Nella Fraternità di San Pio X, come nel resto della Chiesa (sinodale e non) ci sono diverse anime. È il frutto della confusione mai sanata per effetto dell'assoluta impossibilità di mettere in discussione le derive di un concilio permeato dell'antropocentrismo storicista che, mentre ha messo in discussione i dogmi, è diventato paradossalmente un nuovo superdogma indiscutibile.
Tutto questo — caduta la possibilità di raggiungere un accordo al quale aveva preparato la strada Benedetto XVI — col passare del tempo rischia di rendere la frattura sempre più insanabile.
Di fatto, per effetto dell'imminente consacrazione dei vescovi e nonostante le Dichiarazioni ineccepibili della Fraternità (alle quali peraltro abbiamo aderito qui), nell'ambito della chiesa sinodale odierna è prevedibile che, nell'immediato, si impongano le spinte curiali e, in prospettiva, prendano sempre più piede le porno (et alia) derive alla Tucho. Per contro, nella FSSPX potrebbero rafforzarsi alcuni elementi di rottura di alcune ali più estreme (che non prevalgono ma ci sono) e che l'impossibilità di confronto rischia di rendere sempre più impermeabili. Tuttavia è un cane che si morde la coda perché non possiamo negare che oggi come oggi la Fraternità ce l'abbia messa tutta per cercare un dialogo e un confronto; ma ha trovato e trova un Tucho inamovibile con compagnia cantante curiale. compreso il Trono più alto, assolutamente coriacea.
Gli amici di Disputationes Theologicae mi chiedono di pubblicare le loro
Dieci domande ai sacerdoti della Fraternità San Pio X, delle quali per la verità abbiamo già parlato in recenti discussioni con alcune confutazioni pertinenti a da me condivise che riprenderemo. Aderisco alla richiesta inserendo il link al loro articolo, al fine di mettere in campo molti possibili elementi di discussione, aprendo un dibattito che può giovare alla Verità se animato dalle buone volontà di chi vi partecipa.

29 commenti:
La Fsspx ha sempre "accettato" il Concilio con riserva cioè non incondizionatamente.
[Segue dall'intervento precedente]
Siamo sempre all'accordo del 5 maggio 1988, rinnegato spontaneamente il giorno dopo da mons. Lefebvre. Circa il Concilio così diceva il testo :
"3) Per quanto riguarda alcuni punti insegnati dal Concilio Vat II o riguardanti le successive riforme della liturgia e del diritto che ci sembrano difficilmente conciiabili con la Tradizione, ci impegnaamo ad avere un atteggiamento positivo di studio e di comunicazizone con la Sede Apostolica, evitando ogni polemica". Quindi: si mantiene il diritto ad esprimere delle riserve sul Concilio e le successive riforme, con la promessa di non assumere atteggiamenti polemici. Si vede chiaramente che l'accordo manteneva alla Fsspx il diritto e comunque la facoltà di criticare il Concilio e il postconcilio, anche se (in teoria) cum grano salis. Nessuna accettazione incondizionata del Concilio. Inoltre:
4) "Dichiariamo inoltre di riconoscere la validità del Sacrificio della Messa e dei Sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che la Chiesa fa e secondo i riti indicati nelle tipiche edizioni del Messale Romano e dei Rituali dei Sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II". Mons. Lefebvre disse sempre che la Consacrazione del NO "non poteva dirsi invalida", nonostante i notevoli cambiamenti apportati. Ma l'aver mantenuto la transustanziazione non impediva alla nuova e rivoluzionata Messa di assumere (vedi recentemente mons. Schneider) il senso di un servizio di preghiera protestante (Santa Cena degli eretici). Importante è la frase su "Messa e Sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che la Chiesa fa": secondo la critica rivolta già da Bacci e Ottaviani al NO, non è sicuro che questa intenzione sia stata preservata nella formulazione NO, che si presta anche ad esser letta come narrazione del fatto della Croce assai più che come rinnovamente effettivo dello stesso.
Infine, il punto 5) : si prometteva di "rispettare la disciplina comune della Chiesa e le leggi ecclesiastiche, in particolare quelle contenute nel Codice di dir. canonico promulgato da GP II nel 1983".
Dunque :"accettazione" non incondizionata ma sottoposta al mantenimento di diversi "paletti".
Circa la seconda "accettazione", don Carusi scrive: "La seconda, nella lettera del 15 dicembbre 2008 a firma del Superiore Gen. etc a nome dei quattro vescovi per chiedere la revoca delle scomuniche, dove si legge 'noi accettiamo e facciamo nostri tutti i concili fino al Vaticano II, sul quale esprimiamo alcune riserve;". In sostanza, era la medesima accettazione con riserva dell'accordo del 1988, di cui sopra.
La terza e ultima "accettazione" è quella del 2012, pure andatra in fumo ma per l'opposizione della Curia cioè della parte ostile alla Fraternità, attivissima nell'allora vescovo G. Mueller, notorio nemico dei "lefebvriani" (e lo è ancor oggi), da poco eletto Prefetto dell'ex S. Uffizio..
