giovedì 25 novembre 2021

La morte della filosofia, dell'etica e delle scienze umane

Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che la figura dell'intellettuale appartiene al passato, e che essa è stata sostituita da un nuovo modello di uomo di sapere, solidale all'ordine della religione scientista e suo strumento di propaganda militante. Non che l'intellettuale di professione, figura tipicamente borghese e post-moderna, incarnasse chissà quale valore etico o fosse investito di una qualche missione sociale. Egli era tuttavia il residuo di un mondo in cui esistevano istanze che non potevano essere risolte ricorrendo esclusivamente a comitati tecnico scientifici o a modelli previsionali, ma che si riconosceva utile problematizzare anche alla luce della memoria storica, delle scienze umane e della coscienza critica. Dobbiamo riconoscere che quell'epoca, assieme all'ordine borghese, è ormai agonizzante, e che presto qualsiasi attività di pensiero che non sia esclusivamente la celebrazione o l'apologia dell'esistente, sarà relegata all'ambito dell'intrattenimento e tollerata in quanto innocuo diversivo al pensiero unico.

Se ciò è possibile, è essenzialmente perché i principali centri di produzione e diffusione della conoscenza sono stati infeudati a quelli del potere, grazie alla progressiva introduzione di logiche di mercato laddove per definizione l'indipendenza dall'interesse doveva essere garanzia di autonomia, oggettività e merito. Non addentriamoci ora nella penosa storia della graduale compromissione degli istituti scolastici, universitari e di ricerca; accontentiamoci di prendere atto del fatto che le strutture a cui un tempo veniva demandata la formazione di cittadini, politici e uomini di sapere, sono oggi i principali centri di irradiamento di legittimazione e consenso incondizionati.

La recente levata di scudi, in larga misura accademica, contro Cacciari e Agamben è la dimostrazione del fatto che l'intellettuale e ciò che rappresenta gode di riconoscimento, autorità e considerazione finché rimane nell'ambito ininfluente dell'editoria e non tange minimamente la realtà. Quando pretende, invece, di incidere sul reale, facendo valere la sua voce come pungolo critico, va riportato d'autorità nel proprio recinto dai pastori del discorso, che poi altro non sono che esponenti compiacenti di quei luoghi di asservimento da cui il ribelle ha preteso di emanciparsi. 
Fonte Weltanschauung Italia

36 commenti:

Anonimo ha detto...

Le parole sono importanti perché con esse si traducono i pensieri.
Allora vediamo di metterci bene d'accordo sul loro esatto significato.
Togliere pretestuosamente i propri diritti a oltre 8 milioni di italiani e condizionarli a tutti gli altri, si chiama DISCRIMINAZIONE.
Impedire immotivatamente l'accesso a dei luoghi a qualcuno si chiama SEGREGAZIONE.
Promettere la restituzione della libertà inopinatamente sottratta o limitata in cambio di qualcosa si chiama RICATTO.
Costringere una platea di persone a subire un trattamento sanitario che la legge non potrebbe mai prevedere, si chiama ESTORSIONE.
Bollare una parte della popolazione innocente come nemica della società è ISTIGAZIONE ALL'ODIO.
Minacciare concretamente di ridurre alla fame i disubbidienti è VIOLENZA PRIVATA.
Usare la legge e stuprare la Costituzione è ABUSO D'UFFICIO.
Strappare il contratto sociale e pretendere che chi si vede discriminato abbia solo doveri è ALTO TRADIMENTO.
Discriminare, segregare, ricattare, estorcere, compiere violenza privata, istigare all'odio, tradire il popolo, sono REATI.
Chi compie un reato è un CRIMINALE.
Chi collabora al compimento di un reato è COMPLICE.
Ergo, chi ci governa è CRIMINALE e chi lo sostiene è COMPLICE e la DISUBBIDIENZA civile non è solo necessaria, ma è un DOVERE che ogni donna ed ogni uomo di buona volontà dovrebbe compiere.
Stefano Burbi

va tutto bene..a loro ha detto...

Da cui : 60 milioni meno 8 milioni e' uguale a 58 milioni di "asserviti" dal momento che non si sposta foglia...

Anonimo ha detto...

