mercoledì 15 giugno 2022

Mons. Viganò, Intervista a Byo Blu. Crisi dell’uomo e declino dell’Occidente.

Trascrizione del testo dell’intervista che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rilasciato a Byoblu. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

Crisi dell'uomo e declino dell'Occidente
Armando Manocchia intervista su Byoblu
Mons. Carlo Maria Viganò
4/11 Giugno 2022

Prima parte -- Seconda parte

1. Eccellenza: siamo in bancarotta economica e finanziaria dove figura un debito pubblico di oltre 2.700 miliardi. A mio avviso il problema è la bancarotta morale ed etica non soltanto della classe dirigente ma anche di parte della popolazione. Cosa possiamo fare per ricostruire un tessuto sociale con una etica e una moralità?

La bancarotta è il risultato inevitabile di più fattori. Il primo è la cessione della sovranità monetaria dello Stato a un ente sovranazionale quale l’Unione Europea. La BCE è una banca privata, che presta denaro a tassi di interesse agli Stati membri, costringendoli a un perpetuo indebitamento. Ricordo, en passant, che la Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte; quindi, dato che le Banche Centrali sono controllate da società private, la stessa BCE è sostanzialmente una società privata, e come tale agisce.

Il secondo fattore è il signoraggio, ossia il reddito che la Banca Centrale trae dall’emissione della moneta per conto dello Stato, che si indebita con lei non per il costo materiale della stampa delle banconote, ma per il loro valore nominale: un furto ai danni della collettività, perché il denaro appartiene ai cittadini e non a un soggetto privato composto da banche private.

Il terzo fattore risiede nella politica economica e finanziaria dell’Unione Europea, che impone prestiti a interesse concedendo i fondi che i singoli Stati hanno precedentemente versato. L’Italia, che è contributore netto, si trova così a dover anticipare miliardi su cui non solo non percepisce interessi, ma che le vengono restituiti a usura come se non fossero suoi.

Il quarto fattore è dovuto alle sciagurate politiche fiscali degli ultimi governi, su ordine perentorio della Troika, ossia del Fondo Monetario Internazionale, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea, che sono creditori ufficiali dei Paesi membri. La sostanziale esenzione fiscale di grandi gruppi finanziari e imprenditoriali e la vessazione delle piccole imprese sono alla base del progressivo impoverimento del Paese e del fallimento di moltissime attività, con il conseguente incremento della disoccupazione e la creazione di manodopera a basso costo. E non dimentichiamo che è sempre l’Unione Europea a imporre le cosiddette riforme, basate su una falsa narrazione – pensiamo al global warming o alla sovrappopolazione – con il ricatto dei prestiti ai Paesi membri: la parità di genere e altri orrori sono stati introdotti nelle legislazioni nazionali senza alcuna consultazione dei cittadini, anzi ben sapendo che essi erano contrari.

Infine, l’azione eversiva dell’Agenda 2030 dell’ONU – ossia del Great Reset del World Economic Forum – ha come scopo dichiarato il trasferimento delle ricchezze degli Stati e dei privati a grandi fondi di investimento gestiti dalla mafia globalista. Questa operazione eversiva deve essere denunciata e perseguita dai magistrati, perché costituisce un vero e proprio golpe bianco ai danni della collettività.

Vorrei nondimeno far notare che l’aspetto economico è solo uno strumento per il raggiungimento di scopi ben più inquietanti, quali il controllo totale della popolazione mondiale e la sua riduzione in schiavitù: se si privano i cittadini della proprietà della casa; se si impedisce loro la libertà di impresa; se si provoca una disoccupazione endemica e la si accresce con l’immigrazione incontrollata e con emergenze sanitarie, riducendo il costo della manodopera; se si vessano gli Italiani con imposte esorbitanti; se si penalizza la famiglia tradizionale rendendo di fatto impossibile a due giovani di sposarsi e avere figli; se si distrugge l’istruzione sin dalle elementari e si crea il vuoto culturale frustrando il talento dei singoli; se si cancella la Storia patria e si rinnega la gloriosa eredità che ha reso grande l’Italia in nome dell’inclusività e della rinuncia alla propria identità, cosa ci si può aspettare, se non una società senza domani, senza speranze, senza voglia di lottare e impegnarsi?

Per ricostruire il tessuto sociale è indispensabile anzitutto avere la consapevolezza del colpo di stato in atto, realizzato con la complicità dei governanti e dell’intera classe politica. Capire di essere stati defraudati dei nostri diritti inalienabili da un’organizzazione criminale internazionale è il primo, indispensabile passo da compiere. Una volta compreso questo, specialmente da quella parte sana delle Istituzioni e della Magistratura, si potranno processare i traditori che hanno reso possibile questo golpe bianco, bandendoli per sempre dalla scena politica. Ovviamente l’Italia dovrà riappropriarsi della propria sovranità, anzitutto uscendo dall’Unione Europea.

2. In quest’opera di ricostruzione, in cui l’Alleanza Antiglobalista da Lei auspicata svolgerà un ruolo determinante, quali saranno le prime iniziative a cui dar vita?

Sarà necessario attuare un progetto lungimirante e di ampio respiro, che abbia come scopo la formazione intellettuale, scientifica, culturale, politica ed anche religiosa della futura classe dirigente, dotandola di capacità di giudizio critico e di saldi riferimenti morali. Si dovranno istituire scuole e fondazioni da cui esca una classe dirigente di cittadini retti, governanti onesti, imprenditori che sappiano conciliare le legittime esigenze di profitto con i diritti dei lavoratori e con la tutela dei consumatori.

Chi ricopre incarichi pubblici, come ogni cittadino onesto, deve essere consapevole di avere la responsabilità dinanzi a Dio di quanto compie, e di dover anteporre il bene comune all’interesse personale, se vuole santificarsi nel ruolo che il Signore gli ha assegnato e meritare il Paradiso. Dobbiamo educare i bambini e i giovani all’onestà, al senso del dovere e della disciplina, alla pratica delle virtù cardinali come coerente conseguenza delle virtù teologali. Alla responsabilità di sapere che esiste Bene e Male, e che la nostra libertà consiste nel muoverci nell’ambito del Bene, perché così Dio ha voluto per noi. Siete miei amici, se farete ciò che vi comando, ha detto Nostro Signore (Gv 15, 14). E questo vale anche per la cosa pubblica, dove la Morale è stata sostituita con la corruzione, il tornaconto personale, l’abuso delle leggi, il tradimento dei cittadini e l’asservimento vile a poteri ostili. Prendiamo esempio dall’Allegoria del Buon Governo, raffigurata da Ambrogio Lorenzetti nelle sale del Palazzo Comunale di Siena: vi troveremo quella semplicità di principi che ha ispirato e guidato le autorità pubbliche nei Comuni italiani del Quattrocento.

3. In Italia, la non cultura politica degli ultimi 50 anni, dopo aver prodotto una classe dirigente corrotta, oggi, forse proprio a causa di questo, vige un regime totalitario. Il nostro amato e meraviglioso Paese sta subendo gli effetti più negativi della sua storia. Non pare di essere più in Europa o in Occidente. I cittadini, gli individui, non contano più nulla. I politici in primis, poi i Governi e ora gli Stati, sono asserviti ai diktat dell’Agenda Globalista del NWO. Oltre alla corruzione citata prima, c’è qualche correlazione con il fatto che l’Italia è stata la culla del Cristianesimo e la sede della Chiesa cattolica?

Ma è ovvio! La furia globalista si abbatte spietata e crudele soprattutto sulle Nazioni cattoliche, contro le quali da secoli continua ad accanirsi per cancellarne la Fede, l’identità, la cultura e le tradizioni. Sono proprio i Paesi cattolici – l’Italia, la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda – quelli che maggiormente hanno subìto l’attacco dell’élite massonica, che viceversa privilegia le Nazioni protestanti in cui da secoli governa incontrastata la Massoneria. Con la Rivoluzione Francese è stata distrutta la Monarchia capetingia; con la Prima Guerra Mondiale è stata distrutto l’Impero Austro-Ungarico, anch’esso cattolico, e l’Impero Russo, ortodosso. Con la Seconda Guerra Mondiale è stata distrutta la Monarchia sabauda, complice del cosiddetto Risorgimento e poi sua vittima. Il regime change non è una prassi recente, al contrario.

Vi sono Paesi che non tollerano che delle Nazioni cattoliche siano prospere e competitive, indipendenti e in pace, perché questo rappresenterebbe una prova che è possibile essere buoni Cristiani, avere leggi buone e giuste, tasse eque, politiche di aiuto alla famiglia, prosperità e pace. Non deve esserci un termine di paragone. Per questo vogliono non solo la miseria della popolazione, ma la sua corruzione, l’abbruttimento dei vizi, l’egoismo cinico del profitto, l’asservimento alle passioni più basse. Un popolo sano nell’anima e nel corpo, libero, indipendente e fiero della propria identità è temibile, perché non rinuncia facilmente a ciò che è e non si lascia sottomettere senza reagire. Un popolo che onora Cristo come proprio Re sa che i suoi governanti si riconoscono Suoi vicari, e non despoti obbedienti a chi li arricchisce o dà loro potere.

Non dimentichiamo che la Rivoluzione francese ha strappato la Corona regale a Gesù Cristo, erigendo contro i diritti sovrani di Dio i presunti “diritti dell’uomo e del cittadino”. Diritti che, svincolati dal rispetto della Legge morale naturale, includono l’aborto, l’eutanasia (anche dei poveri, come avviene oggi in Canada), il matrimonio con persone dello stesso sesso, con animali e addirittura con cose (avete capito bene: ci sono proposte di legge dei 5 Stelle), la teoria gender, l’ideologia LGBTQ e tutto il peggio che una società senza principi e senza Fede può reclamare. La laicità dello Stato non è una conquista di civiltà, ma una scelta deliberata di imbarbarimento del corpo sociale, al quale viene imposta la presunta neutralità della cosa pubblica dinanzi alla Religione, che di fatto è una scelta religiosa di ateismo militante e anticattolico. E dove la manipolazione delle masse non riesce a costringerle a certe “riforme”, subentra il ricatto dei fondi comunitari, elargiti solo a chi obbedisce ai diktat europei. In sostanza, prima distruggono l’economia e tolgono la sovranità monetaria e l’autonomia decisionale in materia fiscale ed economica agli Stati, e poi vincolano gli aiuti all’accettazione di un modello di società corrotta ed egoista in cui nessuna persona onesta vorrebbe vivere. «Ce lo chiede l’Europa!»: ossia una conventicola di tecnocrati non eletti da nessuno e che si ispira a principi totalmente inconciliabili con la Legge naturale e con la Fede cattolica.

Ma se il deep state si è mosso per cancellare la Religione Cattolica dalla vita pubblica delle Nazioni e dalla vita privata dei cittadini, dobbiamo riconoscere che la deep church ha dato il proprio contributo, sin dal Concilio Vaticano II, a questa laicizzazione, finendo per avvallare il laicismo pur condannato da Pio IX e relegando la dottrina della Regalità sociale di Cristo in una dimensione simbolica ed escatologica. Dopo sessant’anni di dialogo con la mentalità del mondo, Gesù Cristo non è più Re nemmeno della Chiesa Cattolica, mentre Bergoglio rinuncia anche al titolo di Suo Vicario e preferisce baloccarsi con la Pachamama in San Pietro.

4. La psicopandemia artatamente creata ha prodotto psicosi, panico, terrore e sofferenze fisiche e psichiche che hanno lasciato un segno indelebile, un grave disagio sociale, qualcosa che non si era mai verificato nella storia dell’umanità. Hanno ridotto l’uomo a uno zombie. Qual è il messaggio che si può trasmettere di fronte a questa conformazione e formattazione della popolazione?

Lei ha usato giustamente il termine “formattazione”, che in un certo senso richiama appunto il Great Reset inaugurato dalla psicopandemia e che oggi prosegue con l’emergenza bellica e energetica. Dobbiamo chiederci cosa può aver indotto intere Nazioni ad apostatare la propria Fede, a cancellare senza rimorso la propria identità, a dimenticare le proprie tradizioni, lasciandosi plasmare sul modello del melting pot di matrice anglosassone. Questa domanda vale specialmente per la nostra Italia, sfigurata da decenni di subalternità ideologica da un lato alla Sinistra francese o al Comunismo sovietico, dall’altro al Liberalismo americano neocon. Oggi vediamo che Comunismo cinese e Liberalismo globalista si sono fusi insieme nel World Economic Forum di Davos, minacciando il mondo intero e il nostro Paese in particolare.

Certo, la Seconda Guerra Mondiale ha creato le premesse per la colonizzazione dell’Italia, secondo un modello consolidato che vediamo adottato ancor oggi dalla NATO: distruggere, bombardare, radere al suolo vere o presunte dittature per sostituirle con regimi fantoccio al servizio di interessi stranieri. Ritrovare l’orgoglio di affermare la propria identità e la propria sovranità è un passo imprescindibile per il riscatto dell’Italia e la ricostruzione di tutto quello che è stato distrutto. Ecco perché considero che il modello del multipolarismo sia una prospettiva interessante per combattere il Leviatano globalista che oggi ci minaccia in tutti gli aspetti del vivere quotidiano.

