Segnalazioni dei lettori. Non più Mater et Magistra, ma politicante. Rammento — è questo che la chiesa sinodale sembra aver dimenticato — che le opere compiute senza la grazia (senza il Signore) possono aiutare gli altri sul piano temporale e prima o poi degenerano. Le opere compiute nella carità, invece, diventano meritorie, ecclesiali, sacrificali, ordinate al Cielo.
I responsabili delle religioni in Italia firmano un patto
Chissà di chi è stata l'iniziativa di questo Patto.
Il cristianesimo ridotto ad essere soggetto di accordi politici fra religioni può essere considerata blasfemia.
Chi pensa che questo "patto" possa eliminare il rischio di islamizzazione dell'Italia si sbaglia sottovalutando il potenziale aggressivo di quella religione: i cristiani sono da sempre vittime dell'Islam. le altre religioni non rappresentano motivi di preoccupazione.
Questo "patto" è un atto politico, ma mischiare la politica con la religione non garantisce la pace e il rispetto reciproco.
_____________Adesso ho i dettagli: Fonte chiesacattolica.it
Insomma: Cristo Signore che è venuto a fare e chi l'annuncia? Senza di Lui dove arrivano le pur proclamate 'buone volontà' umane? Notate nel testo: adesso il cammino sinodale coinvolge "le chiese che sono in Italia" (una volta la Chiesa era Una, le altre erano Confessioni diverse). E come la mettiamo con la teocrazia dell'islam?
Patto tra le religioni
Il 25 giugno, a Roma, i responsabili delle religioni che sono in Italia hanno sottoscritto un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l’esperienza chiamata “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”.
A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico culturale d’Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Unione Induista Italiana.
Nel pomeriggio, i rappresentanti delle comunità religiose verranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale consegneranno una copia del Patto.
“Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana”, si legge nel Preambolo del documento che propone nove impegni e nove azioni. Tra questi, il compito di “promuovere la pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società” e quello di “promuovere una cultura della pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e sull’interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una sola”.
La firma del Patto rappresenta una tappa fondamentale del percorso intrapreso nell’ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. A partire dal 2023, infatti, i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa capace di tessere dialogo, comunione e pace. Nel 2024, anche alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, si sono ritrovati periodicamente per discutere e lavorare insieme, partecipando dallo scorso anno alle riunioni ufficiali e diventando, sui territori, ambasciatori di processi di conoscenza reciproca e di sensibilizzazione. Il cammino di confronto tra i leader ha portato alla sottoscrizione del documento.
“La firma del Patto è il frutto maturo di un percorso che ha consolidato in noi la certezza che la via dell’ascolto dell’altro e della conoscenza reciproca – spogliata da pregiudizi e luoghi comuni – sia la chiave per valorizzare quel patrimonio umano e spirituale che ogni tradizione porta in sé. Consegnare questo Patto nelle mani del Presidente Mattarella ha, per le nostre Comunità e per l’intera Nazione, un valore inestimabile nel complesso contesto geopolitico che stiamo attraversando. La “Via italiana del dialogo” vuole essere un contributo serio e sperimentato, offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni ed estremismi che spingono a vedere nell’altro – diverso per fede o cultura – un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni per edificare una comunità civile che riconosca, pur nelle sue diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
“L’Assemblea dei Rabbini d’Italia partecipa alla firma del Patto di intesa fra le diverse comunità religiose presenti in Italia nella convinzione che, nell’ambito di questo accordo e nel contesto concreto del Paese in cui viviamo, sia possibile riconoscere i valori etici condivisi, impegnarsi per il benessere sociale della collettività, pensare a progetti responsabili per il futuro sempre animati dalla consapevolezza che scaturisce dall’idea fondamentale dell’essere creature di D.O; ricordiamo in particolare a questo proposito, dal messaggio biblico di portata universale che definisce l’identità dell’uomo come creature che recano in sé l’immagine spirituale del Creatore, ricordiamo e riconosciamo che è parte del legame che ci unisce all’Eterno dare sviluppo al mondo , che riceviamo come dono di D.O, di fronte al quale siamo chiamati ad essere responsabili custodi. Riteniamo inoltre che, nella situazione particolarmente difficile di cruenti conflitti in tante parti del mondo, sia importante che le comunità religiose forniscano un positivo esempio di capacità di dialogo e, laddove possibile, di collaborazione, auspicando che questo clima costruttivo possa, dalla firma di questo Patto, estendersi a tutti coloro che in questo momento siamo qui a rappresentare”, sottolinea Giuseppe Momigliano, Vice Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia.
