mercoledì 2 febbraio 2022

De iustitia satis dictum - Gian Pietro Caliari

De iustitia satis dictum.
di Gian Pietro Caliari

Nel suo De Officiis, Marco Tullio Cicerone illustra il rapporto fra la Giustizia, come fondamento della Res Pubblica, e coloro che rivestono un officium (una pubblica carica) affinché la Iustitia - come concetto e valore astratto - abbia attuazione concreta nell’ordinamento civile e nella umana convivenza.

A proposito di coloro che sono chiamati ad esercitare una magistratura, Cicerone argutamente osserva: “Cum autem duobus modis, id est aut vi aut fraude, fiat iniuria, fraus quasi vulpeculae, vis leonis videtur; utrumque homine alienissimum, sed fraus odio digna maiore. Totius autem iniustitiae nulla capitalior quam eorum, qui tum, cum maxime fallunt, id agunt, ut viri boni esse videantur. De iustitia satis dictum” (De Officiis I, 41).

“In due modi poi si può recare offesa: cioè con la violenza o con la frode; con la frode che è propria dell'astuta volpe e con la violenza che è propria del leone; indegnissime l'una e l'altra dell'uomo, ma la frode è assai più odiosa. Fra tutte le specie d'ingiustizia, però, la più detestabile è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini. Basti ciò, che è stato detto, per la giustizia”.

L’indegno e indecoroso spettacolo, cui abbiamo attoniti assistito, la scorsa settimana, per l’elezione del nuovo Capo dello Stato e che si è, miseramente, concluso con la rielezione del Presidente della Repubblica già in carica, non può lasciare indifferenti.

L’ultimo miserabile straccio, infatti, che ancora copriva le pubenda incancrenite di una classe dirigente, imbelle e priva di ogni elementare cultura politica e di ogni minima dignità costituzionale, è stato così stracciato e rimosso!

I rappresentanti della Nazione - come recita ancora la comatosa Costituzione della Repubblica all’articolo 67 - sono apparsi in tutta la loro miseranda condizione morale, culturale e ideale, prima ancora che politica.

Direbbe Cicerone: “Fra tutte le specie d'ingiustizia, però, la più detestabile è quella di coloro che, quanto più ingannano, più cercano di apparire galantuomini” (Ibidem).

Parafrasando, poi, l’Arpinate: i parlamentari e i delegati regionali hanno ingannato fingendo d’essere dei galantuomini, hanno agito invece come una volpe, con frode, cosa indegna in un’uomo, vile e criminale in dei magistrati della Repubblica!

L’elezione del Capo dello Stato si è trasformata, così, nell’ultimo atto, forse irreversibile, di un complotto sistemico che dura ormai da oltre due anni.

Il diabolico esperimento d’ingegneria sociale, travestito come un’immonda Drag Queen da pandemonio pandemico, e di cui - come denunciato da un numero crescente di osservatori d’oltre Oceano - sono vittime designate i cittadini italiani e con loro la Costituzione, “la più bella del mondo”, che pure “il popolo sovrano” aveva difeso con il referendum del 4 dicembre 2016, dal vile attacco di un altro aspirante padrone del Caos.

Di fronte al funereo spettacolo di un intero Paese ingannato, asservito, diviso e vilipeso, hanno orrore e commiserazione quei nobili Padri della Repubblica, che il 6 febbraio 1947 così presentavano per la votazione finale all’Assemblea Costituente, il nuovo progetto di Costituzione Repubblicana.

“Onorevoli Colleghi! — Liberata da un regime funesto di servitù, ritemprata dalle forze vive della resistenza e del nuovo ordine democratico, l’Italia ha ripreso il suo cammino di civiltà e si è costituita a Repubblica, sulle basi inscindibili della democrazia e del lavoro”, (Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione, Meuccio Ruini). [manca l'unico Fondamento che può fecondare l'azione dell'uomo -ndr]

Sempre quei nobili Padri, giustificando l’assenza di un preambolo costituzionale e motivando la ragione per la quale i diritti fondamentali dei cittadini erano stati “costituzionalizzati” nei primi articoli della Carta Fondamentale osservavano: “Preliminare ad ogni altra esigenza è il rispetto della personalità umana; qui è la radice delle libertà, anzi la libertà, cui fanno capo tutti i diritti che ne prendono il nome. Libertà vuol dire responsabilità. Né i diritti di libertà si possono scompagnare dai doveri di solidarietà di cui sono l’altro ed inscindibile aspetto. Dopo che si è scatenata nel mondo tanta efferatezza e bestialità, si sente veramente il bisogno di riaffermare che i rapporti fra gli uomini devono essere umani” (Ibidem).