La sconfitta del deep state da parte delle forze sane degli Stati Uniti d’America costituirà la premessa per una pacifica convivenza delle Nazioni, senza che ve ne sia una che si considera superiore e legittimata a soggiogare le altre. Per questo Donald Trump è stato estromesso con la frode elettorale dalla Presidenza degli Stati Uniti, sostituendolo – ancora un regime change – con un personaggio tanto corrotto quanto incapace di governare senza essere manovrato.

5. Si può affermare che l’Occidente è in crisi perché rifiuta Dio e la Legge naturale e soprattutto perché sottovaluta il valore della vita ed ha compiuto un madornale errore dal punto di vista morale, economico e sociale che ha portato all’attuale deriva etica e al declino morale?

Non credo si possa parlare di un “errore”; si tratta piuttosto di una frode, di un tradimento compiuto da chi, in ruoli di potere, ha colpevolmente deciso di trasformare l’Italia in una colonia ora della Germania (per l’economia), ora della Francia (per la cultura), ora degli Stati Uniti (per la politica internazionale), ora dell’intera Unione Europea (per la politica fiscale e le cosiddette riforme). Siamo sempre asserviti a qualcuno, nonostante il nostro Paese abbia dimostrato – in tempi ben più difficili e travagliati – di poter competere egregiamente con grandi potenze straniere.

Il problema di fondo è che i governi che abbiamo avuto – sin dai Savoia – sono stati completamente manovrati dalla Massoneria, decidendo riforme, dichiarando guerre, tracciando confini e stipulando trattati sempre e solo su ordine delle Logge. Parlamentari notoriamente massoni, ministri massoni, professori universitari massoni, primari massoni, alti ufficiali massoni, editori massoni e Prelati massoni hanno obbedito al giuramento di fedeltà al Grand’Oriente e tradito gli interessi della Nazione. Oggi la Massoneria si avvale del proprio “braccio secolare”, il Forum di Davos, che detta l’agenda alle Nazioni Unite, all’Organizzazione Mondiale della Sanità, all’Unione Europea, alle Fondazioni “filantropiche”, ai partiti e alla chiesa bergogliana.

Ma che questo colpo di stato sia così vasto e ramificato non implica che sia meno reale, anzi la situazione presente è gravissima proprio perché coinvolge centinaia di Nazioni che di fatto sono governate da un’unica élite di cospiratori criminali. D’altra parte, non occorre citare i “complottisti”: basta sentire quel che ha detto lo scorso 23 Maggio, parlando al Forum di Davos, il principale artefice del Great Reset, Klaus Schwab: «Il futuro non si costruisce da solo: siamo noi [del World Economic Forum, ndr] a costruire il futuro. Noi abbiamo i mezzi per imporre il mondo che vogliamo. E possiamo farlo agendo come “stakeholder” delle comunità e collaborando tra di noi» (qui e qui). Anche la crisi ucraina rientra in questo piano: «Con la giusta narrazione useremo la guerra per farvi diventare green». Il consigliere di Schwab, Yuval Noah Harari – che somma in sé tutte le “doti” dell’intellettuale woke, essendo israeliano, omosessuale, animalista vegano, antiputiniano e antirusso, oltre che ferocemente contro Trump – arriva ad affermare senza pudore: «Tra dieci anni, tutti avranno un impianto cerebrale e la vita eterna nel regno digitale… Google e Microsoft decideranno quale libro dobbiamo leggere, chi sposare, dove lavorare e per chi votare…» (qui). Harari è autore, tra gli altri saggi, di Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell’umanità (2011) e di Homo Deus. Breve storia del futuro (2015). Vi farnetica dell’uomo transumano che sconfigge la morte e si fa dio.

La frode ai danni degli Italiani è stata di far credere loro, sin dall’Ottocento, che fosse loro volontà liberarsi dal giogo della tirannide degli Stati preunitari, sotto l’egida dei Piemontesi obbedienti alla Massoneria; che fosse loro volontà ribellarsi all’autorità dei Sovrani legittimi in nome della “libertà”, senza capire che si sarebbero consegnati a ben peggiori corrotti; che fosse loro volontà disfarsi dei Savoia nell’immediato dopoguerra, per proclamare la Repubblica; che fosse loro volontà aderire all’Unione Europea col miraggio dell’Eldorado, per poi scoprire quale inganno tutto ciò rappresentasse. E chi c’era dietro a queste istanze di libertà, di democrazia, di progresso? Sempre e solo la Massoneria, coi suoi servi infiltrati ovunque.

Forse è giunto il momento che gli Italiani comincino a decidere del proprio futuro senza farselo dettare da conclamati traditori. E che i traditori siano giudicati per quel che sono, criminali cospiratori, estromettendoli per sempre dalla politica e da qualsiasi possibilità di interferire con la vita del Paese. Ricordino i magistrati e le forze dell’ordine che molto presto chi ha assecondato questo regime dittatoriale sarà considerato un collaborazionista e come tale condannato. Un sussulto di dignità e onore da parte loro, adesso, sarebbe ancora credibile.

6. Perché l’Occidente, così ricco di storia e di cultura, non considera gli effetti di tale atteggiamento e contraddice e nega la Legge naturale? Come può l’uomo razionale negarla?

L’uomo è razionale, sì. Ma è anche soggetto alle passioni, alla concupiscenza, alle seduzioni del mondo. Solo nella vita della Grazia soprannaturale l’uomo è aiutato da Dio a conservarsi nella Sua amicizia e può agire nel Bene. Ma cosa ci ha insegnato il tanto celebrato Romanticismo, se non che la ragione deve cedere al sentimento, e che la volontà non può governare le passioni, che “al cuor non si comanda”, mentre è vero il contrario? Anche qui vediamo come, con operazioni di manipolazione delle masse relativamente banali – a iniziare da Giuseppe Verdi, tutta l’opera lirica e i romanzi – si sia cancellata nel popolo e nella borghesia la percezione del dovere morale, sostituendola con l’asservimento all’irrazionalità, alla passione momentanea, con tutti i danni che ne sono conseguiti.

All’origine della negazione della Legge di Natura vi è il relativismo, il considerare tutte le idee accettabili e legittime, il negare un principio trascendente inscritto nell’uomo dal Creatore. Storia, cultura, arte diventano allora fenomeni da analizzare in chiave sociologica o psicologica, e non sono più ciò che costituisce una civiltà. Ma attenzione: chi nega Dio come Creatore e Redentore non lo fa per consentire a chi non è Cristiano di praticare la sua religione, ma per impedire a chi lo è di plasmare la società secondo i principi della dottrina sociale e del bene comune. Dietro tutto questo vi sono persone che odiano Nostro Signore.

