Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 21 luglio 2025

Giusto bloccare l’OMS, ma attenzione alle vie traverse e subdole dell'Unione Europea

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Giusto bloccare l’OMS, ma attenzione
alle vie traverse e subdole dell'Unione Europea


Il recente rigetto, da parte del Governo Meloni, degli emendamenti proposti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rappresenta, sul piano politico, un atto di resistenza meritevole di apprezzamento.
In un contesto nel quale le organizzazioni sovranazionali spingono per un incremento delle proprie competenze in materia sanitaria, a scapito dell’autonomia decisionale degli Stati, la posizione assunta dall’Italia riafferma un principio essenziale: la salute pubblica, quale espressione della sovranità nazionale, deve essere disciplinata nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti e del principio democratico.

Imparare il latino liturgico, lezione 2

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis, continuiamo ad approfittare del lavoro di uno dei tanti appassionati studiosi d'oltreoceano Per chi è completamente digiuno di latino e ha interesse a colmare questa lacuna, così diffusa nelle ultime generazioni — e purtroppo anche tra i sacerdoti —, può trovare i rudimenti indispensabili per comprendere il latino ecclesiastico e porre le basi di un maggiore approfondimento in genere favorito dalla frequentazione delle liturgia dei secoli. Un piccolo inconveniente è dato dalla taratura per lettori anglofoni, ad esempio riguardo alla pronuncia; ma penso agevolmente colmabile dall'efficacia del metodo. Qui l'indice degli articoli dedicati alla Latina Lingua.

Imparare il latino liturgico, lezione 2

Pronuncia
La settimana scorsa [qui] ho trattato gran parte di ciò che volevo dire sulla pronuncia, ma c'è un altro dettaglio di cui dobbiamo discutere. A volte vedrete il latino scritto con linee orizzontali sopra alcune vocali. Ecco un esempio tratto dall'elenco del vocabolario di base del Dickinson College :

Queste linee orizzontali sono chiamate macron [una linea orizzontale posta sulla vocale che indica la vocale lunga. Nell'immagine, esempio: coniugazione di fare -ndT] e indicano se la vocale è "lunga" o "breve" (questa è la terminologia standard, sebbene la differenza non riguardi solo la durata del suono vocalico). Tuttavia, se date un'occhiata alla guida alla pronuncia che ho menzionato la settimana scorsa, non troverete nulla sulle vocali lunghe e brevi; "a" è sempre come "a" in "father", "i" è sempre come "i" in "machine", ecc. Cosa succede? Il latino classico aveva vocali lunghe e brevi. Il latino ecclesiastico può, in teoria, avere vocali lunghe e brevi, ma per quanto ne so, la distinzione viene ignorata in contesti di vita reale come la liturgia. Infatti, Padre Michael De Angelis ha affermato che non esiste alcuna distinzione di lunghezza vocalica nel latino ecclesiastico:

domenica 20 luglio 2025

Mons. Viganò 'Solve et coagula' / Stephen Kokx intervista l'Arcivescovo Viganò

Qui l'indice dei precedenti e correlati.
2025, Interviste
Mons. Carlo Maria Viganò
Solve et coagula
Stephen Kokx intervista l'Arcivescovo Viganò

Tutte le domande e le risposte dell’intervista saranno pubblicate su questa pagina man mano che verranno pubblicate da Kokx News, che ne detiene i diritti esclusivi. Per ogni puntata viene indicato anche il link originale.

Domanda 1
Pubblicata su KokxNews il 18 Luglio 2025

Link
Stephen Kokx – Eccellenza, molte delle decisioni di Prevost indicano che egli desidera continuare sulla strada eretica dei suoi predecessori, in particolare il percorso sinodale tracciato da Jorge Bergoglio. Molti sembrano credere che sia necessario “concedergli tempo” e “nutrire speranza” che le cose migliorino. Allo stesso tempo, sembra che l’agenda di Prevost sia piuttosto chiara e che il silenzio o il “concedergli il beneficio del dubbio” – pur dando un’immagine più positiva del suo regno – possa essere un’occasione di scandalo di omissione e/o di false speranze. Cosa ne pensate di queste argomentazioni e come dovrebbero considerare i cattolici questo “pontificato” a poco più di due mesi dall’inizio?