Ancora gli stessi nobili Padri, infine, si rifiutarono deliberatamente d’inserire nella Carta Fondamentale della Repubblica il dispositivo dello “stato d’emergenza”, come osservato dall’allora Presidente della Corte Costituzionale il 28 aprile 2020: “La nostra Costituzione non contempla un diritto speciale per lo stato di emergenza sul modello dell’art. 48 della Costituzione di Weimar o dell’art. 16 della Costituzione francese, dell’art. 116 della Costituzione spagnola o dell’art. 48 della Costituzione ungherese. Si tratta di una scelta consapevole. Nella Carta costituzionale non si rinvengono clausole di sospensione dei diritti fondamentali da attivarsi nei tempi eccezionali, né previsioni che in tempi di crisi consentano alterazioni nell’assetto dei poteri” (Relazione annuale della Corte Costituzionale del Presidente Marta Cartabia).

Osservando, poi, che: “La Repubblica ha attraversato varie situazioni di emergenza e di crisi che sono stati affrontati senza mai sospendere l’ordine costituzionale, ma ravvisando all’interno di esso quegli strumenti che permettessero di modulare i principi costituzionali in base alle specificità della contingenza: necessità, proporzionalità, bilanciamento, giustiziabilità e temporaneità sono i criteri con cui, secondo la giurisprudenza costituzionale, in ogni tempo deve attuarsi la tutela sistemica e non frazionata dei principi e dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e dei relativi limiti” (Ibidem).

Necessità, proporzionalità, bilanciamento, giustiziabilità e temporaneità, non sono solo concetti giuridici ma sono eminentemente linee di confine fra scelte politiche democratiche e costituzionali, e al contrario imposizioni autoritarie, antidemocratiche, anticostituzionali e liberticide di una repubblica delle banane!

Sempre più evidenze - che con scaltro, disinibito e impudico trasformismo anche le nostre virus-star nazionali e i loro giornali unici del virus vanno man mano ammettendo - dimostrano che in questi due ultimi anni i limiti invalicabili della necessità, proporzionalità, bilanciamento, giustiziabilità e temporaneità sono stati oltrepassati.

Ben al contrario, si sono imposte d’imperio su una popolazione impaurita e smarrita obblighi non necessari, non proporzionali, non bilanciati, non giustificabili e non temporanei e, persino, controproducenti rispetto alla diffusione di un virus e alla sua reale gravità.

Un’intera classe politica, ad ogni possibile livello, ha permesso che col favore delle tenebre un oscuro avvocato di provincia trasformasse la Repubblica in democratura che, poi, doveva essere consegnata mani e piedi a un “vile affarista” (Cossiga dixit) della Goldman Sachs!

Di fronte al laido spettacolo di un Paese devastato nella sua tenuta sociale e di una Carta Fondamentale ridotta a carne per porci, i più attendono che - infine e sempre troppo tardi! - la magistratura trovi coraggio e tempo perché il principio di giustiziabilità delle scelte politiche, operate e imposte negli ultimi due anni, trovi piena attuazione.

La nostra Carta vigente, tuttavia, aveva previsto anche queste assenze, per porre rimedio a una classe politica imbelle, incapace e persino traditrice della sovranità del popolo.

La prima, secondo i Padri Costituenti, doveva risiedere nel Presidente della Repubblica: “Più grave e penetrante d’ogni altro intervento è poi la facoltà del Presidente della Repubblica di sciogliere le camere; dopo aver sentito i loro presidenti. L’affermazione di Mirabeau che lo scioglimento è il mezzo migliore di lasciar modo di manifestarsi all’opinione pubblica, che non ha mai cessato di essere la sovrana di tutti i legislatori riecheggia oggi nella dichiarazione di Blum che lo scioglimento delle camere è la chiave di volta di un ordinamento democratico” (Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione, Meuccio Ruini).

Il turpe e osceno spettacolo offerto al Paese dall’Assemblea, che pure ha portato alla sua rielezione dovrebbe, al di là di ogni ragionevole dubbio, convincere il Capo dello Stato ad esercitare, infine, questa grave e penetrante facoltà che è a garanzia della sovranità popolare e, dunque, della sua stessa legittimità ad occupare la suprema magistratura della Repubblica.

Scelta ineluttabile, direbbe Cicerone, se il sommo colle della Repubblica fosse occupato da qualcuno che è, e non solo vuole apparire, un galantuomo!

La seconda, non ebbero timore ad evocarla e indicarla i nobili Padre della Repubblica Italiana: “Al principio di fedeltà ed obbedienza alla pubblica autorità fa riscontro quello di resistenza, quando l’autorità viola le libertà fondamentali. Venne da alcuni espresso il dubbio se in una costituzione che presuppone e si basa sulla legalità possa trovar posto il diritto o piuttosto il fatto della rivolta. Ha anche qui influito il ricordo di recenti vicende; ed è prevalsa l’idea che la resistenza all’oppressione, rivendicata da teorie e carte antichissime, è un diritto e un dovere, del quale non può tacersi, anche e proprio in un ordinamento che fa capo alla sovranità popolare” (Ibidem).

