domenica 22 agosto 2021

“Unplanned” trasmesso dalla tv francese, panico e polemiche tra le femministe d’Oltralpe

Quando la realtà viene mostrata nella sua verità e crudezza, cade ogni deformazione ideologica. Il film si basa sulla storia vera di una ex dipendente di Planned Parenthood su cui abbiamo a suo tempo pubblicato uno scritto di Paolo Paqualucci [vedi].

Violente polemiche sono scoppiate, in Francia, per la messa in onda di “Unplanned” sul canale C8, lunedì 16 agosto, in prima serata. Diverse segnalazioni sono state registrate, infatti, presso il Consiglio Superiore dell’Audiovisivo (CSA). Ma già prima della programmazione del film, le reazioni erano state numerose: il ministro per le pari opportunità, Élisabeth Morano, aveva definito la pellicola “un abietto strumento di propaganda anti-abortista” e “una menzogna che va contro i nostri valori”. A ruota era seguita la reazione del ministro Marlène Schiappa che aveva twittato: “L’accesso all’aborto è un diritto in Francia, i nostri anziani hanno combattuto per ottenerlo, noi stiamo combattendo per garantirlo! No agli impedimenti, no ai sensi di colpa”.

Eppure, nonostante abbia generato reazioni controverse, il film ha riscosso un grande successo nelle sale cinematografiche statunitensi: ben 6 milioni di dollari di entrate registrate in un solo fine settimana e 21 milioni di dollari al botteghino, tutto questo, nonostante la particolarità dell’argomento.

Un argomento “tabu”, come l’ha definito l’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, dopo aver visto “Unplanned” nel settembre 2020, definendolo “coraggioso”, perché “ha il merito di trattare un argomento che oggi è tabù e di farlo sulla base di un fatto reale”. Così come coraggioso è, al giorno d’oggi, scegliere di proiettare pellicole come questa, se pensiamo che, in Canada, la polizia locale ha dovuto indagare, come riportato dal sito Life News, su alcune minacce di morte arrivate a due proprietari di sale cinematografiche indipendenti, che lo hanno inserito nella programmazione dei propri cinema.

Il perché di tanto clamore non è difficile da capire: vedere è il primo passo per comprendere e questo vale sia per la proiezione del film che con immagini, a volte anche forti, racconta e penetra nel profondo il dramma sull’aborto, sia per la protagonista della vicenda, che, nella sua vita, ha potuto comprendere davvero la menzogna abortista, guardando con i propri occhi ciò che accadeva nel ventre della donna sottoposta all’interruzione di gravidanza.

Spesso le immagini scuotono più delle parole, perché sono una sferzata di realismo, soprattutto laddove, come in questo caso, i ragionamenti non rendono tutta la crudezza della pura e semplice realtà e parliamo di una crudezza, non percepita, ma oggettiva, contro la quale a poco valgono i sofismi sull’aborto come “conquista di libertà”: ragionamenti vuoti, la cui apparente ed illusoria forza, crolla inesorabilmente di fronte a ciò che semplicemente è. E cioè, il dato reale, che in tutta la sua prorompente evidenza fa irruzione, sia nella vita di Abby Johnson che assiste in diretta al tentativo disperato di fuga del piccolo essere umano che nel grembo materno viene risucchiato dopo pochi minuti dalla sonda, durante l’aborto, sia nella vita e nella mente dello spettatore che, grazie alla forza delle immagini, viene scaraventato fuori da ogni terreno ideologico e posto davanti alla realtà nuda e cruda.

La forza del film e dunque la sua “pericolosità” probabilmente è tutta qui, quella di semplicemente “mostrare” cosa l’aborto sia davvero: non una conquista, né tantomeno un diritto, ma la lacerazione di un legame che ha un fondamento naturale viscerale, quello tra madre e figlio. Come infatti ha dichiarato la stessa Abby Johnson, l’ex dipendente di Planned parenthood sulla cui storia vera si basa il film, l’aborto è “l’uccisione di una vita innocente nel grembo della propria madre, luogo in cui, grande paradosso, un bambino dovrebbe maggiormente essere custodito”. Il film, dunque, riapre un dibattito che sembrava ormai chiuso o quantomeno i cui esiti sembrano ormai dati per scontati. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se anche nella laicissima Francia, dove il film pare sia stato visto da 300.000 persone, “Unplanned” susciti tanto clamore, anzi, dovremmo meravigliarci del contrario. L’ideologia (e non fa eccezione quella abortista) è tale perché nega e stravolge la realtà, dunque non c’è niente di più pericoloso di porre lo spettatore di fronte al dato reale e portarlo a farsi delle domande. - Fonte