Qui don Carusi cerca di mettere in cattiva luce la Fsspx. Occorre un post ad hoc.
A seguire. Se l'articolo va in seconda pagina, non lo scrivo, perchè una volta in seconda pagina non lo legge più nessuno. Dico intanto che dal testo non risulta quello che afferma don Carusi, che ci sarebbe stata un'accettazione senza riserve della collegialità vaticanseconda. Il testo sembrava fare alcune concessioni, bilanciate però dal mantenimento di alcuni importanti paletti.
ap
Le "implicazioni" di supposta "nullità" dei Sacramenti dalla Chiesa conciliare mons. Lefebvre non le ha mai tratte. Mons. Lefebvre ha sempre respinto il sedevacantismo e ha persino sempre detto che la Nuova Messa non poteva considerarsi invalida, nonostante fosse una messa ambigua ed equivoca, per questo pericolosa per la fede e quindi da evitare nei limiti del possibile.
Ha sempre saputo fare le opportune distinzioni, al contrario di certi commentatori prevenuti contro di lui e la Fsspx.
Le domande, in questo momento così delicato, forse sarebbe stato meglio evitarle e porle eventualmente in seguito. Mic parla di dibattito serio ma non ha preso in considerazione l'aspetto non benevolo delle critiche che esprimono. Forse era meglio rimandarle a tempi diversi.
Niente di più di quanto tanti benpensanti non abbiano già informato i denigratori curiali. Chi conosce meglio la Fraternità può replicare con cognizione di causa.
In ogni caso le ultime Dichiarazioni di fede mi sembra abbiano dispiegato una grande efficacia tale da imporsi,se avessero l'ascolto che meritano.
LA VERITÀ TUTTA, O NIENTE.
Conte Monaldo Leopardi
Dall'Omilia di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre. Fondatore della Fraternità. San Pio X nella Santa Messa per la consacrazione dei. quattro nuovi vescovi della Fraternità
Ecône, 30 giugno 1988
"Voi sapete bene, miei carissimi fratelli, sapete bene che non possono esserci dei sacerdoti senza vescovo. Tutti questi seminaristi che sono qui presenti, se domani il Buon Dio mi chiamerà, e questo accadrà senza dubbio senza ritardo, ebbene, questi seminaristi da chi riceveranno il sacramento dell’Ordine? Dai vescovi conciliari, i cui sacramenti sono tutti dubbi perché non si sa esattamente quali siano le loro intenzioni? Questo non è possibile! Ora, quali sono i vescovi che hanno conservato veramente la Tradizione, che hanno conservato i sacramenti così come la Chiesa li ha conferiti per venti secoli, fino al Vaticano II? Ebbene, sono Monsignor de Castro Mayer e io stesso. Io non posso farci niente, le cose stanno così. E quindi, molti seminaristi si sono affidati a noi, hanno sentito che lì stava la continuità della Chiesa, la continuità della Tradizione, e sono venuti dunque nei nostri seminari, malgrado le difficoltà che hanno incontrato, per ricevere una vera ordinazione sacerdotale e poter offrire il vero sacrificio del Calvario, il vero sacrificio della Messa e darvi i veri sacramenti, la vera dottrina, il vero catechismo."
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Sangue di Cristo, fiume di misericordia, salvaci!
Le dieci domande sollevano questioni cruciali; ignorarle fa del male a tutti. Sull' Eucarestia: quando, e dove avviene la Transustanziazione, lì è il Calvario, anche se a celebrare sono preti-bagnanti o preti-ciclisti.( d' altra parte se così non fosse, non ci sarebbe motivo di addolorarsi troppo per tutti gli sconci cui assistiamo). La FSSPX deve chiarire: assistere a una Messa NO è secondo loro un peccato da confessare?
Se vuoi capire la crisi della Chiesa Cattolica oggi, devi capire una parola: Modernismo. Papa San Pio X non scrisse parole nella sua enciclica "Pascendi dominici gregis" del 1907 dove etichettò il modernismo non solo come un errore, ma come la "sintesi di tutte le eresie. "Per capire perché la nostra attuale gerarchia agisce in questo modo, dobbiamo guardare a cosa è realmente questa eresia, da dove viene, e come si sta attivamente svolgendo proprio ora sotto Papa Leone e l'episcopato contemporaneo.
A differenza delle vecchie eresie che attaccano una sola dottrina, il modernismo attacca le fondamenta della fede stessa. San Pio X spiegò che il modernista divide la religione in due mondi. Da un lato c'è il mondo storico e razionale, dove i modernisti sostengono che storicamente non possiamo provare miracoli o dogmi. D'altra parte c'è il mondo interno, dove si sostiene che la religione sia solo un "sentimento religioso" emotivo, interiore che si evolve nel tempo. Per un modernista i dogmi non sono verità assolute, immutabili rivelate da Dio. Sono invece solo espressioni temporanee di sentimenti umani che devono cambiare man mano che la società cambia.
