giovedì 16 giugno 2022

Bergoglio limita i nuovi gruppi tradizionali ordinando l'approvazione vaticana per le associazioni di fedeli

Mentre si parla tanto di sinodalità e di pizzo della nonna, si riducono i vescovi a funzionari del satrapo che devono preventivamente chiedere permesso a Roma per fare ciò che spetta loro di diritto. Alla faccia della collegialità e del rispetto delle prerogative episcopali. Approfondimenti nell'articolo. Vedi precedenti consultando anche i numerosi link di riferimento: Il saccheggio dei Monasteri, lo scandalo vaticano nascosto. qui e a partire da qui: Perché il Vaticano se la prende con la vita contemplativa?

Il Papa limita i nuovi gruppi tradizionali
ordinando l'approvazione vaticana per le associazioni di fedeli

Bergoglio ha emanato una direttiva che limita i poteri dei vescovi diocesani ordinando loro di chiedere il permesso del Vaticano prima di costituire gruppi di fedeli che aspirano a diventare istituti o società religiose.

Lo ha fatto con un Rescritto del 15 giugno (vedi immagine sotto), ma firmato il 7 febbraio durante un'udienza al cardinale João Braz de Aviz e all'arcivescovo José Rodríguez Carballo, rispettivamente prefetto e arcivescovo segretario del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
Notare l'errore nel latino: audentia in luogo di audientia
Lapsus freudiano: audacia nel senso di arbitrio?
La direttiva appare evidentemente una mossa per impedire alle comunità religiose cattoliche tradizionali, come le nuove comunità francescane, agostiniane o benedettine, di acquisire personalità giuridica... il messaggio ai vescovi sembra molto chiaro in questo senso.

Leggo e traduco da LifeSiteNews che la vaticanista Diane Montagna ha notato che il Rescritto del Papa necessita di una modifica del Diritto Canonico (Canone 312 §1), sebbene non faccia menzione che tale cambiamento sia avvenuto o sia imminente. E dunque ipotizza che il cardinale Braz de Aviz possa non essersi reso conto della contraddizione della direttiva col diritto canonico vigente.
Il canone 312 §1 attualmente sostiene il diritto dei vescovi locali di erigere associazioni pubbliche di fedeli, stabilendo:
L'autorità competente per la costituzione di associazioni pubbliche è:
1/ la Santa Sede per le associazioni universali e internazionali;
2/ la conferenza episcopale nel proprio territorio per le associazioni nazionali, cioè quelle che dalla loro fondazione sono orientate all'attività in tutta la nazione;
3/ il Vescovo diocesano nel proprio territorio, ma non amministratore diocesano, per le associazioni diocesane, salvo, invece, quelle associazioni il cui diritto di erezione è stato riservato ad altri per privilegio apostolico.
Le nuove restrizioni imposte ai vescovi diocesani avranno l'effetto pratico di soffocare la crescita di nuove comunità o ordini, in particolare quelli tradizionali, se non dovessero incontrare l'approvazione del fermamente antitradizionalista Braz de Aviz.

Combinato con la Traditionis Custodes e con i Responsa ad dubia [vedi] del designato cardinale Arthur Roche e il documento Cor Orans del 2018 – descritto come un assalto “crudele e spietato” contro gli ordini contemplativi, motivato dall'“odio” (Vedi precedenti segnalati nell'incipit) – il nuovo Rescritto si aggiunge alla recente serie di rigorosi interventi vaticani che hanno l'intento di limitare, se non stroncare, il futuro della Messa tradizionale e dei gruppi che vi sono devoti.  (Maria Guarini)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

“Chi predica la verità professa Cristo. Chi invece nella predicazione tace la verità, rinnega Cristo”.
Sant’Antonio da Padova

Anonimo ha detto...


Qu'attendre d'autre de ces francs-mac ? Ils iront jusqu'au bout de leur folie destructrice. Et les imbéciles les suivront jusqu'au bout AU NOM DE L'OBÉISSANCE. Peut-on être plus bête ?

Anonimo ha detto...

