sabato 25 giugno 2022

Un Mondo post-liberale dovrebbe volere la restaurazione della Cristianità

L'analisi è centrata sul dibattito negli USA; ma è ineludibile la nostra diretta interconnessione. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Alcuni libri sono preziosi per quello che non dicono. Descrivendo lo stato della cultura essi indicano inavvertitamente la direzione che la società sta prendendo, anche se forse cercano di dimostrare il contrario. Il piccolo libro A World After Liberalism: Philosophers of the Radical Right (ndt, Un mondo dopo il liberalismo - Filosofi della destra radicale) è una di queste opere.

L'autore Matthew Rose costruisce una difesa del liberalismo classico attaccando i filosofi illiberali della cosiddetta estrema destra. Il suo approccio è obiettivo ed equilibrato, la sua descrizione accattivante e impeccabile. Nelle sue pagine si nascondono accenni al mondo che il post-liberalismo potrebbe originare.

Il bersaglio sono gli illiberali
Il chiaro bersaglio delle critiche di Rose è quella fazione della cosiddetta destra che molti oggi etichettano come “illiberale”. Questi “illiberali” non hanno un corpo fisso di principi; non fanno parte della corrente principale (mainstream) del movimento conservatore che opera all'interno della cornice liberale. Il collante fra gli illiberali sarebbe solo l'odio per il liberalismo.

Gli illiberali criticano il liberalismo perché è materialista, individualista e secolarizzante. Desiderano la comunità, la sussidiarietà e la solidarietà e deprecano il mondo odierno, desacralizzato, demitizzato e antigerarchico, che non riesce a soddisfare gli appetiti spirituali dell'anima umana.

Questa animosità illiberale è entrata nel dibattito politico e la sua retorica fa ormai parte del dibattito pubblico in America, contribuendo al malcontento per il mondo postmoderno e invitando a immaginare un mondo dopo quello liberale.

Il dottor Rose ha sentito il bisogno di scrivere il suo studio dopo aver constatato la crescente popolarità della letteratura illiberale, soprattutto tra i giovani. Il metodo scelto per contrastare questa tendenza consiste nell'esporre il pensiero politico di cinque figure chiave delle idee illiberali: Oswald Spengler, Julius Evola, Alain de Benoist, Francis Parker Yockey e Samuel Francis.

Rivelando i loro strani insegnamenti e le loro vite ancora più strane, l'autore spera di mettere al sicuro il suo liberalismo classico.

Chi sono questi personaggi?
L'autore rende un buon servizio descrivendo questi filosofi radicali perché, a causa dei temi avvincenti che sollevano, potrebbero facilmente trarre in inganno i cattolici. Infatti, sulla base di una comprensione superficiale del loro pensiero, si potrebbe essere tentati di immaginare il mondo illiberale successivo al liberalismo come un ritorno all'ordine cristiano.

Il dottor Rose invece mostra chiaramente che la vita di queste cinque figure era tutt'altro che cristiana. Diversi di loro si auto-identificano come pagani. Uno, Alain de Benoist, è un sessuologo occultista. Un altro, Francis Yockey, si dilettava a scrivere letteratura pornografica. Insomma, tutti erano anticristiani. Le loro vite disordinate e non di rado tragiche non possono essere un modello da imitare. Il loro esempio personale non può essere d’ispirazione per un ritorno all'ordine cristiano.

Cosa insegnavano
L'autore va oltre e riesce anche a districare le contorte teorie di questi filosofi illiberali. Le loro critiche alla modernità sono spesso valide, ma le loro opinioni rivelano un mondo sconosciuto, mistico e irrazionale, contrario alla civiltà cristiana.

La maggior parte di questi scrittori, ad esempio, depreca un mondo vuoto e "desacralizzato" in cui "il lavoro, la famiglia, il tempo libero e la cittadinanza non vengono più nutriti di significato spirituale, ma sono intesi in termini secolari funzionali". Tuttavia, questo desiderio di tornare a un mondo sacrale si evolve rapidamente in un panteismo primitivo, in un mondo di mistero e mito permeato di fantasia.

