Consacrazioni FSSPX. Anche Mons. Strickland
parla di “continuità apostolica”
ricordando che “la salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema della Chiesa”
6 Febbraio 2026
Il Vescovo Joseph Strickland, emerito di Tyler, ha analizzato la decisione del Superiore Generale della intenzione di procedere con nuove consacrazioni episcopali, Tra la difesa della Tradizione e il riconoscimento di uno “stato di necessità”, il vescovo offre una profonda riflessione sulla sopravvivenza della fede cattolica.
Il mondo cattolico tradizionalista è in subbuglio. Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha confermato ufficialmente che la Fraternità fondata dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre avrebbe presto proceduto con la consacrazione di nuovi vescovi. È in questo contesto di tensione che il Vescovo Joseph Strickland ha pubblicato un articolo di opinione in cui analizza la legittimità di questo approccio alla luce dell’attuale crisi della Chiesa.
Mons. Strickland: una voce libera nella bufera
Ma chi è esattamente il vescovo Joseph Strickland? Nominato vescovo di Tyler, in Texas, da Benedetto XVI nel 2012, il prelato si è rapidamente affermato come una delle voci più conservatrici e mediatiche dell’episcopato americano. Fervente difensore del “deposito della fede” e critico abituale del pontificato di Papa Francesco, in particolare per quanto riguarda il Sinodo sulla sinodalità e le questioni morali, è diventato una figura di spicco per molti fedeli sconcertati.
Questa schiettezza ha portato alla sua brusca rimozione. Nel novembre 2023, a seguito di una visita apostolica, Papa Francesco lo ha ufficialmente sollevato dall’incarico pastorale. Sebbene il Vaticano non ne abbia specificato le ragioni precise, questa rimozione è ampiamente considerata una sanzione contro la sua pubblica opposizione alla linea ufficiale della Curia Romana.
Stato di necessità e continuità apostolica
Nella sua analisi della situazione all’interno della FSSPX, il vescovo Strickland non si limita a un commento giuridico. Colloca il dibattito sul terreno della “continuità apostolica”. A suo avviso, l’annuncio del Superiore Generale della FSSPX non dovrebbe essere interpretato come un atto di ribellione, ma come una risposta a uno stato di necessità spirituale.
Il vescovo Strickland ribadisce che la missione primaria della Chiesa è la trasmissione della fede integra. Tuttavia, il prelato ritiene che l’attuale gerarchia, con le sue ambiguità dottrinali, stia creando una frattura. Pertanto, ricorrere a consacrazioni senza l’autorizzazione romana non ha lo scopo di creare una Chiesa parallela, ma di garantire che il sacerdozio e i sacramenti tradizionali non si estinguano.
Sottolinea che “La Chiesa esiste per la salvezza delle anime”, suggerendo che quando la struttura amministrativa sembra fallire in questa missione, la preservazione della Tradizione diventa una priorità assoluta.
Una sottile critica alla Roma moderna
La posizione del vescovo Strickland è tanto più significativa se si considera che non è membro della FSSPX e permane, agli occhi di Roma, un vescovo “in piena comunione”. Sostenendo che la FSSPX agisca per preservare la “continuità” che Roma sembra trascurare, il vescovo emerito di Tyler sottolinea una profonda frattura ecclesiologica.
Per lui, la questione non è tanto se i nuovi vescovi saranno “legittimi” agli occhi del diritto canonico, quanto se saranno gli autentici custodi della verità cattolica. Invita quindi i fedeli a comprendere che il vero scisma, a suo avviso, risiede più nell’abbandono del dogma che in un’apparente irregolarità disciplinare.
In un panorama ecclesiale sempre più frammentato, la voce del vescovo Strickland risuona come un potente monito e un sostegno morale per coloro che considerano la Tradizione il baluardo definitivo contro la confusione moderna. - Fonte
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

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