Questa crisi non è avvenuta durante la notte. Le sue radici fanno risalire all'Illuminismo e alle filosofie secolari del XIX secolo come l'evoluzionismo e il soggettivismo. Alla fine del 1800, i pensatori cattolici liberali tentarono di "riconciliare" la Chiesa con la filosofia scettica moderna mettendo in discussione la permanenza del dogma. Papa San Pio X vide questa minaccia esistenziale, espose la loro sovversione nel 1907 e costrinse tutto il clero a prestare giuramento anti-modernista, portando il movimento sottoterra. Tuttavia, queste idee riemersero a metà secolo sotto le vesti della "Nuova Teologia", spostando sottilmente l'attenzione dalla verità immutabile di Dio all'esperienza umana, esplodendo alla fine nella Chiesa tradizionale durante e dopo gli anni sessanta.
Pio X fece un avvertimento terrificantemente profetico quando disse che i partigiani dell'errore si nascondevano "nel suo cuore " Quando i cattolici tradizionali guardano Papa Francesco e persino Papa Leone, così come la maggior parte dei vescovi contemporanei oggi, vedono le caratteristiche esatte da cui San Pio X metteva in guardia, manifestarsi in modi espliciti e senza precedenti.
Leggendo l'articolo di Disputationes don Carusi e don Julien non dicono affatto che la Fsspx ha "accettato in pieno il Concilio" ma che lo "ha accettato con riserva", il che è nero su bianco nei documenti della Fsspx citati. Accettare il Concilio con riserva è pur sempre "accettare il Concilio" ma "con riserva". Mic ci ha chiesto di ragionare in maniera non ideologica e costruttiva. "Con riserva" è accettabile.
Sta crescendo sempre più in me la convinzione che non basti difendere solo la Messa di sempre.
Bisogna difendere la fede cattolica, senza compromessi con il mondo. E si difende la fede cattolica facendo presente la radice di tutti i mali, il modernismo, e la sua apoteosi, una parte delle affermazioni del Concilio Vaticano II.
Apprezzo l'opera di tutte le realtà che aiutano la diffusione della Santa Messa tridentina, partendo dalle Sante Messe celebrate nelle diocesi da sacerdoti diocesani, e le comunità ex Ecclesia Dei.
Non pongo limiti alla Provvidenza, ciascuno mette il suo mattoncino alla ricostruzione della Chiesa, e ogni sforzo è benvenuto, considerando che già essere sacerdote che celebra, pur con il permesso del vescovo, la Messa tridentina in regime di Summorum Pontificum porta a quel sacerdote giä un notevole peso di guai, scherni e lazzi dai suoi confratelli sacerdoti.
Però, dall'altra parte, si dice, in questo modo, che l'uno e l'altro rito vanno bene, eè solo una questione di gusto e di spiritualità.
No, non è così.
Apprezzo invece moltissimo un sacerdote - unico nel suo genere - come don Alberto Secci, che non solo non mette il piede in due scarpe, che celebra cioè solo la Messa tridentina pur rimanendo sacerdote diocesano, ma anche nelle sue omelie non ha peli sulla lingua, ed è, come sempre in questi casi, sul filo del rasoio.
Apprezzo anche l'opera delle comunità ex-Ecclesia Dei, anche se in questo caso, per sopravvivere, devono giungere a compromessi che inficiano, almeno in parte, la loro azione, anche perché, lo ripeto, non è solo la Messa tridentina che è importante, ma la fede cattolica pura e libera da modernismi e cedimenti al mondo che conta. Lo dico così, come imprssione genereale, sinceramente non sono informatissimo di ciò che dicono.
Tuttavia, ogni giorno di più, apprezzo soprattutto chi non scende a compromessi, anche affrontando con coraggio le accuse quotidiane anche dei fratelli cattolici che amano la Tradizione, ma non hanno ben capito la posta in gioco.
L'unico problema è che al momento, per due motivi, mi è impossibile fare una scelta più radicale. Motivi di famiglia e professionali da una parte, e la chiusura che esiste nei confronti della presenza nel mondo di Maria Santissima in questi tempi di apostasia nella Chiesa dall'altra, mi suggeriscono di aspettare. Passerei per eretico anche in queste realtà.
Purtroppo - anche se vorrei dire: grazie a Dio - sono a metà del guado, amo la Messa di sempre e ciò che sta dietro a essa, e contemporanemaente il luogo dove ho vissuto la mia conversione, e la cosa non sarebbe bene accetta.
Mi rimane solo di pregare e offrirmi, non c'è altra soluzione.
Che il Signore apra le porte che si devono aprire, e mi aiuti a vivere nell'Amore, a guardare in alto verso il Cielo e ignorare le chiusure e le pochezze degli uomini.
Riconosciamo il potere giurisdizionale (di governare e amministrare) del Papa e dei vescovi da lui nominati.