Le opere dei filosofi analizzati tendono a mostrare ammirazione per i costumi, i miti, i riti e altri temi che potrebbero cementare una società cristiana organica. Tuttavia, non vengono sviluppati i principi su cui una tale cultura si basa. Al contrario, la loro tendenza è divinizzare questi elementi e trasformarli in una forza vitale che si evolve nella storia.

Tuttavia, l'aspetto più inquietante dell'illiberalismo è la sua posizione a-cattolica e a-cristiana. Il dottor Rose mostra come Oswald Spengler, ad esempio, "non sosteneva che non c'era civiltà occidentale senza cristianesimo. Sosteneva che non c'era cristianesimo senza civiltà occidentale". Altri invece sostengono che la Chiesa sarebbe contraria a un mondo illiberale post-liberale.

Insomma, i cinque autori illiberali del libro vedono la Chiesa come parte del problema e non come la soluzione. Un Dio personale e onnipotente non fa nemmeno parte delle loro considerazioni. Per loro, nel migliore dei casi, la religione è un elemento culturale che dovrebbe essere rispettato in quanto parte della tradizione e del folklore, ma dovrebbe essere sottomessa allo Stato così come avviene con l'Ortodossia russa.

Questo è il tipo di critica che si trova in Un mondo dopo il liberalismo. La maggior parte dei lettori ci vedrà poco più di una sinossi che discute idee bizzarre di personaggi bizzarri. Tali critiche sono utili, ma non troppo. Tuttavia, ci sono due cose che il libro non dice esplicitamente e che gli conferiscono valore.

In difesa della mediocrità liberale
La prima serve a far vedere che il liberalismo è in crisi. La gente non è più attratta dalle comodità che offre e vuole qualcosa di più e di più alto. In effetti, la presentazione equanime del pensiero illiberale da parte del Dr. Rose è interrotta da una sua difesa sorprendentemente appassionata, quasi violenta, della mediocrità liberale, che egli vede minacciata. Improvvisamente diventa anti-accademico e…antiliberale. Nega le basi storiche dell'Occidente e abbraccia i miti liberali e le superficiali leggende nere che condannano tutto ciò che in Occidente è pre-liberale.

"Cosa c'è dopo il liberalismo?", si chiede. "Sappiamo bene cosa c'è stato prima: oppressione, ignoranza, violenza e superstizione. Il mito delle nostre origini politiche è la storia di come abbiamo imparato a costruire le società sui valori della libertà e dell'uguaglianza anziché su differenze di culla e sulle crudeltà del potere".

Dalla negazione degli enormi progressi compiuti nella cristianità pre-liberale l’autore conclude che è molto meglio rinunciare al mondo eroico di tempi passati che perdere "le comodità e la mediocrità del nostro", lamentandosi del fatto che la gente "pensa al coraggio e alla galanteria che [il mondo eroico del passato] ispirava, il che ci spinge a chiederci cosa sia andato perduto per voler scambiare i suoi nobili codici con una maggiore sicurezza... Avrebbe sì potuto ispirare uomini più coraggiosi e azioni più grandi, ma ormai  non si può tornare indietro. La frontiera è chiusa".

Così, il dottor Rose sbatte la porta a qualsiasi ipotesi di restaurazione della cristianità con forza analoga a quella dei cinque autori illiberali che prende in esame, unendosi a loro nel dire che non si può tornare indietro. Ma non spiega perché non si può tornare indietro né per quale motivo non si può nemmeno pensare di farlo. Si tratta di un decreto liberale da non mettere in discussione.

Cogliere il suggerimento
Un secondo elemento di rilievo del libro è che, essendo il liberalismo in crisi, c’è un ampio settore dell'opinione pubblica attratto da argomenti al di fuori degli schemi liberali e che vuole sentire parlare di tematiche come la sacralità, l'onore e la metafisica. In altre parole, i termini del dibattito stanno cambiando.