Con tutti i problemi che ha la Chiesa oggi, per il suo Capo quello principale è la “non accettazione del[l’ultimo] Concilio”.
A me pare, con il dovuto rispetto, l’ossessione di una persona anziana che vede gli ideali della sua generazione ritrattati dai più giovani.
Sorprende e preoccupa questo palese distacco dalla realtà, questo non saper individuare i problemi reali della Chiesa.
Ricordate l’ultima intervista del cardinale Ratzinger a Vespa? Il tema era lo stesso. In pochi anni siamo passati da quella intervista a questa…
Dispiace dover assistere a tutto ciò, ma tant’è: continuiamo a pregare per la Chiesa, è l’unica cosa che possiamo fare

Anonimo ha detto...

Tempus fugit......

Anonimo ha detto...

Due cose essenziali sono a mio giudizio enormemente diminuite nella Chiesa cattolica, sia nella gerarchia che nei fedeli: la percezione di Dio e quella del peccato!!!! Si vede benissimo che sempre più cattolici non colgono più la presenza di Dio trascendente nelle cose della vita e nella liturgia, e non hanno più il senso della malvagità di moltissimi atti da sempre considerati peccati mortali cioè gravi o gravissimi.
Ma questa sparizione che non può essere totale è in malafede, getta malessere nelle anime e prima o poi dovrà esser controbattuta con pentimento e rinascita

Anonimo ha detto...

"Perché il Vaticano se la prende con la vita contemplativa?"
Forse perche'solo l'intimita' con Dio ci avvicina all' Eterno Padre?
In pochi anni siamo passati dalla manifestazione pubblica del Corpus Domini ad una fede vissuta nel privato,sottotono. "Andate e ammaestrate tutte le genti alla Verita'" , non piu'.Signore, non sei piu' proclamato Tu che sei La Verita'.Perche' si preferisce far sfilare per le vie la turpitudine, il fango ?
Che Dio abbia pieta' di queste generazioni che continuano a nasconderLo sotto il moggio e che l'ardente fede di pochi Sacerdoti fedeli riporti le creature ad avere coscienza di quella dignita'che gli e' stata donata : essere "figlio di Dio"

Anonimo ha detto...

Leggo che la cerimonia di consacrazione sacerdotale dei quarantaquattro novelli sacerdoti dell'anno 1951 nella concattedrale di Frisinga per l'Arcidiocesi di Monaco di Baviera-Frisinga, tra i quali i fratelli Georg e Joseph Ratzinger, durò quattro ore e quarantacinque minuti.
Il vescovo ordinante, l'anima santa del cardinal Michael Faulhaber, aveva 82 anni.
Era giugno, e con tutta probabilità faceva caldissimo.
Adesso queste cerimonie sono più brevi, semplici, più umane, meno massacranti, sono più vicine allaggente (non è un errore di battitura), hanno tagliato via tutto il vecchiume preconciliare, tutti i fronzoli, i pizzi e i merletti (il cardinal Faulhaber aveva una cappa magna di cinque metri), i fedeli capiscono tutto, et voilà ... non hanno quasi più sacerdoti da consacrare, e tra l'altro quasi neppure più fedeli. E sono diventati mezzi eretici (in Germania molto più di 'mezzi').
Succede...

Anonimo ha detto...

"...Il vescovo ordinante, l'anima santa del cardinal Michael Faulhaber, aveva 82 anni..."

...ed aveva spina dorsale.

Anonimo ha detto...

I limiti nel pensiero dei latinoamericani
Sef Adams

Anonimo ha detto...

Chissà mai che tra queste associazioni possa rinascere un cattolicesimo ortodosso. Meglio ostacolarle

Da Lo Spigolatore romano ha detto...

La deriva della vita religiosa cattolica, la sua profanazione, la sua vera e propria perversione si può toccare con mano in mille modi. Uno è questo descritto nel programma qui riprodotto. Gli antichi cristiani trascorrevano la notte del sabato in preghiera perché il giorno dopo il sabato è un gran giorno, è il giorno del Signore, è il vero sabato. I cristiani di oggi, le figlie di santa Chiara, nel caso specifico (volevamo scrivere "figlie degeneri" ma non lo facciamo, per rispetto alla beata Chiara) che fanno? Celebrano il sabato ebraico! I modernisti per le tradizioni che non ci sono ... non si mettono grandi problemi: le inventano alla bisogna. Come lo "Shabbat in monastero". E poi molti si meravigliano che i monasteri stanno chiudendo uno dopo l'altro. Se la proposta che offrono è abbandonare le tradizioni cattoliche per scimmiottare le altre tradizioni! Uno che voglia conoscere e pure celebrare lo "shabbat" va nelle comunità ebraiche per vedere l'originale, non presso le scimmiottature fatte dai cattolici! Donfi.

mic ha detto...