La filosofia,l'etica,le scienze umane e la cultura in senso lato e stretto italiane sono state forgiate con l'assemblare filosofie, etiche, scienze umane e culture in senso lato e stretto straniere. La produzione, in merito, italiana è stata relegata in qualche angolo e portata alla ribalta solo se in tono con le culture europee, americane, russe o cinesi e altre secondo le mode. Alla cultura italiana non è stato dato credito mai.

All'intelligenza italiana, in qualunque ambito si sia mostrata al suo meglio, si è riservato distrattamente un recinto stretto di tolleranza. E fu così che invece fummo ingozzati con tematiche che nostre non erano. Tematiche caratteristiche di altre latitudini, di altre culture, di altre storie.

Ad esempio: 'l'incomunicabilità' non è mai stato un nostro problema nazional/polare, parlar abbiamo sempre parlato e se qualche tormento angustiava il cuore lo si esprimeva col canto, col verso, col colore, con la forma, con la parola chiara entro un pensiero chiaro, semplice che si interpretava da se stesso. E' proprio questo pensiero che altri ci invidiavano e ci invidiano del quale molti di noi, per guardar l'erba del vicino, si vergognarono e si vergognano, è proprio questo pensiero che, piano piano, s'è snaturato.

Noi non siamo più noi ed è impossibile che diventiamo chi non siamo. Con piacere noto che piccole case editrici sono spuntate e spuntano qua e là, ognuna con un suo proposito di ripescaggio nell'ambito che le è corrispondente. Questo mi sembra un buon segnale, significa che le grandi case editrici dell'egemonia culturale sono sul viale del tramonto e su un altro viale si sta posizionando il capitale che le ha tenute in piedi, attratto dalla tecnologia, dai mercati in rete, dall'industria farmaceutica.

Per noi questo momento di 'confusione' è una grande occasione per riconquistare il terreno perduto sia fisicamente, sia culturalmente che spiritualmente. Allora in alto i cuori,al lavoro per i nostri figli, i nostri nipoti, per la nostra amata Italia.

Anonimo ha detto...

Lo stato emergenziale da anni si regge su un "état d'esprit" opportunamente coltivato da una serie di agitatori culturali a cui attribuire indipendenza e buona fede è sempre più problematico.
Da una parte titoli e credibilità delle voci avverse sono costantemente discussi e ridimensionati, dall'altra si esaltano competenze e qualifiche di figure utili alla propaganda al fine di rinforzare e rendere stabile la narrazione vigente.
Ultimamente si è prestato alla causa il Nobel Parisi, sempre citato con il titolo da biglietto da visita (nel suo caso il premio Nobel è un attestato di credibilità da esibire, a differenza di quello di Montagnier, che è invece ininfluente e frainteso).
Il fisico, che si esprime su qualsiasi questione avvolto dal suo mantello di autorevolezza, è evidentemente anche virologo, politologo, climatologo, epistemologo, sociologo, esperto di politiche energetiche, sanitarie, economiche ed ambientali, e chi più ne ha più ne metta. Un caso pressoché unico di Nobel assoluto. Cavaliere della scienza contro l'antiscienza, bolla come antiscientifica qualsiasi posizione non sia quella dell'agenda mondialista o draghiana, che in pratica esprimerebbero il senso e la verità unica della società. Peccato che quando esce dal suo territorio specialistico, i toni da propaganda che usa, le stereotipizzazioni e le generalizzazioni tranciate con l'accetta, siano francamente imbarazzanti e spesso addirittura di livello più basso di quelle della stampa generalista. Ad esempio, la sua caricatura del "novazz" è assolutamente irraggiungibile pure dai più beceri salotti televisivi.

Credi nella scienza (quella vera, aggiungiamo noi) ma diffida dello scienziato, diceva un lungimirante intellettuale che aveva compreso che il sapere è puro, ma l'uomo raramente ne è all'altezza.

mic ha detto...

«Bisogna ormai prendere atto del fatto che l'Italia rappresenta l'epicentro di un gorgo di follia autoritaria autodistruttiva, in cui si saldano psicosi collettiva e sistematico, brutale abuso del potere.

Un ciclone che infuria in gran parte di un continente sempre più senescente, vigliacco, dimentico delle ragioni della libertà, e ancor più della "religione della libertà" evocata da Benedetto Croce in un periodo buio quasi quanto questo. Ma che trova la sua forma di regime più spietata in questa Italia intrisa di servilismo e odio ferino.

