Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 20 febbraio 2026

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi al Consiglio per la Pace di Trump

Leggo su Lifesitenews e traduco con qualche chiosa. Il Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin ha affermato che la gestione delle crisi globali spetta "principalmente" alle Nazioni Unite; il che, secondo il cardinale, rappresenta una "questione critica" per il Consiglio per la pace di Trump. Qui l'indice dei precedenti sulla realtà distopica. 

Il Vaticano rifiuta l'invito a unirsi
al Consiglio per la Pace di Trump


La Santa Sede ha declinato l'invito del presidente Donald Trump a entrare a far parte del Board of Peace, il cui obiettivo dichiarato è la governance delle aree globali colpite da conflitti.

Lo ha dichiarato il 17 febbraio, ai giornalisti: la Santa Sede “non parteciperà al Consiglio per la Pace a causa della sua natura particolare, che chiaramente non è quella di altri Stati”.

Quando gli è stata richiamata la partecipazione dell'Italia al Consiglio per la Pace in qualità di osservatore, Parolin ha affermato che alcuni punti del consiglio "lasciano un po' perplessi". Si tratta, dice, di "punti critici che devono essere risolti. L'importante è che si stia cercando di fornire una risposta".
Ha quindi sottolineato che "una preoccupazione è che, a livello internazionale, è principalmente l'ONU a gestire queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito".

Gia il 21 gennaio, dopo che gli Stati Uniti avevano invitato Papa Leone XIV e il Vaticano a unirsi al neo-istituito Consiglio per la Pace, Parolin aveva dichiarato che il Vaticano stava valutando se aderire o meno all'iniziativa di Trump. 

Sulla partecipazione della Chiesa cattolica è poi intervenuto il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa; ma con altre motivazioni, sostenendo che l'iniziativa rappresenta "un'operazione colonialista" e che pertanto non ha nulla a che fare col compito della Chiesa.

Oltre 25 paesi, tra cui Ungheria e Argentina, hanno aderito al comitato, che ha lo scopo di contribuire alla risoluzione dei conflitti in tutto il mondo. Tuttavia, diversi paesi, tra cui Regno Unito, Nuova Zelanda, Germania e Francia, hanno rifiutato l'invito.

Il Board of Peace è visto come un tentativo di concorrenza alle Nazioni Unite, suscitando indignazione tra i liberali e i globalisti. 

La posizione vaticana desta non poche perplessità se si considera che, negli ultimi decenni, l'ONU è diventata uno dei più potenti avversari globali della morale cristiana, con la sua promozione dell'aborto e della contraccezione senza restrizioni, delle iniziative per lo spopolamento, dell'omosessualità e del transgenderismo – comprese le "transizioni di genere" per i bambini, l'oscena "educazione sessuale" e altre pratiche e ideologie contrarie alla vita e alla famiglia. L'organismo internazionale ha ripetutamente fatto pressione sui paesi affinché abbandonassero le politiche pro-vita e pro-famiglia.

Le Nazioni Unite hanno inoltre promosso energiche politiche radicali sul clima e mandati COVID e hanno lavorato per indebolire il matrimonio e i diritti dei genitori, anche in materia di istruzione e decisioni mediche, libertà di parola e libertà religiosa.

I conservatori criticano da tempo l'ONU per aver minacciato la sovranità dei paesi e per non aver adempiuto alla sua missione dichiarata di promuovere la pace globale.

Trump ha suggerito che il Board of Peace potrebbe sostituire le Nazioni Unite, affermandone l'inefficacia annunciando lo scorso autunno i piani per il consiglio come parte della sua proposta di pace per Gaza, ma dichiarando che l'iniziativa si concentrerà anche su altre regioni.

Nessun commento: