martedì 21 giugno 2022

Dove va la Francia?

Una interessante lettura degli esiti del recente voto in Francia.
Dove va la Francia?

La fotografia realistica dell’esito elettorale francese dice che: a) non c’è una maggioranza parlamentare; b) al momento non si vedono possibilità di coalizione; c) tra le qualità di Macron non c’è la capacità di mediazione e gestione articolata a grana fine. Ne consegue un quadro generale di instabile transizione. Il macronismo ovvero l’idea di resettare il quadro politico diviso in fazioni partitiche tradizionali (novecentesche) con un nuovo blocco un po’ di destra, un po’ di sinistra, in definitiva essenzialmente liberale e soprattutto la sostituzione della forma tradizionale partito con quella del leader assoluto che trascina un indistinto gruppo di follower, sembra giunto al termine della sua limitata parabola. È recuperabile questo esito?

Forse lo sarebbe in teoria, ma nel realismo pratico del caso sembra molto improbabile per tre ragioni.

La prima ragione è l’effetto sangue sui pescecani. Sinistra, destra e centro-destra repubblicano (soprattutto) hanno tutti sofferto la prima stagione del fenomeno Macron. Si sono leccati le ferite, si sono variamente riorganizzati, ora vedono gli effetti di questa loro nuova capacità politica. Il pescione progressista-liberale sanguina ed il sangue funziona da incentivo per i suoi nemici che saranno viepiù convinti nel continuare gli attacchi. Questo potrebbe svolgere una funzione di patto silenzioso, far fuori il pescione liberale per rimettere tutto in gioco. La sinistra guadagna 114 seggi allargando la propria rappresentanza di più di sette volte. La destra guadagna 81 seggi allargando la propria rappresentanza di 11 volte. I repubblicani perdono 51 deputati, praticamente si dimezzano. Il partito macronista perde 61 deputati, un quinto di seggi, e perde anche alcuni importanti rappresentanti già membri del governo. Operazioni di puro potere come è stato il fenomeno Macron, funzionano finché funzionano ovvero soffrono in maniera particolare le sconfitte, anche a prescindere la loro entità. Vedi la veloce parabola Renzi. I politici velocemente aggregati sull’onda del successo, altrettanto velocemente diventano nervosi e si guardano attorno quando la curva vira all’insuccesso.

In particolare, Christian Jacob, leader dei repubblicani, ha immediatamente fatto sapere di esser del tutto indisponibile ad un accordo di coalizione. Sindacalista agricolo, conservatore del tutto alieno dal modernismo liberale, ha ereditato lo storico partito che assieme ai socialisti ha dominato la scena politica francese pre-macronista. I socialisti sono scomparsi assorbiti dal fenomeno Macron, i repubblicani hanno retto botta nel 2017, oggi molto meno. Tuttavia, il risultato elettorale dona ora loro una posizione decisiva, una concreta possibilità di pesare politicamente al di là del peso elettorale in quanto tale. Ma ci sono parecchie ragioni per spingere Jacob a farla difficile. La prima è la scarsa compatibilità tra ideologia conservatrice e ideologia progressista-liberale. La seconda è un insieme di profonde differenze pratiche tra cui i temi “civili” ma anche la politica estera. Jacob, in passato, chiese di togliere le sanzioni UE alla Russia per l’affaire Crimea e storicamente i gollisti-chiracchiani, sono assai poco atlantisti e, nei fatti, molto propensi a bilanciarsi geopoliticamente ed economicamente coi russi. La terza ragione è che per logica della dinamica politica, anche se il risultato di ieri è stato negativo, in prospettiva, l’emorragia del partito di Macron, almeno una sua parte, potrebbe rifluire più facilmente proprio verso i repubblicani e senza dubbio, la posizione di centro-destra è a questo punto la migliore opzione centrista per rispondere all’impetuosa crescita tanto della sinistra che della destra. Di contro, far da stampella a Macron, sarebbe un suicidio di posizionamento politico, anche per via della sproporzione di forze (245 deputati a 61). Infine, tra un sindacalista agricolo di provincia ed un banchiere parigino, non si vedono molte compatibilità cultural-caratteriali.

Tuttavia, essendo la politica l’arte del possibile, una gestione articolata del compromesso, potrebbe risolvere il problema di un eventuale accordo tra liberali e conservatori nel nome del bene superiore o almeno della resistenza contro la doppia onda da sinistra e destra. Qui però gioca a sfavore la natura politica di Macron. Macron è un egotista-populista. Al di là del contenuto delle varie forme di populismo, questa forma altro non è che una relazione privilegiata tra una certa, maggioritaria o quasi (il significato di “maggioranza” nei sistemi uninominali, a doppio turno, ciechi all’astensionismo è molto relativo), fetta di popolo inteso in maniera indistinta ed un leader che a quel popolo risponde senza intermediari. Una semplificazione della tradizione politica occidentale, tratta da sistemi geostorici e politici di tutt’altra tradizione, cooptata nell’ideologia neoliberale come appunto semplificazione del pluralismo politico ritenuto poco decisionista e troppo “democratico”. Per motivi a me incomprensibili, è stata anche coccolata da certe aree critiche non conformiste probabilmente digiune delle minime comprensioni di teoria politica. La forma è stata poi variamente aggettivata e criticata o esaltata secondo convenienza ideologica ma di per sé è un ordine tanti-Uno che è stato applicato tanto nella c.d. autocrazie che in alcune c.d. democrazie liberali. L’attitudine “verticale” al potere di Macron, come da più analisti politici definito, rinforza tale assetto e quando il leader è costretto a venire a patti, recuperare l’arte del compromesso, del dare-avere, del condividere ed assorbire le contraddizioni ideologiche che scaturiscono dal dover fare cose assieme con chi non è simile, fallisce. Tant’è che nei primi pronunciamenti seguiti il voto, l’area Macron ha fatto sapere di puntare ad un governo di minoranza che cercherà voti volta per volta. Un marasma ingestibile date le premesse. Macron potrebbe anche esser tentato a gestire la cosa facendola apparire talmente negativa da poi richiamare alle urne il Paese per ottenere un mandato più forte, ma è una strada molto impervia e di più rischiosa.

E veniamo così al terzo problema generato dal voto francese, il rapporto col contesto. Il contesto è altamente negativo. Nella recente indagine di opinione commissionata dal ECFR che verteva sulla guerra in Ucraina qui postata giorni fa, nel caso francese (italiano, spagnolo e tedesco) la maggioranza dei rispondenti pensava che il proprio governo fosse troppo sbilanciato in attenzione verso il conflitto a scapito dei tanti problemi di gestione sociale ed economica interna. La ricerca era di inizio maggio. Quel risultato oggi sarebbe anche più pronunciato e non ci vuole un paragnosta per prevedere che viepiù lo sarà nei mesi prossimi. Le cose, qui in Europa, tenderanno a farsi viepiù difficili, complicate, contradditorie e livelli che non abbiamo mai provato almeno negli ultimi settanta anni.

Acque molto agitate quindi, posizioni fino ad oggi espresse con estrema leggerezza idealista molto poco bilanciata da sano realismo consapevole, eterodirezioni dall’anglosfera a cui le élite europee hanno reagito poco, male e tardi. Un leader incline al culto di sé stesso con scarsa attitudine al “sangue e merda” dell’arte politica viepiù sanguinosa e puzzolente in tempi molto difficili. Competitori eccitati dal suo apparente e per ora parziale declino. Una Europa già frazionata come storicamente è sempre stata, oggi di più ed ancora di più domani dove ognuno dovrà badare alle proprie contraddizioni interne.

