Condivido, tal quale lo segnala un lettore, il comunicato di Pro Vita & Famiglia. Nel Paese che ha fatto delle cure palliative una scelta di civiltà, si apre ora il dibattito sul suicidio assistito come diritto. Mentre a Roma il ddl langue a Palazzo Madama: lavori fermi dopo l'altoltà del Papa (e della premier). Leggo che i vescovi francesi rompono il silenzio e parlano di coscienze, relazioni e solitudini, ricordando che dietro la richiesta di morire spesso c’è solo una disperata domanda di essere accompagnati. Spero abbiano ricordato anche che la vita è sacra. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
La Francia dice no alla “morte di Stato”.
E in Italia che facciamo?
Il Senato francese ha inflitto un colpo durissimo alla legge sul fine vita voluta dal presidente Emmanuel Macron, che puntava a legalizzare il suicidio assistito e, in alcuni casi, l’eutanasia.
Dopo l’approvazione in prima lettura all’Assemblea Nazionale nel maggio 2025, il testo è arrivato al Senato – a maggioranza di centrodestra – che ha bocciato l’articolo chiave sul “diritto all’aiuto a morire”, svuotando l’intero impianto della norma e rendendola di fatto inapplicabile.
Non solo. Il Senato ha scelto di rafforzare le cure palliative, l’unica vera risposta umana, sanitaria e civile alla sofferenza dei malati.
Questa decisione nasce anche da una forte mobilitazione della società civile. Il 18 gennaio, a Parigi, si è svolta l’annuale Manifestazione per la Vita, che quest’anno aveva come tema centrale proprio l’opposizione a eutanasia e suicidio assistito. Oltre 10.000 persone sono scese in piazza per chiedere alle istituzioni di fermare la legge sul fine vita.
A sostegno di questa mobilitazione si sono espressi anche i vescovi francesi, guidati dal cardinale Jean-Marc Aveline, che hanno definito la riforma «inutile e inappropriata», ribadendo che «la sofferenza non si cura dando la morte». Anche una parte significativa del mondo medico ha espresso forti perplessità.
Se un Paese storicamente laico e progressista come la Francia ha detto no all’eutanasia, perché l’Italia – oggi guidata da un governo di centrodestra – continua a discutere di legalizzare la “morte di Stato”?
Il paradosso è evidente, soprattutto di fronte a proposte come quella del presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale, che ha invocato una legge regionale sul fine vita nonostante una delibera simile sia già stata bocciata dal TAR.
Chiediamo al governo italiano di seguire l’esempio francese e di fermare sul nascere ogni tentativo, nazionale o regionale, di approvare leggi su eutanasia e suicidio assistito [A Roma il ddl langue a Palazzo Madama: lavori fermi dopo l'altoltà del Papa (e della premier) -ndr]. Ti aspettavi che la Francia bocciasse la legge sul fine vita?

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