10 commenti:

Anonimo ha detto...

https://www.imolaoggi.it/2021/08/21/meluzzi-hanno-fatto-falsi-vaccini/

Meluzzi: nelle alte sfere hanno fatto falsi vaccini, lo hanno proposto anche a me
21 Agosto 2021 CRONACA, Video

Il prof. Alessandro Meluzzi: “Buona parte di quelli che si sono vaccinati, da una certa sfera in avanti, hanno fatto falsi vaccini. Ve lo certifico perché lo hanno proposto anche a me. Sapete qual è stata la mia risposta che mi ha fatto passare definitivamente per pazzo? Perchè non voglio sporcare il mio karma. Ed è l’unica cosa che oggi mi dà il coraggio di essere ancora qui a lottare e non di essere nascosto in una cantina come un sorcio”.

Della Salute e della Libertà – Video estratto da un incontro con il Professor Alessandro Meluzzi a San Marino nell’ambito del ciclo di incontri organizzati da Salute Attiva.

Brieuc ha detto...

I progressisti mostrano come al solito in quale considerazione tengano la libertà d'espressione. Complimenti a C8, che oltretutto non è un outsider, ma parte del Gruppo Canal+ di Vivendi. Ad integrazione di quanto scritto dal Timone: ancor prima di diffondere il film la TV ha ribadito la propria libertà di scelta di programmazione, nonostante le proteste preventive. Per ora ha solo concesso di mandare in onda una precisazione prima del film:

"In Francia ogni donna ha il diritto di disporre del proprio corpo come meglio crede. Questo diritto è garantito dalla legge. La storia, che impegna solo il suo autore, non intende mettere in discussione questo diritto, ma misurarne l'importanza."

Speriamo di non assistere a scuse postume e promesse di non trasmettere più siffatti programmi.

Quando lo vedremo in TV in Italia? Mi vien da ridere... Mi vien invece da piangere al pensiero di come commenterebbe la CEI, a differenza di mons. Aupetit.

Anonimo ha detto...

Molto interessante. Ogni tanto un film con un pò di vero Senso.
Ma...iniziare a trattare gli abortisti (sia chi lo commette e chi lo promuove) come assassini e malvagi? Dopotutto il Signore, nel celebre passo dove parla delle offese ai piccoli non concede molta misericordia a costoro. Dopotutto non si tratta di un omicidio di un proprio pari ma di un bambino non ancora nato, indifeso. Non credo possa esistere niente di più bestiale e deplorevole. Ecco perché non considero gli abortisti degli esseri umani.

Diego ha detto...

L'aborto è un omicidio. Ed è un crimine orreno. la punizione arriverà come da Giustizia Divina. A noi però tocca sì condannare il peccato ma dare testimonianza per essere strumenti di conversione. Dio vuole che il peccatore si di converta e viva. A noi tocca pregare e lottare contro l'aborto pronti a sostenere quanti vogliono redimersi. Siamo tutti peccatori e dobbiamo aiutarci a non peccare.

Anonimo ha detto...

Pensieri in libertà, l'aborto è un diritto di scelta da parte della donna e va sacralizzato, il feto non ha diritto alcuno, bisogna vaccinarsi per difendere la libertà e la vita, chi non vuole farlo muoia pure e sia perseguitato come untore, l'eutanasia è una scelta di grande responsabilità e te la passano gratis, il cambio di sesso e le 'terapie' sperimentali per 'favorire' le disforie sono un risultato eccezionale per la scienza e gli studi avveniristici, solo i no vax vanno eliminati con feroce determinazione, alla fine arriveranno i soldati in casa e li porteranno via. Che mondo perfetto......il film bisognerà comprarlo in blue ray, ci vuole molto fegato per guardarlo, fossi io alla PI lo imporrei nelle scuole come fanno coi film sulla shoà, ma io non sono il ministro e mai me lo farebbero fare. Buona domenica a tutti.

OT ma da non ignorare ha detto...

