semplice e scontata:
Ndove s’hanno da prenne decisioni
Ce deve annà la bestia preparata

Nun bisogna mannacce li cojoni.
La scimmia sarà pure assai dotata
Ma è bona solo a fà l’imitazzioni.
Pasquino dell’OC

Anonimo ha detto...

L’Italia ha congelato ogni bilaterale con la Russia a fronte degli ultimi sviluppi. E il ministero degli Esteri russo risponde: «Il dialogo serve a risolvere le tensioni, non a fare viaggi a vuoto»

Diciamo che farsi dare lezioni di diplomazia dai russi è un’impresa che capita solo a chi si impegna a fondo.

Abbiamo un Ministro che ce la sta mettendo tutta…

Anonimo ha detto...

Rai, televideo, siti: il papa invita al digiuno il 2 marzo. Ma l'avrà detto che è il mercoledì delle ceneri?

Anonimo ha detto...


Nella distruzione della morale naturale e cattolica non dimentichiamo le colpe del marxismo e della Rivoluzione russa. Valutazione realistica di PUtin.

Tutta colpa della Rivoluzone Francese? Fino a un certo punto. La prima femminista della storia fu fatta ghigliottinare da Robespierre, che con la morale non scherzava, volendo imporre la virtù con il terrore. La riv. fr. introdusse il divorzio, con il Codice Napoleone, cominciando l'attacco alla famiglia. Ma quella russa fece peggio: introdusse il diritto all'aborto (il divorzio già c'era) e l'educazione dei figli nel collettivo. La Russia di Putin ha restaurato la morale combattendo l'aborto, l'omosessualità, la pornografia, il femminismo anticristiano e blasfemo. Però, l'aborto resta ancora un diritto riconosciuto in Russia, anche se a quanto pare ostacolato dalle autorità. E l'omosessualità non è perseguita. L'attuale Federazone russa è uno Stato laico, che rispetta la religione nazionale e combatte la deriva delle democrazie attuali ma non è uno "Stato cristiano".
Perché Putin non mette fuori legge l'aborto, come gli ha chiesto il patriarcato di Mosca?
Inoltre, questa Federazione di fatto mantiene la tradizione russa della autocrazia, anche se moderata e ammantata in forme costituzionali. Da quanti anni governa PUtin? Ha fatto fare riforme costituzionali che gli permettono di stare al potere per parecchi anni ancora, in pratica a vita. Poco male, allora, se occorre una dittatura larvata nelle forme per combattere lo sfacelo che la democrazia attuale sta creando. Diciamolo apertamente.
Ma l'autocrazia va bene fin quando l'autocrate è buono. Se è cattivo, come nel caso del papa attuale (il cui potere nei fatti è quello di un autocrate, insindacabile e assoluto), allora i conti non tornano più.
Il capo dell'opposizione in Russia è poco simpatico, sembra un portaparola della corruzione occidentale. Però guarda caso sta in galera, il che non è una cosa buona.
Insomma, la Russia non cambia mai, al dunque siamo sempre allo knut del cosacco. E speriamo che in futuro si fermi a questo, senza riesumare le tradizioni bolsceviche autentiche.
Questi aspetti bisogna realisticamente tenerli presenti e fare a meno di fare di PUtin già un difensore della fede ad honorem (l'ha difesi i cristiani in Siria ma non in Armenia, per esempio).
Se occupa tutta l'Ucraina Putin rischia di passare dalla parte del torto. Inoltre, inghiottita l'Ucraina, dato lo stato penoso nel quale si trova la Nato, potrebbe venirgli la tentazione di invadere l'Europa. Tentazione alquanto pericolosa.
Penso che allo stato, Putin attenda una mossa americana che tuttavia non viene: l'accettazione della proposta di neutralizzare l'Ucraina.
Z.



Anonimo ha detto...


Ci sono anche i trattati internazionali da rispettare.