I cultori e professionisti della tanto evocata e celebrata Resistenza al nazi-fascismo, oggi sono dimentichi e muti, anzi si sono trasformati in celebranti del nuovo regime che dallo stato emergenziale si è ora conclamato come stato d’eccezione costituzionale.

Di fronte a una banda di apparenti galantuomini che al di là della legge, al di sopra della legge, e senza legge - come scrisse Agostino d’Ippona - si sono trasformati in una “banda di briganti” (De Civitate Dei, IV), i nobili Padri della Repubblica Italiana ce lo ricordano: “Al principio di fedeltà ed obbedienza alla pubblica autorità fa riscontro quello di resistenza, quando l’autorità viola le libertà fondamentali”.

Che questa resistenza debba essere pacifica, intellettuale, culturale e persino religiosa, di fronte al vile e conclamato tradimento dei chierici - prima che muscolare: questo ça va sans dire!

34 commenti:

Scenario Italia: “redistribuzione delle ricchezze” o furto aggravato.? ha detto...

Papa Francesco ha saputo sorprenderci in più di un’occasione e siamo ormai abituati a benedizioni di ogni tipo. Stavolta è stato il turno di imposte, tasse e fisco. Ieri in Vaticano si è palesata una delegazione dell’Agenzia delle Entrate, guidata dal direttore generale Ernesto Maria Ruffini. Direte: saranno andati a recuperare gli arretrati dell’Ici. Invece no: le Fiamme Gialle erano lì per un’udienza col pontefice, che li ha rabboniti sulla bontà del loro operato. “Il fisco viene visto come un ‘mettere le mani in tasca alle persone’”, ha detto Bergoglio, “in realtà, la tassazione è segno di legalità e giustizia. Deve favorire la redistribuzione delle ricchezze, tutelando la dignità dei poveri e degli ultimi, che rischiano sempre di finire schiacciati dai potenti. Il fisco, quando è giusto, è in funzione del bene comune”.
https://www.aldomariavalli.it/2022/02/02/e-bergoglio-in-nome-del-bene-comune-benedi-lo-stato-rapace/

Anonimo ha detto...

Carrellata televisiva serale.

Ieri, Giordano su Rete4, assieme al buon Borgonovo, sono stati particolarmente incisivi nel denunciare quanto di vergognoso sta accadendo tra lasciapassare totalitari e situazioni fuori controllo negli ospedali.
Certo, sono trasmissioni televisive che stanno dentro la narrazione, ma ieri sera hanno svolto un ottimo lavoro, specialmente nel denunciare quel che accade negli ospedali in cui se non sei tridosato non vieni curato.
Servizi agghiaccianti che avrebbero dovuto fare sobbalzare chiunque dalla sedia e far provare profonda vergogna per il proprio Paese. E invece? Nulla accade, parole ed inchieste al vento.

D'altronde lo share è stato tutto per rai1 dove andava in scena, allo stesso orario, il grottesco Festival di Sanremo.

La scienzah ci dice che all’interno di uno stadio all’aperto ci deve essere un limite del 5% di capienza nonostante possano entrarci solamente mascherati e plurisierati. All’interno del Teatro di Sanremo, invece, può esserci il tutto esaurito. Inoltre, mentre le discoteche sono chiuse da mesi e molte di esse sono fallite, nonostante pass e pezze, all’interno del Teatro Ariston si può ballare allegramente. Che dire? Lo dice la scienzah.

Un festival con pubblico mascherato, orchestrali mascherati, cantanti di livello infimo, gag ridicole sui "complottisti" che offendono la memoria di Camilla Canepa, mummie e pseudoartisti fluidi spacciati per ribelli.

Un paese sempre più decadente, ipocrita e volgare. Sanremo è il suo specchio.

Anonimo ha detto...

“Più grave e penetrante d’ogni altro intervento è poi la facoltà del Presidente della Repubblica di sciogliere le camere; dopo aver sentito i loro presidenti. L’affermazione di Mirabeau che lo scioglimento è il mezzo migliore di lasciar modo di manifestarsi all’opinione pubblica, che non ha mai cessato di essere la sovrana di tutti i legislatori riecheggia oggi nella dichiarazione di Blum che lo scioglimento delle camere è la chiave di volta di un ordinamento democratico” (Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione, Meuccio Ruini).

Anonimo ha detto...