Preghiamo sinceramente Dio, ogni giorno, durante la Santa Messa:
«Per la tua santa Chiesa cattolica: degnati di pacificarla, conservarla, unificarla e governarla in tutta la terra, in unione con il tuo servo, il nostro Papa Leone XIV, e con il vescovo della diocesi…, nonché con tutti i fedeli e tutti coloro che professano la fede cattolica e apostolica. »
Facciamo lo stesso durante la benedizione del Santissimo Sacramento e nelle nostre preghiere private. Preghiamo inoltre «per le intenzioni del Sommo Pontefice» al fine di ottenere le indulgenze.
Nelle nostre chiese, in sacrestia, collochiamo una cornice recante il nome del Papa attualmente regnante e del vescovo diocesano.
Accogliamo con piena sottomissione gli insegnamenti dell’attuale Papa che sono conformi alla dottrina di sempre. Ad esempio: la condanna dell’aborto e della contraccezione, il divieto del sacerdozio femminile, o ancora la conferma del celibato sacerdotale.
Da parte nostra non vi è alcun rifiuto sistematico di sottomissione al Papa e ai vescovi. Respingiamo assolutamente ogni intenzione, ogni volontà o ogni spirito di scisma. Non formiamo alcun partito «lefebvrista» o «tradizionalista». Siamo cattolici, apostolici e romani.
Abbiamo semplicemente il dovere di opporre resistenza alle autorità ecclesiastiche quando tentano di imporre alla Chiesa la nuova Messa, la libertà religiosa, l’ecumenismo, la fratellanza universale, la collegialità o la sinodalità. Questa resistenza è circostanziale, temporanea e strettamente limitata ai punti su cui le autorità si allontanano dalla dottrina di sempre.
Quando le autorità ecclesiastiche torneranno, senza condizioni, a insegnare e a fare ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e fatto, allora noi stessi — vescovi, sacerdoti e fedeli —, così come i nostri seminari, le nostre case religiose, le nostre chiese, le nostre cappelle e le nostre scuole, saremo interamente a disposizione di queste stesse autorità.
In questa attesa, il miglior servizio che possiamo rendere alla Chiesa, al Papa e ai vescovi è resistere e proseguire il nostro ministero sacerdotale, in piena fedeltà alla Chiesa di sempre
Ottima spiegazione, che ammiro molto. Non nascondo che è anche il mio pensiero, da molti anni ormai. Peccato però che una larga fetta del mondo tradizionalista "sui generis", conservatori conciliari, si rifiuti di risalire fino alle radici della crisi della Chiesa, dal 2013 sempre più evidente e drammatica, praticamente senza ritorno. Si vuol rimanere a metà del guado, come suol dirsi, rifiutandosi ostinatamente di giungere all' altra sponda, alla Verità tutta intera
"Tutti questi seminaristi che sono qui presenti, se domani il Buon Dio mi chiamerà, e questo accadrà senza dubbio senza ritardo, ebbene, questi seminaristi da chi riceveranno il sacramento dell’Ordine? Dai vescovi conciliari, i cui sacramenti sono tutti dubbi perché non si sa esattamente quali siano le loro intenzioni? Questo non è possibile!"
Il vostro Fondatore.
Su questo punto, però, voi tacete.
Mons. Lefebvre disse che i nuovi riti rendevano i Sacramenti "tutti dubbi", non disse che erano invalidi. Dipendeva dall'intenzione. Lo stesso per la Messa. Non ha mai detto che fosse invalida, ha sempre detto che era ambigua perché la formula della consacrazione era congegnata in modo da consentire anche una lettura in chiave di racconto del Sacrificio: non la rinnovazione incruenta di quanto accaduto sul Calvario ma il racconto dell'accaduto (alla maniera protestante). Se però il celebrante operava mediante le intenzioni della Chiesa di sempre, allora il Sacramento era sicuramente valido.
Non mi sembra che la Fsspx abbia mai detto che frequentare la Messa NO fosse peccato. iL problema del peccato si poteva porre per il fedele che, a conoscenza dei problemi innescati dalla nuova liturgia, fosse cosciente dell'eventuale impostazione "protestantica" del celebrante da lui frequentato abitualmente. Il peccato sarebbe qui la falsa testimonianza.
A mio modesto avviso la pubblicazione della Professione di fede della Fsspx rende le dispute sugli argomenti qui trattati del tutto obsolete, superate. Rischia di impantanarsi su questioni secondarie, sulle posiioni troppo zelanti di qualche esponente della Fsspx e via dicendo.
Sempre a mio avviso, il dibattito dovrebbe vertere sulla Professione di fede, sulle gravissime questioni da essa denunciate. Il cardinale Mueller è tetragono nel difendere l'ortodossia del Concilio a prescindere. Tuttavia ha reagito alla Professione di fede dichiarandola "scandalosa" perché accusa la Chiesa di aver deviato dalla fede. Afferma che la Chiesa ufficiale dovrebbe replicare. Siamo arrivati al punto che la Chiesa ufficiale deve difendersi da ponderate accuse di apostasia e tradimento della fede, tutte ben documentate nella Professione. Non farlo, significherebbe dar ragione ai "lefebvriani".
