Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 8 giugno 2026

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

Dal Concilio Vaticano II non si viene più scomunicati. Ora non si è più "in piena comunione".

Scomunicati da una Chiesa che non scomunica più nessuno?

In effetti, all'apertura del Concilio nel 1962, Giovanni XXIII espresse il suo desiderio di una Chiesa nuova, libera da condanne e anatemi. Solo i canonisti che non hanno colto appieno lo spirito del Vaticano II – e i giornalisti che prediligono espressioni semplicistiche – possono ancora brandire la scomunica come un assoluto preconciliare, un'ukase tridentino.

Va riconosciuto che la nozione di "comunione parziale", che mira alla generosità, solleva delle vere difficoltà. Si può essere in comunione solo a metà o a tre quarti del percorso? In tal caso, si è per metà scomunicati e per metà in comunione, oppure per tre quarti scomunicati e per un quarto in comunione? Di fatto, la scomunica diventa un concetto relativo, una scomunica dalla geometria variabile.
Oggi la Chiesa non esclude nessuno: "Tutti, tutti, tutti; ognuno ha il suo posto nella Chiesa", ha ripetuto Francesco. I divorziati risposati possono ricevere la comunione caso per caso, a partire da Amoris Laetitia (19 marzo 2016); le coppie dello stesso sesso possono essere benedette, a partire da Fiducia Suplicans (18 dicembre 2023); un cubetto di ghiaccio della Groenlandia può essere benedetto dal Papa (1° ottobre 2025 ); Sarah Mullally, l'"arcivescova" anglicana, può benedire i cardinali in Vaticano (25 aprile 2026)...

La Chiesa oggi è "inclusiva" e misericordiosa verso tutti, tranne che  con i sacerdoti e i fedeli legati alla Tradizione bimillenaria, che esclude senza pietà. Perché questo contrasto, in palese opposizione allo spirito del Concilio Vaticano II? Proprio perché coloro che sono legati alla Tradizione si oppongono a questo spirito conciliare "inclusivo", che in sostanza non è altro che un allineamento alle ideologie e ai costumi contemporanei.

«Niente libertà per i nemici della libertà!» gridavano i rivoluzionari. «Niente inclusione per i nemici dell'inclusione!» ripetono le autorità conciliari. La Tradizione immutabile deve essere diluita dalla storia contemporanea, relativizzata secondo l'evoluzione delle idee e dei costumi. Chi non accetta questa inclusione dissolvibile deve essere punito con l'esclusione. Scomunicato da una Chiesa che scomunica la Tradizione.

Cosa accadrà dopo le consacrazioni del 1° luglio 2026? Cosa accadde esattamente nel 1988? La tradizione attrarrà tutti coloro che sono turbati da una Chiesa in ritardo rispetto alle idee e alla morale liberali, tutti quei sacerdoti e fedeli legittimamente preoccupati per il vertiginoso calo delle vocazioni, la graduale chiusura dei seminari, la diffusa vendita dei conventi, il drammatico declino della pratica religiosa…

Essi attenderanno con fiducia che la Tradizione riacquisti il ​​suo giusto posto nella Chiesa, perché sanno che «le porte dell'inferno non prevarranno» (Mt 16,18), dato che Nostro Signore è con la sua Chiesa «fino alla fine dei tempi» (Mt 28,20). Ai loro occhi, tutto il resto è fuffa giornalistica e assurdità canonica. La legge è al servizio della Fede eterna, non di ideologie obsolete, inevitabilmente destinate a diventare superate.
Padre Alain Lorans

(Fonte: News of Christendom n. 219 - FSSPX News)

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci sono due o tre libri che dovrebbero essere meditati, commentati, ridetti, lungo tutta la vita di tutti, per comprenderli seriamente piano piano. A mio parere, come ho già scritto, la Bibbia, la Spiegazione del Catechismo di San Pio X e un libro base del proprio interesse personale: liturgia, diritto, storia, filosofia, opere di un Santo amato. Il nostro vecchio parroco ogni anno rileggeva tutta la Bibbia, per esempio. Purtroppo il quotidiano aggiornamento di tutti rende la stessa famiglia senza una cultura comune.

Anonimo ha detto...

Ecco chi veramente odia l'Europa
https://marcotosatti.com/2026/06/08/quello-che-i-cattolici-non-devono-sapere-agostino-nobile/

da ex studente di Giurisprudenza ha detto...

Io ricordo (ricordi più di storia del Diritto che di Diritto Canonico in sè) che una volta quella che oggi viene definita solo "situazione irregolare" era anche chiamata "piccola scomunica", perchè si rimane parte delle Chiesa pur esclusi dai sacramenti; hanno però sempre evitato di definirla scomunica in senso proprio, sempre solo "esclusione", le cui cause, poi potrebbero essere tre: impedimento, incapacità, irregolarità.
Non riguarda solo situazioni affettive: è dibattuta (è normata solo per l'Ordine) se valga un'esclusione da tutti i sacramenti per chi è affetto da disturbi psichici; il mio amico meccanico e preparatore di auto da gara ne sa qualcosa... era intervenuta perfino la S. Sede per dire che non c'era nulla che non andasse!

E.P. ha detto...

Mi allieta e diverte il fatto che le scomuniche postconciliari non valgono un tubo.

Infatti a gennaio 2009 Benedetto XVI revocò le scomuniche ai lefebvriani in assenza di un loro pentimento, solo perché a suo dire era passato troppo tempo.

Dunque auguriamo a mons. Viganò di vivere altri vent'anni, così da vedere coi suoi stessi occhi la revoca della "scomunica" vendicativa inflittagli dagli esponenti del vaticansecondismo per aver scoperchiato qualche vergognoso calderone.

Laurentius ha detto...

Le "scomuniche" della chiesa conciliare? Arlecchinate!

Anonimo ha detto...

Chi vuole leggere le motivazioni della revoca delle scomuniche del 1988 può
consultare questo documento
https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica.html
Certamente è più faticoso leggerlo che
prendersi gioco di chi lo ha scritto.

Anonimo ha detto...

"solo perché a suo dire era passato troppo tempo"
Se posso permettermi un appunto, la trovo impietoso. Il desiderio del Santo Padre Benedetto XVI era di "ricucire la rete di Pietro e non lacerarla ulteriormente", consideri le ostilita' in cui si trovo' ad operare e la impreparazione di alcuni suoi stretti collaboratori e le lotte intestine della curia e dopo gli anni turbolenti dei preti operai, dei preti
ammogliati...etc. e dopo il lungo regno del Santo Padre Giovanni Paolo II .
Egli e' stato un punto fermo, ha indicato Cristo! Qualcuno si e' soffermato a riflettere
su questo atto di generosita'?

Anonimo ha detto...

P.S. Impietoso inteso come inclemente, ma forse e' meglio ingeneroso.
Mi scuso.

Anonimo ha detto...

Ma prima della remissione delle scomuniche i quattro vescovi consacrati senza mandato da mons. Lefebvre non furono ricevuti in udienza da Benedetto XVI e ivi rinnovarono con giuramento la loro fedeltà al Romano Pontefice?