Certo, rebus sic stantibus. Su la NBQ si fa notare che PUtin ha violato accordi e trattati precedenti quando si è preso pezzi di Ucraina.
Sfuggiva alla memoria che l'Ucraina, al crollo dell'Unione sovietica, possedeva un notevole arsenale nucleare (missili, bombardieri, etc). Assieme ad altre due repubbliche ex-sovietiche lo diede a Mosca in cambio della garanzia del rispetto dei propri confini.
Ma la situazione ora è superata, secondo PUtin, e quel trattato, quegli accordi non valgono più.
È mutata la situazione da quando l'Ucraina sta cercando di entrare nella Nato. Ma anche da quando il presidene filorusso è caduto in seguito a un colpo di Stato? Non si è mai saputo chi fossero gli anonimi cecchini che in quei concitati giorni si sono messi a sparare sulla folla pacifica, provocando morti e feriti. Realisticamente, PUtin ha ragione a dire che la situazione è mutata. Però anche il rispetto di accordi e trattati ha la sua importanza.
(Opinione di un amante dello sport: se scoppiasse la guerra tra Russia e Nato, sarebbe interessante vedere come se la caverebbero le soldatesse occidentali alle prese con i siberiani, i turcomanni, i mongoli della (ex) Armata Rossa. C'è chi non vede l'ora di godersi lo spettacolo).

panoramica : ha detto...

Grand Jury: Corte popolare dell'opinione pubblica La vera storia del COVID-19 (giorno 1)
https://rumble.com/vvcoht-grand-jury-corte-popolare-dellopinione-pubblica-la-vera-storia-del-covid-19.html

Anonimo ha detto...


Se Putin si pappa tutta l'Ucraina dopo potrà avere ancor più fame di prima (l'appetito vien mangiando, si suol dire).
Tra Romania e Ucraina c'è la Moldavia (detta anche Bessarabia) in passato contesa tra romeni e russi. Lì passa il Dniester e c'è una sottile zona lungo il Dniester, detta Transnistria, rivendicata da Mosca. Una zona famosa in passato per il contrabbando soprattutto, zona di frontiera.
Insomma, si potrebbe arrivare a qualche spiacevole "contatto" tra truppe Nato e russe, da quelle parti.
Intanto Trump esalta Putin.

Anonimo ha detto...

Sono preoccupato? Certo.
Da Putin? Sì. Da Biden? Certamente. Dall'asse tra Russia e Cina? Eccome. Dalla pochezza dell'Europa? Purtroppo.
Ma, di certo, ciò che mi preoccupa maggiormente è la fragilità della realtà politica nostrana. Non siamo in grado di contare e di incidere in nessuno scacchiere internazionale. L'Africa è in mano alla Turchia e alla Cina. Siamo dipendenti dalla Russia per le risorse energetiche. Importiamo dalla Cina di tutto, uccidendo la nostra produzione interna. Ci siamo fatti dettare l'agenda su tutto e da tutti, in primis dai nostri "alleati" europei. Su temi di nessuna importanza, mentre poco o niente si è fatto in materia di difesa, sanità ed economia (da non confondersi con la finanza che è altro, decisamente altro).
Al governo abbiamo forze partitiche diametralmente agli antipodi, incapaci di esprimere una posizione netta e coesa in politica estera. Siamo alla deriva, navighiamo a vista, tra tempeste e onde minacciose. A questo, e non solo, ci ha condotto il trasformismo qualunquista della nostra classe dirigente. Serve cultura ed esperienza, identità e amor patrio. Il resto è chiacchiera da bar, tifo da stadio, colpevole improvvisazione, disinvolta faciloneria.

Anonimo ha detto...

