domenica 7 novembre 2021

7 novembre 2021: Domenica V dopo l'Epifania (Traslata)

Per chi vuol ristorarsi ripercorrendo e meditando La Santa Messa di oggi

EPISTOLA (Col 3,12-17). - Fratelli: Rivestitevi come eletti di Dio, santi ed amati, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di modestia, di pazienza, sopportandovi a vicenda, e perdonandovi scambievolmente, se alcuno ha di che dolersi d'un altro; come il Signore ci ha perdonati, così fate anche voi. Ma soprattutto abbiate la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati in un solo corpo, trionfi nei vostri cuori; e siate riconoscenti. La parola di Cristo abiti in voi nella sua pienezza con ogni sapienza. Istruitevi ed esortatevi tra di voi con salmi, inni e cantici spirituali, dolcemente a Dio cantando nei vostri cuori. Qualsiasi cosa diciate o facciate, tutto fate nel nome del Signore Gesù Cristo, ringraziando Dio Padre per Gesù Cristo nostro Signore.

Ammaestrato alla scuola dell'Uomo-Dio che si è degnato di abitare su questa terra, il cristiano deve esercitarsi nella misericordia verso i suoi fratelli. Questo mondo, purificato dalla presenza del Verbo incarnato, diventerà per noi l'asilo della pace, se sapremo meritare i titoli che ci da l'Apostolo, di eletti di Dio, santi e prediletti. Questa pace deve riempire innanzitutto il cuore di ogni cristiano, e porlo in un continuo gaudio che trova gusto ad effondersi nel canto delle lodi di Dio. Ma soprattutto la Domenica i fedeli, unendosi alla santa Chiesa, nei suoi salmi e nei suoi cantici, adempiono quel dovere così caro al loro cuore. Nella pratica quotidiana della vita, ricordiamoci anche del consiglio che ci da l'Apostolo al termine di quest'Epistola, e pensiamo a fare tutto in nome di Gesù Cristo, per essere accetti in tutto al nostro Padre celeste.

VANGELO (Mt 13,24-30). - In quel tempo: Gesù propose alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile ad un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Ma nel tempo che gli uomini dormivano, sen venne il suo nemico a seminare del loglio nel suo campo e se ne andò. Come poi il seminato germogliò e granì» allora apparve anche il loglio. E i servi del padrone di casa andarono a dirgli: Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Come mai dunque c'è il loglio ? Ed egli rispose loro: Qualche nemico ha fatto questo. E i servi dissero: Vuoi che andiamo a sterparlo ? Ma egli: No, che, cogliendo il loglio, non sbarbiate con esso anche il grano. Lasciate che l'uno e l'altro crescano fino alla mietitura: e al tempo della messe, dirò ai mietitori: Raccogliete prima il loglio e legatelo in fasci, per bruciarlo; il grano poi riponetelo nel mio granaio.

Il regno dei cieli di cui parla qui il Salvatore è la Chiesa militante, la società di coloro che credono in lui. Tuttavia, quel campo che egli ha coltivato con tanta cura, è seminato di zizzania; vi sono scivolate le eresia, vi si moltiplicano gli scandali. Dobbiamo dubitare per questo della provvidenza di Colui che tutto conosce, e senza il cui permesso nulla può accadere? Lungi da noi questo pensiero! Il maestro ci dice egli stesso che dev'essere così. L'uomo ha ricevuto la libertà del bene e del male: spetta a lui usarne, come spetta a Dio far rivolgere tutto alla sua gloria. Spunti dunque l'eresia come una pianta maledetta: sappiamo che verrà il giorno in cui sarà sradicata; più d'una volta, anzi, la si vedrà seccare sul suo stesso tronco, nell'attesa del giorno in cui dovrà essere tolta e gettata nel fuoco. Dove sono oggi le eresie che desolarono la Chiesa nei suoi primi tempi? E lo stesso è avvenuto per gli scandali che sorgono nel seno stesso della Chiesa. Questa zizzania è un flagello, ma è necessario che noi siamo provati. Il padre di famiglia non vuole che si tolga l'erba parassita, perché non si abbia a nuocere anche al grano. Perché? Perché la convivenza dei buoni e dei cattivi è un utile esercizio per i primi, insegnando ad essi a non tener conto dell'uomo, ma ad elevarsi più in alto. Di più: la misericordia del Signore è tanta, e quanto è zizzania può a volte, per la grazia divina trasformarsi in grano. Abbiamo dunque pazienza; ma poiché il nemico semina zizzania solo durante il sonno dei custodi del campo, preghiamo per i pastori, e chiediamo per essi al loro divino Capo quella vigilanza che è la principale garanzia della salvezza del gregge, e che è indicata, come la prima loro dote, dal nome stesso che la Chiesa loro impone.

PREGHIAMO
Custodisci, Signore, con inesauribile pietà la tua famiglia; che si basa solo sulla speranza della grazia celeste, affinché sia sempre munita della tua protezione.

