venerdì 10 giugno 2022

Rosari pubblici di riparazione a Genova

Venerdì 10 giugno e lunedì 13 giugno, alle 18:30, si terranno due rosari pubblici di riparazione per il gay pride genovese. I fedeli si ritroveranno in Piazza De Ferrari, lato Palazzo Ducale.

11 commenti:

Valeria Fusetti ha detto...

Ho cercato di condividere la locandina su Facebook ed è stata bloccata come offensiva per altri utenti. Ovviamente che i gay pride siano offensivi per me, ed io sia un utente di Facebook non interessa ai gestori del suddetto social. A questo punto mi verrebbe da definirlo più che social bensì nazisocial.

Anonimo ha detto...

Sul blog di Aldo Maria Valli si sono letti alcuni articoli critici contro l'attuale arcivescovo di Genova. Sarebbe quindi interessante sapere come la curia arcivescovile si posizionerà nei confronti del pride. La manifestazione in questione denominata gaypride si svolgerà Sabato ovvero il giorno precedente alle elezioni amministrative. Così il sindaco Bucci non potrà partecipare perché in quel giorno è proibita ogni partecipazione ad attività politiche ed il pride quando chiese l'autorizzazione disse di essere un'attività politica.

Gia' oltre il precipizio. ha detto...

Mi vien piangere .
Appena si ravvisa uno spiraglio (temporaneo) di liberta' la priorita' piu' necessaria in assoluto e' sbandierare l'orgoglio del vizio.

Fabrizio Giudici ha detto...

Valeria, i meccanismi di censura sui social sono ridicoli per certi versi e spudorati per altri...

Per quanto riguarda il sindaco Bucci, come faceva presente il commento sopra, ha trovato una scusa per tenersi fuori, ma pochi giorni fa era a colloquio con i suoi amici gai (in realtà ha già imbarcato uno di loro in squadra):

https://www.genova24.it/2022/04/comunali-con-bucci-nella-lista-genova-domani-professionisti-molti-ex-e-unesponente-della-comunita-lgbt-302430/

Già nel 2019 si materializzò "ammiccante" durante la parata:

https://www.ilsecoloxix.it/genova/2019/06/15/news/genova-attese-5mila-persone-al-liguria-pride-2019-1.33846744

2020 e 2021 sono "saltati" per i noti motivi. È evidente che a questo tipo di politici dei princìpi morali non interessa niente. Se non si sbilancia è solo perché ci sono le elezioni imminenti. Per me è già piuttosto scontato quale atteggiamento terrà dopo.

D'altronde cosa ci si può aspettare? ha detto...

A Pescara una coppia di lesbiche racconta dall'altare l'amore Lgbt tra «lunghi abbracci», «dolcezza degli occhi» e «mani delicate». Il parroco fa pure la direzione spirituale; a Parma il vescovo in campo per i cristiani Lgbt mentre il fedelissimo di Zuppi che dispensa i gay dalla castità entra nelle parrocchie di Modena, Reggio e Ferrara. A Trento il settimanale diocesano sostiene la settimana Lgbt e a Bolzano la pastorale per la famiglia ha uno sportello apposito su fede & omosessualità. La marcia per sdoganare l'omosessualità nella Chiesa è inarrestabile.

Insomma: dopo le ambiguità degli ultimi anni, nelle quali, le veglie erano tentativo per sdoganare il falso vittimismo omosessuale e spalancare le porte all’agenda omosessualista, il piano prosegue ora con l’ostentazione di testimoni della causa gay, effusioni sull’altare comprese e direttori spirituali. Omosessuali, dunque, che non hanno alcun problema a presentarsi mano nella mano in chiesa e a occupare lo spazio sacro con un proclama che chiamano testimonianza, termine curioso che rimanda ai martiri, ma che invece è una palese rivendicazione di orgoglio omosessualista.

Ritengono che la Chiesa debba benedire la loro unione come buona, giusta e voluta dal Signore. E chi lo contesta, è appunto omofobo, come questo articolo sicuramente apparirà ai loro occhi. Funziona così per quelli che credono di lavorare per la Chiesa mentre in realtà è la Chiesa che pretendono lavori per loro, per giustificare ciò che la Parola di Dio invece ha condannato senza appello.

Continua a leggere ... https://lanuovabq.it/it/la-marcia-cattogay-lesbiche-predicano-dallaltare

Anonimo ha detto...

Bucci ha un fratello sacerdote anzi frate. Il sacerdote è anche laureato in medicina. E sembra che abbia incarichi nelle università pontificie. E si dice sia favorevole alle politiche pro gay.

Anonimo ha detto...

Lasci perdere i social. Preghi e basta. È l'unica cosa che conta

Anonimo ha detto...


"Chi contesta le unioni gay è omofobo". Come ci salviamo?