Il problema è che sono i monasteri tradizionali a chiudere, per le ragioni di cui all'articolo proposto.
Ho visto che il caso segnalato riguarda l'Associazione culturale "Casa Alta" del Monastero di Santa Chiara del Sassoferrato...
Il sincretismo con l'ebraismo (vedi https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/modifica-della-dottrina-della.html ) è frutto del concilio e questo monastero difficilmente verrà attenzionato e quindi commissariato e infine sottoposto a "rieducazione" o chiuso in caso di resistenza...

Anonimo ha detto...

Si aggira il problema se le comunità religiosa tradizionali che stanno nascendo nelle diocesi si limitano ad essere riconosciute come associazione private di fedeli, pure con personalità giuridica. Tale riconoscimento spetta solamente al vescovo diocesano (can. 299 § CIC). Questo in attesa di tempi migliori ...

Anonimo ha detto...


Un elenco di fatti:

1. Papa Francesco ha perseguitato e perseguita le comunità che praticano la disciplina e la liturgia tradizionali (Francescani dell'Immacolata, ordini femminili), commissariando e disperdendo.
2. Ha ristretto enormemente la possibilità di celebrare la Messa di rito antico, detta Tridentina. L'intento di farla sparire appare evidente. Le sue dichiarazioni occasionali nel senso della morale cristiana tradizionale sono contraddette da una serie di fatti inoppugnabili:
3. La concessione della possibilità della Comunione ai divorziati risposati conviventi, che di fatto legalizza il peccato di adulterio e concubinaggio e fa strame della vera concezione cristiana del matrimonio.
4. Le sue concessioni alle pretese del fronte arcobaleno: - ha dichiarato possibile/accettabile la convivenza gay purché non sia matrimonio - elogia l'opera di propaganda gay e saffica dei noti P. Martin SI e della suora Gramick - tace di fronte agli scandali inauditi che vengono dall'episcopato e clero tedeschi, a cominciare dal cardinale Marx.
5. Tace anche di fronte alle pretese delle femministe sulla donna-prete: ha detto en passant che non si può fare e tuttavia continua a permettere iniziative e prese di posizione per aumentare la presenza delle donne nella Chiesa e renderla più penetrante, attraverso la c.d. "sinodalità". SEmbra di trovarsi di fronte ad un frustrante "vorrei ma non posso". ETC.

Un articolo su La Nuova Bussola Quotidiana di ieri notava come le iniziative pro-gay nella Chiesa in questo mese di giugno (dedicato appunto all'orgoglio gay) fossero diventate uno tsunami, cosa mai successa prima in questa misura. Abbiamo dovuto vedere anche due lesbiche fare durante la Messa l'elogio delle loro effusioni!
Però il Papa continua colpevolmente a tacere. L'onda dei contronatura sta dilagando in tutto l'Occidente, grazie alla complicità dei politici, e non risparmia la Chiesa, grazie alla latitanza dei suoi pastori.
Che fine ha fatto il cardinale PELL? Fu l'unico a dire che il Papa doveva intervenire contro le eresie e deviazioni manifestantisi in Germania. Pell è uomo di grande fede e di fegato. Uno dei pochi, nel clero di oggi.
Non dovrebbe appellarsi al Papa direttamente, incitandolo a muoversi finalmente? E, perdurando il Papa nel suo silenzio, rimproverarlo pubblicamente come fece a suo tempo (per colpe assai minori) san Paolo nei confronti di san Pietro, ad Antiochia (Gal 2, 11 ss.)?
Come non l'accettiamo per l'Italia, a maggior ragione non l'accettiamo per la Chiesa, che venga soffocata da questa melma.
PP