Tra cui l’Italia in cui cova una ulteriore rottura di simmetria politica per un Paese a crescente inflazione, riduzione economica, debito pesante, energia mancante, inflazione migratoria, saggezza politica latitante, mesi e mesi di insulso vociare in libera uscita su problemi internazionali gravi e di estrema complessità in cui si è sistematicamente deciso di fare l’esatto contrario di quella che risultava l’opinione maggioritaria.

Meno male che a giorni daremo alla mirabile democrazia ucraina l’opportunità di unirsi al gruppo europeo, non subito, dopo una quindicina di anni di riforme per farlo diventare uno “stato di diritto”. Come si possa esser una democrazia senza essere uno stato di diritto sfugge, ma di questi tempi, si sarà capito, le cose che sfuggono sono parecchie. (Pierluigi Fagan)

66 commenti:

Anonimo ha detto...

"Quando il clero intellettuale e il circo mediatico piangono, si tratta inevitabilmente di un buon segnale. Macron, uomo prodotto in vitro da Rothschild, non ha affatto ottenuto la vittoria che l'ordine neoliberale sperava"

Anonimo ha detto...

Comunque sia vale il detto 'Se Atene piange Sparta non ride' l'instabilità politica non giova a nessun paese UE, nemmeno a noi italioti che ce l'abbiamo da sempre, se un componente del tricolore tedesco al governo afferma in una intervista che le sanzioni sono un boomerang e che rischiano di morire di fame 100.000 tedeschi, figuriamoci al sudeuropa, intanto per tutti quelli che auspicano vittoria, la sig.ra Zelensky si trova da circa un mese a Forte dei Marmi, villa da circa 3.8 mln.€, pasteggia con vini da 15.000€ a bottiglia, eh, bisogna capirla, fugge da una guerra causata dal mostro russo, intanto, ad oggi, altri 100.000 giovanotti abbronzati ed in ottima salute, alla faccia di Speranza and.co. sono allegramente sbarcati sulle nostre coste, adesso arrivano anche da Croazia e Slovenia su mini yacht......buon risveglio Italia.

Anonimo ha detto...


Que vaut un commentaire où le phénomème majeur de l'élection, celui du parti de Marine Le Pen, passé de 8 à 89 députés, malgré les obstacles du scrutin majoritaire à deux tours, n'est pas mentionné une seule fois… Bah !

mic ha detto...

Il risultato di Marine Le Pen è notevole e consolante perché rispecchia la stessa tendenza qui da noi.
Solo che questa analisi guarda alle complesse dinamiche che si vanno evidenziando, dove forse a destra (come qui da noi) non sembra configurarsi una netta opposizione come ci si aspetterebbe...

Marine Salvini ha detto...

Troveranno la soluzione in men che non si dica. Vedrete!

E dove va la Grecia? ha detto...

E così la Russia avvisa i turisti che si apprestano ad andare in vacanza in Turchia di evitare le coste dell'Asia Minore fra il 15 e il 30 luglio... Questo il contenuto di una disposizione informale che le agenzie russe stanno diffondendo ai turisti russi che hanno prenotato le vacanze in Turchia, secondo il quotidiano greco Estia.

Non si tratta certo di una sorpresa. Perché se accadrà qualcosa, ossia uno sbarco delle forze armate turche su una o più isole greche, la data più probabile è il 20 luglio, anniversario dell'operazione Attila che vide sbarcare su Cipro e invadere mezza isola le forze armate turche nel 1974, oppure il 24 luglio, anniversario del Trattato di Losanna del 1923 che la Turchia vorrebbe "rivedere" per concretizzare il sogno della "Patria Azzurra" ossia l'estensione del potere marittimo sull'Egeo, limitato da quel trattato ai soli isolotti e scogli entro le 3 miglia nautiche dal territorio turco.

Si dà per scontato che la Nato costringerà la Grecia ad accettare tutto pur di accontentare la Turchia che, in cambio, potrebbe accettare alla fine l'estensione dell'alleanza a Svezia e Finlandia. Così dal 30 luglio i turisti potranno continuare a farsi il bagno tranquillamente...
Cit. Francesco Colafemmina

Anonimo ha detto...

Trovare una soluzione non sarà facile per Macron.Una scappatoia sarebbe un governo di unità nazionale all'italiota con tutti dentro a gestire,male, gli affari correnti.In questo caso il problema sarebbe costituito da Marine LP,la quale dovrebbe essere tenuta fuori dai giochi , con i gollisti e la sinistra anche estrema alleate di governo.Considerando che malgrado tutte le loro giravolte e tutti i loro tradimenti i nipotini del Generale non godono di buona salute elettorale ,per loro il rischio sarebbe enorme e anzi rischierebbero di perdere quel che resta del loro elettorato.Inoltre l'opinione pubblica francese è molto meno tollerante e distratta della nostra.I cuginetti sono piuttosto nervosi ed hanno spesso reazioni spropositate.Con loro le manifestazioni ,anche violente,si sa quando iniziano e non si sa mai quando (e come) finiscono.È un bel ginepraio e la situazione economica, migliore della nostra ma non troppo,non aiuta.Certo che anche noi ,con la benzina a due euro e passa al litro,non è che abbiamo tanto da stare tranquilli.

Da Fb ha detto...

E COME SE NON BASTASSE... ANCHE GRECIA VS TURCHIA
La Russia avvisa i turisti che si apprestano ad andare in vacanza in Turchia di evitare le coste dell'Asia Minore fra il 15 e il 30 luglio... Questo il contenuto di una disposizione informale che le agenzie russe stanno diffondendo ai turisti russi che hanno prenotato le vacanze in Turchia, secondo il quotidiano greco Estia.
In questo indefinito prolungamento della Prima Guerra Mondiale che è stato l'ultimo secolo, si riaffaccia dunque anche il sempiterno conflitto tra Achei e Troiani. Ma stavolta é molto più pericoloso, stante la situazione attuale del mondo, ormai sulla bocca di un vulcano in eruzione...
Diciamo che lo SGRETOLAMENTO DI OGNI TRATTATO E PATTO internazionale inaugurato dagli stessi, autoproclamati padroni del mondo in anni di bombardamenti e invasioni random ai quattro angoli del pianeta, adesso sta dando i suoi frutti.
In ogni caso, comunque finiscano le situazioni specifiche, stiamo assistendo allo scioglimento di una civiltà.
La "nostra".

Anonimo ha detto...

Attilio Negrini
Stamattina ho ascoltato il commento di Francesco Bonini, rettore della LUMSA, sulle elezioni francesi, a Radio Vaticana: "C'era stato un investimento di fiducia sulla personalità di Macron, la sua direzione è stata dovuta all'assenza di alternative democratiche, proprio perché il bacino dell'estrema destra che oggi è cresciuto in termini di seggi, resta un bacino significativo in termini di voti ma assolutamente improponibile come forza di governo". Ora, poiché queste parole sono gravissime, poiché LUMSA significa Libera Università Maria Santissima Assunta e poiché Macron è notoriamente un massone, il dottor Francesco Bonini, che è pure editorialista del Giornale di Brescia (non a caso...) dovrebbe spiegare bene quale sia il suo concetto di democrazia. In pratica, ascoltando il suo servizio si ha come l'impressione che si dia per scontato che Macron fu scelto, come penso e ho sempre (modestamente) sostenuto (nel mio piccolo) per andare in soccorso alla cupola in grave difficoltà. Fillon fu fatto fuori dalla longa manus della giustizia (come avviene in Italia da 30 anni) e la Le Pen fu messa al bando dai media e dai giudizi alla Bonini che non ammettono che milioni di voti dati a chi non è d'accordo con lorsignori valgano qualcosa. A mio parere questa impostazione è gravissima, probabilmente il professore manco ne è consapevole.

Anonimo ha detto...

Si ricorda del referendum del 2005 sull'Europa? I francesi votarono NO. il loro voto fu completamente ignorato.
Le votazioni sono una pagliacciata nella quale crede sempre meno gente, per fortuna. Nel nostro caso, un 52% non ci crede. È già tutto previsto, tutto deciso. Vedrà che non succederà niente di straordinario, tutto continuerà come prima. Perché mai Marine Salvini non dovrebbe far parte di un nuovo governo? Il RN non è altro che una delle cinquanta sfumature di sinistrismo francese come ha detto Zemmour. Il RN, fra l'altro, è favorevole all'aborto, come ha ricordato di recente l'"Abbé Jean-Luc Lafitte, durante una omelia a proposito delle elezioni presidenziali francesi (il suo sito si chiama Dame Marie).

Anonimo ha detto...

219 senatori oggi hanno votato contro l'Italia e contro i loro figli. Si vergognino.

Anonimo ha detto...

https://www.totalitarismo.blog/marine-le-pen-si-e-normalizzata/

Anonimo ha detto...

La stragrande maggioranza degli italiani - la stessa che ha inviato in parlamento quei senatori - è entusiasta del governo, arsa di sole, di caldo e di mare. È logico che i senatori non si facciano pregare due volte per votare in favore del great reset e del nuovo ordine mondiale americano.

Anonimo ha detto...


# Commenti su presunto stile di vita della moglie di Zelinsky, su presunta imminente guerra tra Grecia e Turchia:

qui si scrivono
romanzi. Bisognerebbe stare più calmi e evitare di sparare notizie ad effetto e probabilmente false.
Ci evono essere anche errori di stampa: la cifra di 100.000 sbarcati oggi sulle nostre coste non è credibile. Forse si volva dire 1.000, cifra comunque alta.

mic ha detto...

Non è proprio la stragrande maggioranza degli italiani, ma un congruo numero di clienti più una buona percentuale di distratti indifferenti sedati manipolati dai media.

mic ha detto...

Purtroppo erano proprio 1.000, cifra comunque altissima.

Anonimo ha detto...

Il principio architettonico su cui si sta costruendo la nuova Europa, la nuova Italia, la nuova Chiesa si basa sull'assunto che l'identità non è un dato fisso, un essere ed un esser-ci, ma un continuo farsi e rifarsi in una logica di rimescolamento di pro e contro, di contraddittorietà e mutevolezza. Tutto è in divenire non vi è una radice. Se il principio architettonico è il farsi, la radice non può essere che il nulla. Quali nichilismi oggi si sono uniti in una santa alleanza? Quelli che odiano la persona umana che nasce dalla Croce! Odiano l'uomo libero! Islam, socialismo e "chiesa della liberazione" stanno imponendo con la violenza e l'odio mascherati da buonismo e misericordia questa definitiva distruzione della libertà! E questo progetto ha chiaramente una matrice demoniaca! Solo il demonio può odiare la creatura libera perché figlia di Dio! Libera perché anche capace di rifiutare Dio (Lo ribadisco la libertà vuole anche la sua negazione per essere tale).
Non è solo una battaglia identitaria quella che ci si trova a combattere ma anche una guerra, una crociata, per garantire oggi e domani, ai nostri figli e nipoti la libertà! Difendiamo Atene da Sparta, Roma dai barbari inciviliti (Bruxelles) , Gerusalemme da Teheran e Mosca da Washington (sponda Obama/Biden). Davide ha battuto Golia, Cristo ci ha dato la speranza: Non praevalebunt!

Anonimo ha detto...

Un mondo si sta sfaldando, il mondo nato dalla seconda guerra mondiale.
La Russia è uno alla volta in guerra con gli stati cuscinetto balcanici; i paesi neutrali che si armano contro una grande potenza confinante; l'Ucraina che a breve sarà spartita tra Russia, Romania, Polonia e non ne resterà nulla; la Cina che scende armata verso Taiwan; l'America che minaccia la Cina; le influenze sul Pacifico stanno rimescolandosi; l'Africa all'improvviso silenziosamente è strappata dalle zanne degli europei ed è entrata nei commerci russo-cinesi; il Sudamerica che sta cercando di sfilarsi dalla mannaia golpista nordamericana; la Turchia che entra in conflitto con la Grecia; la Germania che sta affondando inesorabilmente, mentre l'Italia sta guadagnando, anche grazie al doppiogioco, sta recuperando crediti sul mediterraneo; Cina Russia e India che cominciano a ragionare dell'inimmaginabile e mai successo, una grande alleanza militare e commerciale.
Tutto si sta velocemente sfaldando. Si sfalderà se le cose van male anche l'UE perché stanno rinascendo gli stati nazione e il ciascun per sé.
Un magma geopolitico che andrà a creare nuove terre ma che ne va a incenerire anche altre... Un magna sul quale tutti gettano benzina, ma che nessuno è davvero in grado di gestire e men che meno guidare, e gli americani ancora non l'hanno realizzato, e non realizzano che una alleanza d'Oriente è la fine dell'Occidente: sarà il sudamerica di domani.

Che tutto questo avvenisse subito e all'improvviso, non l'aveva previsto nessuno.

Del resto Putin che è uno che non ha problemi con la verità e la realtà l'aveva detto: "Io sono colui che inizia i processi".
Cit Antonio Margheriti

Anonimo ha detto...

Sulla guerra in Ucraina
Draghi: Italia agisce su mandato ricevuto.
Da chi???????

Anonimo ha detto...

Quindi il nostro ministro degli Esteri Giggino Di Maio, stanco di strafogarsi di manicaretti alle cene orientali con i diplomatici russi, decide che è in disaccordo con la linea del partito sulla guerra in Ucraina, lascia il M5S e si crea il suo gruppo parlamentare con un valoroso manipolo di scappati di casa.
Le dimissioni dalla Farnesina sarebbero auspicabili ma si dovrebbe aprire una discussione seria e democratica sulla consistenza politica di questo governo e sappiamo tutti che potrebbe finire con delle nuove elezioni.
Figuriamoci!

Da Fb ha detto...

Se i grullini fossero un partito serio, oggi che gli è stato sfilato sotto il naso un Ministro e più di 60 parlamentari, avrebbero dovuto fare il diavolo a quattro e far cadere il governo. E invece pure loro, poveretti, tengono famiglia ed aspettano il vitalizio, quindi stanno ingoiando il rospo della fregatura e, anzi, si ingegnano ad umiliarsi ulteriormente rivendicando un loro presunto “europeismo ed atlantismo”, guardandosi bene dal parlare delle armi inviate per una guerra per procura che non ci riguarda e che ci danneggia. Finirà che alle prossime legislative scompariranno tutti: il partitino di Di Maio e quello dei grullini. Il che ovviamente non è affatto un male, se non fosse che gli altri lasciano tutti da desiderare. Purtroppo però qualcuno sarà riciclato o ricompensato lo stesso, con qualche incarico retribuito dai contribuenti. Vedi Di Maio di cui già adesso Repubblica loda lo “standing” e “il curriculum spendibile a 360 gradi nel mondo che conta dell’economia e delle relazioni internazionali”. Vi stanno già preparando, nel caso non l’aveste capito.

Anonimo ha detto...


# Margheriti

Ma quale sarebbe il "doppiogioco" che starebbe facendo l'Italia? E dove?
L'accenno resta oscuro.

Hanno innescato micce pericolose ha detto...

Non vorrei che con Kaliningrad, scoppiasse la terza guerra mondiale. Nessun europeo vuol morire né per l'Ucraina né per la Lituania.

Anonimo ha detto...

Mosca alla Lituania: la risposta su Kaliningrad non sarà solo diplomatica.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa per aver scritto 100.000, ho aggiunto uno 0 in più, ma comunque, secondo dati forniti dalla Farnesina al 31 maggio c.a. erano 19.416, ufficialmente, ufficiosamente molti di più, dato che arrivano alla spicciolata anche con visti turistici, quindi, sulla sig.ra Zelensky, la notizia è riportata in vari siti, poi se non si crede a nessuna notizia, meglio andare al mare. Kaliningrad, la città natale di Kant, ex Koenisberg, attaccata com'è alla Germania, io ci rifletterei molto prima di esporsi sfacciatamente come fanno i nostri Migliori ad inviare armi, intanto sappiate che sui giornali esteri, specie UK, non vi è traccia della guerra, la politica mediatica BBC and.co. è di non dare notizie destabilizzanti, volare basso ed enfatizzare solenni idiozie come il 40° compleanno di William, celebrato in pompa magna a Balmoral, per la gioia dei sudditi che ancora si beano del Jubilee......

Mamma mia, che sete! ha detto...

Eh magari! Tutto continuerà come prima. Adesso i mondialisti stanno resuscitando la farsa del Covid. E incominciando con la nuova farsa della siccità: non avendo la televisione, l'ho appreso giusto stamattina, in palestra, da due ragazzi, i quali mi hanno detto: speriamo che non ci razionino l'acqua! La gente si è abituata alla nuova normalità, è disposta a tutto, anche a lavarsi una volta al mese. Numerose sono le persone che mi hanno detto: eh le cose sono molto cambiate rispetto a molto tempo fa! bisogna adeguarsi, accettare i cambiamenti!
Il compimento del great reset è in atto. Il trionfo del nuovo ordine mondiale americano è una certezza, nonostante i bei discorsi di Putin, che rassomigliano al canto del cigno.

Anonimo ha detto...

Dagli Stati Uniti d'America!

Anonimo ha detto...

Draghi e la nato, con l'avallo persino della Meloni che dissente solo per le modalità, considerano viltà in favore del prepotente Putin il pacifismo e la fine di armi e sanzioni.
Io innanzitutto considero follia produttrice di morte e sofferenze di ucraini e russi l'invio di armi, con rischi irresponsabili di guerra nucleare e irrealismo ridicolo le sanzioni alla Russia tra l'altro causanti problemi gravi ai popoli della Nato.
Pertanto non è viltà ma saggio coraggioso duro realismo la fine di invio di armi e di sanzioni e la resa dell'Ucraina con cedimento dei soli territori di Crimea e Donbass alla superpotenza prepotente russa.
È realismo.
O continuazione di morti e sofferenze con rischio di guerra nucleare e di crisi economica in tutta Europa
o fine di morti e sofferenze ucraine con cedimento di territori ucraini da sempre russi per storia, cultura e lingua, cioè donbass e crimea , e fine della crisi economica in Europa.

Donec ad metam ha detto...

Sono d'accordo. Nessun stupore, però, riguardo a Giorgia: fiuggina, socia dell'Aspen Institute, da tempo benemerita guardiana del cancello, ardentemente sostenuta da molti cattolici tradizionali amanti della moderazione, della presentabilità, e delle fregature di ogni tipo.
Per il resto, l'Italietta liberalmarxista è certa della vittoria finale e vuole sedersi al tavolo della pace americana da vincitrice. Considerando che la pace arriverà, ma soltanto dopo la guerra, intanto bisogna almeno imbottite per bene di armi l'Ucraina e annientare la Russia. È quello che vuole il governo italiano.

Ci è andato giù duro ha detto...

Le proteste sono continuate anche durante la seduta quando a prendere la parola è l’On. Francesco Forciniti (Alternativa): “Presidente Draghi, intanto io le manifesto la nostra sincera solidarietà perché oggi lei è costretto a passare con noi la mattinata in questo orribile postaccio chiamato Parlamento, che lei disprezza sistematicamente così tanto, al punto da non voler mai venire qui. Non è venuto qui prima di andare da Biden a prendere la lista delle cose da fare. Non è venuto qui prima dell’ultimo Consiglio straordinario del 30 e del 31 maggio. L’ultima volta che è stato qui ci ha fatto una altezzosa informativa, nella quale ci ha detto le cose che intende fare senza nemmeno permetterci di dare un orientamento con un misero voto. Scusi se vorremmo, ogni tanto, poter dire qualcosa.
Oggi le tocca, oggi le tocca, mi spiace, le sono solidale. Visto che non capita così spesso di avere la possibilità di parlare con lei o, comunque, almeno di farle arrivare la nostra voce, io ne approfitto per ricordarle che lei ha ricevuto a suo tempo un mandato politico, quando ha assunto la carica di Presidente del Consiglio, legato a un contesto totalmente differente da quello attuale, un contesto emergenziale che ora non vi è più e legato a specifiche questioni che lei aveva il mandato di gestire, quindi la gestione del COVID – e lo ha fatto attraverso ricatti, attraverso il massacro e la distruzione della piccola e media impresa, ma quella è un’altra storia – e poi la gestione di questi quattro
Oggi le tocca, oggi le tocca, mi spiace, le sono solidale. Visto che non capita così spesso di avere la possibilità di parlare con lei o, comunque, almeno di farle arrivare la nostra voce, io ne approfitto per ricordarle che lei ha ricevuto a suo tempo un mandato politico, quando ha assunto la carica di Presidente del Consiglio, legato a un contesto totalmente differente da quello attuale, un contesto emergenziale che ora non vi è più e legato a specifiche questioni che lei aveva il mandato di gestire, quindi la gestione del COVID – e lo ha fatto attraverso ricatti, attraverso il massacro e la distruzione della piccola e media impresa, ma quella è un’altra storia – e poi la gestione di questi quattro spiccioli del PNRR.

Ma abbiamo capito fin da subito che a lei interessava, piuttosto, avere quelle riforme di contorno, che ci riportano alla stagione draghiana… montiana della macelleria sociale – scusi per il lapsus -, quindi il ritorno alla Fornero, le privatizzazioni e le svendite di Stato, a lei tanto care, con il DDL concorrenza

Ci è andato giù duro ha detto...

...segue
Lei non ha alcuna legittimazione politica per agire in maniera così altezzosa e snobbando sistematicamente l’orientamento del Parlamento, perché se noi diciamo di voler condurre una battaglia in difesa dei valori della democrazia e della libertà, come minimo dovremmo essere a casa nostra meno insofferenti e meno intolleranti rispetto alle basilari procedure democratiche, che in Italia soprattutto prevedono che sia il Parlamento a dare a lei le indicazioni e la guida su cosa fare; e non è che lei viene qui a dare ordini al Parlamento, perché altrimenti non ha senso sentirsi migliori di quegli oligarchi verso i quali si punta il dito. Questo dovrebbe essere chiaro. E vengo al tema della guerra: se lei parlasse meno con Biden e più con i cittadini italiani, a caso, le basterebbe andare in un bar o per strada e si renderebbe conto che i cittadini italiani e l’opinione pubblica non vogliono le proprie mani sporche di sangue, non vogliono assumere una postura di Paese cobelligerante, ma vogliono piuttosto che l’Italia valorizzi ed esalti la sua vocazione diplomatica. Anche perché noi avremmo una “cosetta” che a lei non piace molto, chiamata Costituzione italiana, che in teoria ci vieterebbe di entrare come parte cobelligerante in un conflitto. Allora, noi potremmo giocare un ruolo diverso in questa partita, lasciando fare la guerra a chi ce l’ha nella sua vocazione e nella sua storia, mentre noi, quando abbiamo fatto le guerre nella nostra storia, non è andata mai così tanto bene. Potremmo lasciare agli altri fare la guerra e cercare, noi, di ritagliarci un ruolo diverso, che esalti veramente la nostra vocazione e ci renda un minimo rilevanti, anziché essere insignificanti al soldo di interessi geopolitici altrui. Anche perché poi le conseguenze economiche di quello a cui stiamo andando incontro non riguardano solo i condizionatori, come lei scioccamente ha detto qualche settimana fa, perché qui si tratta veramente di mandare a gambe all’aria l’intero sistema produttivo di questo Paese”.

mic ha detto...

Il fatto è che poi hanno votato a favore 200 e contro 20 (da quel che ricordo)...

Anonimo ha detto...

Meraviglia che l'Occidente perdente contro i Talebani pensi di poter piegare Mosca.

Gli smemorati di Varsavia e di Berlino ha detto...

Ricordo mia nonna che mi parlava di un suo viaggio a Königsberg. Naturalmente oggi il Governo europeista di Berlino non ha nulla di significativo da dire su Königsberg e sulla Prussia orientale. E per i polacchi l'occupazione di un pezzo di terra tedesca, con una concomitante lenta ma non meno efficace pulizia etnica (come in Slesia), è declassata a storia di cui non si parla. Giornali e telegiornali cercano di pronunciare "Kyïv", e quando inciampano in un "Kiev", quasi chiedono scusa, ma sembra a tutti ovvio dire sovieticamente "Kaliningrad". Tutto è terribilmente superficiale, senza storia e senza onore. Ci sono però le belle memorie della contessa Marion Dönhoff e le magnifiche testimonianze letterarie di Eduard von Keyserling.
Andrea Sandri

Anonimo ha detto...

Impedire di stendere i panni nei vicoli di Napoli....
Impedire ai ragazzini di dare quattro calci ad un pallone nelle strade di Napoli....
Impedire di giocare a biliardino sulle spiagge italiane....
Questi sono i grandi problemi che affliggono il PD in italia, altro che crisi economica, crisi energetica, crisi sanitaria......
Salvatore Napolitano

Anonimo ha detto...

STATE ATTENTI ALLA TENTAZIONE DELL'ASTENSIONE, perché è il sogno delle elites liberali la resa incondizionata di tutte le "periferie": votate persino FdI che è oppodizione light, ma votate SEMPRE e non date un voto al PD. Una astensione è un voto al PD, un voto a Draghi, un voto a Mattarella, un voto a Renzi.
Muovere sempre le acque. Arriverà il momento che, mercè la giusta congiunzione astrale, votiamo giusto e qualcosa cambia.
Occhio a quelli che cercano di persuadere a non votare perché "tanto nulla cambia, tanto nulla possono, tanto sono tutti di sinistra".

"Sull'astensionismo hanno puntato i partiti elitario-neoliberali (da noi il PD): se le periferie non votano votano però le ZTL, e quelle votano PD. Il sogno del PD era la democrazia delle ZTL, un mondo in cui il popolo, scoraggiato e umiliato, rinunciava volontariamente all'uso del voto. "

Perché dobbiamo votare ha detto...

La fine di un'epoca

Pezzo dopo pezzo l'ordine neoliberale sta crollando. Non poteva non crollare: era mal costruito, basato sulla menzogna, sulla creazione del disagio, sul blocco della mobilità sociale, sull'impoverimento delle persone. Serviva, tra le altre cose, a mantenere al potere alcune vecchie dinastie nobiliari (e basta dare un'occhiata ai commissari UE per rendersi conto di quanto fosse un'istituzione ancien regime, sino a Ursula e al Conte Gentiloni). Le commissioni UE sembrano dei circoli delle vecchie famiglie nobiliari europee, abilmente aggiornate come agenti del sistema bancario internazionale.

La sconfitta di Macron in Francia può essere lo scivolone che genera una slavina. Ma il dissesto era già in atto da anni, e il dissesto si chiama "astensione". In Francia, paese iperpoliticizzato da secoli, ha raggiunto il 54%.

Sull'astensionismo hanno puntato i partiti elitario-neoliberali (da noi il PD): se le periferie non votano votano però le ZTL, e quelle votano PD. Il sogno del PD era la democrazia delle ZTL, un mondo in cui il popolo, scoraggiato e umiliato, rinunciava volontariamente all'uso del voto.

Nonostante l'astensionismo, tuttavia, in Francia la sinistra popolare toglie la maggioranza a Macron, raggiunge risultati eccellenti, forse 180 deputati (ma su questo staremo a vedere). Macron resta molto al di sotto della maggioranza necessaria per governare da solo.

Nonostante l'astensione la sinistra cresce, diviene decisiva per fare un governo.

Ma che cosa ci dicono queste elezioni?

1) La manfrina "fermiamo le destre" non se la fila più nessuno. E' chiaro a tutti che serve a immunizzare politiche antipopolari, elitarie. E poi, le manganallate di Macron somigliano troppo a quelle della destra che si intende fermare. I Francesi hanno detto a Macron: "Peggio di te non c'è nessuno".

E' ora che gli italiani dicano: Peggio del PD non c'è neanche l'inferno. Questa sarà la sfida per la vita del paese. Sin quando il PD esiste il paese è destinato alla morte lenta, alla colonizzazione, alla deindustrializzazione.

2) L'astensione è stata, per una certa fase, espressione di dissenso. Ora non lo è più: ora serve solo a mantenere il dominio di elites che avrebbero bisogno di dosi massicce di prozac o, alternativamente, di antidepressivi.

Bisogna smettere con l’astensione, bisogna tornare a votare. Se in Francia una parte degli astenuti avessero votato, Mélenchon avrebbe avuto la maggioranza dei saggi, i francesi avrebbero avuto un governo di sinistra, oggi Assange sarebbe stato naturalizzato: si sarebbe riaperto un orizzonte.

In Italia bisognerà votare, perché solo votando si potrà arrestare il totalitarismo del PD (e del campo largo, che include quella perla di Renzi e di Calenda).

3) Il M5s non so se avrà un futuro. Ma se immagina un futuro con il PD sarà solo un fantoccio per drenare qualche voto, sempre meno voti, per sostenere le politiche neoliberali. Morirà da solo, ancora qualche giorno e neanche se ne parlerà più.

Il poco di futuro il M5s se lo gioca in questi giorni. O sfiducia Draghi, DI Maio, chiede che sia il parlamento a decidere dell'invio di armi, che il parlamento sia informato sul tipo di armi che si inviano, oppure sarà ancora un volta evidente che Conte sta solo cercando di prendere per il culo gli elettori. E quel tempo è passato.

La destra la si ferma solo costruendo una sinistra che non dialoga con il PD. Chi dialoga col PD, con questo PD, è di destra, come di destra è il PD. Ricordo agli asini che Zanone fece la sua ultima legislatura come deputato del PD, e che tutto il partito liberale (che era un partito di destra nella prima repubblica) conflui nel PD.

Dalla Francia arriva un messaggio a Letta: Enrico, stai sereno!

Sta a tutti noi ricordarglielo.

Anonimo ha detto...

La decisione della Lituana di impedire il transito di rifornimenti civili provenienti dalla Russia e diretti in territorio russo è un fatto gravissimo e pericolosissimo. Reputo un idiota ed un provocatore colui che ha preso questo provvedimento che non ha nulla a che vedere con le sanzioni imposte dall'Unione Europea. Prima che succeda il peggio mi auguro che la ragione prevalga sull'ottusità lituana e ponga rimedio immediato seguito da opportune scuse.

Anonimo ha detto...

E' giusto che Di Maio scinda il partito dei cinquestelle e ne formi un altro direttamente in Parlamento senza sottoporlo al vaglio degli elettori?
No
E' una usanza tutta italiana che concede alchimie e giravolte e la formazione di nuovi partiti direttamente in parlamento mentre impedisce alle nuove formazioni politiche, imponendo loro una raccolta di firme impossibile, di presentarsi alle elezioni per gareggiare e misurarsi in una competizione leale e trasparente.
A prescindere da come la si pensi sul partito dei cinquestelle (un partito decisamente statalista ) Di Maio asserisce ipocritamente che la sua azione è finalizzata a difendere la questione di principio dell'invio delle armi, ma il suo partito si è presentato agli elettori prendendo voti con un programma pacifista e per il disarmo quindi su questo punto sta tradendo i suoi elettori ed il suo programma (ma lo ha già fatto su molti altri punti di programma)
In Svizzera e negli Stati Uniti esiste l'Istituto del 'Recall" con il quale gli elettori richiamano un eletto a rimettere il proprio mandato quando il suo operato tradisca il programma politico che egli aveva sottoscritto con i suoi elettori.
Elena

A stelle e strisce ha detto...

Più che di "ottusità lituana" credo che si tratti di ottusità a stelle e strisce.

Anonimo ha detto...

n Svizzera e negli Stati Uniti esiste l'Istituto del 'Recall" con il quale gli elettori richiamano un eletto a rimettere il proprio mandato quando il suo operato tradisca il programma politico che egli aveva sottoscritto con i suoi elettori.
Elena
a) comunque neppure negli USA è vincolante;
b) in Italia cose simili (proposte a suo tempo proprio dai 5 Stelle) sono vietate dalla Costituzione. Questo perché il parlamentare, una volta eletto è considerato rappresentante di TUTTA la nazione, non solo di chi lo ha votato e/o di chi vice nel suo collegio .

Anonimo ha detto...

IO Che scrivo queste note,mi sono mobilitato/impeganto, anche in modo miliante(negli anni '70-'80), per l'indipendenza delle Repubbliche Baltiche. E NON ME NE PENTO. Però, certe volte, vedendo come, non appena si sono svincolate dall'abbravvio sovietico-comunista, si sono subito gettate nel calderone UE-NATO, a volte la tentazione viene. La nostra Lituania, nella fattispecie è guidata oggi da un banchiere stile i nostri Monti-Draghi. Aggiungiamo che le tre repubbliche sono state a lungo governate da belle (almeno l'estetica va riconosciuta) donne, figlie di esuli, titolari di quattro, cinque o più passaporti; che sanno a malapena parlare la lingua nazionale (del resto anche Napoleone, per tutta la vita storpiò il francese); che hanno varato politiche vessatorie verso le proprie minoranze russofone e che, al contrario, sono solite farsi fotografe con indosso o bikini formato francobollo o abiti folkloristici di minoranze etniche che vivino a cavallo del confine russo, per incoraggiare aspirazini irredentistiche. Insomma, il peggio dell'occidentalismo è stato subito copiato.

Anonimo ha detto...


Circa la supposta vita lussuosa della signora Zelinsky, l'anonimo che ce ne informa scrive: "la si trova su tanti blog, se poi non si vuole credere a nessuna notizia, si vada al mare".

A notizie non verificate reperite su blog anonimi, che non si sa quali siano, nessuna persona seria può credere. Sembrano notizie simili a quelle che rimbalzano continuamente (nella stampa mainstream) sulla presunta "amante di Putin", sul "tesoro di Putin all'estero", sulla vita privata da nababbo che Putin farebbe alla faccia del popolo etc etc.
Tutto è possibile a questo mondo, ma ci vorrebbero appunto informazioni sicure, dimostrate.
Nel suo discorso Draghi ha parlato di armi per difendere l'Ucraina o di armi per far vincere la guerra contro la Russia? Non è la stessa cosa. Si fa un gran fracasso per queste armi. Ci coinvolgono nel conflitto e sarebbe meglio non darle, anche perché gli ucraini non ne hanno bisogno, stante la sostanziale povertà del nostro arsenale, costantemente sottoalimentato dalla nostra democrazia pacifista. Non è quindi da credere che si tratti di chissà quali armi. Abbiamo anche noi, si è letto, i semoventi ultramoderni dei tedeschi, ma in pochissimi esemplari, perché dovremmo darli agli ucraini?
Il Parlamento vuole essere informato sulle armi da inviare. Giusta pretesa ma nello stesso tempo viene da ridere: nessuno di questi ha fatto mai il militare, peraltro abolito, né a quanto se ne sa ha una cultura storica degna di questo nome. Non distinguono un carro armato da un camion, un rimorchiatore da una fregata lanciamissili. IL 30% dei parlamentari sono donne. Draghi può anche dire che inviamo archi, frecce, giavellotti e sarebbe lo stesso, per loro. Si appellano ansiosamente all'art. 11 Cost., che in pratica ci vieta di partecipare ad ogni guerra, anche difensiva: un articolo degno della prospettiva vilpacifista dominante nella nostra Costituzione, articolo che dovrebbe essere semplicemente abolito. E infatti se ne servono da sempre tutti coloro che non vogliono forze armate italiane efficienti, bene armate (a prescindere dalla questione ucraina, nella quale non dovremmo esser coinvolti militarmente).

Anonimo ha detto...


Sicuri che sia un'usanza tutta italiana quella di attuare "alchimie e giravolte" per fabbricare nuovi partiti e partini? In Francia come andavano le cose con la Terza Repubblica di infausta memoria e come vanno da questo punto di vista ancor oggi? E in Ispagna?
Quando si è costretti a ricorrere a governi di coalizione, essendo lo scenario politico molto frammentato, le "alchimie" diventano inevitabili.

Anonimo ha detto...

«L’Europa è un concetto storico, e, a causa del suo essere storico, è un concetto polemico; è un tipo di civilizzazione, uno stile di vita, una concezione dell’esistenza, è quello che i tedeschi chiamerebbero una "Weltanschauung".
[…] l’Europa non nasce nella cerchia di Carlo Magno, che è la restaurazione dell’impero cristiano nella gerarchizzazione organica dei popoli, piú tardi presieduta dagli imperatori germanici; l’Europa nasce, al contrario, al lusinghiero richiamo delle idee dette per antonomasia moderne, nella congiuntura del rompersi del serrato ordine del medioevo cristiano. L’Età Media dell’Occidente ignorava il concetto di Europa, perché conosceva solo quello del suo predecessore ,di cui è la parodia : il concetto di Cristianità.
[…]
La Cristianità concepí il mondo come raggruppamento gerarchico di popoli intrecciati secondo principi organici, subordinati agli astri di San Bernardo da Chiaravalle: il sole del Papato e la luna dell’Impero. […] La Cristianità muore per lasciar nascere l’Europa quando questo perfetto meccanismo si rompe dal 1517 fino al 1648 in cinque successive fratture, cinque ore di parto e allattamento dell’Europa, cinque pugnali nella carne storica della Cristianità; vale a dire: la frattura religiosa del protestantesimo luterano, la frattura etica con Macchiavelli, la frattura politica per mano di Bodin, la frattura giuridica in Grozio e in Hobbes e la definitiva frattura del corpo mistico cristiano con le disposizioni della pace di Westfalia. Dal 1517 fino al 1648 l’Europa nasce e cresce e nella misura in cui nasce e cresce l’Europa, la Cristianità agonizza e muore.
[…]
Europa è meccanicismo, tendenza alla (presunta/sedicente) neutralità del potere, [....] paganizzazione della morale, assolutismi, pseudo-democrazie, liberalismi, guerre nazionali o di famiglie, concezione astratta dell’uomo, Società delle Nazioni, ONU, parlamentarismo, costituzionalismo liberale, protestantesimo, repubbliche, sovranità limitate di principi o di popoli. La Cristianità era, a sua volta, organicità sociale, visione cristiana del potere, unità della Fede Cattolica, poteri temperati, crociate missionarie, concezione dell’uomo come essere concreto, parlamenti rappresentativi della realtà sociale intesa come corpo mistico, sistemi di libertà concrete. Ossia, malgrado l'unità postulata dal Dawson, due civiltà e due culture contrarie: Europa, la civiltà della rivoluzione; Cristianità, la civiltà della Tradizione cristiana.»
[Tratto da: La monarchia tradizionale, Francisco Elías de Tejada]

Anonimo ha detto...

Sicuramente l’avete già capito, ma è importante ribadirlo: sono settimane che i media - certamente non di propria sponte o in maniera disinteressata - preparano psicologicamente l’opinione pubblica a tempi bui: tagli, razionamenti, rincari che ci toccheranno direttamente e ci impoveriranno trasformando in peggio la qualità della nostra vita. Per una guerra che non ci riguarda, che non ha nulla di diverso da decine di altri conflitti che non ci hanno mai riguardato (per quanto sprechino fiumi inutili di retorica a basso costo per sostenere il contrario) e di cui probabilmente non riusciremo certo ad influenzarne il corso, se non in peggio. Ovvero allungandone i tempi e facendo fare più morti. Il tutto per soddisfare gli interessi degli anglosassoni e la loro egemonia geopolitica. Il prossimo inverno toccherà decidere se piegarsi supini ad un decennio di sacrifici inutili, oppure trovare un modo per cambiare di corsa approccio a questo conflitto.

Recitiamo i salmi imprecatori ha detto...

Preghiamo insistentemente lo Spirito Santo affinché ci doni lume e forza, e ci indichi il modo per inviare all'inferno i satanisti che tiranneggiano il mondo. Altro che elezioni, "centrodestra" e "centrosinistra", percentuali e iniezioni ogni tre mesi!

Anonimo ha detto...

Una stupenda citazione di un grande pensatore. Conosco il libro di F. E. de Tejada, nella edizione di Controcorrente.

Anonimo ha detto...


Il perfetto meccanismo dell'Europa cristiana non era così perfetto.
Comincia ad incrinarsi ben prima del 1517, con le lotte feroci tra papato e impero. Si conclusero con l'apparente vittoria del papato contro Federico II di Svevia. Ma da questa vittoria il papato mosse verso la teocrazia, naufragando sullo scoglio rappresentato dalla monarchia francese (Filippo il Bello, cinico calcolatore), la quale si era affermata come Potenza di primo piano approfittando dell'indebolimento dell'imperatore nella lotta col Papa.
Seguirono la "cattività avignonese", con il Papa ridotto a cappellano del re di Francia. Nel frattempo lo Stato della Chiesa era caduto nell'anarchia più completa. Non molto tempo dopo il ritorno del Papa a Roma, ci fu il Grande Scisma cosiddetto, che vide in lizza sino a tre papi e appannò alquanto il prestigio del papato, già offuscato dalle precedenti vicende.
I papi apparivano troppo presi dalle vicende politiche cui i loro possessi temporali li condannavano, il nepotismo dilagava.
Anche il sistema metafisico della Chiesa, la Scolastica, che aveva sottratto ARistotele agli averroisti, era entrato in crisi, con il volontarismo e il nominalismo di Ockham, francescano. Lutero era nominalista, antiaristotelico.
INsomma, il quadro era alquanto più complicato, se vogliamo considerarlo dal punto di vista realistico.
Nel 1527, con il terribile Sacco di Roma arrivò il castigo per i peccati temporalistici del papato e Roma scomparve come entità politica capace di una politica autonoma. Il Sacco fu opera dei lanzi tedeschi, luterani al servizio dell'imperatore. Ma non agirono da soli, c'erano anche truppe spagnole, che non si tirarono certo indietro. Avevano già dimostrato le loro capacità predatrici nel non meno terribile Sacco di Prato. L'umiliazione epocale del Sacco fu inflitta al Papa dall'imperatore cattolico, Carlo V. E il papa dovette subire dato che aveva bisogno assoluto dell'imperatore nella lotta contro di protestanti. Che però si concluse con un pareggio e l'unità della cristianità occidentale andò perduta.
Il secolo e passa di guerre civili a sfondo religioso portò per reazione a ricercare una base solo razionale, laica nello Stato.


Anonimo ha detto...

Il caso Tesei cioè una leghista che a tradimento appoggia gli lgbt in Umbria non è un caso isolato poiché ci sono molte persone nel centrodestra, specialmente in Forza Italia e anche nella Lega, che a mio avviso hanno concetti di valori e principi di sinistra, nettamente progressisti, e tali persone sono tutte persone che coerentemente dovrebbero stare con il PD o con Renzi o Calenda o la Bonino e certo sono in totale contraddizione con i valori di Fratelli d'Italia evocati in Spagna da Giorgia Meloni e con la maggioranza credo della Lega (rappresentata da Salvini, Pillon, Fontana, Montevecchi).
Il centrodestra deve fare chiarezza al suo interno sulla propria piattaforma valoriale per evitare che una volta al governo su leggi decisive grazie alle varie, palesi od occulte, persone alla Tesei tradisca i propri elettori approvando leggi progressiste ed anticristiane.

Anonimo ha detto...

Non scherziamo con le siringhe!

Anonimo ha detto...

Comunicato dell'Action Française Legislatives : La France pourrit sur pied
(sul sito dell'Action Française)

Disgustato ha detto...

C’è l’aspetto personale ma c’è anche quello sistemico-ambientale.
È lo stato italiano che permette a simili personaggi di nascere e prosperare.
Il problema di fondo è lo stato italiano.
Di Maio non è un’anomalia del sistema. È la sua coerente espressione.

Anonimo ha detto...

L’Europa si suicida spinta in questo dalle sue élite che fanno gli interessi americani. Un progetto perseguito per 30 anni. Immagino che quando la gente morirà di freddo in casa per mancanza di gas russo, qualcuno si sveglierà e forse queste élite traditrici verranno rovesciate. Forse ma non ci conto.
Paolo Borgognone

Anonimo ha detto...


Ancora sul tema: il meccanismo della Civitas medievale non era perfetto come si potrebbe credere oggi.

Infatti, non bisogna aspettare Lutero e il 1517 e il naturalismo e realismo di Machiavelli per verificare la frattura tra Chiesa e modo di intendere la politica. La frattura già si ha con la lotta tra impero e papato quando il 24 giugno 1324 (data di oggi) Marsilio da Padova terminò di scrivere a Parigi, dove insegnava, il suo Defensor pacis, testo nel quale si proclamava la superiorità dell'imperatore sul Papa, con tutte le conseguenze del caso. Marsilio teorizzava anche la sovranità popolare. Egli fu il giurista prediletto dell'imperatore Ludovico il Bavaro, acerrimo nemico di Giovanni XXII, uno dei papi di Avignone. Marsilio fu scomunicato a causa del suo libro.
Si cominciava a teorizzare un concetto dello Stato del tutto indipendente dalla Chiesa anche se se ne ammetteva ancora il fodnamento soprannaturale, concepito però in modo indipendente dal papato, senza bisogno del crisma papale alla nomina dell'imperatore. Indipendente e in sostanza superiore.
L'armonia delle due spade, temporale (impero) e spirituale (papato) per il governo dell'umanità si era definitivamente spezzata sul piano della concezione politica.

Anonimo ha detto...

"... Forse..."

L'incertezza è dovuta al fatto che certa gggente, anche se percepisce in silenzio le contraddizioni, è convinta che il'progresso' ha sempre generato, all'inizio, dello sconcerto tra il popolo.

Ma certa gggente non riesce, ora, a capire che non si tratta, qui, di 'progresso', ma di un RAGGIRO COLOSSALE, pomposamente presentato come 'progresso'.

La fede nel 'progresso' instillata goccia a goccia, per secoli, nelle teste e nei cuori dei popoli, mentre in contemporanea veniva ridicolizzata, soffocata e corrotta la Fede Cattolica, la 'fede nel progresso' invece è ORA saldissima sanissima diffusissima.

Certa gggente non è interiormente pronta a sentirsi NON al passo dei tempi, non è pronta a sentirsi definire passatista, reazionario, retrogrado, oscurantista quando ha impostato tutta la sua vita sull'efficientismo aerodinamico, pronto a riposizionarsi secondo l'aria che tira, prima che tiri.

Certa ggente è pronta a tutto, mentirà a se stessa pur di ammettere di pensare e di aver sempre pensato in simbiosi mutualistica con il Potere ed in particolare con il Quarto Potere. Ne va del loro supposto 'essere', che andrebbe giustamente cestinato però, se così fosse allora certa gggente capirebbe non solo di 'non essere', ma anche di non saper essere, cioè il vuoto. Solo qualcuno resisterà al colpo micidiale, per ragioni da noi imperscrutabili, e una Man dal Cielo aiuterà.

Questo è un quadro terribile. Qui NOI dobbiamo armarci di tutto il nostro amor di Dio per aiutare con garbo e delicatezza il prossimo, che troviamo intorno a noi, e che è irriducibilmente e sempre al passo dei tempi, del progresso e di tutto l'ambaradan con il quale vogliono cancellare quello che resta della civiltà Cattolica.

Anonimo ha detto...

OT tornano le mascherine sui posti di lavoro, al chiuso distanza almeno 2 metri, da settembre nuovo vaccino anti Omicron per gli over 50......la ricreazione è finita, vediamo se avranno il coraggio di rinchiuderci ancora ai domiciliari.

La costanza del saggio ha detto...

È del tutto inutile! Sono da poco ritornato dalla palestra... gente che fino ad un anno fa era contraria ai "vaccini", ora ne è entusiasta e propagandista... gente che sta già pensando all'auto elettrica... e così via...
La gente ha accettato tutto, è pronta ad accettare ogni imposizione ventura da parte dei governi mondialisti. Nessuno in palestra ha accennato ai rincari del cibo, di tutto quanto... tutti hanno conversato di sole, automobili, sesso e cene. Bisogna dire che tutti gli italiani sono più o meno facoltosi. Quindi, noi possiamo e dobbiamo conservare le nostre idee e nel contempo mettere definitivamente il cuore in pace. A tal fine tutte le Opere di Seneca possono essere utili, e soprattutto La costanza del saggio e le Lettere a Lucilio.

Anonimo ha detto...

@ A.23 giugno h.19.42

Non erano affatto fonti anonime, se vuole può leggere sul sito di Blondet notizie sulla famiglia Zelensky relative ai genitori, poi se anche MB scrive balle, allora sono tutte balle, ricordo che molti blog sono stati chiusi dopo minacce ricevute da Meta oppure chiusi e basta, cancellati anche 2 canali satellitari non conformi.......

Anonimo ha detto...

"Bisogna tener presente che anche gli scienziati, al pari di tutti gli altri uomini, vivono nella cornice politica del loro tempo, e altrettanto facilmente si lasciano ipnotizzare dalle ideologie".

(Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo. Einaudi, pag. 224)

Anonimo ha detto...

Il Consiglio di Stato francese vieta il burkini (il costume islamico che copre dalla testa ai piedi) nelle piscine perché pregiudica il buon funzionamento del servizio pubblico.

Sottoscrivo ha detto...

A parte che sono convinto che l'UE andrà a mutare completamente dna o a sciogliersi nei prossimi anni, mi chiedo che cosa, oltre la provocazione, pensano di guadagnarci dallo stare nell'UE queste periferie russe come l'Ucraina. Quali privilegi superiori ai costi immaginano di avere? La ricostruzione, di quel che resta? Seh, la speculazione può darsi.
E cosa l'UE immagina di fare allargandosi indiscriminatamente a paesi da assistere invece che contribuenti, specie quando la faccenda russa sarà chiusa? Chiusa quella faccenda ti ritrovi questo resto schizoide di esaltati corrotti e violenti sino alle midolla.

Succederà che l'UE andrà a sbattere il muso direttamente sulla Russia e sulla grande muraglia ideologica d'Oriente. Succederà che dovrà rivendersi quel che resta di questi mozziconi fumiganti di ex URSS all'Oriente in nome del suo cinismo.
Ah: credono che l'UE combatta per quanto è "giusto". Ok, convinti voi.

Anonimo ha detto...


"non erano fonti anonime, se vuole può leggere sul sito di Blondet.."

Me lo immaginavo che la fonte di queste non verificate notiizie doveva essere il sito in questione, che non va tanto per il sottile nel reperire certe sue informazioni, non diverso in questo alla stampa mainstream quando ci inonda di presunte amanti di PUtin, dei presunti tumori di Putin, dei tesori e della vita da Sardanapalo che Putin condurrebbe, secondo i suoi nemici...

Anonimo ha detto...

Lavrov, Dahrendorf e l'UE
Quando Lavrov paragona l'UE al Reich hitleriano concorda sostanzialmente con il giudizio di Lord Dahrendorf. C'è solo una differenza di punti di vista. Da Oriente sembra una cosa nazista, da Occidente una cosa sovietica.
Andrea Sandri

Anonimo ha detto...

Chiunque ancora insista perché da ottobre riparta il meccanismo infernale dell'anno scorso, con il circo delle virostar e le insensate discriminazioni di cittadini innocenti, dovrebbe essere indagato per apologia di reato. Punto.
Stefano Burbi

Anonimo ha detto...

https://paolobecchi.wordpress.com/2022/06/24/voci-dagli-usa-lucraina-sta-per-perdere/