La domanda che mi pone, Dr Manocchia, dovrebbe allora essere: «Perché i servi di Satana dovrebbero smettere di detestare tutto ciò che ricorda anche lontanamente Cristo, visto che lo hanno sempre fatto?» Pensare di poter avere un dialogo con un nemico che ci vuole distruggere è da irresponsabili o da criminali: vi sono nemici che vanno sconfitti senza alcuno scrupolo, in quanto votati al male.

La colpa dell’Occidente è di aver creduto alle menzogne della Rivoluzione, – fu anch’essa un Great Reset – di essersi lasciato trascinare in un gorgo di ribellione e di apostasia, di violenza e di morte. Ma non è alla fine ciò che è accaduto anche a Adamo ed Eva, quando si lasciarono tentare dal Serpente? Anche allora la promessa di Satana era palesemente falsa e mendace, ma Adamo ed Eva cedettero alle parole del tentatore – Sarete come dei! – e scoprirono di essere stati ingannati.

Cosa credevamo di ottenere, noi Occidentali, tagliando le teste ai re, ai nobili e ai prelati? Cosa pensavamo potesse migliorare, con personaggi come Fouchet, Danton, Robespierre e tutta la congerie di corrotti assassini che avrebbe dovuto sostituire i ghigliottinati? Davvero qualcuno di noi ha pensato che permettere il divorzio fosse un progresso? o che dare alla madre il diritto di uccidere il figlio che porta nel ventre fosse una conquista di libertà? o che avvelenare nel sonno l’anziano o il malato o il povero sia segno di civiltà? C’è chi è onestamente persuaso che l’ostentazione dei più abominevoli vizi sia un diritto fondamentale, o che una persona possa cambiare il proprio sesso, modificando grottescamente ciò che la Natura ha già deciso? Chi accetta questi orrori lo fa solo perché sono portati a modello di civiltà e progresso, e vuole seguire il gregge senza distinguersi.

Il problema è che l’uomo contemporaneo è figlio della Rivoluzione, inconsapevolmente indottrinato al “politicamente corretto”, al relativismo, all’idea che non esista una verità oggettiva e che tutte le idee siano indifferentemente accettabili. Questa malattia del pensiero è la causa prima del successo degli avversari, perché molte persone si rendono loro alleati con l’accettarne i principi, senza capire che sono proprio quelle idee che hanno consentito di trasformare la nostra società.

L’asservimento all’Unione Europea – e alla sua ideologia infernale – è stato solo uno degli ultimi passi con cui dare all’Italia il colpo di grazia. Ecco perché, quando sento elogiare la Rivoluzione, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, l’Illuminismo, il Risorgimento e l’epopea dei Mille mi vengono i brividi: il globalismo è la metastasi di tutti gli errori moderni, che solo la Chiesa – sin dall’inizio – seppe condannare con lungimiranza. E infatti, se il globalismo ha conosciuto un’accelerazione, lo dobbiamo proprio al fatto che dal Vaticano II la Gerarchia, da nemica giurata della cospirazione massonica, ne è diventata sua zelante alleata.

7. L’Occidente sta subendo un costante e inarrestabile calo demografico, con tutte le conseguenze che esso comporta. La vulgata corrente sostiene che è un fenomeno preoccupante per l’umanità, perché causerebbe una maggiore povertà. Il declino demografico potrebbe essere la principale causa del declino economico? Questo fenomeno non sembra preoccupare i governi dei Paesi occidentali. Per quale motivo secondo lei?

Sappiamo, per esplicita ammissione dei globalisti, che il loro scopo principale è ridurre drasticamente la popolazione mondiale. Il ministro Cingolani – proveniente dall’azienda Leonardo, guarda caso – sostiene che il Pianeta è “progettato” per non più di tre miliardi di persone. Dovrebbe graziosamente spiegarci come pensa di eliminare la differenza, e soprattutto chi mai abbia autorizzato lui, il suo Governo, l’Unione Europea, l’ONU, l’OMS e tutta la mafia mondialista a decidere motu proprio a procedere in tal senso con aborto, eutanasia, pandemie, sieri sperimentali, guerre, carestie, omosessualizzazione di massa. Chi li ha nominati “cavalieri dell’Apocalisse”? Chi ha approvato con il voto il loro progetto, ammesso che un progetto del genere possa esser proposto all’approvazione dei cittadini?

Non mi stupisce quindi che i leader occidentali non si preoccupino della denatalità, i cui dati per il nostro Paese sono in gran parte sfalsati dalla presenza di molti extracomunitari ben più prolifici degli Italiani. La diminuzione della popolazione è l’esito delle premesse che sono state poste proprio per questo scopo, così come i lockdown servivano per distruggere l’economia già prostrata dalla concorrenza delle multinazionali e dall’iniqua imposizione fiscale. Insomma: siamo governati da esponenti di una lobby globale di criminali cospiratori che ci dicono di volerci eliminare, e noi stiamo a chiederci perché si debbano indossare le mascherine sugli autobus e non nei ristoranti.

8. Chi non accetta le teorie nichiliste e neo-malthusiane, magari perché è fedele ai principi del Cristianesimo, rischia l’allontanamento dai posti di potere?

Ma è ovvio: chi non asseconda la narrazione psicopandemica, la teoria gender, l’ideologia LGBTQ, il liberismo collettivista del WEF, il Nuovo Ordine Mondiale e la grande religione universale è ostracizzato, delegittimato, fatto passare per pazzo o per criminale. Una voce dissenziente è scomoda, quando il potere si regge sulla violenza psicologica e sulla manipolazione di massa. Accade al medico che non accetta i protocolli di Speranza, al docente che non discrimina i non vaccinati, al giornalista che riporta la verità sui neonazisti ucraini, al parroco che non si vuole sottoporre all’inoculazione, al Cardinale che denuncia l’asservimento del Vaticano alla dittatura cinese.

9. Parlare di vita e Legge naturale significa anche parlare della colonna portante della società, la famiglia. A parte la denatalità, quali sono le conseguenze della crisi economica sulla famiglia?

La famiglia è certamente al centro dell’attacco dei globalisti. Famiglia significa tradizione, identità, fede, aiuto e sostegno reciproco, trasmissione di principi e di valori. Famiglia significa padre e madre, ciascuno con il proprio ruolo specifico, insostituibile e non intercambiabile tanto nel rapporto tra i coniugi quanto nell’educazione dei figli e nei confronti della comunità. Famiglia significa religione vissuta, comunicata con i piccoli gesti, le buone abitudini, la formazione della coscienza e del senso morale.