Onore a Mario Giordano e Francesco Borgonovo che ieri hanno denunciato in TV la scandalosa situazione relativa allo stato di detenzione e discriminazione che vige in questo Paese in tempi di esclusione sociale, despecificazione, criminalizzazione e persecuzione dei non vaccinati. Un Paese in cui è obbligatoria una tessera per vivere e in cui il rischio, per chi ha rifiutato la benedizione, di non essere curato o di venire maltrattato in ospedale laddove avesse bisogno di assistenza, è più che concreto, è un Paese PERICOLOSO. L’incolumità fisica dei dissidenti nel Draghistan non è garantita anzi, è a discrezione di prepotenti, isterici e aguzzìni di vario tipo. La trasmissione di Giordano e Borgonovo, benché interna alle logiche complessive di sistema, ha fatto un eccellente lavoro di inchiesta e denuncia. Mi auguro che non cada tutto nel vuoto…

Anonimo ha detto...

Sono gli analfabeti funzionali in lockdown cognitivo il vero problema

Anonimo ha detto...

Dopo l'insopportabile vilipendio della religione cristiana perpetrato a San Remo da tal Achille Lauro con il favore di tal Amadeus e dei vertici Rai, sotto l'egida dello Stato italiano, mi chiedo che cosa si possa fare oltre a far valere la fattispecie (ormai quasi priva di conseguenze) dell'art. 403 c.p. Chiedo ad amici giuristi.
Andrea Sandri

Comunicato del Vescovo: più che un ruggito è un miagolìo ha detto...

Una triste apertura del Festival della Canzone Italiana 2022 ha purtroppo confermato la brutta piega che, ormai da tempo, ha preso questo evento canoro e, in generale, il mondo dello spettacolo, servizio pubblico compreso.

La penosa esibizione del primo cantante ancora una volta ha deriso e profanato i segni sacri della fede cattolica evocando il gesto del Battesimo in un contesto insulso e dissacrante.

Il brano presentato, già nel titolo – Domenica – e nel contesto di un coro gospel, alludeva al giorno del Signore, celebrato dai cristiani come giorno della fede e della risurrezione, collocandolo in un ambiente di parole, di atteggiamento e di gesti, non soltanto offensivi per la religione, ma prima ancora per la dignità dell’uomo.

Non stupisce peraltro che la drammatica povertà artistica ricorra costantemente a mezzi di fortuna per far parlare del personaggio e della manifestazione nel suo complesso.

Indeciso se intervenire o meno, dapprima ho pensato che fosse conveniente non dare ulteriore evidenza a tanto indecoroso scempio, ma poi ho ritenuto che sia più necessario dare voce a tante persone credenti, umili e buone, offese nei valori più cari per protestare contro attacchi continui e ignobili alla fede; ho ritenuto doveroso denunciare ancora una volta come il servizio pubblico non possa e non debba permettere situazioni del genere, sperando ancora che, a livello istituzionale, qualcuno intervenga; ho ritenuto affermare con chiarezza che non ci si può dichiarare cattolici credenti e poi avvallare ed organizzare simili esibizioni; ho ritenuto infine che sia importante e urgente arginare la grave deriva educativa che minaccia soprattutto i più giovani con l’ostentazione di modelli inadeguati.

Sono consapevole che la mia contestazione troverà scarsa eco nel mondo mediatico dominato dal pensiero unico, ma sono ancora più certo che raggiungerà cuori puliti e coraggiosi, capaci di reagire nella quotidianità della vita ad aggressioni così dilaganti e velenose. Soprattutto sono convinto di dover compiere il mio dovere di pastore affinché il popolo cristiano, affidato anche alla mia cura, non patisca scandalo da un silenzio interpretato come indifferenza o, peggio ancora, acquiescenza.

Vero è, come dice il proverbio, che “raglio d’asino non sale al cielo”, ma stimo opportuno sollecitare le coscienze ad una seria riflessione e i credenti al dovere della riparazione nella preghiera, nella buona testimonianza della vita e nella coraggiosa denuncia.

Sanremo, 2 febbraio 2022.
✠ Antonio Suetta
Vescovo di Ventimiglia – San Remo

Anonimo ha detto...

Bisognerebbe approfondire la vita di Sergio Mattarella alla luce della vita e della morte di Piersanti Mattarella e del ruolo del loro padre Bernardo Mattarella e della loro madre Maria Buccellato. Solo un siciliano potrebbe prendersi il compito di raccontare la storia di questa famiglia sullo sfondo della storia nazionale e siciliana in particolare. In realtà sembra proprio essere una tragedia loro e nostra.

Un libro di Veneziani ha detto...