(da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 246-247)

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Quinta Domenica dopo l'Epifania

PROPRIO DELLA S.MESSA 

INTROITUS

Ier 29:11; 29:12; 29:14.- Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis, et non afflictiónis: invocábitis me, et ego exáudiam vos: et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis. ~~ Ps 84:2.- Benedixísti, Dómine, terram tuam: avertísti captivitátem Iacob.  ~~  Glória  ~~  Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis, et non afflictiónis: invocábitis me, et ego exáudiam vos: et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis.

Ier 29:11; 29:12; 29:14.- Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti. ~~ Ps 84:2.- Hai benedetta la tua terra, o Signore: hai distrutta la schiavitù di Giacobbe. ~~ Gloria ~~ Dice il Signore: Io ho pensieri di pace e non di afflizione: mi invocherete e io vi esaudirò: vi ricondurrò da tutti i luoghi in cui siete stati condotti.

Gloria

ORATIO

Orémus.
Famíliam tuam, quǽsumus, Dómine, contínua pietáte custódi: ut, quæ in sola spe grátiæ coeléstis innítitur, tua semper protectióne muniátur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Preghiamo.
Custodisci, o Signore, Te ne preghiamo, la tua famiglia con una costante bontà, affinché essa, che si appoggia sull’unica speranza della grazia celeste, sia sempre munita della tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LECTIO
Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Colossénse
Col 3:12-17

Fratres: Indúite vos sicut electi Dei, sancti et dilecti, víscera misericórdiæ, benignitátem, humilitátem, modéstiam, patiéntiam: supportántes ínvicem, et donántes vobismetípsis, si quis advérsus áliquem habet querélam: sicut et Dóminus donávit vobis, ita et vos. Super ómnia autem hæc caritátem habéte, quod est vínculum perfectionis: et pax Christi exsúltet in córdibus vestris, in qua et vocáti estis in uno córpore: et grati estóte. Verbum Christi hábitet in vobis abundánter, in omni sapiéntia, docéntes et commonéntes vosmetípsos psalmis, hymnis et cánticis spirituálibus, in grátia cantántes in córdibus vestris Deo. Omne, quodcúmque fácitis in verbo aut in ópere, ómnia in nómine Dómini Iesu Christi, grátias agéntes Deo et Patri per Iesum Christum, Dóminum nostrum.

Fratelli: Rivestitevi come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di modestia e di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi se qualcuno ha da dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così anche voi. Ma al di sopra di tutto questo, abbiate la carità, che è il vincolo della perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché siete stati chiamati a questa pace in modo da formare un solo corpo. Siate riconoscenti. La parola del Cristo abiti in voi in tutta la sua ricchezza; istruitevi e avvisatevi gli uni gli altri con ogni sapienza, e, ispirati dalla grazia, levate canti a Dio nei vostri cuori con salmi, inni e cantici spirituali. E qualsiasi cosa facciate in parole o in opere, fate tutto nel nome del Signore Gesù Cristo, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.

GRADUALE
Ps 43:8-9

Liberásti nos, Dómine, ex affligéntibus nos: et eos, qui nos odérunt, confudísti.
V. In Deo laudábimur tota die, et in nómine tuo confitébimur in saecula.
Ci liberasti da coloro che ci affliggevano, o Signore, e confondesti quelli che ci odiavano.
V. In Dio ci glorieremo tutto il giorno e celebreremo il suo nome in eterno.

ALLELUIA
Allelúia, allelúia.

Ps 129:1-2
De profúndis clamávi ad te, Dómine: Dómine, exáudi oratiónem meam. Allelúia.
Alleluia, alleluia.

Dal profondo Ti invoco, o Signore: o Signore, esaudisci la mia preghiera. Alleluia.

EVANGELIUM
Sequéntia ✠ sancti Evangélii secúndum Matthaeu
Matt 13:24-30

In illo témpore: Dixit Iesus turbis parábolam hanc: Símile factum est regnum coelórum hómini, qui seminávit bonum semen in agro suo. Cum autem dormírent hómines, venit inimícus eius, et superseminávit zizánia in médio trítici, et ábiit. Cum autem crevísset herba et fructum fecísset, tunc apparuérunt et zizánia. Accedéntes autem servi patrisfamílias, dixérunt ei: Dómine, nonne bonum semen seminásti in agro tuo? Unde ergo habet zizánia? Et ait illis: Inimícus homo hoc fecit. Servi autem dixérunt ei: Vis, imus, et collígimus ea? Et ait: Non: ne forte colligéntes zizánia eradicétis simul cum eis et tríticum. Sínite utráque créscere usque ad messem, et in témpore messis dicam messóribus: Collígite primum zizáania, et alligáte ea in fascículos ad comburéndum, tríticum autem congregáta in hórreum meum.

In quel tempo: Gesù disse alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Ma nel tempo che gli uomini dormivano, il suo nemico andò e seminò della zizzania in mezzo al grano, e partì. Cresciuta poi l’erba, e venuta a frutto, comparve anche la zizzania. E i servi del padre di famiglia, accostatisi, gli dissero: Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Donde dunque è venuta la zizzania? Ed egli rispose loro: Qualche nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a coglierla? Ed egli rispose: No, perché cogliendo la zizzania non strappiate con essa anche il grano. Lasciate che l’uno e l’altra crescano sino alla messe, e al tempo della messe dirò ai mietitori: Strappate per prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla, e il grano raccoglietelo nel mio granaio.

