Assistendo alla Messa, non avvertì il momento in cui doveva accostarsi all'altare e quando si alzò per andarvi, uno dei vicini lo avvisò che era in ritardo.
Al domani, alle sei, il cieco ritornava in chiesa per fare la S. Comunione.
Egli è sfortunato: il prete in quel mattino, chiamato in fretta al letto d'un moribondo, ha celebrato la Messa alle quattro e non ritornerà più che a mezzogiorno.
Desolazione del povero cieco!... fatta qualche preghiera, ripartì per tornarsene singhiozzando verso la casa.
Il martedì, (era ancora notte) vengono ad avvertire che il vecchio cieco è alla porta della chiesa svenuto per sfinimento.
Il missionario accorre e lo chiama per nome.
- Oh! Padre! datemi la S. Comunione! È da domenica che sono digiuno.
- Ma è troppo! Vedi che non puoi più tenerti in piedi; vieni a rinforzarti con un po' di cibo.
- No, no! Ho fame del buon Dio più che del pane... Datemi la Comunione.
Fu subito comunicato e volle fare un buon quarto d'ora di ringraziamento prima di consentire a prendere un po' di cibo.

4 commenti:
Nella sua semplicità (che ai teologi da salotto sembrerà addirittura banalità) l'episodio ricordava ai cattolici:
- il valore del digiuno eucaristico
- il rapporto tra i fedeli e il sacerdote (e dunque il dovere del sacerdote di andare incontro alle esigenze dei fedeli)
- il valore del ringraziamento dopo la Comunione.
Poco più di un secolo fa, sia pure su un settimanale più o meno cattolico, ancora si potevano raccontare episodi come quello. Provate invece a sfogliare oggi la stampa cattolica, e ditemi se non vi viene una tristezza scalciante: hanno sostituito la speranza con l'ottimismo, hanno sostituito il parlar chiaro con il clerically correct, hanno sostituito i fervorini con la logorrea clericale e il marketing curiale...
E soprattutto, hanno smesso - al pari di clero e vescovi - di insegnare le verità di fede. Abbiamo una quantità di cattolici che conosce i dettami relativi al ramadàn e al cibo kosher, ma non ha idea di come si vive un digiuno quaresimale.
Invito da un Sacerdote cattolico :
Carissimi,
domani, Mercoledì 14 Gennaio, inizierà la solenne Novena alla Santa Famiglia, che reciteremo in vista della festa dello Sposalizio di Maria Santissima e san Giuseppe, che ricorre Venerdì 23 Gennaio.
Consapevoli che la conversione è condizione imprescindibile della pace in tutti gli ambiti, la offriremo per chiedere al Signore la grazia del ritorno a Dio, con la conformazione alla Sua volontà, delle nostre famiglie, della società attuale e del mondo contemporaneo.
Vi esorto a diffondere questo invito il più possibile.
https://www.istitutosantafamiglia.org/wp-content/uploads/2020/04/Novena-alla-santa-Famiglia-1.pdf
pdf
Il Rito Tradizionale della Messa trasforma l’uomo in un “gigante” e non in un “pigmeo”
1.Scrive il famoso liturgista dom Gérard Calvet (1927-2008): “Contro la tentazione al naturalismo, la preghiera liturgica propone un grande rimedio: il primato della contemplazione. (…). Di fronte al naturalismo incurvato in se stesso, l’ordine liturgico oppone un lungo discorso sulla santità, sulla bellezza e sulla grandezza di Dio. Il pigmeo delle culture tecniche si meraviglia di ciò che produce; guarda le realizzazioni della sua mente; di là il suo sguardo si abbassa sugli utensili, sulle sue mani, e talvolta –Dio ci perdoni- sul suo ombelico. Allora la santa Chiesa lo raddrizza, lo mette in preghiera; attraverso la grazia della liturgia eccolo che si dimentica, si disinteressa un po’ di se stesso, delle sue mani e anche delle sensazioni del suo cuore; eccolo che guarda e canta la gloria di qualcun altro: ‘Laudamus Te, benedicimus Te, adoramus Te, glorificamus Te, agimus Tibi propter magnam gloriam Tuam’.” (Dom Gérard Calvet, La santa liturgia, Roma 2011, pp.41-42).
2.Se la liturgia è tutta appiattita sull’orizzontale, sull’uomo e sulla dimensione assembleare, allora essa non può costituire un antidoto alla tentazione efficientista. Quella stessa tentazione che rende l’uomo di oggi incapace ad elevare il capo, a capire che non tutto è nelle sue mani e a non dolersi del fatto che qualcosa gli sfugge o possa sfuggirgli. Per questo la Chiesa commise un grave errore cambiando la liturgia, trasformandola da “verticale” in “orizzontale”. In tal modo costrinse l’uomo a moncare, a ridurre e abbassare il suo sguardo e le sue aspettative; a non saper più cogliere dov’è davvero la soluzione di tutto.
3.La riforma liturgica è stata in tal senso un assecondamento di ciò che l’uomo moderno stava ormai da tempo patendo: la sua progressiva “pigmeatizzazione”, per usare la terminologia di dom Gerard Calvet. Rileggiamo le sue parole: “Il pigmeo delle culture tecniche si meraviglia di ciò che produce; guarda le realizzazioni della sua mente; di là il suo sguardo si abbassa sugli utensili, sulle sue mani, e talvolta –Dio ci perdoni- sul suo ombelico. Allora la santa Chiesa lo raddrizza, lo mette in preghiera; attraverso la grazia della liturgia eccolo che si dimentica, si disinteressa un po’ di se stesso, delle sue mani e anche delle sensazioni del suo cuore; eccolo che guarda e canta la gloria di qualcun altro…”
Fonte I Tre Sentieri
Tutta la vita cristiana si fonda sull'accettazione della realtà
Mentre la guerra di Satana e del suo sistema mondiale contro la realtà si intensifica ogni giorno, i fedeli devono armarsi di ogni possibile intuizione per neutralizzare la malvagia campagna del nemico.
https://radicalfidelity.substack.com/p/all-christian-life-is-posited-on
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