Certamente. Ma che vuol dire "omofobo"? Omofobo è colui che detesta il peccato contronatura, l'accoppiarsi ripugnante tra maschi o tra femmine.
Ogni persona normale è "omofoba".
Se uno è "omofilo" ossia se approva questo tipo di peccato pur non essendo omosessuale, ciò significa che si rende moralmente complice del peccato stesso.
L'omosessualità, nelle sue varie forme, imprudentemente sdoganata dai politici e dal clero, sta adesso rendendo la vita sempre più difficile alle persone normali.
Per non esser privati in un vicino domani della nostra libertà in quanto persone normali, necessariamente "omofobe", e per salvare la nostra gioventù dalla corruzione, dobbiamo forse sperare in un intervento straniero, comunque distruttore?

Bergoglio sta lasciando sommergere la Chiesa dall'ondata gay.
Tace sulla deriva gay e saffica del clero tedesco e non solo, lascia che il clero partecipi quando vuole alle manifestazioni del c.d. orgoglio gay, persino nelle chiese; loda noti preti e suore attivisti gay.
Peggio di così...
Ma cosa ha detto NOstro Signore? "Altrettanto avvenne al tempo di Lot [come a quello di Noè]: mangiavano e bevevano, compravano e vendevano, piantavano e costruivano; ma il giorno in cui Lot uscì da Sodoma, Dio fece piovere fuoco e zolfo dal cielo e fece perire tutti" (Lc 17, 28-29). S. Pietro, nel suo primo discorso, disse: "Salvatevi da questa generazione perversa!" (Atti 2, 40).
Restando fermi nella fede e costanti nelle opere, facendo il nostro dovere di milites Christi sino in fondo, salveremo la nostra anima.
T.

Anonimo ha detto...

Il leader di un gruppo cattolico dissidente di difesa delle persone LGBT ha elogiato la scelta di Papa Francesco di nominare cardinale il vescovo di San Diego Robert W. McElroy, definendolo “il tipo di prelato di cui la nostra Chiesa ha bisogno”.

Anonimo ha detto...

A don Pozza, il prete televisivo che ha elogiato pubblicamente il "matrimonio" sodomitico di un noto presentatore Rai, hanno cominciato a scrivere, su fb, molti cattolici indignati.
Il problema è che molti di loro loro l'hanno rimproverato e accusato di "apostasia" e "tradimento", citando l'autorità di Jorge Mario Bergoglio. Cioè colui che della svolta licenziosa- omoerotista è il principale (anche se non unico) artefice; nonchè colui che ha compiuto l'atto più blasfemo, sacrilego e vergognoso mai compiuto in duemila anni da un pontefice: venerare un idolo pagano (la Pachamama) in Vaticano. Nemmeno Wojtyla si era spinto a tanto.
Insomma: sgridare il prete omosessualista citando Bergoglio, è più o meno come biasimare un razzista citando l'autorità di Hitler. Cioè la caduta nell'assurdo.
Purtroppo la papolatria rende ciechi. Si può sopravvivere al modernismo o alla papolatria. Ma il modernismo e la papolatria, insieme, uccidono il cattolicesimo.
Martino Mora

Anonimo ha detto...

La necessità di riparazione

Secondo S Tommaso la bestemmia è il più grande dei peccati. (II-II q 13 a 3) Essa si oppone direttamente alla bontà divina, detestandola e viola la virtù di religione che è parte della virtù di giustizia. Invece di rendere a Dio l’onore che gli è dovuto, lo si insulta. Per questo esige una riparazione che consisterà a rendere a Dio, nella misura in cui è possibile, la gloria e l’onore di cui è stato privato e cancellare così l’ingiuria che ha subito.
(...) Una pubblica bestemmia richiede riparazione per l’onore di Dio oltraggiato, con manifestazioni pubbliche di fede e di preghiera. L’amore di Dio è proporzionato al desiderio di riparare le offese che egli riceve. L’atto più grande in riparazione del peccato fu il sacrificio di Gesù sulla Croce. Tale sacrificio si rinnova in maniera incruenta nella S. Messa. Per questo è importante fra gli atti di riparazione di offrire e partecipare a S. Messe a questa intenzione.
E’ necessario poi pregare e fare sacrifici per la conversione di coloro che, con questo gravissimo scandalo, offendono il Signore, sono la causa della perdita delle anime e meritano l’inferno eterno.
Infine la pubblica riparazione è indispensabile per preservare la società dai castighi che le offese alla maestà divina, attirano su di essa. Per questo è importante partecipare numerosi alle manifestazioni di preghiera che avranno luogo a (Reggio, aggiunta di de Missa Tridentina Italia) senza badar a sacrifici… per l’onore di Nostro Signore Gesù Cristo.

testo preso da:

Don Pierpaolo Maria Petrucci

per informazioni:

https://t.me/BeataScopelli/640