In che mondo viviamo? Abbiamo perso il senso del presente e non riusciamo più ad avere una visione generale della realtà. È come se fossimo sotto una cappa. Ne avverti il peso, anche se non ha fattezze e non ha confini, è ineffabile e avvolgente. La Cappa occulta la bellezza, la grandezza, il simbolo, il mito, il sacro, il mondo reale». Proseguendo nella sua indagine sulle radici del nostro vivere, Marcello Veneziani si interroga ne La Cappa. Per una critica del presente (ed. Marsilio, pp.204, euro 18) sulla scomparsa della realtà, della tradizione, della natura.
Ci invita a prendere coscienza di un’adesione automatica al canone dominante, tra divieti, obblighi e cancellazioni, veicolati da media e poteri. «Tutto perde contorno, consistenza, memoria e visione», scrive l’autore. «I sessi sconfinano e mutano, le differenze scolorano e si uniformano, la natura è abolita, la realtà è revocata; la nuova inquisizione censura e corregge, il regime di sorveglianza globale traccia e controlla la vita tramite l’emergenza e la priorità assoluta della salute, domina il vivere a ogni costo. Ma anche il passato sparisce, tramonta ogni civiltà; svaniscono i luoghi, compresi quelli di lavoro, in una società delocalizzata, senza territorio. La schiavitù prosegue a domicilio, con l’home working. Perdendo il mondo ripieghi su te stesso, in un selfie permanente; la Cappa favorisce il narcisismo solitario e patologico di massa. Un excursus ragionato tra le follie odierne e i tabù vigenti, un serrato esercizio di critica per vivere il presente e non subirlo. Col proposito finale di tentare un nuovo assalto al cielo per liberarlo dalla Cappa.
Una cappa avvolge il mondo e toglie visione e respiro. Siamo scivolati dalla società aperta alla società coperta, ingabbiati in un sistema globalitario che ci controlla e corregge ogni cosa: la natura, i sessi, la salute, la storia, la lingua, il pensiero, la religione. Bioliberista fino alla morte, ma in un regime di sorveglianza totale. Intanto si profila la Grande Mutazione. Per bucare la cappa asfissiante che opprime la mente e il mondo è necessario munirsi di una spada speciale...

A proposito di "tecnici" e di "esecutivi tecnici" ha detto...

Michele Gaslini
A ricoprire certi ruoli, pur formalmente "tecnici", senza l'esplicita designazione e l'assenso dei partiti, non ci si arriva, nemmeno detenendo un Nobel di quelli veri; dunque, nell'effettiva sostanza, è comunque pur sempre il medesimo il brodo di cottura dei "politici" anche quello nel quale si generano tutti coloro che quest'ultimi abbiano designato ad assurgere al ruolo di "tecnico".

Ciò posto, come già accaduto con Monti, temo molto che, dietro il posticcio paravento del "Governo tecnico", si procederà soltanto a seguitare nella medesima direzione verso la quale ci hanno costantemente sin qui condotto i nostri "Esecutivi politici". Questo, con la sola differenza che quei provvedimenti concreti, che segneranno la nostra più completa rovina economica e sociale, anziché essere addebitati alle velleità del forzato tentativo d'inveramento di talune allucinanti visioni ideologiche, al contrario, verranno invece ad essere formalmente presentati come decisioni dipendenti da valutazioni obiettive, di tenore asetticamente "tecnico", quindi, anche logicamente ineluttabili e praticamente non assoggettabili ad alcuna forma di discussione: si dovranno immediatamente eseguire e questo sarà tutto.

Il socialismo, infatti, procede a concretamente affermarsi anche così, indipendentemente dall'eventuale contraria opinione che, nel proposito, possa nutrire la maggioranza del corpo elettorale; ciò, in forza dell'applicazione di talune intuizioni gramsciane circa la necessaria creazione della categoria degli "intellettuali organici" che, appunto, una volta che li si sia potuti opportunamente collocare, tramite una decisione esclusivamente politica, in taluni organismi formalmente "tecnici", per un effetto della nota proprietà transitiva di questo particolare genere di "tecnicità", possono essere anch'essi presentati alla pubblica opinione, nella veste di "puri tecnici" ed esclusivamente per tali li si deve poi considerare.

É appunto per questa via che la mera decisione ideologica voluta dall'esecutivo del partito, potrà così sempre essere falsamente presentata, nelle vesti della sola soluzione tecnicamente (e, per tanto, anche sensatamente) percorribile e chi non se ne dica del tutto convinto verrà immediatamente tacciato di essere un pericoloso nemico della società, ovvero un negazionista, da assolutamente emarginare, per lo meno, nella latebra della più totale "morte civile"...

La blasfemia a San Remo ha detto...

Sanno che l'unico modo per avere visibilità è lo scandalo morale.
Avrebbero molto più clamore facendo blasfemia su altre religioni...ma non hanno le palle!!!

Anonimo ha detto...

C'è un vescovo a Ventimiglia-San Remo!

La saga dei servi ha detto...

Giampaolo A.
L'esibizione dei Moleskine a pugno chiuso

Cosa ne pensate della prima serata della "FESTA DELL'UNITÀ" di Sanremo? A parte il politicamente scorretto, credo che portare qualsiasi simbologia partitica in un contesto dedicato, esclusivamente, alla canzone italiana in quanto tale sia, oltre che scorretto, becero e offensivo nei confronti dei tantissimi morti del comunismo. Non oso pensare a cosa sarebbe successo se un cantante "pazzo" avesse salutato il pubblico con la mano a paletta. Apriti cielo...... apriti Fianus.

mic ha detto...