Marcello Veneziani/ E l’Italia perduta fu ritrovata a Fiume

L'articolo risale al 2019, ma quanto è più in tema oggi che la nostra identità e la nostra storia sono sempre più misconosciute anche da chi speravamo le difendesse. Basti pensare ad Amatrice (e dintorni), dopo anni, ben lontana dalla rinascita e a 10 miliardi, ennesimo stanziamento per l'Ucraina. Ma purtroppo questa è solo la punta dell'iceberg di un eurocentrismo tecnocratico anticristiano e dunque antiumano.

E l’Italia perduta fu ritrovata a Fiume

Chiamateli pazzi, ridicoli, anacronistici. Chiamateli neofascisti, come hanno già fatto le tv e i croati, per prendere le distanze e sentirsi a posto con la coscienza. Ma quei tre ragazzi fermati a Fiume, perché hanno innalzato la bandiera italiana sul Palazzo del Governatore, nel centenario dell’impresa dannunziana di Fiume, a me fanno simpatia, forse invidia. Anzi ammirazione. Ho incerte notizie sull’accaduto, non so nulla di loro, ma ne avessimo di ragazzi pronti a rischiare per una causa persa, e nobile; non per i soldi, non per i selfie, ma per quel pazzo amore che è l’amor patrio, per memoria storica e gloria letteraria. Ne avessimo di ragazzi fuori formato, anzi extra format.

Domenica VI dopo la Pentecoste (Dóminus fortitúdo plebis suae)

Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa. Meditiamo sulla Liturgia del giorno con dom Prospero Guéranger, quasi come una lectio divina e assimilandone anche il valore pedagogico. Lo ripropongo perché dà l'opportunità di approfondire per chi già conosce o di conoscere per chi leggesse solo ora.

Dominica VI post Pentecosten
("Dóminus fortitúdo")

Intróitus
(Ps 27:8-9) - Dóminus fortitúdo plebis suæ, et protéctor salutárium Christi sui est. Salvum fac pópulum tuum, Dómine, et bénedic hereditáti tuæ, et rege eos usque in sæculum.
(Ps.27:1) - Ad te, Dómine, clamábo, Deus meus, ne síleas a me: nequándo táceas a me, et assimilábor descendéntibus in lacum. Glória Patri… V Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in sæcula sæculorum. Amen.
Dóminus fortitúdo (usque ad Ps.).
Introito
(Sl 27:8-9) - Il Signore è la forza del suo popolo, e presidio salutare per il suo Unto: salva, o Signore, il tuo popolo, e benedici i tuoi figli, e govérnali fino alla fine dei secoli.
Sl 27:1 - O Signore, Te invoco, o mio Dio: non startene muto con me, perché col tuo silenzio io non assomigli a coloro che discendono nella tomba. V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. R. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
- Il Signore è la forza del suo popolo...

Il peccato di David.
L'Ufficio della sesta Domenica dopo la Pentecoste si apriva ieri sera con l'esclamazione vibrante d'un profondo pentimento. David, il re-profeta, il vincitore di Golia, vinto a sua volta dall'attrattiva dei sensi e da adultero divenuto omicida, esclamava sotto il peso del suo duplice delitto: "Ti prego, o mio Dio, perdona l'iniquità del tuo servo poiché ho agito come un insensato!" (Antifona dei Vespri).
Il peccato, quali che siano il colpevole e la colpa, è sempre debolezza e follia. L'orgoglio dell'angelo ribelle o dell'uomo decaduto non impedirà mai che la putredine di queste due parole si applichi, come una stigmata umiliante, alla ribellione contro Dio, all'oblio della sua legge, a quell'atto insensato della creatura che, chiamata ad elevarsi nelle serene sfere dove risiede il suo autore, si sottrae e fugge verso il nulla, per ricadere più in basso ancora di quel nulla da cui era uscita. Follia volontaria tuttavia, e debolezza inescusabile, poiché se l'essere creato non possiede nel suo intimo che tenebre e miseria, la somma bontà mette a sua disposizione, mediante la grazia che non manca mai, la forza e la luce di Dio.