Potete ben comprendere che colpire la famiglia conduce indefettibilmente alla dissoluzione del corpo sociale, che per natura è incapace di sopperire al ruolo della famiglia. Quindi: divorzio, aborto, nozze omosessuali, adozione a single o a coppie irregolari, privazione della potestà genitoriale per motivi ideologici, eliminazione dei nonni e dei parenti dalla vita domestica, condizioni di lavoro per le madri che non consentono di assolvere ai compiti familiari, penalizzazione delle donne sposate o con figli nelle assunzioni, indottrinamento dei figli sin dalla scuola primaria. Anche in questo campo occorre un’azione coraggiosa e determinata, per la difesa della famiglia naturale e per la tutela dei diritti dei genitori nell’educazione dei figli, che non sono proprietà dello Stato.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa e' la verita' e l'ho seguita tutta.
Aspetto il seguito dell'11.Giugno.2022,che non ho ancora trovato in internet.
Nell'attesa, ho letto che il sig.Soros e' uno dei deus ex machina di wikipedia e relativamente alla messa tridentina leggiamo quanto e' riportato da questa somma sapienza virtuale che non ammette essere contraddetta:
https://www.google.com/search?q=messa+in+latino+roma&oq=messa+in+latino+roma&aqs=chrome..69i57j0i22i30l2j69i64j69i60l3.5097j1j4&sourceid=chrome&ie=UTF-8

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Anonimo ha detto...



Gli interventi strettamente religiosi di mons. Viganò li
ho sempre trovati illuminanti.
Come "politico", lo trovo unilaterale e limitato.
E anche negativo, nella misura in cui fomenta, certo senza volerlo,
il particolarismo e il regionalismo e in definitiva lo spirito di parte, antinazionale, velleitario, che affliggono oggi il nostro Paese in maniera grave.
Mi rendo conto di esprimermi in modo impopolare, qui.
Ma, come si suol dire: "Amicus Plato sed magis amica veritas".
PP

Bando alle illusioni! ha detto...

Speranza ha il Covid... le mascherine restano obbligatorie sui mezzi di trasporto pubblici... per l'obbligo a scuola si vedrà a settembre...
Insomma, i mondialisti non hanno nessuna intenzione di mollare la presa. La farsa del virus continua, fra l'entusiasmo della gente.

Anonimo ha detto...

Giulio Meotti
Se per essere europei servirà il "passaporto neutro" io voglio uscirne. L'ultima richiesta della Commissione UE e il nuovo libro di Michel Onfray: "Bruxelles lavora all'eugenetica della civiltà giudaico-cristiana con un esercito di rozzi che si dicono progressisti". E pensare che a far compiere all'Europa i primi passi verso l'unità furono Schuman, Adenauer e De Gasperi. Resta qualcosa della loro eredità? “Distruggi la libertà, impoverisci la lingua, abolisci la verità, sopprimi la storia, nega la natura” scrive Onfray. “Questo è l'impero a cui aspirano i turiferi di Maastricht". Ma come ci si arriva? “È l'opera della goccia d'acqua che, attraverso la ripetizione, perfora la pietra più solida”. La finestra di Overton. La manipolazione del linguaggio. E così l'utero in affitto lo chiamerai "gravidanza per altri" e potrai uccidere un bambino e dire che era per il suo "bene"...

Anonimo ha detto...

In Europa sono 83 milioni gli adulti che hanno fatto e stanno facendo uso di droghe: sono il 29% della popolazione.
Questo dato spiega molti dei comportamenti psichiatrici di questa ragguardevole quota nelle sue manifestazioni sociali, ma anche politiche ed economiche.
Si consideri come molte formazioni politiche tutelano e patrocinano l'uso della droga.

Anonimo ha detto...

Ottima considerazione a sinistra, e tra i 5S, la droga è elogiata e possa, ovvio quindi che produca i governanti che abbiamo (abusivamente) al potere...

Anonimo ha detto...

15 giugno 2022 12:20

A volte capita di non essere più amico della verità, ma dei testi sui quali uno si è formato. Così è per tutti noi, da pochissimi giorni ho preso consapevolezza che esistono intere bibliografie sull'argomento x, nelle più comuni lingue europee, che da noi non sono mai entrate. Quale libertà di insegnamento abbiamo vissuto quando gli insegnanti si son formati sugli stessi testi usciti dalle stesse pochissime case editrici di tendenza? Se nella nostra scuola fosse stato possibile apprendere realmente da insegnati diversi con formazioni diverse e con nozioni diverse di quel fatto, di quel personaggio, di quell'autore, ora avremmo un popolo intellettualmente vivace, capace di un reale dialogo col prossimo, capace di approfondimento personale della sua materia, un popolo con una intelligenza pronta, che sa muoversi a ragion veduta e non per spirito di contraddizione. Questo è un problema grave. Su cui molto è quello che deve essere zappato.

Anonimo ha detto...

In America, per ordine di un giudice federale, la FDA dovrà rilasciare, entro gennaio 2023, i documenti sui dati del vaccino Pfizer Covid 19. In Europa, l'Ema pone sui dati raccolti nella sua area territoriale, il segreto militare!

Giù la maschera! ha detto...

Come sempre, anche questo intervento di Mons. Viganò è eccellente e lo condivido interamente.
Che dispiaccia ai sostenitori del "centrodestra", ossia del Partito Democratico, è scontato.

Anonimo ha detto...

"...In Europa sono 83 milioni gli adulti che hanno fatto e stanno facendo uso di droghe..."

Su questi 83 milioni lo studio della storia ed in particolare le guerre dell'oppio ( Data, 1839–1842 1856–1860 ; Luogo, Cina ) è scivolato via come strano episodio orientale da archiviare in qualche polveroso cassetto della memoria.

Anonimo ha detto...

LA MATERNITA’ E’ UN MASTER

Sono rimasto particolarmente colpito da una notizia che ho dovuto rileggere più volte perché pensavo fosse una fake news. In alcuni comuni del torinese per accedere al concorso per vigili urbani è stato chiesto alle donne un test di gravidanza negativo. Aldilà della spiegazione razionale di questa scelta (nelle prove c’è anche una prova atletica che consiste in mille metri di corsa), ritengo folle in un Paese come il nostro, a nascita zero, che un concorso pubblico possa avere queste discriminazioni. È una questione di mentalità. Se non cambiamo l’approccio non andiamo da nessuna parte. La maternità, tra l’altro, come dice Riccarda Zezza è meglio di un master: è un valore aggiunto e non un limite. Quale altra categoria, oltre alle mamme, può annoverare tra le soft skill: problem solving, capacità di lavorare in squadra anche oltre gli orari di lavoro, conoscenze infermieristiche e psicologiche, empatia, leadership, responsabilità… Abbiamo bisogno di mamme che non vengano discriminate per le loro scelte familiari.

Questo il mio pezzo su Leggo di questa settimana…
Gigi De Palo

Anonimo ha detto...