Questi stessi settori potrebbero essere attratti dall'ordine cristiano e, per quanti osano cogliere l'occasione, si potrebbe aprire la porta che l'autore sbatte in faccia. Questi eroi potrebbero addirittura varcare la frontiera che porta fuori dal deserto liberale. Per contro, l'inevitabile deludente frustrazione del pensiero illiberale potrebbe portarli a esplorare il mondo razionale, sublime e soprannaturale proposto dall’insegnamento tradizionale della Chiesa, nel quale troverebbero grande soddisfazione. Il mondo post liberale non dovrebbe essere più liberale bensì costituire un ritorno all'ordine cristiano.
John Horvat - Traduzione a cura di TFP – Italia.

15 commenti:

Il cristianesimo, una chiamata ha detto...

L’imposizione del nome, siccome osserva il Crisostomo, è atto di dominio. Ora il Signore, ad indicare che alcuni rari personaggi gli sono a speciale titolo consacrati, impone loro un nome che indica la futura missione a cui li consacra. Giovanni significa colomba, perché la sua testimonianza circa la divinità di Gesù, preparasse gli Ebrei a ricevere l’altra che era per fare un’altra Colomba, quella cioè che sul Giordano discese sopra il divin Salvatore.

Anonimo ha detto...

"Le persone non si rivolteranno. Non alzeranno gli occhi dai loro schermi, non abbastanza per notare cosa sta accadendo.”

(George Orwell ,“1984")

https://ilcenacolointellettuale.blogspot.com/2022/06/george-orwell.html

Da Fb ha detto...

Sempre più convinto che la rinascita della cultura cattolica - e della VERA cultura laica - non passino per la politica ma per la filosofia, e nella fattispecie non per una ripetizione pedissequa di dogmi, apologie ecc. ma per una emendazione/riappropriazione creativa delle parti migliori della cultura moderna. Un esempio fra i mille possibili: un neostrutturalismo impostato in chiave fortemente razionalista sul piano dei contenuti (per i laici) e in senso neoscolastico su quello metodologico (per i cattolici). Questo permetterebbe a chi, nei due fronti, si oppone all'attuale deriva antropologica di dialogare e soprattutto AGIRE su una piattaforma concettuale solida, con più punti in comune che differenze. Rivoltare le armi della cultura moderna deviata, d'impronta post-strutturalista e neomarxista (oltre che gnosticheggiante), contro se stessa... !

Anonimo ha detto...

Tre navi Ong con 850 immigrati irregolari chiedono di sbarcare in Italia nel silenzio generale. Nessuna traccia del Ministro dell’Interno Lamorgese, ma nemmeno degli altri partiti al governo. Si sono forse tutti arresi all’idea che l’Italia debba essere un porto aperto e che la tratta di persone da consegnare alle cooperative rosse e bianche, quindi alla malavita organizzata, debba essere legalizzata. A voi sembra normale tutto questo? Basta scaricabarile: il Governo Draghi contrasti la prospettiva di un’estate di assalto alle nostre coste da parte degli scafisti!

Anonimo ha detto...

Poniamoci questa domanda: ma di quale sistema "liberale" parliamo?

Quello del green pass e dell'obbligo surrettizio di siero sperimentale?

Dell'ideologia spacciata per scienza come ciancia la "libera stampa"?

Non vorrei che ci si sia già dimenticati di questo:

-niente cure precoci, ma tachipirina e vigile attesa
-negato l'accesso a terapie efficaci
-somministrate cure sbagliate (intubazione, ventilazione, sedativi)
-niente autopsie

E in aggiunta:

-conflitto di interesse di virologi ed esperti vari omnipresenti in TV
-premio alla stampa che rilanciava l'allarme pandemico
-premio agli ospedali che ricoveravano in reparto Covid

I cosiddetti celebrati "eroi" non hanno battuto ciglio contro le illiberali determinazioni dell'Ordine Professionale contro chi continuava ad usare il cervello e non i DPCM. Hanno ammazzato persone lasciate morire sole e vituperato altri malati perchè non vaccinati.
I cosiddetti celebrati "eroi" hanno sbagliato molte scelte, tra gli applausi di un potere insano e di una grancassa mediatica ipnotica.