A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d’Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, Centro Islamico culturale d’Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Unione Induista Italiana.
Nel pomeriggio, i rappresentanti delle comunità religiose verranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale consegneranno una copia del Patto.
“Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana”, si legge nel Preambolo del documento che propone nove impegni e nove azioni. Tra questi, il compito di “promuovere la pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società” e quello di “promuovere una cultura della pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e sull’interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una sola”.
La firma del Patto rappresenta una tappa fondamentale del percorso intrapreso nell’ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. A partire dal 2023, infatti, i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa capace di tessere dialogo, comunione e pace. Nel 2024, anche alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, si sono ritrovati periodicamente per discutere e lavorare insieme, partecipando dallo scorso anno alle riunioni ufficiali e diventando, sui territori, ambasciatori di processi di conoscenza reciproca e di sensibilizzazione. Il cammino di confronto tra i leader ha portato alla sottoscrizione del documento.
“La firma del Patto è il frutto maturo di un percorso che ha consolidato in noi la certezza che la via dell’ascolto dell’altro e della conoscenza reciproca – spogliata da pregiudizi e luoghi comuni – sia la chiave per valorizzare quel patrimonio umano e spirituale che ogni tradizione porta in sé. Consegnare questo Patto nelle mani del Presidente Mattarella ha, per le nostre Comunità e per l’intera Nazione, un valore inestimabile nel complesso contesto geopolitico che stiamo attraversando. La “Via italiana del dialogo” vuole essere un contributo serio e sperimentato, offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni ed estremismi che spingono a vedere nell’altro – diverso per fede o cultura – un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni per edificare una comunità civile che riconosca, pur nelle sue diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva”, afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
“L’Assemblea dei Rabbini d’Italia partecipa alla firma del Patto di intesa fra le diverse comunità religiose presenti in Italia nella convinzione che, nell’ambito di questo accordo e nel contesto concreto del Paese in cui viviamo, sia possibile riconoscere i valori etici condivisi, impegnarsi per il benessere sociale della collettività, pensare a progetti responsabili per il futuro sempre animati dalla consapevolezza che scaturisce dall’idea fondamentale dell’essere creature di D.O; ricordiamo in particolare a questo proposito, dal messaggio biblico di portata universale che definisce l’identità dell’uomo come creature che recano in sé l’immagine spirituale del Creatore, ricordiamo e riconosciamo che è parte del legame che ci unisce all’Eterno dare sviluppo al mondo , che riceviamo come dono di D.O, di fronte al quale siamo chiamati ad essere responsabili custodi. Riteniamo inoltre che, nella situazione particolarmente difficile di cruenti conflitti in tante parti del mondo, sia importante che le comunità religiose forniscano un positivo esempio di capacità di dialogo e, laddove possibile, di collaborazione, auspicando che questo clima costruttivo possa, dalla firma di questo Patto, estendersi a tutti coloro che in questo momento siamo qui a rappresentare”, sottolinea Giuseppe Momigliano, Vice Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia.
“Di fronte all’acuirsi delle sfide sociali, il Patto sottoscritto oggi rappresenta un segno concreto della capacità delle comunità religiose e della società nel suo insieme di unirsi attorno a ideali condivisi messi al servizio al bene comune. La consapevolezza che la diversità sia una ricchezza da valorizzare è un principio essenziale per costruire un futuro di speranza, coesione e prosperità per tutti”, evidenzia Cristin Cappelletti, Segretaria dell’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia.
“Sarà emozionante salutare, dopo la firma di questa mattina, il Presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale insieme ai miei giovani colleghi indù, ebrei, buddhisti, cristiani e musulmani, tutti italiani dalla nascita e da generazioni e tutti educati alla sacralità nella vita religiosa, senza artifici e senza complessi ma con profonda fede e sensibilità spirituale. Questo è il valore della nostra società italiana e il Capo dello Stato lo ha sempre riconosciuto condannando ogni discriminazione. L’unica incompatibilità denunciata anche nel testo del Patto è la strumentalizzazione dell’odio contro i credenti per negare la nostra cittadinanza!”, rileva Amina Croce, responsabile Giovani della COREIS.