Putin ha attaccato l'Ucraina perchè sa di essere nel mirino e l'Ucraina è il poligono di tiro più vicino a casa sua.
Putin ha attaccato dopo aver cercato di chiarire che le precedenti mosse altrui rappresentavano una minaccia e violavano gli accordi.
Putin ha attaccato perchè sa che le minacce nemiche sono soprattutto propaganda e che la controparte è pesantemente divisa da interessi contrapposti.
Infine, probabilmente, sa che all'interno della nazione più importante della NATO il potere non è saldamente in mano a chi teoricamente lo detiene.
L'Italia è oggi ininfluente: militarmente partecipa in modo marginale, economicamente è ricattabilissima da amici e nemici, politicamente debolissima (basti pensare alle figuracce di Of Maio). Gli alleati europei ci trattano come discarica o come mercato dell'usato a buone condizioni. Per altri siamo una base o una espressione geografica.
Purtroppo moralmente e culturalmente il popolo non è più quello che fu, specialmente come Chiesa: addomesticato da decenni a un globalismo senza spina dorsale e a un melenso buonismo senza spessore.
Adesso possiamo sperare soprattutto nella nobiltà d'animo altrui.
E, per quel resto fedele che non manca, in Dio.

Anonimo ha detto...

Gigi De Palo
IMPOTENTI

Gli adulti sembrano non avere paura, vanno avanti come se niente fosse, come se non ci credessero. Ma i bambini sì. Loro non ci dormono la notte se vedono al telegiornale della sera i carri armati che si posizionano lungo il confine ucraino. Alla fine Kiev dista poco più di duemila chilometri dall’Italia. E di colpo sembriamo tornati nei primi anni ottanta, quando ancora c’era il muro e l’Europa era divisa in due. La storia non ci ha insegnato nulla? O forse è proprio questo il problema: non si studia più la storia. Siamo schiacciati sul presente. E senza passato gli errori si ripetono. Sì, lo so che la situazione è molto complessa, che non è così netta la distinzione tra buoni e cattivi, ma mio figlio Gabriele sono tre notti di fila che viene nel lettone spaventato. E davvero non so che dirgli. Faccio l’unica cosa che posso fare: lo abbraccio, provo a tranquillizzarlo. La guerra fa schifo. La pandemia ce l’aveva fatta dimenticare e quello che fa più male è l’impotenza. È il non poter far nulla. Solo aspettare, sperando che non sia troppo tardi.

Il mio pezzo su Leggo di oggi. Mille battute spazi inclusi che non avrei voluto scrivere…

mic ha detto...

#specialimentana
È guerra tra Russia e Ucraina: nella notte il presidente russo Putin ha ordinato l’attacco. Esplosioni a Kiev e in altre città, truppe anfibie a Odessa

Anonimo ha detto...

Ambasciate a Leopoli

Leggo che, tra tanta indignazione per l'attacco russo, le rappresentanze diplomatiche di molti Stati occidentali si stanno spostando da Kiev a Leopoli. Probabilmente è la paura, ma potrebbe essere anche l'inizio di un nuovo sviluppo politico, non esecrabile.

Anonimo ha detto...

Per capire cosa sta succedendo in Ucraina occorre partire da alcuni punti fondamentali:
1) Tutto è nato da un GOLPE che nel 2014 ha portato al potere un presidente filo-UE
2) La legittima richiesta di autonomia delle repubbliche del Donbass è stata affogata nel sangue dalle truppe di Kiev
3) Gli accordi di Minsk sul cessate il fuoco sono stati violati dalle truppe ucraine 400.000 volte dal 2015 al 2018
4) La NATO dal 1994 al 2018 si è espansa fino ai confini della Russia, incorporando tramite sovvenzioni economiche a governi corrotti buona parte dei paesi ex-URSS
5) Le sanzioni alla Russia di fatto erano in larga parte già applicate, quelle in corso di decisione, come il blocco del NorthStream, affetteranno esclusivamente i popoli dell'europa occidentale
Simceramente, seguendo le reti statunitensi, mi sto rendendo conto che anche molti americani sostengono le ragioni di Putin contro la plutocrazia USA-UE.

mic ha detto...

L'intervento di Putin in Ucraina ha sorpreso per estensione e determinazione. Risulta che il suo ultimo durissimo discorso delle primissime ore di stamane che dichiara la guerra era già stato registrato 3 giorni fa. Il che dimostra la sua determinazione. Ma non risultano ancora chiari gli obiettivi finali.
Il ministro ucraino chiama alle armi anche i cittadini. Un quadro tanto drammatico quanto incerto.
Colpiscono le code di macchine in fuga da Kiev. Di queste abbiamo le immagini. Degli altri territori possiamo immaginare

Anonimo ha detto...

