Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 24 gennaio 2026

Ascoltare senza dare indicazioni: cosa è stato veramente l'incontro del Papa con la FSSP

Nella nostra traduzione da  Substack.com. Una lettura attenta del resoconto della Fraternità rivela un normale procedura pubblica, non un cambiamento nella politica liturgica, e mette in luce il divario tra fatti documentati e interpretazione fiduciosa. La FSSP è nota per la sua dichiarata fedeltà al concilio (è nata per questo) sulle cui critiche è assolutamente abbottonata. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone XIV.

Ascoltare senza dare indicazioni:
cosa è stato veramente l'incontro del Papa con la FSSP

Mark Lambert, 22 gennaio

La recente udienza tra Papa Leone XIV e i vertici della Fraternità Sacerdotale di San Pietro sembra essere stata ampiamente interpretata come un momento significativo nel rapporto in evoluzione tra il nuovo pontificato e il mondo tradizionalista. I commentatori favorevoli alla liturgia tradizionale sembrano aver ampiamente inquadrato l'incontro come prova di interesse personale, persino di amicizia, mentre altri hanno suggerito che segni un provvisorio disgelo dopo anni di inasprimento delle restrizioni previste dalla Traditionis Custodes. Una lettura più attenta delle prove disponibili, tuttavia, suggerisce una realtà più modesta e procedurale, che tuttavia è rivelatrice proprio per la sua moderazione.

Per coloro che trovano questi acronimi un po' confusi, la Fraternità Sacerdotale San Pietro è una società clericale di vita apostolica di diritto pontificio, fondata nel 1988 per servire sacerdoti e fedeli legati alle tradizioni liturgiche e spirituali del Rito Romano, così come esistevano prima delle riforme postconciliari. È stata istituita in piena comunione canonica con la Santa Sede, con l'esplicito scopo di preservare la liturgia latina tradizionale e la vita sacramentale, pur rimanendo obbediente al Romano Pontefice e alle strutture diocesane in cui opera. Il carisma della Fraternità è fondamentalmente pastorale piuttosto che ideologico, mirato alla santificazione dei sacerdoti e alla cura delle anime attraverso la celebrazione della Messa tradizionale e dei sacramenti, la predicazione, la catechesi e il ministero parrocchiale, il tutto svolto nel quadro giuridico della Chiesa e sotto l'autorità papale.

Il primo punto che deve essere chiarito con chiarezza riguardo a questa udienza papale è l'iniziativa stessa dell'incontro. Contrariamente all'impressione suscitata da alcuni resoconti, tra cui il suggerimento che si trattasse di un chiaro atto di sensibilizzazione papale, il comunicato ufficiale della Fraternità afferma esplicitamente che l'udienza ha avuto luogo a seguito di una richiesta presentata dal Superiore Generale, Padre John Berg. Non si tratta di un dettaglio di poco conto. In termini vaticani, la differenza tra un invito papale non richiesto e un'udienza concessa a seguito di una richiesta è sostanziale. Quest'ultima è un normale esercizio di governo papale e di disponibilità pastorale, soprattutto nei confronti di istituti di diritto pontificio che si trovano sotto pressione o incertezza. Di per sé, non segnala un cambiamento di politica, né tantomeno una contraddizione con la legge vigente.

Il contenuto dell'incontro, così come descritto dalla FSSP, rafforza questa interpretazione. Lo scopo dell'udienza era presentare la fondazione, la storia, gli apostolati, il diritto proprio e il carisma della Fraternità, e di esplicitare alcune incomprensioni e ostacoli incontrati in vari contesti. Il linguaggio qui è scelto con cura e, in particolare, in termini non conflittuali. Non vi è alcun riferimento a richieste, negoziati o ricorsi contro specifiche decisioni di qualche Dicastero. L'enfasi cade invece sulla spiegazione e sul chiarimento, col Papa che pone domande e la Fraternità che risponde. Questa è la posizione di un istituto che cerca di garantire al massimo la propria posizione, non quella di un movimento che riceve approvazione o rassicurazioni in termini di politiche pubbliche.

L'assenza di specificità è di per sé significativa. Il comunicato non elenca gli ostacoli menzionati, né identifica le incomprensioni sollevate. Questo silenzio suggerisce che la Fraternità abbia voluto mantenere discrezione sulla discussione e che non siano stati concordati esiti concreti che potessero essere responsabilmente divulgati. L'unico atto tangibile attribuito al Papa è la sua benedizione al termine dell'udienza, un gesto pastorale e universale piuttosto che giuridico o programmatico...

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