“La sottoscrizione del Patto è al tempo stesso l’approdo di un cammino a cui guardare con gratitudine e l’assunzione responsabile di un impegno al dialogo, alla ricerca della pace e della giustizia, alla preservazione del pianeta, alla tutela delle libertà di tutti gli umani, al perseguimento del bene comune. Questo impegno è tanto più urgente e prezioso nel nostro tempo che vede anche l’utilizzo di riferimenti religiosi a sostegno di conflitti e discorsi di odio. Le religioni che sono in Italia hanno intrapreso un’altra strada e intendono continuare a percorrerla con decisione e fiducia”, sottolinea Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.
“Con la sottoscrizione del Patto, la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia rinnova il proprio impegno a favore del dialogo, della collaborazione e della reciproca conoscenza tra le comunità religiose e le Chiese cristiane presenti nel Paese. Questo momento rappresenta un segno concreto della volontà condivisa di contribuire, ciascuno secondo la propria identità e tradizione, alla promozione della coesione sociale, del rispetto reciproco e del bene comune”, osserva Dionisio, Vescovo di Kotyeon e Referente nazionale della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia per il dialogo interculturale e interreligioso.
“Di fronte alla complessità che viviamo, l’unica strategia vincente è il dialogo fondato su uno spirito di sincera collaborazione, perché una convivenza armoniosa e pacifica si può realizzare soltanto insieme. Il Patto sottoscritto oggi rappresenta un’assunzione di responsabilità nei confronti delle generazioni future e della società intera. Condividendone pienamente gli obiettivi, ci impegniamo oggi a tradurre questi principi in azioni concrete, contribuendo a trasformare l’ambiente in cui viviamo”, dichiara Alberto Aprea, Presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
“In un mondo segnato da divisioni e conflitti, le religioni sono chiamate a collaborare sui grandi temi dell’umanità: pace, giustizia sociale e dignità della persona. Siamo fermamente convinti che la pace nasca da un disarmo interiore fatto di ascolto senza pregiudizi e riconoscimento delle differenze: solo così è possibile costruire percorsi condivisi di solidarietà e convivenza. Come Unione Buddhista Italiana esprimiamo la nostra soddisfazione per la firma del Patto che unisce le diverse confessioni religiose in un impegno concreto di dialogo, pace e responsabilità condivisa”, osserva Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana.
“La firma di questo Patto segna un passo importante nel percorso di dialogo e collaborazione tra le comunità religiose presenti in Italia. Il suo valore risiede soprattutto nell’impegno condiviso a continuare a incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme, senza procedere ciascuno per proprio conto. Vogliamo rafforzare una collaborazione stabile che favorisca la conoscenza reciproca e promuova iniziative comuni capaci di far conoscere e comprendere ai cittadini le diverse tradizioni religiose. Insieme possiamo offrire un contributo concreto alla coesione sociale, al rispetto reciproco e alla costruzione di una società sempre più inclusiva e consapevole della ricchezza del pluralismo religioso”, dichiara Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

21 commenti:
Innanzitutto dovremmo poter leggere il documento. In seconda battuta nessun patto potrebbe eliminare il rischio di islamizzazione dell'Italia come in nessun altro paese. L'islamizzazione se mai dovesse accadere dipenderà molto dai comportamenti di coloro i quali si proclamano cattolici, ma in realtà non lo sono o lo sono soltanto perché in fasce sono stati battezzati per semplice prassi e nulla più. Allo stesso tempo va detto che anche i musulmani iniziano a non esserlo a pieno titolo, perché tra loro molti hanno iniziato a non osservare del tutto i loro principi. In questo modo inizia il declino di una religione, di un credo qualsiasi esso sia.
In un certo senso è tutto regolare: SE il cristianesimo fosse semplicemente una religione (un atto di culto dell’uomo verso Dio, agito insieme ad altri con simili credenze), va da sé che si possano federare i culti.
Se non è zuppi son pan bagnati…
Il pericolo di violenza non è limitabile al culto islamico perché oggi ci sono persone invasate anche tra quelli che si ritengono più buoni.
Attraverso un agire religioso si può andare dall’amare il nemico fino a considerare animali i credenti di altre fedi…con quanto ne consegue.
Il cristianesimo non andrebbe equiparato per il semplice fatto che nel culto non è l’uomo ad agire pratiche, ma Dio a farsi presente con la grazia.
Ovviamente il problema è di averne la fede e oggi molti cristiani non mostrano di credere a ciò che avviene realmente rendendo culto e a Chi è realmente presente nel luogo di culto. Perciò effettivamente il pane di per sé può essere asciutto o bagnato e di lì vengono gli zuppi.
Non mi scandalizzo dell’incuria della gerarchia e nemmeno della minaccia portata da questo o quello… in fondo Gesù promise beatitudine ma nella persecuzione.