E' sempre un sistema liberale che ha creato i positivi con un tampone nemmeno specifico e mai convalidato, con margini di errore elevato?

Almeno l'80 % di chi è morto con-Covid avrebbe potuto essere salvato.

E di quelli che non si sarebbero salvati, una buona parte (più di tre quarti) non è morto "di Covid", ma "con Covid" essendo portatore già di altre pluripatologie gravi.

E' un sistema liberale quello che semina menzogne a tutto spiano?
Che ti marchia con un barcode per farti entrare in biblioteca?

Una volta si diceva che erano nazisti.

Sì, come quelli che abbiamo scoperto combattere in una guerra che sta riempiendo le nostre informazioni. Anche lì è strano: sembrerebbero stare dalla parte dei "liberali". I cattivi sarebbero solo gli altri.

Dunque, se i "liberali" sono i nazisti, chi è illiberale è buono!
Però ci sono quelli che dicono chi è nazista e chi no.
E fanno un po' di confusione. Confondono persino maschio e femmina.

Brieuc ha detto...

“Dunque, se i "liberali" sono i nazisti, chi è illiberale è buono!”

Non esistono solo queste due scelte. È possibile anche cadere dalla padella nella brace. Bene puntare il dito contro questi filosofi, che non risolvono affatto i problemi che ci stanno affliggendo, anzi ci portano verso altri problemi.

Basta non sostenere che la soluzione sia un ipotetico (e inesistente) "vero liberalismo".

Anonimo ha detto...

In Italia il 40% dell'acqua viene sprecato per i problemi alla rete idrica.
La soluzione è sistemare la rete con i soldi peraltro già versati con le tasse? Ovviamente no. La soluzione alla loro inadempienza è razionare l'acqua.
Le strade sono dissestate. Si riparano le buche? Ovviamente no. Si abbassano i limiti di velocità e si restringono le corsie.
Ci sono pochi posti letto negli ospedali. Si ottimizza la spesa per la Sanità? Ovviamente no. Si chiude la gente in casa e si vieta di studiare e lavorare.
Problemi di approvvigionamento di gas. Si prevedono risorse alternative? Ovviamente no. Si aumentano le bollette.
Si potrebbe andare avanti per ore.

Si levano i soldi a chi lavora e produce impiego e ricchezza.
Non si danno in cambio i servizi, nel migliore dei casi. Nel peggiore si ostacola ogni iniziativa privata.
Questo è lo Stato senza il quale, si dice, non potremmo vivere.
RC

Anonimo ha detto...

Giorno dopo giorno sta cambiando l'Occidente. La vicenda di Assange non è solo tragica, ingiusta: manifesta una trasformazione.

Assange non viene perseguito per aver commesso crimini, ma PER AVER DENUNCIATO DEI CRIMINI (di guerra e di altra natura).

Se l'Occidente credesse davvero a quelli che pure retoricamente definisce come i propri valori avrebbe ringraziato Assange e si sarebbe impegnato per perseguire i crimini che, grazie ad Assange, sono stati rivelati.

Perseguire la sua persona è un monito per tutti: nessuno si permetta di portare alla luce la verità, nessuno si permetta di portare sotto gli occhi dell'opinione pubblica i crimini di cui interi stati si sono macchiati, perché i responsabili non saranno perseguiti.

Ogni giorno di più i valori dell'Occidente si trasformano in retorica per coprire altri crimini. Ci si riempie la bocca di essi e li usa per giustificare guerre contro coloro che non li osserverebbero, ma poi si agisce come quei dittatori che si presume combattere.