Non sappiamo se l'auspicio del cardinale Mueller sarà accolto. L'impressione è che cardinali e papa sottovalutino la gravità della situazione e non prendano troppo sul serio le dichiarazioni e le iniziative della Fsspx. Vogliono consacrare i loro preti? Li scomunichiamo e tutto come prima.
Credo che un dibattito serio tra i fedeli sulla Professione di fede, che bisogna però leggere attentamente, potrebbe servire ad apportare un minimo di chiarezza. Per lo meno, potrebbe servire a rompere il conformismo dominante sul Concilio.
pp
Non sono d'accordo che il cardinal Muller si sia mostrato "terragono" nella difesa del Concilio, ha letto quanto dichiarato oggi a La Croix ? Andrebbe ripreso e commentato, in fondo lui stesso afferma che il Concilio non è infallibile. Interessante
Dalla Conferenza
di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre
Fondatore della Fraternità San Pio X
tenuta a Firenze
15 febbraio 1975
La Messa di Lutero
"Tutti questi cambiamenti nel nuovo rito sono veramente pericolosi, perché a poco a poco, soprattutto per i giovani preti, che non hanno più l’idea del Sacrificio, della Presenza Reale, della Transustanziazione, e per i quali tutto questo non significa più niente, questi giovani preti perdono l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e non dicono più delle Messe valide.
Certo, i preti anziani, quando celebrano secondo il nuovo rito, hanno ancora la fede di sempre. Essi hanno detto la Messa col vecchio rito per tanti anni ed hanno conservato le stesse intenzioni, e si può ritenere che la loro Messa sia valida. Ma, nella misura in cui queste intenzioni se ne vanno, scompaiono, le Messe non saranno più valide."
"Anche il sacramento della Cresima è in una situazione identica. Oggi, una formula corrente è la seguente: «Ti segno con la Croce e ricevi lo Spirito Santo». Dovrebbero precisare qual è la grazia speciale del sacramento per il quale si dà lo Spirito Santo. Se non si dicono le parole: «Io ti cresimo in nome del Padre…», non c’è sacramento! Io l’ho detto anche ai cardinali, quando mi hanno detto:
«Lei dà la Cresima mentre non ha il diritto di farlo!» - «Io lo faccio perché i fedeli hanno paura che i loro figli non ricevano la grazia della Cresima, perché hanno un dubbio sulla validità del sacramento che si amministra oggi nelle chiese. Allora, per avere almeno questa certezza, mi si chiede di conferire la Cresima. Io lo faccio perché mi sembra che non possa rifiutarla a coloro che mi chiedono una Cresima valida, anche se la cosa non è lecita. Perché ci troviamo in un tempo nel quale il diritto divino naturale e soprannaturale ha la precedenza sul diritto positivo ecclesiastico, quando questo vi si oppone invece di esserne il canale.»"
I testi della conferenza e dell'omilia pronunciata il giorno successivo nella Basilica di San Lorenzo sono stati riediti:
Mons. M. Lefebvre LA MESSA DI LUTERO, Edizioni Piane, € 5,00
"Andrebbe ripreso e commentato" ma sempre in base al presupposto della sua totale aderenza al dogma, secondo quanto ritiene il card. Mueller.
SULL'ACCETTAZIONE DEL CONCILIO CON RISERVE E ALTRE AMENITÀ DEL GENERE.
La storica dichiarazione di mons. Marcel Lefebvre
Fonte: Distretto d'Italia FSSPX
21 novembre 1974: la storica dichiarazione di mons. Marcel Lefebvre
Noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità.
Noi rifiutiamo, invece, e abbiamo sempre rifiutato di seguire la Roma di tendenza neo-modernista e neo-protestante che si è manifestata chiaramente nel Concilio Vaticano II e dopo il Concilio, in tutte le riforme che ne sono scaturite.
Tutte queste riforme, in effetti, hanno contribuito e contribuiscono ancora alla demolizione della Chiesa, alla rovina del Sacerdozio, all'annientamento del Sacrificio e dei Sacramenti, alla scomparsa della vita religiosa, a un insegnamento neutralista e teilhardiano nelle università, nei seminari, nella catechesi, insegnamento uscito dal liberalismo e dal protestantesimo più volte condannati dal magistero solenne della Chiesa.
Nessuna autorità, neppure la più alta nella gerarchia, può costringerci ad abbandonare o a diminuire la nostra fede cattolica chiaramente espressa e professata dal Magistero della Chiesa da diciannove secoli.
"Se avvenisse - dice San Paolo - che noi stessi o un Angelo venuto dal cielo vi insegnasse altra cosa da quanto io vi ho insegnato, che sia anatema" (Gal. 1,8).