Dalla prima guerra mondiale si batte e ribatte su la 'donna fuori di casa', le poverine che avrebbero voluto stare in casa quali 'angeli del focolare' sono state trascinate fuori dalla mentalità modernista di tutto il parentado e dalla opinione comune, al passo dei tempi, plasmata dal quarto potere. Tutto cambierà quando l'uomo tornerà ad essere padre e vedrà con occhio grato ed amante la madre sua sposa, finché l'uomo si sentirà farfallone amoroso con la compagna, le compagne, e/o i compagni, non vedo che rovine incombenti.

Anonimo ha detto...


Sostenere che chi, ragionando, sostiene la necessità di votare per il Centrodestra (unica scelta imposta dalle circostanze) è in realtà uno del PD, perché non ci sarebbe differenza tra i due schieramenti, è semplicemente infantile.
Il senso autentico della critica a mons. Viganò "politico" non viene colto. In ogni caso una soluzione anche parziale dei gravi problemi dell'Italia non la troviamo di certo appiattendoci sulle posizioni di neoborbonici, neopapalini, duosiciliani, "regionalisti" e "federalisti" in libera uscita e servizio permanente effettivo.

Anonimo ha detto...

Ucraina, a che punto è la notte

Ci si abitua a tutto, anche alle guerre. O almeno alle guerre degli altri, in Siria o nello Yemen. Questa è anche un po’ nostra, perché ci tocca nel portafogli, oltre che nei sentimenti, e perché siamo cittadini di un paese che, con l’invio di armi, è inevitabilmente parte in causa. Eppure ci si abitua lo stesso, e lo sdegno di quella gelida fine di febbraio si stempera davanti all’estate, e ai suoi riti inevitabili. Nella informazione, l’Ucraina scivola verso titoli meno cubitali. Un po’ è la ripetitività delle notizie – le storie richiedono colpi di scena – un po’ è che le notizie imbarazzano, perché raccontano una storia diversa. Non è più l’eroismo, non è più la distribuzione di armi ai civili, non è neppure più l’esodo biblico. E’ Kiev che chiede ai suoi, al fronte, di tenere duro, a costo di grandi perdite, e con il rischio di essere accerchiati, a non voler indietreggiare. Che tattica è ? Una tattica politica più che militare, per forzare la mano agli alleati – più armi e più in fretta – e coinvolgerli sempre di più. Senza la Nato in guerra non ti riprenderai mai il Donbass. Il guaio, per gli ucraini, è che neppure a Washington credono più alla svolta, e anzi temono una Caporetto ucraina. Forse è meglio negoziare prima che sia tardi, prima che Putin si faccia ingolosire dalla linea del Dniepr e da Odessa, si dicono tra loro quelli che avevano scommesso, a marzo, sulla vittoria. Tutto può succedere, ma i miracoli in guerra sono rari. A Severodonetsk si sta per replicare l’Azovstal, e se succede, Slavianks e Kramatorsk sono a un passo. Oggi tre leader europei andranno a Kiev. Ai microfoni è logico aspettarsi parole gonfie di affetto e sollecitudine. Nel mormorio, facile ci sia la necessità di tastare il polso a Zelensky, che rischia di essere colpito alle spalle dai suoi, se dovesse dare prova di realismo. Facile che ci siano premi di consolazione per un’Ucraina che accettasse, a denti stretti e in punta di fatto, non di diritto, l’amputazione di un Donbass allargato. E noi ? Sarebbe un boccone amaro, dopo tanti editoriali bellicosi, tante cronache di parte, tante conduzioni guerresche, tanta retorica dei politici: poca roba, storie paesane, da Copasir de noantri. Conterebbe di più che sarebbe premiata un’invasione, una politica di prepotenza militare: il mondo non è libero e bello, e neppure giusto. Ma forse la cosa più rischiosa è il messaggio silenzioso che arriverebbe a Pechino: si può fare. Il resto è già visto: debiti di guerra, business della ricostruzione, processi per i crimini di guerra, e una storia senza vincitori, perché stavolta abbiamo davvero perso tutti.
Toni Capuozzo

Anonimo ha detto...

Ieri sera ascoltavo l'intervista a un membro del governo serbo, che peraltro parla un ottimo italiano, il quale affermava di essere stato minacciato da Scholz che gli sarebbe stato negato il pass per entrare in UE se non avesse applicato le sanzioni alla Russia, risposta molto pacata e una punta di ironia amara, minacciare chi 30 anni fa è stato praticamente distrutto e bombardato oltre ogni limite di buon senso? Afferma che Lavrov non è potuto sbarcare a Belgrado, ma ad Ankara sì, lui fa notare che la Turchia ottomanica (parole sue), è molto più forte della piccola Serbia, così piccola, ma non ininfluente tanto da far crollare gli imperi centrali nel secolo scorso e trascinare l'Europa in 2 GM una peggio dell'altra, ça va sans dire. Capuozzo, finché può dice cose sensate ma non allineate, intanto i proscritti tentano l'autodifesa, ma è dura; vorrei precisare che quello che scrivo ogni tanto non è per giustificare l'attacco russo, so che il popolo ucraino è la vera vittima di tutti i giochini di potere, l'esercito UA perde 1.000 soldati al giorno, i Russi non si sa, ma sono tanti, mentre la cricca Zelensky compra a suon di mln.$ ville lussuose dappertutto, specie in Svizzera, chi vuole capire.........

Anonimo ha detto...

Dice Victor Orban:
Un gruppo di membri del Parlamento europeo sta attaccando apertamente l'Ungheria e il governo ungherese perché abbiamo sostenuto i nostri interessi durante i negoziati sulle sanzioni.
La nostra posizione è chiara: vogliamo la pace. Il conflitto armato deve finire, le controversie devono essere risolte tramite trattativa!
Nel frattempo aiutiamo l'Ucraina e ci prendiamo cura dei profughi. L'Ungheria e i suoi cittadini, quindi, meritano riconoscenza e gratitudine, non un tono offensivo e istruttivo.
Per il bene dell'Europa, conservo il diritto dell'Ungheria di parlare con franchezza e calmare le argomentazioni contro proposte che vanno contro il buon senso e minacciano di impoverire le famiglie ungheresi ed europee.

Anonimo ha detto...

IN MERITO ALL' UCRAINA.
leggo un articolo del 2021, quindi in tempi non sospetti.
https://www.inuovivespri.it/2021/11/11/italia-acquista-grano-duro-canadese/
L'articolo spiega molto bene il nostro commercio in fatto di GRANO. E sì!: si viene a scoprire che l'Italia acquista per la maggior parte il grano NON dall'Ucraina ma dal Canada! Se avete fatto attenzione ai prezzi nei nostri supermercati però, i prezzi hanno cominciato ad aumentare sensibilmente dallo scorso marzo, cioè con la crisi Ucraina-Russia.
E quindi: se acquistiamo il grano dal Canada perché paghiamo il prodotto finito nei supermercati come se lo acquistassero da un Paese che ha alzato i prezzi giustificandosi che sta in un conflitto di guerra?
Non sarà forse che chi alza i prezzi è per l' insano motivo di fare fallire ancora di più questo Paese?!