Cara Mic, se penso alla responsabilità di dire a migliaia di uomini che dipendono da un ordine "Attaccate!", mettendo a repentaglio la vita... sapendo che altre vite che attendono qualcosa da me sono in pericolo e già attaccate, da tempo... sapendo che attaccando moriranno altre persone (nemiche sì, ma vite umane)... Se penso a tutto questo ecco il dramma di una decisione quasi improvvisa eppure preparata e studiata.
Penso alla differenza tra quelle tante decisioni prese in guanti bianchi, dopo il rinfresco a pasticcini e champagne, tra il plauso mainstream e il favore dei mercati, come quelle che hanno ridotto in miseria un nostro vicino di casa, la Grecia... Il nostro modo di fare e di pensare è scivolato da tempo dal dramma alla farsa; dal contenuto tragico di un cuore lacerato dallo scrupolo e dalla responsabilità, alla menzogna di chi imbroglia rifilando patacche e tradendo platealmente. Il quadro è incerto per gli sviluppi sul campo. Nei cuori però è chiaro: uomini normali, con i loro limiti e peccati, contro appendici biologiche di algoritmi e software di analisi del mercato.

Unam Sanctam ha detto...

@Z.

"Il capo dell'opposizione in Russia è poco simpatico, sembra un portaparola della corruzione occidentale. Però guarda caso sta in galera, il che non è una cosa buona".

La Federazione russa ha delle opposizioni che rappresentano oltre il 20% della popolazione, e sono il Partito Comunista di Zjuganov e il Partito Liberaldemocratico (in realtà zarista) di Zhirinovskij. Il sig. Alexej Navalnyj è un fantoccio della propaganda USA senza alcun appoggio reale nel Paese (se non gruppuscoli di esaltati come possono essere le femministe nostrane), non certo "il capo dell'opposizione".

Anonimo ha detto...

Comunque da noi è già chiaro come butta: se i prezzi schizzeranno alle stelle e serviranno ulteriori freni e sacrifici è tutta colpa di Vladimiro. Una bella legge speciale estesa anche ai vaccinati è proprio quel che serve a Davos. Il plutocrate è disperato, ma ha ancora queste carte da giocare. Siamo come nel periodo tra il 1943 e il 1945 dove c'erano le SS. Hanno già perso, ma siamo occupati. Resisteremo, ma sarà dura. Probabilmente piglieremo mazzate sia dagli alleati che dai nemici.

Anonimo ha detto...

In Canada strani poliziotti con accento tedesco hanno usato violenza contro i protestatari... In Ucraina stazionano molti militari non ucraini, reclutati qua e là dai soliti nobili benefattori che incancreniscono le piazze e le elezioni. L'operazione bellica in corso è molto mirata. I soldati ucraini si stanno scansando e non per pavidità, ma per intelligenza. Potrebbe succedere ovunque. I plutocrati hanno pensato di comprare tutto, ma controllano solo le loro pedine. L'Orso dice di conoscerne la posizione e anche i nomi. Tira una brutta aria.

Anonimo ha detto...


Il diritto internazionale vale ancora?