Non è forse ciò che ci ripete il Santo Padre oggi? E se una certa contraddizione si manifesta tra le sue parole e i suoi atti, così come negli atti dei dicasteri, allora scegliamo ciò che è stato sempre insegnato e non prestiamo ascolto alle novità distruttrici della Chiesa.
Non si può modificare profondamente la lex orandi senza modificare la lex credendi. Alla messa nuova corrisponde catechismo nuovo, sacerdozio nuovo, seminari nuovi, università nuove, Chiesa carismatica, pentecostale, tutte cose opposte all'ortodossia e al magistero di sempre.
Questa riforma, essendo uscita dal liberalismo e dal modernismo, è tutta e interamente avvelenata; essa nasce dall'eresia e finisce nell'eresia, anche se non tutti i suoi atti sono formalmente ereticali. E' dunque impossibile per ogni cattolico cosciente e fedele adottare questa riforma e sottomettersi ad essa in qualsiasi maniera.
L'unico atteggiamento di fedeltà alla Chiesa e alla dottrina cattolica, per la nostra salvezza, è il rifiuto categorico di accettazione della riforma. Per questo, senza alcuna ribellione, alcuna amarezza, alcun risentimento, proseguiamo l'opera di formazione sacerdotale sotto la stella del magistero di sempre, persuasi come siamo di non poter rendere servizio più grande alla Santa Chiesa Cattolica, al Sommo Pontefice e alle generazioni future.
Per questo ci atteniamo fermamente a tutto ciò che è stato creduto e praticato nella fede, i costumi, il culto, l'insegnamento del catechismo, la formazione del sacerdote, l'istituzione della Chiesa, della Chiesa di sempre e codificato nei libri apparsi prima dell'influenza modernista del Concilio, attendendo che la vera luce della Tradizione dissipi le tenebre che oscurano il cielo della Roma eterna.
Così facendo siamo convinti, con la grazia di Dio, l'aiuto della Vergine Maria, di San Giuseppe, di San Pio X, di rimanere fedeli alla Chiesa Cattolica e Romana, a tutti i successori di Pietro e di essere i fideles dispensatores mysteriorum Domini Nostri Jesu Christi in Spiritu Sancto. Amen.
+ Marcel Lefebvre,
21 novembre 1974, nella festa della Presentazione di Maria SS.ma
⚜️ ⚜️ ⚜️
O Sanguis innocentis, lava culpas poenitentis!
Figuriamoci! Müller e compari sono dei furbacchioni. Da ultimo, Prevost ha inviato ieri una lettera alla FSSPX per dissuaderla dal conferire le Consacrazioni Episcopali.
La trappola è tesa.
✝️ ECCE CRUCEM DOMINI.
FUGITE PARTES ADVERSAE.
VICIT LEO DE TRIBU IUDA RADIX DAVID. ALLELUIA.
Valla a leggere dove è pubblicata con i relativi commenti!
"Accetto il Concilio alla luce della Tradizione" di mons. Lefebvre o "accetto il Concilio con riserva" di Mons. Fellay, se non è zuppa è pan bagnato...una "accettazione" con riserva non è sinonimo di caduta nell'eresia. Ma di riconoscimento che il Magistero non è estinto...dal 1958
Nell' ottica di un "dibattito animato dalla buona volontà di chi partecipa" come richiesto da Mic, è ovviamente necessario cercare di essere obiettivi. Su questo però, purtroppo, è Mic stessa a non dare il buon esempio quando afferma: "non possiamo negare che oggi come oggi la Fraternità ce l'abbia messa tutta per cercare un dialogo e un confronto".
Come è possibile affermare ciò?
Da quando fallirono i tentativi di accordo portati avanti da Mons. Fellay sotto il pontificato di Benedetto XVI, LA POSIZIONE DELLA FRATERNITÀ, PIÙ VOLTE RIBADITA, È CHE CON QUESTA CHIESA NON È POSSIBILE ALCUNA "REGOLARIZZAZIONE", NEPPURE SE LA SANTA SEDE NON DOVESSE RICHIEDERE ALCUN ACCORDO DOTTRINALE PREVIO, IN QUANTO SIGNIFICHEREBBE METTERSI NELLE MANI DI AUTORITÀ ERETICHE ED INAFFIDABILI.
Su questa base, quale dialogo è possibile? Solo un dialogo teorico che non avrebbe alcuna conseguenza concreta e non potrebbe incidere in nessun modo sulle ordinazioni episcopali senza mandato pontificio.
Dato infatti che la Fraternità NON VUOLE ALCUN TIPO DI ACCORDO CANONICO (ribadisco: anche se non le venisse imposta alcuna "ritrattazione" , dichiarazione, accettazione del Concilio, ecc...) se anche la Santa Sede fosse stata animata dalle più buone intenzioni e avesse voluto acconsentire alle ordinazioni, come avrebbe potuto farlo se i futuri Vescovi e la Fraternità a cui appartengono rifiutano in partenza qualsiasi minimo legame canonico e gerarchico con la Chiesa attuale?
Sarebbe stato impossibile.
