martedì 14 giugno 2022

Compra chiese dismesse per proteggerle dalla profanazione

Cercansi emuli dell'uomo che acquista delle chiese dismesse per proteggerle dalla profanazione.

Compra chiese dismesse
per proteggerle dalla profanazione


Nei Paesi Bassi, Wim Annen, un imprenditore cristiano di settantaquattro anni, ha acquistato in cinque anni quattro chiese dismesse nel Gelderland, la più grande provincia del paese. E non ha intenzione di fermarsi. 
È la quarta chiesa dismessa che Wim Annen, 74 anni, ha appena acquistato. Questa volta si tratta della chiesa cattolica di Meddo, un paesino situato nella provincia olandese di Winterswijk, nell'est dei Paesi Bassi. A che scopo? Impedire che sia convertita in appartamenti o in un centro commerciale.
In un'intervista rilasciata al quotidiano Nederland Dagblad, l'imprenditore ha dichiarato di voler conservare le chiese che acquista come luoghi di riflessione, perché sono "più belle di una sala da gioco o di un negozio di tappeti". 
Allo stesso tempo è convinto che "la fede non è scomparsa", sebbene la frequentazione delle chiese sia in forte diminuzione nel suo paese. A suo parere, in seguito alla pandemia ed oggi con la minaccia della guerra in Europa, numerose persone hanno constatato che in fin dei conti "non possono restare sole".
"Io credo che il bisogno di andare in chiesa aumenterà di nuovo", ha confidato al quotidiano. Dopo aver acquistato quella di Meddo, non officiata da più di un anno, Wim ha l'intenzione di acquisirne altre tre nella regione di Achterhoek, sempre quest'anno. 
A riguardo delle sue motivazioni non ha esitato a testimoniare la sua conversione spirituale di cinque anni fa. È grazie alle prove incontrate nella sua vita personale che ha potuto realizzare "fino a che punto si fosse perduto". Recuperando gli edifici di culto dismessi l'imprenditore ha trovato il sua migliore strada per ringraziare Dio per la grazia della sua conversione. Fonte
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima testimonianza. I ns. vescovi imparino da questo imprenditore cristiano che ha capito che il Sacro viene prima della carità verso il prossimo, anzi solo la Vera Fede, che è Carità verso Dio, ci dona la Fonte per amare il ns. prossimo come Dio vuole.

Da non credere ha detto...

Enzo Bianchi (a sorpresa) favorevole alla Messa Antica

"I tradizionalisti non conoscono la sterilità di vocazioni presbiterali e religiose che conosce oggi la Chiesa: in Francia su una media di poco più di 100 preti ordinati all’anno la metà provengono da movimenti e comunità tradizionaliste. Anche i monasteri tradizionalisti sono fiorenti, con una vita rigorosa e seria. Li conosco personalmente, sono andato e ho mandato alcuni miei fratelli a sostare presso il monastero di Barroux, dove io stesso sono rimasto edificato dalla qualità evangelica della vita che vi si conduce. Ora, come non riconoscere un posto anche per loro nella chiesa, con un atteggiamento inclusivo e non esclusivo, con una volontà di vivere una comunione plurale? La sfida è grande, ma l’attuale reciproca contestazione sfibra la Chiesa e la stanca, in un’ora segnata dalla scristianizzazione della nostra società, nella quale risuona la domanda: siamo gli ultimi cristiani? Occorrono un discernimento e l’accettazione della tradizione cattolica, e dunque anche del concilio Vaticano II, ma si deve fare spazio a una comunione plurale, non monolitica, nella quale i cristiani possono vantarsi di avere in dono l’unità della fede vissuta nella libertà dei figli di Dio. In una chiesa percorsa da diffidenze, censure e divisioni non si vive bene e non si può annunciare con autorevolezza e credibilità il Vangelo."

Enzo Bianchi su Repubblica

Catholicus ha detto...

Nella chiesa pluralista c'è posto per i reprobi e per gli eretici ma non per la Tradizione

Anonimo ha detto...

Le chiese dismesse, profanate, sconsacrate mi rattristano infinitamente. Anni orsono, entrai con un amico nella chiesa di San Zenone di Reggio Emilia per visitare una mostra, mi feci il segno di croce, mi vide una signora addetta alla mostra e mi disse: può fare a meno di segnarsi, la chiesa è sconsacrata! Non lo sapevo. Sorpresa. Tristezza.

Anonimo ha detto...

Ci rallegriamo per questa bella iniziativa, da parte di un laico di grande fede e amore per la Chiesa, nelle sue sacre bellezze così rinnegate...
mentre altre notizie vanno in direzione opposta e ci causano tanta tristezza, come racconta l'anonimo emiliano ...
Cara mic, seguendola con affetto e stima da anni, leggevo che lei frequenta a Roma la Messa antica nella Chiesa dela SS.ma Trinità dei Pellegrini.
Ora leggo una notizia che mi ha rattristato circa la FSSP, di cui forse già era al corrente (su gloria.tv)

https://gloria.tv/post/qQgJCxQGQQHJ4arjoQqex2F9F

La FSSP convierte una iglesia romana barroca en una cafetería.
La Archicofradía de la Santísima Trinidad de los Peregrinos organizó un almuerzo el 28 de mayo “para los necesitados”, al convertir en un comedor el Oratorio Caravita, la parroquia barroca angloparlante de Roma del siglo XVII, dirigida por los jesuitas.

L'Arciconfraternita ha organizzagto un pranzo in quella chiesa barocca per i bisognosi di Roma ... (Bergoglio ha fatto scuola anche con loro?)
Non ci posso credere...

Anonimo ha detto...

@da non credere
Diciamo che Enzo Bianchi non sa più che pesci prendere per ritagliarsi uno spazio e quindi si attacca a tutto.

mic ha detto...

Caro amico, ho frequentato per un periodo la Trinità dei Pellegrini; ma è piuttosto distante per me e ora vado a sant'Anna al Laterano.
Quanto alla FSSP non mi meravigliano alcune 'concessioni' , perché una certa astensione da ogni critica (anche se in questo caso è qualcosa di più) è la sua ragion d'essere. È stata fondata per questo in contrapposizione alla FSSPX e alle sue critiche puntuali del concilio...

Anonimo ha detto...

@14 giugno 2022 21:35
Beh, una volta, sulle tracce di S.Ignazio e seguaci, passai anche in quel bellissimo Oratorio e quale non fu la mia delusione nel constatare che vi si vendevano biglietti per concerti ed altro. Non credo che vi si celebrino Messe (almeno voglio sperare).
Come mi e' capitato altrove, visitando Chiese sconsacrate adibite ad altro,mi sono fermata in silenziosa preghiera davanti a quella bellissima pala d'altare.

Anonimo ha detto...

Cosa si fa in un oratorio?
Le attività in oratorio sono principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi, incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli, il teatro, la musica e le sagre. L'attrezzatura sportiva e gli ambienti ricreativi rendono l'oratorio anche un luogo di aggregazione e di ritrovo per ragazzi.

Anonimo ha detto...

Vidi le prime chiese sconsacrate a Milano in Corso Italia e...mi parve un atto simbolico propiziatorio volto alla sconsacrazione dell'Italia. Chissà!?