Ipnosi collettiva anche per la musica...

Per dirla tutta ha detto...

Prima serata di Sanremo: Ornella Muti pro legalizzazione della cannabis, Achille Lauro che si autobattezza, il "rock genderless" (cit. Corrierone) dei Maneskin e le argute battute di Fiorello sul grafene. Il trionfo del trash pagato con i vostri soldi.

mic ha detto...

Sanremo è indubbiamente uno scandalo pubblico e un'autentica ulteriore spina nel fianco (ed è solo la prima serata!); ma la chiuderei qui.

Però questa ci sta ha detto...

Giorgia Meloni
La Rai fa sapere che per questioni di privacy non può dire se i cantanti che partecipano al Festival di Sanremo sono vaccinati. Giusto, sacrosanto.

Ma la privacy non può valere solo quando c'è Sanremo: deve valere anche quando un cittadino viene escluso dal contesto lavorativo, quando un ragazzo deve restare a casa per la dad, quando ad un bambino di 12 anni viene impedito di fare qualsiasi attività sportiva.

Solo l'Italia in mano a Speranza poteva partorire provvedimenti così violenti, insensati e discriminatori. Solo un Governo come questo poteva sbandierare la privacy esclusivamente quando fa comodo. Ipocriti.

mic ha detto...

Non sono ipocriti, sono tiranni!

mic ha detto...

Leggo quanto riprendo di seguito e non posso fare a meno di osservare che è da anni che leggiamo "non possono farlo", "è contro la legge". Poi sappiamo com'è andata e vediamo come sta proseguendo... La costituzione, la legge giusta, sono stati oltrepassati da un pezzo!

BANCHE E POSTE ECCO I REATI PER IL GREEN PASS

Negare il servizio è reato, in quanto gli esercizi commerciali sono privati ma a servizio pubblico.
Banche, poste e i vari uffici pubblici SONO OBBLIGATI A EROGARE IL SERVIZIO, altrimenti commetterebbero diversi reati:
- Art. 328 c.p. “Rifiuto d'atto d'ufficio”
- Art. 340 - 331 c.p. “Interruzione pubblico servizio”
- Art. 604 bis c.p. “Discriminazione”
- Art 3 Costit. Art 21 Carta di Nizza “Discriminazione”
Se viene negato l’accesso bisogna pretendere il servizio o esigere che il funzionario del pubblico servizio faccia la pratica all'esterno.
Nel caso contrario si chiamano i carabinieri e si fa VERBALIZZARE LA NEGAZIONE DEL SERVIZIO, e fare denuncia.
Videoregistrare sempre con il cellulare.

I SOLDI IN BANCA O IN POSTA SONO DEI CITTADINI

Art. 646 c.p. - Appropriazione indebita
Chiunque per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se il fatto è commesso su cose possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata.
Art. 314 c.p. - Peculato
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi.
Art. 832 c.c. - Contenuto del diritto.
Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico.
Art. 355 c.p. - Inadempimento al contratto di servizio
Sanziona la condotta di fornitori che abbiano un contratto con lo Stato e si rivelino inadempienti ai loro obblighi contrattuali.
Art. 340 c.p - Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità

Il reato si configura alternativamente nella condotta di chi cagiona un'interruzione o di chi turba la regolarità di un ufficio o di un servizio di pubblica necessità.
Chiamate i carabinieri e denunciate il Direttore della filiale o della posta e ovviamente anche chi vi impedisce di accedere

Anonimo ha detto...

Secondo voi la discriminazione, fino alla violenza fisica, è tale solo se il discriminato lo è per questioni di razza, di etnia, di genere o può esserlo anche per altre ragioni, quali pensiero, fede, scelta politica?

Poveretto, si è rivolto alla persona sbagliata! ha detto...

Oggi, durante l'udienza di Bergoglio nell'aula Palo VI, un uomo ha protestato contro le nuove restrizioni imposte dal Governo, forse per sollecitare una presa di posizione da parte della Chiesa. Dopo alcuni secondi è stato allontanato dalla Gendarmeria.

Alla fine della catechesi il Papa ha brevemente commentato l'accaduto: "Abbiamo sentito pochi minuti fa una persona che aveva qualche problema. Non so se fisico o psichico, spirituale, ma un nostro fratello che ha qualche problema. Io vorrei finire pregando per lui, per il nostro fratello che soffre, poveretto. Se gridava è perché ha qualche bisogno. Non essere sordi al bisogno di questo fratello. Preghiamo la Madonna".

Anonimo ha detto...

Il festival di Sanremo è atlantista. Non è transoceanico ma trans-satanista con Amadeus e Fiorello mattatori PD.