sabato 19 luglio 2025

Immagini da Gaza di un vero Pastore

Immagini da Gaza di un vero Pastore

il card. Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, accanto ai suoi fedeli, gravemente colpiti dal raid - frutto di un presunto errore, quanto piuttosto di un vero odio anticristiano - dell'unica parrocchia latina di Gaza.

* * *

Nella Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza
si prega il Rosario col card Pizzaballa

L’Ave Maria sussurrata tra le rovine, sgranata con mani piccole e forti.
Nel cuore martoriato della Striscia di Gaza, non c’è rumore che possa spegnere il silenzio della preghiera.
Accanto ai bambini, ai sacerdoti, alle famiglie provate da mille dolori, la Chiesa si inginocchia e spera.
Il Cardinale, seduto tra i piccoli, non guida: accompagna. Non impone: partecipa.

In quel Rosario, non solo le parole della fede, ma anche le lacrime del mondo.
“Prega per noi, adesso e nell’ora della nostra morte.”
E per chi non ha avuto neanche il tempo di dire “adesso”.
Ma questa presenza non è stata solo spirituale.
Il Cardinale Pizzaballa e il Patriarca ortodosso Teofilos III hanno attraversato una zona normalmente isolata, portando centinaia di tonnellate di aiuti: 500 tonnellate di cibo, medicinali, kit di primo soccorso ed equipaggiamenti medici urgenti, oltre ad aver coordinato l’evacuazione dei feriti verso strutture sanitarie fuori Gaza.
Mentre fuori piovono bombe, questi aiuti sono tonnellate di speranza concreta per il popolo, cristiani e musulmani, che vive tra le macerie.
Tuttavia, non basta.
Nel nome di Dio, tacciano le armi.
Nel nome dell’umanità, si fermi l’odio.
Nel nome della Chiesa, diciamo con chiarezza: nessuna ragione può giustificare l’annientamento dei più deboli. Israele, torna alla giustizia.
Palestina, conserva la speranza.
E noi, coro umile ma insistente, continuiamo a dire: Ave Maria,
per ogni lacrima, ogni bambino senza casa, ogni speranza calpestata.
don Mario Proietti

Il potere di Dio che rende verde

Nella nostra traduzione da Substack.com. All'inizio sono stata presa dall'interesse e dal fascino del testo, che ha il suo valore. Andando avanti mi sono resa conto di un tipo di conservatorismo che richiedeva alcune chiose, alle quali rimando. Precedenti, su Ildegarda di Bingen, a partire da qui

Il potere di Dio che rende verde

Viriditas II: Il Germoglio
"La Parola è vivente, essere, spirito, ogni verde, ogni creatività. Questa Parola si manifesta in ogni creatura." - Sant'Ildegarda di Bingen
Dio come giardiniere
Nella prima parte di questa serie, ho raccontato il mio viaggio dalla desolazione spirituale, attraverso il paganesimo e l'occulto, fino al riposo nel cuore di Cristo. Ho raccontato questa storia per poter testimoniare come sono stato guarito dalla grazia di Dio, che mi ha condotto all'Eucaristia con sapiente pazienza. Ha operato attraverso il mio amore per la bellezza e la terra, e attraverso il mio amore per i rituali e la magia, conducendomi infine all'amore di Cristo, l'Uomo Verde.