Mentre la Sicilia, il Tavoliere delle Puglie, la Pianura padana lo potrebbero produrre, per tutto il fabbisogno italiano e oltre...

Anonimo ha detto...

Certamente avviene così nelle belle famiglie islamiche. È questo che vorrebbe? Sull'occhio grato e amante poi, non ci conterei.

Anonimo ha detto...


Qu'il me soit permis de recommander à Mgr Viganò la lecture du magnifique article publié ce matin par Louis d'Alencourt sur la site "Le Grand Réveil". Article admirable, vraiment.

https://legrandreveil.wordpress.com/2022/06/16/lenigme-poutine/

Anonimo ha detto...


Sempre la cattiva abitudine di usare l'espressione "una Caporetto" quale esempio di disfatta totale e definitiva.

Lo fa anche Toni Capuozzo nell'art. citato sopra. Ma è falso. Caporetto fu una pesante sconfitta, dalla quale il Regio Esercito si riscattò dopo due settimane, bloccando da solo in prima linea, in durissimi combattimenti sul Piave e sul Grappa, gli austro-tedeschi convinti di chiudere definitivamente la partita. Erano accorse 11 divisioni franco-britanniche, che rimasero però in riserva, pronte a chiudere eventuali sfondamenti, che non ci furono. Fu una resurrezione che lasciò di stucco i nemici, come risulta da loro memorie e storie ufficiali del I dopoguerra.
Il fatto è che a Caporetto avevamo perso gran parte della forte ala sinistra non l'intero esercito. Il resto della prima linea si ritirò in ordine, pur lasciando indietro l'armamento pesante. Poiché il nemico scendeva dai monti lungo i fiumi (Isonzo poi Tagliamento) per chiudere l'intero esercito in una gigantesca sacca, fu giocoforza far ripiegare l'intera armata sino al Piave e al Grappa, fronte difensivo in parte già predisposto e ben più corto di quello isontino.
Fu il bollettino menzognero di un Cadorna in stato confusionale, che parlava (brancolando nel buio) di soldati che non avevano voluto combattere, cosa non vera, a creare la leggenda nera di Caporetto. Alla quale evidentemente si vuole continuare a credere, tant'è vero che nella mentalità comune si è diffuso il falso storico (insegnato anche a scuola, oggi!) che la I gm sarebbe finita per noi con la "disfatta di Caporetto" e sarebbero stati gli Alleati a tenerci a galla sino alla fine.
L'aiuto alleato fu certamente importante ed essenziale ma è bene ricordare che dopo Caporetto si ebbero: la battaglia d'arresto sul Piave (nov-dic 17) che fu un nostro notevole successo; l'offensiva finale austro-ungarica nell'estate del 18 (battaglia del Solstizio), che fallì completamente, mettendo in ginocchio l'Austria; la battaglia finale di Vittorio Veneto, ott-nov 18, nella quale l'indebolito esercito austro-ungarico, con l'impero che si stava sfaldando dopo il crollo del fronte nei Balcani meridionali, dopo cinque giorni di accanita lotta, fu travolto in pianura, sul Piave, nel settore tenuto da italiani e britannici.
Questo, per la storia.
Continuare ad usare il termine "una Caporetto", oltre a mostrare l'ignoranza dei fatti, dimostra il persistere dei gravi complessi di inferiorità degli italiani, un popolo che sembra godere nel fabbricarsi l'immagine di vile e miserabile, soprattutto ad opera della sua cosiddetta élite.

Quanto all'Ucraina: invece di mandargli ancora armi a Zelensky dovrebbero costringerlo a trattare subito con i russi per chiudere questa sciagurata guerra prima che sia troppo tardi. Trattando adesso, impegnandosi ad una neutralità assoluta, l'Ucraina, lasciando ai russi il Donbass da loro quasi preso interamente, potrebbe ancora cercare di ottenere qualcosa in cambio. E non dovrebbe dimenticare nessuno che per la dirigenza russa un'Ucraina indipendente, neutrale o non, è una cosa inconcepibile, a torto o a ragione. A torto, bisogna dire, perché esiste un'Ucraina che da secoli non vuole essere né russa né polacca.
Al punto in cui sono giunte le cose, Zelensky può solo cercare di salvare un'Ucraina libera purché neutrale ma senza Donbass e Crimea.
H.

Anonimo ha detto...

Hai azzeccato il problema ,vogliono far fallire il paese, questo lo si è capito fin dal 2009

Anonimo ha detto...

Hai centrato il problema

Anonimo ha detto...

È tutto bellissimo: la Russia vende petrolio a costi bassi all’India, guadagnando quanto basta per vanificare l’effetto delle sanzioni e gli indiani - le cui raffinerie sono compartecipate dai russi - lo rivendono a costi stratosferici all’Europa che ha applicato le sanzioni. È la prima volta che vedo gli occidentali messi nel sacco in questo modo plateale. Neanche nei peggiori bazar orientali si sarebbero fatti turlupinare così

Anonimo ha detto...

La posizione che Draghi ha imposto all’Italia (con la stolta acquiescenza del Parlamento) non fa la differenza nel sostegno all’Ucraina (a tal fine USA e Gran Bretagna bastano e avanzano), non ha senso rispetto alla posizione e all’interesse dell’Italia e aggrava una situazione economica già compromessa.
Fare il tifo per l’Occidente non significa, di per sè, fare gli interessi dell’Occidente.
L’uniformità politica non è espressione di forza politica.
Approcci diversi, e tra loro non contraddittori, sarebbero stati possibili ed auspicabili. E avrebbero conferito elasticità alla strategia occidentale.
Draghi ha come bussola politica la propria carriera internazionale

Anonimo ha detto...

Io credo che la guerra sia già decisa nell’essenziale. Possibile che si trascini ancora, più o meno a lungo. Ma l’essenziale è deciso, finisce come non poteva non finire.

I tre re Magi sono andati a dire che tutto quello che si poteva fare è stato fatto, e che è bene chiuderla. Hanno offerto un compenso, peraltro tutt’altro che certo: l’ingresso nella UE. Questo potrebbe avere un peso nello spingere a negoziati: l’Ucraina accetta ciò che avrebbe dovuto accettare sin dall’inizio, e in cambio entra nella UE. Questo rappresenta una sorta di garanzia. Non entra nella NATO ma nella UE.

Zelenskij ha capito che a parte Draghi, a cui Macron e Scholz non fanno vedere i loro messaggi perché lo considerano il rappresentante degli interessi USA in Europa, non si deve aspettare granché da ora in poi. Macron e Scholz gli hanno fatto capire che se vuole può continuare la guerra e mandare al macello il suo popolo, ma che questa scelta non li riguarda.