È evidente che, al contrario di quanto sostenuto da Mic, LA FRATERNITÀ NON HA FATTO E NON INTENDE FARE ALCUN REALE TENTATIVO DI DIALOGO CON LA SANTA SEDE perché purtroppo, evidentemente, sta bene così.
Questa è la realtà dei fatti e questa, in un "dibattito animato dalla buona volontà di chi partecipa", non può essere taciuta o, peggio, mistificata.
Giovanni
Mi riferivo agli ultimi scritti di don Pagliarani...
"Le "implicazioni" di supposta "nullità" dei Sacramenti dalla Chiesa conciliare mons. Lefebvre non le ha mai tratte. (...) ha persino sempre detto che la Nuova Messa non poteva considerarsi invalida (...). Ha sempre saputo fare le opportune distinzioni, al contrario di certi commentatori prevenuti contro di lui e la Fsspx."
Mi sembra che a non saper fare le opportune distinzioni non sia Mons. Lefebvre, ma i suoi seguaci attuali. Vedi il "catechismo" ufficiale sulla Messa di Don Daniele di Sorcio, che cito qui sotto e che è abbastanza categorico:
"La nuova Messa non è buona perché è di dubbia validità e certamente illecita." (...)
8 - La nuova Messa conferisce l’intenzione oggettiva al ministro?
No. La nuova Messa non conferisce l’intenzione oggettiva al ministro, perché, essendo fondamentalmente ambigua (cfr. nn. 21 e seguenti), essa non esprime a sufficienza ciò che vuol fare la Chiesa.
9 - Nella nuova Messa, il ministro ha almeno l’intenzione soggettiva di fare ciò che fa la Chiesa?
Se si considera la deformazione che la dottrina sulla Messa ha subito nei catechismi e nell’insegnamento degli attuali seminari, si può dire che questa intenzione non è sempre presente.
10 - La nuova Messa è valida?
La nuova Messa non è sempre valida. Talvolta essa non lo è per mancanza dell’intenzione del celebrante (nn. 6 e 9).
11- Il pericolo che la nuova Messa sia invalida è grande?
Sì. Il pericolo che la nuova Messa sia invalida è grande."
Aggiungo che secondo i confessori lefebvriani anche la Messa VO celebrata da sacerdoti Ecclesia Dei o Summorum Pontificum è da evitarsi come la peste e se non lo si fa si commette un peccato grave, perché pur conferendo il VO un intenzione oggettiva al ministro, l'intenzione soggettiva mancherebbe in tali ministri in quanto essi, essendo in comunione con la Chiesa post-conciliare, ne avrebbero sottoscritto tutte le eresie (cosa supposta ma non dimostrata, come non è dimostrato che i lefebvriani rifiutino in toto il V2).
Concludendo, non sono "certi commentatori prevenuti contro di lui [Lefebvre] e la Fsspx" a non saper fare le opportune distinzioni, ma è la Fraternità stessa che dimostra nei suoi scritti e nei discorsi e consigli o ordini dei suoi rappresentanti di essere diventata fondamentalista in senso negativo.
A me che ho letto la quasi totalità delle omelie o discorsi del Lefebvre appare però chiaro che, forse come arma o esagerazione retorica, anche il caro monsignore non andava tanto per il sottile, bollando il "nuovo" con parole di fuoco che non lasciavano dubbi né sulla dottrina né sulle idee del monsignore. "Parole di fuoco" che invece sono mancate ad alcuni suoi discepoli, mentre chi continuava il carisma profetico del santo Fondatore è stato silenziato prima e, se non ha taciuto, è stato addirittura caritatevolmente espulso. "Ogni riferimento a fatti e personaggi della vita reale è puramente casuale".
Rispondo a Gian Luigi B. La FSSPX lo già chiarito abbondantemente. Assistere ad una Messa NO (tranne quando si è obbligati tipo andare ad un matrimonio o ad un funerale, nei quali casi si deve "assistere" senza "partecipare" né ovviamente comunicarsi) è un "peccato grave, da confessare". Ma ciò non riguarda solo le Messe NO, ma anche Messe VO celebrate da sacerdoti Ecclesia Dei o Summorum Pontificum, che potrebbero essere eretici in quanto non esplicitamente contrari ad Assisi o altre sconcezze (e dunque quantomeno conniventi) e in quanto eretici manchevoli della necessaria intenzione soggettiva nel celebrare Messa.
A ciò si aggiunge il fatto che anche le loro ordinazioni potrebbero essere invalide e nulle, se celebrate con rito post-conciliare e/o da vescovi anche loro invalidi e nulli.
Ufficialmente però tali teorie non vengono proclamate ai quattro venti nello stesso modo esplicito con cui le ho espresse io, preferendo i lefebvriani proclamarle in privato in confessionale. Shakespeare, se vivesse al giorno d'oggi, li definirebbe "equivocators". Ultimamente invece, forse incoraggiati dal superiore generale don Pagliarani che è un po' più estremo di Mons. Fellay suo predecessore, tali teorie hanno cominciato ad apparire anche in articoli o pubblicazioni ufficiali della Fraternità, come per esempio il piccolo catechismo sulla Messa di Don DiSorco.