Il regime draghiano, continuazione più arrogante di quello contiano, ha deciso di reggersi sulla distruzione di ogni legame comunitario e di ogni autonomia della società, sulla persecuzione delle minoranze, sulla discriminazione e demonizzazione di capri espiatori, al di fuori di ogni logica scientifica e umanità, attizzando continuamente il fuoco dell'emergenza anche quando non esiste, aumentando fino all'inverosimile il controllo invasivo nelle vite dei cittadini ridotti a sudditi, ad automi, a QR.

Pensa di durare così a tempo indeterminato, contando sul fatto che in Italia la cultura costituzionale è retorica e superficiale, e la dignità morale che pone argini interiori al potere è schiacciata da secoli di dominazioni, microconflittualità e bassi opportunismi. Ma ha fatto male i suoi calcoli.

Pagherà, e pagherà carissimo le umiliazioni che sta infliggendo. "Verrà un giorno" in cui le spine conficcate nella carne di chi obbedisce, di cui parlava Elias Canetti in "Massa e potere", prima o poi esigeranno il loro riscatto tutte insieme.

Per ora, comunque, il cuore di tenebra del vecchio continente congelerà per chissà quanto la nostra società e altre in un buco nero, mentre il resto del mondo - Asia, Africa, gran parte dell'America, Europa del Nord, Gran Bretagna - continua a vivere e progredire, ridimensionando ulteriormente un'Europa già ferita e malata: non di Covid, ma di infecondità e paura della vita.

In questo tempo, non sappiamo quanto lungo, i pochi o molti che amano ancora la libertà, la decenza, la ragione, l'onore dovranno, come giustamente ha suggerito Giorgio Agamben, lavorare per costruire una comunità alternativa al regime neo-schiavista, in grado di mostrarne sempre più le contraddizioni insanabili e sostituirlo con una nuova società di individui responsabili e di poteri rigorosamente limitati.

Una rivoluzione che deve essere innanzitutto "in interiore homine", deve implicare una più matura consapevolezza dell'eredità dell'umanesimo occidentale tanto insultato, e non potrà che prendere le mosse dai capri espiatori di oggi - dai vinti, dai discriminati, dagli umiliati - come sempre primi iniziatori di un futuro migliore.»
Cito Eugenio Capozzi

La nuova 'normalità' ha detto...

Il corpo è nostro se vogliamo ucciderci con gli stravizi, con il suicidio assistito e per abortire, altrimenti appartiene allo Stato.

Anonimo ha detto...

ETSI OMNES, EGO NON.
La preside del liceo dove insegno mi ha cacciato da scuola. Mi ha cacciato poiché le avevo fatto presente che non intendevo fare lezione in presenza di un alievo maschio che si è presentato travestito da donna dalla testa ai piedi. A questo punto la "signora" in questione mi ha messo brutalmente di fornte all'aut aut: o avrei fatto lezione facendo finta di nulla, o avrei dovuto lasciare immediatamente la scuola. Alla mia risposta che mi sembrava molto più onorevole la seconda possibilità, mi ha cacciato. Questi i fatti (tralascio le parole assai sgradevoli della signora in questione, che intendevano umiliarmi. alle quali ho ovvamente replicato).
In una scuola capovolta, che a parole non vuole "discriminare" nessuno, si discrimina pesantemente solo chiede decoro, decenza, rispetto dei limiti.

P:S: Immagino di essere l'unico, tra i docenti della classe, ad avere chiesto alla preside l'esonero dalla lezione. E ovviamente l'unico ad essere cacciato. Non me ne faccio problema: "etsi omnes, ego non", come diceva monsignor von Galen. "Anche se tutti, io no".
Martino Mora

L'epoca delle transizioni ha detto...

Se diventare donna oggi è il nuovo mantra dalla medicina ormonale, al soldo dell'ingegneria della transizione sessuale (che va di pari passo con quella ecologica e digitale), allora l'eresia devota al dato di natura è l'unico mezzo per contrastare la rivoluzione. Un eretico senza ombre ci ricorda come stanno le cose.

"Torno a scongiurarvi tutti in generale... che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge. Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.
Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura…"

Giordano Bruno, De la causa principio et uno

Clesinger 63 ha detto...

Mi sa che il risultato fa 52

Anonimo ha detto...

Martino Mora,
uomo di coraggio! Nel bisogno, presenti.
M.A.

Anonimo ha detto...


A proposito di libertà di movimento.
Nella Repubblica d'Irlanda se vai ad un ristorante, al coperto,
oltre al "pass" che dimostra l'avvenuta vaccinazione, devi
mostrare anche il passaporto, documento con la tua foto,
per dimostrare di essere proprio tu quello del "pass".
Forse basta anche la patente.
Fino ad ora i controlli erano piuttosto laschi.
Adesso sono più rigidi, dato il forte aumento dei casi
nelle ultime due settimane.



Della serie :non vedo,non sento,non parlo. Dove sei dignita' ? ha detto...

"un allievo maschio che si è presentato travestito da donna dalla testa ai piedi"

Vedete fino a che punto e' ridotta la scuola..!
Senza piu' rispetto dei limiti,senza decenza,senza decoro.
A che serve ?!
Non serve piu'!
Hanno preteso di essere promossi anche senza studiare con il 6 politico,anche i ragazzini si sono ribellati, sono saltati sulle cattedre per dileggiare i loro insegnanti,hanno fatto piu' i giorni di sciopero che giorni di insegnamento...da parte loro anche gli insegnanti ideologizzati ci hanno messo il loro contributo iniziando le lezioni ,vado a memoria,con il commento dei giornali piuttosto che la loro specifica materia. Dopodiche' e' stato come una valanga...e i magistrati e i politici ci hanno messo del loro. Fine!
La mia solidarieta' al Prof.Martino Mora

Anonimo ha detto...


L'insegnante cacciato dalla scuola, un mondo rovesciato

Invece di cacciare lo studente che disturba e provoca con il suo comportamento aberrante, viene cacciato l'insegnante che a tale
comportamento si oppone, facendo il suo dovere.
È un mondo capovolto, dove il vizio è virtù, e da tanto tempo.
Per difendere la virtù, ossia la morale naturale e civile dei popoli, bisogna appunto credervi, aver fede nei valori che dovrebbero esser
difesi. Ma chi ce l'ha oggi questa fede?
Pochi assai, a quanto pare. Anche perché la maggioranza vive probabilmente passando da un compromesso morale all'altro.
La scossa per la rinascita dovrebbe venire dal clero cattolico, ma quest'ultimo sembra ancor più malato (moralmente) del resto della società. E quando non è moralmente tarato appare (con pochissime eccezioni) intellettualmente minorato, paralizzato dal terrore di sembrare disubbidiente ai superiori gerarchici.

Anonimo ha detto...

la cosa grave è che non si vuol riconoscere che tutto quanto sta accadendo, non è conseguenza della pandemia, non è per tutelare la salute delle persone, ma per raggiungere gli obiettivi fissati in antecedenza, ancora prima del covid... controllare le persone e spopolare il pianeta. Coloro che sono vaccinati e godono per il possesso del green pass e del Super Pass, turbo pass..... si ricordino che a lungo andare pure loro si troveranno con mani e piedi legati, limitati, costretti a piegarsi ai loro dictat pena il non rinnovo dell'infamante carta verde. Non è complottismo, non è fantascienza, ma drammatica realtà. Non dovrebbero insultare coloro che manifestano, stanno lottando per tutti; bisogna dare un segnale forte a questi irresponsabili che stanno distruggendo la nostra vita fisica e sociale.
Castellaz Giovanni

Anonimo ha detto...

Mario Minetti
Ieri parlando con un amico Ho realizzato che chi ci comanda e' nel panico più completo.
Trovarlo più le redini della situazione e questo si evince soprattutto dai proclami e dagli editti sconclusionati e contraddittori che emettono a giorni alterni.
Senza saperlo stanno facendo il nostro gioco.
Il gioco di chi ha raggiunto la piena consapevolezza e cerca di svegliare più gente possibile.
Prendiamo ad esempio le nuove restrizioni per i così detti "novacs".
Le contraddizioni.
1) la solita: senza lasciapassare non posso accedere al lavoro nel supermercato, ma posso accedervi per fare la spesa.
2) la nuova: col tampone che fornisce il lasciapassare, posso lavorare 12 ore in ufficio con i colleghi ma non posso andare a cena con loro.
Queste contraddizioni non fanno altro che rimettere il moto il cervello disabituato ormai da tempo a porsi delle domande.
Chi non si chiede neppure il perche', spiace, ma ormai e' perduto.
E un cervello che si rimette in moto può giungere anche a fare dei ragionamenti più complessi della semplice domandina da Settimana Enigmistica.
Ad esempio può chiedersi se lo svago (teatro, cinema, stadio, ristorante, viaggi, ecc.) sono cose primarie nella propria vita, quale valore gli e' stato dato in passato e se fosse possibile farne a meno.
E poi, di conseguenza, tali restrizioni contraddittorie hanno uno scopo di tutela sanitaria o di pressione psicologica?
Perche' queste restrizioni, in due anni, sono state attuate solo in prossimita' delle festivita'?
Su chi si vuole fare pressione veramente?
La vita di ognuno e' legata al lavoro: ma lavoro per vivere o vivo per lavorare? Quali alternative al mio lavoro? Quali comodita' mi consente il mio lavoro? Posso fare a meno delle mie comodita'? Posso cambiarle o sostituirle?
E molte altre ancora.
Ognuna di queste domande ha risposte multiple e tutte le risposte sono collegate tra loro in modo tale che, se per caso si desse una risposta errata a una sola di esse, produrrebbe una contraddizione in termini con la risposta successiva.
Ogni risposta è, comunque, un prezioso contributo alla riacquisizione della propria consapevolezza.
Provate a giocare

Anonimo ha detto...

Il “supergreen pass”, come è successo in altre occasioni, avrà un effetto “sdoganante” del green pass normale. Se per fare alcune cose ci vorrà il “super”, ovvero, per ora, per le attività meno necessarie, per le cose invece necessarie, il green pass normale sarà come una concessione.
Ecco al punto in cui siamo arrivati.
È una struttura pensata per ingabbiare, a più livelli, che apre continuamente nuove finestre di Overton.

Leggiamo già: “Per far questo, per far quello, servirà solo un tampone.”
Quindi, ovviamente, nessuno metterà in dubbio che anche solo il fatto di doversi fare un tampone per qualunque cosa sia una misura severa e liberticida, piuttosto, appunto, una concessione. “Solo” un tampone.

Ve li ricordate i fenomeni come Salvini che oggi, tra un selfie e l'altro, sbraitano "il pass per i bambini non è giusto"?
Qualche mese fa ridacchiavano alla sola idea di un lasciapassare, oggi fanno finta di nulla mentre votano a testa bassa.

Ogni giorno nuovi deliri vengono discussi e divengono, man mano, "normali".

D'altronde lo sappiamo: non contano i sintomi.
Non conta la temperatura corporea.
Non contano gli anticorpi.
Non conta il tampone negativo.
Sei malato. Per decreto.

Abbiamo definitivamente, totalmente, assolutamente abbandonato il campo sanitario. Ma nessuno si accorge di nulla.

Viator ha detto...

“C'è del buono in questo mondo, padron Frodo. È giusto combattere per questo.”

https://corrieredellumbria.corr.it/news/umbria/29566540/umbria-spoleto-acquista-mobili-asta-riconsegna-ex-proprietari.html

Anonimo ha detto...

@25 novembre 2021 13:50
Per favore, non dategli il pretesto di proporne degli altri!
Vuole che lo impongano anche per fare la spesa?
Io non ho la patente di guida,non l'ho mai voluta prendere,mi sposto con i mezzi pubblici, vuole che lo impongano anche per salirvi?
Vivo in una grande citta'e non potrei permettermi di tenere un cavallo o altra bestia da sella come cavalcatura ne' saprei dove collocarlo,nel garage?

Anonimo ha detto...

Ovviamente, nessuno si azzardi a dire che le nuove decisioni di politica tecno-sanitaria siano foriere di un cambio di paradigma esistenziale.

Anonimo ha detto...

http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/ma-ce-da-salvare-il-paese-o-da-salvare-un-sistema-di-potere-e-un-circo-di-impresentabili/

Anonimo ha detto...

Ma lei doveva guardare alla persona, non al vestito!
Che fa? Si mette a litigare con l'adolescente che ha voglia di fare l'originale, o peggio ha dei problemi da superare? Lei aveva sottomano una intelligenza da plasmare o perlomeno influenzare e ne ha perso l'occasione. Quando non si può raccogliere si deve almeno cominciare a seminare ... Letture, discorsi, battute scherzose.. ci sono molti modi per comunicare e influenzare. Per non dire che un maestro credente deve portarsi all'altare l'alunno difficile e pregare per lui.
Avevo un professore al liceo, cinquant'anni fa, che si offendeva come un ragazzino e come un ragazzino si abbassava a litigare con gli allievi. I quali, veri diavoli, erano felicissimi di fare ping pong col professore.

Anonimo ha detto...

@25 novembre 2021 11:50
Bravo,si vede che Sto arrivando! fare di conto.

20 nov 2021Local Team ha detto...

Milano, manifestanti No Green Pass intonano Ave Maria davanti a polizia in assetto antisommossa
https://www.youtube.com/watch?v=HZbwITPi7Ws

Anonimo ha detto...

In seguito alla imminente entrata in vigore del super green pass, tutte le persone che conosco e che hanno resistito finora hanno prenotato la loro prima dose. C'è stata ovunque un'impennata di prenotazioni. Piano piano, stanno cedendo tutti. È comprensibile. Speriamo che coloro che hanno ceduto per ultimi siano preservati dagli eventuali rari effetti aversi. Dio non può chiedere a nessuno l'impossibile. Non ergiamoci mai a severi censori degli altri!
La battaglia è perduta. Ciascuno può scegliere fra la resa e la continuazione della resistenza. Entrambe le soluzioni, giunti a questo punto, sono rispettabili.

Anonimo ha detto...

Il professor Kampf su Lancet: «Non è giustificato stigmatizzare i non vaccinati»
"Covid-19. Non è giustificato stigmatizzare i non vaccinati" è il titolo della lettera del professor Gunter Kampf pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet. Scrive Kampf: «Ci sono evidenze crescenti secondo cui i vaccinati continuano ad avere un ruolo rilevante nella trasmissione del virus. È dunque sbagliato e pericoloso parlare di pandemia dei non vaccinati».

Anonimo ha detto...

La cieca violenza del regime nazi-sanitario non risparmia nemmeno i giovanissimi, che, per continuare a godere del diritto allo studio, e recarsi a scuola con i mezzi pubblici, a breve dovranno sottoporsi a tre tamponi alla settimana per poter salire su un bus.
Un ragazzino di 14 anni per raggiungere l'aula, pagherà oltre al biglietto normale, un sovrapprezzo per un test invasivo per dimostrare di essere sano e i suoi genitori hanno tre opzioni: portarlo in macchina con conseguenti problemi organizzativi, subire un esborso economico che si moltiplica per il numero di figli interessati a questo mostruoso provvedimento, o cedere all'infame ricatto sottoponendolo ad un trattamento sanitario per prevenire una malattia per lui davvero simile ad un banale raffreddore e con rischi superiori ai benefici.
Chi ha architettato queste diaboliche misure e chi esulta per tutto ciò è solo un essere vile e spregevole e non merita che il mio profondo disprezzo.
Mentre la televisione di regime gioisce per l'impennata di prenotazioni di inoculazioni, inevitabile dopo l'ennesima stretta vigliacca, i sindaci pensano a nuove restrizioni, perché ci vogliono mascherati anche all'aperto e distanziati, nonostante presto il 90% avrà ricevuto il siero.
Questi folli criminali non si fermeranno se voi non direte BASTA! Svegliatevi, se siete donne e uomini degni di questo nome. Qualsiasi cosa perdiate per il vostro coraggio di opporvi, sarà sempre meno preziosa di quella che vi stanno sottraendo: la vostra dignità. Non permettetelo!
Ve lo chiedo in ginocchio.
Stefano Burbi

Pio ha detto...

Come scrive oggi Eugenio Capozzi: "chi non si vaccina è fuori dalla società civile, è un non-cittadino", voce dal sen fuggita al premier in conferenza stampa. Ora bisognerebbe chiedersi se i non-cittadini devono continuare a pagare le tasse, perché la Mafia che gestisce il nostro Paesello dovrebbe iniziare a preoccuparsi anche di tale aspetto.

Anonimo ha detto...

25 novembre 2021 16:39


Lei ha ragione, ma ormai è il 'sistema' che deve essere affrontato. E' il sistema che propaganda, che manipola nella confusione più totale. Gli allievi non escono più dalla scuola educati ed istruiti, ma manipolati ed ideologizzati. Dietro quel ragazzo oltre la scuola che ben si conosce si trova la famiglia e un mondo intero impazzito. Non è il ragazzo che vuol fare l'originale, cosa che in altri tempi sarebbe stata fermata all'ingresso della scuola dall'ultimo bidello, è un ragazzo che è stato esposto a lungo alla deboscia del 'SISTEMA', allora è giusto che l'insegnante dica:" io qui non entro". Nè la scuola statale è intesa come luogo di recupero per disturbi del comportamento dallo Stato stesso indotti attraverso tutti i suoi tentacoli.

Lei ha ragione, oggi sono necessarie scuole di recupero comportamentale, spirituale e culturale, che necessitano curricula terapeutici, spirituali e culturali, attraverso i quali curare infanzia, adolescenza, giovinezza dalla distorsione delle anime procurata dalla politica, dalla società e dalle famiglie stesse.

E se vogliamo dirla tutta oggi è la società intera che necessita di terapie intensive che portino ossigeno/vita all'anima e allo spirito calpestati e violentati dalla menzogna, dall'ipocrisia, dalla violenza sottile sulla mente che finisce col torcere se stessa e il suo corpo nell' autolesionismo.

E' proprio vero, oggi occorrono santi ed eroi. Il professore ha fatto bene a non entrare in aula e a richiamare il rappresentante dello Stato,la Preside, sullo stato della situazione. Abitando vicino ad una scuola mi è capitato di vedere,all'uscita finito l'orario delle lezioni, adolescenti dello stesso stesso che si baciavano sulla bocca. In queste manifestazioni pubblicamente ostentate è chiarissimo l'esercizio del potere che uno esercita sull'altro, e lo si vede anche tra gli adulti che pubblicamente ostentano il loro 'ammmore'. Non è questione di sesso, di sentimento, è questione di potere. Un epigramma del'68 recitava più o meno:'l'uomo prima di sottomettere il cane ha sottomesso il suo simile'. Su questo bisogna lavorare seriamente. Oggi il vero tema da conoscere ed onestamente cercare di risolvere è il POTERE, ma non sarà possibile farlo senza liberamente riconoscere Chi è l'Onnipotente.

Anonimo ha detto...

Riccardo Zenobi
Di fronte alla malvagità dei genitori il bambino pensa di essere lui il cattivo e di essersi meritato il trattamento, perché nella sua mente è insopportabile e inaccettabile l'idea che i genitori - a cui si affida completamente - possano essere malvagi.
Lo Stato è una figura genitoriale. Di fronte alla menzogna ideologica e alla malvagità della rieducazione forzata imposta dallo Stato, il cittadino preferisce pensare di essere cattivo e di essersi meritato il trattamento, perché nella sua mente è insopportabile l'idea che lo Stato - che ha potere assoluto e da cui dipendono la legge e i "diritti" - possa essere malvagio.

Anonimo ha detto...

Effettivamente per non cedere al vaccino e al super green pass ci voleva un aiutino dal Cielo che però NON c'è stato. Anzi, al "no green pass" dei manifestanti il governo ha risposto col super green pass nel silenzio di tomba del Cielo. Il divino silenzio è divino assenso? Non possiamo saperlo. Mi sembra che occorra riconoscere il loro definitivo trionfo e poi... prenotarsi per il vaccino... Pazienza!

mic ha detto...

Nessuno dei leader di partito ha sentito il dovere civico e morale di riprendere il premier Mario Draghi, il quale nel corso della conferenza stampa di presentazione del Super green pass ha detto che i non vaccinati sono de facto esclusi dalla società. Si tratta di una frase tanto grave che avrebbe dovuto provocare una mezza rivolta nelle file della maggioranza. Invece, niente. Tutti ipnotizzati, poi, magari, sono gli stessi che parlano di cittadinanza e diritti riempiendosi la bocca di vuote parole sfilando ogni 25 aprile mentre concionano di diritti e fratellanza.
Mi riallaccio alla fine del ragionamento di Eugenio Capozzi nell'editoriale di oggi. «Chi non si vaccina è letteralmente fuori dalla società civile, trasformato nemmeno in un cittadino di serie B, quanto in un “non cittadino”». Ebbene, chi si occupa del non cittadino? Quale speranza ha di poter essere un giorno raccolto?
L'espressione "non cittadino" ha un non so che di tragico. Quale potrà mai essere la colpa, il terribile fio tale da far perdere a un uomo la sua appartenenza a una comunità sociale chiamata patria, nazione, città? Un vaccino sperimentale e dall'efficacia ogni giorno che passa più risicata può essere una buona scusa per dividere gli uomini di una comunità in cittadini e non cittadini?
I diritti di cittadinanza sono dunque subordinati all'utilizzo di una seggiovia in Val di Fassa? Si è cittadini se ci si può sedere per mangiare una pizza al sabato sera? Il cittadino conserva i suoi diritti per poter andare al cinema a vedere l'ultimo Spiderman? Nessuno si rende conto che il primo compito degli scalda poltrona che stanno a Roma dovrebbe essere principalmente quello di evitare che queste discriminazioni avvengano? E invece loro che fanno? Avvallano in silenzio. Indegno.
Nell'antica Tebe perse il titolo di cittadino il povero Polinice, che si scannò con il fratello Eteocle per una guerra fratricida. Alla loro morte, il re Creonte, zio dei due, decretò per Eteocle i funerali solenni, mentre per il reietto Polinice l'onta di rimanere insepolto fuori dalle mura cittadine.
Stesso sangue, ma destino diverso. L'uno premiato dal potere, l'altro disprezzato e dato in pasto agli avvoltoi. Se non fosse stato per Antigone, la pietosa sorella che preferì affrontare la morte per dare degna sepoltura al fratello. Scoperta, viene condannata a morte dallo zio, che punì l'atto di insubordinazione. Antigone però non è una sconfitta, perché il suo gesto, unito al suo sacrificio, sono arrivati fino a noi come un'idea madre della legge naturale universale, che l'eroina sofoclea chiamava nomima agrapta (leggi non scritte).
C'è una legge non scritta nel cuore dell'uomo e riguarda la sacralità della morte come della vita. L'intangibilità dei diritti di cittadinanza sanciti iure sanguinis al momento della nostra nascita seguono questa legge non scritta. Neppure ai terroristi più efferati è stato negato lo status di cittadino italiano. “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”, recita l'articolo 22 della Costituzione.
E' inquietante che nessuno abbia avuto la forza di rimproverare il premier dicendogli che non gli è consentito dire questo. Eppure, sono gli stessi politici che ogni 2 Giugno regalano copie della Carta agli studenti.
Ma è anche vero che all'orizzonte non si vede un Antigone in giro disposta a riportare dentro le mura cittadine le carcasse dei cittadini no vax, ormai bollati senza appello come nemici del popolo e della salute. Nessuno che ricordi ai Creonte di turno: «Nacqui a legami d'amore, non d'odio». Questi sono i risultati.
Cito Andrea Zambrano

Tanto tuono' che piovve? ha detto...

Cara Mic,
Non vedo la televisione da tanto tempo anche se la detengo e pago da sempre il canone,non leggo i giornali e non li compero, qualche novita'l'apprendo dalla mia personale rassegna stampa mattutina a blogger sicuri, PERTANTO , ho appreso che dal 6 Dicembre p.v.la "supercartaverde" denominata super green pass* sara'obbligatoria anche per chi usa i mezzi pubblici. E' così?

Se e' così,offro a chi e' rimasto senza lavoro ma ha la patente di guida e la macchina, l'occasione di farmi da Chauffeur privato (potremmo organizzarci anche in piu' persone della stessa citta') con remunerazione da concordare per essere accompagnata alla S.Messa della Domenica V.O.e ad altre funzioni religiose raccomandate e ri-accompagnata a casa al termine delle stesse funzioni..

*
(sembra l'estrazione della Lotteria di Capodanno : il primo premio super green pass e' stato assegnato al Numero....)

Anonimo ha detto...

Finalmente la finirete voi che ad ogni pie' sospinto evidenziate le loro contraddizioni:
"Perche' quelli hanno l'obbligo della vaccinazione e quegli altri no"?

Anonimo ha detto...

Lo scopo dei vari passaporti dell'Europa senza dogane: lo sfinimento dei suoi abitanti!

Anonimo ha detto...

Questo accadrà esclusivamente se il 95% della popolazione avrà ricevuto il Green Pass vale a dire il codice digitale univoco = Identità Digitale. Ecco perchè ora proporranno il doppio Green Pass, non frega nulla della salvaguardia della salute dei cittadini.

Il vero obbiettivo, tramite escamotage della vaccinazione, è l’assegnazione del codice digitale abbinato ad ogni Green Pass.
https://www.maurizioblondet.it/61245-2/

Anonimo ha detto...

Un po' s'era capito! Comunque, grazie.