C'è sempre un aspetto giuridico in queste situazioni, che viene messo a tacere dal rombo dei cannoni per riapparire a guerra finita o quando c'è una tregua, se c'è, a sostegno delle posizioni del vincitore, in genere.
Ora, un attacco generalizzato a tutta l'Ucraina, Stato formalmente indipendente e membro dell'ONU, non avrebbe dovuto esser preceduto da una dichiarazione di guerra? Tale dichiarazione forse è uno strumento obsoleto. La si è sostituita con dichiarazione di interventi a scopo umanitario, più o meno approvati dall'ONU. Lo si è visto con le guerre americane nel Golfo. Dal punto di vista del diritto, si trattava di un ritorno alla barbarie, mascherato con principi umanitari.
Idem oggi, con l'attacco russo. La sua giustificazione come viene proposta? Con l'eliminazione del "fascismo" e del "nazismo" che spadroneggerebbero a Kiev, argomenti tipicamente sovietici? Per la protezione delle due zone filorusse non era necessario invadere tutta l'Ucraina.
NOn è facile interpretare gli eventi del proprio tempo. Il discorso bellicoso di Putin era già stato registrato da tre giorni? A ben vedere, alcune richieste di Putin alla Nato sembravano eccessive, come quella di togliersi dai paesi Baltici p.e., davano l'impressione di esser fatte per non esser accettate, per costituire l'alibi di un attacco. Sgradevoli paralleli con l'ultimatum dell'Austria-Ungheria alla Serbia nel luglio del 1914, fatto in termini tali da non poter esser accettato e giustificare una dichiarazione di guerra.

Militarmente, l'Ucraina ha un esercito numeroso e molti armamenti americani. Avrà anche qualche buon reparto d'élite. Ma sulla carta non dovrebbe costituire un grosso problema per l'esercito russo.
I filmati apparsi sui giornali online fanno capire che si combatte per il controllo degli aeroporti (e basi militari). Se i russi li conquistano subito, dopo per loro diventerà tutto relativamente facile. Comunque, non sappiamo ancora niente su come stiano andando i combattimenti appena iniziati.
(Intanto, vista la situazione generale, non sarebbe bene che il governo Draghi anticipasse al 28 febbraio la fine dello stato d'emergenza? Nota bene: un personaggio come Speranza è del tutto inadatto al ruolo ma il premier, nella nostra Costituzione, non ha il potere di cacciarlo dal governo. Continuiamo a pagare il prezzo di una riforma costituzionale che nessuno ha voluto mai fare).
Politicus

Non ci lamentiamo ha detto...

23 febbraio 2022 23:43
Ma se abbiamo zan, speranza, le quote rosa, fra un po' l'eutanesia, fiorello, sanremo, varie ed eventuali... come in un baccello!

mic ha detto...

Vedo che continuano ad arrivare commenti qui.
Ho aggiornato la situazione con un nuovo articolo

Anonimo ha detto...


# Unam Sanctam

Non so se Navalny sia un "fantoccio della propaganda USA". Che significa, tra l'altro? Mi chiedo se questo sia comunque un motivo sufficiente per metterlo in galera.
Forse "fantocci" sono proprio le opposizioni che lei ha menzionato, gli zaristi e i comunisti, per far vedere che in Russia c'è la democrazia di tipo parlamentare (con Presidente e di fatto capo del governo a vita, grazie ad una costituzione modificata ad hoc).
Z.

Anonimo ha detto...

Luigi Mercogliano
Avete armato l'Ucraina fino ai denti con armamenti pesanti inviati da tutti i paesi Nato, tra cui anche l'Italia, per dimostrare a Putin l'arroganza dell'UE imposta da Washington. Sotto al naso di Putin avete trasformato l'Ucraina in una piattaforma logistica militare in grado di colpire Mosca e ogni paese Russo in pochi minuti. Credevate veramente che i russi sarebbero rimasti a guardare come gli piazzavate una massiva minaccia a pochi chilometri dai loro confini? Siccome è chiaro che eravate pienamente consapevoli che questa azione militare di rafforzamento dell'Ucraina era ed è una provocazione bella e buona rispetto alla quale Putin non sarebbe potuto restare indifferente, allora diciamoci la verità per quella che è e cioè che l'Europa agli ordini di Washington ha dichiarato guerra alla Russia. Siate onesti e dite la verità. Ma quale aggressione, Putin si sta difendendo da tutto il resto del mondo!

mic ha detto...

Ma quale aggressione, Putin si sta difendendo da tutto il resto del mondo!

Forse, più che difendersi, gli hanno fornito l'alibi per allargarsi.
La cosa che oggi indigna è che se, da parte dell'Europa, si fosse fatto un passo indietro e intrapresa un'azione diplomatica, abile ma soprattutto responsabile, si sarebbe evitato il peggio che può avere conseguenze imprevedibili!