Giustamente il vescovo di Ventimiglia-San Remo chiede un intervento istituzionale contro l’indecoroso spettacolo.

Anonimo ha detto...

A dire il vero l'uomo, entrato dopo, si è scagliato verbalmente contro il vdR urlando in inglese 'Questa non è la chiesa di Dio' ed altre cose che non si capiscono perché Bergoglio ha alzato la voce coprendone le parole e dicendo che l'uomo aveva problemi di salute fisici, psichici o spirituali ma che, come nostro fratello, andava accolto e che bisognava pregare per lui. Per l'ignobile farsa di sanscemo, fate la cortesia di evitare o di passare ad altri canali, penose scene gayamente blasfeme, pistolotti idioti anti no vax e vecchie glorie imbriache ed imbolsite, uno spettacolo costosissimo e indegno oltre che offensivo per l'intelligenza, se ancora esiste.

Anonimo ha detto...

Scopro adesso che a Ventimiglia c'è un ottimo vescovo.

Anonimo ha detto...


I reati che commetterebbero banche e poste negandoti l'accesso se non hai il gree pass.

Nessun reato, dal momento che c'è un provvedimento governativo avente valore di legge che autorizza entrambe a comportarsi in questo modo. Ed anzi impone ad entrambe questo comportamento.
Adesso il reato lo commetterebbero loro se ti lasciassero entrare in banca o alla posta senza il prescritto green pass.
Tra due mesi scarsi l'agonia dovrebbe finire. Visto che diversi altri paesi europei stanno liberalizzando ampiamente, è probabile che anche il nostro ottuso governo decida di non prolungare oltre il 31 marzo lo stato di emergenza.
Nel frattempo bisogna resistere, non lasciarsi prendere dallo sconforto e dalla disperazione.

mic ha detto...

Non vorrei pubblicare altro su Sanremo, ma questo è da sapere perchè rivela uno squallore, ma anche una protervia senza fondo. E, se c'è chi applaude e anche ci resta indifferente, dove siamo?

La gag del braccio tremante di Fiorello a Sanremo (che io ho visto stamattina solo in video), per ironizzare su chi non crede ai vaccini, mi ha profondamente indignato, e mi ha confermato che la kermesse della canzone italiana è in realtà solo il megafono del regime.
Per l'appunto, stamattina ho parlato lungamente al telefono con Federica Angelini, coraggiosa Presidente del Comitato Ascoltami, che riunisce le vittime degli eventi avversi alla vaccinazione e che i media di regime cercano, con qualche rara eccezione, di nascondere.
Si era vaccinata nel marzo del 2021, con Astrazeneca: due giorni dopo la prima dose, ha sentito un fuoco insopportabile all'interno del suo corpo, fuoco che si è manifestato in estese macchie rosse sulla pelle. Devastante. Lo stesso medico che, in perfetta buona fede, le aveva consigliato di vaccinarsi, ha subito preso atto della correlazione fra i due eventi, confermata anche dalla sua reumatologa, che ha ammesso che purtroppo tale reazione è frequente.
Da allora la sua vita è cambiata, i dolori sono spesso insopportabili ancora dopo quasi un anno: ha un'esenzione che si rinnova mensilmente. Purtroppo lo stato, che non si assume alcuna responsabilità, pur surrettiziamente obbligando i cittadini all'inoculazione, abbandona coloro che sono vittime di questi eventi avversi, che vengono nascoste, derise, non credute e silenziate, perché nuocerebbero alla propaganda.
Addirittura Tik Tok ha oscurato i video del Comitato, che presentavano casi eclatanti di effetti avversi dopo la vaccinazione: ragazzini di 14-16 anni affetti da miocarditi, pericarditi, emorragie cerebrali, genitori disperati ed impotenti davanti all'indifferenza delle istituzioni, che negano sempre qualsiasi correlazione.

mic ha detto...

