mercoledì 22 giugno 2022

Finalmente la Scuola Estiva dell’Osservatorio Van Thuân! Non perdetevela!

Presentiamo 
la prima Scuola d'Estate dell'Osservatorio Van Thuân sulla Dottrina sociale : a Meta di Sorrento 30 Giugno-03 Luglio 2022 
In un contesto paesaggistico invidiabile, in una Casa di spiritualità molto accogliente, sarà finalmente possibile partecipare di persona ad una full immersion di Dottrina sociale della Chiesa, guidati da eccellenti relatori.

Non perdete questa occasione, le iscrizioni sono aperte!

La Scuola d'Estate dell’Osservatorio 2022 si terrà presso la Casa di spiritualità Armida Barelli, via Alberi, 62 – 80062 Meta (Sorrento) www.armidabarelli.it

Per informazioni ed iscrizioni: scuole.ossvanthuan@gmail.com

4 commenti:

Anonimo ha detto...

«La differenza tra la scuola e la vita? A scuola, ti viene insegnata una lezione e poi ti viene data una prova. Nella vita, ti viene data una prova che t’insegna una lezione».
Tom Bodett

Anonimo ha detto...

I giovani imparino dunque soprattutto a ragionare , che vuol dire riflettere, controllare i fatti e le idee, saper sceverare il vero dal falso, non lasciarsi ingannare dalle apparenze, non obbedire supinamente alle idee correnti, diffidare di tutti gli estremisti, conquistare un metodo di analisi e di sintesi, saper salire dal particolare all'universale, saper trarre conseguenze logiche dalle premesse.

Don Carlo Gnocchi (1902-1956)

Damnatio memoriae di pensatori fuori dal coro ha detto...

"In nome della democrazia vi toglieranno la libertà e imporranno il conformismo di stato". Irrise le "cretinerie" dei contestatori del 1968, il futuro “ministero del Progresso” e il comunismo in racconti stupendi e dimenticati, si definiva "reazionario" (“il marxismo mi fa venire il vomito”). Per questo Dino Buzzati è ancora ignorato a 50 anni dalla morte dalla critica e dalla stampa. Non si accontentava del suo tempo, ma lo contraddisse. Non apparteneva a “correnti” e cricche in Italia decisive per avere “fortuna” (recensioni, premi, inviti tv), troppo libero, troppo ironico, troppo conservatore nella migliore tradizione, troppo senza tessere, troppo cristiano nella sua ricerca del mistero e dell’assoluto, non ambì mai neanche alla comparsata dell’“intellettuale di destra” e a sdilinquirsi, troppo allergico ai padroni e a indossare le casacche dell’”impegno”, come si conviene solo ai nati vivi (prefigurò anche l’eutanasia dei vecchi). Insomma, ce n’era abbastanza per cancellare “l’ultima sentinella di Pompei” (come Guido Piovene chiamava Buzzati) dall’album di famiglia della più conformista e allineata kultura italiana rimasta orfana da allora di uomini come Buzzati…

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Anonimo ha detto...

Urgono Case Editrici che riscoprano, ritraducano ed evitino qualsivoglia prefazione che sia il monumento che il prefatore fa a se stesso.

Ritradurre, recenti traduzioni, oggi è importante ed affidare la traduzione ad un maschio o ad una femmina è essenziale. La prosa, del mondo di mezzo tra maschio e femmina, è diversa e si percepisce come diversa, è una prosa leziosa che 'smoscia' tutto il testo.