La stessa persona può condannare la guerra, ma non rispondere sulle guerre che lui stesso ha sostenuto, la stessa persona può condannare i crimini di guerra, e non rispondere dell'uso di armi all'uranio impoverito che hanno devastato certi territori e ucciso anche nostri soldati di stanza in quei territori.

Nasce un nuovo Occidente, che non persegue i crimini, la cui identità è divenuta l'ipocrisia, la menzogna, che usa i valori a fini del potere.

Un Occidente che non persegue chi commette i crimini, ma chi li denuncia.

Cit. Vincenzo Costa.

Anonimo ha detto...

Abbiamo toccato con mano che tutte le dottrine politiche non solo possono diventare ideologie, ma possono essere la porta di ingresso entro regimi tirannici criminali.
Occorre solo una sincera conversione del singolo essere umano a NSGC. La comunità di uomini non garantisce nessuna giustizia, nessuna solidarietà se la comunità non fa posto al suo interno a Dio, Padre Figlio e Spirito Santo. E anche il famoso liberalismo abbiamo visto che può diventare ed è diventato un'altra foglia di fico incartapecorita su miscredenza, vizi ed ogni sorta di violenza ladrocinio sopruso genocidio, cioè schifo sommo. Basta con le chiacchiere, basta. Non abbiamo bisogno di masturbazioni mentali.

Silente ha detto...

Questo è un nuovo attacco della TFP alla cultura di Destra, che dimostra quali sono le vere posizioni di questo sodalizio brasileiro. Altro che Tradizione e Famiglia: sono dei liberali purosangue, sostenitori dell'imperialismo USA. Alain de Benoist sarebbe un "sessuologo occultista"? Ma mi facciano il piacere. Costoro non hanno mai letto neppure un rigo di de Benoist. Questa sarebbe la destra cattolica USA? Quella schierata con Zelensky, corrotto attorcomico (ma non è questo il suo peggior difetto)? Riguardo a Julius Evola e Oswald Spengler, costui dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di pronunciare il loro nome. Entrambi hanno disegnato una morfologia, e una filosofia, della storia di tutto rispetto, in buona parte accettabili anche per un cattolico. Prima di scrivere, consultare libri, leggere, studiare, please.
Silente

Anonimo ha detto...

Condivido pienamente tutto il suo commento.

Ecco il mondo post-civiltà europea ha detto...