... segue
C'è una sporca guerra contro le vittime dei vaccini: alcuni vorrebbero curarli con psicofarmaci, come se le evidenti patologie sorte dopo l'inoculazione fossero solo somatizzazioni della fobia dell'ago. Ridicolo.
Dunque un danneggiato da vaccino deve curarsi a proprie spese, essere deriso, non creduto: eppure i casi sono tantissimi, molti più di quanto si vorrebbe far credere e comunque si tratta pur sempre di padri, madri, figli, figlie, fratelli, sorelle. amici, persone con un nome ed un cognome, prima sanissime e dopo malate.
Addirittura c'è anche la beffa per coloro che, prima in perfetta salute, diventano fragili a causa della prima dose del vaccino, e per difendersi dal Covid in quanto, appunto, fragili, si consiglia loro la seconda dose (sic!). Uno stato che avesse davvero a cuore la salute dei propri cittadini dovrebbe promuovere delle ricerche per capire qualcosa di più sugli effetti avversi, invece, sorprendentemente, ogni iniziativa di questo tipo viene non solo incentivata, ma addirittura ostacolata.
Purtroppo regge ancora il dogma per cui il Covid è la peste nera del XXI secolo (falso) ed il vaccino l'unico modo per uscirne (falso).
Il dovere di ogni uomo e di ogni donna di buona volontà è quello di vedere ogni aspetto della realtà, senza pregiudizi e senza cercare solo conferme alle proprie convinzioni.
Il signor Rosario Fiorello, che pure è un bravo showman, dovrebbe capire che la satira dovrebbe colpire i rappresentanti del potere; se si frustano con l'ironia, invece, le vittime del sistema, si tratta di bullismo.
Certo che è strano il doppiopesismo: per stessa ammissione delle autorità, nel conteggio dei morti di Covid, sono stati inseriti, per esempio, anche quelli deceduti per cancro, ma positivi al virus, ma davanti a certe evidenze, quando si tratta di vaccini, ci si trincera dietro il solito mantra: "Nessuna correlazione".
Grazie, Federica, per il tuo impegno; in una Italia dove molti esseri ignobili si sono palesati per quello che sono, la tua persona ci induce a sperare in una società migliore e più solidale.
Io sono vicino a te e al tuo Comitato ed invito gli amici a sostenerlo. Nessuno deve essere lasciato da solo. (Stefano Burbi)

Anonimo ha detto...


Avrà detto Bergoglio "fratello" o "fratelo", alla sudamericana?
In genere non dice "fratelo", "frateli"?
"Frateli tuti"...
G.

Interessante da ascoltare Avvocato Dario Frassy ha detto...

COLOSSALE denuncia al governo Draghi di oltre 100 AVVOCATI inoltrata a tutte le procure d'Italia, ai 15 componenti della Corte Costituzionale, alla Corte di Giustizia dell'UE, al Consiglio d'Europa, all'ONU e appello a tutti i MILITARI e AGENTI delle forze dell'ordine!!!! Contro obbligo vaccinale, green pass, 2 anni di dittatura feroce!!!
https://gloria.tv/post/bxg8i2RhA6Xc48xtvawPAvL7s

In riferimento a... ha detto...

@2 febbraio 2022 14:18
Un Piccolo Gesto Semplice…
https://www.facebook.com/VeritaeLiberta2022/videos/815116486551253

Anonimo ha detto...

Nonostante io abbia sempre creduto nel dialogo e nel confronto, mi risulta difficile, adesso, poter solo ipotizzare la possibilità di uno scambio di idee con chi, pur vittima della campagna di odio del regime, continua ad approvare le misure crudeli ed insensate contro persone sane ed innocenti a cui in pratica si nega il diritto di vivere senza nessun motivo.
Con chi è complice di questo infame regime, io ho deciso di non avere più alcun dialogo, non perché tema un confronto, ma perché so che sarebbe inutile cercare di riportare alla ragione chi ormai è palesemente fuori dal perimetro di civiltà e legalità e non ha più un briciolo di razionalità e di buon senso.
Di contro, esiste ancora una splendida umanità in tantissime persone che saranno la base per la nuova società di un prossimo futuro, quando il bene trionferà sul male, come è sempre stato e sempre sarà.
Stefano Burbi

L'Italia che cambia: Milano ha detto...

La città perde diciottomila abitanti in due anni. Risale solo il Municipio 8. Più anziani e single. Molti trasferimenti anagrafici per le contrazioni delle attività. Ma stranieri stabili: la presenza egiziana ha sorpassato quella filippina, al terzo posto i cinesi seguiti da Sri Lanka e Perù

Anonimo ha detto...

Dopo l'intervento di un bravo Vescovo - In questa bella risposta, di uno dei migliori Pastori italiani, manca l'esortazione ai cristiani a lottare per la giustizia - per 2000 anni i Pastori della chiesa dicevano quello che dice lui, ma poi aggiungevano che, nei limiti delle cose umane, bisognava ottenere giustizia anche in questo mondo! Noi invece abbiamo perso sia il senso della giustizia che il coraggio di difendere Gesù in faccia al mondo! Siamo diventati dei conigli e dei cornuti contenti. Se i capi della chiesa difendessero il Nome di Gesù, e i valori naturali inderogabili, così come difendono gli immigrati, o almeno gli omosessuali, o i carcerati, le cose non andrebbero in maniera così triste come vanno oggi. rdv

Anonimo ha detto...


Milano che cambia. Come il resto

Le città italiane (come molte altre in Europa) colonizzate sempre più dagli stranieri, in caduta verticale di popolazione soprattutto a causa della denatalità, figlia innanzitutto del femminismo, della Rivoluzione Sessuale colpevolmente introdotta da legislatori via di testa nell'ordinamento e solo in seconda battuta figlia delle condizioni economiche difficili.