È arrivato il tempo della chiarezza. È giunto il momento della verità. Nuda, cruda, senza filtri. Dolorosa, squarciante il velo della menzogna, affilata, tagliente come un rasoio. Il green pass non è un incentivo alla vaccinazione. È un ricatto. Subdolo, immorale, ingannevole. Divoratore di quotidianità, pregiudicante il sostentamento di una famiglia. È il tarlo che rode dall'interno il giovane che vuole vivere serenamente la sua età. È la ghettizzazione in mensa aziendale, è lo sguardo triste di tuo figlio che non potrà più fare sport agonistico. È l'estorsione di cui sarai vittima al lavoro. È l'occhio, maligno e giudicante, del collega con cui fino a ieri facevi la pausa caffè. È il dito indice puntato di questa società malata sul tuo capo chino e rassegnato.
Smettetela dunque, voi parrucconi del politicamente corretto, di chiamarlo incentivo. Di giustificare la sua esistenza, di trovare astrusi appigli scientifici o costituzionali. Il lasciapassare verde è un meschino ricatto. È violenza cieca. È lo stupro della ragione e del diritto. È aberrazione. È la degenerazione del concetto di sicurezza caratterizzante il nostro sciagurato evo.
Noi saremo qui, ogni giorno, a ricordarvelo. A gridare, con tutto il fiato a nostra disposizione, la mostruosità di tale impianto normativo e le conseguenze future di tale scelleratezza. È arrivato il momento, irrevocabile, di chiamare le cose con il proprio nome. È giunto il tempo, una volta per tutte, della verità.

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti" (Eraclito)

Anonimo ha detto...

IL MISTERO DEL CODICE NUMERICO 233 (Stefano Montanari)
Il mistero del numero 233 : un numero che compare su tutti i giornali, italiani e stranieri (questi ultimi in lingua inglese) che danno informazioni sui contagi e sulle morti da Covid 19; che senso ha?
Vediamo in proposito i due seguenti link::
https://web.telegram.org/z/progressive/msg986583639-484
https://web.telegram.org/z/progressive/msg986583639-486

Secondo la spiegazione fornita da un utente del servizio di messaggistica Telegram “2 e’ forbice, 33 gli anni di cristo, taglio di Cristo. I loro codici massonici sono molto potenti e hanno un potere esoterico, 33 e’ anche il numero più alto nella gerarchia della casta massonica.”
Una semplice, immediata conferma di quanto riportato su Telegram la possiamo ottenere ricorrendo all’aiuto di Google, che ci fornisce un piccolo saggio:
18 luglio 2021 Coronovirus in Sardegna; 233 nuovi casi
20 luglio 2021 Covid Campania ; oggi 233 contagi
6 giugno 2021 Covid oggi Lazio: 233 contagi
15 agosto 2021 Covid, 233 casi a Civitanova. L’appello di Ciiarapica ai cittadini
17 luglio 2021 Coronavirus ultimi dati; in Italia altri 233 casi

Complottisti quindi? si, ma non noi, bensì loro, come afferma Luc Montagner, quando dice che ci troviamo in una dittatura sanitaria; ecco la sua opinione in proposito:
https://lanuovabq.it/it/montagnier-ora-parlo-io-e-una-dittatura-sanitaria
https://gloria.tv/post/6S41EXSwvKtuDLVnMmiMB6sev

Cosa fare in questa drammatica situazione, in questo scenario apocalittico? Un consiglio spassionato ci viene da un medico specialista di malattie infettive, con una lunga esperienza alle spalle:
https://gloria.tv/share/q8JPugBgdkzT3eppEurdUVJhr


Epiphanio ha detto...

Ho visto il film e mi sembrava gli mancasse qualcosa. Dopo un po' ho pensato che quella mancanza fosse il processo di conversione di Abby Johnson.
Il film è molto sentimentale, stile protestante, e non approfondisce l'aspetto religioso dei pro Life.
Mostra la crudeltà dell'aborto, gli affari che stanno dietro, ma si rimane con i buoni sentimenti. La trama non fa vedere perché l'aborto in sé è un male.
Forse il libro autobiografico è meglio.
Questa è una mia opinione.
Saluti.

Un'altra sponda tanatofila ha detto...

Con instancabile e luciferino impegno i radicali, partito della dissoluzione, raccologono fime per la cosiddetta "eutanasia" che alla fine sarà la soppressione obbligatoria dei poveri malati mentre i ricchi saranno curati. Folle di ingenui li seguono sulla base della pressione mediatica. La paura della sofferenza è il motore. Questi movimenti non conoscono le motivazioni del morire perchè non sanno nemmeno quelle per vivere. Il venir meno del favor vitae in ambito sanitario apre a prospettive distruttive. Bisogna costruire ambiti di resistenza umana a queste follie.

Anonimo ha detto...

Quando l'opinione pubblica si butta a corpo morto su un'opinione, non è più opinione ma dogma.
E se domani fosse l'eutanasia? Già me li immagino, i democratici intolleranti del futuro prossimo.
"Ah il tuo vecchio soffre e tu cosa fai? È un dovere, un atto d'amore porre fine alle vite indegne"; "Ma non ti vergogni? I medici dovrebbero negare l'assistenza a chi non vuole farsi terminare dolcemente"; "gli ospedali non possono permettersi sovraccarichi" e così via.
Parvus error in principio magnus est in fine.