E gli hanno fatto capire che più tempo passa maggiori saranno le concessioni che dovrà fare.

Per non dire che se l’esercito ucraino dovesse collassare, e con 1000 soldati morti al giorno si è prossimi al collasso, una ritirata sarebbe disordinata e sanguinosa e a quel punto ci sarebbe ben poco da trattare.

La situazione sul campo è difficile da valutare, ma i rischi sono reali.

Il punto certo è che le sorti del conflitto sono già decise. Solo qualche poveretto può ancora credere alla favoletta secondo cui gli ucraini possono vincere questa guerra, o che l’economia russa collasserà, o che Putin sarà destituito.

Tutti coloro che in questi mesi hanno sostenuto scemenze simili dovrebbero osservare un certo silenzio.

La domanda ora è una sola: prima di arrivare alla pace sono necessari altre migliaia di morti, altra distruzione del tessuto economico europeo, oppure si evita questo inutile disastro?

Per noi italiani la domanda è invece: Macron e Scholz non appena sarà possibile cercheranno di ritessere un rapporto economico con la Russia. Per questo usano sempre toni pacati. Noi con Draghi e Di Maio ci siamo bruciati questa possibilità. Potrà farlo un nuovo governo. Questo è ormai un danno per il paese, senza visione strategica, senza politica estera. Il nulla.

Draghi è utile al paese?

Abbiamo bisogno di una classe dirigente, non di una classe dominante (una distinzione gramsciana che mi veniva ricordata oggi da un collega). Una classe che studi su una cartina geografica aggiornata. Quella che vedete sotto è quella su cui studiano i somari, quella classe di dementi che guida il paese.

Cit . Vincenzo Costa.

Anonimo ha detto...

"...perché esiste un'Ucraina che da secoli non vuole essere né russa né polacca..."

Giusto, allora ti comporti a viso aperto, con lealtà: pace, trattati, cooperazioni, scambi di merci etc, non ti fai strumento, non ti prostituisci, a costo della vita del tuo popolo e dei russi parte di esso, con manovre sanguinarie di finanzieri stranieri che nel pensier si fingono onnipotenti dei strateghi e sceriffi del mondo, nel nome poi di nessuno.

Anonimo ha detto...

Un grosso malinteso pare inquinare il clima sulla vicenda pandemica: il problema non è se il virus sia più o meno grave, perché, come anche per l'influenza, la malattia non colpisce tutti allo stesso modo, ma è l'isterismo con cui si reagisce, isterismo che ha prodotto misure assolutamente controproducenti mai adottate prima e che hanno rovinato la vita a troppe persone.
In sintesi, indipendente dalle conseguenze che si possono avere dal decorso della "malattia del secolo", non si può pretendere che il mondo si fermi. E se invece di curare una patologia che, come una qualsiasi influenza più aggressiva già rilevata negli anni precedenti al 2020, può provocare vittime , la si trascura per qualche incomprensibile ragione, è chiaro che la portata del problema aumenta. Non si è mai visto combattere una malattia creando selettivamente miseria e disperazione solo per alcune categorie, e condizioni assurde per tutti, in generale. Se nel 1957, con l'Asiatica, o nel 1969, con la cosiddetta "Spaziale", i governi avessero reagito come hanno fatto in questo caso, molti di noi non saremmo nati.
Stefano Burbi

Anonimo ha detto...

"...Draghi è utile al paese?..."

No. Certamente, no. Credo che lui cominci a presagire qualcosa, in particolare che restar fedele allo straniero non paga, né mai pagherà. Il suo viso sta perdendo ogni mobilità ed acquisisce fissità...

Anonimo ha detto...

Stamattina accompagno mia madre a fare un elettrocardiogramma e mentre aspetto in sala dattesa ascolto i dialoghi tra multivax.
"Dopo la terza dose ho iniziato ad avere capogiri e non smettoni mai. Sto facendo un sacco di visite inutili"
"Io ho la pressione che fa le montagne russe da quando ho fatto la quarta".
"Io la quarta non la faccio neanche se mi pagano. Sono sempre stanca"
"Io dopo la terza dose ho preso due volte il covid e sono stato da cane".
"La mia dottoressa insiste. Vuole che faccio la quarta. Io le ho detto che da quando ho fatto la terza sono sempre stanca e affannata. Lei dice che non c'entra niente. Io aspetto."

Va avanti così finché non ci chiamano per l'esame. Posso immaginare che sia così sempre.

Certo chi non ha ancora subito alcuna conseguenza evidente non si lamenta.

Ma se la sala d'attesa rappresenta la realtà esterna...
Roberto Castella

Anonimo ha detto...

Da quello che ho capito dalla morte di un'amica e di un paio di conoscenti, questo siero genico risveglia mali dormienti, che improvvisamente si destano e purtroppo velocemente muori, infatti i medici ancora ospedalieri impiegano molto tempo per capire la connessione col siero e/o se ne hanno un vago sentore, tacciono.

Anonimo ha detto...

16 giugno 2022 15:23

Ora, dopo più di un secolo, siamo noi stessi a vedere la vita in casa come una clausura non voluta, imposta da costumi dove il maschio ha la supremazia sulla donna. Non è questo che intendo, ovviamente. Una volta mi fu chiesto quale fosse la differenza tra una cella della prigione ed una cella di un monastero, nella prima si urla e si maledice, nella seconda si prega e si lavora cantando.
Quello che intendo si fonda sulla libertà interiore dell'uomo e della donna, che si sposano per mettere su famiglia, per accogliere i nuovi esseri umani che Dio manda loro, per allevarli, educarli e condurli piano piano sulla loro strada, infine ritrovarsi, nella vecchiaia, di nuovo marito e moglie, diventati nonni dei nipoti con i quali si torna a giocare, a pregare, a raccontar storie a raccontare dei tempi andati.
La libertà interiore son pochi ad averla, molti vi arrivano dopo anni ed anni di fallimenti di successo mondano e/o dopo molte cadute e/o dopo infinite delusioni.L'amore di cui spesso si parla è un sentimento buonista fragile fragile e/o un'attrazione sensuale e/o una società di viaggi o di amici di viaggio e/o un duo in arrampicata sociale...dipende.L'amore è un'altra cosa e può essere anche una spruzzatina di questa o quella definizione, ma solo una spruzzatina. Solo quando si è liberi dentro da tutte le possibili spruzzatine allora è più facile riconoscere: è lui! è lei! Al matrimonio presiede la madre, al patrimonio il padre. Infine il matrimonio è come un grande quadro, pochissimi sono i capolavori, tutti, come partiamo partiamo, siamo chiamati a comporre, con l'aiuto di Dio, delle belle opere di arte povera.