Un po’ di amarezza resta constatando l’impoverimento dottrinale dei pastori, questo si.
Si può essere deboli o politicanti, ma almeno bisognerebbe tenere salda la dottrina. Nel cristianesimo il soprannaturale accompagna la natura e dunque non si può che federare la parte che riguarda la terra, che non è la parte migliore.
Scusate, ma non è già allarmante il fatto stesso che esponenti cattolici firmino un documento insieme a esponenti di "altre religioni"?
Vedete, nelle altre religioni non ci sono mica tutti i valori che diamo per scontati nella mentalità cattolica. O vi illudete che loro pensino che Dio è Verità e che quindi la menzogna e l'inganno non gli sono graditi?
Inoltre, un "patto", o anche solo una "dichiarazione comune", verrebbe firmato solo dagli esponenti secolarizzati (delle altre religioni e pure del cattolicesimo). Chi è davvero convinto che la propria religione sia l'unica vera, non avverte né l'utilità, né la necessità di firmare concessioni agli "infedeli" o anche solo un "volemose bbene" o una pacca sulla spalla.
E poi, quale tipo di "autorità" verrebbe ascoltata da tutti i firmatari per convalidare il patto o la dichiarazione? Se certuni credono che il proprio "Dio" suggerisca o addirittura comandi di fregare gli "infedeli", quanto puoi essere stupido a illuderti che la sua firma lo impegni a qualcosa?
Clero e gerarchia conciliari hanno "televisionato" la fede. Perciò valutano positivamente un evento che stuzzichi i titoli dei giornali ("ehi, la Giemmegì! ehi, la Dichiarazione Interreligiosa!"), e valutano come irrilevante o addirittura dannoso ciò che è tale per stampa e tv, ciò che non raccoglierebbe una gragnuola di Like e Retweet.
Il documento e' stato sottoscritto dai rappresentanti dei vari gruppi religiosi ieri mattina al Museo dell'Ara Pacis. Nel pomeriggio e' stato consegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Presenti e partecipanti oltre al rappresentante della Conferenza episcopale un vescovo dell' Archidiocesi ortodossa d'Italia (costantinopolitano) il pastore Garrone per le comunità' evangeliche, il rabbino Momigliano in rappresentanza dell'Associazioñe rabbini d'Italia e la signora Ottolenghi in rappresentanza dell'associazione delle comunita' ebraiche. Devono aggiungersi i rappresentanti dei bahai , dei Sik , degli induisti , almeno due associazioni buddiste e diversi gruppi islamici. Tutti rigorosamente italiani , cioe' nati e cresciuti in italia.
L'iniziativa del patto sembra esser stata della conferenza episcopale nel 2023.
Sotto dichiarate buone intenzioni, il patto favorirà ulteriormente il sincretismo religioso già diffuso nell'opinione pubblica, con grande piacere dei non religiosi, i quali, attraverso l'idea che tutte le religioni sono uguali, mirano alla distruzione di ogni religione e sopratutto del cristianesimo!
Il "patto" in questione e molti altri del genere sono atti politici e non religiosi. Lo stesso Concilio Vaticano II fu un atto politico, un allineamento al mondo moderno affermatosi definitivamente (per ora!) con la vittoria degli "Alleati" nella seconda guerra mondiale. Vi stupite del "patto"? La "religione universale" massonica deve pure avanzare! È per essa che lavora alacremente la setta conciliare, alla quale nulla importa di Gesù Cristo Nostro Signore. Ogni forma di sostegno ai "pattisti" deve essere recisamente negata.
"CHI NON È CON ME È CONTRO DI ME", dice il Signore.
Oppure no?
E' una ovvia conseguenza della dichiarazione di Abu Dhabi
...e nemmeno quella perchè l' Islam aborre l' idea stessa di natura, considerata confliggente colla volontà/potenza assoluta di allah.
Vi pregherei dì notare chi manca dall'elenco dei partecipanti. Mancano tutte le altre chiese ortòdosse (Patriarcato di Romania , di Serbia, di Bulgaria,di Mosca)., la chiess copta (egiziana , precalcedonese) , i testimoni di geova
Questi sono quelli che mi vengono in mente ora, ma potrebbero esistere altre religioñi che abbiano deciso di non aderire.
E di che meravigliarsi? Assisi Ottobre 1986: Presente!