Ancora una volta i mentitori seriali hanno TOPPATO alla grande. Ma la notizia s'era già diffusa, la smentita probabilmente la vedranno in pochi. In pratica a Oslo c'è stata una sparatoria che ha colpito delle vittime innocenti in un locale gay. Ai media, come sempre, NON frega assolutamente niente delle povere persone uccise, che conta è la PROPAGANDA, infatti si parlava di attentato OMOFOBO. Ora salta fuori che la polizia parla di attentato islamico.
Ecco allora emergere ancora di più il paradosso che sarà evidente al mondo intero in occasione dei mondiali in Qatar, che si disputeranno in un paese in cui la cosiddetta "omofobia" (parola vuota di significato, infatti "paura dell'uguale" dice assai poco, ma in un mondo che stravolge il senso delle cose tutto fa brodo) esiste davvero ma TUTTI se ne strafregano, essendo una questione di quattrini.
E le donne come stanno messe in Qatar? Maluccio. Recentemente è uscita questa notizia: Qatar, condannata a 100 frustate e 7 anni di carcere una donna che ha subito uno stupro. Qualcuno avvisi quelli che ritengono che l'America rappresentata dai giudici della Scotus che hanno abolito il diritto all'aborto, odi le donne. Forse Biden e i suoi scendiletto progressisti si comporteranno col Qatar come fecero con Putin alle olimpiadi di Sochi? La Duma aveva soltanto stabilito che nelle scuole non si parlasse di omosessualità, non che se ne parlasse male, non che si dovesse discriminare qualcuno e, apriti cielo, tutti addosso! Oggi i mentitori da strapazzo fanno finta di ignorare che in Qatar l'omosessualità è reato e le donne stuprate oltre a essere vittime di un orribile crimine, vengono pure frustate.
Mentre Concita, Dietlinde Lilli, Emma, per non parlare di Biden e di Enrico Letta e altri paladini dell'aborto urlano al sacrilegio per la sentenza americana che sarebbe una iattura per le donne, alcune donne vengono davvero uccise e condannate a pene disumane in paesi che stanno facendo affari con l'Occidente. Per non parlare dell'Afghanistan, dove dopo il bye bye di Biden le donne NON possono andare all'università, non possono andare in aereo se non accompagnate da un uomo. E vogliamo parlare dei diritti degli omosessuali? Mentre i giornaloni vedono l'omofobia dove non c'è e i Cecchi Paone e i Vladimiro Guadagno detto Luxuria piangono per la presunta omofobia in Italia, non aprono bocca per protestare contro la reale cosiddetta "omofobia" in Qatar.
Io l'ho sempre pensato e pure detto: oggi i cialtroni mentitori accusano i cattolici di essere retrogradi e di odiare e discriminare, soltanto perché non ci lasciamo condizionare dai diktat ideologici. Domani potrebbe essere che in Europa vigerà la Sharia. A quel punto state certi, mentitori seriali, che le uniche porte alle quali i veri discriminati potranno bussare saranno quelle dei conventi, delle chiese e delle famiglie cattoliche. La tentazione di lasciar fuori quelli che oggi falsano la realtà sarà enorme, ma state tranquilli, non agiremo da rancorosi, siamo sereni perché la verità, a differenza delle ideologie gnostiche, non deforma la psiche umana e, soprattutto, Cristo è amore.

DE MENTIBUS ILLIS ha detto...

Che povere menti limitate, quelle di chi ha sostenuto l'intervento dell'Occidente a sostegno della guerra in Ucraina! Adesso devono prendere atto che si sta compiendo un vero macello e si va verso la resa incondizionata con un'ampia perdita di territorio, esattamente come previsto da chi invocava invece la resa immediata con precise condizioni e garanzie.
Putin l'avrebbe concessa, ora non più. Ma gli USA miravano al regime sanzionatorio, alla chiusura del North Stream 2 e alla separazione della Russia dall'Europa. Crepano gli ucraini a migliaia? Gli Stati UE vanno in crisi economica? Beh, se non si capiscono nemmeno adesso la politica USA e i contorni della situazione, non mi stupisce che tali intelletti trovino pure modo di fare sarcasmo e non ammettano l'errore: il loro livello questo è.

Anonimo ha detto...

x Brioeuc

Nessun peana al liberalismo, nemmeno nella miglior versione.

Era solo una riflessione su chi sia il "liberale" di oggi.

E che gli illiberali sono tutti i "buoni" che si ritengono tali.

I veri liberi stanno nella Verità, che per sua natura chiede umiltà.
E' umile il timorato di Dio.
E' umile la Madonna, l'ancella del Signore.
Liberos possono esserlo gli apostoli di Maria.

Per il resto vedremo solo nazisti o comunisti, o rigoristi, o lassisti o altri ideologicamente tristi, privi del semplice e banale dovere e compito di restare al proprio posto: conoscere, servire e amare Dio in questa vita, e goderLo poi nell’altra in paradiso.

Anonimo ha detto...

"La speranza cristiana non disprezza i valori umani necessari ad una coabitazione pacifica tra i popoli. Tuttavia, quando lavora all'edificazione di un'umanità più giusta e più fraterna, lo fa senza illusioni e senza entrare in compromessi incompatibili con la sua fede nella vita eterna e le sue esigenze. Una cosa è lavorare per un mondo più umano, altra cosa mettere tutta la propria speranza in quel mondo." (B.-M. Simon)