Tutto nella mia vita è cambiato in Cristo e nella Sua Sposa. Tutte le strane ricerche della mia esplorazione mi hanno condotto a casa, a una vocazione e a una vita che mi riempiono di gioia e significato. Ogni tana di coniglio che ho seguito mi ha condotto alla stessa grotta delle meraviglie. Ogni sofferenza mi ha condotto alla Croce.

Perché i religiosi della Chiesa dovrebbero tornare alla liturgia tradizionale

Nella nostra traduzione da New Liturgical MovementScrive Peter Kwasniewski: "Una volta ho ricevuto una lettera da un superiore religioso che spiegava che la sua comunità stava tranquillamente integrando la messa tradizionale latina nella sua vita, con diversi membri più giovani che imparavano la messa e iniziavano ad approfondire il breviario. Tutti ne traevano beneficio, ma sentivano di avere molto altro da imparare. Mi ha chiesto consigli e consigli di lettura. Ha anche notato che, mentre alcuni prelati li avevano incoraggiati a imparare il TLM, altri li avevano fortemente scoraggiati, e mi hanno chiesto perché pensassi che ci fosse una divisione così netta tra i prelati. Ecco cosa ho risposto." 

Perché i religiosi della Chiesa
dovrebbero tornare alla liturgia tradizionale


Caro Padre,
grazie per la sua lettera così gentile e incoraggiante.

Le questioni che solleva sono enormi e anche molto delicate. Il problema è che, per dirla con franchezza, quando si inizia ad addentrarsi nella grande tradizione liturgica, non si può fare a meno di notare tutti i modi in cui essa è ovviamente superiore, dal punto di vista dell'offrire degnamente adorazione e lode a Dio, nel coltivare le giuste disposizioni interiori ed esteriori e nell'edificare tutti coloro che vi partecipano. L'antica liturgia si è lentamente sviluppata come un grande inno di gloria al Dio onnipotente, all'umanità del Salvatore e all'opera invisibile dello Spirito Santo. È flessibile, generosa, meditativa, profonda e poetica. (Parlo ora sia della Messa che dell'Ufficio, e in effetti di tutti i riti sacramentali e delle benedizioni).

venerdì 18 luglio 2025

VARIAZIONE dell’orario della Santa Messa di domenica 20 luglio a Bergamo

Qui il calendario del mese.
Carissimi amici in Cristo,
vi comunico che la Santa Messa di domenica 20 luglio (VI domenica dopo Pentecoste) sarà anticipata alle ore 9:00 per evitare la sovrapposizione con la celebrazione parrocchiale.
Un saluto nel Signore.
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

No ad una legge sul suicidio assistito. Votare per una legge ingiusta significa accettare l’ingiustizia

Volentieri pubblico l'articolo che segue, dell'Osservatorio card. Van Thuân, segnalato da prof. Stefano Fontana.
No ad una legge sul suicidio assistito.
Votare per una legge ingiusta significa accettare l’ingiustizia


Il 17 luglio inizia in Senato la discussione del disegno di legge (ddl) sul “suicidio assistito” proposto dalla maggioranza. Molti sostengono che una legge su questo argomento e in presenza di alcune limitazioni possa e debba essere votata anche da un parlamentare cattolico che voglia rifarsi sia ai dettami della sua fede che ai principi della ragione. A questo fine si sostiene, da un lato, che si tratti di un dovere del Parlamento, dopo che la Corte costituzionale ha depenalizzato la fattispecie e ha rimandato al Parlamento il compito di legiferare nella nuova situazione così creatasi. Dall’altro, si pensa che il ddl in questione sia la proposta legislativa più rispettosa dei principi etici e che ponga più paletti agli abusi rispetto ad altre proposte di legge molto più spinte.
Il nostro Osservatorio è contrario a questa visione delle cose e ritiene che tale legge non possa, in retta coscienza, essere votata da un parlamentare cattolico né da nessuno di buona volontà.