L'episcopato italiano sta diventando tra i piu' progressisti del mondo insieme a quello tedesco
“O Signore, difendimi dall’uomo che ha eccellenti intenzioni e cuore impuro: perché il cuore è su tutte le cose fallace, e disperatamente malvagio. …
Proteggimi dal nemico che ha qualcosa da guadagnare: e dall’amico che ha qualcosa da perdere...
Quelli che stanno in una casa il cui uso è dimenticato: sono come serpenti distesi su scale cadenti, soddisfatti al sole.
[…]
E scrivono libri (e articoli) innumerevoli: troppo vacui e distratti per rimanere in silenzio: ognuno alla ricerca della propria elevazione, nascondendo la propria vuotezza. Se umiltà e purezza non sono nel cuore non sono nella casa: e se non sono nella casa non sono nella Città…
(Thomas Stearns Eliot , da “Cori da “La Rocca”, Coro V)
Così fu illusione credere che ciò che ogni giorno è guerra,
sotto mentite spoglie,
non diventi, prima o poi, guerra fuor di metafora
Il disordine, la fame, il buio, la morte
Non siamo migliori dei nostri padri
Non arriva più linfa da radici recise
Mentre ci chiediamo
‘che cosa hai mai fatto, Europa, del tuo battesimo?’
https://www.clarusonline.it/wp-content/uploads/2026/06/Patto_Dialogo_Interreligioso-1.pdf
Lo spirito di Assisi soffia forte: nasce il “Patto” tra sette e false religioni in Italia, con l’adesione della CEI
Papa Leone ai cardinali:
«Siamo invitati a contemplare il mondo in cui la Chiesa è chiamata a proclamare il Vangelo. Prima di chiedersi cosa fare, bisogna fermarsi davanti alla realtà, guardandola con gli occhi della fede e lasciandoci interrogare ascoltando i nostri fratelli e sorelle. Come ricordavo solo qualche settimana fa, "Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita nei luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio che è vicino e cammina con il suo popolo, come il Signore della storia" (Omelia presso la "Plaza de Cibeles", Madrid, 7 giugno 2026). E anche oggi il Signore continua ad andare davanti a noi nella storia, e la Chiesa è chiamata soprattutto a riconoscere la sua presenza. »
Sì, sì.
Possiamo per favore ascoltare solo un po' i nostri fratelli e sorelle che vivono la loro fede in modo tradizionale? Chi Gesù ha trovato e richiamato a se stesso attraverso le vecchie vie di culto? Il Signore che è presente nelle comunità fiorite di famiglie e vocazioni? Sì, è ora di fare una pausa prima della realtà.
"La sinodalità è un atteggiamento, una apertura, una volontà di capire. "
Ok, va bene. Che sia davvero questo, e non più aria calda. Ne abbiamo avuto abbastanza di questo e di risparmiare.
"Come possiamo aiutare le nostre Chiese oggi a proclamare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità? "
Prova a iniziare con fedeltà al pieno deposito della Fede, libertà per tutti i cattolici di utilizzare i tesori della Chiesa, e cA proposito di credibilità, riconoscendo ciò che funziona e ciò che no, rinunciando a qualsiasi gaslighting.
Adesione ? Il patto e' stato ĝestito dalla CEI fin dal 2023.
"...Come possiamo aiutare le nostre Chiese oggi a proclamare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità? "
Risposta nazional popolare:
STUDIANDOLO BENE e PREGANDO MEGLIO.
È così che si va avanti, se non si vuol rimanere indietro con le chiacchiere.
Buon pomeriggio .Ma il Sig.Cardinale Zuppi lo sa che la religione islamica e'in conflitto con l'ordinamento giuridico italiano ,dato che non ottempera il secondo comma dell 'art.8 della ÿCostituzione italiana dato c'e'scritto che la professione di fede nin deve contrastare con il nostro predetto ordinamento giuridico ? O si vuole applicare il noto detto romanesco " Volemose bene " ?
"Impegno corale per una societa' piu' giusta, accogliente e inclusiva", parole del Card. Zuppi, leggo da questo articolo.
Parole che parrebbero fare il verso al motto di Slow Food "Buono, pulito e giusto", se non fosse che qui parliamo di Nuova Religione Universale.
Il vuoto cattolico viene riempito, stia sereno il Cardinale, lo vediamo da parecchio tempo, e sappiamo anche da chi.
Patto interreligioso promosso dalla CEI…un’inutile e ambigua “Fatica di Sisifo”
https://youtu.be/F65gdJISTFM?is=R5jnV53f6Bd-yB17
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