Credo

OFFERTORIUM
Ps 129:1-2
De profúndis clamávi ad te, Dómine: Dómine, exáudi oratiónem meam: de profúndis clamávi ad te, Dómine.

Dal profondo Ti invoco, o Signore: o Signore, esaudisci la mia preghiera: dal profondo Ti invoco, o Signore.

SECRETA

Hóstias tibi, Dómine, placatiónis offérimus: ut et delícta nostra miserátus absólvas, et nutántia corda tu dírigas. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.

Ti offriamo, o Signore, ostie di propiziazione, affinché, mosso a pietà, perdoni i nostri peccati e diriga i nostri incerti cuori. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Postcommunio

Orémus.
Quǽsumus, omnípotens Deus: ut illíus salutáris capiámus efféctum, cuius per hæc mystéria pignus accépimus. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. R. Amen.

Preghiamo.
Ti preghiamo, onnipotente Iddio: affinché otteniamo l’effetto di quella salvezza, della quale, per mezzo di questi misteri, abbiamo ricevuto il pegno. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. R. Amen.

7 commenti:

Daniele ha detto...

Questo pezzo di Vangelo mi ha sempre intrigato moltissimo. Mi piacerebbe discuterlo con qualcuno che se intende.

Unam Sanctam ha detto...

In realtà oggi è la XXIV dom. dopo la Pentecoste, ovvero prima domenica mobile, le cui letture per una organizzazione del ciclo propria del rito romano sono quelle della V domenica dopo l'Epifania quest'anno non celebrata (ma solo le letture: la salmodia è Dicit Dominus, propria, mentre la V dopo Epifania avrebbe Adorate Deum).

Considerando che le domeniche non si traslano mai (al massimo si anticipano o, per quanto alla messa, si ripongono), il titolo è uno strafalcione liturgico.

Anonimo ha detto...


# U Sanctam

Invece di appestarci con i suoi formalismi liturgici, ci proponga qualche riflessione illuminante sul Vangelo di oggi, che
presenta una parabola dal significato sempre profondo ma nello stesso tempo "intrigante", come ha giustamente rilevato un lettore.
O.

mic ha detto...

Del vangelo, la prima cosa che mi colpisce è che il nemico semina "cum autem dormirent homines"... e superseminavit, cioè coprì il buon seme con la zizzania... La necessità della vigilanza (Vigilate e pregate!, dice il Signore)
poi c'è il dialogo dei "servi" che se ne accorgono e ricorrono al "pater familias" e qui vediamo delineati i ruoli, ma soprattutto la figura del pater familias che è colui che gestisce e dispone e gode della fiducia dei servi che non tardano a ricorrere a lui e gli pongono domande sia sulla provenienza del cattivo seme che sul da farsi, anzi propongono la loro soluzione... e lui risponde a tutte le domande e corregge la soluzione, spiegandone anche il perché e dando indicazioni precise. E qui emerge il ruolo dei "messores", i mietitori... che nell'interpretazione corrente sono gli angeli e si prefigura la fine dei tempi e il giudizio finale; ma mi viene in mente che, al maturare di certe situazioni, potrebbero essere pastori illuminati e il grano e la zizzania potrebbero essere riferiti non alle persone ma alle idee-insegnamenti (sani o malsani) che le guidano e le forgiano... Ma qui c'è bisogno di conferma : potrebbe essere una mia elucubrazione....

mic ha detto...

E il fatto che sia una mia elucubrazione lo dice la spiegazione che Gesù stesso dà della parabola che mi viene in mente adesso...

che crescano insieme fino al giorno del giudizio ha detto...

radicatinellafede rnf
https://www.youtube.com/watch?v=5FBTzE2oKQQ&t=355s

V Domenica mobile dopo l'Epifania in rito tradizionale a Vocogno in Val Vigezzo (VB).
Omelia di don Alberto Secci: che crescano insieme fino al giorno del giudizio.
Domenica 7 Novembre 2021.

Anonimo ha detto...


Sulla parabola della zizzania.

Forse è anche da mettere in relazione con altri passi evangelici.
Per esempio dove il Signore afferma che
1. Dio fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

2. Quando rimprovera i Discepoli perché, respinti da una città, invocavano su di essa la distruzione divina, dicendo loro: "Non sapete quello che dite". Citazioni a memoria.
Aspettare a strappare subito la mala erba sembra anche atto di misericordia nei confronti dei peccatori, ai quali Dio lascia il tempo per convertirsi o pentirsi, l'opportunità di aprirsi alla Grazia.

C'è poi "il loglio" costituito dai falsi cristiani o tali solo esteriormente, che si presenta come buon grano, al di fuori.
E ci sono (vedi S. Agostino) tra i pagani quelli che il giorno del Giudizio saranno giustificati, perché in realtà cristiani in pectore e anche nelle loro opere (battesimo di desiderio implicito).

Da illustrare bene l'importante concetto secondo la quale, l'estirpazione prematura del loglio danneggerebbe anche il buon grano.
T.