Anonimo ha detto...

Una storia da conoscere per riflettere sul personaggio politico-militare: Vladimir Putin.
L'assalto alla Stasi
Il 9 novembre 1989 Putin è nel palazzo del Kgb a Dresda, la stessa notte in cui un'enorme folla inferocita assalta l'edificio della Stasi, la famigerata polizia segreta della Germania comunista. I due palazzi erano uno accanto all'altro. Cinquemila giovani cercano di distruggere tutti i documenti dell'archivio segreto Stasi: nei file c'erano i nomi di tutti, spioni e spiati. Così, raccontano testimoni, Putin esce dal palazzo del Kgb e va in quello della Stasi.
"Ho 12 pallottole, una per me, il resto per voi"
Il capo del quartier generale del Kgb, un colonnello, è scappato via. L'ufficiale rimasto con il grado più alto è proprio Vladimir Putin, allora tenente-colonnello: Putin prima chiama il suo quartier generale per chiedere rinforzi, ma non li ottiene. "Aspettiamo ordini da Mosca", dicono dall'altra parte del telefono. La sensazione è che l'Unione Sovietica li ha abbandonati. Così quando vede la folla assaltare anche l'edificio del Kgb, Putin dice ai giovani: "Il muro è caduto anche grazie alla buona volontà dell'Unione Sovietica". E aggiunge: "Questo edificio" (quello del Kgb) è di proprietà di un altro Stato". La folla spinge, lui cerca di difendersi: "Sono un ufficiale, ho la pistola con 12 pallottole. Una la lascio per me. Ma compiendo il mio dovere, dovrò sparare".
Da solo contro l'assalto
Secondo testimoni, Putin avrebbe poi iniziato a scendere i 12 scalini che lo separavano dall'ingresso dell'edificio, aspettando che qualcuno lo aggredisse. Ma a sorpresa nessuno lancia né bottiglie, né pietre, anzi: i cinquemila iniziano a disperdersi, lentamente. L'edificio del Kgb è salvo: né quella notte, né le notti successive nessuno è entrato nell'edificio del Kgb. I russi parlano di "gesto eroico", i tedeschi dicono che Putin era solo una spia del Kgb, alcuni giornali parlano invece di propaganda: quella di Dresda è solo un'altra storia per alimentare il culto della personalità dello "zar" Putin.
Fonte: Rainews

La borghesia illuminata milanese è una delle piaghe d'Italia ha detto...

È così che l’Occidente dimostra la sua superiorità?

Con un Sindaco che minaccia un direttore d’orchestra di togliergli il podio se non prende le distanze da quello che è, nel bene o nel male, il suo Presidente? *

Quando si leggono queste minchiate da sinistra radical chic verrebbe da farsi tatuare il Cremlino sulla schiena, sperando che Putin dopo Kiev metta nel mirino Roma.

O Milano…

* teniamo poi presente il trattamento che Putin riserva ai dissidenti. Cioè Gergiev dovrebbe mettere a rischio la sua vita per quel pistola di Sala? Sono fuori da ogni realtà

come ha scritto tanti anni fa la sociologa camerunese Axelle Kabou parlando dell’Africa, di democrazia e sviluppo non sanno che farsene. ha detto...

“La prima potenza mondiale – dice ancora Bitani – era al corrente di questo caos totale di miliardi di dollari rubati e dirottati per scopi diversi da quelli a cui erano destinati, ma non poteva denunciarlo, perché tutto il mondo avrebbe scoperto che la democrazia in Afghanistan consisteva in questo: arricchire i criminali e sottomettere la gente comune”. Perciò si può dire che gli Stati Uniti hanno corrotto e consentito una corruzione diffusa. Perciò, fin dall’inizio, “democrazia” è stata solo una espressione utile a creare consenso a livello internazionale.
https://lanuovabq.it/it/addio-kabul-il-libro-doloroso-che-svela-linganno-afgano

Anonimo ha detto...

Il problema e' la "democrazia"