Ma se io credo a quello che ha detto Lefebvre, sacramenti post-conciliari tutti dubbi, come faccio a riceverli senza avere il dubbio che siano o possano essere invalidi?
Spargere il dubbio è peggio che dire chiaramente che siano tutti invalidi, in quanto significa mettere il fedele in una posizione difficile di scelta morale individuale caso per caso, oltretutto nella impossibilità di decidere se e fino a che punto il sacerdote celebrante abbia l'intenzione della Chiesa mentre celebra...
Gesù Cristo col suo "Si Si No No" ci obbliga alla chiarezza, che rifugge da ogni "lo dico e non lo dico", "qui lo dico e qui lo nego", ovvero il coraggio della verità senza ambiguità, che invece spesso si ritrova nei comunicati ufficiali della Fraternità, mentre in privato i suoi sacerdoti uno dice una cosa, un altro ne dice un'altra, a testimonianza che è una congregazione non monolitica, ma con molte posizioni diverse al suo interno, dal bianco al nero e con tante sfumature di grigio fra questi due estremi.
Sfumature che spesso non si ritrovano tra i suoi supporters più esagitati, almeno tra quelli che scrivono commenti o postano sui social, mentre la maggioranza dei fedeli lefebvriani è abbastanza moderata, interessata per lo più a ricevere una buona Messa e quasi del tutto indifferente alle polemiche dottrinali, recandosi alle cappelle della San Pio X per mancanza di alternative in loco o nel raggio di un centinaio di chilometri. Ma se esistessero alternative in loco, o più vicine al luogo di residenza, non esiterebbero ad andarci, anche se fossero Ecclesia Dei o Summorum Pontificum. Così mi dicono sottovoce, per non farsi sentire dagli esagitati e per non sembrare ingrati verso gli zelanti e validi sacerdoti lefebvriani.
L’OBBEDIENZA CON L’OROLOGIO IN MANO
https://mraprt65kxiyo.blog/2026/06/30/lobbedienza-con-lorologio-in-mano/
LA ROTTURA È GIÀ NELLA LOGICA La risposta di don Davide Pagliarani a Leone XIV
https://mraprt65kxiyo.blog/2026/06/30/la-rottura-e-gia-nella-logicala-risposta-di-don-davide-pagliarani-a-leone-xiv/
Scava nel tuo occhio e cerca di espellere il male che e' in esso!
Replica dell'anonimo che difende la Fsspx.
1. Non so come voi leggiate i testi ma dal catechismo di Don Sorco non risulta che la Messa NO sia considerata invalida. È considerata dubbia, equivoca e da evitare. Come ha sempre detto mons. Lefebvre.
2. Qualche perplessità può esistere sulla attribuzione di "Messa illecita" al NO fatta dal suddetto catechismo. Perché illecita, in che senso? Bisognerebbe chiarire.
Secondo me, che questa Messa sia "illecita" si può dire perché il papa allora regnante non aveva il potere di eliminare l'antichissimo rito romano, il cui canone risale ai tempi apostolici. Paolo VI ha compiuto un abuso di potere con la sua riforma liturgica rivoluzionaria, gradita ai Protestanti eretici, riforma che ha praticamente distrutto la liturgia cattolica. In quanto frutto di un abuso di potere, questa Messa NO può allora definirsi "illecita".
Circa il fatto che alcuni preti della Fsspx dichiarino peccato (grave) anche andare alle Messe celebrate dalla Fssp e simili società, la cosa mi sembra eccessiva.
Io ho fatto l'esperienza opposta. Non potendo andare più alla Messa celebrata dalla Fsspx per ragioni d'età e di salute (erano quattro ore di macchina in totale) ho ripiegato sulla Messa celebrata dalla Fssp, con la piena approvazione del sacerdote della Fsspx, raggiungibile questa Messa in mezz'ora di macchina solamente. Nessun anatema contro quelli della San Pietro e la loro Messa, pur nel rammarico della desistenza dalla Buona Battaglia cui si sono di fatto condannati.
La questione del "peccato" è forse più complessa di quanto sembri a prima vista.
Un peccato può esserci se il fedele conosce i problemi inerenti alla Nuova Messa (cosa che la maggioranza dei fedeli ignora e in genere non vuol sapere) e continua a frequentarla anche quando ha la netta impressione (o conoscenza) che il prete celebrante non la celebri secondo le intenzioni di sempre della Chiesa.
Se poi, secondo lo spirito della riforma liturgica conciliare, i fedeli sono convinti di concelebrare effettivamente con il sacerdote officiante, mero presidente o animatore della sinassi eucaristica; se sono ormai convinti che è il popolo di Dio come soggetto collettivo a fare la consacrazione; se insomma vegetano non per colpa loro in questo grave errore, sempre condannato dai papi precedenti, come la mettiamo?
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